>Oggi ho sentito un "So' ito..." [in viale Germanico, mica... /ar Pigneto/
sarà stato un burino (non per forza un boro), o cmq di famiglia (ossia
di cultura linguistica) burina.
del resto, il 99% dei romani mica sono romani-romani...
--
>Giò
.....................................................
Vides ut alta stet nive candidum
Soracte nec iam sustineant onus
silvae laborantes geluque
flumina constiterint acuto?
(Orazio - Odi I, 9)
.....................................................
"Ancora non riesco a capire come gli sia venuta in mente"
(Richard Feynman)
.....................................................
>> Oggi ho sentito un "So' ito..." [in viale Germanico, mica... /ar
>> Pigneto/
> sarà stato un burino (non per forza un boro), o cmq di famiglia (ossia
> di cultura linguistica) burina.
> del resto, il 99% dei romani mica sono romani-romani...
Ancora?
A Giova', il verbo *ire* è romano, lo vuoi capire?
Delle percentuali poi ne parliamo la prossima volta.
SE N'E ITO
Hai sentito eh? ppovero Titta er greve,
Povera nun zia l'anima! ha spallato.
Ma! un giuvenotto da potesse bbeve
Drento in un bicchier d'acqua, eh? cche ppeccato!
Inzinenta dar giorno de la neve
Se portava un catarro marcurato.
E Ssan Giascinto te l'annò a rrisceve
In d'un fonno de letto ggià appestato!
Da 'na ggnàggnera a un'antra, stammatina
In zanitate ròspite, bz!, è mmorto
Pien de decùpis dereto a la schina.
A cquiniscióra fanno lo straporto
Der corpo in forma-papera: e ggià Nnina
Se fa vvéde a bbraccetto co lo storto.
G.G.Belli.
>Ancora?
>A Giova', il verbo *ire* č romano, lo vuoi capire?
nel senso che i tizi con le ciocie che sono venuti a Roma generazioni
fa, e che lo usavano, hanno figliato (come i conigli), e si puň dire
che siano romani, di sicuro un po' piů dei rami abruzzese o
marchigiano.
>SE N'E ITO
>G.G.Belli.
ma quello č trasteverino, mica romano! :)
--
>Giň
>>Oggi ho sentito un "So' ito..." [in viale Germanico, mica... /ar Pigneto/
>
>sarà stato un burino (non per forza un boro), o cmq di famiglia (ossia
>di cultura linguistica) burina.
In genere, chi usa insulti che fanno riferimento all'origine
geografica o all'attività lavorativa, lo plonko senza pensarci troppo:
la povertà intellettuale e morale di chi usa termini come "burino" o
"terrone" è incorreggibile. Non vale neanche la pena di utilizzare
parole con una certa nobiltà semantica come "razzismo" o "ignoranza".
PLONK
Per gli altri frequentatori del NG.
"Ire" (andare) ovviamente fa parte da tempo immemorabile del lessico
romanesco, soprattutto del lessico colto. E' presente in un'opere del
XIV secolo (per es. la Vita di Cola di Rienzo: "simo iti spierzi;
erano iti a commattere; ecc.) e del XX secolo (per es., in "Ragazzi di
vita" di Pasolini, a pag. 7 dell'ed. Einaudi del 1972: "So' ito a
famme er bagno, so' ito, --diceva Marcello"). Lo si ritrova numerose
volte nell'epistolario e nei Sonetti del Belli (Una sola citazione:
"Sò ito a mmutà aria a Pportodanzo"), nel Dizionario di Gaetano Moroni
(il "Ghitanino" del Belli), nelle poesie di Mario Dell'Arco, ecc.
Ciao,
Ferdinando
--
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> ma quello č trasteverino, mica romano! :)
Allora ti riferisici al /romanese/ contemporaneo, piů che altro italiano
storpiato troncando i verbi e con l'aggiunta di qualche parolina colorita?
^^
--
Enrico C
>> ma quello è trasteverino, mica romano! :)
>Allora ti riferisici al /romanese/ contemporaneo, più che altro italiano
>storpiato troncando i verbi e con l'aggiunta di qualche parolina colorita?
/stàimo là/
--
>Giò
>>sarà stato un burino (non per forza un boro), o cmq di famiglia (ossia
>>di cultura linguistica) burina.
>In genere, chi usa insulti che fanno riferimento all'origine
>geografica o all'attività lavorativa, lo plonko senza pensarci troppo:
>la povertà intellettuale e morale di chi usa termini come "burino" o
>"terrone" è incorreggibile. Non vale neanche la pena di utilizzare
>parole con una certa nobiltà semantica come "razzismo" o "ignoranza".
>PLONK
Non ho usato il termine "burino" come /dispregiativo/, ma come
/caraterizzante una certa cultura/. Non una cultura /inferiore/ (o
/superiore/). Solo /diversa/.
>Per gli altri frequentatori del NG.
>"Ire" (andare) ovviamente fa parte da tempo immemorabile del lessico
>romanesco, soprattutto del lessico colto. E' presente in un'opere del
>XIV secolo (per es. la Vita di Cola di Rienzo: "simo iti spierzi;
>erano iti a commattere; ecc.) e del XX secolo (per es., in "Ragazzi di
>vita" di Pasolini, a pag. 7 dell'ed. Einaudi del 1972: "So' ito a
>famme er bagno, so' ito, --diceva Marcello"). Lo si ritrova numerose
>volte nell'epistolario e nei Sonetti del Belli (Una sola citazione:
>"Sò ito a mmutà aria a Pportodanzo"), nel Dizionario di Gaetano Moroni
>(il "Ghitanino" del Belli), nelle poesie di Mario Dell'Arco, ecc.
Ok ok.
Ma, allora...ma perché non sei intervenuto prima, che così m'evitavi
la grezza!?!? :-)))
>>la povertà intellettuale e morale di chi usa termini come "burino" o
>>"terrone" è incorreggibile. Non vale neanche la pena di utilizzare
>>parole con una certa nobiltà semantica come "razzismo" o "ignoranza".
>>PLONK
>
>Non ho usato il termine "burino" come /dispregiativo/, ma come
>/caraterizzante una certa cultura/. Non una cultura /inferiore/ (o
>/superiore/). Solo /diversa/.
Santa innocenza! Veramente non sai che a Roma "burino" e' un termine
dispregiativo? E' vero che era attribuito agli abitanti della Campagna
romana, dediti per lo piu' a lavori agricoli. Evidentemente per i
nobili proprietarii dell'Urbe la produzione di vino ed olio era
un'attivita' disdicevole. Ma chiama "burino" un vinicultore di
Frascati o Velletri, e vedrai la reazione.
Per curiosita':
* qual e' la denominazione di codesta tua cultura, quella che si
contrappone alla cultura burina?
* quali sono le caratteristiche che permettono di definire le due
culture e discriminare fra le stesse?
Ciao,
Alex (5630)
> un vinicultore di
>Frascati o Velletri
Si coltivano le viti, non i vini. Ma l'errore di battitura e' molto
bello e vorrei lasciarlo. Si brevettano i neologismi?
Ciao,
Alex (5630)
Veramente non lo sapevo neanche io, che il termine "burino" fosse cosě
offensivo alle vostre orecchie. Ma il tuo intervento non mi ha chiarito
quale sia il contenuto offensivo della parola "burino". Chiedo per
sapere, eh! Io non sono romana e non colgo bene le sfumature di certe
vostre espressioni. Per me anche "li mortacci tua" non era offensivo,
fino a poco tempo fa, quando ho letto qui che invece lo era.
> Veramente non lo sapevo neanche io, che il termine "burino" fosse così
> offensivo alle vostre orecchie. Ma il tuo intervento non mi ha chiarito
> quale sia il contenuto offensivo della parola "burino". Chiedo per
> sapere, eh! Io non sono romana e non colgo bene le sfumature di certe
> vostre espressioni. Per me anche "li mortacci tua" non era offensivo,
> fino a poco tempo fa, quando ho letto qui che invece lo era.
A me non suona così *offensivo*, ma piuttosto come un (sano?) sfottò degli
abitanti della città verso quelli della campagna, per i loro modi più
semplici e rustici.
--
Enrico C
[...]
> Veramente non lo sapevo neanche io, che il termine "burino" fosse così
> offensivo alle vostre orecchie.
A mio avviso quella parola è... non mi ricordo quella parola di cui parlava
Ale... autoreferenziale, diciamo, essendo squalificata essa stessa da un
contesto non burino.
[...]
> Per me anche "li mortacci tua" non era offensivo,
> fino a poco tempo fa, quando ho letto qui che invece lo era.
A me non parrebbe offensivo. Può essere, come tutto, appropriato o
inappropriato, ma offensivo...
Ciao, FB
--
"What meaning of this, Mitter Twain?" "I will tell you, Mr Wang, if you can
tell me why a man who possesses one of the most brilliant minds of this
century can't say his prepositions or articles"
(Murder by Death)
>vostre espressioni. Per me anche "li mortacci tua" non era offensivo,
>fino a poco tempo fa, quando ho letto qui che invece lo era.
per la stragrande maggioranza delle persone, non è offensivo.
per pochi, invece è un'offesa mortale.
"Aoh! M'hai detto i morti!!!"
>Santa innocenza! Veramente non sai che a Roma "burino" e' un termine
>dispregiativo?
Certo che lo so. Ciň non mi impedisce, perň, di usarlo con un'altra
accezione.
>un'attivita' disdicevole. Ma chiama "burino" un vinicultore di
>Frascati o Velletri, e vedrai la reazione.
Non vado in giro a dare epiteti alla gente. (ad epitare la gente?)
>* qual e' la denominazione di codesta tua cultura, quella che si
>contrappone alla cultura burina?
necessiterebbe di una perifrasi troppo lunga, e troppo sfumata, da
poter esprimere con le parole.
>* quali sono le caratteristiche che permettono di definire le due
>culture e discriminare fra le stesse?
il confine non č mai netto. le mie (rare?) discriminazioni, almeno
sono ragionate, e non dettate dall'istinto.
questo le rende tollerabili alla mia coscienza.
--
>Giň
> "li mortacci tua"
> per la stragrande maggioranza delle persone, non è offensivo.
Tra persone che si conoscono da tempo e frequentano... prova a dirlo ex
abrupto a un passante, ma sceglilo grosso...
> A me non suona così *offensivo*, ma piuttosto come un (sano?) sfottò
> degli abitanti della città verso quelli della campagna, per i loro
> modi più semplici e rustici.
Per i romani sarà anche un sano sfottò, ma gli abitanti delle province
laziali non la pensano proprio così.
Per chi non è di Roma "burino" è sempre un insulto.
Chi è dotato di un minimo senso dell'ironia può anche passarci sopra, ma
certamente non pensa "com'è simpatico questo qui che mi ha appena dato del
burino".
Ho visto un paio di amicizie decennali rompersi per questo!
Fla.
--
Ogni diletto è scoglio,
tutta la vita è un mar.
>Veramente non lo sapevo neanche io, che il termine "burino" fosse cosě
>offensivo alle vostre orecchie. Ma il tuo intervento non mi ha chiarito
>quale sia il contenuto offensivo della parola "burino". Chiedo per
>sapere, eh! Io non sono romana e non colgo bene le sfumature di certe
>vostre espressioni.
Io sono solo romano acquisito, e da relativamente poco tempo. Lo
stesso vale per l'abilita' nella lingua italiana e, ancor peggio, per
il romanesco: mi orizzonto da relativamente poco tempo.
Il fatto che "burino" sia un insulto e' registrato su tutti i
vocabolari. Lo classifica fra gli insulti anche Maurizio Pistone nel
suo bellissimo sito.
"Burino" attualmente e' sinonimo di persona rozza e ignorante. In
passato, nel vocabolario della classe dei proprietari terrieri, il
vocabolo indicava gli abitanti della Campagna romana, dediti per lo
piu' ad attivita' agricole o artigiane. Il Gabrielli afferma che ancor
prima era attribuito ai contadini della Romagna, i cosiddetti
"burrinai", i quali si recavano a lavorare in Maremma e poi, piů a
Sud, fino a Roma.
Cio' che irrita, nel messaggio di "The Truthsayer (G. Neiman)", e' che
un termine ritenuto attualmente offensivo, sia utilizzato come
indicazione geografica o sociale.
>Per me anche "li mortacci tua" non era offensivo,
>fino a poco tempo fa, quando ho letto qui che invece lo era.
Mah. Era, fino a qualche decennio fa, una bestemmia contro i familiari
morti. Dopo i film di Alberto Sordi e' diventato quasi un intercalare
privo di significato; per lo meno cosi' mi pare. Cio' non esclude che
nella vita reale possa essere percepito ancora come insulto,
soprattutto dai meno giovani.
Ciao,
Alex (5630)
>>Santa innocenza! Veramente non sai che a Roma "burino" e' un termine
>>dispregiativo?
>
>Certo che lo so. Ciň non mi impedisce, perň, di usarlo con un'altra
>accezione.
Non lo impedisce in base a quali principi etici?
Ciao,
Alex (5630)
> Il fatto che "burino" sia un insulto e' registrato su tutti i
> vocabolari.
Al pari di "mangiagatti"! ^^
--
Enrico C
==================================
:)
Veneziani gran signori,
Padovani gran dottori,
Vicentini magnagatti,
Veronesi tutti matti!
> per la stragrande maggioranza delle persone, non è offensivo.
In realtà non sono le parole a essere offensive, ma il come le si usa.
Vedi per esempio "Paki", di per sé innocente abbreviazione di "Pakistani",
utilizzato come epiteto razzista in Inghilterra.
"Burino", ad ogni modo, non è tra le offese gravi per cui sfiderei a
duello! ^^
--
Enrico C
==================================
>> "li mortacci tua"
>> per la stragrande maggioranza delle persone, non č offensivo.
>Tra persone che si conoscono da tempo e frequentano... prova a dirlo ex
>abrupto a un passante, ma sceglilo grosso...
appunto.
ps io non mi metto a rivolgere la parola ai passanti a caso, cosě, per
niente...che cavolo di esempio č!?
--
>Giň
>>>Santa innocenza! Veramente non sai che a Roma "burino" e' un termine
>>>dispregiativo?
>>Certo che lo so. Ciň non mi impedisce, perň, di usarlo con un'altra
>>accezione.
>Non lo impedisce in base a quali principi etici?
chi ti ha detto che stavo parlando di principi etici, o comunque di
altre sovrastrutture sociali?
> ps io non mi metto a rivolgere la parola ai passanti a caso
mai fatto ricerche demoskopiche?
>>>>Santa innocenza! Veramente non sai che a Roma "burino" e' un termine
>>>>dispregiativo?
>>>Certo che lo so. Ciň non mi impedisce, perň, di usarlo con un'altra
>>>accezione.
>>Non lo impedisce in base a quali principi etici?
>
>chi ti ha detto che stavo parlando di principi etici, o comunque di
>altre sovrastrutture sociali?
Ne sto parlando io.
Guarda che l'etica non riguarda solo i problemi teorici
dell'assiologia: ha a che fare anche e soprattutto con quelle norme,
kantianamente pratiche per antonomasia, che permettono la convivenza
civile fra le persone. In particolare, in questo luogo, anche con
quelle norme che vanno sotto il nome di "netiquette".
Tornando al filone: ti ricordo che 'burino' e' definito, nei
dizionari, sinonimo di 'maleducato e ignorante'.
Il maleducato si identifica dal comportamento, dal non tener conto
degli altri, non dal luogo di nascita o dall'inflessione dialettale.
Quanto all'ignoranza: non e' quasi mai una colpa, figuriamoci in campi
quali la sociolinguistica e la filologia romanesca. Tanto piu' che non
e' infrequente osservare come le fondamenta di certe asseverazioni
siano alquanto instabili.
E con questo chiudo.
Alex (5630)
>Guarda che l'etica non riguarda solo i problemi teorici
>dell'assiologia:
>ha a che fare anche e soprattutto con quelle norme,
>kantianamente pratiche per antonomasia, che permettono la convivenza
>civile fra le persone.
quella non è la morale (intesa di una società intera)?
>Tornando al filone: ti ricordo che 'burino' e' definito, nei
>dizionari, sinonimo di 'maleducato e ignorante'.
non sempre i dizionari rispecchiano la percezione dei vocaboli che ne
ha la popolazione.
questo è un caso di quelli.
--
>Giò
>>Tornando al filone: ti ricordo che 'burino' e' definito, nei
>>dizionari, sinonimo di 'maleducato e ignorante'.
>
> non sempre i dizionari rispecchiano la percezione dei vocaboli che ne
> ha la popolazione.
E il termine va inquadrato nel contesto in cui viene usato.
Nel caso in questione, mi pare evidente che "burini" indicasse quelli che
vengono a Roma dalla province laziali.
La connotazione era negativa e canzonatoria, ovviamente, ma non offensiva,
per la mia percezione.
--
Enrico C
==================================
> E il termine va inquadrato nel contesto in cui viene usato.
> Nel caso in questione, mi pare evidente che "burini" indicasse quelli che
> vengono a Roma dalla province laziali.
> La connotazione era negativa e canzonatoria, ovviamente, ma non offensiva,
> per la mia percezione.
Dipende, come hai detto, dal contesto e dall'abitudine. Qui da noi
"burino" essendo pochissimo usato, non ha una connotazione molto
negativa, a differenza di "cafone" che è un insulto molto pesante.
k
>E il termine va inquadrato nel contesto in cui viene usato.
>Nel caso in questione, mi pare evidente che "burini" indicasse quelli che
>vengono a Roma dalla province laziali.
esatto.
>La connotazione era negativa e canzonatoria, ovviamente, ma non offensiva,
>per la mia percezione.
esatto.
> Dipende, come hai detto, dal contesto e dall'abitudine. Qui da noi
>"burino" essendo pochissimo usato, non ha una connotazione molto
>negativa, a differenza di "cafone" che è un insulto molto pesante.
"cafone", "burino"...
vogliamo parlare allora di "sgargiullo", "scafato", "squinzia", ed
altri ameni aggettivi dell'italiano moderno (locale?) ?
> Veneziani gran signori,
> Padovani gran dottori,
> Vicentini magnagatti,
> Veronesi tutti matti!
In dialeto suona melio, no?
A proposito, com'è che Venezia un tempo si chiamava Vinegia?
--
°¿°
> In realtà non sono le parole a essere offensive, ma il come le si usa.
> Vedi per esempio "Paki", di per sé innocente abbreviazione di "Pakistani",
> utilizzato come epiteto razzista in Inghilterra.
Di per sè Pakistan dovrebbe significare terra dei Paki, no?
(o dei Pacmen? gnam gnam gnam ....>)
--
°¿°
> Dipende, come hai detto, dal contesto e dall'abitudine. Qui
> da noi
> "burino" essendo pochissimo usato, non ha una connotazione
> molto negativa, a differenza di "cafone" che è un insulto
> molto pesante.
Dite "cafone" in Piemonte? non è di origine meridionale?
Un tempo si usava:
"villano, screanzato, ..."
--
"Est modus in rebus, vel in cruciverbis."
-- ADPUF
> Dite "cafone" in Piemonte? non è di origine meridionale?
>
> Un tempo si usava:
> "villano, screanzato, ..."
Io lo dico parlando italiano. In dialetto abbiamo ben altri coloriti
insulti.
Uno è "vergnac" o "vergnoc" mi hanno detto che viene da "auvergnat",
perchè in Provenza, dove molti andavano per lavoro, gli abitanti
dell'Alvernia, erano considerati rozzi. Ma non so se sia vero.
k
>Enrico C ha scritto:
>> Nel caso in questione, mi pare evidente che "burini" indicasse quelli che
>> vengono a Roma dalla province laziali.
>> La connotazione era negativa e canzonatoria, ovviamente, ma non offensiva,
> Dipende, come hai detto, dal contesto e dall'abitudine. Qui da noi
>"burino" essendo pochissimo usato, non ha una connotazione molto
>negativa, a differenza di "cafone" che è un insulto molto pesante.
Sai come, questi due, chiamerebbero i piemontesi? "Buzzurri", termine
che ha lo stesso significato (pardon "connotazione") di "cafone" e di
"burino": dipende dal contesto e dall'abitudine.
Non sono italiano, e quindi non sono ne' laziale, ne' piemontese, e
l'indignazione che ho manifestato in questo thread dipende dall'aver
visto violare apertamente regole che evidentemente non sono le vostre.
Anch'io non mi trovo piu' bene in questo posto. Ciao a tutti.
Alex (5630)
Non sei italiano, ma ti sai esprimere bene in italiano. Dovresti quindi
conoscere le sfumature di significato e di intensità che a volte non sono
pienamente espresse dai dizionari.
E' evidente, almeno a me, che Giovanni non intendeva offendere nessuno
scrivendo "sarà stato un burino" per dire di qualcuno delle province
laziali e non "romano de' Roma".
Neanch'io considero quell'espressione particolarmente felice o simpatica,
personalmente non avrei scritto quella frase come l'ha scritta Giovanni. Ma
da lettore cerco di distinguere tra epiteti canzonatori, normalmente usati
come sfottò tra città e zone d'Italia, con una punta di campanilismo
("magnagatti", "magnapolenta", "falsi e cortesi", "meglio un morto in casa
che un... alla porta", ecc. ecc. ecc..), e vere espressioni di disprezzo o
insofferenza verso genti diverse, anche se magari dette con parole meno
colorite e apparentemente più politically correct. Altrimenti, si fa solo
confusione.
Al tuo posto, scusa se te lo dico, cercherei di afferrare meglio il
significato di ciò che leggi prima di emettere sentenze, perché le
definizioni solo dispregiative di "burino" che hai citato dai dizionari mal
si applicano, o solo parzialmente, al contesto di questa discussione. E mi
risparmierei l'indignazione per cause migliori (che non mancano, ogni
tanto, su questo stesso niusgruppo).
Tra parentesi, neanch'io sono nato a Roma, né nel Lazio, e delle
tradizionali scaramucce tra "romani de' Roma" e originari delle province
laziali... nun me ne po' fregà de meno... ;)
--
Enrico C
==================================