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etimlogia

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ton...@katamail.com

unread,
Mar 30, 2004, 10:38:59 AM3/30/04
to
C'è qualche amico del gruppo , con conoscenza del dialetto bolognese, che mi
sappia indicare una qualche etimologia della parola "incù" ( in italiano :
DOMANI.)?
Qualche addentellato con francese o spagnolo forse c.è, ma quale ?
Grazie in anticipo. A.Zanardi


Giovanni Drogo

unread,
Apr 1, 2004, 7:33:09 AM4/1/04
to
On Tue, 30 Mar 2004 ton...@katamail.com wrote:

> sappia indicare una qualche etimologia della parola "inců" ( in italiano :
> DOMANI.)?

Mi pare strano che significhi "domani", sicuro che non significhi "oggi" ?

In milanese "oggi" e' "incoeu" ("incö"), che mi e' stato detto essere
una contrazione del latino "hinc hodie"

--
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FB

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Apr 1, 2004, 9:24:00 AM4/1/04
to
On Thu, 1 Apr 2004 14:33:09 +0200, Giovanni Drogo wrote:

> On Tue, 30 Mar 2004 ton...@katamail.com wrote:
>
>> sappia indicare una qualche etimologia della parola "inců" ( in italiano :
>> DOMANI.)?
>
> Mi pare strano che significhi "domani", sicuro che non significhi "oggi" ?
>
> In milanese "oggi" e' "incoeu" ("incö"), che mi e' stato detto essere
> una contrazione del latino "hinc hodie"

Infatti. Sarebbe singolare se in bolognese significasse davvero "domani".


Ciao, FB

ADPUF

unread,
Apr 1, 2004, 11:07:34 AM4/1/04
to
on 16:24, giovedì 01 aprile 2004 FB wrote:

>>> sappia indicare una qualche etimologia della parola

>>> "incù" ( in italiano : DOMANI.)?


>>
>> Mi pare strano che significhi "domani", sicuro che non
>> significhi "oggi" ?
>>
>> In milanese "oggi" e' "incoeu" ("incö"), che mi e' stato
>> detto essere una contrazione del latino "hinc hodie"
>
> Infatti. Sarebbe singolare se in bolognese significasse
> davvero "domani".


In friulano oggi è ué (o vué o altre varianti) da non
confondere con ùe (uva)

Il dizionario Pirona segnala ancoy (Cividale 1400) e a Erto
uncui.

Domani è sempre domàn, dopodomani passandomàn.


--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper

uahlim.acronimo.ha.liberato.infiniti.me

unread,
Apr 1, 2004, 11:38:30 AM4/1/04
to
Plonk, plonk! Scusate, avrei qualcosa da ridire anch'io, dopo che FB ha
scritto, al riguardo, le seguenti parole:

>> In milanese "oggi" e' "incoeu" ("incö"), che mi e' stato detto essere
>> una contrazione del latino "hinc hodie"

Anche in piemontese oggi e' ancoeuil, sempre da hinc hodie, aisiuppos.
Invece in patois e' uei.

--
Il concetto di popolo e' il piu' potente strumento escogitato dai demagoghi per vessare il popolo.

Karla

unread,
Apr 1, 2004, 1:42:09 PM4/1/04
to
uahlim.acronimo.ha.liberato.infiniti.me ha scritto:

>
> Anche in piemontese oggi e' ancoeuil, sempre da hinc hodie, aisiuppos.
> Invece in patois e' uei.

In piemontese normalizzato: ancheuj.

K

Karla

unread,
Apr 1, 2004, 1:42:28 PM4/1/04
to
uahlim.acronimo.ha.liberato.infiniti.me ha scritto:

>
> Anche in piemontese oggi e' ancoeuil, sempre da hinc hodie, aisiuppos.
> Invece in patois e' uei.

In piemontese normalizzato: ancheuj.

K

Davide Pioggia

unread,
Apr 2, 2004, 6:39:31 AM4/2/04
to
ADPUF wrote:

> In friulano oggi è ué (o vué o altre varianti) da non
> confondere con ùe (uva)
>
> Il dizionario Pirona segnala ancoy (Cividale 1400) e a Erto
> uncui.

Proviamo a ricapitolare.

Innanzi tutto abbiamo un gruppo di espressioni che mi sembrano abbastanza
omogenee:

_incu_ (o anche _incua_ ecc.) in emiliano-romagnolo;
_incoeu_ in milanese;
_ancoy_ o _uncui_, se ho ben capito, anticamente a Cividale ed Erto;
_ancoeuil_ in piemontese.

Fino a qui la derivazione da _hinc hodie_ mi sembra non solo evidente, ma
anche piuttosto uniforme e assimilabile: c'è un gruppo iniziale del tipo
<vocale+nc> che deriva chiaramente da _hinc_, ed è poi seguito da una vocale
o un dittongo tonici, che evidentemente derivano da _hodie_.

Ed è proprio su questa seconda parte che vorrei provare a fare qualche
riflessione.

Innanzi tutto ho detto che si tratta sempre di una vocale o un dittongo, ma
la forma _oeuil_ del piemontese introduce una _l_ che costituisce una
eccezione e di cui non mi è chiara la provenienza. D'altra parte però Karla
dice che in "piemontese normalizzato" (?) si dice _ancheuj_, sicché
rientreremmo nel caso generale.

Il fatto che _hodie_ sia diventato una vocale o un dittongo mi sembra
confermato anche dalla forma _ué_ del friulano e dalla forma _uei_ del
patois.

Non solo, ma potremmo allargarci dai cosiddetti dialetti gallo-italici al
diattetto "gallico" per eccellenza: la lingua francese :-) In francese
notoriamente si dice _aujourd'hui_, in cui il parallelo con "al giorno
d'oggi" è assolutamente evidente. Dunque _hodie_ in francese è divenuto
_hui_.

Queste convergenze mi sembrano confermare chiaramente che ad un certo
punto _hodie_ sia divenuto un semplice suono vocalico tonico in tutti i
dialetti "gallici".

Tutte queste vicende contrastano però nettamente con la storia del termine
_oggi_, che ha mantenuto entrambe le sillabe di _hodie_ ed anche il suono
consonantico. Non solo, ma quel suono consonantico si è raddoppiato, il che
potrebbe essere dovuto al fatto che i romani tendevano a pronunciare doppia
la _d_ di _hodie_. Ciò d'altra parte non sorprende, se si pensa che:

a) in _hodie_ la _o_ e la _i_ sono entrambe brevi e la _e_ è lunga: tipica
situazione in cui ci sta bene un raddoppio consonantico;
b) a sua volta _hodie_ deriva da _hoc die_, sicché quella _d_ è prodotta
dalla assilazione di due consonanti: hod-die;
c) il fatto che in _hoc_ la _o_ sia lunga e poi divenga breve in _hodie_ è
un altro fenomeno caratteristico della assimilazione consonantica per
raddoppio.

Ma allora, come lo pronuciavano _hodie_ i Romani nel linguaggio di tutti i
giorni?

Per certi versi viene da supporre che dicessero /Oddje/, ma per altri versi
viene da pensare che emettessero un semplice suono vocalico lungo.

A meno che, al solito, non si tratti di una divergenza intervenuta già in
epoca classica fra la Gallia (cisalpina o transalpina che fosse) e le
regioni italiche centro-meridionali.

Qualcuno conosce le vicende di _hinc hodie_ nell'Italia centro-meridionale?

Prima di concludere, una curiosità linguistico-filosofica.

In quasi tutte le lingue indoeuropee "oggi" si dice "(in) questo giorno".
Così faceva il latino con _hoc die_. La curiosità sta nel fatto che a mano a
mano che i due termini si fondono, si sente il bisogno di rafforzare
l'aggettivo dimostrativo (questo) o il sostantivo (giorno).

Così quando _hoc die_ diventa _hodie_ nel parlato lo si rafforza nella forma
_hinc hodie_ (in cui etimologicamente ci sono due dimostrativi). E lo stesso
_oggi_ in italiano divene _oggigiorno_ (o _oggidì_), o anche _al giorno
d'oggi_. Come dire: "nel giorno di questo giorno", o anche "questo, ma
proprio questo giorno".

Ed invece quello è l'attimo che fugge.

Saluti,
D.

Phil Free

unread,
Apr 2, 2004, 6:56:42 AM4/2/04
to
"Davide Pioggia"
> Così quando _hoc die_ diventa _hodie_ nel parlato lo si rafforza nella forma
> _hinc hodie_ (in cui etimologicamente ci sono due dimostrativi). E lo stesso
> _oggi_ in italiano divene _oggigiorno_ (o _oggidì_), o anche _al giorno
> d'oggi_. Come dire: "nel giorno di questo giorno", o anche "questo, ma
> proprio questo giorno".

A Pistoia e' normale usare *stamani mattina*.

PhFree
--
xxx

--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista

unread,
Apr 2, 2004, 7:32:45 AM4/2/04
to
"Davide Pioggia" <m...@privacy.net> wrote:

> Il fatto che _hodie_ sia diventato una vocale o un dittongo mi sembra
> confermato anche dalla forma _ué_ del friulano e dalla forma _uei_ del
> patois.

Sappiamo come si dica _oggi_ in sardo e in rumeno?

P.
--
Passo lento, disinvolto e spensierato degli alpini che marciano
cantando sotto le parabole successive e accanite degli shrapnels.

Davide Pioggia

unread,
Apr 2, 2004, 7:57:29 AM4/2/04
to
Phil Free wrote:

> A Pistoia e' normale usare *stamani mattina*.

Già, ottimo spunto.

Riesce quasi a fare il paio con l'ineguagliabile _magnana por la magnana_
dello spagnolo, nel quale _magnana_ compare nel duplice significato di
_mattina_ e _domani_.

Ed effettivamente anche quella di _mane_ è una storia curiosa.

Si tratta notoriamente dell'avverbio associato all'aggettivo arcaico
_manus_, cioè 'buono'.

Dunque il latino _hodie mane_ starebbe per "oggi di buon'(ora)", ovvero
"stamane" o "questa mattina".

A proposito dell'uso arcaico di _manus_ nel senso di 'buono', qualcuno sa
se i 'Mani' hanno la stessa radice etimologica?

Per quel che ne so la _a_ è lunga sia in _mane_ sia in _manus_ sia in
_Manes_ (mentre è breve in _manus_ nel senso di 'mano', che ha quindi
tutt'altra origine etimologica).

E visto che ci siamo, perché da _Mania_ (ancora con la _a_ lunga), la madre
dei Lari, si è passati al plurale _maniae_ nel senso di 'paure infantili'?

Saluti,
D.

Davide Pioggia

unread,
Apr 2, 2004, 8:00:27 AM4/2/04
to
Davide Pioggia wrote:

> Come dire: "nel giorno di questo giorno"...

Dimenticavo di ricordare il clamoroso _hodierno die_ del latino.


FB

unread,
Apr 2, 2004, 8:07:55 AM4/2/04
to
On Fri, 02 Apr 2004 14:32:45 +0200, Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita'
e Futurista wrote:

> Sappiamo come si dica _oggi_ in sardo e in rumeno?

In rumeno:

today

s astăzi f; zilele noastre f


Ciao, FB

Phil Free

unread,
Apr 2, 2004, 8:13:09 AM4/2/04
to
"Davide Pioggia"
> Phil Free
> > A Pistoia e' normale usare *stamani mattina*.
> Già, ottimo spunto.

Semplice osservazione, per quel che mi riguarda, pioggia.

Giovanni Drogo

unread,
Apr 2, 2004, 8:22:56 AM4/2/04
to
On Fri, 2 Apr 2004, Davide Pioggia wrote:

> Riesce quasi a fare il paio con l'ineguagliabile _magnana por la magnana_

Che per dire "domani mattina" fa il terno con l'ineffabile "Morgen früh"
(lett. domani presto) dato che non si puo' dire "Morgen Morgen(s)" ...

Maurizio Pistone

unread,
Apr 2, 2004, 10:28:55 AM4/2/04
to
Da qualche tempo USENET mi fa brutti scherzi. Ho letto un messaggio
che chiedeva l'etimologia di incù, che in bolognese significherebbe
"domani", e trovo delle risposte che parlano di varie forme per
"oggi".

Penso di aver perso qualche messaggio.


--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

Maurizio Pistone

unread,
Apr 2, 2004, 10:30:46 AM4/2/04
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Che per dire "domani mattina" fa il terno con l'ineffabile "Morgen früh"

mio padre per "ieri" diceva sèira; "ieri mattina" sèira matin, e "ieri
sera" sèira neucc.

Roger

unread,
Apr 2, 2004, 10:50:46 AM4/2/04
to

"Maurizio Pistone" ha scritto:

> Da qualche tempo USENET mi fa brutti scherzi. Ho letto un messaggio

> che chiedeva l'etimologia di inců, che in bolognese significherebbe


> "domani", e trovo delle risposte che parlano di varie forme per
> "oggi".
>
> Penso di aver perso qualche messaggio.

Non ti risulta questo di Giovanni Drogo (1/04 14:33)

(( Mi pare strano che significhi "domani", sicuro che non significhi "oggi"
?
((
(( In milanese "oggi" e' "incoeu" ("incö"), che mi e' stato detto essere
(( una contrazione del latino "hinc hodie"

che ha poi orientato la discussione sulle forme dialettali di 'oggi'?

Ciao,
Roger

Paolo Licheri

unread,
Apr 2, 2004, 11:56:25 AM4/2/04
to

"FB" <

>
> > Sappiamo come si dica _oggi_ in sardo e in rumeno?

In sardo:
Oggi - oe
Domani - crasi
Dopodomani - posticrasi
Mattina - manzanu
Sera o pomeriggio - meri
Ieri - ? proprio non mi viene in mente, sara che guardo sempre in avanti
;)

ciao
paolo


oberon

unread,
Apr 4, 2004, 12:55:56 AM4/4/04
to
A me, di dialetto bolognese, "mi" risulta che "incù" significhi "oggi".
Amche i miei nonni lo usavano per "oggi".
Saluti
oberon

<ton...@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:c4c3ve$4vb$1...@fata.cs.interbusiness.it...

Isabella

unread,
Apr 4, 2004, 10:17:35 AM4/4/04
to
"Paolo Licheri" <paolo....@tin.it> wrote in message news:<ZWgbc.6828$hc5.2...@news3.tin.it>...

Aggiungo qualche dettaglio alle informazioni date da Paolo:
IN sardo:
Oggi: oi (diversità di vocali dipendono dalla variante di sardo
utilizzata)
Domani: crasi . Dopodomani: pusticrasi. Ieri: ariseru. Avantieri: di
innant'ariseru. Mattina: mengianu. All'alba: obrescendi Al tramonto:
scurighendi. Mezzoggiorno: mesuddiri. Primo pomeriggio: meigama. Sera:
meri' - meriri - Notte: notti .....
Ecc. ecc.
Ciao, Isabella

Paolo Licheri

unread,
Apr 5, 2004, 4:25:31 PM4/5/04
to

"Isabella"

>
> Aggiungo qualche dettaglio alle informazioni date da Paolo:

Grazie per gli aggiornamenti. Ne approfitto per chiederti qualche
precisazione sui termini sardi per "pomeriggio" e "sera".
Ho sentito qualche volta, piuttosto raramente, il termine "meigama". Mi
pare che sia usato più spesso "merì", o sue varianti, con entrambi i
significati di pomeriggio e sera.
D'altra parte, anche quando si parla italiano, i sardi usano spesso
"sera" da mezzogiorno in poi.
Confermi?

Un'ultima cosa: tra le varianti di "merì" ho sentito usare il termine
"mericci". Mi pare di averlo sentito solo a Villaputzu. Ne sai qualcosa?

ciao
paolo


joscurtin

unread,
Apr 5, 2004, 5:29:45 PM4/5/04
to
Interessante che in catalàn, "oggi" é "avui".

Joe from Massachusetts


"ADPUF" <flyh...@mosq.it> wrote in message
news:a7Xac.2628$hc5....@news3.tin.it...

Sabina

unread,
Apr 6, 2004, 1:06:36 PM4/6/04
to
Ad ogni modo "ieri" si dice "erisero"
e domani "cras", non "crasi" (a parte il fatto che casomai si dice "crasa"),
sarebbe come dire che Tharros si dice Tharroso:-D, non confondiamo la parola
con la vocale paragogica.

Per il resto mi confesso ignorante

"Paolo Licheri" <paolo....@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:%gjcc.24365$rM4.1...@news4.tin.it...

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