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uso degli articoli il e lo

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Amelia

unread,
Sep 23, 2007, 1:55:49 AM9/23/07
to
Sto cercando di capire l'uso dell'articolo davanti alle semi-vocali, per
intenderci j, y, w. Ho cercato nella grammatica italiana di quando andavo
a scuola io (ma sono passati più di 30 anni) e ho trovato che si dovrebbe
usare sempre l'articolo "lo", quindi lo yogurth, lo juventino, tranne
quando la lingua straniera di provenienza impone che la lettera sia
pronunciata come consonante.

Tra tutti gli esempi però non ne ho trovato nessuno che inizi con W.
Quindi si dovrebbe dire lo web, lo west, lo weekend?
Oppure il W si comporta in modo anomalo, e allora il web, il west, il
weekend sono forme corrette?

Grazie per la risposta.
L'aggiunta di riferimenti web o bibliografici sarebbe gradita.

Ciao
Amelia

--


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


gigio_mouse

unread,
Sep 23, 2007, 4:39:25 AM9/23/07
to

"Amelia" <ame...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:fd4v55$456$1...@news.newsland.it...

> Sto cercando di capire l'uso dell'articolo davanti alle semi-vocali, per
> intenderci j, y, w. Ho cercato nella grammatica italiana di quando andavo
> a scuola io (ma sono passati più di 30 anni) e ho trovato che si dovrebbe
> usare sempre l'articolo "lo", quindi lo yogurth, lo juventino, tranne
> quando la lingua straniera di provenienza impone che la lettera sia
> pronunciata come consonante.
>
> Tra tutti gli esempi però non ne ho trovato nessuno che inizi con W.
> Quindi si dovrebbe dire lo web, lo west, lo weekend?
> Oppure il W si comporta in modo anomalo, e allora il web, il west, il
> weekend sono forme corrette?
>
> Grazie per la risposta.
> L'aggiunta di riferimenti web o bibliografici sarebbe gradita.
>
> Ciao
> Amelia
>
Ci sarebbe un'altra possibilità in quanto ho letto spesso: l'whisky.

Riporto da "Le idee, la parola" di Armani, Domestico, Peviani - Loffredo
Editore - Napoli gennaio 2001:

"LO si usa davanti ai nomi maschili singolari che incominciano per s+
consonante (lo sterzo), z (lo zerbino), x (lo xilografo), gn, pn, ps,sc (lo
gnu, lo pneumatico, lo psichiatra, lo sci) i+ vocale (lo iodio); davanti ai
nomi stranieri che iniziano per h aspirata (lo Hegel), si elide in l'
davanti a tutti i nomi maschili singolari che iniziano per vocale.
IL si usa davanti ai nomi maschili singolari che iniziano con una consonante
diversa da quelle indicate al punto precedente....".

Io penso che la W debba essere considerata una consonante per cui vuole
l'articolo "il" .

Non ho trovato traccia sul testo consultato di "semiconsonanti": le avranno
nel frattempo abrogate ;-).

Ciao


Maurizio Pistone

unread,
Sep 23, 2007, 5:01:20 AM9/23/07
to
gigio_mouse <gigio...@fastwebnet.it> wrote:

> Io penso che la W debba essere considerata una consonante per cui vuole
> l'articolo "il" .

sicuramente una volta gli italiani pronunciavano la w indifferentemente
come una consonante, e n'è rimasta traccia in alcuni vocaboli come il
vater, il watt (pron. vàt), il vasistas, il valzer.

Arrivarono poi gli Arrii a dire il uìschi il uèstern il uìnsorf (ed
anche il volgsvàghen), ma non cambiarono l'articolo.


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Lilith

unread,
Sep 23, 2007, 6:11:46 AM9/23/07
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> sicuramente una volta gli italiani pronunciavano la w indifferentemente
> come una consonante, e n'è rimasta traccia in alcuni vocaboli come il
> vater, il watt (pron. vàt), il vasistas, il valzer.


"Vasistas («Was ist das?»)" e "Walzer" sono parole di origine tedesca,
quindi la pronuncia con la "v" è giusta.


Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Sep 23, 2007, 7:05:50 AM9/23/07
to
"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1i4w39i.h39sh08vfdaoN%scri...@mauriziopistone.it...
> il volgsvàghen

Vosvaghen.
La pronunzia corretta è vosvaghen.
Ciao
Ale

--
All kinds of sadness I've left behind me,
Many's the day when I have done wrong,
But I'll be yours for ever and ever.
Climb in the saddle and whistle along.

magica

unread,
Sep 23, 2007, 8:34:18 AM9/23/07
to
In <iMrJi.121313$U01.9...@twister1.libero.it> "Alessandro \"Il
Patriarca\" Valli" <m...@privacy.net> scrive...

>"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
>news:1i4w39i.h39sh08vfdaoN%scri...@mauriziopistone.it...
>> il volgsvàghen
>
>Vosvaghen.
>La pronunzia corretta è vosvaghen.

Corretta?

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 23, 2007, 8:43:24 AM9/23/07
to
In <fd5e4a$ij7$1...@aioe.org> Lilith <lil...@ishtar.org> scrive...
>Maurizio Pistone ha scritto:

..perché la "w" è una consonante, in questo caso, e si pronuncia come
la "v" italiana. Che la "w" inglese non sia un "v" ma una "u" lo dice
il suo stesso nome, invece: "double-u". E in whisky è semivocale )o
semiconsonante, che dir si volgia) proprio come la "u" italiana in
uomo, tant'è v'ero che l'IPA rappresrnta entrambe con lo stesso
simbolo, /w/.

Ciao.

Gian Carlo

Roger

unread,
Sep 23, 2007, 9:05:32 AM9/23/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> "Maurizio Pistone" ha scritto:

>> il volgsvàghen
>
> Vosvaghen.
> La pronunzia corretta è vosvaghen.

Folksvaghen (macchina del popolo)

> Ciao
> Ale

Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://mauriziopistone.it/linguaitaliana.html

Tutto quello che chiedo è la possibilità di verificare
che la ricchezza non rende felici.

Pantir

unread,
Sep 23, 2007, 9:09:32 AM9/23/07
to

"Amelia" <ame...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:fd4v55$456$1...@news.newsland.it...

> Sto cercando di capire l'uso dell'articolo davanti alle semi-vocali, per
> intenderci j, y, w. Ho cercato nella grammatica italiana di quando andavo
> a scuola io (ma sono passati più di 30 anni) e ho trovato che si dovrebbe
> usare sempre l'articolo "lo", quindi lo yogurth, lo juventino, tranne
> quando la lingua straniera di provenienza impone che la lettera sia
> pronunciata come consonante.
>
> Tra tutti gli esempi però non ne ho trovato nessuno che inizi con W.
> Quindi si dovrebbe dire lo web, lo west, lo weekend?
> Oppure il W si comporta in modo anomalo, e allora il web, il west, il
> weekend sono forme corrette?
>
> Grazie per la risposta.
> L'aggiunta di riferimenti web o bibliografici sarebbe gradita.
>
> Ciao
> Amelia

>
Questo dipende dall'equivoco anglofono che definisce il W come double iu,
cioè
doppia U, dimenticando o fregandosene che nelle lingue germaniche e in
quelle
neolatine il W non è affatto una semivocale come il J o la Y ma una
consonante
chiamata per l'appunto doppia/o V. E come per la V l'articolo non può che
essere
IL (IL whisky, weekend, wafer, ecc..). Anche per il J si può cadere in
equivoco:
infatti l'articolo LO è valido davanti al J solo quando la parola inizia con
un ditt ongo (JUventino), mentre quando sostituisce la Gi vuole l'articolo
IL (Jolly)
Pantir 57


Enrico Olivetti

unread,
Sep 23, 2007, 12:06:26 PM9/23/07
to
magica wrote:

> E in whisky è semivocale )o
> semiconsonante, che dir si volgia)

è come un bicchiere riempito a metà, chi lo vede mezzo pieno e chi lo vede
mezzo vuoto. :-)

Maurizio Pistone

unread,
Sep 23, 2007, 1:30:15 PM9/23/07
to
Lilith <lil...@ishtar.org> wrote:

> "Vasistas («Was ist das?»)" e "Walzer" sono parole di origine tedesca,
> quindi la pronuncia con la "v" è giusta.

infatti io dicevo "indifferentemente": cioè la W è passata in italiano
come V, che la parola fosse inglese o tedesca.

Me n'è venuta in mente un'altra (inglese): bovindo.

Maurizio Pistone

unread,
Sep 23, 2007, 1:30:15 PM9/23/07
to
Roger <rugfa...@tin.it> wrote:

> Folksvaghen (macchina del popolo)

immagino che Alessandro lo sappia

Lilith

unread,
Sep 23, 2007, 2:33:20 PM9/23/07
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> infatti io dicevo "indifferentemente": cioč la W č passata in italiano


> come V, che la parola fosse inglese o tedesca.


Ah, d'accordo. Avevo misanderstůd.


magica

unread,
Sep 23, 2007, 4:41:36 PM9/23/07
to
In <gAtJi.118903$%k.26...@twister2.libero.it> "Pantir"
<pant...@libero.it> scrive...

>Questo dipende dall'equivoco anglofono

Equivoco anglofono? Ma ogni x-ofono il suo alfabeto lo definice come
vuole. Vorresti forse dire che pronunciare "f" la "v" è un equivoco
tedescofono o "b" la "v" è un equivoco spagnolofono, solo perché noi
italofoni le pronunciamo diversamente?

>Questo dipende dall'equivoco anglofono che definisce il W come double iu,
>cioè doppia U, dimenticando o fregandosene che nelle lingue germaniche e
>in quelle neolatine il W non è affatto una semivocale come il J o la Y ma
>una consonante chiamata per l'appunto doppia/o V. E come per la V
>l'articolo non può che essere IL (IL whisky, weekend, wafer, ecc..).

Peccato che whisky, weekend e wafer siano parole "inventate" dagli
anglofoni.

Ciao.

Gian Carlo

Enrico Gregorio

unread,
Sep 23, 2007, 5:08:50 PM9/23/07
to
magica <ma.g...@bigfoot.com> scrive:

Mi pare che questo argomento sia già stato discusso, ma non ho voglia
di andare a cercare i vecchi filoni.

Faccio solo notare che le parole italiane che cominciano con
u+<vocale> sono solo "uomo", "uopo", "uosa" e "uovo". Due non sono
proprio di uso comune. Trascuro naturalmente i prestiti come "uadi",
"uistitì" e così via.

Nessuna comincia con "ua-", "ue-" o "ui-". La spiegazione dell'articolo
"il" davanti a "whisky" e "web" potrebbe essere che, come accade per
"pneumatico", il parlante italiano sente come estranei questi suoni
a inizio di parola e ci piazza davanti l'articolo "più neutro", cioè
"il".

Forse è diverso, ma quanti, dovendo mettere l'articolo davanti a
"uosa", farebbero l'elisione?

Io rimango con Luciano Satta, a cui "il whisky [andava] giù meglio
dell'whisky". Sinceramente, "gli whisky" mi sembra terribile;
prova a dire "gli western di John Ford sono più belli dei suoi
film di altro genere" (è falso, naturalmente, era solo per fare
un esempio: tutti i film di John Ford sono ugualmente belli).

Ciao
Enrico

FatherMcKenzie

unread,
Sep 24, 2007, 1:47:26 AM9/24/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>E in whisky è semivocale )o
>semiconsonante, che dir si volgia) proprio come la "u" italiana in
>uomo

E quindi? Lo è anche in water. E in watt.
Tu dici, per caso, "ho scaricato l'water"? O "l'unità di misura della
potenza è l'watt"?
A prescindere dal fatto (come altrove dissi) che la pronuncia della w
inglese NON è affatto identica a quella della nostra u. Almeno nel
meridione.


--
Time is on the side of the oppressed today, it's against the oppressor.
Truth is on the side of the oppressed today, it's against the oppressor.
You don't need anything else.
(El-Hajj Malik El-Shabazz AKA Malcolm X)

FatherMcKenzie

unread,
Sep 24, 2007, 1:48:00 AM9/24/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Enrico
Olivetti <nos...@nowhere.com>, arreptaque manu:

>è come un bicchiere riempito a metà, chi lo vede mezzo pieno e chi lo vede
>mezzo vuoto. :-)

Se di whisky si tratta, è più probabile che sia vuoto :)

FatherMcKenzie

unread,
Sep 24, 2007, 1:49:15 AM9/24/07
to

>> Quindi si dovrebbe dire lo web, lo west, lo weekend?
>> Oppure il W si comporta in modo anomalo, e allora il web, il west, il
>> weekend sono forme corrette?

peggio: se la pronuncia fosse veramente "u", dovresti scrivere:
l'web, l'west, l'weekwnd. Tremo al pensiero :)

FatherMcKenzie

unread,
Sep 24, 2007, 1:55:05 AM9/24/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>Peccato che whisky, weekend e wafer siano parole "inventate" dagli
>anglofoni.

Sul wafer avrei un dubbio*
In ogni modo, se vuoi usare lo, dovresti pronunciare učifa.
Prova a chiedere un pacco d'učifa...

*Etymology: Middle English, from Anglo-French wafer, walfre, of
Germanic origin; akin to Middle Dutch wafele waffle

Maurizio Pistone

unread,
Sep 24, 2007, 3:13:47 AM9/24/07
to
magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:

> Peccato che whisky, weekend e wafer siano parole "inventate" dagli
> anglofoni.

tu come pronunci wafer?

w00dy

unread,
Sep 24, 2007, 3:32:33 AM9/24/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> Vosvaghen.
> La pronunzia corretta č vosvaghen.

ovviamente si pronuncia con la F iniziale...
A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van Beethoven,
anziché "Fon BeethoFen" come sarebbe corretto.

w00dy

unread,
Sep 24, 2007, 3:42:18 AM9/24/07
to
Amelia ha scritto:

> Sto cercando di capire l'uso dell'articolo davanti alle semi-vocali, per
> intenderci j, y, w.

Semplice: usi l'articolo d'uso comune, quello che non ti faccia passare
per un'eccentrica stravagante.
Lo so che non č una risposta bibliografica, ma tant'č.

margherita

unread,
Sep 24, 2007, 3:55:40 AM9/24/07
to
On 24 Set, 09:42, wo...@wood.com (w00dy) wrote:
> Amelia ha scritto:
>
> > Sto cercando di capire l'uso dell'articolo davanti alle semi-vocali, per
> > intenderci j, y, w.
>
> Semplice: usi l'articolo d'uso comune, quello che non ti faccia passare
> per un'eccentrica stravagante.
> Lo so che non è una risposta bibliografica,

...ma tant'è.

Ancora? ;-)

Trovo che sia bruttissimo finire una frase con "tant'è".
Più che altro, mi fa ridere. In passato ho spiegato il perché.

Buon giorno
Margherita

P.S.
Se tutto va bene, da mercoledì insegnerò scienze.
;-)


Maurizio Pistone

unread,
Sep 24, 2007, 4:03:42 AM9/24/07
to
w00dy <wo...@wood.com> wrote:

> A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van Beethoven,

a me l'ha detto Schroeder

w00dy

unread,
Sep 24, 2007, 4:58:17 AM9/24/07
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> > A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van Beethoven,

> a me l'ha detto Schroeder

lui in persona?

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Sep 24, 2007, 12:40:39 PM9/24/07
to
"w00dy" <wo...@wood.com> ha scritto nel messaggio
news:fd7p6h$uln$1...@news.newsland.it...

> A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van Beethoven,
> anziché "Fon BeethoFen" come sarebbe corretto.

Perché era "van", non "von" (nonostante cercasse di far credere il
contrario).

Enrico Gregorio

unread,
Sep 24, 2007, 12:55:22 PM9/24/07
to
w00dy <wo...@wood.com> scrive:

> Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:
>
> > Vosvaghen.
> > La pronunzia corretta č vosvaghen.
>
> ovviamente si pronuncia con la F iniziale...
> A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van Beethoven,
> anziché "Fon BeethoFen" come sarebbe corretto.

Nei paesi di lingua tedesca la pronuncia č con la "f"; ma "van",
non "von".

Analogamente, la pronuncia tedesca di "Mozart" č con la zeta sorda,
non sonora come si usa da noi (e la "o" chiusa). Adattamenti alla
fonetica italiana e un pizzico di provincialismo.

"Vosvaghen" č un po' come il "Vagliensteino" di manzoniana memoria;
quand'ero piccolo dicevano tutti "vosvaghen", adesso se ne sentono
varie versioni.

Ciao
Enrico

Epimeteo

unread,
Sep 24, 2007, 1:33:01 PM9/24/07
to

"w00dy" <wo...@wood.com> ha scritto nel messaggio
news:fd7u79$mtp$1...@news.newsland.it...
> Maurizio Pistone ha scritto:

>> > A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van Beethoven,

>> a me l'ha detto Schroeder

> lui in persona?

Sì, certo.
Schroeder dei Peanuts:
http://billgerowpianoservice.com/images/schroeder.JPG

Ciao,
Epimeteo
---
"... a Beethoven e Sinatra
preferisco l'insalata,
a Vivaldi l'uva passa
che mi dà più calorie..."
(cit. de gustibus)

Amelia

unread,
Sep 24, 2007, 1:53:59 PM9/24/07
to
FatherMcKenzie ha scritto:

> >> Quindi si dovrebbe dire lo web, lo west, lo weekend?
> >> Oppure il W si comporta in modo anomalo, e allora il web, il west, il
> >> weekend sono forme corrette?

> peggio: se la pronuncia fosse veramente "u", dovresti scrivere:
> l'web, l'west, l'weekwnd. Tremo al pensiero :)

Assolutamente no! Davanti alle semivocali non si può elidere la vocale
dall'articolo. Avresti coraggio di dire l'juventino?

Amelia

unread,
Sep 24, 2007, 2:04:36 PM9/24/07
to
Amelia ha scritto:

> Sto cercando di capire l'uso dell'articolo davanti alle semi-vocali, per

> intenderci j, y, w. Ho cercato nella grammatica italiana di quando andavo
> a scuola io (ma sono passati più di 30 anni) e ho trovato che si dovrebbe
> usare sempre l'articolo "lo", quindi lo yogurth, lo juventino, tranne
> quando la lingua straniera di provenienza impone che la lettera sia
> pronunciata come consonante.

> Tra tutti gli esempi però non ne ho trovato nessuno che inizi con W.

> Quindi si dovrebbe dire lo web, lo west, lo weekend?
> Oppure il W si comporta in modo anomalo, e allora il web, il west, il
> weekend sono forme corrette?

> Grazie per la risposta.


> L'aggiunta di riferimenti web o bibliografici sarebbe gradita.

> Ciao
> Amelia

Ringrazio tutti coloro che mi hanno risposto, ma il dubbio rimane perché
nessuno ha saputo darmi dei riferimenti precisi.
Non ho chiesto come scrivereste, ma che cosa è corretto scrivere.
Sinceramente speravo in un riferimento a qualche grammatica italiana un
po' più moderna di quella su cui ho studiato io.
Grazie a tutti comunque

Ciao
Amelia

magica

unread,
Sep 24, 2007, 3:08:22 PM9/24/07
to
In <mnjef3tst1og5r555...@4ax.com> FatherMcKenzie
<JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive...

>Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
>totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
><ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>>E in whisky è semivocale )o semiconsonante, che dir si volgia)
>>proprio come la "u" italiana in uomo
>
>E quindi? Lo è anche in water. E in watt.

Ma che significa? Si sta parlando della pronucia italiana di whisky,
water ecc.

>Tu dici, per caso, "ho scaricato l'water"? O "l'unità di misura della
>potenza è l'watt"?

No, perché pronuncio vater, e vatt, come suppongo faccia tu. Tuttavia
pronuncio uischi. Quindi dico (e scrivo) "il vater", "l'uischi".

>A prescindere dal fatto (come altrove dissi) che la pronuncia della w
>inglese NON è affatto identica a quella della nostra u. Almeno nel
>meridione.

Beh, se tu pronunci "vischi" (come Alberto Sordi in non ricordo quale
film), giustamente dirai "il vischi". :-)

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 24, 2007, 3:12:21 PM9/24/07
to
In <1i4x4fo.13pbj5c12nh7v2N%scri...@mauriziopistone.it>
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) scrive...
>magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:

>> Peccato che whisky, weekend e wafer siano parole "inventate" dagli
>> anglofoni.

>tu come pronunci wafer?

"Vafer". E ovviamente dico "il vafer". L'ho incluso per errore
nell'elenco.

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 24, 2007, 3:14:23 PM9/24/07
to
In <fd8tjn$ss9$1...@news.newsland.it> ame...@tiscali.it (Amelia)
scrive...
>FatherMcKenzie ha scritto:

>>se la pronuncia fosse veramente "u", dovresti scrivere:
>>l'web, l'west, l'weekwnd. Tremo al pensiero :)

>Assolutamente no! Davanti alle semivocali non si può elidere la vocale
>dall'articolo. Avresti coraggio di dire l'juventino?

Io non l'avrei. Ma la regola che citi non vale per tutte le
semivocali. Avresti il coraggio di dire "lo uomo"?

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 24, 2007, 4:14:51 PM9/24/07
to
In <fd8u7k$uns$1...@news.newsland.it> ame...@tiscali.it (Amelia)
scrive...

>Ringrazio tutti coloro che mi hanno risposto, ma il dubbio rimane perché
>nessuno ha saputo darmi dei riferimenti precisi.
>Non ho chiesto come scrivereste, ma che cosa è corretto scrivere.
>Sinceramente speravo in un riferimento a qualche grammatica italiana un
>po' più moderna di quella su cui ho studiato io.

Ecco qua, da "La lingua italiana" di Francesco Sabatini e Vittorio
Coletti, Giunti, 1999.

- - - -
Le incertezze tra un e uno e tra le coppie il/i l'/gli e lo/gli sono
ora confinate prevalentemente davanti alle parole che iniziano per
semiconsonante e specie davanti ai forestierismi che iniziano per j, w
y.

La regola tradizionale, per cui lo e uno debbono precedere z, x,
s+cons., gn, cons.+cons. (purché la seconda non sia l o r), come ps,
ct, cn, pt, è seguita pacificamente e ammette eccezioni quasi solo per
pneumatico nel significato di copertone dell'automobile, il cui largo
uso sconsiglia come troppo affettato lo/uno pneumatico, gli pneumatici
e fa preferire il/un pneumatico, i pneumatici.

Davanti a i semiconsonantico (anche rappresentato graficamente con j)
l'uso richiede uno/lo/gli come in: lo iato, gli ioni, lo iodio, lo
Ionio, gli iugoslavi, lo juventino. Meno costante, anche se richiesto,
l'articolo indeterminativo uno: uno iato, uno iota; si trova infatti
anche: non vali un iota e Primo Levi, come ha ricordato Luciano Satta,
ha scritto "il jugoslavo".

Davanti a u semiconsonantico (uomo, uovo) l'articolo determinativo è
eliso al singolare e fa gli al plurale; l'indeterminativo è un (l'/un
uomo, gli uomini).

Le parole straniere o latine vogliono l'articolo richiesto dalla
consonante o semiconsonante o vocale con cui si pronunciano (e non dal
grafema con cui si scrivono), per cui: lo chalet, lo champagne, il
j'accuse, i jeans, il jet, il jolly, il jumbo, gli juniores, lo
Junker, lo Shakespeare, gli slip, lo yacht, lo yet, lo yogurt, gli
yuppies. Davanti a judo, jujitsu prevale il/un perché la pronuncia
adattata li fa cominciare con /[il simbolo IPA he indica la pronuncia
della g nella parola italiana gelo - nota di magica]/. Con yiddish (o
jiddisch) si notano oscillazioni tra lo e l'articolo eliso; e così,
soprattutto nell'uso settentrionale, succede a volte anche con yogurt
o con juventino.

I nomi in w- accettano l'articolo determinativo voluto dalla pronuncia
(semiconsonantica o consonantica) che si adotta. I dizionari comunque
consigliano: il west, il weekend, il whisky, il windsurf, anche se
sono parole che (data la pronuncia semiconsonantica della lingua
originale) ammetterebbero tranquillamente pure l'articolo eliso
(l'weekend) e quindi gli al plurale (gli whisky), esattamente come
accade con uomo e uovo. Non ci sono esitazioni invece per i casi di w
pronunciato stabilmente come /v/, in würstel, wafer, water e watt.

Per h seguito da vocale l'uso oscilla tra tutti i casi possibili e
risente anche del fatto che h è ora muta ora aspirata. È dunque
consentito sia lo humour che l'hobby, sia lo Hegel che l'Heine;
comunque più frequente e accettabile è il comportamento dell'articolo
come davanti a vocale (l'/gli per il maschile): l'handicap, l'habitat,
l'hard disk, gli hobby, gli hippy. Al femminile l'elisione
dell'articolo è tanto frequente quanto la sua conservazione nella
forma integra (la/l'hostess).
- - - -

In "Il piacere dell'italiano", Mondadori, 1999 (che tuttavia è tratto
da "Si dice o non si dice"?, 1976, e da "Il museo degli errori",
1977), Aldo Gabrielli scrive più o meno le stesse cose. Sulla w però è
più drastico:

- - - -
Nella scelta dell'articolo italiano da collocare davanti a una parola
straniera dobbiamo tener conto non già della consonante o del gruppo
consonantico iniziale di parola, ma della sua effettiva pronuncia
[...]
C'è ancora un'ultima difficoltà da superare: la w iniziale nelle
parole tedesche, olandesi e inglesi. Per il tedesco e l'olandese
nessunissima difficoltà: la w in queste lingue corrisponde nella
pronunzia esattamente alla nostra v, quindi il Wagner, il Weber, il
Würstel, come in italiano si dice il Verga, il vulcano.
[...]
Si deve scrivere il whisky o l'whisky? La prima forma è quella più
comunemente usata, ma è indubbio che è anche la forma sbagliata. [...]
Questa w inglese non è una consonante come nel tedesco e non si legge
v, ma è una semivocale corrispondente alla nostra u come in uomo e
uovo, e allora non avremo altra scrittura possibile se non l'whisky,
l'west [...] Chi sostiene il contrario, e sono i più, dovrebbe prima
dimostrare la legittimità delle forme italiane "il uomo", "il uovo".
Questa è la regola. Anche se poi la pratica si è messa a camminare per
conto suo: il whisky, il west, eccetera...
- - - -

Ciao.

Gian Carlo

FatherMcKenzie

unread,
Sep 25, 2007, 1:30:37 AM9/25/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>No, perché pronuncio vater, e vatt, come suppongo faccia tu.

Sbagliato. Pronuncio il uòter, il uòtt. Vedi altra replica sotto
swulla pronuncia della w anglia, che non sento assolutamente identica
alla nostra u semivocalica.

FatherMcKenzie

unread,
Sep 25, 2007, 1:35:45 AM9/25/07
to

<cit>

>Si deve scrivere il whisky o l'whisky? La prima forma è quella più
>comunemente usata, ma è indubbio che è anche la forma sbagliata. [...]
>Questa w inglese non è una consonante come nel tedesco e non si legge
>v, ma è una semivocale corrispondente alla nostra u come in uomo
</cit>

Ma per favore.
Andate pure avanti voi a dire l'whisky che a me viene da ridere...
Ad essere pillanescamente tetrapilotomici, a me l'identità tra la
pronuncia di u- in uomo e di wh- in whisky (in scozzese l'aspirazione
si semte distintamente) pare folle. E anche il fonema inglese non mi
somiglia affatto a quello italiano: io dico west e uomo in due modi
molto diversi, forse per i settentrionali non è così, ma non è una
buona ragione per imporre la pronuncia settentrionale a tutto il paese

Epimeteo

unread,
Sep 25, 2007, 2:06:03 AM9/25/07
to

"FatherMcKenzie" <JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> ha scritto
nel messaggio news:e97hf3980nua7nr32...@4ax.com...

>
> <cit>
>>Si deve scrivere il whisky o l'whisky? La prima forma è quella più
>>comunemente usata, ma è indubbio che è anche la forma sbagliata. [...]
>>Questa w inglese non è una consonante come nel tedesco e non si legge
>>v, ma è una semivocale corrispondente alla nostra u come in uomo
> </cit>

> Ma per favore.
> Andate pure avanti voi a dire l'whisky che a me viene da ridere...
> Ad essere pillanescamente tetrapilotomici, a me l'identità tra la
> pronuncia di u- in uomo e di wh- in whisky (in scozzese l'aspirazione
> si semte distintamente) pare folle. E anche il fonema inglese non mi
> somiglia affatto a quello italiano: io dico west e uomo in due modi
> molto diversi, forse per i settentrionali non è così, ma non è una
> buona ragione per imporre la pronuncia settentrionale a tutto il paese

Padre, nulla cambia a questo mondo...
Correva l'anno del Signore 2001. A quel tempo io non ero ancora nato e già
Lei battagliava con i suoi interlocutori per spiegare loro l'articolo giusto
di whisky:

http://tinyurl.com/yot7bm

Anch'io, qualche anno dopo, devo aver dato il mio piccolo contributo
all'alcolismo linguistico:

http://tinyurl.com/ynqlrs

Mi benedica,
Epimeteo
---
".. sono Fred dal whisky facile,
son criticabile,
ma son fatto così..."
(cit. di un santo bevitore)


Wolfgang

unread,
Sep 25, 2007, 4:12:19 AM9/25/07
to
FatherMcKenzie wrote:
>
> <cit>
> > Si deve scrivere il whisky o l'whisky? La prima forma è
> > quella più comunemente usata, ma è indubbio che è anche
> > la forma sbagliata. [...] Questa w inglese non è una
> > consonante come nel tedesco e non si legge v, ma è una
> > semivocale corrispondente alla nostra u come in uomo
> </cit>
>
> Ma per favore.
> Andate pure avanti voi a dire l'whisky che a me viene da
> ridere... Ad essere pillanescamente tetrapilotomici, a me
> l'identità tra la pronuncia di u- in uomo e di wh- in whisky
> (in scozzese l'aspirazione si semte distintamente) pare folle.
> E anche il fonema inglese non mi somiglia affatto a quello
> italiano: io dico west e uomo in due modi molto diversi, forse
> per i settentrionali non è così, ma non è una buona ragione
> per imporre la pronuncia settentrionale a tutto il paese

Non dubito che codesta differenza tu non solo la percepisca,
ma sia anche in grado di renderla attivamente. È quello che
ci si aspetta da un religioso scozzese che si rispetti.

Ciò che vuoi dire è dunque che, per parlare correttamente la
lingua italiana, nella fattispecie saper usare il corretto
articolo maschile, non basta conoscere il sistema fonologico
italiano: ci vogliono anzi profonde conoscenze della fonologia
dello scozzese o chi sa di che altra lingua.

Questo non lo sapevamo né io né quella ignorante gentaglia,
settentrionale in generale, eporediese in particolare e magari
-figuriamoci- addirittura straniera, come nel caso del sottoscritto.
Ti ringrazio a nome di tutti coloro che ingenuamente credevano,
ovviamente a torto, che il fonema /w/ della lingua italiana fosse
uno solo. Cercherò, e consiglio gli altri a far altrettanto, di
rimediare a questa vergognosa lacuna della mia/nostra cultura
tramite apposite lezioni di fonologia scozzese. Ti sarei grato
se mi potessi/volessi dare qualche indicazione utile.

Ciao, Wolfgang

«Italici usui articuli masculini e Caledonia lux» (cit. gaelica)

Maurizio Pistone

unread,
Sep 25, 2007, 6:37:46 AM9/25/07
to
magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:

> Avresti il coraggio di dire "lo uomo"?

diciamo l'uomo perché la uo è semplice dittongazione della o. Quindi i
linguisti possono continuare a fare la punta ai loro contoidi, homo /
omo / uomo è parola che comincia per vocale.

FatherMcKenzie

unread,
Sep 25, 2007, 12:07:46 PM9/25/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
<w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:

>Non dubito che codesta differenza tu non solo la percepisca,
>ma sia anche in grado di renderla attivamente.

A me un microfono. :)

Cingar

unread,
Sep 25, 2007, 3:52:03 PM9/25/07
to
FatherMcKenzie ha scritto:

> <cit>>Si deve scrivere il whisky o l'whisky? La prima forma è quella più
> >comunemente usata, ma è indubbio che è anche la forma sbagliata. [...]
> >Questa w inglese non è una consonante come nel tedesco e non si legge
> >v, ma è una semivocale corrispondente alla nostra u come in uomo
>
> </cit>
>
> Ma per favore.
> Andate pure avanti voi a dire l'whisky che a me viene da ridere...
> Ad essere pillanescamente tetrapilotomici, a me l'identità tra la
> pronuncia di u- in uomo e di wh- in whisky (in scozzese l'aspirazione
> si semte distintamente) pare folle. E anche il fonema inglese non mi
> somiglia affatto a quello italiano: io dico west e uomo in due modi
> molto diversi, forse per i settentrionali non è così, ma non è una
> buona ragione per imporre la pronuncia settentrionale a tutto il paese

Ma con chi ce l'hai, Bossi dello Jonio? Guarda che qui al nord dicono
tutti "il wisky", come nel resto d'Italia.

--
Cingar

FatherMcKenzie

unread,
Sep 26, 2007, 1:55:42 AM9/26/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Cingar
<cingar.s...@libero.it>, arreptaque manu:

>Ma con chi ce l'hai, Bossi dello Jonio? Guarda che qui al nord dicono
>tutti "il wisky", come nel resto d'Italia.

Con nessuno, ce l'ho. Dico che a suo tempo (non so perché, ma queste
discussioni ricicciano di quando in quando, come quelle su perpl-)
avevamo convenuto che la pronuncia di "uomo" non fosse uguale in tutto
il territorio italico, e che la similitudine col w inglese valeva, al
piů, per la pronuncia settentrionale. Se 'un ci credi, telefona a un
tuo amico che viva stabilmente a sud di Roma.
In piů facevo notare come (anche di questo si parlň) la pronuncia
tradizionale di whisky comprendesse l'aspirazione, essendo tale
liquore tipico delle Highlands. Liberi di tenerne o no conto,
naturalmente alla fine č l'uso a scrivere la storia, e "il whisky"
batte "l'whisky" 43700 a 722... per una volta mi trovo insieme a una
solida maggioranza :)

Amelia

unread,
Sep 26, 2007, 2:56:55 PM9/26/07
to
magica ha scritto:

> In <fd8u7k$uns$1...@news.newsland.it> ame...@tiscali.it (Amelia)
> scrive...

>

> Ecco qua, da "La lingua italiana" di Francesco Sabatini e Vittorio
> Coletti, Giunti, 1999.


> Ciao.

> Gian Carlo

Grazie mille!
Proprio quello che cercavo

magica

unread,
Sep 26, 2007, 3:14:14 PM9/26/07
to
In <1i4yypb.itcz621j6p3zlN%scri...@mauriziopistone.it>
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) scrive...
>magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:

>> Avresti il coraggio di dire "lo uomo"?

>diciamo l'uomo perché la uo è semplice dittongazione della o.

È possibile, ma non era questo il punto.

>Quindi i linguisti possono continuare a fare la punta ai loro contoidi,
>homo / omo / uomo è parola che comincia per vocale.

Homo e omo cominciano per vocale (anzi con un suono vocalico), uomo
per semivocale. Ho citato Sabatini, Coletti e Gabrielli, che credo
abbiano uan qualche autorità in materia.

Tuttavia il punto era: se davanti alle parole italiane che inziano col
suono semivocalico "u" si usa "l'", esiste un fondato motivo per usare
"il" davanti a parole straniere che iniziano con lo stesso suono
semivocalico?

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 26, 2007, 3:17:05 PM9/26/07
to
In <o57hf3571j82nj5td...@4ax.com> FatherMcKenzie
<JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive...

>Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
>totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
><ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:
>
>>No, perché pronuncio vater, e vatt, come suppongo faccia tu.
>
>Sbagliato. Pronuncio il uòter, il uòtt.

A me suonano entarmbi orrendi. Ma de gustibus...

>Vedi altra replica sotto swulla pronuncia della w anglia, che non sento assolutamente identica
>alla nostra u semivocalica.

Io non sento differenze far la "u" di uomo e la "w" di whisky, quando
pronunciate da italiani.

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 26, 2007, 3:32:34 PM9/26/07
to
In <8icif31u2fpl1vg71...@4ax.com> FatherMcKenzie
<JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive...

>Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
>totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
><w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:

>>Non dubito che codesta differenza tu non solo la percepisca,
>>ma sia anche in grado di renderla attivamente.

>A me un microfono. :)

Padre, ne colleghi uno al PC. Registri il suo whisky, possibilmente in
formato wave, poi "ap-lodi" su qualche sito adatto all'uopo il file.

Ave.

Gian Carlo

FatherMcKenzie

unread,
Sep 27, 2007, 1:20:06 AM9/27/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>Padre, ne colleghi uno al PC. Registri il suo whisky, possibilmente in


>formato wave, poi "ap-lodi" su qualche sito adatto all'uopo il file.

Farò di più: pronuncerò "west", "uomo" e "whisky".
Solo che non ho il micro, e non ho il sito all'uopo.
(cmq è il Marsala che è all'uopo: che c'entrerebbe il whisky?)

magica

unread,
Sep 27, 2007, 5:35:34 PM9/27/07
to
In <48fmf3958331hg8da...@4ax.com> FatherMcKenzie
<JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive...

>(cmq è il Marsala che è all'uopo: che c'entrerebbe il whisky?)

Marsala all'uopo? Volevo ben dire, Padre. Ecco perché usa gli articoli
che usa: lei ha dei seri problemi di pronuncia. :-)

A proposito di articoli, quali articoli usano i Padri davanti ai figli
champagne? Dicono i champagne? In fin dei conti la parola comincia con
ch, no? :-)

Ave.

Gian Carlo

Wolfgang

unread,
Sep 27, 2007, 6:07:28 PM9/27/07
to
magica wrote:
>
> A proposito di articoli, quali articoli usano i Padri davanti ai
> figli champagne? Dicono i champagne? In fin dei conti la parola
> comincia con ch, no? :-)

Qua in Germania non c'è ristorante italiano in cui manchi il «Menù
del chef». Non ho mai visto un corretto «dello chef». Comunque, il
nostro Padre si sentirebbe a suo agio.

Ma chissà, c'è magari una sfumata differenza fonetica tra il «ch»
francese e lo «sc(i)» italiano, paragonabile a quella tra la «w»
di whisk(e)y e la «u» di uomo e percepibile solo alle orecchie di
un religioso di madrelingua gaelica?

> Ave.

Maria?

> Gian Carlo

Wolfgang

FatherMcKenzie

unread,
Sep 28, 2007, 1:54:17 AM9/28/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
<w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:

>Ma chissà, c'è magari una sfumata differenza fonetica tra il «ch»


>francese e lo «sc(i)» italiano, paragonabile a quella tra la «w»
>di whisk(e)y e la «u» di uomo e percepibile solo alle orecchie di
>un religioso di madrelingua gaelica?

Pala, parla. Stavolta Google dà ragione a me :-P

FatherMcKenzie

unread,
Sep 28, 2007, 1:54:48 AM9/28/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>A proposito di articoli, quali articoli usano i Padri davanti ai figli


>champagne? Dicono i champagne? In fin dei conti la parola comincia con
>ch, no? :-)

Gli spumanti. A me gli esterofili non piacciono :)

magica

unread,
Sep 28, 2007, 4:19:05 PM9/28/07
to
In <SuSE_9.1.Wolfgang...@sy.ariannuccia.de> Wolfgang
<w...@ariannuccia.de> scrive...
>magica wrote:

>>A proposito di articoli, quali articoli usano i Padri davanti ai
>>figli champagne? Dicono i champagne? In fin dei conti la parola
>>comincia con ch, no? :-)

>Qua in Germania non c'è ristorante italiano in cui manchi il «Menù
>del chef». Non ho mai visto un corretto «dello chef». Comunque, il
>nostro Padre si sentirebbe a suo agio.

:-)

La prima volta che mangiai in una mensa tedesca, lo (il?) chef
proponeva, nel menu, "risi e pisi".

>Ma chissà, c'è magari una sfumata differenza fonetica tra il «ch»
>francese e lo «sc(i)» italiano, paragonabile a quella tra la «w»
>di whisk(e)y e la «u» di uomo e percepibile solo alle orecchie di
>un religioso di madrelingua gaelica?

:-)

Il gruppo "ch" francese, davanti a vocale, condivide lo stesso simbolo
IPA (quello che indica la fricatica prepalatale sorda) del gruppo "sc"
italiano davanti a "i" ed "e" (in italiano poi il suono, e quindi il
simbolo, vedi ad esempio nella parola pesce, possono essere doppi).

Naturalmente questo non significa che i francesi pronuncino
"esattamente" come gli italiani, o addirittura che pronuncino nello
stesso modo l'inizio di diverse parole che iniziano con "ch" più
vocale. Ad esempio se ascolto Brassens pronunciare "chat" e "chien",
la pronuncia del gruppo "ch" nel primo caso suona al mio orecchio come
molto simile al suono italiano di cui ho parlato sopra, nel secondo
invece qualcosa di intermedio fra questo suono e la fricativa
alveolare sorda (quella della "s" di sera). Sarebbe interessante
registrare un fonogramma delle due pronunce e vedere se anche dal
punto di vista spettrale sono diverse.

E che dire degli italiani? Diversi emiliani, nel cui dialetti la
fricativa prepalatale sorda non esiste (o almeno io non l'ho mai
sentita), quando parlano in italiano pronunciano il gruppo "sc"
davanti ad "i" ed "e" con un suono che si avvicina molto, quasi a
confondersi, con quello della fricativa alveolare sorda (addirittura
doppia quando non all'inizio di parola).

Tuttavia il punto del discorso è un altro, cosa su cui concordiamo. Un
italiano pronuncia allo stesso modo l'inizio di champagne e di
sciamano? A me pare proprio di sì. Perciò dice "lo" champagne e dice
"lo" sciamano.

Riguardo all'whisky, come mi pare di avere già scritto, il mio
dirimpettaio londinese (che, per inciso, è docente universitario di
lingua e letteratura inglese), non trova che la pronuncia della "w" di
whisky e della "u" di uomo siano diverse. Questo naturalmente non
prova che non esistano anglofoni che pronunciano whisky in modo
diverso.

Tuttavia anche qui il punto è un altro. Un italiano pronuncia allo
stesso modo l'inizio di whisky e di uomo? A me pare proprio di sì,
perché non ho mai sentito nessuno pronunciare whisky con
un'aspirazione iniziale.

In ogni caso io pronuncio "uischi", perciò dico e scrivo "l'whisky" e
"gli whisky". Che poi ci sia chi pronuncia "il whisky" e "i whisky"
(princia, quest'ultima, che mi suona orrenda) è un dato di fatto. Ma
che cerchi di giustificare tale pronuncia con regole fonologiche,
mentre la sua unica giustificazione è, come ha scritto Gabrielli, "la
pratica", mi sembra per lo meno bizzarro.

Ciao.

Gian Carlo

FatherMcKenzie

unread,
Sep 28, 2007, 5:41:55 PM9/28/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>Riguardo all'whisky, come mi pare di avere già scritto, il mio


>dirimpettaio londinese (che, per inciso, è docente universitario di
>lingua e letteratura inglese), non trova che la pronuncia della "w" di
>whisky e della "u" di uomo siano diverse.

Purtroppo il whisky non lo fanno a Londra :)

>Tuttavia anche qui il punto è un altro. Un italiano pronuncia allo
>stesso modo l'inizio di whisky e di uomo?

Io affermo che non pronunciano neanche west e uomo., allo stesso modo.

Cingar

unread,
Sep 28, 2007, 7:26:09 PM9/28/07
to
FatherMcKenzie ha scritto:
> [...]

> Con nessuno, ce l'ho. Dico che a suo tempo (non so perché, ma queste
> discussioni ricicciano di quando in quando, come quelle su perpl-)
> avevamo convenuto che la pronuncia di "uomo" non fosse uguale in tutto
> il territorio italico, e che la similitudine col w inglese valeva, al
> più, per la pronuncia settentrionale. Se 'un ci credi, telefona a un

> tuo amico che viva stabilmente a sud di Roma.

Io non so che abbiate convenuto voi, ma a me non pare proprio che la
"u" di "uomo" si pronunci diversamente dalla "wh" di "whisky", in
nessuna parte d'Italia. È vero non ho girato tutta Italia per
verificare, ma almeno nella pronuncia di milanesi, genovesi, veneti,
friulani, napoletani e siciliani è così.

Io ho un'altra teoria in proposito: l'idea che l'articolo vada eliso
davanti alle semivocali è una fesseria inventata da qualche grammatico
semplicione... In realtà, nessuno s'è mai sognato spontanemanete di
elidere l'articolo davanti a /j/, e davanti a /w/ l'elisione avviene
eccezionalmente in sole *tre* parole: "uòmo", "uòpo" e "uòvo".

In tutte queste tre parole la /w/ ("u") iniziale viene dalla
dittongazione della "o", la quale è un fenomeno relativamente recente:
fino a un paio di secoli fa le tre parole in questione si scrivevano
ancora "homo", "opo" e "ovo". Probabile, dunque, che l'elisione
dell'articolo sia stata fatta prima della comparsa della "u" iniziale,
e poi mantenuta per tradizione.

Quel che è vero è che davanti a /w/ c'è oscillazione fra "il" e "lo",
e che almeno in qualche caso la scelta pare determinata dalla grafia.
È esemplare il caso di "lo uadi" vs. "il wadi": la stessa parola,
pronunciata nello stesso identico modo, e prende "lo" quando la /w/ è
scritta "u" ma "il" quando è scritta "w".

> In più facevo notare come (anche di questo si parlò) la pronuncia


> tradizionale di whisky comprendesse l'aspirazione, essendo tale
> liquore tipico delle Highlands. Liberi di tenerne o no conto,

> naturalmente alla fine è l'uso a scrivere la storia, e "il whisky"


> batte "l'whisky" 43700 a 722... per una volta mi trovo insieme a una
> solida maggioranza :)

Ah, e dove è avvenuta questa disfida? Di', di', racconta.

--
Cingar

FatherMcKenzie

unread,
Sep 29, 2007, 12:49:56 AM9/29/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Cingar
<cingar.s...@libero.it>, arreptaque manu:

>Io non so che abbiate convenuto voi, ma a me non pare proprio che la


>"u" di "uomo" si pronunci diversamente dalla "wh" di "whisky", in
>nessuna parte d'Italia.

Si vede che ho gli alluci in azione, a me sembrano così diverse che mi
stupisce che vogliate metterle sulloo stesso piano!

>Io ho un'altra teoria in proposito: l'idea che l'articolo vada eliso
>davanti alle semivocali è una fesseria inventata da qualche grammatico
>semplicione... In realtà, nessuno s'è mai sognato spontanemanete di
>elidere l'articolo davanti a /j/, e davanti a /w/ l'elisione avviene
>eccezionalmente in sole *tre* parole: "uòmo", "uòpo" e "uòvo".

E uistitì :)
Sono d'accordo: dico "lo Jonio", lo iato, la iarda.

>Quel che è vero è che davanti a /w/ c'è oscillazione fra "il" e "lo",
>e che almeno in qualche caso la scelta pare determinata dalla grafia.
>È esemplare il caso di "lo uadi" vs. "il wadi": la stessa parola,
>pronunciata nello stesso identico modo, e prende "lo" quando la /w/ è
>scritta "u" ma "il" quando è scritta "w".

Recepito.

>> batte "l'whisky" 43700 a 722... per una volta mi trovo insieme a una
>> solida maggioranza :)
>
>Ah, e dove è avvenuta questa disfida? Di', di', racconta.

Su Gugl.

Wolfgang

unread,
Sep 29, 2007, 4:26:02 AM9/29/07
to
FatherMcKenzie wrote:
>
> Sono d'accordo: dico "lo Jonio", lo iato, la iarda.

Sbagliando però l'articolo di «iato», la cui «i» è una vera e
propria vocale cosicché la parola ha tre sillabe, cioè i-a-to,
mentre le altre due parole da te addotte ne hanno solo due.
Quindi unicamente: «l'iato».

Ciao, Wolfgang

Cingar

unread,
Sep 29, 2007, 5:20:09 AM9/29/07
to

Ho sempre sentito dire solo /'ja-to/. Scopro solo ora, dopo 44 anni e
12 giorni, che lo zingarelli dà *anche* la pronuncia /i-'a-to/ (che è
simpatica, perché pronunciata così la parola può fungere da esempio
nella sua stessa definizione).

--
Cingar

Wolfgang

unread,
Sep 29, 2007, 6:15:22 AM9/29/07
to
Cingar wrote:
>
> Ho sempre sentito dire solo /'ja-to/. Scopro solo ora, dopo 44 anni
> e 12 giorni, che lo zingarelli dà *anche* la pronuncia /i-'a-to/

Ah pure lo Zingarelli, meno male! Così riuscirà ad affermarsi contro
le obbrobriose tendenze abolizionistiche propagate da Maurizio
Pistone.

Io avevo scoperto la pronuncia corretta di «iato» già quindici anni
or sono quando mia figlia frequentava ancora l'università di Padova.
Usava allora un libro di Alfonso Traina (Traìna, presumo) intitolato
«Propedeutica al latino universitaria», che mi ha una volta
mostrato. Trovando affascinante l'enorme quantità di informazioni
interessantissime a me finora sconosciute, me ne sono subito
procurato un esemplare, che conservo tuttora.

Ecco quanto si legge a pagina 297:

-------------
§ 30. L'iato
[...]
L'iato è foneticamente innaturale: vi allude lo stesso termine
latino hiatus, che deriva dal verbo hiare « stare a bocca aperta »
(parola trisillaba come anche l'italiano « iato ») e descrive
appunto lo sforzo della bocca nel pronuncia due vocali contigue
[...]
-------------
Nota: le virgolette staccate alla francese, che non mi piacciono
affatto, riproducono la grafia originale.

> (che è simpatica, perché pronunciata così la parola può fungere
> da esempio nella sua stessa definizione).

Tristano Bolelli le ha battezzate «autologhi», fornendo, se me ne
ricordo bene, gli esempi «piano» e «sdrucciolo». È un bel gioco
trovarne altri, ma è difficile.

Ciao, Wolfgang

Enrico Gregorio

unread,
Sep 29, 2007, 6:41:39 AM9/29/07
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> scrive:

> Tristano Bolelli le ha battezzate «autologhi», fornendo, se me ne
> ricordo bene, gli esempi «piano» e «sdrucciolo». È un bel gioco
> trovarne altri, ma è difficile.

Non so se è stato Bolelli a chiamarli così per primo. C'è un bel
paradosso con il contrario di "autologo", cioè "eterologo".

La parola "eterologo" è un eterologo?

Ciao
Enrico

Frank Rusq Allah

unread,
Sep 29, 2007, 7:47:17 AM9/29/07
to

"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto
> Cingar wrote:

>> (che è simpatica, perché pronunciata così la parola può fungere
>> da esempio nella sua stessa definizione).
>
> Tristano Bolelli le ha battezzate «autologhi», fornendo, se me ne
> ricordo bene, gli esempi «piano» e «sdrucciolo». È un bel gioco
> trovarne altri, ma è difficile.

Polisillabico
Italiano

Sì, è difficile: non credo che i casi siano molto numerosi.
--
Ciao
Frank

Myszka

unread,
Sep 29, 2007, 8:32:37 AM9/29/07
to

Ne parla anche Hofstadter chiamandoli "omologici". Come esempio di non
omologico, o "eterologico", riporta "rosso" (che non è di colore rosso).

Poi conclude con la domanda:
"eterologico" è eterologico?

Ciao,
Myszka
--
la mia mail? è il mio nick ma su fastwebnet punto it

FatherMcKenzie

unread,
Sep 29, 2007, 10:48:19 AM9/29/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
<w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:

>Sbagliando però l'articolo di «iato», la cui «i» è una vera e


>propria vocale cosicché la parola ha tre sillabe, cioè i-a-to,
>mentre le altre due parole da te addotte ne hanno solo due.
>Quindi unicamente: «l'iato».

Pronuncia ammessa accanto a quella "ja-to!"
http://www.demauroparavia.it/51340
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/iato.shtml
Keine Gegenstände aus dem Fenster werfen!

Karla

unread,
Sep 29, 2007, 1:44:30 PM9/29/07
to
Frank Rusq Allah ha scritto:
>

Parola, sostantivo, nome.

k

Roger

unread,
Sep 29, 2007, 2:39:44 PM9/29/07
to
Wolfgang ha scritto:

> [...] Trovando affascinante l'enorme quantità di informazioni
> interessantissime a me finora sconosciute, [...]

Siccome parli di un tempo passato, penso che avresti dovuto dire "fino
allora" o "fino ad allora".

> Ciao, Wolfgang

Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://mauriziopistone.it/linguaitaliana.html

Tutto quello che chiedo è la possibilità di verificare
che la ricchezza non rende felici.

Wolfgang

unread,
Sep 29, 2007, 3:11:46 PM9/29/07
to
Roger wrote:
>
> Wolfgang ha scritto:
> >
> > [...] Trovando affascinante l'enorme quantità di informazioni
> > interessantissime a me finora sconosciute, [...]
>
> Siccome parli di un tempo passato, penso che avresti dovuto dire
> "fino allora" o "fino ad allora".

Grazie mille. Come poteva sfuggirmi questo dettaglio risaputo?
Gli anni, la sclerosi, il dottor Alzeimer?

Ciao, Wolfgang

magica

unread,
Sep 29, 2007, 6:36:05 PM9/29/07
to
In <o5tqf3523aidmfnp3...@4ax.com> FatherMcKenzie
<JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive...

>Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
>totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
><ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>>Riguardo all'whisky, come mi pare di avere già scritto, il mio
>>dirimpettaio londinese (che, per inciso, è docente universitario di
>>lingua e letteratura inglese), non trova che la pronuncia della "w" di
>>whisky e della "u" di uomo siano diverse.

>Purtroppo il whisky non lo fanno a Londra :)

>>Tuttavia anche qui il punto è un altro. Un italiano pronuncia allo
>>stesso modo l'inizio di whisky e di uomo?

>Io affermo che non pronunciano neanche west e uomo., allo stesso modo.

Spero non sia perché nemmeno l'West (eh eh) lo fanno a Londra. Lo
aspiri?

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Sep 29, 2007, 6:40:39 PM9/29/07
to
In <jo5pf35q6tjsk7r32...@4ax.com> FatherMcKenzie
<JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive...

>Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
>totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
><ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>>A proposito di articoli, quali articoli usano i Padri davanti ai figli
>>champagne? Dicono i champagne? In fin dei conti la parola comincia con
>>ch, no? :-)

>Gli spumanti. A me gli esterofili non piacciono :)

Beh, però quando inventano lo champagne, come il suo collega Dom
Pérignon... :-)

Ave.

Gian Carlo

FatherMcKenzie

unread,
Sep 30, 2007, 1:36:20 AM9/30/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, magica
<ma.g...@bigfoot.com>, arreptaque manu:

>Spero non sia perché nemmeno l'West (eh eh) lo fanno a Londra.

Infatti c'è il West End :)

FatherMcKenzie

unread,
Sep 30, 2007, 1:38:45 AM9/30/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
<w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:

> il dottor Alzeimer?

Non c'era l'acca?

http://de.wikipedia.org/wiki/Alzheimer

Epimeteo

unread,
Sep 30, 2007, 3:05:09 AM9/30/07
to

"FatherMcKenzie" <JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> ha scritto
nel messaggio news:pgduf31rdh8n83tqo...@4ax.com...

> Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
> totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
> <w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:
>
>> il dottor Alzeimer?

Padre, sia clemente e non infierisca su Wolfgang: si sa che certe malattie,
oltre che indebolire la memoria, rendono dislessici e disgrafici...

Lo assolva,
Epimeteo
---
"... ho perso le parole
eppure ce le avevo qua un attimo fa,
dovevo dire cose,
cose che sai,
che ti dovevo,
che ti dovrei..."
(cit. di non mi ricordo chi)

Wolfgang

unread,
Sep 30, 2007, 7:25:04 AM9/30/07
to
Epimeteo wrote:
>
> FatherMcKenzie aveva scritto:
> >
> > Scripserat Wolfgang arrepta manu (et mente):
> > >
> > > il dottor Alzeimer

> >
> > Non c'era l'acca?
> > http://de.wikipedia.org/wiki/Alzheimer
>
> Padre, sia clemente e non infierisca su Wolfgang: si sa che
> certe malattie, oltre che indebolire la memoria, rendono
> dislessici e disgrafici...

... soprattutto quando si tratta di una lettera muta (in questa
posizione pure in tedesco, comunque nel linguaggio corrente).

Comunque, nella mia grafia errata il cognome è un vero e proprio
autologo. Vista la difficoltà di trovarne esempi, ti debbo
gratitudine.

> Lo assolva,

Sei convinto che possegga l'autorizzazione ecclesiastica?

> Epimeteo

Wolfgang

FatherMcKenzie

unread,
Sep 30, 2007, 12:35:57 PM9/30/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
<w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:

>Comunque, nella mia grafia errata il cognome è un vero e proprio


>autologo. Vista la difficoltà di trovarne esempi, ti debbo
>gratitudine.

Nulla quaestio: la mia relatrice della tesi diceva "Alzmaier"... :-(

Karla

unread,
Sep 30, 2007, 2:44:30 PM9/30/07
to
FatherMcKenzie ha scritto:

> Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
> totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Wolfgang
> <w...@ariannuccia.de>, arreptaque manu:
>
>> il dottor Alzeimer?
>
> Non c'era l'acca?
>
> http://de.wikipedia.org/wiki/Alzheimer

Ernest Jones racconta nella sua autobiograia che, prima di diventare
allievo amato e poi biografo (direi quasi agiografo) di Freud, frequentò
l'ospedale di Monaco di Baviera dove conobbe un giovanissimo neurologo
ancora sconosciuto: il dott. Alzheimer, appunto. :-)

k

Cingar

unread,
Sep 30, 2007, 5:15:41 PM9/30/07
to
On 29 Set, 13:47, "Frank Rusq Allah" <ruscZZZa...@iolZZZ.itZZZ> wrote:
> "Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto
>
> >Cingarwrote:

> >> (che è simpatica, perché pronunciata così la parola può fungere
> >> da esempio nella sua stessa definizione).
>
> > Tristano Bolelli le ha battezzate «autologhi», fornendo, se me ne
> > ricordo bene, gli esempi «piano» e «sdrucciolo». È un bel gioco
> > trovarne altri, ma è difficile.
>
> Polisillabico
> Italiano

"Italiano" non vale: è anche spagnolo e portoghese.

--
Cingar

Wolfgang

unread,
Sep 30, 2007, 5:33:35 PM9/30/07
to
Cingar wrote:
>
> "Italiano" non vale: è anche spagnolo e portoghese.

Questa non la capisco: sono aggettivi italiani tutt'e tre, ma solo
«italiano» è un autologo giacché è vera la frase: «"Italiano" è
[un aggettivo] italiano.»

Per rendere autologhi gli altri due, basta tradurli nelle relative
lingue originali, dicendo «"español" es [un adjetivo] español» e,
rispettivamente, «"português" é [um adjectivo] português».

Ciao, Wolfgang

Wolfgang

unread,
Sep 30, 2007, 6:06:20 PM9/30/07
to
Wolfgang wrote:

>
> Cingar wrote:
> >
> > (che è simpatica, perché pronunciata così la parola può fungere
> > da esempio nella sua stessa definizione).
>
> Tristano Bolelli le ha battezzate «autologhi», fornendo, se me ne
> ricordo bene, gli esempi «piano» e «sdrucciolo». È un bel gioco
> trovarne altri, ma è difficile.

Forse è meno difficile di quanto prima pensassi.
Ecco tre aggettivi: comune, diffuso, desueto.

Ciao, Wolfgang

magica

unread,
Sep 30, 2007, 6:23:33 PM9/30/07
to
In <3omqf3tmjc0ikgah2...@4ax.com> ho scritto...

>Sarebbe interessante registrare un fonogramma delle due pronunce
>e vedere se anche dal punto di vista spettrale sono diverse.

Uno spettrogramma, non un fonogramma.

Gian Carlo

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Enrico Gregorio

unread,
Sep 30, 2007, 7:26:49 PM9/30/07
to
ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:

> 16:48, sabato 29 settembre 2007, FatherMcKenzie:


>
> > Keine Gegenstände aus dem Fenster werfen!
>
>

> Nicht hinauslehnen!
> Ne pas se pencher au dehors.
> Vietato sporgersi.
> [In inglese non ricordo]

It is dangerous to lean out.

Ciao
Enrico

FatherMcKenzie

unread,
Oct 1, 2007, 1:24:32 AM10/1/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Enrico
Gregorio <greg...@math.unipd.it>, arreptaque manu:

>> > Keine Gegenstände aus dem Fenster werfen!
>> Nicht hinauslehnen!

>It is dangerous to lean out.

Während des Aufenthaltes auf den Stationen ist die Benutzung des
Abortes nicht gestattet.
Do not throw anything out of the window.

Epimeteo

unread,
Oct 1, 2007, 2:00:34 AM10/1/07
to

"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto nel messaggio
news:SuSE_9.1.Wolfgang...@sy.ariannuccia.de...
> Epimeteo wrote:
>> Lo assolva,

> Sei convinto che possegga l'autorizzazione ecclesiastica?

Sì, certo, gliel'ho data io...

Ciao,
Epimeteo
---
"... ti regalerò una rosa,
una rosa rossa per dipingere ogni cosa,
una rosa per ogni tua lacrima da consolare
e una rosa per poterti amare..."
(cit. un po' fuori di testa)


Roger

unread,
Oct 1, 2007, 3:53:10 AM10/1/07
to
FatherMcKenzie ha scritto:

> Während des Aufenthaltes auf den Stationen ist die Benutzung des
> Abortes nicht gestattet.
> Do not throw anything out of the window.

Non si chiede di far centro
ma pisciare almeno dentro.

Roger

Giovanni Drogo

unread,
Oct 1, 2007, 9:28:40 AM10/1/07
to
> > > Tristano Bolelli le ha battezzate «autologhi», fornendo, se me ne

> Ne parla anche Hofstadter chiamandoli "omologici". Come esempio di non

Beh nelle "Congetture e confutazioni" di Popper c'e' un bel parodistico
"dialogo tra Platone e Teeteto" sull'autoreferenza.

--
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Giovanni Drogo

unread,
Oct 1, 2007, 9:29:43 AM10/1/07
to
On Mon, 1 Oct 2007, ADPUF wrote:

> Ne pas se pencher au dehors.
> Vietato sporgersi.

Io da piccolo traducevo spontaneamente il primo in "Ne passi (di guai)
se penzoli al di fuori"

FatherMcKenzie

unread,
Oct 1, 2007, 11:18:27 AM10/1/07
to
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Giovanni
Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid>, arreptaque manu:

>> Ne pas se pencher au dehors.
>> Vietato sporgersi.
>
>Io da piccolo traducevo spontaneamente il primo in "Ne passi (di guai)
>se penzoli al di fuori"

Per me, invece: "Tout abus sera puni" era:
"Tu t'abbuschi 'na serie ' e pugni"

Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2007, 12:02:44 PM10/1/07
to
FatherMcKenzie <JJJJJJJJJja...@infinito.itITITITITIT> scrive:

> Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
> totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Giovanni
> Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid>, arreptaque manu:
>
> >> Ne pas se pencher au dehors.
> >> Vietato sporgersi.
> >
> >Io da piccolo traducevo spontaneamente il primo in "Ne passi (di guai)
> >se penzoli al di fuori"
>
> Per me, invece: "Tout abus sera puni" era:
> "Tu t'abbuschi 'na serie ' e pugni"

E frequentando i treni calabresi avevi un sacco di tempo per queste
fantasie, no? Adesso invece vanno così veloci che anche se quei
cartellini ci fossero, non avresti il tempo di leggerli. ;-)

Ciao
Enrico

Karla

unread,
Oct 1, 2007, 2:49:01 PM10/1/07
to
ADPUF ha scritto:
> 00:06, lunedì 1 ottobre 2007, Wolfgang:
> Sostantivo?

ADPUF, non copiare!

k


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Enrico Gregorio

unread,
Oct 1, 2007, 5:23:49 PM10/1/07
to
ADPUF <flyh...@mosq.it> scrive:

> 18:55, lunedì 24 settembre 2007, Enrico Gregorio:
> > w00dy <wo...@wood.com> scrive:
> >> Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:
> >>
> >> > Vosvaghen.
> >> > La pronunzia corretta è vosvaghen.
> >>
> >> ovviamente si pronuncia con la F iniziale...
> >> A proposito, mi chiedo come mai Ludwig venga chiamato Van
> >> Beethoven, anziché "Fon BeethoFen" come sarebbe corretto.
> >
> > Nei paesi di lingua tedesca la pronuncia è con la "f"; ma
> > "van", non "von".
> >
> > Analogamente, la pronuncia tedesca di "Mozart" è con la zeta
> > sorda, non sonora come si usa da noi (e la "o" chiusa).
> > Adattamenti alla fonetica italiana e un pizzico di
> > provincialismo.
>
>
> Ebbè, allora tutti i nomi vengono pronunciati male dagli
> italiani, anche Dvo?ák.
> E viceserva, i nomi italiani dagli stranieri.

A volte ci vorrebbe poco, un minimo di cura dei particolari, specie
quando si parla da specialisti di un settore.

Quanto ci vuole a farsi dire dall'interessato che la pronuncia
del suo nome è (pressappoco) Sàlihàmigic (con la c di cena e la g di
gelato) e non un improbabile Saliamìd-zic? E non si dica che la
pronuncia corretta è così complicata per l'italiano medio. Parlo di
gente che fa del calcio una professione ben pagata. Non pretendo certo
la pronuncia nasale per Falcão e simili, ma quando si sentiva un noto
giornalista dire con saccenza "Paulo Susa" veniva da tirare una scarpa
al televisore.

Ciao
Enrico

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Myszka

unread,
Oct 2, 2007, 7:29:14 AM10/2/07
to
il giorno 01/10/2007 22.36 ADPUF ha scritto:

> Ne jetez aucun object par la fenetre.

Non era "ne pas jetez" ecc?
Mi sono chiesto spesso se fosse davvero corretto. Qualcuno che conosca
la lingua francese può svelarmelo?

Ciao,
Myszka
--
la mia mail? è il mio nick ma su fastwebnet punto it

Myszka

unread,
Oct 2, 2007, 7:31:54 AM10/2/07
to
il giorno 01/10/2007 22.34 ADPUF ha scritto:

> 18:55, lunedì 24 settembre 2007, Enrico Gregorio:

[...]


>> Analogamente, la pronuncia tedesca di "Mozart" è con la zeta
>> sorda, non sonora come si usa da noi (e la "o" chiusa).
>> Adattamenti alla fonetica italiana e un pizzico di
>> provincialismo.
>
> Ebbè, allora tutti i nomi vengono pronunciati male dagli

> italiani, anche Dvořák.

E la pronuncia corretta come sarebbe?

> E viceserva, i nomi italiani dagli stranieri.

In tassì a New York l'autista disse di sapere tutto dell'Italia perche'
era sempre stato un accanito sostenitore di Giggirriva e Ggiannirrivera
(tutto sommato li pronunciò perfino bene anche se poco dopo disse che la
vera pissa la fanno solo a New York, magari dei pissettari italiani...
ma a New York).

Myszka

unread,
Oct 2, 2007, 7:34:20 AM10/2/07
to
il giorno 01/10/2007 23.35 ADPUF ha scritto:

> 23:23, lunedì 1 ottobre 2007, Enrico Gregorio:


>> A volte ci vorrebbe poco, un minimo di cura dei particolari,
>> specie quando si parla da specialisti di un settore.
>>
>> Quanto ci vuole a farsi dire dall'interessato che la pronuncia
>> del suo nome è (pressappoco) Sàlihàmigic (con la c di cena e
>> la g di gelato) e non un improbabile Saliamìd-zic? E non si
>> dica che la pronuncia corretta è così complicata per
>> l'italiano medio. Parlo di gente che fa del calcio una
>> professione ben pagata. Non pretendo certo la pronuncia nasale
>> per Falcão e simili, ma quando si sentiva un noto giornalista
>> dire con saccenza "Paulo Susa" veniva da tirare una scarpa al
>> televisore.
>

> Sono totalmente d'accordo, e in più Roma, dove hanno /sedia/ i
> giornalisti sportivi, è dotata non di una ma di ben due serie
> di ambasciate di tutti i paesi riconosciuti dalla Repubblica e

Direi tre allora. Moltissimi, se non tutti, hanno un'ambasciatore e una
(piccola) amabasciata presso la FAO, che ha sede a Roma.

> dalla Santa Sede, a cui poter chiedere lumi /aggratis/ sulla
> pronuncia in qualsivoglia lingua.

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