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Soggetti subordinati (era: La d eufonica e il congiuntivo)

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magica

unread,
Sep 18, 2000, 3:00:00 AM9/18/00
to
In it.cultura.linguistica.italiano Wolfgang Mueller scrive...

>>> Il fatto che una proposizione sia (*) subordinata ad una altra
>>> non esclude che ne funga da soggetto.

>> Questa me la devi spiegare.

>Le proposizioni subordinate (anche dette secondarie) introdotte
>dalla congiunzione "che" si suddividono in quelle soggettive, nella
>qual categoria rientra il nostro "ti piace che io abbia 31 anni",
>e quelle oggettive, ad es. "vedo che stai bene". Ma nell'uno come
>nell'altro caso sono subordinate. Tutto qua.

Wolfgang, hai ragione: i compilatori di grammatiche parlano di
proposizioni subordinate anche in questo caso.

Però anche questo è un altro argomento che varrebbe la pena di
approfondire (ora non ho tempo e ho anche sonno: guarda un po' che ora
è). Com'è possibile che una frase che è soggetto di un verbo e che non
dipende da nessun'altra frase possa essere subordinata? Subordinata a
che cosa?

Riguardo a "il fatto che"...

>Posso poi aprire un nuovo thread con un messaggio introduttivo
>riassumente lo stato della discussione di allora, che prima devo
>però ritrovare negli abissi dei miei archivi disordinati.

...fai pure con comodo.

>Ti auguro che non ti annoi troppo al corso,

Grazie. Non mi sto annoiando, per fortuna: il corso è interessante.

Ciao.

Gian Carlo


Luciana

unread,
Sep 19, 2000, 2:17:32 AM9/19/00
to

"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:39c695c3...@news.libero.it...

> In it.cultura.linguistica.italiano Wolfgang Mueller scrive...
>
> >> Questa me la devi spiegare.
>
> >Le proposizioni subordinate (anche dette secondarie) introdotte
> >dalla congiunzione "che" si suddividono in quelle soggettive, nella
> >qual categoria rientra il nostro "ti piace che io abbia 31 anni",
> >e quelle oggettive, ad es. "vedo che stai bene". Ma nell'uno come
> >nell'altro caso sono subordinate. Tutto qua.
>
> Wolfgang, hai ragione: i compilatori di grammatiche parlano di
> proposizioni subordinate anche in questo caso.
>
> Però anche questo è un altro argomento che varrebbe la pena di
> approfondire (ora non ho tempo e ho anche sonno: guarda un po' che ora
> è). Com'è possibile che una frase che è soggetto di un verbo e che non
> dipende da nessun'altra frase possa essere subordinata? Subordinata a
> che cosa?
>
> Riguardo a "il fatto che"...
>
> >Posso poi aprire un nuovo thread con un messaggio introduttivo
> >riassumente lo stato della discussione di allora, che prima devo
> >però ritrovare negli abissi dei miei archivi disordinati.
>
> ...fai pure con comodo.
> <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Ciao ad entrambi, Wolfgang e Gian Carlo.

> >>> Il fatto che una proposizione sia (*) subordinata ad una altra
> >>> non esclude che ne funga da soggetto.

Questa è nuova: funga da soggetto a cosa? Alla reggente? a se stessa?
Spiegati meglio: non l'ho mai sentita.


Ciao.
luciana


magica

unread,
Sep 20, 2000, 3:00:00 AM9/20/00
to
In <8q710f$7ie$1...@nslave1.tin.it> "Luciana" scrive...

>Ciao ad entrambi, Wolfgang e Gian Carlo.

>>>>> Il fatto che una proposizione sia (*) subordinata ad una altra
>>>>> non esclude che ne funga da soggetto.

>Questa è nuova: funga da soggetto a cosa? Alla reggente? a se stessa?
>Spiegati meglio: non l'ho mai sentita.

In attesa dell'intervento di Wolfgang...

...poco fa, in solaio, dove cercavo tutt'altro, mi è caduto l'occhio
sulla mia vecchia grammatica del liceo, "Umberto Panozzo, ''Lo studio
e l'arte dello scrivere, Grammatica Italiana, ...'', Le Monnier, 1962,
e guarda un po' che cosa mi è toccato leggere.

----------
Capitolo XX, "Varie specie di proposizioni subordinate"

1. Proposizioni soggettive.

Si chiama proposizione soggettiva la proposizione che fa l'uffficio di
soggetto nella proposizione principale, quando questa è costituita da
un verbo intransitivo usato impersonalmente ("occorre, bisogna,
conviene, sembra..."), da un verbo usato in forma impersonale ("si
dice, si narra, si pensa..."), o da frasi impersonali formate dalla
terza persona singolare del verbo "essere" seguita da un aggettivo o
da un sostanticvo ("è onesto, è bene, è decoroso, è tempo che...").

Es.: "Si sa che Volta scoperse la pila". - La proposizione principale
è costituita dalla forma impersonale "si sa", la quale ha come
soggetto la proposizione dipendente "che Volta scoperse la pila"
(proposizione soggettiva).

La proposizione soggettiva può avere forma esplicita e forma
implicita:

forma esplicita

- modo indicativo introdotto dalla cong. che

a) quando la proposizione soggettiva indica un fatto certo e reale.
Es.: E' certo ch'io mi recherò da lui. - Si sa che il piroscafo è
affondato.

- modo congiuntivo introdotto dalla cong. che

a) quando la prop. soggettiva precede la prop. principale.
Es.: Ch'io mi rechi da lui è certo.

b) quando la prop. soggettiva esprime un fatto incerto, o un
desiderio, o un'opinione.
Es.: Si dice che stia male.

forma implicita

- modo infinito

a) direttamente unito alla prop. primcipale.
Es.: Occorre avere la coscienza pulita per vivere tranquilli. -
Bisogna accelerare il passo.

b) introdotto dalla preposizione di.
Es.: Si ritiene di aver visto bene. - Si ammette di avere errato.
----------

Davvero apprezzabile il tentativo di sistemare (sistematizzare?)
tutto. E quindi di far passare per subordinate (a che cosa?) frasi
soggetto. Ma, per fare questo, qui si arriva all'assurdo (come gli
archeologi che si inventano gli anelli mancanti per suffragare le
proprie teorie) di rendere passivi i verbi impersonali (si dice, si
narra, ecc.) per far passare per soggettive frasi oggettive.

Ciao.

Gian Carlo

>Ciao.
>luciana
>
>


Max M.

unread,
Sep 21, 2000, 3:00:00 AM9/21/00
to
On Mon, 18 Sep 2000, magica wrote:
>
> Com'è possibile che una frase che è soggetto di un verbo e che non
> dipende da nessun'altra frase possa essere subordinata? Subordinata a
> che cosa?

Il presupposto della domanda non mi sembra accettabile. La proposizione
che funge da soggetto *è* una dipendente della frase principale. Ciò non
mi pare in alcun modo problematico. Non riesco a capire perchè lo sia per
te. Sarebbe strano se, ad esempio, il rapporto di subordinazione tra tra
le proposizioni nei due esempi che seguono fosse diverso:

1. E' inaccettabile che tu ti comporti in questo modo
2. Non possiamo accettare che tu ti comporti in questo modo

Se un sintagma nominale è realizzato internamente con una proposizione,
questa avrà una condizione subordinata rispetto alla proposizione di cui
il sintagma è una componente. Che il sintagma nominale in questione sia
soggetto o una parte di un predicato qualsiasi non mi pare particolarmente
rilevante.

Max


magica

unread,
Sep 22, 2000, 3:00:00 AM9/22/00
to
In <Pine.LNX.4.10.100091...@c64.comm2000.it> "Max M."
scrive...

> On Mon, 18 Sep 2000, magica wrote:

>> Com'è possibile che una frase che è soggetto di un verbo e che non
>> dipende da nessun'altra frase possa essere subordinata? Subordinata
>> a che cosa?

> Il presupposto della domanda non mi sembra accettabile. La
> proposizione che funge da soggetto *è* una dipendente della frase
> principale. Ciò non mi pare in alcun modo problematico. Non riesco a
> capire perchè lo sia per te. Sarebbe strano se, ad esempio, il
> rapporto di subordinazione tra tra le proposizioni nei due esempi
> che seguono fosse diverso:
>
> 1. E' inaccettabile che tu ti comporti in questo modo
> 2. Non possiamo accettare che tu ti comporti in questo modo

Infatti non lo vedo affatto diverso.

> Se un sintagma nominale è realizzato internamente con una
> proposizione, questa avrà una condizione subordinata rispetto alla
> proposizione di cui il sintagma è una componente. Che il sintagma
> nominale in questione sia soggetto o una parte di un predicato
> qualsiasi non mi pare particolarmente rilevante.

Concordo sul fatto che non sia rilevante. Infatti la mia osservazione
non si riferiva a questo, tant'è vero che, se qualcuno mi parlasse di
"proposizione subordinata oggettiva", anziché di "proposizione
subordinata oggettiva", gli rivolgerei la stessa domanda: "Subordinata a
che cosa?"

E' l'insieme delle definizioni che leggo nelle grammatiche che trovo
contraddittorio.

Ecco che cosa leggo in "Pittano, L'italiano oggi", De Agostini, 1988".

>! Una proposizione, secondo la funzione, può essere:
>!
>! indipendente
>! quando ha senso compiuto, basta a sé stessa, non dipende da altre
>! proposizioni e non ha alcuna proposizione alle sue dipendenze [...]
>!
>! dipendente o subordinata o secondaria
>! quando dipende da un'altra proposizione senza la quale non si
>! regge [...]
>!
>! La proposizione indipendente si chiama principale o reggente quando
>! ha alle sue dipendenze altre proposizioni. [...]
>!
>! La proposizione soggettiva è una proposizione subordinata che fa
>! da soggetto alla reggente.

Lascio perdere la proposizione indipendente che per definizione non
regge altre proposizioni, ma anche le regge quando continua a essere
indipendente, ma è anche reggente. Lascio perdere perché non c'entra con
l'argomento in oggetto, anche se è un ulteriore indice di quanto sia
approssimativo il modo di scrivere di chi pretende di sistematizzare.

La proposizione subordinata sarebbe però una proposizione che, per la
sua funzione (a questo punto sarebbe interessante anche una definizione
di "funzione"), dipende da un'altra proposizione reggente senza la quale
non si regge.

In "oggi sono contento perché è tornato il sereno" la proposizione
"perché è tornato il sereno" soddisfa a questa condizione e la
proposizione reggente è "oggi sono contento".

In "non possiamo accettare (o anche in: è inaccettabile) che tu ti
comporti in questo modo" la proposizione "che tu ti comporti in questo
modo" è vero che non si regge da sola, ma è anche vero che è parte
costitutiva della proposizione principale, che addirittura non esiste
senza di essa: "non possiamo accettare" non ha alcun senso di per sé.


Il tentativo di catturare con un'unica definizione aspetti completamente
diversi mi pare che porti a confusione e a contraddizioni.

Ciao.

Gian Carlo

Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Maurizio Pistone

unread,
Sep 22, 2000, 3:00:00 AM9/22/00
to
ma.g...@bigfoot.com (magica) ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano :

>si inventano gli anelli mancanti per suffragare le
>proprie teorie) di rendere passivi i verbi impersonali (si dice, si
>narra, ecc.) per far passare per soggettive frasi oggettive.

Si dice una preghiera. Si dicono tante sciocchezze. Si narra una
storia. Si narrano leggende. Si inventa una bugia.Si inventano gli
anelli mancanti...

Si dice ecc. non sono forme impersonali, bensì vere forme passive
(forma del "si passivante") tant'è vero che concordano con il
soggetto.


Maurizio Pistone - Torino

http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it

strenua nos exercet inertia Hor.

magica

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
In <oudnss0d1o7hauit9...@4ax.com> Maurizio Pistone
scrive...

> Si dice una preghiera. Si dicono tante sciocchezze. Si narra una
> storia. Si narrano leggende. Si inventa una bugia.Si inventano gli
> anelli mancanti...
>
> Si dice ecc. non sono forme impersonali, bensì vere forme passive
> (forma del "si passivante") tant'è vero che concordano con il
> soggetto.

Le frasi del Panozzo, da me citate, erano...

>>Si dice che stia male.

>>Si ritiene di aver visto bene.

>>Si ammette di avere errato.

...e ritengo molto opinabile che, in esse, "si dice", "si ritiene" e "si
ammette" siano forme passive.

Certo se si vuole si può vederle come tali, anche se è un po' dura
con un'infinitiva introdotta dal "di": "aver visto bene" e "avere
errato", nelle frasi precedenti, sono le azioni compiute dallo stesso
soggetto (impersonale) che "ritiene" e che "ammette".

Certo si può vedere sempre e tutto come passivo, dicevo, vista
l'ambivalenza del "si" italiano. Però sarei curioso di vedere che cosa
dicono le grammatiche (purtroppo non ho qui con me quella del Panozzo) a
proposito delle frasi oggettive.

luciana

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
In article <8qv5kq$n5b$1...@nnrp1.deja.com>,

Ciao, Gian Carlo.
Ipotizzo che tu indendessi le " soggettive", vero?

Analizziamo le soggettive.
La prop. soggettiva può essere introdotta da:
*VERBI IMPERSONALI= accade, avviene, bisona,capita, conviene, occorre,
pare, risulta, sembra...etc.
* VERBI USATI IMPERSONALMENTE= si dice, si crede, si narra, etc.
* ESPRESSIONI IMPERSONALI, costituite dal verbo essere + un aggettivo
od un sostantivo= é ora , è tempo, ( "locuzioni temporali"); è bene, è
male, è bello, è noto, etc (" predicati NEUTRI").

Quindi tutte queste reggenti non hanno il verbo AL PASSIVO.

luciana

magica

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
In <8qv7q1$onl$1...@nnrp1.deja.com> luciana scrive...
> In article <8qv5kq$n5b$1...@nnrp1.deja.com> magica <ma.g...@bigfoot.com>
> wrote:

>> Certo si può vedere sempre e tutto come passivo, dicevo, vista
>> l'ambivalenza del "si" italiano. Però sarei curioso di vedere che
>> cosa dicono le grammatiche (purtroppo non ho qui con me quella del
>> Panozzo) a proposito delle frasi oggettive.

> Ciao, Gian Carlo.
> Ipotizzo che tu indendessi le " soggettive", vero?

Ciao Luciana.

No, intendevo proprio dire "oggettive". Mi rifaccio ai tuoi esempi:

> Analizziamo le soggettive.
> La prop. soggettiva può essere introdotta da:
> *VERBI IMPERSONALI= accade, avviene, bisona,capita, conviene, occorre,
> pare, risulta, sembra...etc.
> * VERBI USATI IMPERSONALMENTE= si dice, si crede, si narra, etc.
> * ESPRESSIONI IMPERSONALI, costituite dal verbo essere + un aggettivo
> od un sostantivo= é ora , è tempo, ( "locuzioni temporali"); è bene, è
> male, è bello, è noto, etc (" predicati NEUTRI").
>
> Quindi tutte queste reggenti non hanno il verbo AL PASSIVO.

Parte di ciò che scrivi (e che coincide con quanto afferma il Panozzo da
me citato) mi perplime anzichenò.

Se tutte le suddette reggenti NON hanno il verbo al passivo, "si dice" è
una forma impersonale attiva con soggetto inespresso di terza persona
singolare. Com'è possibile che regga una frase soggettiva?

Perciò dicevo che mi piacerebbe vedere se le grammatiche riportano
anche esempi di frasi (secondo loro) oggettive introdotte da simili
forme impersonali, oppure se citano solo ovvi esempi del tipo "dico che
è vero".

Diverso è il caso dei veri verbi impersonali (che possono venire
costruiti solo alla terza persona singolare). Se possono essere usati
solo in modo assoluto (piove, nevica...) il problema non si pone.
Negli altri casi (occorre, bisogna...), essendo questi verbi
intransitivi, non possono che "reggere" una frase soggettiva. Lo stesso
dicasi per le espressioni impersonali (è bello, è ora...).

Ciao.

Gian Carlo

luciana

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
In article <8qvg44$uur$1...@nnrp1.deja.com>,

magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:
> In <8qv7q1$onl$1...@nnrp1.deja.com> luciana scrive...
> > In article <8qv5kq$n5b$1...@nnrp1.deja.com> magica
<ma.g...@bigfoot.com>
> > wrote:
>
> >> Certo si può vedere sempre e tutto come passivo, dicevo, vista
> >> l'ambivalenza del "si" italiano. Però sarei curioso di vedere che
> >> cosa dicono le grammatiche (purtroppo non ho qui con me quella del
> >> Panozzo) a proposito delle frasi oggettive.
>
> > Ciao, Gian Carlo.
>
> No, intendevo proprio dire "oggettive". Mi rifaccio ai tuoi esempi:
>
> Parte di ciò che scrivi (e che coincide con quanto afferma il Panozzo
da
> me citato) mi perplime anzichenò.
>
> Se tutte le suddette reggenti NON hanno il verbo al passivo, "si
dice" è
> una forma impersonale attiva con soggetto inespresso di terza persona
> singolare. Com'è possibile che regga una frase soggettiva?
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Gian Carlo, anche tu mi perlimi molto.
Dalla Grammatica di Dardano Trifone.
Nel paragrafo VERBI IMPERSONALI etc...
...Si noti che qualunque verbo può essere usato impersonalmente
premettendo la particella pronominale *si* alla terza persona singolare
di ogni tempo. (Quindi NON parla di PASSIVO!).
es. si dice, si narra, si pensa, si vedrà, etc.

Per la forma impersonale dei verbi riflessivi e pronominali, nei quali
è già presente la particella *si* , si ricorre alla particella *ci*:
es. ci si lava, ci si sveglia etc.
*Si* e *ci* hanno la funzione di sostituire un pronome indefinito del
tipo uno, qualcuno, un tale; infatti si dice , ci si accorse= uno dice,
qualcuno si accorse.

Non esistono verbi impersonali in una reggente che regge la oggettiva.
L'unica eccezione può(?) considerarsi l'oggettiva retta da un nome Es.
la gioia di rivederti, o da un aggettivo:capace di intendere e di
volere.
Però : *è ora di andare* è soggettiva.

luciana

magica

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
In <8qvl3p$3dj$1...@nnrp1.deja.com> luciana scrive...
> In article <8qvg44$uur$1...@nnrp1.deja.com> magica <ma.g...@bigfoot.com>
> wrote:

>> Parte di ciò che scrivi (e che coincide con quanto afferma il
>> Panozzo da me citato) mi perplime anzichenò.
>>
>> Se tutte le suddette reggenti NON hanno il verbo al passivo, "si
>> dice" è una forma impersonale attiva con soggetto inespresso di
>> terza persona singolare. Com'è possibile che regga una frase
>> soggettiva?

> Gian Carlo, anche tu mi perlimi molto.
> Dalla Grammatica di Dardano Trifone.
> Nel paragrafo VERBI IMPERSONALI etc...
> ...Si noti che qualunque verbo può essere usato impersonalmente
> premettendo la particella pronominale *si* alla terza persona
> singolare di ogni tempo. (Quindi NON parla di PASSIVO!).
> es. si dice, si narra, si pensa, si vedrà, etc.

Infatti il verbo è attivo, se la particella "si" è impersonale.

[...salto qualche riga...]


> Non esistono verbi impersonali in una reggente che regge la oggettiva.

Perché no?

Confessiamo lo sbaglio
Confessiamo che abbiamo sbagliato
Confessiamo di avere sbagliato
Si confessa di avere sbagliato

Per quale motivo le prime tre reggenti dovrebbero reggere un'oggettiva e
l'ultima una soggettiva, se sono tutt'e quattro attive?

> Per la forma impersonale dei verbi riflessivi e pronominali, nei quali
> è già presente la particella *si* , si ricorre alla particella *ci*:
> es. ci si lava, ci si sveglia etc.
> *Si* e *ci* hanno la funzione di sostituire un pronome indefinito del
> tipo uno, qualcuno, un tale; infatti si dice , ci si accorse= uno
> dice, qualcuno si accorse.

Temo che in frasi di questo tipo le cose non siano così semplici come le
mette la grammatica che citi. Ad esempio che il "ci" stia per un "si"
impersonale non mi convince troppo.

> L'unica eccezione può(?) considerarsi l'oggettiva retta da un nome Es.
> la gioia di rivederti,

> volere.

Mah. A me "di rivederti" non sembra né una soggettiva, né un'oggettiva:
non è né il soggetto, né l'oggetto di nulla. Potrebbe essere, ad
esempio, una proposizione causale (se, ad esempio, la gioia derivasse
dal fatto di aver rivisto qualcuno).

> o da un aggettivo:capace di intendere e di volere

> Però : *è ora di andare* è soggettiva.

Certo.

Ciao.

Gian Carlo

Stefano Bona

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to

luciana <luciana_...@my-deja.com> wrote in message
8qvl3p$3dj$1...@nnrp1.deja.com...

> Gian Carlo, anche tu mi perlimi molto.
^^^^^^
> luciana

...voce del verbo perlare?
---------------------
le trecce bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dě a vederle
---------------------

Ciao Stefano


Vitt

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
Stefano Bona nel messaggio <c8JA5.31349$3R6.6...@news.infostrada.it> ha
scritto:

>
>luciana <luciana_...@my-deja.com> wrote in message
>8qvl3p$3dj$1...@nnrp1.deja.com...
>> Gian Carlo, anche tu mi perlimi molto.
> ^^^^^^
>> luciana
>
>...voce del verbo perlare?

No: non è perli ma perlimi.

luciana

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to

"Vitt" <v.m...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:luu6tsoiufa5micj8...@4ax.com...
> No: non č perli ma perlimi.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Voce del verbo perlare? Perlimare? Perlěmere? Per lime ( frutto esotico):
perlaim?
O semplice errore di battitura?

luciana che si *perlime* (?)


Vitt

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
luciana nel messaggio <8r09n3$aqj$1...@nslave2.tin.it> ha scritto:

Vitt

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
luciana nel messaggio <8r09n3$aqj$1...@nslave2.tin.it> ha scritto:

>> No: non è perli ma perlimi.

Arghhhhhhhh!
(Succhiando la copertina)
Ho invertito
Volevo scrivere
<No: non è perlimi ma perli..>

Ti sono debitore di una risposta idiota.

Wolfgang Mueller

unread,
Sep 28, 2000, 3:00:00 AM9/28/00
to
luciana wrote:
>
> luciana che si *perlime* (?)

Mi associo: lo sviluppo
perplesso > perplimere > perlimere > ...
svoltosi davanti ai nostri occhi nel corso delle ultime settimane ci
dimostra una vitalità della lingua icliana che si allontana sempre
di piú da quella italiana, il che mi lascia molto per(p)limuto.

Wolfgang


luciana

unread,
Sep 29, 2000, 3:00:00 AM9/29/00
to

"Wolfgang Mueller" <w...@ariannuccia.de> ha scritto nel messaggio
news:39D3BA1F...@ariannuccia.de...

Perl-imbuto? Perplim-ito? Perplim-lesso?

Della serie...*esercizi verbali*... continua...


luciana

Mariuccia Ruta

unread,
Sep 29, 2000, 3:00:00 AM9/29/00
to
On Fri, 29 Sep 2000 11:07:29 +0200, in it.cultura.linguistica.italiano
"luciana" <x1x1...@tin.it> wrote:


> Perl-imbuto? Perplim-ito? Perplim-lesso?

Perlím_b_ere? Perplím_b_ere? Perplim_¿L?_...?
>
> Della serie...*esercizi verbali*... continua...

Perché quella desinenza con consonante iniziale?

> luciana
--
Ciao,
Mariuccia®

Wolfgang Mueller

unread,
Sep 29, 2000, 8:36:52 PM9/29/00
to
luciana wrote:
>
> Perl-imbuto? Perplim-ito? Perplim-lesso?

Perl-im-porco?

Se i porcellini contro cui si vogliono gettare le perle
sono molto piccini, un perl-imbuto ci risulterà uno
strumento utilissimo, anzi indispensabile.

Wolfgang

Maurizio Pistone

unread,
Oct 1, 2000, 3:00:00 AM10/1/00
to
Si dice che pioverà. Si ritiene di aver visto bene.

Sono frasi soggettive o oggettive?

Bel problema. Non credo che sia possibile una risposta banale.

Se non vogliamo complicarci inutilmente la vita, "si dice una bugia" e
"si dicono delle frottole": "bugia" e "frottole" sono il soggetto, con
il quale il verbo concorda. (Allo stesso modo di: "È inaccettabile il
tuo comportamento", "Sono inaccettabili le tue parole"). Se non vi va,
dovete spiegarmi come fa il verbo a concordare con qualcosa che non
sia il soggetto.

Quindi niente forma impersonale; le due frasi equivalgono a: "viene
detta una bugia", "vengono dette delle frottole". Si passivante.
Tutt'altra cosa da "si va", "si sta" ecc. che invece sono vere forme
impersonali, non hanno soggetto, il verbo è sempre ad una generica
terza persona singolare.

Per estensione, anche l'infinitiva "si dice che pioverà" dovrebbe
essere una frase soggettiva. Altrimenti dovremmo dire che un medesimo
costrutto è passivo ed ha un soggetto quando è accompagnato da un
nome, è attivo e impersonale quando è accompagnato da un'infinitiva.
Ricordo che secondo molte grammatiche le frasi infinitive sono
classificate come "sostantive", proprio in quanto non fanno che
sostituire un sostantivo: "si proibisce il fumo" (ma: "si proibiscono
le canne", plurale), "si proibisce di fumare" (e quindi: "si proibisce
di farsi le canne"). Esattamente come: "le vacanze sono state belle"
(plurale: "le vacanze" soggetto), "è stato bello andare in vacanza"
(quindi: "andare in vacanza" soggetto").

Naturalmente è tutta una questione di etichette: se uno dice: "le
vacanze" è il soggetto di "sono state belle", ma "andare in vacanza" è
l'oggetto di "è stato bello - be', in mai mumble opìgnon direi che non
cambia nulla, se non che aggiungiamo un'inutile complicazione
terminologica.

Però, però...

Non è tanto la questione dell'infinitiva: è la stessa faccenda del si
passivante che è un bel guaio. Tanto per cominciare, non è detto che
la concordanza col soggetto ci sia sempre:

S'era visto di nuovo, o questa volta era parso di vedere, unte
muraglie, porte d'edifizi pubblici, usci di case, martelli. (Promessi
Sposi, XXXII, citato nella Sintassi del Fornaciari)

... verso una fiumana, alla riva della quale sempre soleva in sul far
del dì vedersi delle gru... (Boccaccio, Decamerone 6, 4, citato nella
Grammatica storica del Rohlfs)

L'ormai canonico "fatti però, non ce ne fu altri" (Promessi Sposi,
VIII) sta lì a testimoniare che in certi costrutti il soggetto
sonnecchia, e non fa il suo ufficio di soggetto, che è appunto quello
di comandare il verbo.

E poi da viene questa forma del si passivante?

Chi ha fatto il classico non ha dubbi: legitur, dicitur, narratur: si
legge, si dice, si narra. Cioè una vera forma passiva latina. E qui
sinceramente comincio a sentire puzzo di bruciato. Sento cioè puzzo di
un'analisi logica che non è mai stata capace di emanciparsi dal suo
peccato di origine, che è quello di analizzare l'italiano per
insegnare a fare le versioni in latino (le cose in realtà sono più
complicate, ma quando noi andavamo a scuola ci è stato insegnato
così*).

(Bòia che fatica, ci devo pensare su un altro po').

_________________________

* su tutta la questione dell'analisi logica vedi:
http://ww.mclink.it/personal/MG5960/discussioni/scuola.html#analisi_logica

magica

unread,
Oct 2, 2000, 3:00:00 AM10/2/00
to
In <0f8ftsk2toodi7sh6...@4ax.com> Maurizio Pistone
scrive...

> Si dice che pioverà. Si ritiene di aver visto bene.
>
> Sono frasi soggettive o oggettive?
>
> Bel problema. Non credo che sia possibile una risposta banale.

Concordo.

Taglio quasi tutto il resto, interessantissimo.

> Se non vogliamo complicarci inutilmente la vita, "si dice una bugia" e
> "si dicono delle frottole": "bugia" e "frottole" sono il soggetto, con
> il quale il verbo concorda. (Allo stesso modo di: "È inaccettabile il
> tuo comportamento", "Sono inaccettabili le tue parole"). Se non vi va,
> dovete spiegarmi come fa il verbo a concordare con qualcosa che non
> sia il soggetto.
>
> Quindi niente forma impersonale; le due frasi equivalgono a: "viene
> detta una bugia", "vengono dette delle frottole". Si passivante.

[...]


> Non è tanto la questione dell'infinitiva: è la stessa faccenda del si
> passivante che è un bel guaio. Tanto per cominciare, non è detto che
> la concordanza col soggetto ci sia sempre:
>
> S'era visto di nuovo, o questa volta era parso di vedere, unte
> muraglie, porte d'edifizi pubblici, usci di case, martelli. (Promessi
> Sposi, XXXII, citato nella Sintassi del Fornaciari)

Se non volgiamo complicarci la vita, diciamo che il Manzoni ha usato il
si impersonale. (-:

> E poi da viene questa forma del si passivante?
>
> Chi ha fatto il classico non ha dubbi: legitur, dicitur, narratur: si
> legge, si dice, si narra. Cioè una vera forma passiva latina.

Però in francese si direbbe "on dit" eccetera. E a nessuno verrebbe in
mente di parlare di forme passive.

> Sento cioè puzzo di un'analisi logica che non è mai stata capace di
> emanciparsi dal suo peccato di origine, che è quello di analizzare
> l'italiano per insegnare a fare le versioni in latino (le cose in
> realtà sono più complicate, ma quando noi andavamo a scuola ci è
> stato insegnato così*).

Io anche sento puzza di un'analisi logica fatta per sistematizzare a
tutti i costi. Ma anche nella lingua esistono gli ornitorinchi. E il
"si" è uno di questi.

Xelloss

unread,
Oct 3, 2000, 3:00:00 AM10/3/00
to
"Maurizio Pistone" <pis...@mclink.it> ha scritto nel messaggio
news:0f8ftsk2toodi7sh6...@4ax.com...
> Sento cioč puzzo di
> un'analisi logica che non č mai stata capace di emanciparsi dal suo
> peccato di origine, che č quello di analizzare l'italiano per

> insegnare a fare le versioni in latino

Per me č stato il contrario: ho imparato a fare l'analisi logica e del
periodo dopo una bella infarinatura di latino...

Saluti
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com

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