Da bambini si diceva (e credo succeda ancora adesso): "Facciamo che io
ero il dottore e tu eri l'ammalata" (eh eh eh!).
Orbene, la costruzione sembra interessante: perché quell'imperfetto?
"Facciamo che eravamo"...
Qualcuno sa ipotizzare il motivo di una simile costruzione sintattica?
P.
>Da bambini si diceva (e credo succeda ancora adesso): "Facciamo che io
>ero il dottore e tu eri l'ammalata" (eh eh eh!).
>Orbene, la costruzione sembra interessante: perché quell'imperfetto?
>"Facciamo che eravamo"...
>Qualcuno sa ipotizzare il motivo di una simile costruzione sintattica?
No, perché io ricordo, semmai, "facciamo che io sono il dottore e tu la malata"
(da bambini non dicevamo l'ammalata) , oppure anche "facciamo che io sono il
malato e tu la dottoressa (o l' infermiera?)" (eh eh eh).
Ciao.
Gian Carlo
> Egregioni bambinoni, egregione bambinone.
>
> Da bambini si diceva (e credo succeda ancora adesso): "Facciamo che io
> ero il dottore e tu eri l'ammalata" (eh eh eh!).
scusa, ma perché ridi?
era un gioco che abituava i bambini alla solidarietà...
oggi si fa il gioco della bottiglia.
Che cosa imparano i ragazzi? a mettersi in circolo e
a far girare una bottiglietta.
ciao
c.morgana
> > Da bambini si diceva (e credo succeda ancora adesso): "Facciamo che io
> > ero il dottore e tu eri l'ammalata" (eh eh eh!).
>
> scusa, ma perché ridi?
> era un gioco che abituava i bambini alla solidarietà...
Morgana! Quando si diceva "facciamo che io sono il dottore", era
implicito che si "visitassero" le bambine!
Ma guarda cosa mi tocca spiegare...
P.
> io ricordo, semmai, "facciamo che io sono il dottore e tu la
> malata" (da bambini non dicevamo l'ammalata)
mi dispiace... ma si diceva proprio l' ammalata.
non è un termine corretto?
ciao
c.morgana
c.morgana
> > scusa, ma perché ridi?
> > era un gioco che abituava i bambini alla solidarietà...
> Morgana! Quando si diceva "facciamo che io sono il dottore", era
> implicito che si "visitassero" le bambine!
...per farle guarire, appunto!
ciao
c.morgana
> > Egregioni bambinoni, egregione bambinone.
> era un gioco che abituava i bambini alla solidarietà... oggi si fa
> il gioco della bottiglia. Che cosa imparano i ragazzi?
E poi criticate le mie cacce al tesoro con l'araucaria embricata della
Patagonia, l'affusto, la culatta, la sfera che sfera su suol seconda,
l'idioma di Albione, la conifera, gli equini, la pira, i coppi e il
verone. :-)) Li' si' che imparano l'italiano !
Secondo me "Facciamo che io ero" è una traduzione letterale dalla base
dialettale gallo-italica.
In piemontese "Facciamo che io sia" si dice "Foma c'a i era", traduzione
letterale "Facciamo che io ero".
Ciao,
Marco O. alla ricerca del più algido dei ghiacciai plutoniani.
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Poi siamo cresciuti ed abbiamo detto "Facciamo che io sia il dottore e
tu l'ammalata".
E splang, lo sganassone...
--
Bye
Vitt
Troppo corretto per dei bambini, almeno in BBC (Brescia-Bergamo-Camunia).
ciao
--
Danilo Giacomelli
_______________________________
Il sonno della ragione genera ragionieri
--------------------------------------------------------------
> Poi siamo cresciuti ed abbiamo detto "Facciamo che io sia il dottore e
> tu l'ammalata".
> E splang, lo sganassone...
Evidentemente, tu, già da piccolo, eri un porcone :-)
> --
> Bye
> Vitt
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
In linea di principio, no. "Ammalarsi" è la fase in cui si
passa dallo stato di persona sana a quello di persona
malata. Quindi, a rigor di logica, l'ammalato dovrebbe essere
chi sta ammalandosi, o chi si è appena *ammalato*, non chi
è già malato "da un pezzo" !... :-)))))
--
Er Roscio.
Stavo per proporla io qualche giorno fa, non ricordo più a che proposito.
Io credo si tratti di un tentativo infantile di inventarsi il congiuntivo,
un verbo che è presente, ma non è reale; quasi un universo parallelo.
Praticamente, i bambini, invece di muoversi nello spazio
(quadridimensionale?...
- non saprebbero grammaticalmente come fare), si muovono nel tempo e dicono
"che io ero" invece di "che io sia".
--
Er Roscio.
Ed era pure "istruttivo", visto che non c'era ancora
Educazione Sessuale alle scuole elementari !!!... :-)))))
> oggi si fa il gioco della bottiglia.
Gosh !... In un primo momento mi ero preoccupato...
Pensavo a chissà quale perversione... :-)PPPPP
--
Er Roscio.
Ah, certamente: finché vinco gioco.
--
"Onde permettere un perfetto e continuativo funzionamento del water, si
pregano i gentili clienti di utilizzare il cestino. La Direzione" (Bar
sul Trasimeno, segnalata da Pantera)
it.cultura.classica: http://digilander.iol.it/mmanca
> > Egregioni bambinoni, egregione bambinone.
> > era un gioco che abituava i bambini alla solidarietà... oggi si fa
> > il gioco della bottiglia. Che cosa imparano i ragazzi?
> E poi criticate le mie cacce al tesoro con l'araucaria embricata della
> Patagonia, l'affusto, la culatta, la sfera che sfera su suol seconda,
> l'idioma di Albione, la conifera, gli equini, la pira, i coppi e il
> verone. :-))
ehi...ehi... ma che giochi son questi?
perché non li conosco?
spiegazione, please!
> Li' si' che imparano l'italiano !
l'inglese, no?
ciao
c.morgana
> Orbene, la costruzione sembra interessante: perché quell'imperfetto?
> "Facciamo che eravamo"...
> Qualcuno sa ipotizzare il motivo di una simile costruzione sintattica?
Si tratta di una costruzione chiamata, se non ricordo male, "imperfetto
didascalico", ed è molto usato nella favole, nel racconto dei sogni, etc. Si
inserisce nel quadro del piú ampio discorso sull'espansione costante
dell'imperfetto negli ultimi decennî. Puoi leggerti la Bazzanella, "Le facce
del parlare", per saperne di piú.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
>> io ricordo, semmai, "facciamo che io sono il dottore e tu la
>> malata" (da bambini non dicevamo l'ammalata)
>
>mi dispiace... ma si diceva proprio l' ammalata.
Oh bella. E come fai a sapere come "noi" dicevamo?
Ciao.
Gian Carlo
"magica" <nos...@newsranger.com> ha scritto nel messaggio
news:%W2o7.6826$%u4.3...@www.newsranger.com...
> In <9nqctn$8q313$1...@ID-27084.news.dfncis.de> [13/set/2001 15:35:33 +0200]
Paolo
> Bonardi dal Sotterraneo Rifugio e Inviolabile ha scritto...
>
> No, perché io ricordo, semmai, "facciamo che io sono il dottore e tu la
malata"
> (da bambini non dicevamo l'ammalata) , oppure anche "facciamo che io sono
il
> malato e tu la dottoressa (o l' infermiera?)" (eh eh eh).
Mia figlia mi ha detto che , di solito, ora sono le femmine a fare le
dottoresse ed i maschi gli ammalati...
Ribaltamento dei ruoli?
Conseguenza delle *lotte femministe*?
--
lu.
*L'anima sarà semplice com'era;
e a te verrà, quando vorrai, leggera,
come vien l'acqua al cavo della mano.*
G. D'Annunzio
http://web.tiscali.it/LucianaGrazioli
> Scommetto che "magica" e dell'Italia centro-meridionale
Gasp!
> mentre "Paolo Bonardi dagli Improbabili Luoghi Bonardiani ed Irraggiungibili" e
> dell'Italia Settentrionale (come sembra dal cognome).
Grunt! E' vero.
Il cognome e lombardo-ticinese.
>
> Secondo me "Facciamo che io ero" e una traduzione letterale dalla base
> dialettale gallo-italica.
Perche no? Mumble.
P.
>Scommetto che "magica" è dell'Italia centro-meridionale
Hai perso. Sono della bassa bergamasca.
Ciao.
Gian Carlo
> [...] Sono della bassa bergamasca.
Perché non, piuttosto, 'del basso bergamasco'?
> Ciao.
>
> Gian Carlo
Ciao,
Ruggero
>Gasp!
Quante storie per un accento ;-)
A proposito: mi spiegi la differenza fra "Gasp", "Grunt" e "Grunf"?
M.
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> > oggi si fa il gioco della bottiglia.
> Gosh !... In un primo momento mi ero preoccupato...
> Pensavo a chissą quale perversione... :-)PPPPP
mi accorgo di aver giocato poco .
ciao
c.morgana
> >mi dispiace... ma si diceva proprio l' ammalata.
>
> Oh bella. E come fai a sapere come "noi" dicevamo?
forse c'ero anch'io!
ciao
c.morgana
PS sě...pero'...ma...
ancora non mi hai spiegato il mistero del tuo nick
>Ammalarsi" è la fase in cui si
> passa dallo stato di persona sana a quello di persona
> malata. Quindi, a rigor di logica, l'ammalato dovrebbe essere
> chi sta ammalandosi, o chi si è appena *ammalato*, non chi
> è già malato "da un pezzo" !... :-)))))
Sentiamo cosa dice il devoto sig. Oli:
ammalato è agg. sostantivato e significa
colpito da (o sofferente per) malattia;
malato è s.m. e significa colpito da malattia
e quindi sottoposto ai rimedi del caso...
Conclusione... il doctor , per onestà professionale, deve
intervenire in ogni caso...oppure cura solo i malati
e non gli ammalati?
ciao
c.morgana
> Hai perso. Sono della bassa bergamasca.
quoque tu?
n'est pas possible!!
con simpatia
c.morgana
Che c'è di strano!? Ma, soprattutto, che c'è c'entra il linguaggio
infantile?
Io ho sempre detto (anche da adulto) e sentito dire (anche da adulti)
frasi come: "Se venivi con noi ti divertivi".
Mi sembra che nell'italiano parlato (non solo al nord) sia in atto da
tempo la tendenza a sostituire il congiuntivo con l'indicativo
imperfetto.
La tendenza è registrata, e addirittura tollerata, anche da alcune
grammatiche normative (ad esempio, quella del Sensini).
Del resto, se tu avessi detto a quella bambina: "Facciamo che io fossi
il dottore e tu fossi l'ammalata", questa sarebbe giustamente scappata
urlando: "Mamma, Paolo mi ha detto 'fossi'!"
Ciao.
Marco
mah?! io ricordo un più generico " facciamo ai dottori",
invito ke, evidentemente, implicava anke uno scambio di ruoli.
( però?! questi pargoletti..........;-)
--
- saluti - darik -
> Ciao.
>
> Gian Carlo
>
>
>
> mi accorgo di aver giocato poco .
e non sai ke ti sei persa.. !!?
erano i gioki pių spassosi.
--
- saluti - darik -
>
> ciao
> c.morgana
>
>
>
>"Paolo Bonardi in fuga dal pericolo" ha scritto:
>
ecc.
Potresti inviarmi il testo completo o riportarlo qui sul NG?
A me non è mai arrivato e l'identificativo non mi appare.
Non vorrei perdermi Paolo in fuga...
--
Bye
Vitt
> > E poi criticate le mie cacce al tesoro con l'araucaria embricata della
> > Patagonia, l'affusto, la culatta, la sfera che sfera su suol seconda,
> > l'idioma di Albione, la conifera, gli equini, la pira, i coppi e il
> > verone. :-))
>
> ehi...ehi... ma che giochi son questi? perché non li conosco?
> spiegazione, please!
Si veda breve subthread tra me, il Bonardi et al. nel recente thread
"analfabetismo"
> > Li' si' che imparano l'italiano !
> l'inglese, no?
Non credo, se gli dico di cercare un biglietto "sotto la pira ove
l'inverno si cuocion le pere, quella sotto i coppi" oppure "sotto la
pira [idem] quella sotto il verone" ... prima o poi verranno a chiedere
l'aiutino (!) su che cosa e' il verone o i coppi >:-)
> Mia figlia mi ha detto che , di solito, ora sono le femmine a fare le
> dottoresse ed i maschi gli ammalati...
> Ribaltamento dei ruoli?
Ma da sempre, quando uomo e donna "giuocano", si suole ribaltare spesso
il ruolo e la posizione...
Ambiguamente,
> Io credo si tratti di un tentativo infantile di inventarsi il congiuntivo,
> un verbo che è presente, ma non è reale; quasi un universo parallelo.
Non proprio. L'uso dell'imperfetto al di fuori dei suoi àmbiti
tradizionali è documentato da tempo, e in testi di ogni genere. Anzi,
l'imperfetto, piú agile e snello del congiuntivo, è spesso usato in vece di
questo fin dai tempi del Boccaccio.
Ciao,
Ricordo anch'io che da bambino dicevo cosí, pur trovando io stesso, già
allora, strano quell'imperfetto che pur mi veniva assolutamente spontaneo.
Non penso che fosse un surrogato del congiuntivo; non potrebbe forse
essere — è una mia ipotesi estemporanea — che il gioco fosse sentito come
una sorta di "racconto drammatizzato", e i racconti sono in genere al
passato?
Saluti
G.Pontoglio
Almeno a mio sentire "bassa" č sostantivo, e "bergamasca" (o, nel mio caso,
"bresciana") č aggettivo.
Saluti dalla Bassa (anzi dalle prime morene)
G.Pontoglio
Credo rappresentino in ordine: panico, disapprovazione / noia e rabbia.
...............................................................................
Subject:
Re: Gulp!
Date:
Thu, 29 Jul 1999 00:32:03 +0100
From:
GCPillan <gcpi...@email.com>
Organization:
-
Newsgroups:
it.cultura.linguistica.inglese, it.cultura.linguistica.italiano
References:
1 , 2 , 3 , 4 , 5
Mary Cassidy ha suddiviso una lista di termini dei fumetti in "buoni" e
"non buoni". Innanzitutto ringrazio nuovamente.
Ora ho tenuto solo quelli autentici e ho provato a dividere tra verbi e
non. Giusto?
--- verbi
> Crak Crack
> Squack Quack
> Splash (tuffo nell'acqua) OK
> Burble (riemergendo) Burble = gorgogliare
> Snap (con le dita) OK
> Slam (porta che sbatte) OK
--- suoni
> Bonk (caduta) OK
> Grumph Forse
> Pfui OK, ma mi sembra che si scrive "phooey"
> Munch munch (mangiare) OK
> Thud (urto) OK
> Ding dong OK
> Urgle Gurgle
> Ping (fionda) OK
> Screek (frenata) Screech (pronuncia diversa)
> Gasp OK
> Splat (torta tirata) OK
> Puff Puff (fatica) OK
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
Subject:
Re: Gulp!
Date:
Mon, 26 Jul 1999 23:36:59 +0200
From:
Mary Cassidy <cas...@nospamgvo.it>
Organization:
IUnet
Newsgroups:
it.cultura.linguistica.inglese, it.cultura.linguistica.italiano
References:
1 , 2 , 3 , 4
GCPillan ha scritto:
> Allora la mia domanda iniziale avrebbe dovuto essere: quanto pseudo
> inglese ci hanno propinato Topolino e compagni?
>
> Quindi ne approfitto per riaprire qualche fumetto e accatastare un po'
> di roba per vederla suddividere (a) gratis tra falsi e autentici...
> Grazie!
Bonk (caduta) OK
Hrunf NO
Ah-hungh NO
Grumph Forse
Pfui OK, ma mi sembra che si scrive "phooey"
Munch munch (mangiare) OK
Thud (urto) OK
Crak Crack
Plomp (salti lunghi) NO
Ding dong OK
Squack Quack
Tze' NO
Splash (tuffo nell'acqua) OK
Swwimm (tuffo nell'oro) Swim
Burble (riemergendo) Burble = gorgogliare
Snap (con le dita) OK
Urgle Gurgle
Slam (porta che sbatte) OK
Ping (fionda) OK
Rring (telefono) Ring
Sbam (pugno sul tavolo) NO
Screek (frenata) Screech (pronuncia diversa)
Sploosh (caduta in acqua) Splash o splosh
Gasp OK
Grunf No
Splat (torta tirata) OK
Puff Puff (fatica) OK
Mary
(remove "nospam" to reply)
---
caravaggio: lat. volg. «scarafaius, -i» (id.): coleottero domestico
abilissimo nei ritratti e nelle nature morte.
"c.morgana" wrote:
>
> ehi...ehi... ma che giochi son questi?
> perché non li conosco?
> spiegazione, please!
>
> > Li' si' che imparano l'italiano !
> l'inglese, no?
Cara c. la fata,
ti rispondo io, senza mandarti a consultare i codici di Leonardo.
E' una caccia al tesoro, ma non č un gioco: č lo sfogo sadico delle
frustrazioni di Giovanni Drogo che, non potendo combattere contro i
Tartari (erano Tartari?), cerca di dare uno scopo alla sua inutile vita
insegando l'italiano, l'inglese ( c'era anche l'idioma di Albione, mi
ricordo!) e chissŕ quali altre lingue, a dei poveri bambini che
avrebbero voluto solo giocare (almeno nelle vacanze).
Mentre ci sono (piemontesismo), o nel mentre (peggio), rispondo
diligentemente anche ad altre tue richieste rimaste inevase:
1) le penitenze erano: dire, fare, baciare, lettera testamento.
"dare uno schiaffo" era penitenza del "fare".
2) Ruscaglia, che Paolo B. avrebbe dovuto baciare, č Frank Ruscalla
l'infědo (non l'ěnfido). In realtŕ č un simpatico, ma un po' riservato,
monferrino, e, se vuoi conoscerlo, puoi trovarlo in piazza Alfieri, ad
Asti, davanti al (o fuori del, stat. in luog.) bar Cocchi.
Come vedi il ng per me non ha piů segreti.
> ciao
> c.morgana
ciao
c.c.c. Karla
> >> [...] Sono della bassa bergamasca.
> >
> >Perché non, piuttosto, 'del basso bergamasco'?
> >
>
> Almeno a mio sentire "bassa" è sostantivo, e "bergamasca" (o, nel mio
caso,
> "bresciana") è aggettivo.
Chiaro, anche secondo me.
E in 'basso bergamasco' "basso" è aggettivo e "bergamasco" sostantivo (o
aggettivo sostantivato).
Ma esiste una differenza tra le due espressioni?
Forse "bassa" contiene implicito il concetto di 'pianura', mentre "basso" fa
più riferimento all'altitudine, e presuppone l'esistenza di un 'alto'
bergamasco.
> Saluti dalla Bassa (anzi dalle prime morene)
> G.Pontoglio
Saluti dall'alto biellese
Roger
> Stavo per proporla io qualche giorno fa, non ricordo più a che proposito.
>
> Io credo si tratti di un tentativo infantile di inventarsi il congiuntivo,
> un verbo che è presente, ma non è reale; quasi un universo parallelo.
>
> Praticamente, i bambini, invece di muoversi nello spazio
> (quadridimensionale?...
> - non saprebbero grammaticalmente come fare), si muovono nel tempo e
dicono
> "che io ero" invece di "che io sia".
Bello, e invece il fatto che spesso si dica anche (a me suona anche meglio)
"facevamo che io ero" ? Cosè...una concecutio?!? O "facevamo (nel mondo dei
giochi) che io ero"?
Lucia
> Pfui OK, ma mi sembra che si scrive "phooey"
In un volumetto Einaudi appare una storia di Braccio di Ferro con traduzione
d'epoca, e vi appajono anche, presumibilmente con lo stesso significato di
"Pfui", i seguenti versi: "Pish-pish" e "Pui".
Andrea
salo...@mediacomm.it
Esatto, la bassa pianura è a valle della linea dei fontanili (risorgive).
Anticamente era boscosa, mentre nell'alta prevaleva la brughiera.
ciao
--
Danilo
-----------------------
Se esiste il ketchup, non esiste Dio
----------------------
>Che c'č di strano!? Ma, soprattutto, che c'č c'entra il linguaggio
>infantile?
Anni fa uscě un libro, dedicato ai giochi infantili, intitolato "Io
ero un albero, tu un cavallo".
Ricordo perfettamente anch'io che era uso, nei giochi da bambini,
accordarsi in questo modo, col verbo all'imperfetto: "Io facevo... tu
andavi..." per mettere in piedi una piccola rappresentazione:
l'indiano ecc.
Mi sembra un fenomeno completamente diverso da quello del periodo
ipotetico "se tu eri ecc..", e sinceramente non ho mai saputo come
spiegarlo.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
mailto:scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
Con "Bassa (bresciana)" però, almeno a mio sentire, s'intende tutta la
pianura.
"Alta/Alto" non l'ho mai sentito dire, se non ni riferimento alle alte valli
("alta Val Camonica"), o anche ai laghi (dove ovviamente dal punto di vista
altimetrico non avrebbe senso): l'Alto Garda.
Saluti
G.P.
>----------------------
>
>
¬ Ricordo perfettamente anch'io che era uso, nei giochi da bambini,
¬ accordarsi in questo modo, col verbo all'imperfetto: "Io facevo... tu
¬ andavi..." per mettere in piedi una piccola rappresentazione:
¬ l'indiano ecc.
Da alcuni grammatici vien definito "imperfetto ludico" ed è proprio
del linguaggio infantile, se non erro.
¬
¬ Mi sembra un fenomeno completamente diverso da quello del periodo
¬ ipotetico "se tu eri ecc..", e sinceramente non ho mai saputo come
¬ spiegarlo.
Credo davvero che non si possa spiegare. È una domanda che forse fanno
con maggior frequenza coloro che studiano l'italiano come lingua
straniera, anche se farlo capire agli studenti di madrelingua spagnola
è piú facile: anche in tale lingua esiste da sempre il costrutto in
oggetto.
È comunque un argomento che io affronto solo se e quando mi viene
richiesto e il solo chiarimento che posso dare consiste nel fornirne
la definizione: imperfetto irreale e, nella fattispecie, lúdico.
Giochiamo? Facciamo (finta) che io ero l'alunna e tu eri il
professore?
No, non si può davvero spiegare l'uso dell'imperfetto al posto del piú
logico presente.
Ma intanto esiste. Interessante sarebbe scoprire *quando e come* è
venuto fuori.
--
Ciao,
Mariuccia®
"Pfui" è esclamazione tedesca di schifo e disapprovazione, probabilmente
onomatopeia per uno sputo.
A proposito si dice che una volta nel Parlamento prussiano (o in quello del
Reich, non ricordo) risonò uno "Pfui" all'indirizzo di Bismarck. Il quale
rispose pressappooco come segue: "Pfui indica sentimento di profondo
disprezzo. La mia educazione m'impedisce di replicare con espressioni di tal
fatta, ma non d'avere i sentimenti ch'esse esprimono".
G.Pontoglio
>
In genere č cosě, a mio parere per un tendenziale impoverimento della lingua
(almeno in alcuni settori).
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------------------------------
Un genio non č necessariamente una persona intelligente
--------------------------------------------------
A me sembrerebbe più spontaneo dire: "Facciamo che io sia il dottore, e tu
l'ammalata" (senza ripetere il verbo).
Comunque manco di un po' d'esperienza in quel campo :-( ...vedi cosa
succede a giocare col Legoland invece che con le bambine! Ci perdi anche dal
lato linguistico!
Ciao,
Paolo
>> Oh bella. E come fai a sapere come "noi" dicevamo?
>forse c'ero anch'io!
Non ricordavo. Dev'essere l'arterio che mi gioca brutti scherzi. (-:
> ancora non mi hai spiegato il mistero del tuo nick
Beh, io sono magica di nome (il mio cognome e il mio nome iniziano con ma, gi e
ca) e... di nascita. E (quasi) tutti gli anni, nella notte di San Giovanni,
aspetto l'inizio del giorno del mio compleanno sotto un noce, insieme ai magici
abitanti dei boschi che, come saprai, quella notte diventano materiali.
Ciao.
Gian Carlo
Non metto lingua... :-)))
Piuttosto, rilancio con un altro quesito: e del PRESENTE
usato come condizionale, che mi dite ?...
Sento sempre più spesso usare la forma (soprattutto riferita
a situazioni già passate, quindi si tratta di forme condizionali
e congiuntive passate):
"Se faccio così, succede questo"
al posto di:
"Se avessi fatto così, sarebbe successo questo".
Io ho sempre sentito usare l'imperfetto
("se facevo, succedeva"), ma il presente indicativo...
--
Er Roscio.
> "Pfui" è esclamazione tedesca di schifo e disapprovazione, probabilmente
> onomatopeia per uno sputo.
Nel mondo dei fumetti è semplicemente uno sbuffo che indica "sufficienza"
(nel senso di scarsa considerazione nei confronti dell'interlocutore).
--
Er Roscio.
Forse sono stato un po' frettoloso: comincio a intravvedere le
differenza fra i due imperfetti.
Nel frattempo sono riaffiorati piů precisi i miei ricordi d'infanzia e
mi sono accorto che quell'imperfetto si usava solo quando il gioco
consisteva nell'impersonare qualcuno in una specie di "recita" (il
dottore e l'ammalata, Zorro e Garcia, la Barbie e Ken, la signora e la
negoziante, ecc.).
In altri tipi di giochi, ad esempio nell'enunciare le regole di un
gioco di palla, si usava invece il presente: "Facciamo che chi toccA
la palla col piede fa penitenza; che chi salE sul gradino č salvo;
ecc.").
Forse espressioni come "io ero un principe e tu un eri un drago"
ricalcano inconsciamente l'imperfetto narrativo usato nelle fiabe, e
questi giochi "recitativi" dei bambini potrebbero dunque essere un
tentativo dei bambini di "vivere" una storia nel momento stesso in cui
la narrano.
Non sono ancora convinto, perň, questa costruzione sia esclusivamente
infantile. L'unica situazione simile che mi venga in mente nel mondo
adulto in teatro, quando gli attori discutono della messa in opera col
regista. Se c'č qualcuno che fa teatro: quali tempi e modi verbali si
usano per descrivere l'azione scenica *mentre* la si sta provando?
Ciao.
Marco
> Forse espressioni come "io ero un principe e tu un eri un drago"
> ricalcano inconsciamente l'imperfetto narrativo usato nelle fiabe, e
> questi giochi "recitativi" dei bambini potrebbero dunque essere un
> tentativo dei bambini di "vivere" una storia nel momento stesso in cui
> la narrano.
Direi che alla fine abbiamo le idee più chiare di quanto io le avessi
quando innescai questo filone: quanto da te scritto sopra è vero, ma
forse non si tratta un "tentativo di vivere una storia nel momento
stesso", quanto di simulare la "lettura di una fiaba che contiene quello
che stiamo facendo nel nostro gioco". E' come storicizzare ciò che sta
per avvenire; ciò che ancora non è successo è già scritto in un
ipotetico e immaginario libro che è stato già scritto.
P.
> Beh, io sono magica di nome (il mio cognome e il mio nome iniziano con ma,
gi e
> ca) e... di nascita. E (quasi) tutti gli anni, nella notte di San
Giovanni,
> aspetto l'inizio del giorno del mio compleanno sotto un noce, insieme ai
magici
> abitanti dei boschi che, come saprai, quella notte diventano materiali.
ciao g.c., laonde evitare possibile concupiscenza virtuale, cui č
soggetta, su
usenet, ogni desinenza in "a", ti consiglierei benignamente di ritoccare il
nick:
in "magico", decisamente kiaro; oppure in "magic" dalla leggera sfumatura
unisex e un po' esotica ;-))
--
- saluti - darik -
>
> Ciao.
>
> Gian Carlo
>
>
Avrai probabilmente ragione. Tuttavia oggigiorno l'essere o no a
settentrione o a mezzogiono della linea dei fontanili non ha piú
socio-cultural-economica-ecchippiunnehannemetta-mente l'importanza che aveva
ieri. Oggi è, credo, piú importante distinguere tra città, fascia suburbana,
bassa e alta montagna, laghi e appunto pianura, cioè "bassa".
O sbaglio?
G.P.
>
>ciao
>
>--
>Danilo Giacomelli
>--------------------------------------------------
>Un genio non è necessariamente una persona intelligente
>--------------------------------------------------
>
>
Bisognerebbe chiederlo al contadino che deve irrigare il terreno o scavare
un pozzo:-).
Mi correggo: "per la grande maggioranza è piú importante ecc. ecc.".
G.P.
Sarebbe? Ah! ho capito. Devo leggere. Ma non ne ho voglia :)
>
> Sento sempre più spesso usare la forma (soprattutto riferita
> a situazioni già passate, quindi si tratta di forme condizionali
> e congiuntive passate):
>
> "Se faccio così, succede questo"
Se fai il bravo di porto al cinema.
>
> al posto di:
>
> "Se avessi fatto così, sarebbe successo questo".
Se avessi fatto il bravo ti avrei portato al cinema
Se facevi il bravo, ti portavo al cinema.
>
> Io ho sempre sentito usare l'imperfetto
> ("se facevo, succedeva"), ma il presente indicativo...
A meno che non sia il cosiddetto presente storico, direi che il
significato è leggermente diverso (inteso in senso temporale).
Spero d'averti confuso per benino le idee :-Pp :)))
Le mie le ho già confuse di suo... :)))
> --
> Er Roscio.
--
Ciao,
Mariuccia®_my opinions do not necessarily have to be true.
> ciao g.c., laonde evitare possibile concupiscenza virtuale, cui è
> soggetta, su usenet, ogni desinenza in "a",
Beh, forse sarà soggetta in Italia. E poi da chi si limita a leggere i nick,
visto che mi firmo Gian Carlo. In ogni caso, essendo l'eventuale concupiscenza
solo virtuale... (-:
> ti consiglierei benignamente di ritoccare il nick: in "magico",
> decisamente kiaro
Dovrei cambiare anche il mio nome in Gian Corlo. (-:
> oppure in "magic" dalla leggera sfumatura
> unisex e un po' esotica ;-))
Ciumbia. Ed essere soggetto a quattro possibili itpi di concupiscenza virtuale?
Non mi sembra il caso.
Ciao.
Gian Carlo
> settentrione o a mezzogiono della linea dei fontanili non ha piú
ah la famosa isolinea dei 121 m s.l.m. !
> socio-cultural-economica-ecchippiunnehannemetta-mente l'importanza
> che aveva ieri. Oggi è, credo, piú importante distinguere tra città,
> fascia suburbana, bassa e alta montagna, laghi e appunto pianura,
> cioè "bassa".
Ma qui non si parlava di toponimi ? E questi non sono quelli che si sono
formati nel tempo ?
Mi sembra da questo punto di vista che "la Bassa" sia un sostantivo
(aggettivo sostantivato) comune almeno a tutta la Lombardia (non so
l'Emilia o il Piemonte) che viene poi specificato da un aggettivo
geografico (Bassa milanese, Bassa bergamasca, Bassa bresciana).
Gli altri toponimi hanno genere vario (ma direi con prevalenza del
maschile quando sono aggettivi sostantivati) : il Varesotto, il Comasco,
il Milanese (anche l'Alto Milanese), il Pavese (e l'Oltrepo' Pavese, ma
la Lomellina), la Brianza, il Lecchese, il Bresciano *ma pero'* la
Bergamasca convive con il Bergamasco.
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> in "magico", decisamente kiaro; oppure in "magic" dalla leggera sfumatura
> unisex e un po' esotica ;-))
Grunf, e perché non in "Magic America"?
P.
Giovanni Drogo wrote:
>
> Mi sembra da questo punto di vista che "la Bassa" sia un sostantivo
> (aggettivo sostantivato) comune almeno a tutta la Lombardia (non so
> l'Emilia o il Piemonte) che viene poi specificato da un aggettivo
> geografico (Bassa milanese, Bassa bergamasca, Bassa bresciana).
Nel sud Piemonte non si dice "bassa" ma "piana". Conosco alcune zone
che si chiamano la "Piana di.." come la Piana di Ceva. Sento spesso dire
la "Piana di Albenga", ma non so se sia veramente il nome della zona, o
se venga chiamata cosě dai piemontesi.
Karla
In Piemonte si parla anche di alto Monferrato (a sud) e basso Monferrato (a
nord) entrambi collinosi e con scarse differenze altimetriche.
> Karla
> la "Piana di Albenga", ma non so se sia veramente il nome della zona, o
> se venga chiamata così dai piemontesi.
Nel caso della piana di Albenga (che io scriverei con la minuscola) mi
pare semplicemente una denominazione de facto, dato che in una regione
montuosa (collinosa ? corrugata ?) come la Liguria trovare una zona
pianeggiante e' raro, e quella alla foce del fiume Centa e dei suoi
affluenti e' effettivamente una piana piuttosto ampia (e ben coltivata).
Per chi non la conosce Albenga (che era la "Alba" degli "Ingauni" come
Ventimiglia era la "Alba" degli "Intimilii") ha un bel centro medievale
con resti romani (anche nei paraggi, p.es. salendo verso il monte
Bignone). Nella piana poi, presso il cimitero di Campochiesa, si trova
la chiesetta di San Giorgio (chiave dalle suore dell'asilo li' vicino)
che contiene un affresco popolaresco trecentesco del Giudizio Universale
che mostra anche Dante e Virgilio che entrano nella bocca dell'Inferno
(con i denti, la bocca).
> Grunf, e perché non in "Magic America"?
non "porta bene", attualmente ;-((
--
- saluti - darik -
>
> P.
Roger wrote:
>
> "Giudt" <gi...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
> news:3BA75834...@inwind.it...
> >
>
> In Piemonte si parla anche di alto Monferrato (a sud) e basso Monferrato (a
> nord) entrambi collinosi e con scarse differenze altimetriche.
Anche di alta Langa, che è una delle poche zone con nome femminile.
Ho letto recentemente su un atto notarile del '700, che trattava di
vendita di terreni, la parola "alteno" e non l'ho trovata sui dizionari
che ho qui davanti. Immagino si tratti di un terreno posto in alto.
> Roger
Karla
> > mi accorgo di aver giocato poco .
>
> e non sai ke ti sei persa.. !!?
> erano i gioki più spassosi.
ne sono più ke konvinta...
darik, perké scrivi ke ki?
ciao
c.morgana
> 1) le penitenze erano: dire, fare, baciare, lettera testamento.
> "dare uno schiaffo" era penitenza del "fare".
non vedo nessun collegamento tra *dare* e *fare*,
ma quando si gioca, non sempre si rispettano
le regole.
> 2) Ruscaglia...un po' riservato, monferrino, e,
> se vuoi conoscerlo, puoi trovarlo in piazza Alfieri, ad
> Asti, davanti al (o fuori del, stat. in luog.) bar Cocchi.
...ho capito...Via Vittorio... a destra: esattamente sotto al ponte.
Dopo aver percorso la strada per circa 200m
devo svoltare a sinistra... alla terza traversa...
mah... ho l'impressione che non ce la farò
per le 11.00 ( rido)
> Come vedi il ng per me non ha più segreti.
per me...buio completo
eeeeh... cosa puoi dirmi di magica,Vitt ,Lem, Roscio etcì etcì ?
perdindirindina... Manca... Pistone ;)
ciao
c.morgana nickologa
> Spero d'averti confuso per benino le idee :-Pp :)))
No, non ci sei riuscita... :-)))
> Le mie le ho già confuse di suo... :)))
Me n'ero accorto... :-)PPP
Io intendevo che alcuni, al posto di usare un EVIDENTISSIMO tempo
passato per ipotizzare una scelta DIVERSA da quella che HANNO FATTO,
usano il presente "se faccio così, mi capita questo", ma riferendosi ad
un evento che E' PASSATO e ad una decisione che E' STATA PRESA.
Spero di averti fatto capire ancora meno di prima !!!... :-)))))))
--
Er Roscio.
>> 2) Ruscaglia...un po' riservato, monferrino, e,
>> se vuoi conoscerlo, puoi trovarlo in piazza Alfieri, ad
>> Asti, davanti al (o fuori del, stat. in luog.) bar Cocchi.
>
>...ho capito...Via Vittorio... a destra: esattamente sotto al ponte.
>Dopo aver percorso la strada per circa 200m
>devo svoltare a sinistra... alla terza traversa...
Cara piratessa (cfr. Morgan, versione maschile),
mi duole dirti che in quanto a topografia monferrina sei rimandata a
settembre... dell'anno prossimo.
>mah... ho l'impressione che non ce la farò
>per le 11.00 ( rido)
Ho capito: ti aspetterò fino alle 12.
;-))
--
Ciao
Frank
sigh! sigh!
ma... le esperienze formative maturate all' infuori della scuola...
la crescita culturale, umana e sociale...non contano?
> Ciao
> Frank
ciao
c.morgana
>sigh! sigh!
>ma... le esperienze formative maturate all' infuori della scuola...
>la crescita culturale, umana e sociale...non contano?
Va bene, ti posso dare un punto di cosiddetto "credito formativo".
E con gli altri 59 necessari per raggiungere la sufficienza, come la
mettiamo?
Il mio registro gronda sangue...
Prof. Frank
> c.morgana ha scritto nel messaggio ...
> >ma... le esperienze formative maturate all' infuori della scuola...
> >la crescita culturale, umana e sociale...non contano?
>
> Va bene, ti posso dare un punto di cosiddetto "credito formativo".
> E con gli altri 59 necessari per raggiungere la sufficienza, come la
> mettiamo?
e il bonus, no?
> Il mio registro gronda sangue...
anche il mio...
> Prof. Frank
piacere
c.morgana
Giovanni Drogo wrote:
>
> Nel caso della piana di Albenga (che io scriverei con la minuscola) mi
> pare semplicemente una denominazione de facto,
Come la piana di Catania. Ma anche bassa si scrive con la minuscola:
la bassa veronese, la bassa bresciana ecc.
K
"c.morgana" wrote:
>
> eeeeh... cosa puoi dirmi di magica,Vitt ,Lem, Roscio etcì etcì ?
> perdindirindina... Manca... Pistone ;)
Vediamo: magica è un caso, più unico che raro, di ermafroditismo nei
mammiferi; Vitt è un grande esperto di informatica, oltre che di
linguistica; Lem è un grammatico molto paziente, probabilmente è un
insegnante in pensione (ha 98 anni), Roscio è siculo, battagliero come
Rinaldo, con i capelli rossi come Rosso Malpelo.
Manca mi manca un po'. Chi non manca è Pistone, sul suo sito c'è proprio
tutto: vita e miracoli, per la morte ci sarà un aggiornamento.
Mi fermo qui, per non mettere troppa carne al fuoco tutta in una volta.
>
> ciao
> c.morgana nickologa
ciao
c.c.c. Karla
> > Nel caso della piana di Albenga (che io scriverei con la minuscola) mi
> Come la piana di Catania. Ma anche bassa si scrive con la minuscola:
> la bassa veronese, la bassa bresciana ecc.
per poterla scrivere, si puo' fare tutto.
Pero' mentre "piana" e' un sostantivo generico (come p.es. pianura o
monte, pero' se scrivo Pianura Padana o Monte Bianco diventa un toponimo
e nome proprio e io uso la maiuscola), la parola "bassa" esiste come
femminile dell'aggettivo basso, ma non come termine geografico. Secondo
me "la Bassa" e' un toponimo e come tale ha la maiuscola.
>Da bambini si diceva (e credo succeda ancora adesso): "Facciamo che io
>ero il dottore e tu eri l'ammalata" (eh eh eh!).
"Questi stavano sempre nell'acqua, e abitavano in un tano sopra
l'acqua"
Sentita ieri da due bambini (quattro e sette anni) che organizzavano
un gioco con dei pelůsc in effigie di castori.
Non: facciamo che erano, facciamo finta che erano, facciamo come se...
Erano. Abitavano. Positivo.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
mailto:scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it