Ciao, Killer'
E meno male :))
> Eppure sono convinto di aver letto tempo fa, su
> di un altro dizionario, della necessità dell' accento. Possibile?
Possibile, sí. Ma "fa", sia esso avverbio o voce verbale, non dà adito
a confusioni, quindi (dicono i grammatici) l'accento è del tutto
superfluo.
--
Ciao,
Mariuccia®
Anche perché si tratta sempre di un verbo (utilizzato
poi nella pratica linguistica come un avverbio)
"un anno fa" = un anno".
--
Er Roscio.
>Sul Garzanti il termine "fa", inteso come l' ago, inglese viene
>riportato senza accento. Eppure sono convinto di aver letto tempo fa, su
>di un altro dizionario, della necessità dell' accento. Possibile?
difficile
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
[...]
> Anche perché si tratta sempre di un verbo (utilizzato
> poi nella pratica linguistica come un avverbio)
> "un anno fa" = un anno".
E' vero (Garzanti):
Etimologia: Propr. terza persona sing. del presente indic. del v. fare
Definizione: avv. [sempre posposto a un'indicazione di tempo determinato]
prima d'ora; indietro nel tempo contando da ora: un'ora fa; due anni fa.
Ma in una frase come: 'E' passato poco fa', non ci trovo un significato di
fare.
Così come, in verità, nel tuo esempio di poco sopra: 'Un anno fa'.
--
Ciao,
Marco
e invece c'e', perche' propriamente tali frasi corrisponderebbero alle
analoghe frasi "girate": "fa poco - tempo - che e' passato" e "fa un anno
che..."
certo, farraginosissime, ma, nell' italiano di un tempo, usate...
:o)
Eppure si tratta proprio della medesima voce verbale, Marco (terza
singolare dell'indicativo di "fare"), che in tali espressioni
temporali viene usata come fosse avverbio.
In: "dieci anni fa, poco fa, molto tempo fa", si son fissate le
antiche forme che in origine erano:
"Fa dieci anni che..., fa poco/molto tempo che...".
Espressione equivalente è:
"Dieci anni or sono" che significa precisamente:
"Ora sono (passati) dieci anni".
--
Ciao,
Mariuccia®
--
Ciao,
Marco
In siciliano c'č un avverbio (non č neanche piů
una locuzione avverbiale) : "mofallanno"
(probabilmente lo hai sentito dire), che ha il
significato generico di "tanto tempo fa", e che
ovviamente deriva da "mo' fa l'anno".
--
Er Roscio.
Mai sentita col "mo"; l'ho invece sentita, e tuttora è molto viva sia
nel ragusano che nel siracusano, "ogg(hi)all'annu", che tradotto alla
lettera sarebbe "un anno (a) oggi"; ma in realtà significa
semplicemente l'anno scorso.
--
Ciao,
Mariuccia®
Confermo anche "oggiallannu", ma mentre quest'ultimo
"vale" solo per "l'anno scorso", "mofallannu" vale per
qualunque tempo "antico" (indica una cosa vecchia:
"è di <mofallannu>".)
--
Er Roscio.
>In siciliano c'è un avverbio (non è neanche più
>una locuzione avverbiale) : "mofallanno"
>(probabilmente lo hai sentito dire), che ha il
>significato generico di "tanto tempo fa", e che
>ovviamente deriva da "mo' fa l'anno".
In quale provincia? Quel *mo'* mi lascia perplesso.
Fra le altre cose non lo trovo nel vocabolario dove invece trovo, e
l'ho sentito dire, oggellànnu (oggi e' l'anno).
--
Ciao.
Sergio®
> Anche perché si tratta sempre di un verbo (utilizzato
> poi nella pratica linguistica come un avverbio)
> "un anno fa" = un anno".
Do re mi fa sol... canticchio.
E "fa" non è sempre un verbo.
Ciao
Ale (tornato all'uso di Internet, poveretti voi...)
--
Namárië Valinor
>¦ "Roscio":
>¦ > Anche perché si tratta sempre di un verbo (utilizzato
>¦ > poi nella pratica linguistica come un avverbio)
>¦ > "un anno fa" = un anno".
>¦
>¦ Do re mi fa sol... canticchio.
>¦ E "fa" non è sempre un verbo.
Verissimo, ma le note musicali non andrebbero scritte sempre in
maiuscolo? :))
>¦ Ciao
>¦ Ale (tornato all'uso di Internet, poveretti voi...)
Della serie: si salvi chi può!? :)
--
Ciao,
Mariuccia®
Mmmm... i dialetti siciliani sono "incrostati" e incrociati
in maniera molto complessa; non è facile stabilire una
"provincia" di origine di un'espressione.
Il "mo'" inteso come "adesso" è attestato in parecchie
zone, sebbene di origine continentale. In particolare,
ricordo un'espressione: ("mo' mo'") che viene usata
per indicare un evento a brevissima scadenza.
--
Er Roscio.
In un contesto musicale, sì; ma in un contesto linguistico,
non necessariamente.
Piuttosto, colgo l'occasione per sollevare un problema
di ordine - come dire - "sessuale" :-)))
Come mai le note sono femminili se ne parli in generale
(la prima nota, la seconda nota), ma se le nomini sono
maschili ?... (il do, il sol...)
--
Er Roscio.
> Verissimo, ma le note musicali non andrebbero scritte sempre in
> maiuscolo? :))
Ehm... non mi risulta, a dire il vero.
Forse sono soltanto casi particolari, ma la vecchia leggenda secondo la
quale su "dà" ci va l'accento altrimenti lo si confonde con "da" (e lo
stesso dicasi per "sì" e "si", per esempio) è, appunto, una leggenda. In
effetti, nessuna nota musicale viene scritta con l'accento, benché sia
possibile confonderla con verbi, articoli e particelle pronominali.
> Della serie: si salvi chi può!? :)
Eh, già.. ;-)))
Ciau
Ale
--
Namárië Valinor
Ma sulla grammatica di Serianni leggo:
"L'accento deve essere segnato:
[...]
b) Sui monosillabi che rischierebbero di confondersi con omografi,...
[...]
dà - indicativo di 'dare'
da - preposizione
sì - avverbio
si - pronome [...]".
--
Ciao,
Marco
>¦ "Mariuccia Ruta":
>¦ > Verissimo, ma le note musicali non andrebbero scritte sempre in
>¦ > maiuscolo? :))
>¦
>¦ Ehm... non mi risulta, a dire il vero.
Boh. A me sembra di ricordare d'aver letto questo particolare, da
qualche parte, e d'averlo tenuto a mente come risposta da fornire a
chi eventualmente ne chieda spiegazioni. Non ricordo la fonte, ma se
la trovo ... la cito :))
>¦ Forse sono soltanto casi particolari, ma la vecchia leggenda secondo la
>¦ quale su "dà" ci va l'accento altrimenti lo si confonde con "da" (e lo
>¦ stesso dicasi per "sì" e "si", per esempio) è, appunto, una leggenda.
Beh, piú che leggenda io la definirei "convenzione", esattamente come
lo sono un po' tutte le regole grammaticali, non ti sembra?
Col "da/dà" non possiamo far confronti con lo spagnolo, ma col "si/sí"
lo possiamo fare: in spagnolo ne esistono tre (quattro, se mettiamo in
conto anche la nota musicale): particella riflessiva, congiunzione,
avverbio; l'accento va segnato sia sulla particella pronominale e sia
sull'avverbio. Dici che anche questa è leggenda? :))
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Ciao,
Mariuccia®
>Col "da/dà" non possiamo far confronti con lo spagnolo, ma col "si/sí"
>lo possiamo fare: in spagnolo ne esistono tre (quattro, se mettiamo in
>conto anche la nota musicale): particella riflessiva, congiunzione,
>avverbio;
Non vedo la necessità di tirar fuori lo spagnolo.
In italiano si/sì: abb. di così, avverbio, nota (minuscolo), pronome.
Se poi vogliamo vedere altre lingue derivate dal latino, in francese
si: cong., locuz.prep., avv, nota.
(Questa è farina del sacco Garzanti, ignorabte come sono del francese-
buffo che, per la nota si, si legga: s.m. (pl. invar.)(mus.) = qundi si
dovrebbe dire "les si" anziché "le si", visto che è plurale)
--
Bye
Vitt