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origine esortativo `dài!'

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Lorents

unread,
May 15, 2017, 5:44:01 AM5/15/17
to
Come sapete in italiano si usa molto comunemente l'imperativo di dare
'dai!' come una particella esortativa, (`dai, sbrigati!' ecc.).
Un po' sorprendentemente lo stesso uso con l'imperativo di dare esiste
in russo (davaj!) e in polacco (dawaj!).
Mi chiedevo quale sia l'origine del nostro `dai' con questo significato
esortativo e da quanto tempo l'espressione è diffusa.

L.

Klaram

unread,
May 15, 2017, 6:57:29 AM5/15/17
to
Il 15/05/2017, Klaram a l'ha scrit:
"Dai" come esortazione risale al XVI secolo. Probabilmente deriva dal
più antico "dagli" o "dalli": dagli addosso, dagli al ladro ecc.

k

ADPUF

unread,
May 15, 2017, 3:08:00 PM5/15/17
to
Klaram 12:57, lunedì 15 maggio 2017:
Friulano:
dàimo!
sùpo!
supo! dàimo! mòviti! spessèe!


Ho visto che c'è anche in sloveno:
dàjmo!
http://en.pons.com/translate/slovenian-english/dajmo
https://www.youtube.com/watch?v=yCGfvSA4_tk
https://www.youtube.com/watch?v=D8Glu1Lz0Gc


--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!

Lorents

unread,
May 16, 2017, 7:03:39 AM5/16/17
to
Il 15/05/2017 11:57, Klaram ha scritto:
> Il 15/05/2017, Klaram a l'ha scrit:
[..]
> "Dai" come esortazione risale al XVI secolo. Probabilmente deriva dal
> più antico "dagli" o "dalli": dagli addosso, dagli al ladro ecc.
>

Grazie! Hai un riferimento? sul dizionario etimologico di Nocentini non
ho trovato riferimenti. In ogni caso `dagli' =dai a lui, quindi siamo
sempre molto vicini. Mi incuriosisce che usi simili basati sul verbo
dare esistano in lingue slave ma non, che io sappia, in inglese o in
francese. Qualcuno sa se ci sono espressioni simili per esempio in
spagnolo o rumeno?

*GB*

unread,
May 16, 2017, 4:05:13 PM5/16/17
to
Il 16/05/2017 13:01, Lorents ha scritto:

> Mi incuriosisce che usi simili basati sul verbo
> dare esistano in lingue slave ma non, che io sappia, in inglese o in
> francese. Qualcuno sa se ci sono espressioni simili per esempio in
> spagnolo o rumeno?

In spagnolo sì: usano "dale", equivalente a "dagli" e al romanesco
"daje". Vedi:

http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano-Spagnolo/parola/D/dai.aspx?query=dai

dai
\'dai\ [inter] ¡dale!, ¡vamos!, ¡hala!
| dai, mangia tutto!: ¡vamos, cómetelo todo! | dai, non mi seccare!:
¡dale, no me molestes!
FRAS | e dai!: ¡y dale!

L'altra forma "vamos" corrisponde all'italiano "andiamo" e all'inglese
"come on" (che può ricordare "suvvia").

Bye,

*GB*

edi'®

unread,
May 17, 2017, 7:54:24 AM5/17/17
to
Curioso che in turco, romeno e in vari paesi mediorientali si dica
"hàide" (in Grecia "ade") che potrebbe forse far pensare a un'etimologia
comune.

E.D.

Dragonòt

unread,
May 17, 2017, 3:24:30 PM5/17/17
to
> "edi'®" ha scritto:
> Curioso che in turco, romeno e in vari paesi mediorientali si dica "hàide"
> (in Grecia "ade") che potrebbe forse far pensare a un'etimologia comune.


La radice i.e. era "de(h3)". In greco antico era "dìdomi", perché presentava
il raddoppiamento al presente.
Bepe

ADPUF

unread,
May 17, 2017, 4:24:22 PM5/17/17
to
Mad Prof 00:17, mercoledì 17 maggio 2017:
> *GB* <gb...@ymail.com> wrote:
>
>> In spagnolo sì: usano "dale"
>
> Si usa anche ¡aupa! (imperativo di aupar, sollevare
> qualcuno), che ricorda il supo di ADPUF, ma probabilmente è
> solo un'assonanza…


Aupa... non è basco?

https://es.wikipedia.org/wiki/Aupa_Etxebeste!
https://www.youtube.com/watch?v=ypvUxA7dUyo
(io l'ho visto)

ADPUF

unread,
May 17, 2017, 4:29:34 PM5/17/17
to
edi'® 13:54, mercoledì 17 maggio 2017:
Anche in serbocroato?

https://en.wiktionary.org/wiki/hajde


Si vede che hanno imparato quella parola per evitare le
staffilate dei padroni turchi...

*GB*

unread,
May 18, 2017, 2:27:30 AM5/18/17
to
Il 17/05/2017 23:17, Mad Prof ha scritto:

> O forse lo è e poi è stato assimilato nello spagnolo?
>
> Tra l'altro mi sono sbagliato: il verbo aupar deriva da aupa, non
> viceversa.

Ti sei sbagliato due volte, perché si scrive "aúpa" (ïato con accento
sulla U):

http://www.wordreference.com/definicion/%C2%A1a%C3%BApa!

Quanto all'origine (euskera = basco):

http://blogs.20minutos.es/yaestaellistoquetodolosabe/cual-es-el-origen-del-termino-aupa/

Sobre la etimología de los términos ‘aúpa’ y ‘upa’ nos encontramos
que, según indican los expertos, ambas palabras tienen orígenes
diferentes, aunque por su mismo significado y similitud han terminado
siendo sinónimas entre si.

Por un lado, un gran número de fuentes apuntan que el término ‘aúpa’
proviene de la palabra en euskera ‘aupatu’ cuyo significado es
‘levantar’. Sobre el origen del término ‘upa’ señalan que proviene del
inglés ‘up’ (arriba).

Bye,

*GB*

Fathermckenzie

unread,
May 18, 2017, 3:40:43 AM5/18/17
to
Il 17/05/2017 22:34, ADPUF ha scritto:
>
> Anche in serbocroato?

La tennista (serba) Ana Ivanovic lo gridava dopo ogni punto vinto. Per
confronto, i tennisti ispanici dicono "vamos"

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

Klaram

unread,
May 18, 2017, 8:11:50 AM5/18/17
to
*GB* ha usato la sua tastiera per scrivere:

> http://www.wordreference.com/definicion/%C2%A1a%C3%BAp
Curioso il punto 2, detto dai bambini per essere presi in braccio.
Anche da noi, prendendo i bambini in braccio, ho sentito dire upa/opa;
e quando li alzano in alto: oppa-la-la!

Inoltre, aúpa in basco è usato anche come saluto: ieup, aup o iep!,
iepele, aupa (wiki) e mi ricorda certi saluti dialettali come éla!,
wéla! ecc.

Se però "aúpa!" mantenesse il significato di alzare, stare su,
ricorderebbe i nostri saluti di commiato, come "sempre in gamba!"
"stammi bene!" ecc.

ADPUF

unread,
May 18, 2017, 5:45:48 PM5/18/17
to
Fathermckenzie 09:38, giovedì 18 maggio 2017:
> Il 17/05/2017 22:34, ADPUF ha scritto:
>>
>> Anche in serbocroato?
>
> La tennista (serba) Ana Ivanovic lo gridava dopo ogni punto
> vinto. Per confronto, i tennisti ispanici dicono "vamos"


Una volta i tennisti erano dei gentiluomini che giocavano coi
pantaloni lunghi e non urlavano.

O tempora, o mores!

Voce dalla Germania

unread,
May 19, 2017, 5:43:34 AM5/19/17
to
ADPUF hat am 18.05.2017 um 23:50 geschrieben:
> Fathermckenzie 09:38, giovedì 18 maggio 2017:
>> Il 17/05/2017 22:34, ADPUF ha scritto:
>>>
>>> Anche in serbocroato?
>>
>> La tennista (serba) Ana Ivanovic lo gridava dopo ogni punto
>> vinto. Per confronto, i tennisti ispanici dicono "vamos"
>
>
> Una volta i tennisti erano dei gentiluomini che giocavano coi
> pantaloni lunghi e non urlavano.


Anche <https://it.wikipedia.org/wiki/Suzanne_Lenglen>?

Tanto per passare a un tema linguistico, direste "una volta"
anche parlando di
<https://it.wikipedia.org/wiki/Billie_Jean_King>
o quanti decenni bisognerebbe aspettare, secondo voi?

Klaram

unread,
May 19, 2017, 6:37:19 AM5/19/17
to
Voce dalla Germania ha usato la sua tastiera per scrivere :
> ADPUF hat am 18.05.2017 um 23:50 geschrieben:

>> Una volta i tennisti erano dei gentiluomini che giocavano coi
>> pantaloni lunghi e non urlavano.
>
>
> Anche <https://it.wikipedia.org/wiki/Suzanne_Lenglen>?
>
> Tanto per passare a un tema linguistico, direste "una volta"
> anche parlando di
> <https://it.wikipedia.org/wiki/Billie_Jean_King>
> o quanti decenni bisognerebbe aspettare, secondo voi?

Io lo direi, ha iniziato a giocare alla fine degli anni Cinquanta.

Tra l'altro, a quell'epoca usava ancora il bon ton citato da ADPUF.

k

Klaram

unread,
May 19, 2017, 6:37:58 AM5/19/17
to
Il 18/05/2017, ADPUF ha detto :
> Fathermckenzie 09:38, giovedì 18 maggio 2017:
>> Il 17/05/2017 22:34, ADPUF ha scritto:
>>>
>>> Anche in serbocroato?
>>
>> La tennista (serba) Ana Ivanovic lo gridava dopo ogni punto
>> vinto. Per confronto, i tennisti ispanici dicono "vamos"
>
>
> Una volta i tennisti erano dei gentiluomini che giocavano coi
> pantaloni lunghi e non urlavano.

E si applaudiva per un bel colpo, mai per l'errore dell'avversario.

> O tempora, o mores!

giuseppec...@campus.ul.pt

unread,
May 20, 2017, 1:45:38 PM5/20/17
to
Innanzitutto, mi scuso molto per introdurre in questa discussione un argomento che ha ben poco a che vedere con questioni di linguistica. Sto scrivendo perché la pagina del mio indirizzo di posta elettronica (questo da cui scrivo in questo momento) dice che ho visualizzato recentemente il google group cultura linguistica. Io, sinceramente, non ricordo di averlo fatto, ma il fatto che non lo ricordi non annulla la possibilità dell'azione. Quello che mi preoccupa è che tra i vari contenuti sono presenti dei video dai titoli osceni, con riferimenti a - e vi prego di perdonare le opzioni lessicali, che sono solo mimetiche - sborrate, culi...Ma se questo mi preoccupa, sono invece terrorizzato dal fatto che compaiono video nel cui titolo appare la parola pedofilo. Qualcuno sa spiegarmi che cosa succede?
Scusatemi per il disturbo, ma tutto questo mi inquieta e non poco...
Sperando di poter ottenere delucidazioni, porgo i più cordiali saluti.

Valerio Vanni

unread,
May 20, 2017, 3:02:33 PM5/20/17
to
On Sat, 20 May 2017 10:45:37 -0700 (PDT),
giuseppec...@campus.ul.pt wrote:

>Innanzitutto, mi scuso molto per introdurre in questa discussione un argomento che ha ben poco a che vedere con questioni di linguistica. Sto scrivendo perché la pagina del mio indirizzo di posta elettronica (questo da cui scrivo in questo momento) dice che ho visualizzato recentemente il google group cultura linguistica. Io, sinceramente, non ricordo di averlo fatto, ma il fatto che non lo ricordi non annulla la possibilità dell'azione.

Potrebbe averlo fatto qualcun altro che usa il tuo computer.

>Quello che mi preoccupa è che tra i vari contenuti sono presenti dei video dai titoli osceni, con riferimenti a - e vi prego di perdonare le opzioni lessicali, che sono solo mimetiche - sborrate, culi...

E' uno spammatore seriale che infesta vari newsgroup, con neuro deliri
tutti in maiuscolo.
O forse più di uno, adesso compare un nome nuovo nel messaggio
"grandissima pornostar"

>Ma se questo mi preoccupa, sono invece terrorizzato dal fatto che compaiono video nel cui titolo appare la parola pedofilo. Qualcuno sa spiegarmi che cosa succede?

Nel gruppo non possono comparire video, ci possono essere dei
collegamenti dentro ai messaggi di spam.

In pratica: ignora quei messaggi e vivi sereno.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

edi'®

unread,
May 20, 2017, 5:17:46 PM5/20/17
to
Il 20/05/2017 19:45, giuseppec...@campus.ul.pt ha scritto:

> Quello che mi preoccupa è che tra i vari contenuti sono presenti dei video dai titoli osceni [...]
> Sperando di poter ottenere delucidazioni, porgo i più cordiali saluti.

Questo è un newsgroup: siamo su Usenet ma (purtroppo...) si può accedere
anche tramite "newsgate" come il citato "gooogle groups".
Qui non possono esserci video. I messaggi cui ti riferisci sono di un
personaggio che infesta vari gruppi da anni... è sufficiente ignorarli e
passare oltre.

Sta' tranquillo, non c'è nulla di cui tu ti debba preoccupare.

E.D.

luciatl...@gmail.com

unread,
Mar 25, 2020, 3:28:47 AM3/25/20
to
Ho un dubbio su come si scrive.....Dài! o Dai! ???

Klaram

unread,
Mar 25, 2020, 6:55:29 AM3/25/20
to
Dai!

Attestato con significato esortativo dal XVI secolo.

k

edi'®

unread,
Mar 25, 2020, 7:07:12 AM3/25/20
to
Il 25/03/2020 08:28, luciatl...@gmail.com ha scritto:

> Ho un dubbio su come si scrive.....Dài! o Dai! ???

In entrambi i modi.
Senza accento è più comune, fa' come preferisci... l'importante è non
scriverlo una volta in un modo e una volta nell'altro.

E.D. (che scrive dài...)

Wolfgang

unread,
Mar 25, 2020, 9:13:27 AM3/25/20
to
Io metterei l'accento solo nei rari casi in cui la voce verbale
«dai» e l'omonima preposizione articolata possano essere confuse. Ma
non ne ho mai visti un esempio, mancandomi la fantasia per costruire
uno.

Ciao,
Wolfgang

Father McKenzie

unread,
Mar 25, 2020, 9:48:20 AM3/25/20
to
Il 25/03/2020 14:13, Wolfgang ha scritto:
> Io metterei l'accento solo nei rari casi in cui la voce verbale «dai» e
> l'omonima preposizione articolata possano essere confuse. Ma non ne ho
> mai visti un esempio, mancandomi la fantasia per costruire uno.

Dai suoi colleghi salì il grido: "Dài"!

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

--
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https://www.avast.com/antivirus

Wolfgang

unread,
Mar 25, 2020, 10:30:08 AM3/25/20
to
Mercoledì 25 marzo 2020 14:48:16 UTC+1 Father Mckenzie ha scritto:
> Il 25/03/2020 14:13, Wolfgang ha scritto:
>> Io metterei l'accento solo nei rari casi in cui la voce verbale
>> «dai» e l'omonima preposizione articolata possano essere confuse.
>> Ma non ne ho mai visti un esempio, mancandomi la fantasia per
>> costruire uno.
>
> Dai suoi colleghi salì il grido: "Dài"!

Grazie. Ma sarebbe davvero ambiguo codesto "Dài"! con tanto di punto
esclamativo se mancasse l'accento? Comunque, io non riesco a
immaginarmi che qualcuno gridi una preposizione articolata. Mancanza
di fantasia germanica...

Ciao,
Wolfgang

Valerio Vanni

unread,
Mar 25, 2020, 10:43:43 AM3/25/20
to
On Wed, 25 Mar 2020 15:29:46 +0100, Wolfgang <w...@ariannuccia.de>
wrote:
>> Dai suoi colleghi salě il grido: "Dŕi"!
>
>Grazie. Ma sarebbe davvero ambiguo codesto "Dŕi"! con tanto di punto
>esclamativo se mancasse l'accento? Comunque, io non riesco a
>immaginarmi che qualcuno gridi una preposizione articolata. Mancanza
>di fantasia germanica...

Potrebbe essere una messa in rilievo. "Dai", come a rimarcare che non
si tratta di "ai" "coi" "nei" etc.
Come quando si parla dei morti "col" coronavirus e "per" coronavirus:
quelle preposizioni sono accentate, in contrasto al loro normale stato
atono nella frase.

Wolfgang

unread,
Mar 25, 2020, 11:11:05 AM3/25/20
to
Mercoledì 25 marzo 2020 15:43:44 UTC+1 Valerio Vanni ha scritto:
> On Wed, 25 Mar 2020 15:29:46 +0100, Wolfgang wrote:
>>> Dai suoi colleghi salì il grido: "Dài"!
>>
>> Grazie. Ma sarebbe davvero ambiguo codesto "Dài"! con tanto di
>> punto esclamativo se mancasse l'accento? Comunque, io non riesco
>> a immaginarmi che qualcuno gridi una preposizione articolata.
>> Mancanza di fantasia germanica...
>
> Potrebbe essere una messa in rilievo. "Dai", come a rimarcare
> che non si tratta di "ai" "coi" "nei" etc.

Già, ma una messa in rilievo si apprende normalmente già dal
contesto. L'uso dell'accento grafico lo limiterei ai veri e propri
casi di equivoco.

> Come quando si parla dei morti "col" coronavirus e "per" coronavirus:
> quelle preposizioni sono accentate, in contrasto al loro normale stato
> atono nella frase.

Accentuate, ma non accentate.

Ciao,
Wolfgang

edi'®

unread,
Mar 25, 2020, 11:22:06 AM3/25/20
to
Il 25/03/2020 14:13, Wolfgang ha scritto:

> Io metterei l'accento solo nei rari casi in cui la voce verbale «dai» e
> l'omonima preposizione articolata possano essere confuse. Ma non ne ho
> mai visti un esempio, mancandomi la fantasia per costruire uno.

In effetti non è facile trovarne, ma approfittando del (troppo) tempo
libero che ho in questo brutto periodo ho provato a immaginarne qualcuno:

Dai semi alla terra / dài semi alla terra
Partendo dai cenni di intesa / partendo dài cenni di intesa
Guàrdati dai furbi e dai soldi facili / guàrdati dai furbi e dài soldi
facili
Per inizare dai buoni consigli / per iniziare dài buoni consigli

E.D.

Valerio Vanni

unread,
Mar 25, 2020, 12:09:18 PM3/25/20
to
On Wed, 25 Mar 2020 16:10:16 +0100, Wolfgang <w...@ariannuccia.de>
wrote:

>> Potrebbe essere una messa in rilievo. "Dai", come a rimarcare
>> che non si tratta di "ai" "coi" "nei" etc.
>
>Già, ma una messa in rilievo si apprende normalmente già dal
>contesto. L'uso dell'accento grafico lo limiterei ai veri e propri
>casi di equivoco.

Sì, non è molto frequente. Edi' ha messo degli esempi interessanti,
comunque.

>> Come quando si parla dei morti "col" coronavirus e "per" coronavirus:
>> quelle preposizioni sono accentate, in contrasto al loro normale stato
>> atono nella frase.
>
>Accentuate, ma non accentate.

Sicuro di questa fine distinzione?

Wolfgang

unread,
Mar 25, 2020, 12:43:20 PM3/25/20
to
Mercoledì 25 marzo 2020 17:09:17 UTC+1 Valerio Vanni ha scritto:
> On Wed, 25 Mar 2020 16:10:16 +0100, Wolfgang wrote:
>> Mercoledì 25 marzo 2020 15:43:44 UTC+1 Valerio Vanni ha scritto:
>>
>>> Potrebbe essere una messa in rilievo. "Dai", come a rimarcare
>>> che non si tratta di "ai" "coi" "nei" etc.
>>
>> Già, ma una messa in rilievo si apprende normalmente già dal
>> contesto. L'uso dell'accento grafico lo limiterei ai veri e propri
>> casi di equivoco.
>
> Sì, non è molto frequente. Edi' ha messo degli esempi interessanti,
> comunque.
>
>>> Come quando si parla dei morti "col" coronavirus e "per" coronavirus:
>>> quelle preposizioni sono accentate, in contrasto al loro normale stato
>>> atono nella frase.
>>
>> Accentuate, ma non accentate.
>
> Sicuro di questa fine distinzione?

Purtroppo no. Quando ero ancora giovane e il mio italiano molto
incerto, qualcuno mi insegnò che «accentare» vuol dire mettere un
segnaccento sulla vocale tonica, mentre la variante con la «u»
avrebbe un significato figurato, come «dare rilievo» o simile.

Ma nel frattempo mi sono venuti i dubbi che tutti la vedono così.
Alle volte, quando si offre l'occasione, faccio un test. In questo
caso col risultato negativo, o sbaglio?

Ciao,
Wolfgang

Wolfgang

unread,
Mar 25, 2020, 12:51:34 PM3/25/20
to
Bellissimi codesti esempi! Grazie mille. Non è sempre ozioso l'ozio
forzato.

Ciao,
Wolfgang

Valerio Vanni

unread,
Mar 25, 2020, 1:10:03 PM3/25/20
to
On Wed, 25 Mar 2020 17:42:26 +0100, Wolfgang <w...@ariannuccia.de>
wrote:

>>> Accentuate, ma non accentate.
>>
>> Sicuro di questa fine distinzione?
>
>Purtroppo no. Quando ero ancora giovane e il mio italiano molto
>incerto, qualcuno mi insegnò che «accentare» vuol dire mettere un
>segnaccento sulla vocale tonica, mentre la variante con la «u»
>avrebbe un significato figurato, come «dare rilievo» o simile.

Concordo sul significato più figurato di "Accentuato", che sicuramente
spazia anche al di fuori della linguistica. Che so, cerca su google
"crescita accentuata".

E' sul termine "accentato" che stringi troppo la definizione. Io non
pensavo proprio al segnaccento ma all'accento fonetico. Quelle parole,
nella frase con intento marcato di cui parlavo, hanno veramente un
accento a livello sonoro.

Kiuhnm

unread,
Mar 25, 2020, 5:47:50 PM3/25/20
to
Non credo che l'uniformità sia un requisito linguistico. E' una
questione di gusto personale. Se scrivo "po'" poi non posso più scrivere
"poco"?

--
Kiuhnm

edi'®

unread,
Mar 26, 2020, 4:11:22 AM3/26/20
to
Il 25/03/2020 22:47, Kiuhnm ha scritto:

>> In entrambi i modi.
>> Senza accento è più comune, fa' come preferisci... l'importante è non
>> scriverlo una volta in un modo e una volta nell'altro.
>
> Non credo che l'uniformità sia un requisito linguistico. E' una
> questione di gusto personale. Se scrivo "po'" poi non posso più scrivere
> "poco"?

Capita, in ortografia come in altri campi, che si possano fare scelte.
Ad esempio Montanelli (e non solo lui) scriveva "obbiettivo" mentre la
maggioranza scrive "obiettivo": entrambe le varianti sono corrette, ma
non avrebbe senso scrivere il termine a volte in un modo a volte in un
altro... a mio parere si tratterebbe di sciatteria linguistica.
Lo stesso discorso potrei farlo per la Fallaci, che scriveva "ciliege"
invece di "ciliegie".
Oppure per i pochi che scrivono í invece di ì.
Oppure per chi scrive famigliare e non familiare, o bigliardo e non
biliardo.

Insomma, a seguito di un ragionamento personale si può protendere verso
una scelta minoritaria... ma una volta fatta questa scelta bisogna
adottarla sempre, non solo quando ci gira così.
Io scrivo "sé stesso" e non "se stesso", così come scrivo "dài" e non
"dai". Sono tutte grafie corrette, ma se nello stesso scritto qualcuno
scrivesse una volta "sé stesso" e un'altra "se stesso" troverei la cosa
fastidiosa.

E.D.

Mad Prof

unread,
Mar 26, 2020, 4:42:34 AM3/26/20
to
edi'® <zo...@tiscali.it> wrote:

> si può protendere verso una scelta minoritaria...

Devo dire che l’uso di ‘protendere’ mi ha sorpreso non poco. Se non fosse
stato per ‘verso’ avrei pensato ad un errore di battitura per ‘propendere’.
Non credo di aver mai usato questo verbo, ad eccezione del participio
passato in funzione di aggettivo.

--
Sanity is not statistical

Roger

unread,
Mar 26, 2020, 4:49:52 AM3/26/20
to
Protendere le braccia, protendersi dal balcone, dalla finestra, mi pare
siano espressioni piuttosto comuni.

Ma nel caso di edi'® forse sarebbe stato più giusto usare proprndere.

--
Ciao,
Roger
--
Vassene il tempo e l'uom non se ne avvede

Roger

unread,
Mar 26, 2020, 4:53:15 AM3/26/20
to
Mad Prof il 26/03/2020 ha scritto:
Protendere le braccia, protendersi dal balcone, dalla finestra, mi pare
siano espressioni piuttosto comuni.

Ma nel caso di edi'® forse sarebbe stato più giusto usare propendere.

edi'®

unread,
Mar 26, 2020, 5:03:35 AM3/26/20
to
Il 26/03/2020 09:42, Mad Prof ha scritto:

>> si può protendere verso una scelta minoritaria...
>
> Devo dire che l’uso di ‘protendere’ mi ha sorpreso non poco. Se non fosse
> stato per ‘verso’ avrei pensato ad un errore di battitura per ‘propendere’.

Sorprende anche me!

Ricordo bene di aver scritto "protendere per..." (errore di battitura) e
rileggendo prima dell'invio ho corretto in "protendere verso..." invece
del più naturale "propendere per..."

Insomma, ho utilizzato un linguaggio aulico e desueto (protendere fig.
Aspirare a qualcosa, mirare (+ verso ). "protendere verso un obiettivo")
non per assumere pose da fine linguista ma per... boh! diciamo
inconsciamente.
A volte il mio cervello vaga per terre a me sconosciute ;-)

E.D.

Roger

unread,
Mar 26, 2020, 5:14:08 AM3/26/20
to
Mi ricordi una frase di Altan:
"Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio"
:-)

Kiuhnm

unread,
Mar 26, 2020, 3:58:46 PM3/26/20
to
Rispetto al tuo post precedente, hai aggiunto degli esempi, ma non hai
fornito alcuna motivazione oggettiva.
Rimango dell'idea che non esista una ragione al di là del gusto estetico
personale.
L'italiano, a differenza della scienza, è costruito in parte sugli ipse
dixit, quindi magari troverai il parere di un illustre scrittore in
proposito.

--
Kiuhnm

edi'®

unread,
Mar 27, 2020, 6:23:42 AM3/27/20
to
Il 26/03/2020 20:58, Kiuhnm ha scritto:

> Rispetto al tuo post precedente, hai aggiunto degli esempi, ma non hai
> fornito alcuna motivazione oggettiva.

Tu hai fatto una domanda
- Se scrivo "po'" poi non posso più scrivere "poco"?
io ho dato una risposta, motivandola.

E.D.

Voce dalla Germania

unread,
Mar 27, 2020, 8:41:54 AM3/27/20
to
edi'® hat am 27.03.2020 um 11:23 geschrieben:
Condivido del tutto questi punti della tua risposta:
"ma non avrebbe senso scrivere il termine a volte in un modo a volte in
un altro... a mio parere si tratterebbe di sciatteria linguistica" e
"se nello stesso scritto qualcuno scrivesse una volta "sé stesso" e
un'altra "se stesso" troverei la cosa fastidiosa".

Però nel caso di po'/poco sono d'accordo con te solo riguardo
all'espressione "un po'".
Per esempio: "Ho un po' di dubbi sulla questione se sia poco accettabile
scrivere ..."

edi'®

unread,
Mar 27, 2020, 9:18:40 AM3/27/20
to
Il 27/03/2020 13:41, Voce dalla Germania ha scritto:

> Condivido del tutto questi punti della tua risposta:
> "ma non avrebbe senso scrivere il termine a volte in un modo a volte in
> un altro... a mio parere si tratterebbe di sciatteria linguistica" e
> "se nello stesso scritto qualcuno scrivesse una volta "sé stesso" e
> un'altra "se stesso" troverei la cosa fastidiosa".
>
> Però nel caso di po'/poco sono d'accordo con te solo riguardo
> all'espressione "un po'".
> Per esempio: "Ho un po' di dubbi sulla questione se sia poco accettabile
> scrivere ..."

Il caso "poco Vs po'" non l'ho menzionato perché mi pare esuli dal
discorso: non si tratta di due grafie diverse ma di un'elisione.
E' del tutto evidente che le due forme (po' - poco) siano entrambe
corrette e utilizzabili.

E.D.

Voce dalla Germania

unread,
Mar 27, 2020, 9:53:25 AM3/27/20
to
edi'® hat am 27.03.2020 um 14:18 geschrieben:
Certo, e sono anche d'accordo con te per scrivere sempre "un po'"
oppure, posizione minoritaria salvo casi che adesso non mi vengono in
mente, scrivere sempre "un poco".

Però volevo evitare che Kiuhnm possa credere quello che ha chiesto: "Se

Valerio Vanni

unread,
Mar 27, 2020, 10:00:41 AM3/27/20
to
On Fri, 27 Mar 2020 14:18:38 +0100, edi'® <zo...@tiscali.it> wrote:

>Il caso "poco Vs po'" non l'ho menzionato perché mi pare esuli dal
>discorso: non si tratta di due grafie diverse ma di un'elisione.
>E' del tutto evidente che le due forme (po' - poco) siano entrambe
>corrette e utilizzabili.

E soprattutto, il loro uso è sovrapponibile solo in parte.

Wolfgang

unread,
Mar 27, 2020, 10:26:00 AM3/27/20
to
Venerdì 27 marzo 2020 alle 14:18:38 UTC+1 edi'® ha scritto:
> [...]
> Il caso "poco Vs po'" non l'ho menzionato perché mi pare esuli dal
> discorso: non si tratta di due grafie diverse ma di un'elisione.

Sebbene ci sia l'apostrofo, «po'» è una forma troncata, anziché
elisa. Diversamente da quest'ultima, quella è seguita da uno spazio
e può trovarsi non solo davanti a vocale, ma anche a consonante.

Chiedo scusa per la mia saccenteria, per giunta OT. Ma sono del
parere che in un gruppo che si dedica alla lingua codesto errore non
dovesse passare inosservato.

Ciao,
Wolfgang

edi'®

unread,
Mar 27, 2020, 10:38:53 AM3/27/20
to
Il 27/03/2020 15:25, Wolfgang ha scritto:

> Sebbene ci sia l'apostrofo, «po'» è una forma troncata, anziché elisa.

Giusto, mi scuso per l'imprecisione.

E.D.

Kiuhnm

unread,
Mar 27, 2020, 1:40:14 PM3/27/20
to
Hai scritto:

"Senza accento è più comune, fa' come preferisci... l'importante è non
scriverlo una volta in un modo e una volta nell'altro."

E io ho sollevato un'obiezione:

"Non credo che l'uniformità sia un requisito linguistico. E' una
questione di gusto personale. Se scrivo "po'" poi non posso più scrivere
"poco"?"

La mia è fondamentalmente un'obiezione, non una domanda.
Non mi pare tu abbia fornito motivazioni oggettive, ma soggettive. Per
es. hai scritto:

"Insomma, a seguito di un ragionamento personale si può protendere verso
una scelta minoritaria... ma una volta fatta questa scelta bisogna
adottarla sempre, non solo quando ci gira così."

ma quel "bisogna" non è motivato se non dal tuo gusto personale.
Poi dici ancora:

"Sono tutte grafie corrette, ma se nello stesso scritto qualcuno
scrivesse una volta "sé stesso" e un'altra "se stesso" troverei la cosa
fastidiosa."

Questo è un altro giudizio personale.

--
Kiuhnm

edi'®

unread,
Mar 28, 2020, 10:34:45 AM3/28/20
to
Il 27/03/2020 18:40, Kiuhnm ha scritto:

> La mia è fondamentalmente un'obiezione, non una domanda.
> Non mi pare tu abbia fornito motivazioni oggettive, ma soggettive.

Va bene: non esiste una regola grammaticale che espressamente proibisca
l'utilizzo di grafie diverse per le stesse parole all'interno di uno
scritto.
*SECONDO ME* - però - è molto importante evitare di scrivere ora in un
modo ora in un altro, così a caso e senza motivo.

E.D.

Voce dalla Germania

unread,
Mar 28, 2020, 10:55:00 AM3/28/20
to
edi'® hat am 28.03.2020 um 15:34 geschrieben:
+1.
Anche *SECONDO ME*.
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