Il 25/03/2020 22:47, Kiuhnm ha scritto:
>> In entrambi i modi.
>> Senza accento è più comune, fa' come preferisci... l'importante è non
>> scriverlo una volta in un modo e una volta nell'altro.
>
> Non credo che l'uniformità sia un requisito linguistico. E' una
> questione di gusto personale. Se scrivo "po'" poi non posso più scrivere
> "poco"?
Capita, in ortografia come in altri campi, che si possano fare scelte.
Ad esempio Montanelli (e non solo lui) scriveva "obbiettivo" mentre la
maggioranza scrive "obiettivo": entrambe le varianti sono corrette, ma
non avrebbe senso scrivere il termine a volte in un modo a volte in un
altro... a mio parere si tratterebbe di sciatteria linguistica.
Lo stesso discorso potrei farlo per la Fallaci, che scriveva "ciliege"
invece di "ciliegie".
Oppure per i pochi che scrivono í invece di ì.
Oppure per chi scrive famigliare e non familiare, o bigliardo e non
biliardo.
Insomma, a seguito di un ragionamento personale si può protendere verso
una scelta minoritaria... ma una volta fatta questa scelta bisogna
adottarla sempre, non solo quando ci gira così.
Io scrivo "sé stesso" e non "se stesso", così come scrivo "dài" e non
"dai". Sono tutte grafie corrette, ma se nello stesso scritto qualcuno
scrivesse una volta "sé stesso" e un'altra "se stesso" troverei la cosa
fastidiosa.
E.D.