perdonatemi se mi intrometto nelle vostre discussioni ma
volevo porvi una domanda riguardante due errori commessi rispettivamente da
un mio amico e dalla sua ragazza.errori che lui giudica come
ammissibili,mentre io giudico come assolutamente inaccettabili per una
persona alfabetizzata.I 2 errori sono:
BUDINE invece di BUDINO ,commesso dal mio amico per disattenzione (lui dice
che pensava ad altro)
SCEGLERE senza la i ,commesso dalla sua ragazza che frequenta le scuole
superiori.Il mio amico sostiene che "scegliere" faccia parte delle parole
che possono trarre in inganno come "camicie" etc etc,e quindi che sia
tranquillamente possibile ignorare l'esatta grafia della parola.
Io invece penso che siano entrambi errori da prima elementare,ma visto il
dissenso che c'è tra me e lui ho pensato di rivolgermi a voi per avere
un'opinione autorevole che lo faccia ragionare un pochino perchè io da solo
non ci riesco.Grazie a tutti
Ciao
Io penso che gli errori in "budine" e "sceglere" siano da prima elementare cosě
come il tuo desiderio di portarli alla nostra attenzione.
> Io invece penso che siano entrambi errori da prima elementare,ma visto il
> dissenso che c'č tra me e lui ho pensato di rivolgermi a voi per avere
> un'opinione autorevole che lo faccia ragionare un pochino perchč io da solo
> non ci riesco.Grazie a tutti
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
Be', se di disattenzione si tratta, può succedere ad un bambino di prima
elementare come a un premio Nobel per la letteratura.
>
> SCEGLERE senza la i ,commesso dalla sua ragazza che frequenta le scuole
> superiori.Il mio amico sostiene che "scegliere" faccia parte delle parole
> che possono trarre in inganno come "camicie" etc etc,e quindi che sia
> tranquillamente possibile ignorare l'esatta grafia della parola.
Qui non ci sono scuse: se non fosse che "camicie" e "camice" sono due parole
diverse, con due accenti diversi, si potrebbero pronunciare allo stesso
modo. Ma "sceglere" si pronuncia solo "sceg" + "lere", con la G di gatto e
la L di luna. Il suono di "scegliere", "maglia", "voglio" comprende, oltre
alla G e alla L, anche la I: "gli". Che poi anche il gruppo "gli" a volte
suoni "g-li" (G di gatto, L di Luna) - vedi "glicerina", "geroglifico" - è
un altro discorso.
Ciao,
Andrea.
> BUDINE invece di BUDINO ,commesso dal mio amico per disattenzione (lui dice
> che pensava ad altro)
>
> SCEGLERE senza la i ,commesso dalla sua ragazza che frequenta le scuole
> superiori.Il mio amico sostiene che "scegliere" faccia parte delle parole
> che possono trarre in inganno come "camicie" etc etc,e quindi che sia
> tranquillamente possibile ignorare l'esatta grafia della parola.
Tutti gli errori potrebbero essere di disattenzione, ma per meglio giudicare
bisognerebbe conoscere la persona che li commette.
In quanto a "sceglere" non può essere considerata una parola dalla grafia,
diciamo così, ambigua come 'camicie/camìce' e 'ciliegie/ciliege'.
Infatti il gruppo 'gle' si pronuncerebbe gutturale come in glicine.
Roger
Carla
"Roger" <rugf...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:PHCy9.6510$XO.2...@news2.tin.it...
>
> "Andrea Galbussera" <galbok...@yahoo.it> ha scritto:
>
> > BUDINE invece di BUDINO ,commesso dal mio amico per disattenzione (lui
dice
> > che pensava ad altro)
> >
> > SCEGLERE senza la i ,commesso dalla sua ragazza che frequenta le
scuole
> > superiori.Il mio amico sostiene che "scegliere" faccia parte delle
parole
> > che possono trarre in inganno come "camicie" etc etc,e quindi che sia
> > tranquillamente possibile ignorare l'esatta grafia della parola.
>
> Tutti gli errori potrebbero essere di disattenzione, ma per meglio
giudicare
> bisognerebbe conoscere la persona che li commette.
> In quanto a "sceglere" non puň essere considerata una parola dalla grafia,
> diciamo cosě, ambigua come 'camicie/caměce' e 'ciliegie/ciliege'.
Salve!
No. Ciliegia (da cerasum) dovrebbe far ciliege, ma nel tardo latino
si affermo anche ceresia, che porta a ciliegie.
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it/news-it/
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html
Salve!
No. Ciliegia (da cerasum) dovrebbe far ciliege, ma nel tardo latino
si affermň anche ceresia, che porta a ciliegie.
Riporta il Devoto-Oli:
ciliegia (ci.lič.gia) (tosc. arc. ciriegia) s.f. (pl. -gie o -ge)
--
Ciao,
Marco
Già che ci sei, aggiungi l'assenza dello spazio dopo virgole e punti... ;-)
"Marco Margottini" <marco.ma...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:jCVy9.4272$5a.3...@tornado.fastwebnet.it...
guarda che lo sto facendo solo perchè il mio amico non è convinto che lo
siano. Li ho portati alla vostra attenzione perchè lui non è d'accordo con
me riguardo la loro gravità e pensavo che una manciata di opinioni diverse
dalla sua potessero convincerlo del fatto che sbagliava a considerarli
normali. Perchè mai altrimenti avrei dovuto disturbarvi per due errori così
banali???Comunque avevo già scritto tutto questo nel mio primo post,non so
se te ne sei accorto. In ogni caso grazie a tutti e scusate ancora per il
disturbo.
Ciao
Contiuno a valutare infantile l'atteggiamento di rivolgersi ad un gruppo di
sconosciuti far vedere agli amici che si ha ragione su questioni che si possono
risolvere con un dizionario. Lo trovo anche una piccola mancanza di rispetto
verso di noi. E' come se tu andassi nella cucina di un "autorevole" ristorante
ad interrogare il cuoco perché un tuo amico dice una palese stupidaggine in
campo culinario.
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
Ciao
un dizionario mi sarebbe servito ben poco perchè lui è sì convinto che
è un errore scrivere sceglere senza la I,ma non è convinto che sia un errore
grave per una persona che frequenta la scuola superiore (nella fattispecie
la sua ragazza,che l'ha commesso).Secondo me è grave,secondo lui no.La mia
parola contro la sua,così ho pensato che visto che non dà credito alla mia
opinione che è quella di un operaio come lui,ho pensato di rivolgermi a
persone la cui opinione sia incontestabile,voi appunto.Non era mia
intenzione mancare di rispetto a nessuno.
Ciao
Bene.
Il problema è che non esiste nessuna autorevolezza sulla gravità degli errori.
Tutto dipende dal contesto. Quegli errori su un compito di italiano sono gravi.
Su una relazione finanziaria di un dottore in economia no.
> Andrea Galbussera:
> [...]
>> opinione che è quella di un operaio come lui,ho pensato di rivolgermi a
>> persone la cui opinione sia incontestabile,voi appunto.Non era mia
>> intenzione mancare di rispetto a nessuno.
>
> Bene.
> Il problema è che non esiste nessuna autorevolezza sulla gravità degli
> errori. Tutto dipende dal contesto. Quegli errori su un compito di
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Horresco audiens. :-)
<questi esempi (estemporanei) mi sembrano un po' migliori>
Il problema è che non esistono pareri (sufficientemente) autorevoli... che
non è possibile dare una stima oggettiva, 'assoluta', della gravità degli
errori... che la gravità di un errore dipende dal contesto in cui si
commette...
</questi esempi (estemporanei) mi sembrano un po' migliori>
Preferisco non pronunciare alcun giudizio sul *contenuto* della frase. Mi
limiterei ad osservare che l'italiano di certi (molti? moltissimi?)
'dottori' in economia -- tali sono per la legge italiana -- è peggiore di
quello dei diplomati di Tunìsia[1]. ;-)
Altra precisazione: forse qui è preferibile scrivere " *in* un compito di
italiano". Lo stesso dicasi per la relazione finanziaria (*in* una
relazione finanziaria). La maledetta "legge di Murphy" colpisce ancora.
;-)
> italiano sono gravi. Su una relazione finanziaria di un dottore in
> economia no.
E ora chi lo sente il Pillan?! Se si acciglia anche quando, in fondo,
condivido (e di fatto *difendo* ) un suo punto di vista[2]... :-))
Cordialmente (e bonariamente),
(H)istoreo[3]
[1] Lo dico con cognizione di causa, purtroppo.
[2] Cf. "aprire" e "chiudere" un file nel filone "le parole
dell'informatica".
[3] In tutti i significati del verbo greco. ;-)
Giusto.
Sono solito dosare il mio tempo in base alla difficoltà di ciò che devo
esprimere e in base al contesto. Ecco perché ho speso solo 10 secondi per
esprimere quel concetto banale.
> E ora chi lo sente il Pillan?! Se si acciglia anche quando, in fondo,
> condivido (e di fatto *difendo* ) un suo punto di vista[2]... :-))
Forse vivi questi dibattiti in modo molto pià profondo di quanto io riesca ad
immaginare. Non ricordo nulla dell'episodio cui ti riferisci. Ciao.
Cos'e' questa saccenteria sprezzante e snobistica?
> "GCPillan" <gcpi...@email.com> ha scritto nel messaggio
> news:3DCAF277...@email.com...
> > Andrea Galbussera,
> >
> > Io penso che gli errori in "budine" e "sceglere" siano da prima elementare cosģ
> > come il tuo desiderio di portarli alla nostra attenzione.
> >
>
> Cos'e' questa saccenteria sprezzante e snobistica?
Ti consiglierei innanzitutto un po' di umiltą e poi di aprire un dizionario in
corrispondenza di queste ultime tre voci.
Ma proprio tu parli di umilta'? Ma vergognati, va!
Toh, forse preferisci "Perche' usi questi toni saccenti, sprezzanti e
snob?"?
Va bene, ti rispondo.
Innanzitutto sono umile perché ti rispondo gentilmente anziché ignorarti come
farebbero molti altri. Poi perché impiego il mio tempo a spiegare il mio
pensiero invece di limitarmi a proclamarlo. A differenza tua, io non mi metto a
scrivere con l'unico obiettivo di buttar giù una frasetta monoriga insultante.
Umiltà è rispondere alle domande che vengono fatte. Tu hai risposto a qualche
domanda? No, hai solo espresso una tua opinione, tanto rispettabile quanto priva
di qualsivoglia motivazione. Alla domanda di Andrea io avevo risposto
immediatamente ed affermativamente. Saccente è colui che ostenta la propria
cultura mentre io non ho sfoggiato alcunché: anzi, ho perfino sminuito il valore
della mia risposta dicendo che era puerile la domanda cui rispondevo. Saccente
sarei stato se mi fossi dilungato in grandi dotte spiegazioni. Sprezzante sarei
stato se, come te, avessi messo mano alla tastiera solo per criticare, senza
dare alcunché. Snob sarei stato se non mi fossi degnato di rispondere. No, non
mi vergogno di rispondere alle domande e di esprimere pareri sulla loro
puerilità.
[...]
> Saccente è colui che ostenta la propria cultura mentre io non ho
> sfoggiato alcunché
[...]
Temo di no.
Saccente: che ostenta in modo irritante un'erudizione o una cultura *più*
*presunta* *che* *reale*.
Può essere anche presunta, ma non necessariamente. Il saccente ostenta, non
importa se sa o se non sa. Consulta pure un dizionario. Io, umilmente, l'ho
appena fatto anche se ritengo sia parola a me nota. Siccome in quella risposta
non avevo ostentato un bel niente (ho risposto alla domanda senza approfondire),
non ha alcuna importanza se la mia erudizione era reale o meno.
> Istoreo es aei:
>>
>> GCPillan scripserat:
>>
>> [...]
>>
>> > Saccente è colui che ostenta la propria cultura mentre io non ho
>> > sfoggiato alcunché
>>
>> [...]
>>
>> Temo di no.
>>
>> Saccente: che ostenta in modo irritante un'erudizione o una cultura *più*
>> *presunta* *che* *reale*.
>
> Può essere anche presunta, ma non necessariamente. Il saccente ostenta,
Devoto la pensa diversamente, per quel che importa.
> non importa se sa o se non sa. Consulta pure un dizionario. Io, umilmente,
> l'ho appena fatto anche se ritengo sia parola a me nota. Siccome in quella
> risposta non avevo ostentato un bel niente (ho risposto alla domanda senza
> approfondire), non ha alcuna importanza se la mia erudizione era reale o
> meno.
Non ho fatto alcun riferimento al tuo comportamento o atteggiamento. Mi
sono limitato a segnalare un'improprietà. Questo è ICLI...
> >> Saccente: che ostenta in modo irritante un'erudizione o una cultura
*più*
> >> *presunta* *che* *reale*.
> >
> > Può essere anche presunta, ma non necessariamente. Il saccente ostenta,
>
> Devoto la pensa diversamente, per quel che importa.
Questa è, caso mai, una prova a sfavore della tua tesi.
Saccente è chi sa (e ostenta).
Presuntuoso è chi presume o fa presumere agli altri
qualcosa che non è.
--
Er Roscio.
Rivediamo la definizione del Devoto-Oli:
<cit.>
saccente <sac.cèn.te> agg. 1. Che ostenta in modo irritante un'erudizione o
una cultura più presunta che reale.
</cit.>
*Più* *presunta* che reale.
In altre parole, il saccente non ha una *vera* cultura -- secondo Devoto e
Oli.
In effetti, una persona *colta* si comporta, di solito, in modo un po'
diverso...
Ad onor del vero, il Garzanti (in linea) dice:
<cit.>
saccente 1 che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta
presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare il saccente. DIM.
saccentello, saccentuzzo ACCR. saccentone
</cit.>
Io però preferisco la definizione del Devoto-Oli[*]. ;-)
[*] Se tentassi di spiegare le ragioni della mia (netta) preferenza,
potrei apparire... saccente. :-))
>Saccente è chi sa (e ostenta).
Non necessariamente sa. O meglio, non necessariamente sa ciò che
ostenta di sapere.
>Presuntuoso è chi presume o fa presumere agli altri
>qualcosa che non è.
E può benissimo essere, contemporaneamente, presuntuoso.
Ciao.
Gian Carlo
Va bene. Ma il Devoto non è l'autorità della lingua italiana.
Io ho sempre usato questa parola per chi ostenta in modo irritante quel poco che
sa. Quindi considero questa del Devoto l'accezione più comune. Ma quel poco che
sa lo sa e magari lo sa benissimo. Come quelli che analizzano a fondo una sola
pagina di un libro e poi fanno "la domanda" all'autore alla presentazione. Se il
saccente non sapesse quel che dice non riuscirebbe neppure ad essere saccente,
sarebbe solo risibile. Uso questa parola da sempre, anche per chi ostenta la sua
cultura specialistica a sproposito. Che so, un ricercatore del Centro Nazionale
delle Ricerche che si mette a parlare in questo NG di complesse faccende
spaziali è per me un saccente anche se è il massimo esperto mondiale del
settore. So di non essere l'unico ad usare "saccente" in questa accezione:
altrimenti avrei dovuto inventarmi un'accezione nuova di mia iniziativa,
processo cui normalmente sono consapevole. Il fatto che lo Zingarelli, il
Garzanti e presumo altri dizionari, riportino anche questo significato
(ostentare conoscenze che si hanno) mi danno la certezza che il Devoto sia
carente nella sua definizione. Oppure, come so essere idea di alcuni, più
"rigoroso". Rigoroso nel senso che omette di citare le accezioni che ritiene
estensioni usate ma non autorizzate di un presunto significato originale. Però,
in tal caso, mi si dovrebbe suggerire la parola (alternativa a saccente) che
esprime il concetto di "ostentare in modo irritante ciò che sa". E' troppo
facile sostenere che una parola NON ha un certo significato senza trovare quella
che invece lo centra in pieno.
Infine, consideriamo la faccenda razionalmente dal punto di vista logico.
Se una gran parte di dizionari e di popolazione italiana dà ad un termine due
significati ed un dizionario riporta solo un significato, quel dizionario non
descrive accuratamente la lingua italiana. Se ha la vocazione d'essere normativo
oltre che descrittivo ha sempre la possibilità di usare etichette come "meno
comune" "poco corretto" "per estensione" e via di questo passo. Se vuole essere
solo normativo e rinuncia ad essere descrittivo allora NON può essere portato
come prova del significato assunto da una parola italiana.
(Vitt pi perdonerà, ma per spiegare il poco che voglio dire ho bisogno
dell'intera sequenza.:-))
Il termine verso cui slitti è 'presuntuoso'.
Del quale termine il DO suggerisce: "dominato o ispirato da una ambizione
orgogliosa od ottimistica".
Poi c'è quello che è saccente e presuntuoso.
--
Ciao,
Marco
Ottimistica?
--
Giovanni
Beh, 'ottimistica' nel senso che giudica molto bene le sue conoscenze. In
effetti č un po' spiritosa come definizione, ma rende perņ l'atteggiamento
di fondo di un tipo di presuntuoso.
--
Ciao,
Marco
>> Ottimistica?
>
>Beh, 'ottimistica' nel senso che giudica molto bene le sue conoscenze. In
>effetti è un po' spiritosa come definizione, ma rende però l'atteggiamento
>di fondo di un tipo di presuntuoso.
Ed io che crdevo che si riferisse invece all'aggettivo.
Ma ormai quasi tutti quelli terminanti in ista si sono sbrodolati in
istica.
--
Bye
Vitt
Mi era sembrato di averti fatto capire che l'opinione
del Devoto-Oli è meno che cacca di gallina...
> In effetti, una persona *colta* si comporta, di solito, in modo un po'
> diverso...
Questo, sicuramente.
> Ad onor del vero, il Garzanti (in linea) dice:
>
> <cit.>
> saccente 1 che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta
> presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente;
Questa, poi, mi pare un tantinello schizofrenica come
defnizione... non pare anche a te ?... :-)))
--
Er Roscio.
Che "non sappia" in generale, è possibile (sicuramente non sa vivere),
ma che quello che ostenta lo sa, è poco ma sicuro, infatti il saccente
declama con prosopopea quello che sa, proprio per far vedere di
sapere. Il presuntuoso, invece, si vanta di qualcosa che non è.
> >Presuntuoso è chi presume o fa presumere agli altri
> >qualcosa che non è.
>
> E può benissimo essere, contemporaneamente, presuntuoso.
No. Perché sono due cose ben distinte.
--
Er Roscio.
> Va bene. Ma il Devoto non è l'autorità della lingua italiana.
Sicuramente non lo è.
> Io ho sempre usato questa parola per chi ostenta in modo irritante quel
poco che
> sa. Quindi considero questa del Devoto l'accezione più comune. Ma quel
poco che
> sa lo sa e magari lo sa benissimo. Come quelli che analizzano a fondo una
sola
> pagina di un libro e poi fanno "la domanda" all'autore alla presentazione.
Perfettamente d'accordo (una volta tanto... :-)))))
> Il fatto che lo Zingarelli, il Garzanti e presumo altri dizionari,
riportino
> anche questo significato (ostentare conoscenze che si hanno) mi danno
> la certezza che il Devoto sia carente nella sua definizione.
Meno male che alla fine te ne sei accorto...
> Oppure, come so essere idea di alcuni, più "rigoroso".
Vogliamo definirlo "saccente" ?... :-)))
> Rigoroso nel senso che omette di citare le accezioni che ritiene
> estensioni usate ma non autorizzate di un presunto significato originale.
Non autorizzate da chi ?...
> Però, in tal caso, mi si dovrebbe suggerire la parola (alternativa a
saccente) che
> esprime il concetto di "ostentare in modo irritante ciò che sa". E' troppo
> facile sostenere che una parola NON ha un certo significato senza trovare
quella
> che invece lo centra in pieno.
Questo è compito dei dizionari dei sinonimi e contrari.
E siccome anche il Devoto-Oli ne ha uno, cerca di
farlo vendere non inserendo nel dizionario normale
quello che si può trovare in quello dei sinonimi... :-)))
--
Er Roscio.
> Il termine verso cui slitti è 'presuntuoso'.
> Del quale termine il DO suggerisce: "dominato o ispirato da una ambizione
> orgogliosa od ottimistica".
Ma che cacchio significa 'sta frase ???...
Ma davvero c'è gente che spende soldi
per comprare simili sconcezze ?...
> Poi c'è quello che è saccente e presuntuoso.
E dàgli... se è saccente è perché sa; e se sa non presume.
--
Er Roscio.
È bello capire tutto?:-)
--
Ciao,
Marco
> > > Poi c'è quello che è saccente e presuntuoso.
> >
> > E dàgli... se è saccente è perché sa; e se sa non presume.
>
> È bello capire tutto?:-)
Mi stai dando del saccente ?... :-)PPP
--
Er Roscio.
---------------------------------------------------------------
Una rondine non fa primavera. Ne servono almeno due.
(Achille Campanile?)
---------------------------------------------------------------
[...]
> Mi era sembrato di averti fatto capire che l'opinione
> del Devoto-Oli è meno che cacca di gallina...
Per te.
A me il D.O. piace. Nonostante tutte le sue idiosincrasie...
>> In effetti, una persona *colta* si comporta, di solito, in modo un po'
>> diverso...
>
> Questo, sicuramente.
Su una cosa siamo d'accordo. :-)
>> Ad onor del vero, il Garzanti (in linea) dice:
>>
>> <cit.>
>> saccente 1 che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi
>> ostenta presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente;
>
> Questa, poi, mi pare un tantinello schizofrenica come
> defnizione... non pare anche a te ?... :-)))
Mi vien fatto di pensare a una definizione di questo tipo:
<definizione>
"che, chi presume di sapere e in realtà non sa, e coglie *ogni* occasione
per mettere in mostra quelle *quattro* *nozioncelle* , *mal* *assimilate* ,
che *crede* di aver imparato[*].
[*] Nonostante le sue capacità ehm limitate.
</definizione>
Che ne dici? Scrivo subito alla Le Monnier? :-))
>>>Saccente è chi sa (e ostenta).
>>Non necessariamente sa. O meglio, non necessariamente sa ciò che
>>ostenta di sapere.
>Che "non sappia" in generale, è possibile (sicuramente non sa vivere),
>ma che quello che ostenta lo sa, è poco ma sicuro, infatti il saccente
>declama con prosopopea quello che sa, proprio per far vedere di
>sapere.
No, non necessariamente sa: può benissimo ostentare castronerie.
>Il presuntuoso, invece, si vanta di qualcosa che non è.
No, non necessariamente si vanta di qualcosa.
>>>Presuntuoso è chi presume o fa presumere agli altri
>>>qualcosa che non è.
>> E può benissimo essere, contemporaneamente, presuntuoso.
>No. Perché sono due cose ben distinte.
Sono distinte nel senso che il presuntoso può benissimo tenersi per sé
la sua presunzione e il saccente invece ha bisogno di un coro, ma non
sono antitetiche.
Ciao.
Gian Carlo
>Questo è compito dei dizionari dei sinonimi e contrari.
Come ho fatto a non pensarci prima? Ecco qua, dal Dizionario dei
sinonimi e contrari del Pittano...
- - - -
saccente
agg.; anche s. m. e f.
presuntuoso, saputo, saputello, pretenzioso, sapientone, pedante,
pedantesco, professorale, sputasenno (spreg.), sentenzioso,
sputasentenze (spreg.), cacasenno (fam.), barbassoro (lett.),
baccelliere (fig.) CONTR. modesto, riservato, ritroso, schivo, umile.
presuntuoso
agg. e s. m.
borioso, altezzoso, vanaglorioso, spocchioso, tronfio, saccente,
sapientone, superbo, pieno di sé, immodesto # tracotante, arrogante,
protervo # vanitoso, vanesio # pallone gonfiato, trombone, superuomo
CONTR. umile, modesto, semplice, ritroso.
- - - -
Ciao.
Gian Carlo
Saccente sta a "sapere" come presuntuoso sta a "valere".
Un presuntuoso ritiene di aver diritti per il suo essere, non per il suo sapere.
In altre parole le due qualitą sono indipendenti tra loro.
Sģ, ma un presuntuoso puņ essere tale anche in relazione al suo 'presunto'
sapere, secondo me.
--
Ciao,
Marco
Infatti. Anche secondo me.
--
Er Roscio.
Ma va' ?...
Non dirmi che "saccente" e "presuntuoso" sono sinonimi !... :-)))
--
Er Roscio.
> > Il termine verso cui slitti č 'presuntuoso'.
> > Del quale termine il DO suggerisce: "dominato o ispirato da una
ambizione
> > orgogliosa od ottimistica".
>
> Saccente sta a "sapere" come presuntuoso sta a "valere".
Questa equazione č interessante... :-)))
> Un presuntuoso ritiene di aver diritti per il suo essere, non per il suo
sapere.
> In altre parole le due qualitą sono indipendenti tra loro.
E' sostanzialmente quello che dicevo io, con
il caso particolare che l'oggetto della presunzione
puņ "anche" essere il sapere, ma non soltanto.
--
Er Roscio.
> Mi vien fatto di pensare a una definizione di questo tipo:
>
> <definizione>
> "che, chi presume di sapere e in realtà non sa, e coglie *ogni* occasione
> per mettere in mostra quelle *quattro* *nozioncelle* , *mal* *assimilate*
,
> che *crede* di aver imparato[*].
>
> [*] Nonostante le sue capacità ehm limitate.
>
> </definizione>
>
> Che ne dici? Scrivo subito alla Le Monnier? :-))
Scrivi a Devoto che ti dà subito ragione !!!... :-)))
--
Er Roscio.
Ma forse Oli gli dà torto. :-)))
Roger
Che "oli" sia la terza persona singolare del congiuntivo esortativo
del verbo "oliare" ?... ;-)))
--
Er Roscio.
Naaa... non più, mio caro; non più...
(anche perché spiegami che differenza c'è
tra "olî" verbo e "olî" plurale di "olio"...)
--
Er Roscio.
>Ma va' ?...
>Non dirmi che "saccente" e "presuntuoso" sono sinonimi !... :-)))
Roscio, sinonimi perfetti, cioč parole che si sovrappongono
perfettamente nei significati, non so nemmeno se esistono. Il fatto
che i dizionari dei sinonimi abbiano piů di una striminzita paginetta
significa allora che elencano soprattutto i termini i cui significati
si sovrappongono solo parzialmente.
Ciao.
Gian Carlo
E difatti sinonimi, dal significato identico, forse, e neanche, ci sono
'qui' e 'qua', 'lì' e 'là'.
D'altra parte sarebbe assurdo per una lingua, o, per una scienza, avere due
termini esattamente sovrapponibili: sarebbe, più che ridondante, nocivo.
--
Ciao,
Marco
Al punto tale che persino lì e là, a quanto fiscalmente ne
so, non son sinonimi perfetti: se ti dico "lì", mi
riferisco a una posizione nello spazio lontana da me ma
vicina a te; con "là", invece, mi riferisco a una
posizione nello spazio lontana sia da me che da te.
Mi pare che questa distinzione non sia solo una fisima da
puristi, ma sia abbastanza operativa anche nella lingua
parlata, quanto meno qui in Toscana. Nelle seguenti frasi,
per un toscano sarebbe molto difficile usare
indifferentemente là al posto di lì, o viceversa.
- Dov'è il giornale?
- Ehm, è lì, sotto il tuo culo...
- [al telefono] Chi c'è lì con te?
- Dov'è il giornale?
- E' di là, in cucina..
Anche per qui e qua credo che sia possibile stabilire, in
linea teorica, un'analoga distinzione di significato. Ma
già il fatto che senta il bisogno di aprire il dizionario
per verificarla mi pare sintomatico: secondo me, nella
lingua parlata, qui e qua sono ormai sinonimi perfetti, o
poco ci manca.
philo
Credevo che questa distinzione fosse resa da lì/là (lontano da me e da te) e
costì (lontano da me e vicino a te), un po' come per gli aggettivi quello e
codesto. Ma forse, nell'uso, si è affermato il significato che dici tu.
Costì e codesto ormai mi pare si usino con assiduità solo in Toscana. O no?
> - [al telefono] Chi c'è lì con te?
Tra l'altro, è proprio al telefono che sento il bisogno di distinguere: ci
vediamo costì / ci vediamo lì.
Ciao,
Andrea.
Costì è decisamente toscaneggiante, e non credo proprio
venga usato a nord dell'Appennino o a sud dell'Amiata. Per
altro il suo significato è del tutto analogo a "lì", solo
forse un po' più rafforzato.
Anche codesto, come tu dici, è d'uso corrente da queste
parti, ma secondo me, rispetto a "costì", è più facile
trovarlo sulla bocca dei non toscani, soprattutto di
quelli usi a frequentare l'italiano letterario.
philo
Appunto. Volevo dire che lo sappiamo tutti
che "saccente" e "presuntuoso" hanno dei significati
che si sovrappongono, ma sostanzialmente sono
due cose diverse.
--
Er Roscio.
> Appunto. Volevo dire che lo sappiamo tutti
> che "saccente" e "presuntuoso" hanno dei significati
> che si sovrappongono, ma sostanzialmente sono
> due cose diverse.
Infatti: il saccente è un presuntuoso in... sapienza.
Il presuntuoso, invece, spazia in tutti i campi, dalla bellezza fisica,
all'intelligenza, alla cultura, ecc.
In altre parole, tutti i saccenti sono presuntuosi, ma non
necessariamente tutti i presuntuosi sono saccenti.
Roger
Però, in bocca ai non Toscani, "codesto" ha quasi sempre il
significato improprio di "questo" (che sta vicino a me), mentre il
significato corretto sarebbe "quello" (che sta vicino a te).
Ho sentito pure una storiella su un uomo d'affari milanese che invia
un collega fiorentino a un incontro "presso codesto ufficio", e
finisce che entrambi se ne restano ognuno nel proprio ufficio ad
aspettare l'altro.
Ciao.
Marco
P.S.: ma "entrambi se ne restano ognuno nel proprio ufficio" sarà
giusto!?
Già, convincente.
--
Ciao,
Marco
A me invece non convince e spiego perché richiamandomi alla mia primissima
spiegazione. Il saccente non necessariamente non sa. Può tranquillamente essere
esperto nel suo settore (quindi non presuntuoso) ma essere saccente nel momento
in cui sfoggia ciò che sa in modo irritante.
> Perň, in bocca ai non Toscani, "codesto" ha quasi sempre il
> significato improprio di "questo" (che sta vicino a me), mentre il
> significato corretto sarebbe "quello" (che sta vicino a te).
Non mi risulta... "codesto", come insegnano a scuola,
ha significato diverso sia da "questo" che da "quello".
"Questo" = vicino a chi parla (a prescindere da chi ascolta)
"Codesto" = lontano da chi parla e vicino a chi ascolta
"Quello" = lontano da chi parla e da chi ascolta
(a volte viene usato col significato di "codesto")
--
Er Roscio.
Mi suona un po' ridondante. Io poterei qualcosa:
"entrambi se ne restano nel proprio ufficio"
"se ne restano ognuno nel proprio ufficio"
philo
L'hai già sostenuto in un altro post che il saccente non è
necessariamente un presuntuoso.
Ma per me sbagli e confondi "saccente" con "sapiente".
Ti riporto (se già non l'avesse fatto qualcun altro) la definizione del
Garzanti di 'saccente':
saccente agg. e s. m. e f.
che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta
presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare il...
Roger
>> che "saccente" e "presuntuoso" hanno dei significati
>> che si sovrappongono, ma sostanzialmente sono
>> due cose diverse.
>Infatti: il saccente è un presuntuoso in... sapienza.
E' un presuntuoso se presume di saperne più degli altri. Oppure se
presume di sapere ciò che non sa. Altriementi è solo uno che ostenta
la propria sapienza.
>Il presuntuoso, invece, spazia in tutti i campi, dalla bellezza fisica,
>all'intelligenza, alla cultura, ecc.
>In altre parole, tutti i saccenti sono presuntuosi,
Direi di no, per il motivo che ho spiegato sopra.
>ma non necessariamente tutti i presuntuosi sono saccenti.
Direi di sì, ma non necessariamente perché, come dici, il presuntuoso
può spaziare in tutti i campi: il presuntuoso può benissimo non
ostentare nulla e limitarsi a tenere per sé l'alta opinione che ha di
se stesso, giusta o sbagliata che sia.
Ciao.
Gian Carlo
> Altriementi è solo uno che ostenta
> la propria sapienza.
E io, uno che ostenta la propria sapienza, lo chiamo saccente
>... il presuntuoso può benissimo non
> ostentare nulla e limitarsi a tenere per sé l'alta opinione che ha di
> se stesso, giusta o sbagliata che sia.
Se non ostenta l'alta opinione che ha di sé stesso, non mi pare possa
definirsi presuntuoso.
Roger
Alle definizioni parziali ho già contrapposto le definizioni complete.
Ho anche fatto degli esempi.
Non credo d'esser io quello che ha bisogno di rileggere.
Qui si sta girando in tondo perché qualcuno ignora ed omette risposte già date.
Vedo che anche il segnalarlo educatamente non porta ad alcun risultato.
Proviamo con la scenetta....
Tizio: Guardate la luna stasera che è piena!
Caio: Sì, è piena, ma il cielo è coperto, non si vede nulla!
Sempronio: Sono d'accordo: guardate la luna che è piena, lo dice anche il mio
calendario!
Caio: Non vorrei ripetermi, dicevo che stasera è nuvoloso, non si vede la luna.
Tizio: Ti sbagli: io ho scritto che la luna è piena, ti riporto il calendario
con le fasi lunari...
> saccente agg. e s. m. e f.
> che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta
> presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare il...
Trattasi di definizione parziale, come già scritto e documentato.
Una definizione completa la si può trovare, per esempio, sullo Zingarelli:
saccente
[lat. sapiente(m), part. pres. di sapere ‘esser saggio’ (V. sapere (1)),
attraverso i dial. merid.; 1306]
agg.; anche s. m. e f.
1 Che (o Chi) presume di sapere e in realtà non sa: ragazzetto antipatico e
saccente
Che (o Chi) ostenta la propria cultura, abilità, capacità e sim.: le persone
saccenti risultano noiose.
2 †Sapiente, esperto †Sagace, accorto, abile: un de' suoi, il più saccente, ...
mandò allo abate (BOCCACCIO).
Direi di chiudere il discorso con: "Giancarlo e lo Zingarelli sbagliano".
Infatti la definizione:
Chi ostenta la propria cultura, abilità, capacità e simili
è impropria, inesatta, tramontata, inusata, errata, inesistente.
Oggettivamente, come si usa dire ogni tanto in questo NG.
Ah, nulla di personale.
>E io, uno che ostenta la propria sapienza, lo chiamo saccente
Anch'io. Ma può benissimo trattarsi di una persona che non presume
nulla: né di sapere ciò che non sa, né di saperne più degli altri.
>>... il presuntuoso può benissimo non
>> ostentare nulla e limitarsi a tenere per sé l'alta opinione che ha di
>> se stesso, giusta o sbagliata che sia.
>Se non ostenta l'alta opinione che ha di sé stesso, non mi pare possa
>definirsi presuntuoso.
E perché mai? Un presuntuoso non ha necessariamente bisogno di
mostrare agli altri ciò che presume.
Ciao.
Gian Carlo
Non ci piove, ma Marco parlava di un uso improprio (che ho notato anch'io:
in genere era per rendere piů formale o altisonante il discorso!)
Ciao,
Andrea.
> Roger:
> > Ma per me sbagli e confondi "saccente" con "sapiente".
> > Ti riporto (se già non l'avesse fatto qualcun altro) la definizione
del
> > Garzanti di 'saccente':
> > saccente agg. e s. m. e f.
> > che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta
> > presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare il...
>
> Trattasi di definizione parziale, come già scritto e documentato.
> Una definizione completa la si può trovare, per esempio, sullo
Zingarelli:
>
> saccente
> [lat. sapiente(m), part. pres. di sapere 'esser saggio' (V. sapere
(1)),
> attraverso i dial. merid.; 1306]
> agg.; anche s. m. e f.
> 1 Che (o Chi) presume di sapere e in realtà non sa: ragazzetto
antipatico e
> saccente
> Che (o Chi) ostenta la propria cultura, abilità, capacità e sim.: le
persone
> saccenti risultano noiose.
Il che corrisponde esattamente alla definizione del Garzanti da me
riportata.
Ma per te quella del Garzanti è parziale, mentre quella dello Zingarelli
è completa, chissà perché, visto che sono praticamente identiche.
> 2 ?Sapiente, esperto ?Sagace, accorto, abile: un de' suoi, il più
saccente, ...
> mandò allo abate (BOCCACCIO).
Questa seconda definizione è contrassegnata dal simbolo di 'arcaico,
desueto' che tu hai sostituito con dei punti interrogativi.
Anche il Garzanti la riportava, ma non l'ho presa in considerazione.
> Direi di chiudere il discorso con: "Giancarlo e lo Zingarelli
sbagliano".
Se ti fa piacere...
Roger
> In <DhPE9.59129$744.2...@news1.tin.it> "Roger" <rugf...@tin.it>
> scrive...
>
> >E io, uno che ostenta la propria sapienza, lo chiamo saccente
>
> Anch'io. Ma può benissimo trattarsi di una persona che non presume
> nulla: né di sapere ciò che non sa, né di saperne più degli altri.
Ciò non toglie che possa ugualmente definirsi presuntuoso.
Il presuntuoso non è colui che 'presume', bensì colui che ha un'opinione
esagerata di sé stesso e la manifesta.
> >Se non ostenta l'alta opinione che ha di sé stesso, non mi pare possa
> >definirsi presuntuoso.
>
> E perché mai? Un presuntuoso non ha necessariamente bisogno di
> mostrare agli altri ciò che presume.
Se non manifesta l'alta opinione che ha di sé stesso e delle proprie
qualità, non vedo come si possa dedurre che è presuntuoso.
È come un ladro che non ruba mai :-)
Ciao,
Roger
Digita Garzanti:
[sac-cèn-te] agg. e s. m. e f. 1 che, chi presume di sapere e in realtà
non sa; che, chi ostenta presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente;
fare il saccente. DIM. saccentello, saccentuzzo ACCR. saccentone 2
(ant.) sapiente; furbo: con un saccente barattiere si convenne del prezzo
(BOCCACCIO Dec. IX, 8) × saccentemente avv. con tono saccente, con
saccenteria¶ Lat. sapiënte(m), part. pres. di sapëre 'essere saggio',
attrav. i dialetti meridionali.
Garzanti in linea:
agg. e s. m. e f.
1 che, chi presume di sapere e in realtà non sa; che, chi ostenta
presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare il saccente. DIM.
saccentello, saccentuzzo ACCR. saccentone
2 (ant.) sapiente; furbo: con un saccente barattiere si convenne del prezzo
(BOCCACCIO Dec. IX, 8)
§ saccentemente avv. con tono saccente, con saccenteria.
Zingarelli interattivo-L'Espresso
A agg.
Che presume di sapere e in realtà non sa.
B anche s. m. e f.
Devoto Oli
(sac-cèn-te) agg. 1. Che ostenta in modo irritante un'erudizione o una
cultura più presunta che reale: un ragazzo s.; anche come s.m. e f.: non
fare il s.! 2. arc. Istruito, esperto; anche, accorto, scaltro: con un
saccente barattiere si convenne sul prezzo (Boccaccio). [Lat.
sapïens -entis, p. pres. di sapëre 'esser saggio', secondo una tradizione
merid.].
DISC Giunti:
saccente [sac-cèn-te] aggettivo, sostantivo
. aggettivo
1. Che fa ostentazione di una sapienza superiore a quella realmente
posseduta; che esibisce in modo presuntuoso e pedante le proprie cognizioni:
discorso, tono s.; parole, persone s.
2. ant. Esperto, sapiente: «con un saccente barattiere si convenne del
prezzo» (Boccaccio)
. sostantivo m. e f.
Nell'accez. 1. dell'agg. . saputo, sapientone: smettila di fare il s.!
. diminutivo saccentello, saccentuzzo . accrescitivo saccentone . avverbio
saccentemente, in modo s., con saccenteria
. lat. sapientem, part.pres. di sapere "essere saggio", con palatalizzazione
del nesso lat. /pj/ propria dei dial. merid.; voce di tradiz. pop. rispetto
a sapiente . sec. XIV (2); sec. XV (1)
De Mauro in linea:
saccente sac|cèn|te
agg., s.m. e f.
CO
1 agg., s.m. e f., che, chi presume di sapere, ma in realtà non sa; che, chi
ostenta il proprio sapere in modo presuntuoso: un ragazzino s.
2 agg., che rivela presunzione di sapere: aria, tono s.
3a agg. OB esperto, sapiente
3b agg. OB LE scaltrito, furbo: con un s. barattier si convenne del prezzo
(Boccaccio)
--
Ciao,
Marco
>Questa seconda definizione è contrassegnata dal simbolo di 'arcaico,
>desueto' che tu hai sostituito con dei punti interrogativi.
Se cambiassi newsreader, vedresti benissimo una croce funerea al posto
del punto interrogativo.
--
Bye
Vitt
Questo mi dą l'idea che stanno entrambi nello *stesso* ufficio. Era
proprio per evitare questo che sono andato in avvitamento.
> "se ne restano ognuno nel proprio ufficio"
Ecco, grazie: questo volevo dire.
Ciao.
Marco
"invia" -> "invita"
Ciao.
Marco
Ti ringrazio e vedo che, salvo qualche lieve sfumatura,
le definizioni concordano fra di loro.
Ciao,
Roger
[a proposito di quanto accade in <3DE3C591...@email.com>]
>Se cambiassi newsreader, vedresti benissimo una croce funerea al posto
>del punto interrogativo.
Salve!
Credo, Vitt, che le cose siano un po' più complicate: vedo la croce
con Gravity, che, come sai, NON gestisce correttamente i charset (o
meglio, usa sempre e solo la CP-1252). Con Dialog devo appunto
impostare tale CP-1252 per visualizzare correttamente, altrimenti
vedo un quadratino.
E' pur vero che con Agent vedo la croce: immagino che si accorga che
l'ottetto in questione non può appartenere al charset dichiarato
(ISO-8859-1), e decida autonomamente di scavalcarlo passando a
CP-1252.
La croce (ALT+0134 in CP-1252) non esiste in ISO-8859-1. Ciò non
basta, ovviamente: quello che conta è che l'ottetto che la
rappresenta è proibito in ISO-8859-1 (se non ricordo male, gli
ottetti da 81h a 9Fh - ovvero da 129 a 159 - sono appunto proibiti).
Quindi il buon Agent s'ingegna per sopperire, con successo, alla
manchevolezza: che, però, c'è.
[Xpost e f/up]
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it/news-it/
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html
----------------------------------------------------------------
Che (o Chi) ostenta la propria cultura, abilità, capacità e sim.
----------------------------------------------------------------
Nota bene che:
NON c'è cenno all'assenza di cultura, abilità, capacità:
si tratta di ostentare ciò che si ha, contrariamente a quanto dici.
NON è contrassegnato come arcaico come invece lo è il significato
elementare di "sapiente"
Mi pare chiaro che /saccente sia avoluto in questo modo:
1) uno che sa
2) uno che ostenta cultura che ha
3) uno che ostenta cultura che NON ha.
Oggi il significato (1) non è corrente, lo trovi in letteratura.
Ma i significati (2) e (3) sono usatissimi, con il (3) più usato del (2).
Tu ed il Garzanti ignorate il (2).
Io e lo Zingarelli consideriamo il (2).
Mi sembra che tu voglia saltare uno scontato passo evolutivo.
(1)
> Digita Garzanti:
> chi ostenta presuntuosamente ciò che sa
(2)
> Garzanti in linea:
chi ostenta presuntuosamente ciò che sa
(3)
> Zingarelli completo
Lo Zingarelli interattivo-L'Espresso è una versione ridotta che omette il
significato meno comune riportato invece nell'edizione completa.
(3)
> DISC Giunti:
> che esibisce in modo presuntuoso e pedante le proprie cognizioni
(4)
> De Mauro in linea:
> chi ostenta il proprio sapere in modo presuntuoso
Quelli che invece NON riportano tale accezione sono:
(1)
> Devoto Oli
Quattro a uno.
Un saccente può benissimo essere esperto di ciò di cui parla.
Non sapevo che ci fossero così tanti dizionari "in linea"!
Intendevo contare come segue:
(1) Digita Garzanti + Garzanti in linea (sono lo stesso dizionario)
(2) Zingarelli (conta quello completo, non il ridotto de L'Espresso)
(3) DISC Giunti
(4) De Mauro in linea
Questi quattro dizionari sostengono che si č saccenti anche se si sa: č il modo
antipatico e presuntuoso di ostentare ciň che si sa che rende saccenti. E, non
so se vale la pena ripeterlo, "presuntuoso" non significa che il sapere č
"presunto".
Dimentica invece di segnalare che un saccente puň anche sapere (oltre al
significato piů comune di cultura posticcia, fasulla, simulata) solo il Devoto
Oli
> Mi pare chiaro che /saccente sia avoluto in questo modo:
>
> 1) uno che sa
> 2) uno che ostenta cultura che ha
> 3) uno che ostenta cultura che NON ha.
>
> Oggi il significato (1) non è corrente, lo trovi in letteratura.
> Ma i significati (2) e (3) sono usatissimi, con il (3) più usato del
(2).
> Tu ed il Garzanti ignorate il (2).
Non so su cosa basi quest'ultima affermazione.
Evidentemente non hai letto la definizione del Garzanti da me riportata,
o l'hai letta solo superficialmente.
Te la ri-riporto:
saccente agg. e s. m. e f.
che, chi presume di sapere e in realtà non sa;
che, chi ostenta presuntuosamente ciò che sa: un ragazzo saccente; fare
il...
> Io e lo Zingarelli consideriamo il (2).
>
> Mi sembra che tu voglia saltare uno scontato passo evolutivo.
Ti sembra male.
Roger
L'ho letta applicando a quel "presuntuosamente" il significato che qualcuno (non
tu da quanto ho letto poco fa) dà di "cultura presunta".
Ostentare presuntuosamente ciò che si sa (Garzanti) e
Ostenta la propria cultura, abilità, capacità e sim. (Zingarelli)
differiscono proprio per l'avverbio "presuntuosamente".
Quando Giovanni Drogo accenna a complesse cose spaziali non è affatto
presuntuoso: ai miei occhi lui sa benissimo di cosa parla. Per me e per lo
Zingarelli è un saccente perché ostenta (in questo NG) la sua cultura. Per il
Garzandi, siccome non lo fa presuntuosamente ma educatamente, non è saccente.
Riassumo.
Tizio ostenta cultura in modo NON presuntuoso
E' saccente per Zingarelli.
Non è saccente per Garzanti.
Non è saccente per Devoto-Oli.
> > Mi sembra che tu voglia saltare uno scontato passo evolutivo.
>
> Ti sembra male.
Ieri scrivevi:
> Ma per me sbagli e confondi "saccente" con "sapiente".
In base a questo sostengo che stai saltando un passo evolutivo.
Saccente significava proprio sapiente, poi ostentare sapienza (questo è ciò che
"salti") e poi "far finta di sapere".
"GCPillan" ha scritto:
> Nota bene che:
>
> NON c'è cenno all'assenza di cultura, abilità, capacità:
> si tratta di ostentare ciò che si ha, contrariamente a quanto dici.
Questa frase non l'ho capita, ma forse invece di 'assenza' volevi
scrivere 'presenza'?
> NON è contrassegnato come arcaico come invece lo è il significato
> elementare di "sapiente"
E' vero, è solo contrassegnato come 'ant.' e 'antico' è un po' più
recente di 'arcaico'. ;-)
Roger
> [...]
> Riassumo.
>
> Tizio ostenta cultura in modo NON presuntuoso
>
> E' saccente per Zingarelli.
> Non č saccente per Garzanti.
> Non č saccente per Devoto-Oli.
"Ostentare", per come la vedo io, ha giŕ insito il concetto di
presunzione e quel 'presuntuosamente' del Garzanti, per me č solo un
rafforzativo che si puň considerare pleonastico.
Se Tizio 'ostenta' cultura, per me č un presuntuoso, un saccente.
Se invece Tizio 'dimostra' cultura, allora č una persona colta, un
sapiente.
Roger
"GCPillan" escribió en el mensaje news:3DE3C591...@email.com...
> [...]
> 2 †Sapiente, esperto †Sagace, accorto, abile: un de' suoi, il più
saccente, ...
--
Ciao,
Mariuccia®
Io capisco che questa è una seconda accezione, antica:
Garzanti: *2 (ant.)* sapiente
(Lo Zanichelli completo non ce l'ho)
DISC Giunti: *2. ant.* Esperto, sapiente
De Mauro: *3a agg. OB[soleto]* esperto, sapiente
Devoto Oli *2. arc.* Istruito, esperto
> antipatico e presuntuoso di ostentare ciò che si sa che rende saccenti. E,
non
> so se vale la pena ripeterlo, "presuntuoso" non significa che il sapere è
> "presunto".
Anche qui io ho una mia percezione del presuntuoso che, se applicata al
sapere va verso il saccente.
Riporto dal Garzanti in linea:
Presuntuoso: che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose
superiori alle proprie capacità.
Per me ci sono, poi, diversi tipi di presunzione, la base dei quali è
l'ostentazione, che comunque è irritante.
È vero, c'è un tipo di presuntuoso che sa. Ma a me non è il primo che viene
in mente. Il primo presuntuoso evidenzia un sapere fumoso, scarso, evidenzia
una bassa comprensione ed esalta quel poco che ha capito. Insomma, alla fine
il significato di 'presuntuoso' slitta verso l'ignorante, lo sciocco, più
che verso il sapiente.
Nell'altro post scrivi:
> Non sapevo che ci fossero così tanti dizionari "in linea"!
In linea, che io sappia, ci sono solo il Garzanti e il De Mauro, gli altri
sono in CD Rom.
--
Ciao,
Marco
> Quelli che invece NON riportano tale accezione sono:
> > Devoto Oli
La notizia si commenta da sola, anzi, da sòla... :-)))
--
Er Roscio.
Il comparire o meno del simbolo che nel dizionario indica "forma desueta" non
dipende dal programma usato per l'invio o per la lettura ma dalla presenza sul
proprio sistema di un font con l'estensione Microsoft della tabella dei
caratteri Latin-1. Se usate un font trovato in Windows vedete il segno,
altrimenti no.
> > 2 †Sapiente
Fai benissimo. Se Giovanni Drogo parla di fisica non è presuntuoso, non crede di
fare cose superiori alle sue capacità. Tuttavia, nel momento in cui sfoggia
paroloni e concetti incomprensibili alle persone comuni sta ostentando la sua
cultura e l'aggettivo di saccente mi pare appropriato.
> È vero, c'è un tipo di presuntuoso che sa. Ma a me non è il primo che viene
> in mente. Il primo presuntuoso evidenzia un sapere fumoso, scarso, evidenzia
> una bassa comprensione ed esalta quel poco che ha capito. Insomma, alla fine
> il significato di 'presuntuoso' slitta verso l'ignorante, lo sciocco, più
> che verso il sapiente.
Esatto. Proprio per questo che a mio parere è meglio omettere dalla seconda
definizione di saccente il concetto di "presuntuoso". E' più che sufficiente il
concetto di "ostentazione".
Per me no.
> Se Tizio 'ostenta' cultura, per me è un presuntuoso, un saccente.
> Se invece Tizio 'dimostra' cultura, allora è una persona colta, un
> sapiente.
Ti rimando alla definizione di presuntuoso fornita da Marco:
Presuntuoso: che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose
superiori alle proprie capacità.
La cultura reale può essere ostentata da un non presuntuoso.
Per me non č cosě.
Se uno conosce la sua materia e ne parla, č uno che sta parlando con
cognizione di causa, non ho aggettivi al riguardo.
>
> > Č vero, c'č un tipo di presuntuoso che sa. Ma a me non č il primo che
viene
> > in mente. Il primo presuntuoso evidenzia un sapere fumoso, scarso,
evidenzia
> > una bassa comprensione ed esalta quel poco che ha capito. Insomma, alla
fine
> > il significato di 'presuntuoso' slitta verso l'ignorante, lo sciocco,
piů
> > che verso il sapiente.
>
> Esatto. Proprio per questo che a mio parere č meglio omettere dalla
seconda
> definizione di saccente il concetto di "presuntuoso". E' piů che
sufficiente il
> concetto di "ostentazione".
Sě, chi ostenta č presuntuoso. Ripeterlo non serve.
--
Ciao,
Marco
Provo a rispiegarmi ancora una volta, portanto lo Zingarelli a mo' d'esempio.
PRIMO SIGNIFICATO CORRENTE
1 Che (o Chi) presume di sapere e in realtà non sa:
ragazzetto antipatico e saccente
SECONDO SIGNIFICATO CORRENTE
Che (o Chi) ostenta la propria cultura, abilità, capacità e sim.:
le persone saccenti risultano noiose.
TERZO SIGNIFICATO (ACCEZIONE ARCAICA)
2 †Sapiente, esperto †Sagace, accorto, abile:
un de' suoi, il più saccente, ... mandò allo abate (BOCCACCIO).
Lo Zingarelli separa con numeri (in questo caso 1 e 2) significati ben diversi
tra loro (infatti 1 è dispregiativo mentre 2 è positivo) mentre separa con una
barretta verticale le diverse sfumature di significato (primo e secondo). Tutto
il mio discorso si riferisce al SECONDO SIGNIFICATO che, come ebbi già a dire:
NON è una forma desueta
NON necessita di presunzione
NON implica sapere fasullo
Capisco che una sfumatura di significato viene persa se si ragiona che "se
ostenta allora è presuntuoso", "se è presuntuoso allora non sa". Ok, ma se
vogliamo esprimerci propriamente dobbiamo saper apprezzare le sfumature.
Dopotutto se quattro dizionari segnalano detta sfumatura e solo uno (il
Devoto-Oli) non ne tiene conto significa che tra i parlanti italiano ci sono
quelli che la sfumatura la conoscono e la usano e quelli che purtroppo la
ignorano. La possibilità di non essere capiti è sempre presente in ogni momento
della nostra giornata. Quando mi trovo a dire "Che saccente questo qui!" potrei
essere frainteso da chi non conosce la seconda sfumatura di significato non
riportata dal Devoto-Oli nonché da versioni ridotte, tascabili, omaggio eccetera
di altri dizionari. Ne sono consapevole. Trovo però strano trovarmi in un NG di
lingua italiana a spiegare (e difendere) le sfumature presenti sui dizionari,
quasi che fossero una mia invenzione.
Ti rimando alla definizione di presuntuoso fornita da te stesso:
Presuntuoso: che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose
superiori alle proprie capacità.
La cultura reale può essere ostentata da un non presuntuoso.
Quando Giovanni Drogo ostenta la sua cultura scientifica in un ambiente dove non
c'è nessun motivo per farlo sta ostentando senza essere presuntuoso.
> Sì, chi ostenta è presuntuoso. Ripeterlo non serve.
No, si può ostentare senza essere presuntuoso.
Serve ripetere la definizione di presuntuoso?
Presuntuoso: che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose
superiori alle proprie capacità.
Abbiamo un Tizio che NON presume proprio nulla di sé, che NON crede di fare cose
superiori alle proprie capacità eppure... ostenta quel che sa quando non è
assolutamente richiesto. Ostenta senza essere presuntuoso. Forse batto il record
della mitica "guida in seconda corsia in autostrada" per numero di ripetizioni
dello stesso banale concetto.
Salve!
Ho già spiegato come stanno le cose, invece. Il problema del font è
solo secondario. In ISO-8859-1 quel carattere NON esiste, punto. Il
passaggio automatico al superset CP-1252, in fase di lettura, non è
affatto dovuto, anzi[*]. *Poi* c'è il problema del font.
[*] Windows CodePage 1252: non è che esista solo Windows, per
esempio.
[f/up senza xpost]
> Roger:
> > "Ostentare", per come la vedo io, ha già insito il concetto di
> > presunzione e quel 'presuntuosamente' del Garzanti, per me è solo un
> > rafforzativo che si può considerare pleonastico.
>
> Per me no.
E così abbiamo focalizzato il punto fondamentale in cui le nostre
opinioni divergono.
> > Se Tizio 'ostenta' cultura, per me è un presuntuoso, un saccente.
> > Se invece Tizio 'dimostra' cultura, allora è una persona colta, un
> > sapiente.
>
> Ti rimando alla definizione di presuntuoso fornita da Marco:
> Presuntuoso: che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose
> superiori alle proprie capacità.
È una definizione corretta ma parziale.
Lo Zingarelli dà come sinonimo di presuntuoso "orgoglioso, superbo".
> La cultura reale può essere ostentata da un non presuntuoso.
Un non presuntuoso 'manifesta' la sua cultura, non la 'ostenta'.
Sempre lo Zingarelli dà per "ostentare" la seguente definizione:
"Mostrare intenzionalmente con affettazione e sussiego all'attenzione
altrui per vanteria, ambizione o altro."
Quindi chi ostenta È un presuntuoso.
Roger
> Il comparire o meno del simbolo che nel dizionario indica "forma
desueta" non
> dipende dal programma usato per l'invio o per la lettura ma dalla
presenza sul
> proprio sistema di un font con l'estensione Microsoft della tabella
dei
> caratteri Latin-1. Se usate un font trovato in Windows vedete il
segno,
> altrimenti no.
Ti sbagli.
Ti copincollo la parte del post contenente quel simbolo,
così come l'ho ricevuto da te:
2 ?Sapiente, esperto ?Sagace, accorto, abile: un de' suoi, il più
saccente, ...
e come l'ho ricevuto dalla Ruta:
2 †Sapiente, esperto †Sagace, accorto, abile: un de' suoi, il più
saccente, ...
con identiche impostazioni del newsreader.
Roger
"Roger" <rugf...@tin.it> escribió en el mensaje
news:fWwF9.7397$qF1.3...@news2.tin.it...
> "GCPillan" ha scritto:
> [...]
> Ti copincollo la parte del post contenente quel simbolo,
> così come l'ho ricevuto da te:
¨¨¨¨¨
> 2 ?Sapiente, esperto ?Sagace, accorto, abile: un de' suoi,
> il più saccente, ...
¨¨¨¨
>
> e come l'ho ricevuto dalla Ruta:
Lo hai ricevuto cosí e come lo riposto qui di seguito?
> 2 †Sapiente, esperto †Sagace, accorto, abile: un de' suoi, il
¨¨ ¨¨
> più saccente, ...
¨¨¨¨
> con identiche impostazioni del newsreader.
Identiche in che senso? E in che cosa?
Ho l'impressione che da qualche parte ci sia qualcosa settata male, ma
non so né dove né che cosa.
Resta il fatto che io il post di Giancarlo l'ho ricevuto perfettamente
leggibile; il tuo riscontro invece mi è giunto cosí e come l'ho
quotato appena piú su.
--
Ciao,
Mariuccia®
> Il comparire o meno del simbolo che nel dizionario indica "forma
> desueta" non dipende dal programma usato per l'invio o per la
> lettura
Lo supponevo anch'io, seppur nella mia totale ignoranza in materia, ma
mi aveva incuriosita il sentenziamento di Vitt: io leggo perfettamente
quel tuo post anche con OE, volevo quindi verificare se anche
ri-riquotandolo riuscivo a leggerlo altrettanto perfettamente. E cosí
è stato, anche col tuo riscontro al mio post, fino al ri-riquote di
Roger.
Per il resto, lascio a voi esperti della materia e mi sembra che le
spiegazioni di Lem siano state abbastanza chiare in proposito.
>
> > > 2 †Sapiente
--
Ciao,
Mariuccia®
Il trasferimento eseguito con il copia-incolla non fa testo.
Questo meccanismo non si cura certo di fare transcodifiche.
Se usi un software qualsiasi che NON modifica il mio flusso di dati quando lo
riporta, allora quel byte 86 verrà visto sempre allo stesso modo: ovvero come
l'ho visto io da parte di chi usa un font ISO-8859-1 con l'estensione Windows.