Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Buonino

29 views
Skip to first unread message

edevils

unread,
Feb 10, 2015, 8:41:44 AM2/10/15
to
Vi pare ancora valida la descrizione del Tommaseo, tendente al
significato di "così così" più che all'understatement per dire
effettivamente "buono"?
http://www.dizionario.org/d/?pageurl=buonino

E
"Più buonino dell'altro"
sempre dalla stessa fonte, come vi suona?


Vabbe', ora mi taccio e me ne sto buonino.

Klaram

unread,
Feb 10, 2015, 11:16:56 AM2/10/15
to
Nel suo scritto precedente, edevils ha sostenuto :
"Buonino", "stare buonino" mi suona come toscanismo. Un (rude) padano
non direbbe mai "stai buonino". :-))

In gastronomia "buonino" non è un giudizio esaltante, direi che
corrisponde a "poco più che sufficiente", tipo "buonino, ma niente di
che".

k

edevils

unread,
Feb 10, 2015, 12:29:25 PM2/10/15
to
On 10/02/2015 17:16, Klaram wrote:
> Nel suo scritto precedente, edevils ha sostenuto :
>> Vi pare ancora valida la descrizione del Tommaseo, tendente al
>> significato di "così così" più che all'understatement per dire
>> effettivamente "buono"?
>> http://www.dizionario.org/d/?pageurl=buonino
>>
>> E
>> "Più buonino dell'altro"
>> sempre dalla stessa fonte, come vi suona?
>>
>>
>> Vabbe', ora mi taccio e me ne sto buonino.
>
> "Buonino", "stare buonino" mi suona come toscanismo. Un (rude) padano
> non direbbe mai "stai buonino". :-))

E' un'attenuazione di "Stai buono!".

>
> In gastronomia "buonino" non è un giudizio esaltante, direi che
> corrisponde a "poco più che sufficiente", tipo "buonino, ma niente di
> che".

Però mi pare che Giacobino l'abbia usato in modo più positivo di recente.

ADPUF

unread,
Feb 10, 2015, 2:13:45 PM2/10/15
to
edevils 18:29, martedì 10 febbraio 2015:
https://www.youtube.com/results?q=ma+che+cos'è+quasta+robina+qua

Ma perché, come mai, ma perché,
in cucina non ci entro mai,
eh?
Cosa c'è nella padella
mmm che profumino,
fai assaggiare un pezzettino?
ma che bontà, ma che bontà,
ma che cos'è questa robina qua,
ma che bontà, ma che bontà,
ma che gustino questa roba qua,
ma che bontà, ma che bontà,
ma che cos'è questa robina qua,
ma che bontà, ma che bontà,
ma che gustino questa roba qua,
Vitello delle Ande?
No?
Bovino della Gallura?
No?
Ma che cosa sarà mai questa robina qua.
Mmm.

http://www.wikitesti.com/Ma_che_bontà


--
AIOE ³¿³

Giacobino da Tradate

unread,
Feb 11, 2015, 6:16:19 AM2/11/15
to
Il 10/02/2015 14.41, edevils ha scritto:

> Vi pare ancora valida la descrizione del Tommaseo,

"attenua anziche' vezzeggiare"? abbastanza vero

> "Più buonino dell'altro"
> sempre dalla stessa fonte, come vi suona?

insopportabile toscanismo

> Vabbe', ora mi taccio

"Sono Lupo de' Lupis, il lupo tanto buonino!"




--
Aux armes, citoyens! Formez vos bataillons!

Giacobino da Tradate

unread,
Feb 11, 2015, 7:00:00 AM2/11/15
to
Il 10/02/2015 18.29, edevils ha scritto:

>> In gastronomia "buonino" non è un giudizio esaltante, direi che
>> corrisponde a "poco più che sufficiente", tipo "buonino, ma niente di
>> che".

> Però mi pare che Giacobino l'abbia usato in modo più positivo di recente.

Non proprio

Tu hai detto "palatabile" = gustoso, sàpido ecc. ecc. (forse pensavi al
gesto di schioccare la lingua per apprezzare il cibo)(*)

Per me "palatabile" (quelle poche volte che l'ho sentito usare) indica
un cibo che "si puo' mangiare" senza morire strozzati, ma non e' certo
entusiasmante. Buonino. Cosi' cosi'. Come sono le crocchette? sono
palatabili, si lasciano mangiare.

Credo di aver trovato "palatabile" anche in senso figurato e negativo
"concetto poco palatabile" = difficile da digerire o accettare - ma qui
forse ricordo o ho capito male.



(*) Del resto il palato non ha nessuna papilla gustativa. Quando si
schiaccia il cibo o il vino contro il palato, al fine di distribuirlo e
apprezzarne meglio il sapore con la lingua, il verbo usato da un vecchio
professore era stato "patullare".

edevils

unread,
Feb 11, 2015, 7:14:37 AM2/11/15
to
On 11/02/2015 12:59, Giacobino da Tradate wrote:
> Il 10/02/2015 18.29, edevils ha scritto:
>
>>> In gastronomia "buonino" non è un giudizio esaltante, direi che
>>> corrisponde a "poco più che sufficiente", tipo "buonino, ma niente di
>>> che".
>
>> Però mi pare che Giacobino l'abbia usato in modo più positivo di recente.
>
> Non proprio
>
> Tu hai detto "palatabile" = gustoso, sàpido ecc. ecc. (forse pensavi al
> gesto di schioccare la lingua per apprezzare il cibo)(*)
>
> Per me "palatabile" (quelle poche volte che l'ho sentito usare) indica
> un cibo che "si puo' mangiare" senza morire strozzati, ma non e' certo
> entusiasmante. Buonino. Cosi' cosi'. Come sono le crocchette? sono
> palatabili, si lasciano mangiare.

Ah ecco, avevo mal interpretato il tuo "buonino", non sapendo che tu usi
"palatabile" in quel senso. Io in quel senso avrei detto "mangiabile",
o "passabile", o "si lascia mangiare", ma non "palatabile". "Palatabile"
invece lo si trova più che altro in contesti specialistici dove si parla
di cucina e alimentazione, con il significato che ho descritto, cioè
che stuzzica il palato.


> Credo di aver trovato "palatabile" anche in senso figurato e negativo
> "concetto poco palatabile" = difficile da digerire o accettare - ma qui
> forse ricordo o ho capito male.

L'esempio che riporti è un uso positivo, però, non negativo. Il valore
negativo è dato solo dal "poco" anteposto.
Come se dicessi: "Quel che fai è poco bello".
"Bello" è comunque positivo. "Poco bello" invece è negativo, ma per
colpa del "poco".



> (*) Del resto il palato non ha nessuna papilla gustativa.

Il "palato" in questione non è quello anatomico, ma l'accezione 2a sul
Treccani:

http://www.treccani.it/vocabolario/palato2/
Per metonimia, il senso del gusto (in quanto il palato ne è ritenuto la
sede), la capacità di giudicare il sapore di cibi e bevande, e anche il
desiderio o il piacere di gustarne: la bella guancia Il cui p. a tutto
’l mondo costa (Dante), con riferimento a Eva il cui peccato di gola è
stato scontato da tutta l’umanità; frequente anche nell’uso com.: avere
buon p., un p. fine, delicato (o, al contr., non avere palato); cibi
buoni o disgustosi al p.; sapori, odori che solleticano o stuzzicano,
che dilettano o deliziano il p.; e riferito alla persona stessa: essere
un buon p., un p. fine, e sim.




> Quando si
> schiaccia il cibo o il vino contro il palato, al fine di distribuirlo e
> apprezzarne meglio il sapore con la lingua, il verbo usato da un vecchio
> professore era stato "patullare".

Eccolo!
http://www.treccani.it/vocabolario/patullare/

0 new messages