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Significato->Referente

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Kurt Fleißig

unread,
Mar 20, 2000, 3:00:00 AM3/20/00
to
Dato il triangolo semiotico di Ogden e Richards mi pare chiarissimo che il
rapporto significante->significato si traduca praticamente in quello
lessema->morfema mentre il rapporto significato->referente venga
praticamente tradotto in quello concetto-> oggetto extra-linguistico.
L'esistenza del referente č indubbiamente necessaria per completare la
procedura della comprensione di un lessema attraverso quella del concetto ad
esso relativo ma la specifica natura del rapporto significato->referente,
perdonatemi, non mi risulta sia mai stata profondamente indagata in quanto
si č forse relegato all'esterno della linguistica (logica formale,
matematica o che altro), la definizione di concetto.
Il mio desiderio č sapere se qualcuno di voi ha mai elaborato qualche
ipotesi solutoria di questo problema di il suo parare al riguardo della
funzione che associa questi due elementi del suddetto triangolo semiotico.

Grazie Mille
KF


Maurizio Pistone

unread,
Mar 22, 2000, 3:00:00 AM3/22/00
to
"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Dato il triangolo semiotico

Toh chi si rivede.


Maurizio Pistone - Torino

http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it

strenua nos exercet inertia Hor.

Kurt Fleißig

unread,
Mar 25, 2000, 3:00:00 AM3/25/00
to
Chiedere e' lecito, rispondere e' cortesia. Ricevere una risposta non OT e'
cosa molto gradita.
Grazie
KF

Maurizio Pistone ha scritto nel messaggio ...

Pietro Kobau

unread,
Mar 25, 2000, 3:00:00 AM3/25/00
to

"Kurt Fleißig" <pco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:8bi62p$7i2$1...@nslave1.tin.it...

> Chiedere e' lecito, rispondere e' cortesia. Ricevere una risposta non OT
e'
> cosa molto gradita.

Caro Kurt,
credo che una meta-risposta da qualcuno ti spetti. (Forse non sono io il
piu' adatto, giacche' ho piu' volte peccato esprimendomi OT; e, d'altra
parte, sarebbe forse stato piu' eloquente postartela sotto il tuo spunto
intitolato "sensibilita' al contesto"; ma ormai ho gia' iniziato.)
Le tue questioni le trovo assai interessanti -- tuttavia converrai sul fatto
che poco hanno a che fare con la lingua *italiana* in quanto tale. Sono
questioni abbastanza astratte che si collocano fra la logica e la
linguistica. E' vero: non esiste un gruppo it.* in cui questi temi siano di
casa -- ne' c'e' da sperare (e personalmente lo deploro) che possano trovare
risonanza in it.cultura.filosofia. Pero' ci sono diversi gruppi
internazionali improntati alla filosofia analitica: li' dovresti trovare
maggiore soddisfazione.
Buona fortuna
P.K.


Kurt Fleißig

unread,
Mar 25, 2000, 3:00:00 AM3/25/00
to

Kurt Fleißig ha scritto nel messaggio <8b8rn3$h8d$2...@nslave2.tin.it>...

>Dato il triangolo semiotico di Ogden e Richards mi pare chiarissimo che il
>rapporto significante->significato si traduca praticamente in quello
>lessema->morfema mentre il rapporto significato->referente venga
>praticamente tradotto in quello concetto-> oggetto extra-linguistico.
>L'esistenza del referente è indubbiamente necessaria per completare la

>procedura della comprensione di un lessema attraverso quella del concetto
ad
>esso relativo ma la specifica natura del rapporto significato->referente,
>perdonatemi, non mi risulta sia mai stata profondamente indagata in quanto
>si è forse relegato all'esterno della linguistica (logica formale,

>matematica o che altro), la definizione di concetto.
>Il mio desiderio è sapere se qualcuno di voi ha mai elaborato qualche
>ipotesi solutoria di questo problema ed il suo parare al riguardo della

>funzione che associa questi due elementi del suddetto triangolo semiotico.
>
>Grazie Mille
>KF
>
Preciso ulteriormente la domanda:
Il rapporto in oggetto puo' essere di tipo puramente matematico? L'idea mi
e' stata insinuata dal fatto che il plurale e' stata l'evoluzione del duale:
testimonianza di un sistema di conteggio primitivo a base binaria.
Grazie Mille
KF

Kurt Fleißig

unread,
Mar 25, 2000, 3:00:00 AM3/25/00
to

Pietro Kobau ha scritto nel messaggio ...
Pur gradendo la massima tranquillita' quale condizione essenziale per
cercare di elaborare nel piu' lucido modo possibile un argomento, mi
capacito del fatto che il propellente del pensiero umano non e' razionale:
abbiamo un'intelligenza emotiva.
Quindi, innanzitutto, grazie per gli auguri e per la cortese, in quanto
impegnata, risposta: finora ne ho avute di tipo diverso dalla tua, e questa
e' la ragione per la quale ho introdotto ulteriori precisazioni: per
cercare, costruttivamente, di andare incontro anche a chi ha un'intelligenza
emotiva diversa. Mi auguro, infatti di realizzare, nello spirito proprio di
ogni NG, un costruttivo scambio di idee con qualunque partecipante al NG.
Per quanto rigurda l'OT penso che tu abbia ragione circa la caratteristica
interdisciplinare degli argomenti in merito ai quali cerco di avere
delucidazioni, tuttavia devo ammettere che si tratta pur sempre di
linguistica, anche quando si sconfina nella teoria dell'informazione: il
linguaggio umano, infatti, e' un codice ed i codici, si sa, vengono usati
per trasmettere informazioni mediante strumenti fisici (fossero anche
biologici come l'apparato fonatorio umano) attraverso canali altrettanto
fisici.
Tutto questo per dire che mi sembra di essere, alla fin fine, rimasto in
tema (per l'italiano soprattutto con "Radicali e Radici") in quanto la
linguistica non mi pare soltanto grammatica, sintassi, semiotica, ecc., ma
anche e soprattutto tutte queste cose polarizzate alla loro funzione
primaria: la comunicazione (o la conservazione)delle informazioni.
Mi fa piacere che tu trovi interessanti le mie questioni, percio' penso che
avviare una discussione sull'argomento possa essere ancora piu'
interessante.
Saluti
K

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