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Dario de Judicibus

unread,
Feb 5, 2004, 10:31:57 AM2/5/04
to
Quali sono in italiano i nomi dei seguenti accenti?

RING
TILDE
DIAERESES
CIRCUMFLEX

Due dovrebbero essere Dieresi e Accento Circumflesso. Gli altri?

DdJ


FB

unread,
Feb 5, 2004, 10:47:19 AM2/5/04
to

"Dario de Judicibus" <nos...@nowhere.com> ha scritto nel messaggio
news:bvtnlm$ock$1...@newsreader2.mclink.it...

> RING
> TILDE
> DIAERESES
> CIRCUMFLEX
>
> Due dovrebbero essere Dieresi e Accento Circumflesso. Gli altri?

Non sei italiano tu stesso? "Ring" non so cosa sia, tilde (se alludi al
segno sulla "n" spagnola che corrisponde all'italiano "gn"), dieresi,
accento circonflesso.


Ciao, FB


Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista

unread,
Feb 5, 2004, 10:55:43 AM2/5/04
to
"Dario de Judicibus" <nos...@nowhere.com> wrote:

> Quali sono in italiano i nomi dei seguenti accenti?

Come insegna il Cimarosti, sono tutte già parole italiane, quindi vanno
lasciate così come sono. Però in dialetto milanese:

> RING

Cerchio (quel cerchietto presente sulla A nelle lingue finniche, se non
ricordo male)

> TILDE

Tilde

> DIAERESES

Dieresi

> CIRCUMFLEX

Circonflesso.

P.
--
Passo lento, disinvolto e spensierato degli alpini che marciano
cantando sotto le parabole successive e accanite degli shrapnels.

Dario de Judicibus

unread,
Feb 5, 2004, 10:50:20 AM2/5/04
to

"FB" <fam.baldu...@tin.it> wrote in message
news:bAtUb.259894$_P.88...@news4.tin.it...

> Non sei italiano tu stesso? "Ring" non so cosa sia, tilde (se alludi al
> segno sulla "n" spagnola che corrisponde all'italiano "gn"), dieresi,
> accento circonflesso.

RING è quel segno fonetico a circoletto che si pone sulla A in alcune lingue
scandinave.
Non conosco il termine in italiano. La dieresi è l'Umlaut tedesco, giusto?

Sono italiano, ma conosco solo i nomi degli accenti italiani. Quelli
stranieri li ho sempre trovati solo in testi in lingua o in inglese.

DdJ


Maxx

unread,
Feb 5, 2004, 11:01:41 AM2/5/04
to
On Thu, 05 Feb 2004 15:47:19 +0000, FB wrote:

> Non sei italiano tu stesso? "Ring" non so cosa sia, tilde (se alludi al
> segno sulla "n" spagnola che corrisponde all'italiano "gn"), dieresi,
> accento circonflesso.
>

"Ring" è il segno che si trova p.es. sopra la A di Ångstrom (Å/å).
Il comitato W3C italiano traduce ring come "cerchietto":
http://www.w3c.it/traduzioni/MathML2/bycodes.html

Ciao,
Maxx

FB

unread,
Feb 5, 2004, 11:05:54 AM2/5/04
to

"Dario de Judicibus" <nos...@nowhere.com> ha scritto nel messaggio
news:bvtoo4$pgf$1...@newsreader2.mclink.it...

> RING è quel segno fonetico a circoletto che si pone sulla A in alcune
lingue
> scandinave.

Allora non saprei. Istintivamente potrei dire che è invariato, ma non
saprei.


> Non conosco il termine in italiano. La dieresi è l'Umlaut tedesco, giusto?

Sì.


> Sono italiano, ma conosco solo i nomi degli accenti italiani. Quelli
> stranieri li ho sempre trovati solo in testi in lingua o in inglese.

Capisco. Pura curiosità.


Ciao, FB


Marco Cimarosti

unread,
Feb 5, 2004, 11:51:09 AM2/5/04
to
Paolo Bonardi ha scritto:

> "Dario de Judicibus" <nos...@nowhere.com> wrote:
>
> > Quali sono in italiano i nomi dei seguenti accenti?
>
> Come insegna il Cimarosti, sono tutte già parole italiane,
> quindi vanno lasciate così come sono. Però in dialetto
> milanese:

Spiritosissimoooo. (Non me la leggere "spiritosissimuu", eh! È
un'eccezione.)

> > RING
>
> Cerchio (quel cerchietto presente sulla A nelle lingue
> finniche, se non ricordo male)

Per quanto suoni buffo, l'ho sempre sentito chiamare "pallino".

Sulle altre traduzioni sono ovviamente d'accordo.

> [...] degli shrapnels.

Puoi anche scrivere "dei shrapnels" o "di i shrapnels": non essendo una
parola italiana, non c'è bisogno che segua le regole della morfologia
italiana.

Ciao.
Marco


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

FB

unread,
Feb 5, 2004, 12:02:24 PM2/5/04
to

"Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> ha scritto nel messaggio
news:195Z223Z37Z50Y1...@usenet.libero.it...

> Puoi anche scrivere "dei shrapnels" o "di i shrapnels": non essendo una
> parola italiana, non c'è bisogno che segua le regole della morfologia
> italiana.

Non direi: il criterio con il quale si sceglie il giusto articolo è
fonetico. Se dico "gli sci" è perché "gli" precede /S/, non "sc".
Almeno, sarebbe logico fosse così.


Ciao, FB


Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista

unread,
Feb 6, 2004, 4:51:54 AM2/6/04
to
In article <195Z223Z37Z50Y1...@usenet.libero.it>,
marco.c...@europe.com (Marco Cimarosti) wrote:

> Puoi anche scrivere "dei shrapnels" o "di i shrapnels": non essendo una
> parola italiana, non c'è bisogno che segua le regole della morfologia
> italiana.

---articolo da it.cultura.linguistica.italiano------
E qui nascerebbe una discussione interessante. Ah! se avessi io più
tempo!
In realtà, seguendo il tuo filone di ragionamento, <shrapnel> è una
parola italiana; o meglio, <shrapnel> _è stata_ una parola italiana.
Infatti nel periodo 1915-1918 e nell'immediato dopoguerra questa parola
era talmente comune che il Marinetti, appunto, la riportò nel brano che
io appongo a mo' di firma e che è estratto dal Manifesto della danza
futurista.
Lo shrapnel era un tipo di carica di proiettile ("I pezzi già prodotti
del modello C/96 vennero riconvertiti al nuovo modello. Il proiettile
più usato era il tipo FKG11  (FeldkanoneGeschoss) che combinava gli
effetti dell'esplosivo con lo Shrapnel; conteneva infatti 294 pallettoni
da 10 grammi e 0.25 kg di TNT. Altri proiettili erano lo FG96 (solo
esplosivo) e uno di tipo Shrapnel; venivano impiegati anche fumogeni e
proiettili a gas. Il risultato fu un ottimo cannone dotato di meccanismi
semplici e affidabili") inventato da Henri Shrapnel:
 
1784 D.C.
Henry Shrapnel. Inghilterra.
Bomba deflagrante piena di sfere di piombo. Durante la prima guerra
mondiale furono molto usate le granate a frantumazione (dette appunto
shrapnel) che erano spolettate in modo da esplodere in aria investendo i
soldati con una pioggia di schegge.

Ecco, la parola "shrapnel" era comune in Italia e in Europa almeno
quanto l' italiana "bombarda"; poi cadde in oblìo e nessuno, credo, oggi
sa più cosa significhi. Quindi questo potrebbe essere un esempio di
parola straniera passata all'italiano e poi ritornata ad essere
straniera.
Faccio anche notare che i termini italiani _veri_ relativi alle armi da
fuoco rimangono nella memoria dei parlanti italiani che, in genere,
capiscono che quando si parla di "bombarda, colubrina, falconetto,
spingarda ecc" si parla di armi da fuoco.

in definitiva: shrapnel è oggi parola straniera; vi è stato un periodo
in cui era parola _italiana_ nella tua definizione.
Occhio al crucimposto con it.hobby.armi, su cui spero si possano
ricavare altre informazioni sull'uso storico degli <shrapnel>

Giovanni Drogo

unread,
Feb 9, 2004, 5:39:13 AM2/9/04
to
> Cerchio (quel cerchietto presente sulla A nelle lingue finniche, se non
> ricordo male)

Finniche ? se si usi in finlandese non lo so. Di certo si usa in svedese
(che e' parlato anche in Finlandia da una minoranza), norvegese e danese.

Mai stati a Luleå, Vasterås o Århus ?
Alle isole Åland no.

E con la o sbarrata di ×rsted come la mettiamo ?

--
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nos...@mi.iasf.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.

Marco Cimarosti

unread,
Feb 9, 2004, 5:52:37 AM2/9/04
to
Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista ha scritto:

> (Marco Cimarosti) wrote:
>
> > Puoi anche scrivere "dei shrapnels" o "di i shrapnels": non
> > essendo una parola italiana, non c'è bisogno che segua le
> > regole della morfologia italiana.
>
> ---articolo da it.cultura.linguistica.italiano------
> E qui nascerebbe una discussione interessante. Ah! se avessi
> io più tempo!
> In realtà, seguendo il tuo filone di ragionamento, <shrapnel>
> è una parola italiana;

Ovvio che lo è! Guarda che quella sopra era una presa in giro.

> o meglio, <shrapnel> _è stata_ una parola italiana.

Lo è ancora:
http://www.garzantilinguistica.it/digita/parola.html?parola=shrapnel

La tua teoria è del tutto bislacca anche dal punto di vista militare: la
parola "shrapnel" ricorre, purtroppo, anche nelle cronache sulla guerra
attualmente in corso in Iraq.

> [...]


> Ecco, la parola "shrapnel" era comune in Italia e in Europa
> almeno quanto l' italiana "bombarda"; poi cadde in oblìo e
> nessuno, credo, oggi sa più cosa significhi.

Credo che credi decisamente male.

Qualsiasi italiano di cultura normale (o a cui semplicemente sia capitato di
vedere qualche film di guerra in TV), sentendo "shrapnel" pensa a qualche
tipo di bomba o di pezzo d'artiglieria.

> Quindi questo potrebbe essere un esempio di
> parola straniera passata all'italiano e poi ritornata ad
> essere straniera.

Che significa "ritornare a essere straniera"?

> Faccio anche notare che i termini italiani _veri_ relativi
> alle armi da fuoco rimangono nella memoria dei parlanti
> italiani che, in genere, capiscono che quando si parla
> di "bombarda, colubrina, falconetto, spingarda ecc" si parla
> di armi da fuoco.

Sbagli di grosso: non avrei mai immaginato che "falconetto" potesse essere
il nome di un'arma da fuoco. Al più, avrei pensato a un uccello rapace, a un
amaro d'erbe, a una marca di scooter, a una mossa agli scacchi, a una
varietà di agrumi... Ma a un'arma mai.

Lo stesso varrebbe probabilmente per "colubrina" e "spingarda", se non fosse
che questi termini mi sono familiari dalle avventure di Zio Paperone: hai
presente quando dice al maggiordomo: "Preparami la spingarda
anti-scocciatore"?

FB

unread,
Feb 9, 2004, 6:22:05 AM2/9/04
to

"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.040209...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...

> se si usi in finlandese non lo so.

Perlopiù in parole di origine straniera.


http://www.tervetuloa.cjb.net/


In estone no.

http://web.tiscali.it/angolodidario/unmondodiscritture/Estone.html


> Mai stati a Luleå, Vasterås o Århus ?
> Alle isole Åland no.

Pure lì?!


Ciao, FB


Mariuccia Ruta

unread,
Feb 9, 2004, 7:16:07 AM2/9/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <bvtnlm$ock$1...@newsreader2.mclink.it>,
Dario de Judicibus ha scritto:

>¦ Quali sono in italiano i nomi dei seguenti accenti?

Come diacritico, la "tilde" spagnola può indicare sia l'accento e sia
il segnetto della ñ; ma anche l'apostrofo vien spesso detto "tilde",
però non son mai riuscita a capire se si tratti di errore da evitare o
che altro. Nel dubbio, quando proprio devo citarli in castigliano,
dico: "el apóstrofo, el acento, la ene con tilde".

Altra accezione di "tilde" è "cosa minima".

--
Ciao,
Mariuccia®

http://www.analitica.com/va/vpi/
http://www.cnnenespanol.com/americas/
http://www.mundolatino.org/us.htm

ADPUF

unread,
Feb 9, 2004, 5:35:53 PM2/9/04
to
on 11:52, lunedì 09 febbraio 2004 Marco Cimarosti wrote:

> Lo stesso varrebbe probabilmente per "colubrina" e
> "spingarda", se non fosse che questi termini mi sono
> familiari dalle avventure di Zio Paperone: hai presente
> quando dice al maggiordomo: "Preparami la spingarda
> anti-scocciatore"?
>
> Ciao.
> Marco


Chi altri, oltre me, sa che cosa rappresentano queste
parole (italiane?):
parang, kampilang, babirussa.


--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper

ADPUF

unread,
Feb 9, 2004, 5:38:15 PM2/9/04
to
on 13:16, lunedì 09 febbraio 2004 Mariuccia Ruta wrote:

> Come diacritico, la "tilde" spagnola può indicare sia
> l'accento e sia il segnetto della ñ; ma anche l'apostrofo
> vien spesso detto "tilde", però non son mai riuscita a
> capire se si tratti di errore da evitare o che altro. Nel
> dubbio, quando proprio devo citarli in castigliano, dico:
> "el apóstrofo, el acento, la ene con tilde".
>
> Altra accezione di "tilde" è "cosa minima".


Pare che venga da "titulus".

Maxx

unread,
Feb 9, 2004, 5:38:12 PM2/9/04
to
On Mon, 09 Feb 2004 11:22:05 +0000, FB wrote:

>
>> se si usi in finlandese non lo so.
>
> Perlopiù in parole di origine straniera.
>

Detto più chiaramente, con nomi provenienti dallo svedese
(non credo ci siano stati contatti rilevanti con le altre
lingue scandinave).
Non per niente la lettera Å (A-ring, A-cerchietto) in finlandese
è chiamata "O svedese" (O perché la sua pronuncia è simile
ad una O)


Ciao
Maxx,

Helsinki, Finland :)

Giovanni Drogo

unread,
Feb 10, 2004, 4:08:21 AM2/10/04
to
On Mon, 9 Feb 2004, ADPUF wrote:

> Chi altri, oltre me, sa che cosa rappresentano queste
> parole (italiane?):

direi piu' malesi o indonesiane

> parang, kampilang, babirussa.

I primi due non li ho mai sentiti. Sui babirussa (babi dovrebbe voler
dire maiale ... nei ristoranti indonesiani in Olanda il "babi pangang"
(mi pare) e' uno spiedino di maiale) invece ho un ritaglio di giornale
che dice che il loro stomaco e' diviso in due parti ... per cui
potrebbero venir ascritti ai ruminanti e quindi non essere "immondi".
Il commento era "in festa il mondo arabo ed ebraico che potra' mangiare
i babirussa, in lutto il mondo dei babirussa" ... pore bestie.

ADPUF

unread,
Feb 10, 2004, 3:33:04 PM2/10/04
to
on 10:08, martedì 10 febbraio 2004 Giovanni Drogo wrote:

>> Chi altri, oltre me, sa che cosa rappresentano queste
>> parole (italiane?):
>
> direi piu' malesi o indonesiane


Eppure erano molto frequenti nelle opere letterarie di un
autore italianissimo.


>> parang, kampilang, babirussa.
>
> I primi due non li ho mai sentiti. Sui babirussa (babi
> dovrebbe voler dire maiale ... nei ristoranti indonesiani
> in Olanda il "babi pangang" (mi pare) e' uno spiedino di
> maiale) invece ho un ritaglio di giornale che dice che il
> loro stomaco e' diviso in due parti ... per cui potrebbero
> venir ascritti ai ruminanti e quindi non essere "immondi".
> Il commento era "in festa il mondo arabo ed ebraico che
> potra' mangiare i babirussa, in lutto il mondo dei
> babirussa" ... pore bestie.


Fuochettino ....


Aggiungo un'altra parola che sicuramente riconoscerete:
praho.

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Feb 11, 2004, 4:04:50 AM2/11/04
to
"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:dXTVb.212974$VW.87...@news3.tin.it...

> Chi altri, oltre me, sa che cosa rappresentano queste
> parole (italiane?):
> parang, kampilang, babirussa.

Dovrebbero essere una sorta di scimitarra, un naviglio veloce e un animale
suinesco, o giů di lě.
Ma č un po' che non leggo Salgari.
Ciao
Ale


--
Namárië Valinor


Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Feb 11, 2004, 4:05:23 AM2/11/04
to
"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:4ebWb.217517$VW.88...@news3.tin.it...

> praho.

Veloce naviglio a vela, caro il mio tigrotto ;-)

ADPUF

unread,
Feb 11, 2004, 12:32:58 PM2/11/04
to
on 10:04, mercoledì 11 febbraio 2004 Alessandro \"Tagt The
Spellcaster\" Valli wrote:

>> Chi altri, oltre me, sa che cosa rappresentano queste
>> parole (italiane?):
>> parang, kampilang, babirussa.
>
> Dovrebbero essere una sorta di scimitarra, un naviglio

> veloce e un animale suinesco, o giù di lì.
> Ma è un po' che non leggo Salgari.
> Ciao
> Ale


Bravo! quasi centro pieno, le prime due infatti erano armi
bianche, l'ultimo era una specie di cinghiale iperzannuto
(porcus babyrussa) vivente in Indonesia (o meglio nel mondo
salgariano)
Morte ai Thugs!

Galnick

unread,
Feb 12, 2004, 12:15:13 PM2/12/04
to
> > Non conosco il termine in italiano. La dieresi è l'Umlaut tedesco,
giusto?
>
> Sì.

Non proprio... La dieresi è qualcosa che "separa" (greco diairéo =
separo)... L'Umlaut è una "E" "sovrascritta" (perché in ted. OE = O con
umlaut = oeu franc.; AE = A con umlaut = e)


Giovanni Drogo

unread,
Feb 13, 2004, 7:51:08 AM2/13/04
to
On Thu, 12 Feb 2004, Galnick wrote:

> > > Non conosco il termine in italiano. La dieresi è l'Umlaut tedesco,

> Non proprio... La dieresi è qualcosa che "separa" (greco diairéo =


> separo)... L'Umlaut è una "E" "sovrascritta" (perché in ted. OE = O con
> umlaut = oeu franc.; AE = A con umlaut = e)

A parte l'etimologia, la dieresi (o il segno di dieresi) e' il segno
grafico diacritico dei due puntini sopra una vocale, la cui funzione
puo' variare da lingua a lingua. P.es. in italiano tale segno si usa per
distinguere uno iato da un dittongo, in russo i due puntini sopra la e
indicano il suono "jo", in tolkeniano ce lo dica il Valli ...

Umlaut di per se indica il "cambiamento di suono", poi per pigrizia noi
chiamiamo Umlaut il "segno di Umlaut", ossia i due puntini, che in
tedesco si usano sopra la u, la o e la a (a naso direi in ordine di
frequenza appunto u,o ed a). Quello di aggiungere una (ue oe ae) e e' un
artificio grafico per non usare il diacritico.

Molto apprezzato da chi non ama accenti e diacritici come me.

FB

unread,
Feb 13, 2004, 9:10:14 AM2/13/04
to

"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.040213...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...

> in tolkeniano

Il "tolkieniano" non esiste, prima di tutto. Mi pare che si usi soprattutto,
o solo, sulla "e" in modo non molto costante per indicare lo iato e per
specificare che la "e" finale si pronuncia.


Ciao, FB


ADPUF

unread,
Feb 13, 2004, 9:50:14 AM2/13/04
to
on 13:51, venerdì 13 febbraio 2004 Giovanni Drogo wrote:

> Umlaut di per se indica il "cambiamento di suono", poi per
> pigrizia noi chiamiamo Umlaut il "segno di Umlaut", ossia
> i due puntini, che in tedesco si usano sopra la u, la o e
> la a (a naso direi in ordine di frequenza appunto u,o ed
> a). Quello di aggiungere una (ue oe ae) e e' un artificio
> grafico per non usare il diacritico.
>
> Molto apprezzato da chi non ama accenti e diacritici come
> me.


A proposito, il nome del poëta tedesco Goethe, si scrive
con l'umlaut in tedesco?

FB

unread,
Feb 13, 2004, 10:59:40 AM2/13/04
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:Gu5Xb.308078$_P.10...@news4.tin.it...

> A proposito, il nome del poëta tedesco Goethe, si scrive
> con l'umlaut in tedesco?

No, e non avrebbe molto senso visto che "oe" è una specie di grafia
alternativa per "ö", così come "ae" per "ä".


Ciao, FB


Father McKenzie

unread,
Feb 13, 2004, 11:44:31 AM2/13/04
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a
Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' perché FB ha scritto:

>> A proposito, il nome del poëta tedesco Goethe, si scrive
>> con l'umlaut in tedesco?
>
> No, e non avrebbe molto senso visto che "oe" è una specie di grafia
> alternativa per "ö", così come "ae" per "ä".

Credo siano a tutti gli effetti equivalenti, come potrete constatare
aprendo Google e digitando Göthe: si ottengono risultati con Goethe.
Riprova: digitate Aufsaetze...

FB

unread,
Feb 13, 2004, 12:11:05 PM2/13/04
to

"Father McKenzie" <father.m...@st.jamesparish.co.uk> ha scritto nel
messaggio news:15qb82meozz8u$.tbxg4igfqyrs$.dlg@40tude.net...

> Credo siano a tutti gli effetti equivalenti, come potrete constatare
> aprendo Google e digitando Göthe: si ottengono risultati con Goethe.

Sì ma, essendo un cognome, la grafia va mantenuta, e quella giusta, quella
che leggo sulle copertine, è Goethe. Probabilmente Google o i motori di
ricerca in genere hanno voluto facilitare coloro che non scrivono con ö e ä,
cosa che su internet non dovrebbe essere infrequente. Forse anche "ß"
equivale, per google, a "ss".


Ciao, FB


Father McKenzie

unread,
Feb 13, 2004, 12:20:30 PM2/13/04
to
C'č una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a

Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' perché FB ha scritto:

> Sě ma, essendo un cognome, la grafia va mantenuta,

Preciso che sono del tutto d'accordo con te su questo: volevo solo far
notare l'equivalenza pratica di quelle forme. Poi, in fatto di cognomi,
"decide il casato". Se tradizionalmente il cognome nobiliare inglese Home č
pronunciato hiům(*), inutile recriminare: si pronuncia cosě.

>Forse anche "ß"
> equivale, per google, a "ss".

Certo, senza forse.

(*)Circola una storiella sull'origine di questa strana pronuncia. Pare che,
prima di una battaglia, uno di questi nobiluomini, duce di uno dei due
eserciti, invocasse i propri antenati per ottenerne la protezione. I suoi
soldati, perň, sentendolo gridare "Home, Home", fraintesero e tornarono
alle loro case lasciandolo solo. Da allora...

Marco Cimarosti

unread,
Feb 13, 2004, 12:21:09 PM2/13/04
to
Father McKenzie ha scritto:

> >> A proposito, il nome del poëta tedesco Goethe, si scrive
> >> con l'umlaut in tedesco?
> >
> > No, e non avrebbe molto senso visto che "oe" è una specie di
> > grafia alternativa per "ö", così come "ae" per "ä".

Grafia alternativa che, però non vale nei cognomi: "Goethe" e "Göthe" sono
due cognomi diversi. Quello del letterato si scrive con la prima grafia.

> Credo siano a tutti gli effetti equivalenti, come potrete
> constatare aprendo Google e digitando Göthe: si ottengono
> risultati con Goethe.

Quello è un trucchetto di Google. Ma se ci metti davanti un "+" trovi solo
l'esatta grafia che hai battuto.

Marco Cimarosti

unread,
Feb 13, 2004, 12:52:51 PM2/13/04
to
Giovanni Drogo ha scritto:

> On Thu, 12 Feb 2004, Galnick wrote:
>
> > > > Non conosco il termine in italiano. La dieresi è
> > > > l'Umlaut tedesco,
> > Non proprio... La dieresi è qualcosa che "separa" (greco
> > diairéo = separo)... L'Umlaut è una "E" "sovrascritta"
> > (perché in ted. OE = O con umlaut = oeu franc.; AE = A con
> > umlaut = e)
>
> A parte l'etimologia, la dieresi (o il segno di dieresi) e' il
> segno grafico diacritico dei due puntini sopra una vocale, la
> cui funzione puo' variare da lingua a lingua. [...]

>
> Umlaut di per se indica il "cambiamento di suono", poi per
> pigrizia noi chiamiamo Umlaut il "segno di Umlaut", ossia i
> due puntini, [...]

Io darei più ragione a Galnick.

Il segno di umlaut (Umlautzeichen) ha un'origine completamente diversa da
quello della dieresi.

> Quello di aggiungere una (ue oe ae) e e' un
> artificio grafico per non usare il diacritico.

Sì. Ma è anche un ricordo dell'ortografia antica.

In origine, l'umlaut si segnava con una "e" diacritica *ascritta* (cioè a
sinistra la lettera da modficare). In seguito, questa "e" venne
*soprascritta*, cioè diventò un vero e proprio segno diacritico.

Nel Sütterlin, il corsivo tradizionale tedesco, la "e" minuscola, come anche
l'umlautzeichen, era fatta all'incirca così:

/|/

(vedi http://www.peter-doerling.de/Lese/Sutterlin0.htm)

Questa forma di unlautzeichen venne adottata dalla scrittura Fraktur
(vulgarmente detta "gotica"), perché la "e" minuscola di questa scrittura
era troppo complessa per scriverla così in piccolo.

Siccome, in Fraktur, i due puntini della dieresi (usata solo nei testi in
latino) somigliavano molto ai due tratti obliqui dell'umlautzeichen (usata
solo nei testi tedeschi), la differenza fra i due segni finì per perdersi.

> Molto apprezzato da chi non ama accenti e diacritici come me.

Se mai ti venisse la voglia di tornare in modalità diacritica,
guarda però di non scrivere "Göthe" invece di "Goethe", "pò" invece di
"po'", ecc.

GCPillan

unread,
Feb 13, 2004, 1:03:04 PM2/13/04
to
FB:

> Sì ma, essendo un cognome, la grafia va mantenuta, e quella giusta, quella
> che leggo sulle copertine, è Goethe. Probabilmente Google o i motori di
> ricerca in genere hanno voluto facilitare coloro che non scrivono con ö e ä,
> cosa che su internet non dovrebbe essere infrequente. Forse anche "ß"
> equivale, per google, a "ss".

Istruzioni di Google:

Per impostazione predefinita, Google non riconosce accenti o altri segni
diacritici. In altre parole, se si digita [Muenchen] e [München] si
ottengono sempre gli stessi risultati. Per fare una distinzione tra le
parole, anteporre il segno +; ad esempio [+Muenchen] rispetto a [+München].

--
____________________________________

Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________

ADPUF

unread,
Feb 14, 2004, 11:11:44 AM2/14/04
to
on 18:21, venerdì 13 febbraio 2004 Marco Cimarosti wrote:

>> >> A proposito, il nome del poëta tedesco Goethe, si
>> >> scrive con l'umlaut in tedesco?
>> >
>> > No, e non avrebbe molto senso visto che "oe" è una
>> > specie di grafia alternativa per "ö", così come "ae"
>> > per "ä".
>
> Grafia alternativa che, però non vale nei cognomi:
> "Goethe" e "Göthe" sono due cognomi diversi. Quello del
> letterato si scrive con la prima grafia.


Insomma, egli come si firmava?

FB

unread,
Feb 14, 2004, 11:20:13 AM2/14/04
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:4NrXb.236056$VW.95...@news3.tin.it...

> Insomma, egli come si firmava?

Johann Wolfgang Goethe. Basta cercare "Goethe Institut" su google: i "Goethe
Institut" sono 410.000 e i "+Göthe Institut" 123.


Ciao, FB


ADPUF

unread,
Feb 14, 2004, 11:33:42 AM2/14/04
to
on 17:20, sabato 14 febbraio 2004 FB wrote:

>> Insomma, egli come si firmava?
>
> Johann Wolfgang Goethe. Basta cercare "Goethe Institut" su
> google: i "Goethe Institut" sono 410.000 e i "+Göthe
> Institut" 123.


Ci sono anche 12 "ghoete institut"
:-)

Epimeteo

unread,
Feb 14, 2004, 12:01:15 PM2/14/04
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:G5sXb.236139$VW.95...@news3.tin.it...

> on 17:20, sabato 14 febbraio 2004 FB wrote:
>
> >> Insomma, egli come si firmava?

> > Johann Wolfgang Goethe. Basta cercare "Goethe Institut" su
> > google: i "Goethe Institut" sono 410.000 e i "+Göthe
> > Institut" 123.


> Ci sono anche 12 "ghoete institut"

E sei bellissimi "Gohete Institut".

Epimeteo


Epimeteo

unread,
Feb 14, 2004, 12:09:51 PM2/14/04
to

"Epimeteo" <tr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:vvsXb.236219$VW.95...@news3.tin.it...

A parte, ovviamente, la sessantina di agili "Goete Institut"...

Epimeteo

FB

unread,
Feb 17, 2004, 5:01:33 PM2/17/04
to

"Father McKenzie" <father.m...@st.jamesparish.co.uk> ha scritto nel
messaggio news:1ni7l2ewh7t2p$.1qqewuzlwxbc3$.dlg@40tude.net...

> (*)Circola una storiella sull'origine di questa strana pronuncia. Pare
che,
> prima di una battaglia, uno di questi nobiluomini, duce di uno dei due
> eserciti, invocasse i propri antenati per ottenerne la protezione. I suoi

> soldati, perņ, sentendolo gridare "Home, Home", fraintesero e tornarono


> alle loro case lasciandolo solo. Da allora...

E il cognome St.John si pronuncia St.Joon (/s&n ju:n/, credo, o /s&n j&n/,
boh).


Ciao, FB


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