Mi pare che anche considerando le lingue del mondo, in genere, siano
poche quelle che identificano l'amore uomo-donna in maniera
inequivocabile, con un'espressione che si usa solo per quello, e non per
altri generi di 'amore', o comunque di sentimenti.
Sbaglio?
In effetti, mi pare che in lingue come francese e inglese sia molto
'scomodo' non disporre di una espressione chiara e univoca per questo
sentimento; in effetti mi pare importante comunicarlo in maniera non
ambigua. Invece si comunica con la stessa parola che serve a comunicare
sentimenti molto meno forti, o addirittura frivoli. Ciᅵ non genera mai
fraintendimenti?
Mi ᅵ poi venuto in mente Catullo, e la sua famosissima distinzione tra
'amare' e 'velle bene'.
>Mi � poi venuto in mente Catullo, e la sua famosissima distinzione tra
>'amare' e 'velle bene'.
Bellissima. Per� in Catullo amare (almeno nel carme cui ti riferisci)
certo si riferiva all'amore fra uomo e donna, per� in un'accezione
piuttosto specifica e distinta dal voler bene. Altrimenti non sarebbe
stato possibile per lui, di fronte a un tradimento, "amare di pi�, ma
voler bene di meno".
Ciao.
Gian Carlo
> Bellissima. Per� in Catullo amare (almeno nel carme cui ti riferisci)
> certo si riferiva all'amore fra uomo e donna, per� in un'accezione
> piuttosto specifica e distinta dal voler bene. Altrimenti non sarebbe
> stato possibile per lui, di fronte a un tradimento, "amare di pi�, ma
> voler bene di meno".
Eh gi�, infatti proprio per questo la cosa mi colp�. Nel suo personale
lessico, 'voler bene' era un sentimento legato al cuore, mentre 'amare'
era un sentimento pi� passionale, legato ai sensi. E 'voler bene', da
quel che si capisce, � per lui un sentimento un po' 'superiore'.
Mi hanno detto che in spagnolo 'ti amo' si dice 'te quiero', che
letteralmente significherebbe 'ti voglio', 'ti desidero'; quindi
apparentemente gli spagnoli mettono maggiore accento sulla componente
passionale del sentimento.
Non se gli spagnoli usino 'te quiero' anche per altri sentimenti diversi
dall'amore uomo-donna.
> Mi hanno detto che in spagnolo 'ti amo' si dice 'te quiero', che
> letteralmente significherebbe 'ti voglio', 'ti desidero'; quindi
> apparentemente gli spagnoli mettono maggiore accento sulla componente
> passionale del sentimento.
Sangre caliente!
Però anche i compassati britannici - per i quali "love" vale zero,
almeno a tennis- possono talvolta essere "in love head over heels", e
quando si innamorano... cadono (to fall), po'retti!
> Per� anche i compassati britannici - per i quali "love" vale zero,
> almeno a tennis- possono talvolta essere "in love head over heels", e
> quando si innamorano... cadono (to fall), po'retti!
S�, ma solo in autunno.
>Mi hanno detto che in spagnolo 'ti amo' si dice 'te quiero', che
>letteralmente significherebbe 'ti voglio', 'ti desidero'; quindi
>apparentemente gli spagnoli mettono maggiore accento sulla componente
>passionale del sentimento.
>
>Non se gli spagnoli usino 'te quiero' anche per altri sentimenti diversi
>dall'amore uomo-donna.
Querer ha molti significati. Ecco qua, dal "Diccionario de la lengua
espa�ola" della "Real Academia Espa�ola" (edizione del 2003).
- - - -
querer.
(Del lat. quaerere, tratar de obtener).
1. tr. Desear o apetecer.
2. tr. Amar, tener cari�o, voluntad o inclinaci�n a alguien o algo.
3. tr. Tener voluntad o determinaci�n de ejecutar algo.
4. tr. Resolver, determinar.
5. tr. Pretender, intentar o procurar.
6. tr. Dicho de una cosa: Ser conveniente a otra.
7. tr. Dicho de una persona: Conformarse o avenirse al intento o deseo
de otra.
8. tr. En el juego, aceptar el envite.
9. tr. Dicho de una persona: Dar ocasi�n, con lo que hace o dice, para
que se ejecute algo contra ella. Este quiere que le rompamos la
cabeza.
10. tr. Estar pr�ximo a ser o verificarse algo.
[...]
como as� me lo quiero.
1. expr. coloq. Significa haber sucedido algo a medida del deseo, y
como si lo hubiera dispuesto
quien lo logra.
como quiera que.
1. loc. conjunt.De cualquiermodo, o de esteo el otromodo, que. Ignoro
si tuvo o no motivo para
irritarse; pero como quiera que sea, lo hecho no merece discu.lpa
2. loc. conjunt.Supuestoque, dado que. Como quiera que nadie sepa
cu�ndo ha de morir, gran
locura es dejar la enmienda para ma�an.a
3. loc. conjunt.ant. aunque.Como quiera que muri� en esta batalla, fue
suya la victoria, porque
los enemigos, antes de que �l muriese, ya estaban derrotado. s
cuando quiera.
1. loc. adv. En cualquier tiempo.
cuanto quiera que.
1. loc. conjunt. como quiera que.
donde quiera.
1. loc. adv.dondequiera.
do quiera.
1. loc. adv.doquiera.
no as� como, o no como, quiera.
1. loc. adj. Denota ser m�s que regular o com�n aquello de que se
habla. Es un literato, no as� como quiera, sino de los m�s
sobresalientes de Espa�a. La mentira es un vicio, no como quiera,
sino muy odioso y despreciable.
no ~ parir una cuenta.
1. fr. no parir.
�qu� m�s quieres?
1. expr. U. para dar a entender que lo que alguien ha logrado es todo
lo que pod�a desear, seg�n su proporci�n y sus m�ritos.
que quiera, que no quiera.
1. expr. Sin atender a la voluntad o aprobaci�n de alguien, convenga o
no convenga con ello.
�qu� quiere decir eso?
1. expr. U. para avisar o amenazar para que alguien corrija o modere
lo que ha dicho.
�qu� quiere ser esto?
1. expr. U. para explicar la admiraci�n o extra�eza que ocasiona algo.
qu� quieres, o qu� quieres que le haga, o que le hagamos.
1. exprs. Indican conformidado excusa.
2. locs. interjs. qu� hemos de hacer.
~ bien alguien a otra persona.
1. fr. Amarla.
~ decir.
1. fr. Significar, indicar, dar a entender algo. Eso quiere decir que
ya no somos amigos. El concepto es oscuro, pero comprendo lo que
quiere decir.
que si quieres.
1. loc. interj. coloq. U. para rechazar una pretensi�n o para ponderar
la dificultad o imposibilidad de hacer o lograr algo.
sin ~.
1. loc. adv. Sin intenci�n ni premeditaci�n, inadvertidamente
- - - -
Ciao.
Gian Carlo
Non approfitto mai di una donna. Dono alle donne piacere, se lo desiderano,
e va da s� che � il pi� grande piacere che potranno mai provare... Ci sono
alcune donne, dall'aspetto incantevole, con una certa qualit� dei capelli,
la curva delle orecchie che si prolunga come la rotondit� di una conchiglia.
Queste donne hanno le dita sensibili come le loro gambe; i polpastrelli
provano le stesse sensazioni dei loro piedi. E quando tocchi le loro nocche
� come passare le tue mani sulle loro ginocchia. Toccare questa tenera,
carnosa parte delle dita, equivale a sfiorare con le mani le loro cosce.
Ogni donna � un mistero da risolvere ma una donna non cela nulla a un vero
amante. � il colore della sua pelle a dirci come procedere; se ha
l'incarnato come quello di una rosa, pallido e vermiglio, deve essere
persuasa ad aprire i suoi petali con lo stesso calore del sole; la pelle
chiara e screziata di una rossa richiede la lussuria di un'onda che si
infrange sulla spiaggia, in modo da scuotere ci� che giace nascosto e
portare in superficie la spumeggiante delizia dell'amore... Ci sono solo
quattro domande che contano nella vita: cosa � sacro, di cosa � fatto lo
spirito, per cosa vale la pena di vivere e per cosa vale la pena di
morire... La risposta, ad ognuna, � la stessa: solo l'amore".
Concedetemelo...� Ferragosto!
--
lu.
Ultima Badessa Di Passaggio
* Stamani il sole era sul davanzale, e l'azzurro era fasciato di veli
bianchi come il tuo viso quando la gota aveva male.
Tu eri da per tutto. L'acqua scorreva sul mio corpo come
le tue dita.*
G.d'Annunzio a Giusini, 8 marzo 1907, venerd�
"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:5v6b85p1dul9rtds0...@4ax.com...
>Dal film Don Juan De Marco Maestro d'amore:
>
>Non approfitto mai di una donna. Dono alle donne piacere, se lo desiderano,
>e va da s� che � il pi� grande piacere che potranno mai provare... Ci sono
>alcune donne, dall'aspetto incantevole, con una certa qualit� dei capelli,
>la curva delle orecchie che si prolunga come la rotondit� di una conchiglia.
>Queste donne hanno le dita sensibili come le loro gambe; i polpastrelli
>provano le stesse sensazioni dei loro piedi. E quando tocchi le loro nocche
>� come passare le tue mani sulle loro ginocchia. Toccare questa tenera,
>carnosa parte delle dita, equivale a sfiorare con le mani le loro cosce.
>Ogni donna � un mistero da risolvere ma una donna non cela nulla a un vero
>amante. � il colore della sua pelle a dirci come procedere; se ha
>l'incarnato come quello di una rosa, pallido e vermiglio, deve essere
>persuasa ad aprire i suoi petali con lo stesso calore del sole; la pelle
>chiara e screziata di una rossa richiede la lussuria di un'onda che si
>infrange sulla spiaggia, in modo da scuotere ci� che giace nascosto e
>portare in superficie la spumeggiante delizia dell'amore... Ci sono solo
>quattro domande che contano nella vita: cosa � sacro, di cosa � fatto lo
>spirito, per cosa vale la pena di vivere e per cosa vale la pena di
>morire... La risposta, ad ognuna, � la stessa: solo l'amore".
>
>Concedetemelo...� Ferragosto!
Perch� concederlo soltanto nelle "feste grandi"? E' sufficiente che
non diventi una cattiva abitudine, che potrebbe disturbare alcune
persone del gruppo.
Tra "bis in die" (due volte al giorno, come una prescrizione medica)
e "semel in anno" (una volta all'anno) ci sar� pure un ragionevole
compromesso.
L'avrei attribuito, quello che hai citato, a D'Annunzio, ma da
orecchiante. D'Annunzio � un nostro poeta che esprime l'attrazione
erotica verso la donna, a volte in maniera fastidiosa perch�
monocorde, ma non � un poeta di serie B.
L'autore (o l'autrice?) sembra avere una doppia individualit�, si
presenta come uomo, ma ha una conoscenza profonda del mondo
femminile.
Riprendendo una precedente discussione con GraZia, le dico che qui
ci vedo una doppia individualit�; non sono tanto miscredente :)
Qualche tempo fa, tu affermavi, perentoria e provocatoria, che le
donne erano superiori agli uomini.
Le due met� del cielo non possono accettare un onorevole pareggio,
senza andare ai calci di rigore?
Ciao. Imes
La citazione che riporti L'avrei
> Mi hanno detto che in spagnolo 'ti amo' si dice 'te quiero',
In effetti 'te quiero' vuol dire 'ti voglio bene', mentre 'ti amo' si dice
'te amo'.
> Riprendendo una precedente discussione con GraZia, le dico che qui
> ci vedo una doppia individualitᅵ; non sono tanto miscredente :)
Oh! Onoratissima.
> Qualche tempo fa, tu affermavi, perentoria e provocatoria, che le
> donne erano superiori agli uomini.
> Le due metᅵ del cielo non possono accettare un onorevole pareggio,
> senza andare ai calci di rigore?
Lo faranno quando impareranno ad accettarsi nella reciproca diversitᅵ.
GraZia
>Lo faranno quando impareranno ad accettarsi nella reciproca diversit�.
>
>GraZia
Parole sante!
Ciao. Imes
Ah... Allora mi hanno riferito male! :)
> Sbaglio?
Avevo trovato un sito dove era riportata l'espressione "ti amo" in
moltissime lingue e dialetti. In effetti, molte lingue, e soprattutto i
dialetti, non usano l'espressione "ti amo" ma "ti voglio bene" oppure
forme piᅵ strane.
> In effetti, mi pare che in lingue come francese e inglese sia molto
> 'scomodo' non disporre di una espressione chiara e univoca per questo
> sentimento; in effetti mi pare importante comunicarlo in maniera non
> ambigua. Invece si comunica con la stessa parola che serve a comunicare
> sentimenti molto meno forti, o addirittura frivoli. Ciᅵ non genera mai
> fraintendimenti?
Io trovavo incredibile che un'espressione usata e abusata da tutti, da
scrittori, da poeti e anche in psicoanalisi fosse cosᅵ vaga e senza
sfumature, mentre per indicare altre cose esistono molte parole e molto
precise.
Per esempio, la famosa neve degli Esquimesi, o il modo di lanciare una
pietra sull'acqua che nell'ormeasco ha ben quattro termini a seconda di
come rimbalza.
Invece noi "amiamo" l'amante, i genitori, i figli, gli amici, gli
animali, il prossimo ecc. ecc., sempre con la stessa unica parola.
Poi ho pensato che la cosa non fosse casuale, ma voluta, consciamente o
inconsciamente.
Hai presente quella vecchia pubblicitᅵ: "mi ami?" "ma quanto mi ami?"
ecc., e, visto che in genere si ama molto meno di quanto si dichiara,
meglio lasciare le cose nel vago senza specificare troppo. :-))
k
Cosᅵ, a quanto pare, lanciare sassi rimbalzanti sull'acqua ᅵ
considerata questione vitale dagli ormeascani.
Il che potrebbe spiegare la loro ventura estinzione.
> Invece noi "amiamo" l'amante, i genitori, i figli, gli amici,
> gli animali, il prossimo ecc. ecc., sempre con la stessa unica
> parola. Poi ho pensato che la cosa non fosse casuale, ma
> voluta, consciamente o inconsciamente.
Mi danno fastidio quanti (quelli che) usano il verbo "amare" al
posto di "piacermi".
ᅵAmo la pizza.ᅵ
(platonicamente o no?)
> Hai presente quella vecchia pubblicitᅵ: "mi ami?" "ma quanto
> mi ami?" ecc., e, visto che in genere si ama molto meno di
> quanto si dichiara, meglio lasciare le cose nel vago senza
> specificare troppo. :-))
Qui Epiupᅵ citerebbe "Parlami d'amore, Mariᅵ!"
Io ritengo che in fatto d'amore il parlare e il fare sono
inversamente proporzionali.
(chiedere lumi alla sig.na Bocca Di Rosa, citofonare int. 9)
Qui Epimeteo citerebbe qualcos'altro.
--
ᅵᅵᅵ
O
> Avevo trovato un sito dove era riportata l'espressione "ti amo" in
> moltissime lingue e dialetti. In effetti, molte lingue, e soprattutto i
> dialetti, non usano l'espressione "ti amo" ma "ti voglio bene" oppure
> forme pi� strane.
>
Forse pi� che "ti amo" era "I love you" nelle varie lingue.
Hai ragione. Basta digitare in inglese e se ne trovano a lenzuolate. :-))
http://www.freelang.net/expressions/iloveyou.php
k
> Io ritengo che in fatto d'amore il parlare e il fare sono
> inversamente proporzionali.
> (chiedere lumi alla sig.na Bocca Di Rosa, citofonare int. 9)
Vedo che usi "amare" come sinonimo di fare sesso.
Per me ᅵ molto, molto improprio.
k
>
>
>
> ᅵAmo la pizza.ᅵ
> (platonicamente o no?)
>
Direi no, visto che la mangi...
GraZia
>>
Era un esempio paradossale dato che non mi piace...
:-)
Ma no, mi spiace che l'hai presa cosᅵ e mi scuso, ma volevo dire
che come in tante cose si parla tanto (p.es. vanterie o
promesse) e si agisce molto meno.
Ah, ora mi ᅵ anche venuto in mente che in molti dialetti e parlate
regionali 'fare l'amore' ha (aveva?) un significato assolutamente non
carnale; significa infatti 'frequentarsi come fidanzati'.
Quindi un'espressione simile a 'parlarsi', sempre diffusa nelle parlate
regionali. Ma 'parlarsi' mi sembra si usi quando due persone si
frequentano per conoscersi meglio, ma non sono ancora fidanzati.
Mi chiedo se 'fare l'amore' sia un'espressione che ha sempre avuto due
diversi significati, o se una volta esistesse solo quello non carnale, e
solo piᅵ avanti sia subentrato il significato che tutti conosciamo.
Vecchia storia. Il desiderio è il senso del senso. Le parole non ci
arrivano, sono unificazioni falsificanti. Non ci sono vittime ma solo,
ehm, come dire, non so, sai, quella cosa che, Dio, no, corpo di un
vocabolario, caspita, diamine, quello! Beviamoci sopra, va', e fallo,
ma di nascosto, come è stato dalla fondazione del mondo, se non vuoi
che la moderna festa c'egli cerca di farti altri a te faccia...
F.