Grazie :-)
zazzyn
>Che plurale usare? "i dente di leone" o "i denti di leone"?
Io userei "i denti di leone" per indicare la dentatura del grosso felino
(perň penso sarebbe meglio "i denti del leone") e "i dente di leone", oppure
"i dentedileone" se intendo parlare (immagino sia il tuo caso) della pianta.
Anzi, per non sbagliare scriverei "i tarassachi". Uhm, "i tarassaco"? Va
ben, "i soffioni". ;-)
Se non hai fretta meglio che aspetti pareri piů autorevoli...
pgg
I denti di leone.
Perché questo dubbio?
Ciao
Ale
"zazzyn" <zaz...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:FXOSi.4206$aa6...@tornado.fastwebnet.it...
> Che plurale usare? "i dente di leone" o "i denti di leone"?
Tu ti riferisci al fiore, vero?
In questo caso io userei i dente di leone.
http://www.digitalphoto.pl/it/royalty_free_cds/foto_di_fiori/index.php?foto=2221&PHPSESSID=aba3cfb0b4b1faacd8b15b5fca783127
--
lu.
Ultima Badessa Scalza Di Passaggio
* La sacrificata Fiume insegna il sacrifizio.
Chi per lei si sacrifica sarà benedetto.
Fiume ha tutto donato senza mai chiedere.
Chi a Lei dona sarà benedetto. *
1919-1920 Gabriele d'Annunzio
> "zazzyn" zaz...@libero.it> ha scritto:
>> Che plurale usare? "i dente di leone" o "i denti di leone"?
>
> Tu ti riferisci al fiore, vero?
> In questo caso io userei i dente di leone.
Sottoscrivo, considerando il nome del fiore una sorta di locuzione
invariabile.
Come è stata considerata invariabile nel sito dove, riferendosi alla pianta,
hanno scritto "la dente di leone"
http://www.lepetitherboriste.net/plantesit/dentedileone.html
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://mauriziopistone.it/linguaitaliana.html
Tutto quello che chiedo è la possibilità di verificare
che la ricchezza non rende felici.
> "zazzyn" <zaz...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:FXOSi.4206$aa6...@tornado.fastwebnet.it...
>> Che plurale usare? "i dente di leone" o "i denti di leone"?
> Tu ti riferisci al fiore, vero?
> In questo caso io userei i dente di leone.
> http://www.digitalphoto.pl/it/royalty_free_cds/foto_di_fiori/index.php?foto=2221&PHPSESSID=aba3cfb0b4b1faacd8b15b5fca783127
Queste foto sono la dimostrazione grammaticale che il plurale rimane
invariato, vero?
Ciao,
Epìupò
---
Quadro intitolato "I girasole":
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b4/Vincent_Willem_van_Gogh_128.jpg
(cit. impressionante)
> Queste foto sono la dimostrazione grammaticale che il plurale rimane
> invariato, vero?
ROTFL :-)
(... si può scrivere qui "ROTFL" o vi impermalite?)
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Epimeteo ha scritto:
>
> http://www.digitalphoto.pl/it/royalty_free_cds/foto_di_fiori/index.php?foto=2221&PHPSESSID=aba3cfb0b4b1faacd8b15b5fca783127
>
>> Queste foto sono la dimostrazione grammaticale che il plurale rimane
>> invariato, vero?
>
> ROTFL :-)
> (... si può scrivere qui "ROTFL" o vi impermalite?)
Io mi impermalo
Roger
>>> Che plurale usare? "i dente di leone" o "i denti di leone"?
>>
>> Tu ti riferisci al fiore, vero?
>> In questo caso io userei i dente di leone.
>
> Sottoscrivo, considerando il nome del fiore una sorta di locuzione
> invariabile.
Ma perché? Non capisco. Quale sarebbe la ratio per cui si dovrebbe dire "i
dente di leone"? Perché dovrebbe essere una "locuzione invariabile"? E' un
nome di fiore composto, come "rosa canina" (dici forse "le rosa canina"?),
"stella alpina" (non si dice "le stella alpina", ma "le stelle alpine"), la
"borsa del pastore" (mica dici "le borsa del pastore") o, per restare nel
campo delle parti del corpo, "occhio della Madonna" (non dirai "gli occhio
della Madonna"?) o "artiglio del diavolo" (non "gli artiglio del diavolo") e
così via.
Ciao
Ale
Sarà pure un dubbio scemo, ma di certo qui non è uscita una risposta
univoca! :-)
zazzyn
Rosa canina e stella alpina, come anche tulipano nero o dalia nana
sono composti da nome più aggettivo qualificativo ed è quindi logico che
varino al plurale
Nel caso del dente di leone, invece, la cosa è diversa in quanto non
si tratta di un nome composto, bensi del riferimento alla somiglianza,
si fa per dire, che questo fiore ha con un altro oggetto.
Ritengo quindi che diventi invariabile, anche per evitare malintesi.
Infatti se dico:
"I denti di leone sono gialli"
difficilmente chi mi ascolta pensa al fiore, mentre se dico
"I dente di leone sono gialli"
ho buone probabilità che si capisca che faccio riferimento ai fiori.
> "la "borsa del pastore" (mica dici
> "le borsa del pastore") o, per restare nel campo delle parti del
> corpo, "occhio della Madonna" (non dirai "gli occhio della Madonna"?)
> o "artiglio del diavolo" (non "gli artiglio del diavolo") e così via.
Sono perfettamente d'accordo
> Ciao
> Ale
> si può scrivere qui "ROTFL" o vi impermalite?)
a patto che resti invariabile al plurale!
--
Time is on the side of the oppressed today, it's against the oppressor.
Truth is on the side of the oppressed today, it's against the oppressor.
You don't need anything else.
(El-Hajj Malik El-Shabazz AKA Malcolm X)
>Io mi impermalo
Tu mi perpletti
> Ma perché? Non capisco. Quale sarebbe la ratio per cui si dovrebbe
> dire "i dente di leone"?
Il bucaneve, al plurale fa i bucanoneve? :-)
> Ciao
> Ale
>> Che plurale usare? "i dente di leone" o "i denti di leone"?
> Anzi, per non sbagliare scriverei "i
> tarassachi". Uhm, "i tarassaco"? Va ben, "i soffioni". ;-)
Temo però che si chiamino soffioni solo nella fase in cui è visibile
l'infruttescenza e non il fiore. Quanto a "tarassaco", non è adatto al
contesto in cui lo devo usare.
Grazie!
zazzyn
> Il bucaneve, al plurale fa i bucanoneve? :-)
:-D
zazzyn
>> Io mi impermalo
> Tu mi perpletti
Io però di solito mi perplimo.
zazzyn
>> Queste foto sono la dimostrazione grammaticale che il plurale rimane
>> invariato, vero?
> ROTFL :-)
> (... si può scrivere qui "ROTFL" o vi impermalite?)
Certo che no: se permetti, la nostra impermeabilità ai commenti permea la
nostra cultura di povericlisti...
Ciao,
Epimeteo
---
"... Anna come sono tante,
Anna permalosa,
Anna bello sguardo,
sguardo che ogni giorno
perde qualcosa...
Marco grosse scarpe e poca carne,
Marco cuore in allarme "
(cit. caratteriale)
>Temo perň che si chiamino soffioni solo nella fase in cui č visibile
>l'infruttescenza e non il fiore. Quanto a "tarassaco", non č adatto al
>contesto in cui lo devo usare.
E aggirare l'ostacolo scrivendo "i dentedileone", l'hai preso in
considerazione? ;-)
>Grazie!
E' stato un piacere, per me! 8-)
pgg
> Il bucaneve, al plurale fa i bucanoneve? :-)
No. Ma che c'entra? Quelli sono biscotti :-P
Ciao
Ale
> Nel caso del dente di leone, invece, la cosa è diversa in quanto non
> si tratta di un nome composto, bensi del riferimento alla somiglianza,
> si fa per dire, che questo fiore ha con un altro oggetto.
> Ritengo quindi che diventi invariabile, anche per evitare malintesi.
> Infatti se dico:
> "I denti di leone sono gialli"
> difficilmente chi mi ascolta pensa al fiore, mentre se dico
> "I dente di leone sono gialli"
> ho buone probabilità che si capisca che faccio riferimento ai fiori.
Vabbè, ma al singolare la cosiddetta ambiguità resta:
Quel dente di leone è giallo
è il dente del leone o è il fiore?
Non penso che risolvere un'ambiguità (peraltro moooooolto difficile che si
verifichi nella realtà) sia un buon motivo per essere sgrammaticati. Dente
al plurale fa denti; e dente di leone fa denti di leone.
>> "la "borsa del pastore" (mica dici
>> "le borsa del pastore") o, per restare nel campo delle parti del
>> corpo, "occhio della Madonna" (non dirai "gli occhio della Madonna"?)
>> o "artiglio del diavolo" (non "gli artiglio del diavolo") e così via.
>
> Sono perfettamente d'accordo
Allora proprio non capisco. Perché "le borse del pastore" (saranno le erbe o
le borse che il pastore si porta appresso?) "gli artigli del diavolo" (erba
medicinale o unghie demoniache?), "gli occhi della Madonna" (ennesimo
miracolo di periferia o piccoli nontiscordardime?) e invece, inopinatamente,
"i dente di leone"?
Ciao
Ale
Forse quella per cui si dice "i pomodori" preferibilmente a "i
pomidoro" ... se fosse scritto tuttattaccato.
Non ho mai chiamato quel tipo di fiori in quel modo, pero' le "bocche di
leone" (quelle piccole papilionacee che a schiacciarle sui fianchi
sembrano spalancare le fauci) si'
... e anche le orecchie di topo (anzi urecc de ratt), forma
antiromantica del nontiscordardime.
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@mi.iasf.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
> E aggirare l'ostacolo scrivendo "i dentedileone", l'hai preso in
> considerazione? ;-)
Be', in questo modo sbaglierebbe due volte :-)
Ciao
Ale
>> Tu mi perpletti
>Io però di solito mi perplimo.
Tu erri (pei verdi campi).
>Il bucaneve, al plurale fa i bucanoneve? :-)
I bucanieri?
> Sarà pure un dubbio scemo, ma di certo qui non è uscita una risposta
> univoca! :-)
Nessun dubbio è scemo.
E la risposta *è* univoca; le altre sono sbagliate :-)
Ciao
Ale
>> E aggirare l'ostacolo scrivendo "i dentedileone", l'hai preso in
>> considerazione? ;-)
>
>Be', in questo modo sbaglierebbe due volte :-)
i laionstiz? (lions' teeth)
>> Sono perfettamente d'accordo
>
> Allora proprio non capisco. Perché "le borse del pastore" (saranno le
> erbe o le borse che il pastore si porta appresso?) "gli artigli del
> diavolo" (erba medicinale o unghie demoniache?), "gli occhi della
> Madonna" (ennesimo miracolo di periferia o piccoli nontiscordardime?)
> e invece, inopinatamente, "i dente di leone"?
Urca, non conoscevo questi termini in campo botanico :-)
E non so se, in questo senso, se ne fa uso al singolare.
>"pgg" ha scritto
>> E aggirare l'ostacolo scrivendo "i dentedileone", l'hai preso in
>> considerazione? ;-)
>Be', in questo modo sbaglierebbe due volte :-)
Com'è che nessuno ha ancora tirato in ballo i
pomodoro/pomidoro/pomodori/pomidori? ;-)
> Com'è che nessuno ha ancora tirato in ballo i
>pomodoro/pomidoro/pomodori/pomidori? ;-)
Ops, leggo ora che è stato fatto, invece!
>Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:
>> > Ma perché? Non capisco. Quale sarebbe la ratio per cui si dovrebbe
>> > dire "i dente di leone"?
>Forse quella per cui si dice "i pomodori" preferibilmente a "i
>pomidoro" ... se fosse scritto tuttattaccato.
Allora "i dentedileone" tuttattaccato (come avevo maliziosamente suggerito per
cercare di aggirare l'ostacolo) preferibile a "i dentidileone"?
Veramente "i pomodori" avrebbe un corrispondente in "i dentedileoni"... nessuno
ha proposto "i dente di leoni", mi pare... ;-)
>>Be', in questo modo sbaglierebbe due volte :-)
> i laionstiz? (lions' teeth)
Padre, gli inglesi hanno fuso le parole francesi e ne č venuto fuori un bel
"dandelion", che si pronuncia "dčndiląion" (un leone dandy?)...
Mi benedica.
Epimeteo
---
Il leone si č addormentato,
a-weema-weh, a-weema-weh, a-weema-weh, a-weema-weh:
http://www.youtube.com/watch?v=_BuRwH59oAo
(cit. bestiale)
> Urca, non conoscevo questi termini in campo botanico :-)
Perché non ti curi con le erbe. Male, male, malissimo!
> E non so se, in questo senso, se ne fa uso al singolare.
Certo che se ne fa.
Per esempio, la borsa del pastore fa benissimo ai dolori articolari, mentre
con l'artiglio del diavolo si fa un ottimo unguento per alleviare i
reumatismi.
Ciao
Ale
> "gli occhi della
> Madonna" (ennesimo miracolo di periferia o piccoli nontiscordardime?) e
I nontiscordardime appartengono al genere Myosotis, invece l'occhio
della Madonna è il fiore della veronica comune.
k
> I nontiscordardime appartengono al genere Myosotis, invece l'occhio della
> Madonna è il fiore della veronica comune.
Hai ragionissima!
E' un fiore che amo moltissimo.
E' piccolino, quasi insignificante, eppure con il suo azzurro, a primavera,
rallegra tutti i prati dei dintorni.
Ciao
Ale
>> Temo però che si chiamino soffioni solo nella fase in cui è visibile
>> l'infruttescenza e non il fiore. Quanto a "tarassaco", non è adatto
>> al contesto in cui lo devo usare.
> E aggirare l'ostacolo scrivendo "i dentedileone", l'hai preso in
> considerazione? ;-)
Uhm, allora forse vale il buon vecchio: "un dente di leone. Anzi, due"
zazzyn
>Padre, gli inglesi hanno fuso le parole francesi e ne č venuto fuori un bel
>"dandelion", che si pronuncia "dčndiląion" (un leone dandy?)...
Noi potremmo fondere le parole inglesi e costruirci un bel laionstiz.
Ma forse č meglio lasciar fondere chi si arrovella su tali
interrogativi.
> I nontiscordardime
scritto così, si può leggere "nontiscordàrdime" o "nontiscordardìme".
O si spez-za (non-ti-scordar-di-me) o si mette un bell'accento?
> Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
> totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Karla
> <nos...@libero.it>, arreptaque manu:
>
> > I nontiscordardime
>
> scritto così, si può leggere "nontiscordàrdime" o "nontiscordardìme".
> O si spez-za (non-ti-scordar-di-me) o si mette un bell'accento?
Accento, accento! "Nontiscordardimé". C'è chi sostiene che vada
l'accento anche su "accendigàs". Su "ventitré" e così via ci va di
sicuro, non sei d'accordo?
Ciao
Enrico
>C'č chi sostiene che vada
>l'accento anche su "accendigąs"
C'č chi (qui al sud) preferisce accendigasso.
come ananasso
Ma se lo adottassimo dovremmo poi scrivere al plurale
dandelion o dandelions ?
S.S.
>Ma se lo adottassimo dovremmo poi scrivere al plurale
>dandelion o dandelions ?
il dandelions, i dandelions.
> come ananasso
O come satanasso.
Mi e-sorcizzi.
Epimeteo
---
"... gloria nell'alto dei cieli,
ma non c'è pace quaggiù,
non ho bisogno di veli,
sei già un angelo tu,
che accendi un diavolo in me.."
(cit. satanica)
> Ma se lo adottassimo dovremmo poi scrivere al plurale
> dandelion o dandelions ?
Quello del plurale delle parole straniere è un altro filone (quello di
"film, vip, curriculum"), ma visto che a quest'ora non ci sente nessuno ti
dirò che quando il plurale del nome straniero ha un significato particolare,
un po' diverso dal singolare, con quel significato io uso il plurale
originale (da anni faccio l'esempio delle "girl" e della "girls").
Ciao,
Epimeteo
---
"... and the northern girls, with the way they kiss,
they keep their boyfriends warm at night,
I wish they all could be California girls..."
(cit. dei Beach Boys)
Saluti, Mamo.
--
Conoscere i corretti comportamenti da tenere,
è il miglior modo per frequentare i newsgroup.
Inizia a leggere qualcosa: http://wiki.news.nic.it/AiutoComposizione
Hai ragione, ma dato questi accenti sono un rompicàpo, preferisco
spezzettarlo come un gratin crumble (in fr. graten cramblé). :-)
http://farm1.static.flickr.com/130/384426484_3e208efdf6_o.jpg
k
E se ti fai un'insalata?
(era quello del pastore belga?) :-)
k
> spezzettarlo come un gratin crumble (in fr. graten cramblé).
Ehm... scusate, una mia amica che frequenta il corso di francese per
anziani, secondo livello, mi dice che si pronuncia crümbl... secondo
lei. :-)
k
>> Ma se lo adottassimo dovremmo poi scrivere al plurale
>> dandelion o dandelions ?
La faccina era sottintesa.
> (da anni faccio l'esempio delle "girl" e della "girls").
Lo sappiamo, lo sappiamo!
Ma mi chiedo e chiedo: Eulalia, quella Povera Santa Donna,
non ci trova niente a ridire?
Sapiens Sapiens
o il dandelion, i dandelion ?
Non lo sapremo mai.
S.S.aluti
La cosa mi ha sempre molto divertito anche perchè data la diffusione
e la vistosità del fiore si ripeteva spesso e si ripete ad ogni successiva
infornata di eredi in transito per l'infanzia, tanto che nel nostro lessico
famigliare il tarassaco viene chiamato solo: "Il fiore che fa morire le
mamme".
La mamma, devo dire, continua a godere ottima salute nonostante i
ripetuti omaggi floreali.
Ho cercato quà e là ma non ho trovato traccia di questa diceria.
Si tratta di una tradizione solo famigliare?
Di un modo di dire diffuso solo in Romagna? O anche fuori ?
S.S.aluti
>> Ma mi chiedo e chiedo: Eulalia, quella Povera Santa Donna,
> non ci trova niente a ridire?
Occhio, Eulalia è una che gira armata di coltello. Epy lo sa e si regola di
conseguenza.
GraZia
> Lo sappiamo, lo sappiamo!
> Ma mi chiedo e chiedo: Eulalia, quella Povera Santa Donna,
> non ci trova niente a ridire?
Ma perché tutti prendono le parti di quella virago, crudele, prevaricatrice
e picchiatrice?
Ciao,
Epimeteo
---
"... sono una donna, non sono una santa,
non tentarmi, non sono una santa...
Non mi portare nel bosco di sera,
ho paura nel bosco di sera..."
(cit. maschilista)
>> tarassaco viene chiamato solo: "Il fiore che fa morire le
>> mamme".
>> Ho cercato quà e là ma non ho trovato traccia di questa
>> diceria. Si tratta di una tradizione solo famigliare?
>> Di un modo di dire diffuso solo in Romagna? O anche fuori ?
>
> Quella che poi fa i soffioni?
> Mai sentito una cosa del genere.
> Qui la chiamiamo "tale" o "pissecjan" e ci si può fare
> l'insalata.
> (Taraxacum officinale)
Anch'io non l'ho mai sentita, ma in alcune zone del Piemonte è chiamto
"fior ëd mòrt", fiore di morte, non so perché.
I nomi più comuni sono:
girassol (o virassol), girasole improprio;
dent dë lion, che per nostra fortuna è invariabile; :-)
pissacan, s-ciapateste, s-ciapadoje, sicoria sarvaja (improprio),
vëscarola ecc.
k
k
Gli altri non so, ma per me è naturale.
Sono di Forlì .
S.S.aluti
-----
"Voi non la conoscete, ha gli occhi belli
Chi ?
Eulalia Torricelli da ...
-----
Voi non la conoscete, ha tre castelli.
Chi ?
Eulalia Torricelli da ...
(cit. campanilista)
>> Mai sentito una cosa del genere.
>> (Taraxacum officinale)
> Anch'io non l'ho mai sentita, ma in alcune zone del Piemonte è chiamto
> "fior ëd mòrt", fiore di morte, non so perché.
> k
Ah ecco un altro indizio anche se non si sa il perché.
In un sito ho letto che il lattice bianco che secerne il
gambo reciso è/sarebbe tossico per i bambini (!?).
Anche se fosse, cosa c'entrano le mamme?
Mai vista una mamma mangiarsi un "dente di leone"
(in questo caso il singolare si riferisce al solo fiore)
anzi correggo, mangiarsi un fiore della pianta denominata
"dente di leone" :-), mentre i piccoli mostri assaggiano
di tutto.
Non lo sapremo mai (cit.)
S.S.aluti
> Quella che poi fa i soffioni?
Si.
> Mai sentito una cosa del genere.
> Qui la chiamiamo "tale" o "pissecjan" e ci si puň fare
> l'insalata.
> (Taraxacum officinale)
Si.
> Scusa, ma la funzione educatrice degli adulti che fine ha fatto?
> Se quei fiori hanno associato un certo modo di dire, esso va
> insegnato ai piccini, piacevole o no.
Ah non c'č dubbio! La cosa infatti viene tramandata nella nostra famiglia.
Anche perchč č divertente osservare la quieta rassegnazione delle
mamme che accettano con un sorriso dai loro pargoletti l'infausto
dono e li ringraziano, per non offenderli o turbarli.
Poi, appena crescono, glielo rinfacciano :-))
> Tuttavia mi pare strano quel detto, č un fiore talmente
> comune... e le mamme comunque stanno bene, direi.
Eh sě, se davvero morissero forse non ci scherzeremmo tanto sopra.
S.S.aluti
Karla , ha un indizio, adesso vado da lei.
> --
> "Pecunia non olet, sed scarseggiat semper."
> -- ADPUF
>> "Sapiens Sapiens" <Sap...@Sapiens.it> ha scritto nel messaggio
>> news:XDqTi.149973$%k.29...@twister2.libero.it...
>>> Ma mi chiedo e chiedo: Eulalia, quella Povera Santa Donna,
>>> non ci trova niente a ridire?
>> Ma perché tutti prendono le parti di quella virago, crudele,
>> prevaricatrice e picchiatrice?
> Gli altri non so, ma per me è naturale.
> Sono di Forlì .
Ah, questi romagnoli! E' un peccato che il comune di Forlì non renda omaggio
alla prestigiosa santa dalla parola melodiosa che ne ha diffuso il nome in
tutta l'Italia. Ho letto invece da qualche parte che santa Eulalia, oltre
che della spagnola Barcellona, è santa patrona del comune di Sant'Ilario
d'Enza (RE), a pochi chilometri da Forlì, un paese che solo a leggerne il
nome mette allegria.
Un altro santo di oratoria affascinante doveva essere Giovanni Crisostomo
("dalla bocca d'oro"), mentre tra le sante "benparlanti" ci metterei le
numerose sante Eufemie ("eufemìa", dal verbo "femì", è la parola di buon
augurio), una delle quali, Eufemia di Orense, è sepolta in Spagna,
giustamente, insieme a un altro santo chiacchierone, san Facondo.
Alle sante ben parlanti Eufemie aggiungerei le diverse sante Eufrasie
("frasis", dal verbo "frazo", è la favella) e mi fermo qui perché mi manca
la voce.
Chissà quante belle chiacchiarate si fanno tutti insieme questi facondi
spiriti, lassù in Paradiso...
Ciao,
Epimeteo
---
"... parlami di te, bella signora,
parlami di te, che non ho paura,
portami con te, nei tuoi silenzi,
portami con te, nei tuoi appartamenti..."
(cit. eloquente)
> girassol (o virassol), girasole improprio;
> dent dė lion, che per nostra fortuna č invariabile; :-)
> pissacan, s-ciapateste, s-ciapadoje, sicoria sarvaja (improprio),
In che senso "improprio"?
> I nomi pił comuni sono:
> girassol (o virassol), girasole improprio;
> dent dė lion, che per nostra fortuna č invariabile; :-)
> pissacan, s-ciapateste, s-ciapadoje, sicoria sarvaja (improprio),
> vėscarola ecc.
Qui a Bologna chiamansi scientificamente "piscialetto".
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
ovviamente:
Karla ha un indizio; adesso vado da lei.
S.S.aluti
Nel senso che, mentre gli altri sono nomi di fantasia, "giarasole" è
il nome di un'altra pianta, come pure "cicoria selvatica".
k
I nomi comuni sono diversi da zona a zona.
A Brescia il Tarassaco č "secoria", mantre in Toscana il nome spetta ad
un'altra specie, credo quella con i fiori sterili azzurri.
In Valtellina cicoria indica addirittura il radicchio.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Legge 40 ---> Cecoslovacchia
Aborto ---> Polonia?
--------------------------
Per questo si fa confusione.
> A Brescia il Tarassaco è "secoria", mantre in Toscana il nome spetta ad
> un'altra specie, credo quella con i fiori sterili azzurri.
> In Valtellina cicoria indica addirittura il radicchio.
Se vogliamo chiamare "cicoria" tutte le varietà appartenenti alla
specie Cichorium intybus, allora anche il radicchio è cicoria, ma non
c'entra col Taraxacum officinale.
"Cichorium intybus" sia coltivata che selvatica: con fiori azzurri,
verde, amarognola, e varietà rosse dette radicchi. Altra varietà è la
catalogna.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cicoria
Le varietà della specie "Cichorium endivia" di solito vengono chiamate
"indivia", riccia, scarola, belga ecc.
http://it.wikipedia.org/wiki/Indivia
k
Considerata la pressocché totale ignoranza di cose botaniche, pur essendo un
grande consumatore di indivia, lattuga, scarola, rucola, valeriana,
catalogna, radicchio rosso e misticanze varie (senza dimenticare la pianta
di basilico che tengo sul balcone e di cui mangio due-tre foglie al giorno),
non mi azzardo a entrare nel merito e nel gusto delle tue insalate, che
sicuramente saranno buonissime. Mi stupisce però il tuo associare la cicoria
con altre verdure da ricchi. Ricordo solo che, quando ero piccolo, dal punto
di vista linguistico la parola "cicoria" evocava un cibo molto povero (un
tempo mangiare "pane e cicoria" era il massimo dell'indigenza e forse anche
il caffè si faceva con la cicoria...) e anche di recente diversi uomini
politici (in particolare Francesco Rutelli) hanno usato l'espressione "pane
e cicoria", che essi avrebbero simbolicamente mangiato, per ricordare il
loro passato di umile lavoro politico e di sacrifici esistenziali per il
progresso del partito.
Immagino che la tua cicoria non sia quella dei miei genitori e che sia solo
un nome scientifico o una moda radical-chic...
Adesso devo chiudere perché Eulalia mi sta ordinando di andare a pelare e
tritare le carote (è la mia specialità), non senza prima averti chiesto se
"cicoria" e "cicuta" siano etimologicamente e biologicamente apparentate.
Ciao,
Epimeteo
---
"... ma un'altra primavera chissà quando verrà,
per questo dalla vita prendo quello che dà,
amare un'altra volta, ecco cosa farò,
m'illuderò che sia erba di casa mia..."
(cit. erbacea)
Epimeteo
>
>
> k
>
Qui in Veneto non ho mai sentito un detto simile. Il dente di leone (che
qui si chiama "fiore de pedoco" o "pivasona" o "pissacan") è qui
considerato un comune ed innocuo fiore di campo. I bambini ci si
divertono parecchio e mi ricordo mia nonna che ne prendeva uno in mano e
mi recitava questa filastrocca:
"Piva pivasona,
to mare se 'nda' a Verona,
to pare se 'nda' in preson
par un gran de formenton.
Se non te soni, te tiro el co'o!"
E a questo punto lei gli tirava davvero il collo, cioè staccava il fiore
dal gambo, e, portandosi il solo gambo alle labbra, cercava di
"suonarlo" a mo' di trombetta.
>"Karla" ha scritto ...
>> >> sicoria sarvaja (improprio),
>>pgg:
>> > In che senso "improprio"?
>> Nel senso che, mentre gli altri sono nomi di fantasia, "giarasole" č
>> il nome di un'altra pianta, come pure "cicoria selvatica".
>I nomi comuni sono diversi da zona a zona.
Pare che di denti di leone ce ne siano almeno una quindicina di tipi
(indipendentemente dal nome dato nelle varie zone)
http://www.homolaicus.com/scienza/erbario/utility/botanica_sistematica/hypertext/1295.htm
Per restare piů in tema, leggo sull'amico dizionario a proposito di
tarassaco:
Genere di piante delle Composite cui appartiene il dente di leone.
Latino scientifico Taraxacum, dall'arabo tarahsaqun 'cicoria'.
pgg
>Io pronuncio la A di gas lunga, ma non metto l'accento.
E dove lo metti?
--
Time is on the side of the oppressed today, it's against the oppressor.
Truth is on the side of the oppressed today, it's against the oppressor.
You don't need anything else.
(El-Hajj Malik El-Shabazz AKA Malcolm X)
> sicuramente saranno buonissime. Mi stupisce perņ il tuo associare la cicoria
> con altre verdure da ricchi. Ricordo solo che, quando ero piccolo, dal punto
> di vista linguistico la parola "cicoria" evocava un cibo molto povero (un
Mah a casa mia si e' sempre chiamato "cicoria" quella altrimenti
chiamata "cicorino" che viene venduta a mazzetti di foglie piuttosto
piccole, che si tritano abbastanza fini (0.7 cm ?) e magari ci si
aggiunge le cipolle, e ha un gusto piuttosto amaro
Mentre "cicoria matta" o "insalata matta" era quella selvatica raccolta
nei campi (vuoi coi fiori gialli (tarassaco) vuoi coi fiori azzurri),
parte della categoria che mia madre in dialetto chiama genericamente "i
erbe". Alcuni tipi ("i piatele" e "i rosole") non si trovano piu'. Si
possono trovare a essere fortunati "i boeucc" che sono piccoli boccioli
di qualche tipo di radicchio.
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@mi.iasf.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
> Più simile al girasole per dimensioni è il topinambur (Helianthus
> tuberosus)
Per dimensioni (del fiore) proprio non direi, anche se la parentela di
specie e' evidente fin nel nome. In realta' noi abbiamo raccolto i fiori
selvatici per anni (chiamandoli banalmente "i fiori gialli") senza
sapere che sottoterra c'era il bulbo edibile che compravamo al mercato
(chiamandolo in gergo familiare "tapirbulb") pensando fosse una cosa
esotica.
Ottimi a parte alcuni effetti collaterali. Mi pare qualcuno li chiami
anche "carciofi di Gerusalemme"
> Pare che di denti di leone ce ne siano almeno una quindicina di tipi
> (indipendentemente dal nome dato nelle varie zone)
>
> http://www.homolaicus.com/scienza/erbario/utility/botanica_sistematica/hypertext/1295.htm
Queste sono specie di Leodonton, che sono molto simili al Taraxacum,
per questo si confondono.
> Per restare più in tema, leggo sull'amico dizionario a proposito di
> tarassaco:
>
> Genere di piante delle Composite cui appartiene il dente di leone.
> Latino scientifico Taraxacum, dall'arabo tarahsaqun 'cicoria'.
Può essere benissimo che in arabo lo chiamassero cicoria, come molti
in italiano, Linneo ha inventato la nomenclatura binomia latina proprio
per evitare confusioni.
k
Il cicorino da noi si mangia anche con olio, aceto, sale pepe e un
po' di acciuga tritata finissima.
> Mentre "cicoria matta" o "insalata matta" era quella selvatica raccolta
> nei campi (vuoi coi fiori gialli (tarassaco) vuoi coi fiori azzurri),
> parte della categoria che mia madre in dialetto chiama genericamente "i
> erbe". Alcuni tipi ("i piatele" e "i rosole") non si trovano piu'. Si
> possono trovare a essere fortunati "i boeucc" che sono piccoli boccioli
> di qualche tipo di radicchio.
Le "rosole" potrebbero essere piantine piccolissime di papavero
(Papaver rhoeas), detto rosolaccio in italiano, che fanno parte
dell'insalatina selvatica primaverile.
Piatele non so, ma sono sicura che si tratti di qualche erba che
conosco con un altro nome. :-)
k
> Più simile al girasole per dimensioni è il topinambur
> (Helianthus tuberosus) che noi chiamiamo "cartùfule(*)",
> edibile.
>
> (*) dal tedesco kartoffel
Patata? In fondo non è sbagliato, sono tuberi, fusti sotterrenei come
la patata.
Sbagliatissimo chiamare tuberi i tartufi (Tuber magnatum) che sono funghi.
I topinambour sono ottimi in bagna cauda. :-)
k
> Sapéssilo, io!
Verba graeca per Ausoniae fines ex consuetudine sine lege vagantur, tamen
supra prolata verba graeca plana sunt, ergo per Helladis fines legitime
planantur.
Sàppilo.
Epimetèo
---
"... accetterei
di addormentarmi su un ghiacciaio tibetano.
Congelerei,
ma col sorriso che si allarga piano piano
e invece sto sdraiato..."
(cit. in erta salita)
> Ehm, per Ausoniae *omnia* sine lege vagantur...
Sic est!
"Lupanar aptum ad creandum" ista conditio appellata est.
> A proposito, ti ricordi della dolce Euchessina?
Aspè, fammi compulsare il mitico Rocci...
----------------------
"eu" = bene
"chézo" o "chésomai" = evacuo, emetto, vado di corpo
----------------------
Memini, memini!
Ciao,
Epimeteo
---
"... vado fuori all'aperto!
Ma prima voglio che mi benedite
come quel giorno..."
(cit. bucolica)
> Il congiuntivo di benedire č benediate?
Il congiuntivo di "dire" č "diate"?
E.
---
"Anonimo veneziano"
(cit. di Benedetto Marcello)
e anche politicmnete scorretto: la davano solo ai bambini buoni. E
quelli cattivi? Che spingano!
k
>>> Sono di Forlě .
>>
>> Ah, questi romagnoli!
>
>
> Ma quanti ce n'č qui di forlivani?
> -- ADPUF
Forlinesi si dice , forlinesi !
S.S.aluti