> http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=7484
*
Ma non si dice *cerebro...*?
Mc., sei tu nella foto? (wow)
Sono molto curiosa, sì, lo so. :-)
Saluti cari,
Swan
*
> Ma non si dice *cerebro...*?
Se ne è parlato ieri nel filone "ha fare e ha dire".
--
Enrico C
=======================================
http://www.lillathedog.net/icling/dizionari_inglese.html
> > Ma non si dice *cerebro...*?
> Se ne è parlato ieri nel filone "ha fare e ha dire".
> Enrico C
*
ops... scusate. mi metterò in pari con le letture. :-)
grazie,
swan
*
>Ma non si dice *cerebro...*?
E certo. Ma sai, l'uso fa la lingua. Quello che si dice oggi potrebbe
non essere piů tale domani. Ai miei tempi lui non era mai soggetto e
per una donna si diceva "le regalai un fiore"...
>Mc., sei tu nella foto? (wow)
no, tranquilla.
--
Senza passato non c'č futuro, e nessuno
che non sappia bene da dov'č venuto il jazz
> "Swan" <sw...@cignobianco.com>. Apri la mente a quel ch'io ti paleso e
> fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo ritenere, aver inteso....
>
> >Ma non si dice *cerebro...*?
> E certo. Ma sai, l'uso fa la lingua. Quello che si dice oggi potrebbe
> non essere più tale domani. Ai miei tempi lui non era mai soggetto e
> per una donna si diceva "le regalai un fiore"...
> >Mc., sei tu nella foto? (wow)
> no, tranquilla.
*
grazie, e a ben rileggerti,
swan
*
> Ai miei tempi lui non era mai soggetto
Dunque sei nato prima di Dante?
"Quello che lui dice, a tutti č legge."
http://www.mauriziopistone.it/testi/discussioni/gramm04_egli_lui.html
> Dunque sei nato prima di Dante?
> "Quello che lui dice, a tutti è legge."
> http://www.mauriziopistone.it/testi/discussioni/gramm04_egli_lui.html
In effetti anche Pistone riconosce che si usa "lui" come soggetto al posto
di "egli" quando "la persona operante debba avvertirsi di più e mettersi in
rilievo maggiore". Ricordo, come esempio, il titolo di un noto romanzo di
Moravia "Io e lui", dove il "lui", pur non essendo propriamente una persona,
opera molto e va messo in forte rilievo.
Ciao,
Epimeteo
---
"Lui sta spiando che cosa fai,
tu l'incoraggi perché lo sai.
Lui sa tentarti con maestria,
tu sei seccata che io ci sia.
Ed io tra di voi, se non parlo mai,
osservo la vostra intesa..."
(cit. triangolare)
>Dunque sei nato prima di Dante?
Settecento anni dopo: le mode vanno e vengono.
--
Senza passato non c'è futuro, e nessuno
che non sappia bene da dov'è venuto il jazz
>Ricordo, come esempio, il titolo di un noto romanzo di
>Moravia "Io e lui", dove il "lui"
quel lui meritava un trattamento particolare essendo il padre di tutti
noi
--
Senza passato non c'è futuro, e nessuno
che non sappia bene da dov'è venuto il jazz
> In effetti anche Pistone
Se lo dice lui...
Embeh?
Se uno era famoso e poi non se lo caga nessuno viene celebroleso.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Sono affetto da demenza senile: quando vedo un paio di tette non capisco più
niente.
--------------------------
Nella tesi, però, l'ha scritto giusto (a p. 4). In compenso scrive
"scentifico" (p. 5) e "coinvolginiento" (p. 8):
http://www.tesionline.it/consult/pdfpublicview.asp?url=../__PDF/7484/7484p.pdf
Io, piuttosto, lo ucciderei per la font usata per impaginare il testo.
>Ricordo, come esempio, il titolo di un noto romanzo di
>Moravia "Io e lui", dove il "lui", pur non essendo propriamente una persona,
>opera molto e va messo in forte rilievo.
Beh, qui però sfido chiunque a intitolare "Io e egli" un romanzo. :-)
E poi l'italano (come qualunque lingua non inventata di sana pianta)
non è quella cosa che spesso i compilatori di grammatiche e vocabolari
amano credere che sia (e che è solo nella loro mente). Infatti si dice
"tu e io", ma anche "io e te", ma non ho mai sentito dire "tu e me".
Ciao.
Gian Carlo
> Beh, qui però sfido chiunque a intitolare "Io e egli" un romanzo. :-)
Soprattutto quando "egli" è lo scialacquanguille!
http://www.mclink.it/personal/MC4491/lui.htm
> "tu e io", ma anche "io e te", ma non ho mai sentito dire "tu e me".
E' l'egocentrismo del parlante!
"FatherMcKenzie" <errored...@CACCIAtin.it> ha scritto nel messaggio
news:8l6jd21rhvhj05f2r...@4ax.com...
> http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=7484
Beh...è un ingegnere...non un linguista...
--
lu.
Ultima Badessa Di Passaggio
*Ed ancora de l'arte amo i tormenti.*
Gabriele d'Annunzio
"FatherMcKenzie" <errored...@CACCIAtin.it> ha scritto nel messaggio
news:8l6jd21rhvhj05f2r...@4ax.com...
> http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=7484
Gugol riporta ben 954 ricorrenze per il celebro e 34.500 per cerebro.
> "FatherMcKenzie" <errored...@CACCIAtin.it> ha scritto nel messaggio
> news:8l6jd21rhvhj05f2r...@4ax.com...
>> http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=7484
>
> Gugol riporta ben 954 ricorrenze per il celebro e 34.500 per cerebro.
Il rapporto č appena 1:36, non me ne curerei piů di tanto.
> Enrico C <use_reply...@despammed.com>. Apri la mente a quel
> ch'io ti paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo
> ritenere, aver inteso....
>
>>Dunque sei nato prima di Dante?
>
> Settecento anni dopo: le mode vanno e vengono.
Anche quel somaro del Manzoni, vittima delle mode, come Dante. /Pooracci!/
"Lasciamo fare a quello lassů. Non volete che sappia trovar lui il bandolo
d'ajutarci?"
"Spiccava tra questi ed era lui stesso spettacolo, un vecchio mal vissuto."
>Anche quel somaro del Manzoni, vittima delle mode, come Dante. /Pooracci!/
>
>"Lasciamo fare a quello lassù. Non volete che sappia trovar lui il bandolo
>d'ajutarci?"
>
>"Spiccava tra questi ed era lui stesso spettacolo, un vecchio mal vissuto."
Scrivono Sabatini e Coletti (ormai qualche cruscante salta sempre
fuori) nel DISC:
- - -
L’uso di lui, lei e loro come sogg. è attestato già dal ’200 e si
affermò largamente nel ’400. A partire dal ’500 e fino alla metà
dell’800 tale uso è stato considerato errore dalla tradizione
grammaticale italiana, ma in realtà è perfettamente funzionale e
corretto anche nello scritto tutte le volte che il sogg. della frase è
messo in particolare rilievo come tema specifico ("quanto a lui,
quanto a lei ecc.") o è posposto al v. o con ecco, cioè dove il pron.
non costituisce un semplice sogg. morfologico, ma richiede una qualche
messa in rilievo sul piano sintattico e testuale. La corretta
interpretazione degli usi di lui, lei, loro si deve innanzi tutto al
Manzoni, che nell’edizione definitiva dei Promessi Sposi (1840-42) lo
introdusse in moltissimi casi al posto di egli, ella ecc.
Nell’italiano contemporaneo lui e lei in funzione di sogg. sono ormai
più comuni di egli ed ella, anche nello scritto. Egli resiste ancora e
soprattutto nella scrittura non narrativa, di tipo argomentativo o
molto formale.
- - -
Domanda collaterale: quanti fra gli ICLIsti usano "egli" come soggetto
al di fuori della scrittura o del parlato formale?
Io non lo uso.
Ciao.
Gian Carlo
- - -
Lui mi è rimasto nel cuor
[Rita Pavone, Cantagiro 1966, mi pare]
> In <141trijmgyj9i$.d...@news.lillathedog.net> Enrico C
> <use_reply...@despammed.com> scrive...
>
>>Anche quel somaro del Manzoni, vittima delle mode, come Dante. /Pooracci!/
>>
>>"Lasciamo fare a quello lassù. Non volete che sappia trovar lui il bandolo
>>d'ajutarci?"
>>
>>"Spiccava tra questi ed era lui stesso spettacolo, un vecchio mal vissuto."
>
> Scrivono Sabatini e Coletti (ormai qualche cruscante salta sempre
> fuori) nel DISC:
>
> - - -
> L’uso di lui, lei e loro come sogg. è attestato già dal ’200 e si
> affermò largamente nel ’400. A partire dal ’500 e fino alla metà
> dell’800 tale uso è stato considerato errore
Probabilmente il Fader è nato in un anno dal '500 a metà '800.
> dalla tradizione
> grammaticale italiana,
Ah, i grammatici, quante ne combinano!
> ma in realtà è perfettamente funzionale e
> corretto anche nello scritto tutte le volte che il sogg. della frase è
> messo in particolare rilievo come tema specifico ("quanto a lui,
> quanto a lei ecc.") o è posposto al v. o con ecco, cioè dove il pron.
> non costituisce un semplice sogg. morfologico, ma richiede una qualche
> messa in rilievo sul piano sintattico e testuale.
Esattamente. L'uso del "lui" come soggetto ha una precisa funzione quando
c'è da metter in rilievo.
> La corretta
> interpretazione degli usi di lui, lei, loro si deve innanzi tutto al
> Manzoni, che nell’edizione definitiva dei Promessi Sposi (1840-42) lo
> introdusse in moltissimi casi al posto di egli, ella ecc.
Sia lode a Manzoni.
> Nell’italiano contemporaneo lui e lei in funzione di sogg. sono ormai
> più comuni di egli ed ella, anche nello scritto. Egli resiste ancora e
> soprattutto nella scrittura non narrativa, di tipo argomentativo o
> molto formale.
Semmai, si potrebbe contestarne l'uso eccessivo, anche nei casi dove il
"lui" non sarebbe giustificato, ma denota semplicemente un linguaggio
colloquiale, non formale. Ma una cosa è dire "uso colloquiale", altra cosa
lo strafalcione.
> - - -
>
> Domanda collaterale: quanti fra gli ICLIsti usano "egli" come soggetto
> al di fuori della scrittura o del parlato formale?
>
> Io non lo uso.
In effetti "egli" non gode di buona salute, nel parlar comune!
>> L’uso di lui, lei e loro come sogg. è attestato già dal ’200 e si
>> affermò largamente nel ’400. A partire dal ’500 e fino alla metà
>> dell’800 tale uso è stato considerato errore
>
>Probabilmente il Fader è nato in un anno dal '500 a metà '800.
nelle scuole italiane è tuttora segnato in rosso. Sì, le maestrine,
OK, ma voi non passereste l'esame di scuola media.
>tutte le volte che il sogg. della frase è
>messo in particolare rilievo come tema specifico
questo non lo nega, ovviam., nessuno. E' un casoparticolare e come
tale va trattato.
Poi è vero che lui soggetto, anche al di fuori di questa fattispecie,
è "ormai entrato nella nostra lingua" (ai cruscanti entra nella lingua
un sacco di roba, maniaci del piercing)
> Enrico C <use_reply...@despammed.com>. Apri la mente a quel
> ch'io ti paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo
> ritenere, aver inteso....
>
>>> L’uso di lui, lei e loro come sogg. è attestato già dal ’200 e si
>>> affermò largamente nel ’400. A partire dal ’500 e fino alla metà
>>> dell’800 tale uso è stato considerato errore
>>
>>Probabilmente il Fader è nato in un anno dal '500 a metà '800.
>
> nelle scuole italiane è tuttora segnato in rosso. Sì, le maestrine,
> OK, ma voi non passereste l'esame di scuola media.
"Voi" Dante e Manzoni?
>"Voi" Dante e Manzoni?
A ciascuno la sua epoca: Leopardi scriveva "il zappatore" e andava
bene cosě. Ma era Leopardi, LUI...
--
Senza passato non c'č futuro, e nessuno
che non sappia bene da dov'č venuto il jazz
> Enrico C <use_reply...@despammed.com>. Apri la mente a quel
> ch'io ti paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo
> ritenere, aver inteso....
>
>>"Voi" Dante e Manzoni?
>
> A ciascuno la sua epoca: Leopardi scriveva "il zappatore" e andava
> bene cosě. Ma era Leopardi, LUI...
A me pare che il brano del DISC riportato da magica faccia il punto della
questione. Rispetto a quella spiegazione, non sei d'accordo?
(...)
Ehi Father non sei stanco di tutte queste vacanze?
Torna al lavoro da noi, dai...
;-)
Ricordi.
>nelle scuole italiane è tuttora segnato in rosso. Sì, le maestrine,
>OK, ma voi non passereste l'esame di scuola media.
Il problema non è chi non passa l'esame di scuola media perché usa
"lui" come soggetto, ma proprio chi lo passa, usando ben altro. :-)
Ciao.
Gian Carlo
>Poi č vero che lui soggetto, anche al di fuori di questa fattispecie,
>č "ormai entrato nella nostra lingua"
Piů che ormai entraro, direi che c'č sempre stato. Ma anche se fosse
solo "ormai entrato", quale sarebbe il problema?
Ciao.
Gian Carlo
>>Scrivono Sabatini e Coletti (ormai qualche cruscante salta sempre
>>fuori) nel DISC:
>>
>>L’uso di lui, lei e loro come sogg. è attestato già dal ’200 e si
>>affermò largamente nel ’400. A partire dal ’500 e fino alla metà
>>dell’800 tale uso è stato considerato errore
>Probabilmente il Fader è nato in un anno dal '500 a metà '800.
Quando tutti dicevano "evapóra", vuoi dire? Quello però si può dire
ancora, anzi è meglio. Invece "lui" è meglio non dirlo più. Mistero
della fede.
>>dalla tradizione grammaticale italiana,
>Ah, i grammatici, quante ne combinano!
Sante parole.
Ciao.
Gian Carlo
>>>dalla tradizione grammaticale italiana,
>
>>Ah, i grammatici, quante ne combinano!
>
> Sante parole.
In compagnia di papi e vescovi, mi parevano opportune. ;-)
>Piů che ormai entraro, direi che c'č sempre stato.
Linitatamente a casi particolari? Sě.
--
Senza passato non c'č futuro, e nessuno
che non sappia bene da dov'č venuto il jazz
> >
> >Probabilmente il Fader è nato in un anno dal '500 a metà '800.
>
> nelle scuole italiane è tuttora segnato in rosso. Sì, le maestrine,
> OK, ma voi non passereste l'esame di scuola media.
Father, non se dolga, ma sono in vena di scherzi.... (sa, il caldo...)
Abbiamo così appurato che il Father è contemporaneo di Cielo d'Alcamo.
La sua maestra delle elementari invece nacque da una rapida relazione
amorosa tra la ninfa Glossa e il centauro Chirone all'epoca della guerra
dei Titani contro Zeuss.
Per essersi schierata a favore dei Titani, Zeus (che all'epoca era
anche dio ad interim della pubblica istruzione, la rese dislessica e la
trasferì a insegnare nelle colonie della Magna Grecia.
:-)
>Abbiamo così appurato che il Father è contemporaneo di Cielo d'Alcamo.
Rosa? Smentisco di aver avuto rapporti con lei.