> In una discussione mi sono lasciato quasi convincere che č giusto
> accentare la terza persona presente singolare come l' infinito (e come
> il sostantivo vapore).
Sě, l'accentazione migliore č /eva'pora/, invece di /e'vapora/ che č perň
piů comune.
>
> Ma quanto conta il parere della maggioranza silenziosa (?) che accenta
> sulla seconda sillaba?
Conta, ma non m'incanta. Io continuo imperterrito a dire /'kOsa/ e non
/'kOza/, nonostante in Toscana tra i giovani sia di gran moda la seconda
pronuncia.
Paolo
Per che, di grazia?
--
Grazia
> > Conta, ma non m'incanta. Io continuo imperterrito a dire /'kOsa/ e non
> > /'kOza/, nonostante in Toscana tra i giovani sia di gran moda la seconda
> > pronuncia.
>
> Per che, di grazia?
Per "cosa". In Toscana abbiamo sempre usato la "s" non-sonora /s/. Da un po'
di tempo a questa parte, a causa della tivvů, si sta diffondendo sempre di piů
la pronuncia sonora /z/ per tutte le "s" intervocaliche, a eccezione
ovviamente dei composti: quindi sta/s/era, Monte/s/ano, affitta/s/i ma co/z/a,
na/z/o Pi/z/a e anche di/z/egno, pre/z/idente (probabilmente perché non č piů
avvertito il composto).
Molti lo considerano accettabile o addirittura consigliabile (Canepari). A me
piace poco.
Paolo
> In Toscana abbiamo sempre usato la "s" non-sonora /s/. Da un po'
> di tempo a questa parte, a causa della tivvů, si sta diffondendo sempre di
piů
> la pronuncia sonora /z/ per tutte le "s" intervocaliche, a eccezione
> ovviamente dei composti: quindi sta/s/era, Monte/s/ano, affitta/s/i ma
co/z/a,
> na/z/o Pi/z/a e anche di/z/egno, pre/z/idente (probabilmente perché non č
piů
> avvertito il composto).
D'altronde, caro Paolo, temo che dovremo sempre piů fare i conti con
l'omologazione centro-meridionale della pronuncia italiana. Anche ieri
facevo caso ai telegiornali: i giornalisti (sic) son quasi tutti romani o
meridionali e la loro pronuncia viene diffusa "dall'Alpi alle Piramidi".
Ieri ho sentito dire "cossa" (pronunciato con la "o" chiusa) almeno tre
volte. Per non parlare di "x" che diventa qualcosa di simile a "ěcchesse".
Paolo
Forse generalizzi troppo. Io trovo l' accento romano talvolta sgradevole
(insopportabile quello di molti giornalisti sportivi); l' italiano "napoletano"
e "siciliano" di persone colte che sanno eliminare le inflessioni dialettali
(penso, tra gli altri a giornalisti della radio come Forbice e Buttitta) lo
trovo molto gradevole.
Tornando in tema, elabóra o elábora? A mio parere qui non si scappa, la prima e
la terza persona singolare devono modificare l' accento rispetto all' infinito.
Ciao.
>
> Tornando in tema, elabóra o elábora? A mio parere qui non si scappa, la
prima e
> la terza persona singolare devono modificare l' accento rispetto all'
infinito.
> Ciao.
Io pronuncio "elàboro, elàbori, elàbora".
Ultimamente ho avuto la stessa discussione per il verbo "trapanare".
Un'amica diceva di preferire "io trapàno".
Paolo
>
>Sě, l'accentazione migliore č /eva'pora/, invece di /e'vapora/ che č perň
>piů comune.
Ci fate un breve corso di come si leggono le parole da voi accentate?
In altre parole, su che lettera e' l'accento di eva'pora e di e'vapora?
(Io ho sempre detto evapora con l'accento sulla prima a e non sarei mai
capace di fare di evapora una parola bisdrucciola)
--
Su qui e qua l'accento non va.
Su Quo non so.
Bye
Vitt
ICQ 56664938
"Se mi sbaglio mi corigerete".
Vitt wrote:
> Paolo nel messaggio <38DD19B4...@usa.net> ha scritto:
>
> >Sì, l'accentazione migliore è /eva'pora/, invece di /e'vapora/ che è però
> >più comune.
>Io con pragmatismo da informatico ho aperto questa breve discussione
>accentando nel soggetto le prime due sillabe presenti anche nella parola
>vapore trascurando la e che mi sembra sia attaccata alla -va in entrambe le
>pronunzie; anche qui, come in un altra discussione alla quale ho partecipato,
>è un problema di ...scansione.
>Il mio scarso dogmatismo (ed il rispetto per la toscanità di Paolo) mi fanno
>accettare di buon grado qualsiasi spiegazione in contrasto con quest'ipotesi.
Non ho capito quello che hai scritto e comunque non rispondi alla mia
domanda ed alla tua affermazione che l'ha generata:
>>Sì, l'accentazione migliore è /eva'pora/, invece di /e'vapora/ che è però
>>più comune.
>Ci fate un breve corso di come si leggono le parole da voi accentate?
>In altre parole, su che lettera e' l'accento di eva'pora e di e'vapora?
Non c'è ironia, da parte mia, ma solo ignoranza del vostro simbolismo.
>> Sì, l'accentazione migliore è /eva'pora/, invece di /e'vapora/ che è
>> però più comune.
> Ci fate un breve corso di come si leggono le parole da voi accentate?
> In altre parole, su che lettera e' l'accento di eva'pora e di
> e'vapora?
> (Io ho sempre detto evapora con l'accento sulla prima a e non sarei
> mai capace di fare di evapora una parola bisdrucciola)
Vitt, /e'vapora/ non è sdrucciola, perché Paolo ha segnato gli accenti
tonici con apostrofi posti immediatamente "prima" della sillaba
accentata: /e'vapora/ corrisponde a evàpora ed /eva'pora/ ad evapóra.
Ciao.
Gian Carlo
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
>
> Non ho capito quello che hai scritto e comunque non rispondi alla mia
> domanda ed alla tua affermazione che l'ha generata:
>
> >>Sě, l'accentazione migliore č /eva'pora/, invece di /e'vapora/ che č perň
> >>piů comune.
>
L' affermazione a cui ti riferisci non č mia, ma di un misterioso toscano che si
firma Paolo (pmo...@usa.net).
Nella mia risposta al tuo messaggio ho spiegato il criterio con cui ho presentato
l' alternativa di accentazione (quella che compare nel soggetto della discussione e
non nel corpo del testo), facendo cadere l' accento sulla prima (va) o sulla
seconda (po) sillaba della parola vapore. Anche il mio messaggio (forse ironico, ma
non volutamente) era rivolto piů a lui che a te.
Cordiali saluti.
>Vitt, /e'vapora/ non č sdrucciola, perché Paolo ha segnato gli accenti
>tonici con apostrofi posti immediatamente "prima" della sillaba
>accentata: /e'vapora/ corrisponde a evŕpora ed /eva'pora/ ad evapóra.
>
Grazie Gian Carlo della tua conferma: la mia voleva essere una provocazione
visto che si parlava di simbologia non nota a tutti.
Provocazione stupidella visto che non era lampante.
Pertanto hai ragione a provocare, a me non era chiarissimo, mi sembrava una
simbologia da telescrivente (i telex non avevano le lettere accentate) anche se
si capiva chiaramente dal contesto della risposta di Paolo:
"/e'vapora/ che è però più comune" (e quindi = evàpora).
Vitt wrote:
> magica nel messaggio <8bnsbk$2fp$1...@nnrp1.deja.com> ha scritto:
>
> >Vitt, /e'vapora/ non è sdrucciola, perché Paolo ha segnato gli accenti
> >tonici con apostrofi posti immediatamente "prima" della sillaba
> >accentata: /e'vapora/ corrisponde a evàpora ed /eva'pora/ ad evapóra.
Pertanto hai ragione a provocare, a me non era chiarissimo, mi sembrava una
simbologia da telescrivente (i telex non avevano le lettere accentate) anche se
si capiva chiaramente dal contesto della risposta di Paolo:
"/e'vapora/ che è però più comune" (e quindi = evàpora).
Solo casualmente, cercando sull' Oxford il significato di una parola inglese,
ho visto che adottano la stessa simbologia fonetica (inclusa la / a inizio e
fine parola, altri dizionari continuano ad usare la parentesi), ma sinceramente
è la prima volta che vedo la simbologia fonetica internazionale applicata all'
italiano.
Non so nemmeno se la scrittura di Paolo può essere considerata conforme agli
standard IPA o se si è limitato ad utilizzare la simbologia relativa
all'accentazione. Qualcuno sa se sono utilizzabili, ad esempio
i due punti per le vocali lunghe, la e capovolta etc.?
Ciao.
Hanno due valori diversi: le // indicano fonemi, cioè i suoni che hanno valore
distintivo all'interno di una lingua. le [] indicano i foni, cioè le realizzazioni
effettive e precise dei fonemi.
> ma sinceramente
> è la prima volta che vedo la simbologia fonetica internazionale applicata all'
> italiano.
Beh, lo Zingarelli era pieno di trascrizioni IPA nella precedente edizione. Puoi
trovare un'ottima trascrizione IPA di moltissime parole usate in italiano nel
recente DiPI di Luciano Canepari, ed.Zanichelli.
>
> Non so nemmeno se la scrittura di Paolo può essere considerata conforme agli
> standard IPA o se si è limitato ad utilizzare la simbologia relativa
> all'accentazione. Qualcuno sa se sono utilizzabili, ad esempio
> i due punti per le vocali lunghe, la e capovolta etc.
In realtà i "due punti" non sono usati in IPA. Il "crono", che indica la durata di
un segmento è un simbolo formato da due triangolini. Esiste anche il "semicrono"
(un triangolino solo). Possono essere usati anche in combinazione, per indicare una
durata particolarmente lunga.
Scrivendo su Usenet, non posso usare i simboli IPA originali. Devo perciò
arrangiarmi: il "crono" diventa /:/ (i due punti, sigh...) il semicrono /;/ o
meglio /·/ che però non è ASCII.
Lo schwa (la "e" capovolta) può esser trascritto con /@/.
Saluti,
Paolo