> E' una curiosità che non riesco a soddisfare: esiste e qual è il
> participio passato di DIRIMERE?
>
Non esiste.
Max
E' una questione molto dibattuta: in teoria il pp di dirimere è
"dirento", ma è in disuso. Come altri pp.
P.
--
E' finalmente partita la RFD (Richiesta Formale di Discussione)
relativa alla creazione di it.cultura.linguistica.francese. Se ne
discute su it.news.gruppi
Ciao,
Stellario.
http://pastello.6go.net
"R. Giskard Reventlov" <robot....@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:76NJ7.119121$sq5.5...@news.infostrada.it...
"Stellario Panarello" <stellario...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:ogTJ7.4438$A6.1...@news2.tin.it...
> Dal lat. dirime°re, comp. di dis- 'dis-1' ed eme°re 'prendere'
> Definizione: v. tr. [pass. rem. (rar.) io diriméi (o dirimètti), tu
> dirimésti ecc. ; mancano il part. pass. e tutti i tempi composti]
> 1 (lett.) troncare, risolvere: dirimere una controversia
> 2 (ant.) separare, staccare: dirimendo del fior tutte le chiome (DANTE
Par.
> XXXII, 18).
Aggiungo:
*Duello magno dirimendo*
VICO G. , PRINCIPJ DI SCIENZA NUOVA
*ma dicesi impediente per distinguerlo da dirimente*
DE ROBERTO F. I VICERE'
--
lu.
*Non ho più nome né sorte
tra gli uomini; ma il mio nome
è Meriggio. In tutto io vivo
tacito come la Morte.
E la mia vita è divina.*
G.D'Annunzio, Meriggio da Alcyone, 1902
http://web.tiscali.it/LucianaGrazioli
> > R. Giskard Reventlov wrote:
> >> E' una curiosità che non riesco a soddisfare: esiste e qual è il
> >> participio passato di DIRIMERE?
>
Max M. risponde:
> > Non esiste.
Paolo Bonardi ribatte:
> E' una questione molto dibattuta:
Mariuccia, incuriosita, chiede:
"Molto dibattuta"? E da chi?
Assicuro che non sono ironica: mi incuriosisce davvero la tua
asserzione, Paolo: a che si deve?
> in teoria il pp di dirimere è "dirento", ma è in disuso.
Se è in disuso significa che c'è stato un tempo in cui si è usato.
Domando: quando? E da che cosa deriverebbe l'eventuale p.p. "dirento"?
Sarebbe forse (sempre che sia mai esistito) in analogia con
"redimere-redento"?
--
Ciao,
Mariuccia®
Non esiste, almeno a quanto attestano dizionari e grammatiche. E mai
come in questo caso li ho trovati tutti d'accordo :))
> E' una curiosità che non riesco a soddisfare
Prova a cambiar verbo e avrai *risolto* :))
--
Ciao,
Mariuccia®
Nella terminologia del diritto di famiglia, mutuata credo dal diritto
canonico, gli impedimenti dirimenti determinano sono causa di nullità del
matrimonio, quelli impedienti obbligano a pagare un'ammenda.
Ciao
jacopo
---
www.ordet.it
> E' una curiosità che non riesco a soddisfare: esiste e qual è il
>participio passato di DIRIMERE?
E meno male che non ti sei posto il problema con SOLERE.
Quello non ha che il presente e l'imperfetto!
--
Bye
Vitt
>On Sun, 18 Nov 2001 11:39:47 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
>"R. Giskard Reventlov" <robot....@libero.it> wrote:
>
>> E' una curiosità che non riesco a soddisfare: esiste e qual è il
>> participio passato di DIRIMERE?
>
>Non esiste, almeno a quanto attestano dizionari e grammatiche. E mai
>come in questo caso li ho trovati tutti d'accordo :))
Oddio, possiamo giocare con le parole?
dirimo, -is, -emi, -emptum, DIRIMERE.
Il p.p. c'e'! ;-)))
--
Ciao.
Sergio®
Questo "voltafaccia" da te non me lo aspettavo !... :-)))
Ma come ?... Quando io dico che è "dirento",
mi dici che non esiste (e mi porti pure le prove),
e poi fai il "latrinorum" con gli altri ?... :-)PPPPP
--
Er Roscio.
Siediamoci al bar e prendiamoci un caffe' (io) e una camomilla (tu).
;-)
Il 26 Settembre 2001 scrivesti:
>Ma siete tutti ubriachi ?...
>Il p.p. di dirimere è "dirento" ("dirempto" nella forma arcaica).
>C'è in tutti i vocabolari, forse "perfino" sul Devoto-Oli !!!... :-)))
Al che io risposi:
>Oddio, forse "tutti" e' un'esagerazione! "Nessuno" sarebbe piu'
>realistico. Il "perfino" rivolto al D.O. invece e' meditato! ;-((
Opinando, scherzosamente, solo sul fatto che ci fosse su TUTTI i
vocabolarî.
Per il resto non ho mai espresso opinioni sulla sua esistenza ne'
tampoco mi sono peritato di portare prove.
Il gioco di parole? "Dirimere" latino e "dirimere" italiano sono
omofoni (spero!) e omografi, quindi ...
Sul fatto che in latino esista il p.p. non ci farei molto affidamento;
il significato e' quello di dividere, separare, sciogliere e l'unico
esempio che ho trovato e' di Tito Livio: urbis flumine dirempta
(citta' divisa in due dal fiume); dirlo in italiano e' dura!
Eppoi guardiamoci nelle palle degli occhi: esista o non esista, e'
brutto.
--
Ciao.
Sergio®
E PERCHE' MAI DOVREI PRENDERE UNA CAMOMILLA ?... EH ?... :-)))
> Opinando, scherzosamente, solo sul fatto che ci fosse su TUTTI i
> vocabolarî.
In effetti, da un tardivo controllo sulle mie fonti cartacee
ho notato che non era in quasi nessuna di esse, e dove c'era
si nutrrivano seri dubbi sulla sua esistenza e/o sul suo utilizzo
pratico.
> Sul fatto che in latino esista il p.p. non ci farei molto affidamento;
> il significato e' quello di dividere, separare, sciogliere e l'unico
> esempio che ho trovato e' di Tito Livio: urbis flumine dirempta
> (citta' divisa in due dal fiume); dirlo in italiano e' dura!
Lo vedi che ti contraddici da solo ?... :-)))
Dici che in latino non esiste e poi riporti una frase che lo usa...
In italiano non si userebbe "dirento", semplicemente perché
in italiano "dirimere" significa qualcos'altro...
> Eppoi guardiamoci nelle palle degli occhi: esista o non esista, e'
> brutto.
Ma è brutto perché non si usa, non perché sia cacofonico...
Unpo' come "essendo stato morto" che suona malissimo
(per alcuni addirittura non esiste), ma è grammaticalmente
correttissimo: metti che un risuscitato racconti la sua avventura;
ad un certo punto dice "essendo stato morto per più di vent'anni,
non sapevo cosa fosse successo nel frattempo...".
Cosa ci trovi di sbagliato ?...
--
Er Roscio.
Vostro onore, mi oppongo!
Ero appena uscito dall'aula dove ero stato torchiato, per l'orale
delle materie umanistiche all'esame di III Media inferiore
(allora era così, gli esami erano una cosa seria, e alla
fine della terza media ti eri sciroppato Iliade-Odissea-Eneide,
e dal latino ti eri tradotto Ovidio ed il de bello gallico
prima e il de bello civili poi - e dovevi sapere, non in maniera
nozionistica!-),
quando il professore di lettere, giusto per prendersi una pausa,
uscì nel corridoio e tutto sorridente (d. Ferraris era 'sempre'
sorridente, mai vista la faccia arrabbiata), chiese a me, e
agli altri ragazzini che aspettavano i compagni, "beh, adesso
che avete passato il peggio, chi mi sa dire il participio passato
di Dirimere?"
Alle nostre allocchite risposte, ci mostrò una grammatica,
(Forse di Dino Provenzal?, questo non lo ricordo!)
in cui era scritto - e questo lo ricordo bene!-
che tale participio passato esisteva ed era DIREMPTO
proprio con la MP.
Questo accadeva nel 1953...
Nel frattempo sarà anche stato cancellato d'ufficio.
ma alcuni di quei compagni li ho presenti, e li consulterò.
Se non altro per convincermi di non aver un falso ricordo.
--
_______ _______
(-_-<_ \ / _>-_-)
-_-<_ \ / _>-_-
GioVanni- Caluri
> Alle nostre allocchite risposte, ci mostrò una grammatica,
> (Forse di Dino Provenzal?, questo non lo ricordo!)
> in cui era scritto - e questo lo ricordo bene!-
> che tale participio passato esisteva ed era DIREMPTO
> proprio con la MP.
> Questo accadeva nel 1953...
Da fucilazione!
Il gruppo consonantico 'mpt' non è mai esistito in parole italiane, nemmeno
nel 1953, anche se, allora, invece dei computer, si usavano quelle
diaboliche macchinette che si chiamavano 'comptometer'.
Qualcuno le ha usate?
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
> Alle nostre allocchite risposte, ci mostrò una grammatica,
> (Forse di Dino Provenzal?, questo non lo ricordo!)
> in cui era scritto - e questo lo ricordo bene!-
> che tale participio passato esisteva ed era DIREMPTO
> proprio con la MP.
Sono stato fucilato da questo NG per aver detto che il p.p.
di "dirimere" è "dirento", arcaico "dirempto"...
Non dico altro.
--
Er Rosico.
Non è vero: sei stato graziato per quell' 'arcaico'.
La fucilazione è per coloro che sostenevano 'dirempto' (horresco scribens)
nel 1953.
Anche se non credo tu possa sfuggire al rogo per l'eresia del 'dirento'.
> Er Rosico.
Sei diventato un rosicante? :-)
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
Roger
E cosa succede, adesso, se vado nelle buie cantine
del "mio bel Sangiovannino"
Istituto Salesiano che si trova in C.so Vittorio
(ovviamente Emanuele II) angolo
Via Madama Cristina, (Ovviamente di Francia, moglie Sabauda)
proprio all'angolo di dove incomincia
"Burg Sansalvari" e riesco a scavare la grammatica di cui sopra?
Mi par di ricordare che l'Unione Ex Allievi del collegio,
che per mancanza di materia prima (docenti, più che discenti)
ha chiuso e restituito le regie patenti di parificazione,
datate 1899 o giù di lì, sta ricostituendo in apposite
salette, tutto o quasi il materiale didattico...
visto che i buoni padri salesiani avevano l'abitudine di conservare
il materiale stesso, massime i libri di testo.
E, dicevo, se pesco il tomo, mio caro bel tomo,
caricherò il mio scanner e ti mitraglierò...
"pietà l'è morta!"
> E, dicevo, se pesco il tomo, mio caro bel tomo,
> caricherò il mio scanner e ti mitraglierò...
> "pietà l'è morta!"
E perché vuoi mitragliarmi, cattivone?
Non sono mica io il sostenitore del (rihorresco scribens) 'dirempto'!
Dobbiamo mitragliare l'estensore della grammatica e i suoi sostenitori.
A parte ogni celia, possiamo fare un parallelo tra 'redimere' e 'dirimere'?
Se 'redimere' fa 'redento', penso che un 'dirento', quantunque orribile,
possa essere accettato.
Io, comunque, invece di volgere 'dirimere' al participio passato, opterei
per l'uso del participio passato di un verbo servile (potuto, voluto,
dovuto) mantenendo poi 'dirimere' all'infinito.
Credo così, di aver dirimito la questione :-)
>Se 'redimere' fa 'redento', penso che un 'dirento', quantunque orribile,
>possa essere accettato.
Se volere č potere, volare č potare...
--
Bye
Vitt
Roger wrote:
>
> "Giovanni Caluri" <Giovann...@scoutnet.org> ha scritto nel messaggio
> news:3BFE509C...@scoutnet.org...
>
> > E, dicevo, se pesco il tomo, mio caro bel tomo,
> > caricherò il mio scanner e ti mitraglierò...
> > "pietà l'è morta!"
>
> E perché vuoi mitragliarmi, cattivone?
> Non sono mica io il sostenitore del (rihorresco scribens) 'dirempto'!
> Dobbiamo mitragliare l'estensore della grammatica e i suoi
> sostenitori.
Beh, ritengo che (se era poi lui l'autore)
Dino Provenzal non fosse, all'epoca, proprio il più scalzacane
degli estensori di grammatiche.
Ma ho comunque una seconda cartuccia:
dovrei andare a pescare la grammatica Italiana degli esimi proff.
Carli e Sainati della Normale.
e per questo mi toccherà passare da Livorno, dove ha studiato
un mio vecchio amico, e che sotto le grinfie di Sainati,
nel '48 ha tribolato non poco...
Ma per me, passare da Livorno è tornare a casa...
Beh, non tanto. La base comune di redimere e dirimere e' "emere"
(comprare); ed il p.p. di emere e' emptum.
--
Ciao.
SergioŽ
E questo darebbe ragione ai miei ricordi, esplicitati sopra....
Il mio scanner inizia a scaldarsi....
Direi che, invece, dà torto, non ai tuoi ricordi, dei quali nessuno dubita,
bensì a chi sostiene quell'orribile participio passato in -empto.
Vuoi dire che la "emeroteca" altro non č che un grande magazzino ?... :-)))
--
Er Roscio.
Ma se "dirempto" è arcaico, come tu stesso ammetti, dovresti
accettare "dirento" come vocabolo corrente, pur se in disuso.
> > Er Rosico.
>
> Sei diventato un rosicante? :-)
Epperforza me fanno rosicà !!!... :-)))
--
Er Roscio.
Scusa ma, ancora una volta, vai a delle conclusioni che sono opposte alle
premesse.
Quanto scritto da Sergio rafforza, non dà torto, a chi dice che il passato
di "redimere"
è "rendento", così come quello di "dirimere" è "dirento". Non vedo cosa ci
sia di strano,
a questo punto !...
--
Er Roscio.
Sono pienamente d'accordo!
D'altra parte sono stato io a fare il parallelo tra "dirimere" e "redimere"
nel mio post 23/11 17:22)
Io contesto il "dirempto" dei ricordi di Giovanni Caluri (non i suoi
ricordi).
Riguardo al "dirento" ho scritto (copincollo dal mio post suddetto):
"Se 'redimere' fa 'redento', penso che un 'dirento', quantunque orribile,
possa essere accettato."
> Er Roscio.
> > Non č vero: sei stato graziato per quell' 'arcaico'.
> > La fucilazione č per coloro che sostenevano 'dirempto' (horresco
scribens)
> > nel 1953.
> > Anche se non credo tu possa sfuggire al rogo per l'eresia del 'dirento'.
>
> Ma se "dirempto" č arcaico, come tu stesso ammetti, dovresti
> accettare "dirento" come vocabolo corrente, pur se in disuso.
Evvabbe', lo accetto.
Ritiro l' 'eresia' e spengo la pira.
Perņ, personalmente, non lo dirņ mai, considerato, tra l'altro, che č
facilmente sostituibile, come ho gią scritto, da 'voluto' o 'potuto' o
'saputo' dirimere...
> --
> Er Roscio.
>> Beh, non tanto. La base comune di redimere e dirimere e' "emere"
>> (comprare); ed il p.p. di emere e' emptum.
>
>Vuoi dire che la "emeroteca" altro non è che un grande magazzino ?... :-)))
Se fosse latino FORSE sì. Essendo greco eméra (giorno) ... :-PPP
--
Ciao.
Sergio®
Vabbé, allora lo dico io che abbiamo dirento la questione, OK ?... :-)))))
--
Er Roscio.
> Vabbé, allora lo dico io che abbiamo dirento la questione, OK ?... :-)))))
OK
Che ne diresti, ora, di cominciare a discutere del participio passato del
verbo 'esimere'? :-)))
>> Vabbé, allora lo dico io che abbiamo dirento la questione, OK ?... :-)))))
>
>OK
>Che ne diresti, ora, di cominciare a discutere del participio passato del
>verbo 'esimere'? :-)))
Gasp! Siamo ai doppî salti mortali?
Esimere da ex-emere (p.p. ex-emptus) avrebbe il p.p. esento che pero'
non esiste in questa forma, ma in quella aggettivata di "esente" la
quale poi e' radice del verbo "esentare".
--
Ciao.
Sergio®
Salti mortali per salti mortali, potremmo addirittura postulare che
"esentare" sia una forma, per così dire, "transitiva" di "esimere":
"io MI esimo", "io TI esento" (ti autorizzo ad esimerti)...
Per quanto riguarda il p.p, sembrerebbe ovvio che faccia "esento",
sicuramente non "esente", che ne è il participio presente.
Caso mai, si potrebbe prendere a prestito il p.p di "esentare",
ma è un ripiego (seppur comune) non certo corretto.
Azzardo un'ultima ipotesi, assolutamente non suffragata
da "fonti" (metto le mani avanti... :-))): "esanto", e me ne
assumo tutte le responsabilità (contenta, Mariuccia ?... :-)))))
--
Er Roscio.
>Che ne diresti, ora, di cominciare a discutere del participio passato del
>verbo 'esimere'? :-)))
>
Ancor peggio: avevo proposto di discutere di SOLERE,
che non sembra avere che il presente e l'imperfetto, ma nessuno mi ha
filato.!
--
Bye
Vitt
Mi era sfuggito. Manca solo il futuro ed il condizionale, le altre
forme, piu' o meno regolari ci sono tutte.
--
Ciao.
SergioŽ
>>Ancor peggio: avevo proposto di discutere di SOLERE,
>>che non sembra avere che il presente e l'imperfetto, ma nessuno mi ha
>>filato.!
>
>Mi era sfuggito. Manca solo il futuro ed il condizionale, le altre
>forme, piu' o meno regolari ci sono tutte.
Ciň č interessante.
Si puň esemplificarle?
--
Bye
Vitt
> Mariuccia Ruta wrote:
> > > participio passato di DIRIMERE?
> >
> > Non esiste, almeno a quanto attestano dizionari e grammatiche. E mai
> > come in questo caso li ho trovati tutti d'accordo :))
> >
> > > E' una curiosità che non riesco a soddisfare
> >
> > Prova a cambiar verbo e avrai *risolto* :))
> Vostro onore, mi oppongo!
Si opponga pure, caro ;)) ma tenga presente che io mi riferivo a
grammatiche e dizionari * a t t u a l i * ;)))
>
> Ero appena uscito dall'aula dove ero stato torchiato, per l'orale
> delle materie umanistiche all'esame di III Media inferiore
> (allora era così, gli esami erano una cosa seria, [...]
Totalmente d'accordo. I miei esami credo siano stati di qualche ciclo
successivi ai tuoi, ma erano ancora di quelli "veri" :))
> in cui era scritto - e questo lo ricordo bene!-
> che tale participio passato esisteva ed era DIREMPTO
> proprio con la MP.
Avevo anche letto un "dirento" che però mi perplime anzichenò; avevo
quindi chiesto se per caso fosse in analogia con "redimere=redento":
> From: Mariuccia Ruta
> Date: Mon, 19 Nov 2001 10:47:42 GMT
> Message-ID: <3bf8e2e6...@News.CIS.DFN.DE>
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
> [...]
> Sarebbe forse (sempre che sia mai esistito) in analogia con
> "redimere-redento"?
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
non mi pare d'aver letto risposta a quella mia domanda. O forse sí?
Vabbè! spizzicherò il filone :))
> Nel frattempo sarà anche stato cancellato d'ufficio.
> ma alcuni di quei compagni li ho presenti, e li consulterò.
> Se non altro per convincermi di non aver un falso ricordo.
Trovato ancora nulla?
> _______ _______
> (-_-<_ \ / _>-_-)
> -_-<_ \ / _>-_-
> GioVanni- Caluri
--
Ciao,
Mariuccia®
> Vitt wrote:
> [...] avevo proposto di discutere di SOLERE,
> >che non sembra avere che il presente e l'imperfetto, ma nessuno mi ha
> >filato.!
>
> Mi era sfuggito. Manca solo il futuro ed il condizionale, le altre
> forme, piu' o meno regolari ci sono tutte.
A rigor di logica, forse manca di piú: pare che il participio passato
(sòlito) sia usato solo con valore di aggettivo, quindi mancherebbero
tutti i tempi composti. Oltre a futuro e condizionale, direi che
mancano anche: il participio presente, buona parte del passato remoto,
l'imperativo, il congiuntivo e ... forse basta :))
--
Ciao,
Mariuccia®
>> Mi era sfuggito. Manca solo il futuro ed il condizionale, le altre
>> forme, piu' o meno regolari ci sono tutte.
>
>A rigor di logica, forse manca di piú: pare che il participio passato
>(sòlito) sia usato solo con valore di aggettivo, quindi mancherebbero
>tutti i tempi composti.
Basta mettersi d'accordo su "rigor di logica". Solito e' aggettivo che
deriva dal p.p. di solere che non viene pero' usato come tale, quindi,
a rigor di logica, esiste; non esiste a rigor di pratica.
Il problema e' che solere e' un verbo che nella declinazione accetta
anche la forma "essere solito" (prendendola pari pari dal latino):"io
soglio" e "io sono solito" sono perfettamente equivalenti e non hanno
nessuna "sfumatura" temporale. E cio', secondo me, perche' solere non
fa compiere al soggetto azione alcuna; introduce l'azione vera e
propria che sara' espressa con un verbo (infinito).
I tempi composti possono essere formati solo con la seconda forma:
sono stato solito.
>Oltre a futuro e condizionale,
Che secondo me mancano perche' non avrebbero un senso logico (saro'
solito, che vuol dire?),
>direi che mancano anche: il participio presente, buona parte del passato remoto,
>l'imperativo, il congiuntivo e ... forse basta :))
Per i primi due si puo' usare la seconda forma, per il congiuntivo:
soglia, soglia, soglia, ...
solessi, solessi, solesse, ...
le forme esistono.
Chiaramente e come al SOLITO, S.E.&O.
--
Ciao.
Sergio®
Vabbè, allora rimetto la sicura allo scanner!
--
> Io sonno di Espa=F1a. Non che la tua lingua pero....=BFme puedes escribir l=
> a sonno "il mondo"?=20
Vedo questo post agganciato al mio, ma non riuscendo a decifrarlo l'ho
ripreso su OE e copincollo:
> Io sonno di España. Non che la tua lingua pero....
>¿me puedes escribir la sonno "il mondo"?
> GRACIAS. CIAO
Non riesco proprio a capire che cosa tu mi stia chiedendo, Sira.
Si quieres, vuelve a escribir en español lo que escribistes antes en
italiano, a ver si así logramos entendernos, ¿ok? :))
--
Chao,
Mariucha®