Potreste dirmi qualcosa in proposito?
Grazie
Giorgio Siepe
(che non si rassegna a "ladrocinio", "gli ho detto" al posto di "ho
detto loro", e... quant'altro!)
> locuzione "sotto il pico del sole", che io ricordo come versione
> corretta dell'ormai dilagante "picco del sole".
Perche' dilagante ? Io non ho mai sentito ne' la prima ne' la seconda
espressione. Che cosa vorrebbe dire ? "sotto il sole a picco" ? o "sotto
il picchiar del sole" ?
La prima delle mie espressioni io la interpreto come "nelle ore piu'
calde della giornata" quando il sole e' "a picco", ossia culmina, e'
allo zenit, nella posizione angolare piu' alta, e quindi i suoi raggi ci
colpiscono con un angolo piu' prossimo a quello retto, e per la legge di
Lambert noi li sentiamo di piu'.
La seconda puo' riferirsi a un qualsiasi momento di gran caldo con
l'atmosfera tersa in cui i raggi del sole "picchiano" sulla nostra
pelle (il sole puo' "picchiare" anche al mattino o verso il tramonto,
anche se non e' "a picco").
Sotto "il picco del sole" non la ho mai sentita (a meno che il Picco del
Sole sia una montagna incaica in qualche luogo a me sconosciuto dalle
parti dell'Urubamba o di Tiwanaku) ma ritengo si possa spiegare per
affinita' col "sole a picco"
Il "pico" proprio non saprei che cosa possa essere : un picchio (picus
picus), una gazza (pica pica), Pico della Mirandola ...
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
>Buongiorno a tutti,
>intervengo qui perche' sono stato preso in giro da amici per l'uso della
>locuzione "sotto il pico del sole", che io ricordo come versione
>corretta dell'ormai dilagante "picco del sole". Tuttavia sui dizionari
>che ho consultato non ho trovato alcun appiglio a supporto della mia
>versione.
>
>Potreste dirmi qualcosa in proposito?
I dizionarî sono tanti, milioni di milioni... e basta scegliere quello
giusto! ;-)))
PICU s.m. Picco. Dallo spagnolo pico, picar: pungere offendere,
sferzare, bruciare (dai raggi del sole).
"sutt'ô picu dû suli": sotto il sole cocente.
Dimenticavo, si tratta del Trajna, vocabolario della lingua siciliana.
>Grazie
Prego.
>(che non si rassegna a "ladrocinio" "gli ho detto" al posto di "ho
>detto loro", e... quant'altro!)
In che senso? "Ladrocinio" e "latrocinio" sono enttrambi corretti.
>"gli ho detto" al posto di "ho detto loro"
Anche questo e' probabilmente un sicilianismo: "cci" (lui, lei, loro)
e' sia singolare che plurale: cc(i)'hè dittu...
In questi casi un bel "glie l'ho detto" risolve tutto.
--
Ciao.
Sergio®
>>"gli ho detto" al posto di "ho detto loro"
> In questi casi un bel "glie l'ho detto" risolve tutto.
Non vedo differenza fra il gli di "gli ho detto" e quello di "glie l'ho
detto".
Ciao.
Gian Carlo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
>> In questi casi un bel "glie l'ho detto" risolve tutto.
>
>Non vedo differenza fra il gli di "gli ho detto" e quello di "glie l'ho
>detto".
Gian Carlo, che vuoi dire?
Io ho sempre saputo che "gli" e' terza persona singolare maschile
(regionalmente anche femminile) mentre "glie" e' sempre terza persona,
ma singolare, plurale, maschile e femminile a cui deve sempre seguire
(attaccato o staccato) lo, la, li, le, ne. Sbaglio?
--
Ciao.
SergioŽ
> >Non vedo differenza fra il gli di "gli ho detto" e quello di "glie l'ho
> >detto".
> Io ho sempre saputo che "gli" e' terza persona singolare maschile
> (regionalmente anche femminile) mentre "glie" e' sempre terza persona,
> ma singolare, plurale, maschile e femminile a cui deve sempre seguire
> (attaccato o staccato) lo, la, li, le, ne.
A me sembra che glie si possa (propriamente) usare al maschile e femminile,
ma non al plurale (mentre gli solo al maschile singolare). Che poi entrambi
si usino anche al plurale (e gli anche al femminile) è un'altra faccenda, ma
appunto una faccenda che vale per entrambi.
Fermo restando che "gli" nel senso di "a loro" è ormai italiano standard,
largamente usato (non da me, giuro), riportato dai dizionari e insegnato
nelle grammatiche, quell'uso di 'gli', come ho già detto in questo NG, è
contemplato anche dal mio vecchissimo Novissimo Zingarelli del 1935, che
lo marca come voce del toscano e dell'italiano antico.
> e' sia singolare che plurale: cc(i)'hè dittu...
> In questi casi un bel "glie l'ho detto" risolve tutto.
Questa non l'ho capita.
Max
>ormai dilagante "picco del sole"
dilagante?
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
>(che non si rassegna a "ladrocinio", "gli ho detto" al posto di "ho
>detto loro", e... quant'altro!)
ne hai dette due giuste, una sbagliata.
>"gli ho detto" al posto di "ho detto loro"
>
>Anche questo e' probabilmente un sicilianismo:
To' anche Manzoni era siciliano!
http://www.mauriziopistone.it/discussioni/grammatica_2_a.html#gli_loro
Già... ormai siamo sommersi da picchi che ci arrivano da ogni dove... :-)))
--
Er Roscio
Mah... il Manzoni, da quando ebbe a risciacquar i panni in Arno,
"gli" lo schiaffava un po' dappertutto, come usano tutt'oggi i toscani.
--
Er Roscio
>A me sembra che glie si possa (propriamente) usare al maschile e femminile,
>ma non al plurale (mentre gli solo al maschile singolare). Che poi entrambi
>si usino anche al plurale (e gli anche al femminile) è un'altra faccenda, ma
>appunto una faccenda che vale per entrambi.
L'unica cosa certa e' che il dubbio me lo hai fatto sorgere! ;-)))
E allora:
- Garzanti:
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
gli 2 - Etimologia: Lat. illi, dat. sing. di ille 'egli' ant. li e i,
pron. pers. m. di terza persona sing. forma complementare atona di
egli, usata come compl. di termine in posizione sia enclitica sia
proclitica: gli ho parlato; digli che parta; vorrei scrivergli; così
dicendogli, uscì | nella lingua parlata (ma anche in quella scritta) è
usato ormai com. per il pl., in luogo di a loro, a essi, a esse: mi
hanno scritto ieri, dovrei rispondergli presto; avverti le tue amiche,
e digli di non mancare | nel linguaggio familiare, o in usi region. o
espressivi, è usato anche per il f. sing. in luogo di le (a lei, a
essa): se la vedi, digli che le scriverò presto; Era di quelle che gli
piace divertirsi (PAVESE) | seguito dai pron. pers. atoni lo, la, li,
le e dalla particella ne, dà luogo alle forme pronominali glielo,
gliela, glieli, gliele, gliene, usate sia per il m. e f. sing. sia per
il pl.: quando la vedrò, glielo dirò; le telefonerò fra poco e gliene
parlerò io stesso; se rivogliono i loro libri, daglieli.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------
- Treccani: dice pressocche' le stesse cose, ma in maniera piu'
completa (e prolissa) registrando anche la forma staccata..
- Omnia: idem, ma al plurale cita "essi" ed "esse" e non cita "loro"
(dimenticanza?).
- Rizzoli-LaRousse: riporta "glie-", ma parla solo di maschile e
femminile non specificando il numero.
- De Mauro (in linea): ignora la forma "glie-". Mah!
A questo punto non so che dire e cerchero' qualche altra fonte.
--
Ciao.
Sergio®
>A questo punto non so che dire e cerchero' qualche altra fonte.
Anche il D.O. (extrema ratio!) conferma il singolare-plurale.
--
Ciao.
SergioŽ.
>>"gli ho detto" al posto di "ho detto loro"
>>
>>Anche questo e' probabilmente un sicilianismo:
>
>To' anche Manzoni era siciliano!
Chissa'... ;-)))
Volevo dire che poiche' "pico del sole" e' quasi certamente un
sicilianismo (non lo trovo da nessun'altra parte) anche il resto
potrebbe esserlo anche se la stessa forma la usano altri. "Cci" in
siciliano e' indeclinabile.
--
Ciao.
SergioŽ.
> Giorgio Siepe <giorgi...@hotmail.com> ha scritto su
> it.cultura.linguistica.italiano:
>
>
>>(che non si rassegna a "ladrocinio", "gli ho detto" al posto di "ho
>>detto loro", e... quant'altro!)
>>
>
> ne hai dette due giuste, una sbagliata.
Ma non rassegnarsi non vuol dire per me non accettare, perche' ritenute
sbagliate, alcune espressioni: solo che preferisco continuare a parlare
come imparai nell'infanzia, per cui preferisco "latrocinio" e "ho detto
loro".
Poi, ammetto che espressioni come "attimino", "piuttosto che" (usato
come semplice disgiunzione), "quant'altro", "mentre invece",
probabilmente per condizionamenti di altro genere da quelli linguistici,
non mi piacciono proprio!
Ma potreste dirmi qualcosa in piu' sul pico del sole?
Tenete presente che e' un'espressione molto usata in Sicilia (a Palermo)
per significare la permanenza all'aperto sotto il solleone. Negli
ultimi anni l'ho ascoltata piu' diffusamente (certo, parlare di
"dilagare" e' un po' eccessivo...) nella versione "picco del sole",
ripresa a mio parere da "sole a picco" ma che non ha nulla a che vedere
con l'originario significato di "pico del sole".
Cordiali saluti
Giorgio Siepe
>Ma potreste dirmi qualcosa in piu' sul pico del sole?
>
>Tenete presente che e' un'espressione molto usata in Sicilia (a Palermo)
Non mi dire! ;-)))
> per significare la permanenza all'aperto sotto il solleone. Negli
>ultimi anni l'ho ascoltata piu' diffusamente (certo, parlare di
>"dilagare" e' un po' eccessivo...) nella versione "picco del sole",
>ripresa a mio parere da "sole a picco" ma che non ha nulla a che vedere
>con l'originario significato di "pico del sole".
Evidentemente non hai letto la mia precedente risposta. "Pico" non
significa "picco"; viene dallo spagnolo "picar": ferire, dardeggiare.
In siciliano indica anche il "piccone" non per la forma (a picco, a
punta), ma per l'uso (che colpisce, ferisce).
--
Ciao.
SergioŽ.
> Ma non rassegnarsi non vuol dire per me non accettare, perche' ritenute
> sbagliate, alcune espressioni: solo che preferisco continuare a parlare
> come imparai nell'infanzia, per cui preferisco "latrocinio" e "ho detto
> loro".
Condivido.
> Ma potreste dirmi qualcosa in piu' sul pico del sole?
[...]
> Negli ultimi anni l'ho ascoltata piu' diffusamente [...] nella versione
> "picco del sole", ripresa a mio parere da "sole a picco" ma che non
> ha nulla a che vedere con l'originario significato di "pico del sole".
Io non ho mai sentito usare nessuna delle due versioni, anche se google mi
dice che nella rete sono usare entrambe. Però toglimi una curiosità: qual è
l'originario significato di " pico del sole"?
>Già... ormai siamo sommersi da picchi che ci arrivano da ogni dove... :-)))
sono invece le rondini che scarseggiano, poverine
(Ri)leggi l'ultimo mio periodo qui sopra e ti accorgerai che intendevo
dire proprio questo: l'espressione "sole a picco" fa riferimento alla
posizione del sole in prossimita' del mezzogiorno, "pico del sole"
significa proprio "sotto l'azione incisiva e pungente dei raggi solari".
Chi usa la prima espressione al posto della seconda forse non ha mai
letto la tua precedente risposta...
GS
Mmmm, non capisco, ma puo' essere il caldo. ;-))
Giorno 20 scrivevi:
>Buongiorno a tutti,
>intervengo qui perche' sono stato preso in giro da amici per l'uso della
>locuzione "sotto il pico del sole", che io ricordo come versione
>corretta dell'ormai dilagante "picco del sole". Tuttavia sui dizionari
>che ho consultato non ho trovato alcun appiglio a supporto della mia
>versione.
"Picco del sole" dilagante lo hai scritto tu ed e' comunque errato
perche' si dice "sotto il sole a(l) picco".
Lo stesso giorno ti ho risposto dicendoti che "sotto il pico del sole"
e' errato in quanto e' trasposizione (azzardata) di "sutt'ô picu dû
suli" (letteralmente: sotto il dardeggiar del sole) ed ho pure scritto
il perche', il significato e l'etimologia.
La stessa cosa e lo stesso giorno Giovanni Drogo, seppur ipotizzando,
ti diceva le stesse cose.
Giorno 22 tu riprendi e chiedi:
>Ma potreste dirmi qualcosa in piu' sul pico del sole?
Ma non ti era stato detto gia' tutto?
>Tenete presente che e' un'espressione molto usata in Sicilia (a Palermo)
Verissimo e l'avevo detto parlando del Trajna.
> per significare la permanenza all'aperto sotto il solleone. Negli
>ultimi anni l'ho ascoltata piu' diffusamente (certo, parlare di
>"dilagare" e' un po' eccessivo...) nella versione "picco del sole",
Sbagliato. E si era detto. L'unica traduzione possibile, e metaforica
(o poetica), sarebbe "il piccone" o, meglio, "le picconate".
>ripresa a mio parere da "sole a picco" ma che...
Sbagliato. E si era detto.
>non ha nulla a che vedere con l'originario significato di "pico del sole".
Esatto, ma l'avevamo gia' assodato giorno 20!
Quindi tutto sommato la mia ipotesi che tu non avessi letto le
risposte di giorno 20, secondo me, era giustificata.
O non ho capito niente io?
--
Ciao.
Sergio®
> On Thu, 22 Aug 2002 19:23:14 +0200, Giorgio Siepe
> <giorgi...@hotmail.com> wrote:
[omissis]
>> per significare la permanenza all'aperto sotto il solleone. Negli
>>ultimi anni l'ho ascoltata piu' diffusamente (certo, parlare di
>>"dilagare" e' un po' eccessivo...) nella versione "picco del sole",
>>
>
> Sbagliato. E si era detto. L'unica traduzione possibile, e metaforica
> (o poetica), sarebbe "il piccone" o, meglio, "le picconate".
Che sia sbagliato mi sembrava gia' sufficientemente ovvio...
>
>
>>ripresa a mio parere da "sole a picco" ma che...
>>
>
> Sbagliato. E si era detto.
Chi usa l'espressione "picco del sole" ignorando il significato di "pico
del sole" probabilmente lo fa perche' esiste l'espressione corretta
"sole a picco". Che ha un altro significato. Ovviamente.
>>non ha nulla a che vedere con l'originario significato di "pico del sole".
>>
>
> Esatto, ma l'avevamo gia' assodato giorno 20!
> Quindi tutto sommato la mia ipotesi che tu non avessi letto le
> risposte di giorno 20, secondo me, era giustificata.
>
> O non ho capito niente io?
Non lo so. A me interessava soltanto avere qualche commento in piu' e
informazioni sugli eventuali usi letterari dell'espressione, mentre
l'aspetto etimologico mi sembrava gia' sufficientemente acclarato, anche
con il tuo contributo.
Grazie
GS
> Chi usa l'espressione "picco del sole" ignorando il significato di "pico
> del sole" probabilmente lo fa perche' esiste l'espressione corretta
> "sole a picco". Che ha un altro significato. Ovviamente.
Se pero' ho ben capito, questo "pico" sarebbe una forma regionale
siciliana italianizzata da un "picu" derivato da un termine spagnolo.
Che pero' come parola italiana non esiste. Esiste il piccone, la picca,
il picchio (tutti derivati da "picchiare" e con due c)
>Che pero' come parola italiana non esiste. Esiste il piccone, la picca,
>il picchio (tutti derivati da "picchiare" e con due c)
Che poi le origini le traggono tutti tra *pikk (voce onomatopeica),
piquer (francese) e picar (spagnolo) col significato comune di
"pungere".
--
Ciao.
SergioŽ