Ciao a tutti.
--
Jenny
> Sto studiando il corrispondente in lingua italiana di ogni carattere
> alfabetico. Sono arrivata al segno *hash*, cioe' #. Come diavolo si
> chiama in italiano?
>
"Cancelletto", credo.
--
Giovanni
> > alfabetico. Sono arrivata al segno *hash*, cioe' #. Come diavolo si
> > chiama in italiano?
> "Cancelletto", credo.
Io lo chiamo diesis. Probabilmente sono traviato dall'amore per la
musica :-)
> Sto studiando il corrispondente in lingua italiana di ogni carattere
> alfabetico. Sono arrivata al segno *hash*, cioe' #. Come diavolo si
> chiama in italiano?
Non lo chiamerei un carattere alfabetico, e nemmeno alfanumerico.
A parte quello io lo chiamo hash, o altrimenti graticola.
> Sto studiando il corrispondente in lingua italiana di ogni carattere
> alfabetico. Sono arrivata al segno *hash*, cioe' #. Come diavolo si
> chiama in italiano?
E' l'aberrazione (o elaborazione) grafica della "N" tagliata
che stava a indicare l'abbreviazione di "numero".
(adesso si usa "n.")
Anche in inglese viene chiamato "number sign",
oltre che in mille altri modi.
Perfino in Basic, il numero del file aperto č
preceduto dal segno "#":
PRINT #1, "Pippo"
Significa "scrivi sul file numero 1 la stringa 'Pippo' ".
E anche il segnaposto per le cifre numeriche, nei formati
di stampa, č sempre il carattere "#".
--
Er Roscio.
Volendo anche diesis :)
--
Federico Spano`
La mia fonte per "cancelletto", è bene precisarlo, sono le pubblicità
radiofoniche di Radio Popolare di qualche anno fa. Non vivo in Italia da un
po' quindi il mio ricordo è fermo ad allora.
--
Giovanni
penso che la definizione della classe di appartenenza sia 'carattere ASCII'
tenendo premuto 'Alt' e digitando '35' appare '#'.
Per il nome concordo con tutti 'cancelletto' o 'diesis'.
> > > alfabetico. Sono arrivata al segno *hash*, cioe' #. Come diavolo si
> > A parte quello io lo chiamo hash, o altrimenti graticola.
> penso che la definizione della classe di appartenenza sia 'carattere ASCII'
Perchemmai "carattere ASCII" e non "carattere EBCDIC" o carattere del
vattelapesca nel codice a 6 bit dell'Univac ?
Il SEGNO # esiste sia nella tabella ASCII (ottale 43, esadecimale 23,
decimale 35), sia in quella EBCDIC (dove direi che e' l'ottale 203,
decimale 131).
La sua classificazione e' indipendente dalla rappresentazione binaria
che e' irrilevante a questi fini.
I caratteri alfabetici sono le lettere da A a Z (e da a a z).
I caratteri numerici sono le cifre da 0 a 9.
I caratteri alfanumerici sono l'insieme dei due (le stringhe
alfanumeriche pero' possono includere i segni + -. il punto . e la
eventuale E della notazione esponenziale).
Tutti gli altri sono caratteri non-alfanumerici (di cui alcuni, in certe
rappresentazioni, come quella ASCII, ben isolati, sono anche "non
stampabili"). Che non e' il caso della graticola #.
Si veda comunque anche http://beatles.cselt.stet.it/gergo/0.html
--
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In realtà il segno del 'diesis' è un altro carattere, che però non è
rappresentato nel set ASCII e nemmeno nell'ISO-8859-1.
UNICODE distingue i due caratteri:
0023 NUMBER SIGN
= pound sign, hash, crosshatch, octothorpe
2021 DOUBLE DAGGER
= diesis, double obelisk
Max
Bella domanda. La risposta é che secondo me bisogna fare riferimento alle
fonti standardizzate più antiche, autorevoli, utilizzate ed accessibili un
po come per le unità di misura del sistema internazionale. Quindi in questa
ottica ASCII (American Standard Code for Information Interchange) é il
codice per eccellenza perché é la più antica classificazione (1968) ancora
in uso, é la più autorevole perché diretta emanazione dell'ISO
(International Standard Organization) é la più utilizzata visto che non
tutti hanno in casa un mainframe IBM (che ha predato l'ascii) con il codice
EBCDIC e quindi anche la più accessibile.
Adesso, per tornare al sistema internazionale, quando torni da Londra con i
souvenirs e ti accorgi che nella tua valigia c'é una libbra di troppo cosa
fai? Ti chiedi perché non hanno adottato il sistema internazionale o ti
studi il loro prima di salire sull'aereo?
>penso che la definizione della classe di appartenenza sia 'carattere ASCII'
>tenendo premuto 'Alt' e digitando '35' appare '#'.
Non capisco. Se tenendo premuto "Alt" digiti 65, 66, 67,... ottieni A,
B, C,... Sono caratteri alfabetici o caratteri ASCII?
--
Ciao.
SergioŽ
Per come la vedo, l'insieme dei caratteri alfabetici é un sottoinsieme
dell'insieme di caratteri ASCII.
> --
> Ciao.
> Sergio®
> In realtà il segno del 'diesis' è un altro carattere, che però non è
> rappresentato nel set ASCII e nemmeno nell'ISO-8859-1.
>
> UNICODE distingue i due caratteri:
>
> 0023 NUMBER SIGN
> = pound sign, hash, crosshatch, octothorpe
>
> 2021 DOUBLE DAGGER
> = diesis, double obelisk
Il carattere U+2021 non rappresenta quello che in italiano si chiama
diesis, ma quello che si chiama diesis in inglese, che è una cosa ben
diversa e non ha niente a che fare con la musica.
Il carattere U+266F MUSIC SHARP SIGN, invece, ha a che fare.
Ciao
P.
Quattro pignolerie fuori tema:
o1. L'ASCII apparve ufficialmente nel 1967, non nel 1968. Una
versione ufficiosa era già in giro dal 1963 (sì: sono coetaneo
dell'ASCII).
o2. L'ASCII non è uno standard ISO (lo dicono anche i nomi:
"American..." versus "International...") lo standard ISO analogo
all'ASCII è l'ISO 646-US.
o3. Le lettere "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII: secondo
la tua definizione (data in un altro messaggio) non sarebbero dunque
caratteri alfabetici.
o4. Il Regno Unito usa il sistema metrico decimale da anni, a fianco
di quello tradizionale.
E altrettante pignolerie in tema:
i1. L'inglese "predated" si traduce "preceduto". "Predato" si dice a
uno gnu mangiato da un leone.
i2. Il troncamento di "poco" si scrive con l'apostrofo: po'.
i3. L'indicativo singolare di terza persona del verbo essere si
scrive con l'accento grave: è.
i4. Il plurale dei termini d'origine straniera solitamente è
invariato: i souvenir.
E ora me ne scappo in ferie sul serio, prima che Brix mi scaraventi in
testa un souvenir da una libbra.
Ciao.
Marco
E come lo chiamano negli ignobili menu telefonici? Come in: Se volete
ascoltare roba che non vi serve invece di parlare col cretino che vi ha
inviato il prodotto sbagliato, premere 5 poi diesis? cancelletto? segno
strano in basso a destra?
Premetto che non scrivo per pignoleria ma solo per approfondire l'argomento
e rispondere ad una domanda.
>
> o1. L'ASCII apparve ufficialmente nel 1967, non nel 1968. Una
> versione ufficiosa era già in giro dal 1963 (sì: sono coetaneo
> dell'ASCII).
Sapevo che la comunicazione ufficiale é stata nel 1968 se proprio si vuole
risalire ai primi documenti si arriva al 1959 R.W.Bemer, "A proposal for a
generalized card code of 256 characters",Commun. ACM 2, No. 9, 19-23, 1959
Sep
>
> o2. L'ASCII non è uno standard ISO (lo dicono anche i nomi:
> "American..." versus "International...") lo standard ISO analogo
> all'ASCII è l'ISO 646-US.
Parlando delle origini l'ISO non ha fatto altro che prendere l'ASCII così
com'era cambiando qualche carattere personalizzandolo per alcuni paesi.
L'ISO l'ho citato a livello di contenuti e non di "forma", a mia opinione
correttamente, per dare una risposta al fatto che l'ASCII é stato
certificato internazionalmente da un istituto accreditato. Esempio: le
ISO9000 che "discendono" dalle norme S-MIL (spero di ricordarmi bene,
Standard o Specification-Military) utilizzate dal governo americano per
"certificare" le aziende fornitrici. Oggi si chiamano comunemente ISO9000 ed
ancora più di recente (spero di non sbagliare) le VISION9000. Le cose quando
non é necessario o elegante distinguere, secondo me, é meglio chiamarle col
nome comunemente usato.
>
> o3. Le lettere "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII: secondo
> la tua definizione (data in un altro messaggio) non sarebbero dunque
> caratteri alfabetici.
Lo sono, fanno parte dell'extended-ASCII oggi di uso comune:
"à"=alt+133; "è""=alt+138; "é""=alt+130; "ì""=alt+141;
>
> o4. Il Regno Unito usa il sistema metrico decimale da anni, a fianco
> di quello tradizionale.
Non voglio insistere su questo punto. Dico solo che anche se sulla carta é
così di fatto non lo é, almeno non dove l'informazione serve urgentemente ed
é importante.
Un esempio per tutti: la temperatura non é mai espressa in Celsius ma in
Fahrenheit. Se vai in un qualunque bookstore e compri un manuale di
conversione delle unità di misura dove le due unità sono veramente scritte a
fianco come tu dici, o mandi l'albergatore dietro compenso, tua nonna fa in
tempo a morire assiderata. Perdonami l'enfasi Marco.
>
> i2. Il troncamento di "poco" si scrive con l'apostrofo: po'.
Mi sembra che l'apostrofo su <<po'>> ci sia no? :-)
>
> i3. L'indicativo singolare di terza persona del verbo essere si
> scrive con l'accento grave: è.
Anche se ciò é sbagliato io sono sempre stato della corrente di pensiero
della mia insegnante di Italiano delle superiori la quale diceva che c'era
un problema quando si scriveva a penna <<c'è>> l'apostrofo 'sbatteva'
sull'accento grave un po come i francesi hanno evitato con <<c'ést>>. Da
quella volta non mi sono più ripreso e non ho mai corretto l'errore, forse
inizierò a farlo ora.
> i4. Il plurale dei termini d'origine straniera solitamente è
> invariato: i souvenir.
Nulla da eccepire.
>
> E ora me ne scappo in ferie sul serio, prima che Brix mi scaraventi in
> testa un souvenir da una libbra.
Riguardo a questo ti dico che mi piace parecchio la Matrioska ce ne é sempre
una che racchiude la nostra conoscenza ;-)
>
> Ciao.
> Marco
Ciao
Fabrizio
P.S. mi spiace che stai andando in vacanza con questo tempo
> > o2. L'ASCII non è uno standard ISO (lo dicono anche i nomi:
> > "American..." versus "International...") lo standard ISO analogo
> > all'ASCII è l'ISO 646-US.
>
> Parlando delle origini l'ISO non ha fatto altro che prendere l'ASCII così
> com'era cambiando qualche carattere personalizzandolo per alcuni paesi.
Qualche virgola no, eh? Comunque, stai facendo una
grande confusione.
Come ti ha già scritto Marco: lo standard ISO analogo
all'ASCII è l'ISO 646-US.
Esegesi: ASCII e ISO 646-US sono la stessa cosa,
niente caratteri personalizzati.
> Le cose quando
> non é necessario o elegante distinguere, secondo me, é meglio chiamarle col
> nome comunemente usato.
D'accordo. In questo caso è necessario distinguere, altrimenti
la discussione non avrebbe senso: se tu non lo ritieni necessario,
perché vuoi per forza contestare chi usa una terminologia esatta?
> > o3. Le lettere "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII: secondo
> > la tua definizione (data in un altro messaggio) non sarebbero dunque
> > caratteri alfabetici.
>
> Lo sono, fanno parte dell'extended-ASCII oggi di uso comune:
> "à"=alt+133; "è""=alt+138; "é""=alt+130; "ì""=alt+141;
Extended-ASCII?? e quale? Di estensioni dell'ASCII ce ne
sono a centinaia. Comunque, qualunque cosa sia, le lettere
"à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII.
Ciao
P.
>Anche se ciò é sbagliato io sono sempre stato della corrente di pensiero
>della mia insegnante di Italiano delle superiori la quale diceva che c'era
>un problema quando si scriveva a penna <<c'è>> l'apostrofo 'sbatteva'
>sull'accento grave
?
> un po come i francesi hanno evitato con <<c'ést>>.
?
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Vediamo allora di riordinare le idee. Le obiezioni si sono levate quando ho
detto che il carattere '#' appartiene ai caratteri ASCII ed ho definito
l'insieme dei caratteri alfabetici come un sottoinsieme di quelli ASCII.
Dicendo in pratica a Jenny che poteva tranquillamente affermare che '#'
appartiene ai caratteri ASCII tanto quanto quelli alfabetici. A questo marco
risponde:
o3. Le lettere "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII: secondo
la tua definizione (data in un altro messaggio) non sarebbero dunque
caratteri alfabetici.
>
> Come ti ha già scritto Marco: lo standard ISO analogo
> all'ASCII è l'ISO 646-US.
>
> Esegesi: ASCII e ISO 646-US sono la stessa cosa,
> niente caratteri personalizzati.
Bene.
>
> > Le cose quando
> > non é necessario o elegante distinguere, secondo me, é meglio chiamarle
col
> > nome comunemente usato.
>
> D'accordo. In questo caso è necessario distinguere, altrimenti
> la discussione non avrebbe senso: se tu non lo ritieni necessario,
> perché vuoi per forza contestare chi usa una terminologia esatta?
Sfido a trovare la contestazione in questa affermazione:
<<Parlando delle origini l'ISO non ha fatto altro che prendere l'ASCII così
com'era cambiando qualche carattere personalizzandolo per alcuni paesi.
L'ISO l'ho citato a livello di contenuti e non di "forma", a mia opinione
correttamente, per dare una risposta al fatto che l'ASCII é stato
certificato internazionalmente da un istituto accreditato.>>
> > > o3. Le lettere "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII: secondo
> > > la tua definizione (data in un altro messaggio) non sarebbero dunque
> > > caratteri alfabetici.
> >
> > Lo sono, fanno parte dell'extended-ASCII oggi di uso comune:
> > "à"=alt+133; "è""=alt+138; "é""=alt+130; "ì""=alt+141;
>
> Extended-ASCII?? e quale? Di estensioni dell'ASCII ce ne
> sono a centinaia. Comunque, qualunque cosa sia, le lettere
> "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII.
Mi spiace Pierpaolo ma non sono daccordo. I riferimenti a seguito.
Qui riporto tre collegamenti ipertestuali. Nel primo ci sono i caratteri
personalizzati dei vari paesi (Domestic ISO646 Character Tables):
http://kanji.zinbun.kyoto-u.ac.jp/~yasuoka/CJK.html
Nel secondo c'é la norma UNI0204-70 corrispondente alla variante nazionale
italiana dell'ISO646 contenente i caratteri ASCII oggetto della discussione:
http://kanji.zinbun.kyoto-u.ac.jp/~yasuoka/CJK/ISO646/uni0204-70.gif
E' ovvio che la norma può essere richiesta all'UNI (http://www.uni.com/)
oppure ricercata sul sito dell'ente federato UNI che si occupa del tema
(http://www.uninfo.polito.it/).
Da questo si conclude che i caratteri alfabetici sono un sottinsieme dei
caratteri ASCII.
Quindi, Jenny, puoi tranquillamente affermare che il carattere '#' detto
'cancelletto' appartiene ai caratteri ASCII tanto quanto vi appartiene
l'insieme di quelli alfabetici.
Grazie a tutti. Sono sempre pronto ad imparare qualcosa. Adesso mi voglio
rileggere tutta l'analisi logica e grammaticale visto che sono un po
carente.
>
> Ciao
> P.
>
Ciao
Fabrizio
P.S. vi prego non distruggetemi l'istituto dell'UNI con un bulldozer ;-))
Questo non ha niente a che vedere con quello che di solito si intende con
"extended ASCII": termine generico (non standard e fuoriviante) con il
quale normalmente si indica una qualche estensione a 8 bit del set ASCII.
L'UNI0204-70, ormai in disuso da tempo, non è una "estensione" dell'ASCII,
ma una variante in cui alcuni dei codici sono stati associati a caratteri
diversi rispetto a quelli previsti dall'ASCII originale.
Max
> > Comunque, qualunque cosa sia, le lettere
> > "à", "è", "é", "ì" non sono caratteri ASCII.
>
> Mi spiace Pierpaolo ma non sono daccordo.
Guarda che non è una questione di opinioni.
Ciao
P.
Visto che non vuoi insistere, non farlo.
Nel Regno Unito si usano i gradi Celsius, sia per la febbre che per il tempo.
Da Fahrenheit a Celsis: togli 32, moltiplichi per 5 e dividi per 9.
Impara la regoletta a memoria e sei a posto anche per gli USA.
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
> i4. Il plurale dei termini d'origine straniera solitamente è
>invariato: i souvenir.
Scusate la scorreria di un lurker che è un pozzo d'ignoranza a
confronto di voi, signori "dottor sottile", ma uno che scrivesse
usando termini stranieri non usandone il plurale mi sembra ancora più
ignorante di uno che storpia o usa a sproposito i detti latini;
l'ignoranza la do per scontata e non ha bisogno di alcuna
manifestazione eclatante.
Mo me ne torno a lurkare ed a bearmi della vostra arte di spaccare il
capello lessico in sedicesimi.
--
Ciao
Insubrico = Diego
http://www.i-banti.org
ICQ 32090712
Il piacere di vivere sta in IHC
L'astemio: un debole che cede alla tentazione di negarsi un piacere.
(A.Bierce)
> On 12 Jul 2002 10:05:02 -0700, marco.c...@europe.com (Marco
> Cimarosti) wrote:
>
>> i4. Il plurale dei termini d'origine straniera solitamente č
>>invariato: i souvenir.
>
> Scusate la scorreria di un lurker che č un pozzo d'ignoranza a
> confronto di voi, signori "dottor sottile", ma uno che scrivesse
> usando termini stranieri non usandone il plurale mi sembra ancora piů
> ignorante di uno che storpia o usa a sproposito i detti latini;
> l'ignoranza la do per scontata e non ha bisogno di alcuna
> manifestazione eclatante.
Per quel che conta, anch'io sapevo che la regola nell'uso delle parole
straniere sia quello di *non* usare il plurale. Quindi i souvenir, i fan di
Sting, le mail, i tre goal (o gol), cinque corner e due penalty in favore
della Solbiatese. Hai mai sentito alcuna di queste espressioni al plurale?
Qualcuno si č mai arrabbiato per il tono dei tuoi "posts"? Tu e un tuo
amico siete due "lurkers"? Mi suonerebbe davvero strano.
L'unica parola che mi sovvenga spesso usata al plurale č "fans", ma spesso
anche a sproposito, ovvero al singolare ("sono un tuo grande fans").
Ciao
--
Giovanni
>Nel Regno Unito si usano i gradi Celsius,
Le meteo inglesi oggidanno:
Aberdeen 61° F
Aberport 56° F
Aviemore 60° F
e così via
Se hai mai avuto un'auto costruita in UK, sai il dramma per trovare le
chiavi giuste; l'ufficiale è una cosa, quello che è in pratica è
un'altra, quasi dappertutto.
Io invido molto chi non è mai sfiorato da un dubbio e riesce così a
semplificarsi di molto la vita.
> Mo me ne torno a lurkare
Non sia mai. :-)
> ed a bearmi della vostra arte di spaccare il capello lessico in
sedicesimi.
Comprenderai che qui (non sempre: si fa anche il contrario) le questioni
linguistiche sono trattate con la stessa pignoleria con cui altrove sono
trattate
quelle cucinarie.
Ciao.
Gian Carlo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
> >Nel Regno Unito si usano i gradi Celsius,
>
> Le meteo inglesi oggidanno:
Già. Quando vivevo in America, sentivo usare i gradi Celsius soltanto
durante le lezioni di fisica. Previsioni del tempo, etichette, tutto usava
le misure locali. Lo stesso dicasi per il Regno Unito. La gente comune non è
nemmeno in grado di fare le equivalenze tra le due scale.
Piccolo aneddoto divertente: di fronte alla palestra del mio liceo
americano c'era una bacheca coi primati della scuola nelle varie discipline
sportive. Persino lí, tutte le misure, di lancio e di salto, erano in
pollici e piedi! E dire che alle Olimpiadi si usano i metri... A tutt'oggi
non so bene quanto fossero bravi, quei ragazzi...
> Se hai mai avuto un'auto costruita in UK, sai il dramma per trovare le
> chiavi giuste; l'ufficiale è una cosa, quello che è in pratica è
> un'altra, quasi dappertutto.
Ricordo un amico di mio padre, che ha un negozio di aeromodellismo. Un
giorno gli arriva un cliente che non trova un pezzo di ricambio per un
modellino radiocomandato costruito in Inghilterra, perché il diametro deve
essere di (credo) nove sedicesimi di pollice. In Italia esisteva solo una
ditta capace di fornire quei ricambî, ma chiaramente ne vendeva a quantità
minime molto superiori a quelle necessarie per riparare UN aeroplanino.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
> Hai mai sentito alcuna di queste espressioni al plurale?
Hai solo dimostrato il mio assunto: le lingue straniere vengono sate
da ignoranti per darsi un tono ignorando l'equivalente italiano;
ingesizzare fa cosě "figo".
Allora perchč non si scrive suvenir invece di souvenir; perchč una
mezza "correttezza" che sicuramente non fa un "piena"correttezza?
Se si deve italianizzare, allora lo si faccia fino in fondo crenado
dei completi neologismi, non delle mezze calzette con coprono le dita
ma scoprono le caviglie.
>Comprenderai che qui (non sempre: si fa anche il contrario) le questioni
>linguistiche sono trattate con la stessa pignoleria con cui altrove sono
>trattate
>quelle cucinarie.
Infatti in IHC le questioni si discutono molto spesso a tavola (il luogo
di tenzone della cucina).
Qui, trattandosi di linguistica (e di parole), il campo di battaglia č
la carta (elettronica) dove sovente ci lanciamo sferzate e spesso,
ahimč, anche frasi insolenti ed insultanti
--
Bye
Vitt
Quali fonti?
Guarda che con l'espressione "Nel Regno Unito si usano i gradi Celsius" si
intende che in quel regno usano ABITUALMENTE i gradi Celsius. Non si esclude che
una esigua minoranza usi i gradi Fahrenheit.
> Se hai mai avuto un'auto costruita in UK, sai il dramma per trovare le
> chiavi giuste; l'ufficiale è una cosa, quello che è in pratica è
> un'altra, quasi dappertutto.
Io non ho fatto alcun riferimento ai pollici, ma solo ai gradi Celsius.
E per i gradi Celsius mi riferivo proprio all'utilizzo PRATICO comune.
> Io invido molto chi non è mai sfiorato da un dubbio e riesce così a
> semplificarsi di molto la vita.
Sei tu quello che non ha dubbi, che enuncia che nel Regno Unito si usano i
Fahrenheit e che insiste anche se qualcuno gli fa notare che non è vero. Mi fa
piacere che tu sia tanto astuto da non complicarti la vita per documentare le
tue asserzioni. Per metter giù la mia ho controllato cosa fanno: la BBC, The
Guardian, L'Ufficio Meteorologico e le prime cinque pagine web inglesi che
definivano la febbre. Dopo aver trovato otto utilizzi di Celsius contro zero
utilizzi di Fahrenheit ho osato dire, con cognizione di causa, che nel Regno
Unito si usano i gradi Celsius.
Di certo io non invidio chi ha la verità in tasca e non si lascia contagiare dal
minimo dubbio. Riamanga pure a trastullarsi nel suo "sapere".
Siti che usano i Celsius per il meteo:
http://www.met-office.gov.uk/
http://www.weather.co.uk/
http://uk.weather.yahoo.com/
Credo siano i tre siti inglesi principali.
>Sei tu quello che non ha dubbi, che enuncia che nel Regno Unito si usano i
>Fahrenheit e che insiste anche se qualcuno gli fa notare che non è vero.
Se cambi le caratteristi liguistiche del tuo sitema e lo trasformi in
un inglese, poi su google inserisci meteo, e setti a 50 i link per
paginata, ti vengono fuori 12 paginate di link a siti meteo e dei
primi 150 che ho vistato, 112 mi portavano i gradi F, di cui solo 12
in corrispondenza con i C.
Io rispondo alla tua asserzione baronale cattedratica introdocendo i
dati che ho sperimetalmente ottenuto; tu affermi sanza riscontri e
prezendi riscontri da me; tu affermi una verità che creduta perche di
tua fonte, io ribatto dopo verifica, non porto i dati perchè tu non
porti i dati; par condicio.
Attento, che se non mascheri il tuo sitema, ottieni gli stessi link ma
con i dati in C e con le equivalenza in F, ma è evidente, nel caso
mascherato si rivolge ad un utente GB, quindi F, nell'altro ad un
utente continentale, quindi C.
> Insubrico
>
> > >Nel Regno Unito si usano i gradi Celsius,
> >
> > Le meteo inglesi oggidanno:
>
> Già. Quando vivevo in America, sentivo usare i gradi Celsius soltanto
> durante le lezioni di fisica. Previsioni del tempo, etichette, tutto usava
> le misure locali. Lo stesso dicasi per il Regno Unito. La gente comune non è
> nemmeno in grado di fare le equivalenze tra le due scale.
Nicola, per gli USA hai ragione, ma sei mai stato nel Regno Unito?
Hai la possibilità di guardare la BBC o Sky News via satellite?
Oppure cercare i loro siti su web? Ti pare che usino i Celsius per non farsi
capire?
Hai la possibilità di cercare, che so, "Scotland temperature" su Google e fare
una piccola statistica sulle prime cento pagine che trovi?
Così vedi se davvero vale "lo stesso dicasi per il Regno Unito".
> Piccolo aneddoto divertente: di fronte alla palestra del mio liceo
> americano c'era una bacheca coi primati della scuola nelle varie discipline
> sportive. Persino lí, tutte le misure, di lancio e di salto, erano in
> pollici e piedi! E dire che alle Olimpiadi si usano i metri... A tutt'oggi
> non so bene quanto fossero bravi, quei ragazzi...
Guarda che sono proprio gli USA ad essere molto più legati alle unità di misura
anglosassoni nell'uso quotidiano.
Ennesimo tentativo fallito di darmi contro. Bene.
Allora, vediamo di capirci, potrei anche essermi sbagliato.
Ti descrivo con maggior dettaglio come ho utilizzato Google.
(1) Cerco "Scotland temperature". Trovo sempre Celsius., spesso con i Fahrenheit
aggiunti tra parentesi. Dove ho sbagliato?
(2) Cerco BBC, The Guardian, Sky News: sono tre grandi mezzi di comunicazione di
massa tipicamente inglesi. Cerco una mappa con le temperature: sempre Celsius.
Dove avrei sbagliato?
(3) Cerco la parola "fever" su web e controllo le prime cinque occorrenze di una
qualche misura su siti del Regno Unito (ovvero con estensione co.uk). Trovo
cinque Celsius su cinque (a volte anche i gradi F tra parentesi). Dove avrei
sbagliato?
(4) Cerco le parole "Weather United Kingdom" e guardo i primi tre siti (tra
l'altro fatti benissimo) trovando per tre volte l'uso dei gradi Celsius.
Dove avrei sbagliato?
Veniamo ora alla tua *singola* ricerca (io ne ho fatte quattro).
> Se cambi le caratteristi liguistiche del tuo sitema e lo trasformi in
> un inglese,
A che serve fare questo?
> poi su google inserisci meteo, e setti a 50 i link per
> paginata, ti vengono fuori 12 paginate di link a siti meteo e dei
> primi 150 che ho vistato, 112 mi portavano i gradi F, di cui solo 12
> in corrispondenza con i C.
Dove hai selezionato Regno Unito?
Sai dove hai sbagliato?
Parli di Regno Unito e poi cerchi nel mondo intero: quindi la tua ricerca è
falsata dal gran numero di siti statunitensi. Naturale che siano molti.
> Io rispondo alla tua asserzione baronale cattedratica introdocendo i
> dati che ho sperimetalmente ottenuto; tu affermi sanza riscontri e
> prezendi riscontri da me;
Menti sapendo di mentire. Io ti ho indicato con grande dettaglio come ho fatto
le mie ricerche: ti ho pure fornito dei nomi specifici dei siti, eccezion fatta
per quelli relativi alla febbre perché non sono rinomati.
> tu affermi una verità che creduta perche di
> tua fonte, io ribatto dopo verifica, non porto i dati perchè tu non
> porti i dati; par condicio.
Niente affatto: io ti ho scritto come trovare quel che ho trovato io!
Chiunque mi legge può rifare la stessa cosa che ho fatto io.
Non ho riportato i dati per il semplicissimo motivo che li puoi controllare da
te! Vai nei più importanti siti meteorologici inglesi, nel sito della BBC, nel
sito di Sky News e guarda la prima cartina che trovi. Non te le posso incollare
su NG. La prova non è fatta di qualche riga che incollo qui, ma dalla fonte
stessa che non è in mio potere modificare.
> Attento, che se non mascheri il tuo sitema, ottieni gli stessi link ma
> con i dati in C e con le equivalenza in F, ma è evidente, nel caso
> mascherato si rivolge ad un utente GB, quindi F, nell'altro ad un
> utente continentale, quindi C.
Ma per favore! Che stupidaggine!
Se vado sui siti USA trovo ben i Fahrenheit, mica i Celsius!
Ti pare che le pagine web vengano adattate ai lettori?
Non lo escludo in linea di principio, ma nella mia esperienza trovo
sempre °F nei siti USA e °C nei siti UK.
Prova a guardare i tre siti seguenti:
mettendo pure "Inglese britannico" nel tuo sistema...
Ti invito anche a cercare le prime dieci pagine "Arizona temperature" e le prime
dieci con "Scotland temperature" *senza* far modifiche al tuo sistema (inutili).
Vedrai che in Scozia vanno i Celsius e in Arizona vanno i Fahrenheit.
Tu hai mescolato USA con UK.
> Nicola Nobili:
>
>> Insubrico
>>
>> > >Nel Regno Unito si usano i gradi Celsius,
>> >
>> > Le meteo inglesi oggidanno:
>>
>> Già. Quando vivevo in America, sentivo usare i gradi Celsius
>> soltanto
>> durante le lezioni di fisica. Previsioni del tempo, etichette, tutto
>> usava le misure locali. Lo stesso dicasi per il Regno Unito. La gente
>> comune non è nemmeno in grado di fare le equivalenze tra le due
>> scale.
>
> Nicola, per gli USA hai ragione, ma sei mai stato nel Regno Unito?
> Hai la possibilità di guardare la BBC o Sky News via satellite?
> Oppure cercare i loro siti su web? Ti pare che usino i Celsius per non
> farsi capire?
BBC World usa i Celsius, ma la BBC britannica usa ancora entrambe le unità
di misura. A quanto ne so, ha in programma da anni di disfarsi dei
Fahrenheit, ma tutte le volte che ci prova qualche spettatore inferocito la
dissuade a forza di proteste. Dev'essere anche per via dell'importanza
pressoché religiosa che le previsioni del tempo assumono nella terra
d'Albione.
--
Giovanni
> On Sun, 14 Jul 2002 22:10:03 GMT, Giovanni Tiso
> <gtis...@nospam.hotmail.com> wrote:
>
>> Hai mai sentito alcuna di queste espressioni al plurale?
>
> Hai solo dimostrato il mio assunto: le lingue straniere vengono sate
> da ignoranti per darsi un tono ignorando l'equivalente italiano;
> ingesizzare fa così "figo".
Ciò non toglie che la regola sia che, quando si importano sostantivi
stranieri nella nostra lingua, essi siano invarianti. Puoi arrampicarti
sugli specchi fin che vuoi e dare la colpa agli italiani ignoranti su su
fino a Dante, ma la questione non cambia. Un caterpillar, due caterpillar,
un raid, due raid, un dossier, due dossier, un corner, due corner. Se vuoi
renderti ridicolo di fronte ai tuoi ascoltatori e pluralizzare questi
termini (voglio poi vederti con quelli arabi), accomodati.
> Allora perchè non si scrive suvenir invece di souvenir;
A volte succede (diciamo bistecca, non beefsteak), le italianizzazioni
hanno diverse sfumature. Magari un giorno la parola diventerà suvenì. Se
credi che l'importazione di parole straniere sia un fatto (diresti un
"malcostume", credo) recente, comunque ti sbagli.
> perchè una
> mezza "correttezza" che sicuramente non fa un "piena"correttezza?
> Se si deve italianizzare, allora lo si faccia fino in fondo crenado
> dei completi neologismi, non delle mezze calzette con coprono le dita
> ma scoprono le caviglie.
Allora tutti d'accordo: d'ora in poi si fa come dice lui. ;-)
Mi è venuta una curiosità: qualcuno dei frequentatori sa dove potrei
rintracciare (solo in rete, però, ché abito all'estero) la lista dei
vocaboli stranieri o di origine straniera abolita da Mussolini, e i suoi
sostituti?
Ciao
--
Giovanni
Questa interessante precisazione verrà fatta passare come quella che avvalora:
> Un esempio per tutti: la temperatura non é mai espressa in Celsius ma in
> Fahrenheit.
In molti degli esempi citati ho trovato la doppia unità.
Ho contato come utilizzi dei Celsius tutti i casi in cui l'equivalenza in gradi
Fahrenheit era aggiunta tra parentesi.
> Mi è venuta una curiosità: qualcuno dei frequentatori sa dove potrei
> rintracciare (solo in rete, però, ché abito all'estero) la lista dei
> vocaboli stranieri o di origine straniera abolita da Mussolini, e i
> suoi sostituti?
Nel frattempo ne ho trovati alcuni:
water closet --- sciacquone
panorama --- tuttochesivede
cotillons --- cotiglioni
whisky --- spirito d’avena
Altri?
--
Giovanni
>
>Altri?
Touring club = consociazione turistica
--
Bye
Vitt
> Mi è venuta una curiosità: qualcuno dei frequentatori sa dove potrei
> rintracciare (solo in rete, però, ché abito all'estero) la lista dei
> vocaboli stranieri o di origine straniera abolita da Mussolini, e i suoi
> sostituti?
Io ho un vecchio (vecchissimo) Palazzi, che in appendice riporta una serie
di termini stranieri e la relativa proposta di italianizzazione. Non me li
ricordo tutti, ma alcuni son simpatici: "abagiù" per "abat-jour",
l'usatissimo "ragù" per "ragout" (non ho voglia di cercare l'accento
circonflesso, non me ne vogliate), "mescita" per "bar", "coda di gallo" per
"cocktail",
Da notare che molti termini sono, poi, rimasti anche nell'uso attuale, come
i termini calcistici ("fuori gioco" per "offside", per fare un esempio; e
poi tutti i vari termini come "centravanti", "libero" e così via; ma siccome
non m'intendo di calcio, non conosco i relativi termini inglesi), alcuni
adattamenti fonetici ("maionese" per "mayonnaise", il già citato "ragù"),
"autista" per "chauffeur".
Altri termini sono al limite fra l'accettazione e il rifiuto: "rete" al
posto di "goal" viene usato, ma di rado; "diporto" al posto di "sport" non è
usato comunemente, se non in certe forme fisse (mi viene in mente
"imbarcazione da diporto") e probabilmente burocratiche.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
>whisky --- spirito d'avena
da cui immagino che sia venuto lo "spirito di patata"
Peggio: la Cristina.
ciao
--
Danilo Giacomelli
-----------------------------
Dice il Saggio: "Prima di urlare nel corridoio di aver
scoperto il DNB, controlla di non aver fatto correre il
gel con la polarità invertita".
-----------------------------
> BBC World usa i Celsius, ma la BBC britannica usa ancora entrambe le unità
> di misura. A quanto ne so, ha in programma da anni di disfarsi dei
> Fahrenheit, ma tutte le volte che ci prova qualche spettatore inferocito
la
> dissuade a forza di proteste.
In effetti, sia i molti inglesi che ho conosciuto, sia le molte lettere
(non di carattere scientifico) provenienti dal Regno Unito che ho letto
esprimono le temperature sempre e solamente in gradi Fahrenheit. Molti
inglesi, ho verificato di persona, non sono nemmeno in grado di fare
l'equivalenza, bene che vada sanno che la scala Celsius si basa sui valori 0
e 100.
Ieri infatti scriveva che nel Regno Unito i gradi Celsius si usano solo nei
libri di fisica, NON nelle le previsioni del tempo e NON nelle etichette.
Poiché ho indicato che la televisione (BBC e Sky News) e i tre principali siti
meteo del Regno Unito usano i gradi Celsius, ecco Nicola aggirare il problema
puntando tutto sui "molti" inglesi da lui conosciuti e sulle molte lettere
(attenzione: non scientifiche) provenienti da quel paese. Comodo: non si parlava
di previsioni del tempo? Ora rimedia su ciò che non si può controllare?
Comodo doppiamente. Sta a vedere che è normale scrivere lettere in cui si fanno
previsioni del tempo esprimendo temperature in gradi. Non ho mai letto una
lettera del genere in vita mia. Non riesco neppure ad immaginarmela... Dear
Catherine, prevedi anche tu una massima di 98 gradi domani?
E' credibile uno che prima parla di previsioni meteo e poi ripiega su delle
presunte molte lettere non scientifiche ricevute? Ma chi le ha scritte?
Ricordo cosa scriveva lunedì...
.........................................................................
Già. Quando vivevo in America, sentivo usare i gradi Celsius soltanto
durante le lezioni di fisica. Previsioni del tempo, etichette, tutto usava
le misure locali. Lo stesso dicasi per il Regno Unito. La gente comune non è
nemmeno in grado di fare le equivalenze tra le due scale.
.........................................................................
Cosa ho letto invece oggi...
.........................................................................
> In effetti, sia i molti inglesi che ho conosciuto, sia le molte lettere
> (non di carattere scientifico) provenienti dal Regno Unito che ho letto
> esprimono le temperature sempre e solamente in gradi Fahrenheit.
.........................................................................
Ho il forte sospetto che queste siano menzogne "sicure" perché non ci è dato
modo di controllare. Come possiamo noi procurarci molte lettere che fanno
previsioni del tempo in modo non scientifico? Probabilmente le ha collezionate
tutte Nicola.
> Molti
> inglesi, ho verificato di persona, non sono nemmeno in grado di fare
> l'equivalenza, bene che vada sanno che la scala Celsius si basa sui valori 0
> e 100.
Questo è perfettamente credibile perché è normale.
Anche molti italiani non sanno fare la conversione.
Ah, quali etichette? Quella sui maglioni di lana? Celsius!
http://www.woolmark.com/site_englishinternational/label.html
Piccolo aneddoto altrettanto poco divertente: quando, diciottenne, andai a
lavorare nei mesi estivi in una piccola fabbrica dell'Arizona, dovemmo
affrontare il problema della legalità del contratto di lavoro per me che avevo
un visto turistico. Ricoprii la figura del consulente esperto del sistema
metrico aziendale. Il mio sapere era contenuto in un piccolo libretto rosa che
ancora conservo con centinaia di equivalenze. In realtà facevo il tuttofare
nelle linee di produzione, ma, in caso di controllo, tutti sapevano che io ero
quello che sapevo di unità di misura strane. Scoprii laggiù il microtorr che è
un'unità di misura del vuoto (ovvero delle pressioni bassissime). Un Torr è un
millimetro di mercurio e dovrebbe arrivare da Torricelli, immagino.
Nicola Nobili wrote:
> Molti
> inglesi, ho verificato di persona, non sono nemmeno in grado di fare
> l'equivalenza, bene che vada sanno che la scala Celsius si basa sui valori 0
> e 100.
In effetti questo e` vero: anche gli inglesi che ho intervistato io mi
hanno detto che non sanno fare la conversione, e non hanno mai capito i
farenheit. Alla tv per le previsioni usano i celsius.
Ciao
--
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
> Un Torr è un
>millimetro di mercurio e dovrebbe arrivare da Torricelli, immagino.
Nella mia Bibbia sulle unità di misura (Fazio, Manuale delle unità di
misura, ISEDI 1973) non compare nell'indice analitico ed in nessun punto
è citata l'origine.
Buffo! Consultando "pressione" lo trovo nominato tra le unità che
"devono sparire" entro il 31 dicembre 1977 (le ultime virgolette erano
presenti nel manuale!), insieme a metro d'acqua, cavallo vapore,
caloria, frigoria.
Fazio faceva bene a virgolettare!
Però era scritto torr, con la minuscola.
--
Bye
Vitt
>Insubrico, certo che sei arrogante forte!
Ti ringrazio d'avermi promosso a specchio in cui vedi te stesso.
E siccome sta menata, assommata alla tua proterva e villana sicumera,
potendo fare a meno della tua compagnia, non ti killo perchè non killo
neanche i trolls, ma ritorno a lurkare lasciandoti con la tua
convinzione d'essere sempre nel giusto perchè sei tu a dirlo, novello
Aristotele.
Per curiosità, sara mica un cattedratico con la tendenza alla baronia?
Addio.
>panorama --- tuttochesivede
>cotillons --- cotiglioni
>whisky --- spirito d’avena
E la Crusca avrebbe generato 'sti mostri?
Era lei l'incarica dell'epurazione linguistica, no.
Non è che t'è capitata sottomano una velina di un qualche pestatasti?
Panorama da quale lingua proverrebbe?
Per cotillon non c'era già "presente" nel senso di piccolo regalo?
Io non sono verticale, non do dello stupido a colui con il quale
discuto o polemizzo; non impongo niente, ma non voglio neanche farmi
imporre delle regole che non hanno senso logico, come l'invarabilità
di euro; in italiano le valute hanno il plurale ed anche euro ce l'ha
per me e nel mio lessico corrente, e tutti mi capiscono sempre quando
dico:- 10 euri-
Mi suona storto come ministra, avvocata, notaia, dottora, direttora,
ecc., e tanto basta a me; poi gli altri facciano ciò che credono e
ritengono giusto e corretto.
Prima le spari, poi, di fronte all'evidenza delle prove, fuggi insultando.
> convinzione d'essere sempre nel giusto perchè sei tu a dirlo,
Io? Lo stai dicendo anche tu!
La tua rinuncia a contestare una qualsiasi delle mie analisi oggettive non fa
che rafforzare questa mia convinzione.
>da cui immagino che sia venuto lo "spirito di patata"
Mica tanto.
dalle patate si ricava effettivamente lo spirito, al punto che qui in
Svizzera l'imprtazione delle patate dipende dalla regia degli alccoli
e non dal dipartimento dell'interno, ufficio dell'agricoltura.
Sì, con la minuscola.
Ho dimenticato di specificare l'aneddoto anche se si può intuire.
Tra tutti i loro PSI (libbre al pollice quadro) salta fuori un'unità dal
significato oscuro sebbene usatissima in quell'ambiente. Proprio io, lo
straniero italiano "esperto" del sistema metrico, che ignora forse l'unica unità
di misura usata in quel posto che racchiude un po' di metro e un po' d'Italia.
Beh, ne ho approfittato per raccontare della tensione e della rana morta...
> On Mon, 15 Jul 2002 23:49:18 GMT, Giovanni Tiso
> <gtis...@nospam.hotmail.com> wrote:
>
>>panorama --- tuttochesivede
>>cotillons --- cotiglioni
>>whisky --- spirito d’avena
>
> E la Crusca avrebbe generato 'sti mostri?
> Era lei l'incarica dell'epurazione linguistica, no.
> Non è che t'è capitata sottomano una velina di un qualche pestatasti?
> Panorama da quale lingua proverrebbe?
Inglese. Notare che usiamo di questa parola il plurale.
> Io non sono verticale, non do dello stupido a colui con il quale
> discuto o polemizzo;
Non intendevo darti dello stupido, se così è parso mi scuso. Sinceramente.
> non impongo niente, ma non voglio neanche farmi
> imporre delle regole che non hanno senso logico, come l'invarabilità
> di euro; in italiano le valute hanno il plurale ed anche euro ce l'ha
> per me e nel mio lessico corrente, e tutti mi capiscono sempre quando
> dico:- 10 euri-
Anch'io sarei tentato di usare "euri", e non so nemmeno se vada considerata
una parola straniera. Poi le regole non le fanno mica le grammatiche, ma i
parlanti: se abbastanza persone useranno "euri", il termine smetterà di
essere invariante.
> Mi suona storto come ministra, avvocata, notaia, dottora, direttora,
> ecc., e tanto basta a me; poi gli altri facciano ciò che credono e
> ritengono giusto e corretto.
Il mio discorso era: siccome ti sei presentato dando dell'ignorante a chi
scrive souvenir al plurale, mi sono permesso di farti notare che di parole
straniere che non fanno plurale è infarcita la lingua. Poi tu sei libero di
fare come vuoi, finché la gente ti capisce. Ma faccio molta fatica a
credere che tu usi frasi del tipo "Sono un vero alteta, pratico
abitualmente tre sports". Confermi?
--
Giovanni
> Il mio discorso era: siccome ti sei presentato dando dell'ignorante a
> chi scrive souvenir al plurale,
a chi *non* scrive, evidentemente. Ops.
--
Giovanni
Taxi -> Tassì, l'avete già scritto?
P.
> > Panorama da quale lingua proverrebbe?
>
> Inglese. Notare che usiamo di questa parola il plurale.
Sei sicuro? Il singolare quale sarebbe?
Ciao
P.
Italiano: sing. panorama, pl. panorami
Inglese: sing. panorama, pl. panoramas
O mi sono perso qualcosa?
--
Giovanni
Dal Garzanti: panorama
Sillabazione/Fonetica: [pa-no-rà-ma]
Etimologia: Dall'ingl. panorama, comp. di pan- 'pan-' e il gr. hórama
'visione, spettacolo', da horân 'vedere'
[...]
E dall'Etimologico Zanichelli:
[...]
Ingl. panorama, comp. di pan- e gr. hórama 'vista, spettacolo' (da horân
'vedere', d'orig. indeur.): "Questa voce, composta con elementi greci,
indicava in origine una figurazione paesistica, dipinta sulla faccia interna
di una superficie cilindrica, chiamata ciclorama (e, verso il 1796 ca.,
panorama) dal suo inventore, il pittore irlandese R. Barker che se ne servì
per la prima volta nel 1789 ca. per una rappresentazione di Edimburgo.
Sempre in Inghilterra il termine è stato usato, poi, a designare la veduta
generale di un paesaggio (1828) e, in senso figurato, ogni esposizione o
rassegna complessiva di fatti, fenomeni, ecc. (1801)" (Benedetti Scott 143).
Si veda anche Migl. Par. Panoramico ci viene dall'ingl. panoramic (1813) o
dal fr. panoramique (1823).
E sì, pare derivi dall'inglese.
--
Ciao,
Marco
E tu sai che anche la scala Fahrenheit si basa sui valori 0 e 100?
Lo zero è il minimo che può misurare il termometro a mercurio (perché
solidifica) quindi è un buon punto per iniziare una scala. Il 100 è una
temperatura importantissima: quella del nostro sangue.
GCPillan wrote:
> E tu sai che anche la scala Fahrenheit si basa sui valori 0 e 100?
>
> Lo zero è il minimo che può misurare il termometro a mercurio (perché
> solidifica) quindi è un buon punto per iniziare una scala. Il 100 è una
> temperatura importantissima: quella del nostro sangue.
?????
K
Niente. Č che avevo capito male io cosa intendevi.
D'altra parte, non ti eri spiegato bene. Intendevi
dire che usiamo un plurale regolare, invece di
considerare la parola invariabile. Giusto?
Ciao
P.
Pierpaolo BERNARDI wrote:
>
> Taxi -> Tassì, l'avete già scritto?
Il romanzo "La donna della domenica", di Fruttero e Lucentini, si
conclude con i ricchi protagonisti e raffinati*, Maria Carla ed il suo
giovane amante, che salgono su un taxi e ricominciano a discutere se sia
meglio dire taxi o tassì....
*da quando P.B. è diventato scikism non scrive più inversioni. E'
corretto chiamarle inversioni? Perchè nessun sapientone risponde su
questa f. r.?
karla
Giovanni Tiso wrote:
> Anch'io sarei tentato di usare "euri", e non so nemmeno se vada considerata
> una parola straniera. Poi le regole non le fanno mica le grammatiche, ma i
> parlanti: se abbastanza persone useranno "euri", il termine smetterà di
> essere invariante.
All'inizio, io ero favorevole al plurale "euro", ora mi capita sempre
più spesso di dire "euri".
Andando in banca ho notato che anche gli impiegati, qui, dicono "euri".
>
> > Mi suona storto come ministra, avvocata, notaia, dottora, direttora,
> > ecc., e tanto basta a me; poi gli altri facciano ciò che credono e
> > ritengono giusto e corretto.
A me suonano benissimo! Saranno scorretti grammaticalmente, ma io li
trovo così "politicamente corretti" nei confronti del genere, che, se
potessi imporre tutti i femminili in -a, lo farei subito! :-)))
> --
> Giovanni
Karla
> E tu sai che anche la scala Fahrenheit si basa sui valori 0 e 100?
>
> Lo zero è il minimo che può misurare il termometro a mercurio (perché
> solidifica) quindi è un buon punto per iniziare una scala.
Questo non può essere corretto.
Il mercurio fonde a -38.85 Celsius, mentre 0 Fahrenheit
corrispondono a -17.77 Celsius.
P.
La scala Fahrenheit è definita in modo tale che 100 F è
la temperatura media del corpo umano. Non è il massimo
della precisione, ma è comodo per i termometri clinici: se
hai piú di 100 vuol dire che hai la febbre (invece, se hai
meno di 90 vuol dire che sei morto).
!!!!!
P.
>in IHC le questioni si discutono molto spesso a tavola (il luogo
>di tenzone della cucina).
>
>Qui, trattandosi di linguistica (e di parole), il campo di battaglia č
>la carta (elettronica) dove sovente ci lanciamo sferzate e spesso,
>ahimč, anche frasi insolenti ed insultanti
Lo so. Per quanto anche lanciarsi, che ne so, piatti di
pastasciutta... :-)
Ciao.
Gian Carlo
Già, hai ragione. Si vede che mi ricordo male.
Potrebbe essere la minima temperatura che otteneva con ghiaccio e sale?
GCPillan wrote:
>
> Nicola Nobili:
> > [...] Molti
> > inglesi, ho verificato di persona, non sono nemmeno in grado di fare
> > l'equivalenza, bene che vada sanno che la scala Celsius si basa sui valori 0
> > e 100.
>
> E tu sai che anche la scala Fahrenheit si basa sui valori 0 e 100?
la definizione della scala F. e` stata piuttosto travagliata e lunga.
Puoi trovarne un resoconto qui
http://www.rci.rutgers.edu/~jup/metric/fahrenheit.html
Comunque in inghilterra la tv usa i celsius.
>> >> > Panorama da quale lingua proverrebbe?
>> >>
>> >> Inglese. Notare che usiamo di questa parola il plurale.
>> >
>> > Sei sicuro? Il singolare quale sarebbe?
>> >
>>
>> Italiano: sing. panorama, pl. panorami
>> Inglese: sing. panorama, pl. panoramas
>>
>> O mi sono perso qualcosa?
>
> Niente. Č che avevo capito male io cosa intendevi.
>
> D'altra parte, non ti eri spiegato bene. Intendevi
> dire che usiamo un plurale regolare, invece di
> considerare la parola invariabile. Giusto?
Sě, mi sono reso conto anch'io dopo del qui pro quo. Intendevo dire che
panorama č una parola straniera non invariabile. Il plurale che usiamo non
č quello quello inglese, ma comunque fa eccezione. Secondo me č passata
cosě facilmente per italiana perché suona italiana - molto piů arduo
sarebbe fare di sporti il plurale di sport.
Ciao
--
Giovanni
>Inglese. Notare che usiamo di questa parola il plurale.
Giuro mai incontrato, lascape si, ma panorama c'avrei scomemsso i cosi
che fosse italiana; ma allora, prima dell'ondata di anglofonofilia,
come indicava il Canaletto le sue vedute, appunto vedute? e se c'era
veduta, che spero sia italiana e non estera, che bisogno aveva la
Crusca di creare un neologismo?
>Non intendevo darti dello stupido, se così è parso mi scuso. Sinceramente.
Non era rivolto a te, che pur se piuttosto enfatico nelle tue difese,
sei sempre nel corretto, ma qualcuna altro che distribuisce piene mani
ciò di cui deve essere straricco, patenti stupidità e similari.
>Il mio discorso era: siccome ti sei presentato dando dell'ignorante a chi
>scrive souvenir al plurale, mi sono permesso di farti notare che di parole
>straniere che non fanno plurale è infarcita la lingua. Poi tu sei libero di
>fare come vuoi, finché la gente ti capisce. Ma faccio molta fatica a
>credere che tu usi frasi del tipo "Sono un vero alteta, pratico
>abitualmente tre sports". Confermi?
Circa quella che tu definici "regola" circa l'invariabilità dei
termini stranieri, non so chi l'ha definita e da quanto tempo esite,
ma mi pare una semplificazione in gloria dell'ignoranza delle lingue
straniere, semplicemente; e siccome d'ignoranti oranti in Tv e sui
giornali siamo stracolmi....
No, non confermo che pratico tre sports, oggi, ma pratico solo
attività, confermo che io do a Cesare quel che è di Cesare, e che
quindi uso i plurali delle parole straniere di cui conosco la lingua,
almeno quel tanto da sapere come si fa il plurale, e che mi astengo
dall'usare quelle di provenienza da quelle che non conosco, forse ad
esclusione di kamikaze, che uso sia per 1 che per molti.
A memoria, mi ricordo che 0 F è la temperatura di una qualche
soluzione, ma non mi ricordo quale. Se tu ti ricordi che c'entra
il congelamento dei termometri potrebbe essere il liquido che
si usa per i termometri ad alcool.
Vabbè, controllo:
...
"... si assumevano come punti fissi la temperatura di una miscela
di ghiaccio e di sale ammoniaco e quella normale del corpo
umano..."
...
"La definizione era difettosa perchè¹ i punti termici fondamentali
erano variabili. Più tardi la scala F. fu coordinata con la scala Celsius
o centigrada, indicando rispettivamente con 32 °F e 212 °F le
temperature del ghiaccio fondente e dei vapori di acqua bollente a
pressione normale. ..."
P.
----
¹ Su quest'enciclopedia, tutti gli accenti sono gravi. Stampata nel '56.
> On Tue, 16 Jul 2002 22:30:44 GMT, Giovanni Tiso
> <gtis...@nospam.hotmail.com> wrote:
>
>>Inglese. Notare che usiamo di questa parola il plurale.
> Giuro mai incontrato, lascape si, ma panorama c'avrei scomemsso i cosi
> che fosse italiana; ma allora, prima dell'ondata di anglofonofilia,
> come indicava il Canaletto le sue vedute, appunto vedute? e se c'era
> veduta, che spero sia italiana e non estera, che bisogno aveva la
> Crusca di creare un neologismo?
Non ne ho la più pallida idea, e credo che nemmeno Mussolini in persona
usasse "tuttochesivede". La lista era comicissima, la ricordo vagamente da
una grammatica delle medie. Poi è vero che certe parole sono rimaste.
>
>>Non intendevo darti dello stupido, se così è parso mi scuso.
>>Sinceramente.
> Non era rivolto a te, che pur se piuttosto enfatico nelle tue difese,
> sei sempre nel corretto, ma qualcuna altro che distribuisce piene mani
> ciò di cui deve essere straricco, patenti stupidità e similari.
Okay, ho capito male, è per via della coda di paglia che tengo (è che su un
altro ng in questi giorni mi stanno facendo un paiolo a capannuccia).
> >>Il mio discorso era: siccome ti sei presentato dando dell'ignorante a
>>chi scrive souvenir al plurale, mi sono permesso di farti notare che
>>di parole straniere che non fanno plurale è infarcita la lingua. Poi
>>tu sei libero di fare come vuoi, finché la gente ti capisce. Ma faccio
>>molta fatica a credere che tu usi frasi del tipo "Sono un vero alteta,
>>pratico abitualmente tre sports". Confermi?
> Circa quella che tu definici "regola" circa l'invariabilità dei
> termini stranieri, non so chi l'ha definita e da quanto tempo esite,
Come molte di quelle che chiamiamo regole, credo sia nata dalla prassi. Ho
diffidenza delle regole, in senso generale, ma qui mi pare abbastanza
calzante - le eccezioni sono poche.
> ma mi pare una semplificazione in gloria dell'ignoranza delle lingue
> straniere, semplicemente; e siccome d'ignoranti oranti in Tv e sui
> giornali siamo stracolmi....
> No, non confermo che pratico tre sports, oggi, ma pratico solo
> attività,
Attività sportive? Sarebbe un modo elegante di aggirare il problema.
> confermo che io do a Cesare quel che è di Cesare, e che
> quindi uso i plurali delle parole straniere di cui conosco la lingua,
> almeno quel tanto da sapere come si fa il plurale, e che mi astengo
> dall'usare quelle di provenienza da quelle che non conosco, forse ad
> esclusione di kamikaze, che uso sia per 1 che per molti.
Come la mettiamo con le parole latine, anche quella lingua straniera è. Un
forum va bene, ma due cosa sono per te?
--
Giovanni
A parziale conferma di quanto sostieni, posto che io dico 'due goal' e 'tre
film', riporto questo passo dalla grammatica di Sensini sulla formazione del
plurale delle parole straniere, dopo averne indicato l'invariabilità:
"Però i nomi stranieri che non sono entrati nell'uso comune dei parlanti e,
quindi, sono ancora sentiti come forestierismi tendono a formare il plurale
secondo le norme delle rispettive lingue di provenienza: il raid / i raids;
il lied / i lieder."
--
Ciao,
Marco
>
> "Insubrico" <insu...@i-banti.org> ha scritto nel messaggio
> news:62qbjug0m6qg15ttf...@4ax.com...
> [...]
>
> A parziale conferma di quanto sostieni, posto che io dico 'due goal' e
> 'tre film', riporto questo passo dalla grammatica di Sensini sulla
> formazione del plurale delle parole straniere, dopo averne indicato
> l'invariabilità: "Però i nomi stranieri che non sono entrati nell'uso
> comune dei parlanti e, quindi, sono ancora sentiti come forestierismi
> tendono a formare il plurale secondo le norme delle rispettive lingue
> di provenienza: il raid / i raids; il lied / i lieder."
La discussione però è partita da souvenir, che ormai credo sia entrato
nell'uso comune. Comunque lieder è un esempio molto calzante della scuola
di pensiero di Insubrico, credo proprio sia rimasto il suo plurale nell'uso
(a differenza di raids).
Ciao
--
Giovanni
Anche la scala Kelvin comincia dallo zero.
Incredibile, eh ?... :-)))
Se non ricordo male, lo zero Kelvin è uguale allo zero assoluto
(-273°C), il che ne fa uno zero "serio".
--
Er Roscio.
(mi dite il nome di una scala che non ha lo zero, né il 100,
per favore ?... :-)))
> La discussione però è partita da souvenir, che ormai credo sia entrato
> nell'uso comune. Comunque lieder è un esempio molto calzante della scuola
> di pensiero di Insubrico, credo proprio sia rimasto il suo plurale
nell'uso
> (a differenza di raids).
>
Io ho solo ribadito l'invariabilità nel plurale per i nomi di origine
straniera.
Con solamente le eccezioni sopra menzionate dal Sensini.
--
Ciao,
Marco
> Anche la scala Kelvin comincia dallo zero.
Anche? Ma le altre scale NON cominciano dallo zero. :-)
Ciao.
Gian Carlo
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Inviato via http://usenet.libero.it
> La discussione però è partita da souvenir, che ormai credo sia entrato
> nell'uso comune. Comunque lieder è un esempio molto calzante della scuola
> di pensiero di Insubrico, credo proprio sia rimasto il suo plurale
nell'uso
> (a differenza di raids).
>
Che poi di 'lied' e 'raid' il De Mauro li riporta al plurale invariati.
Il Garzanti e il Disc Giunti, invariato 'raid', e 'lied', invece, al
pl.'lieder'.
Sono pertanto un po' le eccezioni che confermano la regola.
--
Ciao,
Marco
Azz... vuoi dire che la scala Celsius comincia dal 100
e va indietro fino allo zero ?... :-)))
(va bé, poi continua coi valori negativi, ma non era questo
il punto... :-)PPP
--
Er Roscio.
[Roscio]
>>> Anche la scala Kelvin comincia dallo zero.
[magica]
>> Anche? Ma le altre scale NON cominciano dallo zero. :-)
[Roscio]
> Azz... vuoi dire che la scala Celsius comincia dal 100
> e va indietro fino allo zero ?... :-)))
No. Volevo dire che la scala Celsius comincia a circa -273 °C,
mentre la kelvin a 0 K.
Le scale, come tutto il resto, cominciano nel punto che più indietro
non si può. :-)
> Comunque lieder č un esempio molto calzante della scuola
> di pensiero di Insubrico, credo proprio sia rimasto il suo
> plurale nell'uso (a differenza di raids).
A me capita anche di sentire "il lieder" (da persone non
esperte di musica, ovviamente). La mia impressione č
che lieder sia la forma conosciuta da tutti, e solo gli esperti
(di tedesco, o di musica) sanno che č un plurale. O sono
io che frequento persone particolarmente ignoranti?
P.
>Anche la scala Kelvin comincia dallo zero.
>Incredibile, eh ?... :-)))
Sa l'altra incredibilità?
Ogni scala inizia con il primo gradino e finisce con l'ultimo.
Poi ogni gradino prede il seguente e segue il precedente salvo il
primo e l'ultimo.
Ma si scoprono sempre delle verità nuove ma sempre vere.
>Attività sportive? Sarebbe un modo elegante di aggirare il problema.
No, attività e basta.
Faccio attività velica, nel senso che vado in barca a vela ma rifiuto
ogni e qualsiasi tipo di coinvolgimento in competizioni (le regate le
ho lasciate quando, dopo il Fastnet del 76, mi sembra, in cui morirono
un mucchi di persone per la coglioneria degli armatori e dei
progettisti, ho visto mettre le performances davanti alla sicurezza)
quindi niente sports ma solo attività diportistica.
>Come la mettiamo con le parole latine, anche quella lingua straniera è. Un
>forum va bene, ma due cosa sono per te?
La mettiamo come con l'analfabetismo di ritorno; siccome me ne ricordo
tanto poco da essere appena un poco più di niente, evito di fare la
rana dala bocca larga e non le uso, salvo pochissime di cui sono
assolutamente certo.--
Pierpaolo BERNARDI wrote:
>
> La scala Fahrenheit è definita in modo tale che 100 F è
> la temperatura media del corpo umano. Non è il massimo
> della precisione, ma è comodo per i termometri clinici: se
> hai piú di 100 vuol dire che hai la febbre (invece, se hai
> meno di 90 vuol dire che sei morto).
Trattandosi di misure così importanti, direi che la definizione è
*molto* imprecisa; come pure il concetto "temperatura media del corpo
umano". Applicando la regoletta di Pillan:
(100-32)*5/9= 37,(7)
non ci siamo, ma la meraviglia era per l'altra affermazione che avete
già chiarito.
> P.
Ciao
K
Pierpaolo BERNARDI wrote:
> A me capita anche di sentire "il lieder" (da persone non
> esperte di musica, ovviamente). La mia impressione è
> che lieder sia la forma conosciuta da tutti, e solo gli esperti
> (di tedesco, o di musica) sanno che è un plurale. O sono
> io che frequento persone particolarmente ignoranti?
Sui CD di solito c'è scritto Lieder: Franz Schubert Lieder, e sotto,
Dietrich Fischer- Dieskau ( voce divina, c'è chi lo considera il più
grande baritono vivente) :-))
Sulla copertina del Garzanti c'è scritto altissimo LIEDER, testi
originali e traduzioni, segue l'elenco di una ventina di autori, da
Beethoven a Wolf.
Voglio dire che, se non si sa il tedesco e non si frequentano le sale da
concerto, è facile confondersi perchè legge quasi sempre al plurale.
> P.
Ciao
k
Prova a metterti nel 1700 e ad inventare un termometro a mercurio.
Immaginati con tubetti autostruiti e strani intrugli refrigeranti.
Cerchi la praticità, innanzitutto. In quest'ottica mettere la fusione del
ghiaccio a 32 gradi e la temperatura corporea a 96, mi pare ragionevolissimo.
Pur rispettando quel che a te pare, ti informo di come di fatto stanno le cose.
In questo NG il tema è stato molto dibattuto in passato, ovviamente tra persone
che avevano idee diverse e ti posso assicurare che:
1) ci sono validi motivi razionali per seguire la regola dell'invarianza
2) tutte le persone colte la seguono, forse qualche eccezione esiste, ma per ora
non è stata ancora identificata in questo NG.
Il non seguire tale regola (ovvero mettere le esse) può significare:
a) ignorare la regola che seguono le persone colte
b) fare gli esibizionisti, ovvero far vedere che si sanno inglese o spagnolo
c) ritenere che sia corretto "rispettare" il termine straniero.
Naturalmente quelli che scrivono in questo NG sono in (c).
Purtroppo però sarai accomunato alle categorie (a) e (b).
In quanto alla (c) vorrei farti riflettere anche su due fatti. Il primo è che
l'italiano ha le sue proprie regole per fare il plurale (la -a che diventa -e,
la -o che diventa -i) e tra queste è prevista anche l'invarianza per quelle che
terminano in consonante. Quindi la "regola" circa l'invariabilità è insita in
tutte le parole terminanti per conosonante, italiane o meno che siano. Il dubbio
si ha, semmai, per parole straniere terminanti in vocale. Il secondo punto, sul
tema del rispetto delle lingue, è che in altre lingue, per esempio l'inglese da
cui importiamo molte parole, non si fa certo il plurale seguendo le regole delle
lingue straniere. Non dicono /pizze, ma /pizzas.
Per i punti 1 e 2 puoi cercare in archivio con Google.
Mi pare di averti spiegato perché non condivido la tua affermazione.
Insultami pure se così ti senti nel giusto e uno spirito libero.
Complimenti per la logica e la chiarezza.
Non sto scherzando.
--
Ciao,
Marco
>>Attività sportive? Sarebbe un modo elegante di aggirare il problema.
> No, attività e basta.
> Faccio attività velica, nel senso che vado in barca a vela ma rifiuto
> ogni e qualsiasi tipo di coinvolgimento in competizioni
Non vedo il messaggio di Giovanni a cui rispondi, ma, in ogni caso,
è la prima volta che vedo attribuire a "sportivo" la sola accezione che
dici: lo sport non ha necessariamente a che fare con le competizioni.
Etimologicamente è addirittura un divertimento, una diversione da
qualcosa che ci opprime ilcorpo o la mente.
Troppo facile... TUTTE le scale cominciano dallo zero assoluto,
grazie ar ciufolo. Il discorso era sul perché si è scelti uno zero
piuttosto che un altro; cioé con quale criterio si è scelta una certa
posizione dello zero in una scala di misurazione della temperatura.
Celsius ha sceto la temperatura di passaggio dell'acqua
dallo stato solido allo stato liquido; Kelvin ha scelto lo zero
assoluto; Fahrenheit ha scelto qualche altro punto di
transizione di qualche reazione chimica.
Io credo che il criterio sia quello di stabilire un punto
il più possibile "fermo", cioé misurabile con precisione,
e poi anche la comodità di ritrovarsi le temperature
più "usuali" (a seconda dello scopo della scala) intorno
allo zero della relativa scala.
--
Er Roscio.
>> Le scale, come tutto il resto, cominciano nel punto che più indietro
>> non si può. :-)
> Troppo facile... TUTTE le scale cominciano dallo zero assoluto,
> grazie ar ciufolo. Il discorso era sul perché si è scelti uno zero
> piuttosto che un altro; cioé con quale criterio si è scelta una certa
> posizione dello zero in una scala di misurazione della temperatura.
>
> Celsius ha sceto la temperatura di passaggio dell'acqua
> dallo stato solido allo stato liquido; Kelvin ha scelto lo zero
> assoluto; Fahrenheit ha scelto qualche altro punto di
> transizione di qualche reazione chimica.
No. Fahrenheit, quando inventò il suo termometro a mercurio
(agli inizii del 1700) scelse come zero la minima temperatura
che riteneva potesse essere raggiunta ad Amsterdam (dove
abitava), e come 100 la temperatura del corpo umano maschile.
> Io credo che il criterio sia quello di stabilire un punto
> il più possibile "fermo", cioé misurabile con precisione,
Da quantoi ho scritto sopra, vedi come tutto è relativo. Pensa
che Fahrenheit usò la temperatura del corpo maschile perché
riteneva che quella del corpo femminile fosse più bassa.
> Anche la scala Kelvin comincia dallo zero.
> Incredibile, eh ?... :-)))
>
> Se non ricordo male, lo zero Kelvin è uguale allo zero assoluto
> (-273°C), il che ne fa uno zero "serio".
Esatto. Comunque, serio... bah. Se pensi che lo zero assoluto non si può
raggiungere, e che quindi zero gradi Kelvin è una temperatura inesistente,
mi pare che sia poco seria anche quella, di scala... :-P
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
A quanto pare, neanche nelle profondità dello "spazio esterno"
si è certi di trovare temperature pari allo zero assoluto, però
questo "punto fermo ha la notevole caratteristica di non ammettere
che ci siano misure "negative".
--
Er Roscio.
> > Celsius ha sceto la temperatura di passaggio dell'acqua
> > dallo stato solido allo stato liquido; Kelvin ha scelto lo zero
> > assoluto; Fahrenheit ha scelto qualche altro punto di
> > transizione di qualche reazione chimica.
>
> No. Fahrenheit, quando inventò il suo termometro a mercurio
> (agli inizii del 1700) scelse come zero la minima temperatura
> che riteneva potesse essere raggiunta ad Amsterdam (dove
> abitava), e come 100 la temperatura del corpo umano maschile.
Allora, mi stai dicendo che Fahrenheit era un imbecille,
perché nessuno si può immaginare qualcosa di più
aleatorio della "minima temperatura" in una regione
geografica e della "temperatura del corpo umano maschile".
> > Io credo che il criterio sia quello di stabilire un punto
> > il più possibile "fermo", cioé misurabile con precisione,
>
> Da quanto ho scritto sopra, vedi come tutto è relativo. Pensa
> che Fahrenheit usò la temperatura del corpo maschile perché
> riteneva che quella del corpo femminile fosse più bassa.
Evidentemente, voleva costruire una scala che andasse bene
per misurare la febbre, e quindi stai dicendo quello che dicevo
io sull'utilità di definire una scala a seconda dell'uso che se ne fa.
--
Er Roscio.
> > Fahrenheit, quando inventò il suo termometro a mercurio
> > (agli inizii del 1700) scelse come zero la minima temperatura
> > che riteneva potesse essere raggiunta ad Amsterdam (dove
> > abitava), e come 100 la temperatura del corpo umano maschile.
> Allora, mi stai dicendo che Fahrenheit era un imbecille,
> perché nessuno si può immaginare qualcosa di più
> aleatorio della "minima temperatura" in una regione
> geografica e della "temperatura del corpo umano maschile".
Sulla minima temperatura ad Amsterdam non tutte le fonti sono
concordi. Poiché Farehneit conosceva "de visu" i termometri di
Roemer (termometri ad alcol in cui i due le due temperature di
riferimento erano 60, la temperatura di ebollizione dell'acqua,
e 7,5, la temperatura di fusione del ghiaccio), alcune fonti
sostengono che anch'egli usò come riferimento la temperature
del ghiaccio fondente, ponendola uguale a 7,5.
Sull'altro riferimento, la temperatura del corpo umano maschile
(qualcuno dice, ma forse è una legegnda metropolitana, presa
mettendo il termometro in bocca a un uomo raffreddato; altri
dicono considerando le temperature misurate in bocca, all'ascella
e ti lascio immaginare il terzo posto ), posta uguale a 100, non mi
pare sussistano dubbi.
>Etimologicamente è addirittura un divertimento, una diversione da
>qualcosa che ci opprime ilcorpo o la mente.
Allora è corretto il definirsi "sportivi" di quelli che il massimo
movimento che fanno è quello di portare il boccale di birra alla bocca
guardando al partita.
Io mi sbaglio di sicuro, ma per me essere sportivi ha sempre
significato praticare uno sport, fossanche a livello amatoriale, una
attività che preveda un confronto con una graduatoria; per me è sport
il podismo e non il passeggiare; il nuoto e non il lascirasi
galleggiare; il tisrae con l'arco ad un bersaglio e non tirare delle
freccie a casaccio.
Ma io di sicuro mi sto sbagliando.
>> Etimologicamente è addirittura un divertimento, una diversione da
>> qualcosa che ci opprime ilcorpo o la mente.
>
> Allora è corretto il definirsi "sportivi" di quelli che il massimo
> movimento che fanno è quello di portare il boccale di birra alla bocca
> guardando al partita.
Beh, a questo punto anceh senza guardare la partita. :-)
> Io mi sbaglio di sicuro, ma per me essere sportivi ha sempre
> significato praticare uno sport, fossanche a livello amatoriale, una
> attività che preveda un confronto con una graduatoria; per me è sport
> il podismo e non il passeggiare; il nuoto e non il lascirasi
> galleggiare; il tisrae con l'arco ad un bersaglio e non tirare delle
> freccie a casaccio.
> Ma io di sicuro mi sto sbagliando.
Ecco il primo significato riportato dal Garzanti in linea...
- - - -
Etimologia: Dall'ingl. sport, che è dal fr. ant. desport; cfr. diporto
Definizione: s. m. invar. l'insieme degli esercizi fisici che si praticano,
in gruppo o individualmente, per mantenere in efficienza il corpo:
praticare lo sport; fare dello sport al chiuso, all'aperto; sport
agonistico,
praticato gareggiando con altri
- - - -
...e dal piccolo De Mauro in linea...
sport spòrt
s.m.inv., agg.inv.
- - - -
1a s.m.inv., attività fisica volta a mantenere in efficienza il corpo:
fare, praticare dello s.
1b s.m.inv., ciascuna delle discipline sportive (e l’insieme degli esercizi
atletici e delle gare che le contraddistinguono) praticate individualmente
o in gruppo nel rispetto di regole codificate, con intenti ludici o
agonistici
- - - -
Per l'inglese, da cui il vocabolo deriva, ecco dal Merriam Webster online...
- - - -
Function: noun
Date: 15th century
1 a : a source of diversion : RECREATION b : sexual play c (1) : physical
activity engaged in for pleasure (2) : a particular activity (as an athletic
game) so engaged in
- - - -
>No. Fahrenheit, quando inventò il suo termometro a mercurio
> (agli inizii del 1700) scelse come zero la minima temperatura
>che riteneva potesse essere raggiunta ad Amsterdam (dove
>abitava), e come 100 la temperatura del corpo umano maschile.
In realtà, fedele alla tradizione, Fahrenheit scelse (sbagliando) 96
come temperatura del corpo umano.
Il vantaggio è che diventa facile identificare il valore a metà della
scala, a un quarto, a un ottavo e così via.
--
Ciao
Frank
Puo' darsi che abbiate preso un abbaglio collettivo?
Celsius determino' un intervallo compreso tra acqua>ghiaccio e
acqua>vapore e la suddivise in 100 parti. Poi per motivi pratici tale
scala si ridusse o allargo' interpolando o estrapolando. Fahreneit
fece la stessa cosa con altri parametri.
Kelvin che di termometria si occupava poco, ma molto di "macchine",
fece una scala dei rendimenti assegnando a 0°K il rendimento zero,
ossia il momento in cui qualunque macchina cessa di funzionare.
Qualcuno poi calcolo' che la temperatura teorica minima raggiungibile
era -237,16°C ed assegno' allo 0°K lo stato a tale temperatura (anzi a
-273,09°C). Le due cose dal punto di vista pratico sono identiche, ma
concettualmente sono diverse.
Scale termometriche a tale temperatura non hanno alcuna ragione
pratica di esistere.
--
Ciao.
Sergio®