*GB* <
gb...@ymail.com> wrote:
> Non sono del tutto d'accordo. La forma "con" era già nella pronuncia
> latina, ed era quella originaria (come vediamo nei composti latini),
> mentre "cum" è una sua deformazione fonetica ed ortografica.
la riflessione grammaticale antica si basava esclusivamente, o quasi,
sulla grafia, quindi la preposizione cum era cum, in qualunque modo
venisse pronunciata
l'elemento moderno è il pronome lui, la composizone "con lui" è
esclusivamente italiana, non esistevano modelli nella grammatica latina,
quindi l'unica soluzione era la resa letterale dei suoni
in seguito, quando si forma una descizione grammaticale dell'italiano,
vi compare la preposizione "con", che a volte si combina con altri
elementi: fino a qualche decennio fa le grammatiche ammettevano ancora
le forme col, colla, coi, colle, oggi considerate del tutto antiquate,
anche se normalmente la grafia "con le mani" viene resa nel parlato
"colle mani"
> Per cui,
> se la grafia "co·llui" era del tutto fonetica, come puoi affermare
> con sicurezza che "et io" si fosse già sonorizzata a "ed io"? (forma
> che oltretutto crea ambiguità con "e Dio"). Quella -t avrebbe anche
> potuto essere un'occlusiva sorda lene (come probabilmente era anche
> in latino quando seguita da parola iniziante per vocale), così come
> anche oggi avviene per la -t- intervocalica in dialetti meridionali.
sì, è possibile, è perfettamente coerente con la fonetica dell'italiano,
invece non credo assolutamente che Petrarca pronunciasse "chiare fresche
et dolci acque" con un incontro t-d che in italiano è impossibile