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L'aggettivo di "commedia"?

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edevils

unread,
Jul 9, 2015, 6:13:42 AM7/9/15
to
Esiste l'aggettivo "comico", è vero, ma mi pare che valga soprattutto
a proposito delle commedie-commedie, quelle volte a far ridere.
In realtà si dicono "commedie", in generale, film e spettacoli "leggeri",
compresi quelli che raccontano con gli occhiali rosa una storia d'amore
(le cosiddette commedie sentimentali), o quelli che usano l'amara
ironia, chessò "Divorzio all'italiana" di Germi, senza tuttavia puntare
all'ilarità vera e propria.
Se non erro, diverse opere teatrali di Shakespeare sono catalogabili
come "commedie" (cortesi, di carattere, ecc.), ma se pensiamo
a che recita Shakespeare generalmente non ci viene in mente
un "comico", né un "commediante", termine che oggigiorno
usiamo in senso limitativo per attori non di primissima schiera
("un onesto commediante") o addirittura in senso spregiativo.
Insomma, mi pare che ci sia penuria di vocabolario quando si tratta di
descrivere il mondo della commedia nelle sue varie sfaccettature.
Prevalgono le parole limitative o addirittura negative ("farsa",
"comica", il già citato "commediante" che indica anche ipocriti
e simulatori).
O forse sono io che ho bisogno di un caffè per farmi venire in mente
altro! :D

Maurizio Pistone

unread,
Jul 9, 2015, 6:20:56 AM7/9/15
to
edevils <use_reply...@devils.com> wrote:

> Esiste l'aggettivo "comico", è vero, ma mi pare che valga soprattutto
> a proposito delle commedie-commedie, quelle volte a far ridere.

il termine "commedia" nasce in Grecia come opposto a "tragedia"

esiste una differenza ovvia, la commedia fa ridere, ma anche una
differenza di tipo sociale

i protagonisti della tragedia greca sono aristocratici, i protagonisti
della commedia sono gente del popolo

questa contrapposizione, nobili che suscitano sentimenti di pietà,
ammirazione - anche di orrore e sdegno; e gente del popolo che fa
ridere, dura sostanzialmente immutata, anche se con eccezioni e
alterazioni sempre più forti, diciamo (approssimativamente) fino alla
Rivoluzione Francese

dopo cambia tutto; anche i nobili fanno ridere; ed anche la gente del
popolo può avere sentimenti ecc. "nobili" e non solo "plebei"

è questa la caratteristica del romanzo: un genere letterario in cui la
distinzione tra commedia e tragedia è sostanzialmente abolita

poiché l'aspetto borghese o popolare nel romanzo moderno è in genere
superiore alla presentazione della società nobile e dei suoi problemi,
il termine "commedia" a questo punto assorbe tutto, come nella Comédie
Humaine di Balzac, dove ci sono storie che spesso fanno più piangere che
ridere


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

edevils

unread,
Jul 9, 2015, 6:57:25 AM7/9/15
to
On Thursday, July 9, 2015 at 12:20:56 PM UTC+2, Maurizio Pistone wrote:
> edevils wrote:
>
> > Esiste l'aggettivo "comico", è vero, ma mi pare che valga soprattutto
> > a proposito delle commedie-commedie, quelle volte a far ridere.
>
> il termine "commedia" nasce in Grecia come opposto a "tragedia"
>
> esiste una differenza ovvia, la commedia fa ridere, ma anche una
> differenza di tipo sociale
>
> i protagonisti della tragedia greca sono aristocratici, i protagonisti
> della commedia sono gente del popolo
>
> questa contrapposizione, nobili che suscitano sentimenti di pietà,
> ammirazione - anche di orrore e sdegno; e gente del popolo che fa
> ridere, dura sostanzialmente immutata, anche se con eccezioni e
> alterazioni sempre più forti, diciamo (approssimativamente) fino alla
> Rivoluzione Francese
>
> dopo cambia tutto; anche i nobili fanno ridere; ed anche la gente del
> popolo può avere sentimenti ecc. "nobili" e non solo "plebei"
>
> è questa la caratteristica del romanzo: un genere letterario in cui la
> distinzione tra commedia e tragedia è sostanzialmente abolita
>
> poiché l'aspetto borghese o popolare nel romanzo moderno è in genere
> superiore alla presentazione della società nobile e dei suoi problemi,
> il termine "commedia" a questo punto assorbe tutto, come nella Comédie
> Humaine di Balzac, dove ci sono storie che spesso fanno più piangere che
> ridere


Tutto giusto e illuminante.
Mi permetto di aggiungere che in tempi moderni non c'è più il "nobile"
ma resta comunque l'"eroe" che domina l'epica: il suo scontro
drammatico con il mondo, la sua storia esemplare.
Ci sono persino gli "eroi borghesi".
La commedia si è allargata, ma non tutto è commedia.
Insomma, resta la domanda: dov'è l'aggettivo? :)


orpheus

unread,
Jul 9, 2015, 7:03:18 AM7/9/15
to
Maurizio Pistone così disse:

[...]
> questa contrapposizione, nobili che suscitano sentimenti di pietà,
> ammirazione - anche di orrore e sdegno; e gente del popolo che fa
> ridere, dura sostanzialmente immutata, anche se con eccezioni e
> alterazioni sempre più forti, diciamo (approssimativamente) fino alla
> Rivoluzione Francese
[...]

E la Divina Commedia?
Mi pare che nella tripartizione degli stili, classica del medioevo,
la commedia si distinguesse per il fatto di finire bene, cosa
che non succedeva nella tragedia.
Ma durante il tragitto venissero toccate tutte le "corde" emozionali
e non solo il "ridere".
Da qui la pluralità stilistica, non riducibile solo al comico.

Maurizio Pistone

unread,
Jul 9, 2015, 7:11:53 AM7/9/15
to
orpheus <harrymai...@TOGLILOemail.it> wrote:

> E la Divina Commedia?
> Mi pare che nella tripartizione degli stili, classica del medioevo,
> la commedia si distinguesse per il fatto di finire bene, cosa
> che non succedeva nella tragedia.
> Ma durante il tragitto venissero toccate tutte le "corde" emozionali
> e non solo il "ridere".
> Da qui la pluralità stilistica, non riducibile solo al comico.

il termine Commedia in Dante ha valore prevalentemente stilistico, come
scelta di uno stile "medio"

nel linguaggio di Dante, lo stile "tragico" è quello della canzone, non
perché questa finisca male, ma perché è il genere letterario "alto" che
viene accompagnato da scelte linguistiche particolarmente elaborate e
raffinate

questo anche nei contemporanei di Dante, come Guido Cavalcanti, la cui
canzone Donna me prega è scritta in un linguaggio addirittura esoterico;
invece la ballata "Perch'i' no spero" è dichiaratamente "leggera e
piana"

orpheus

unread,
Jul 9, 2015, 7:43:43 AM7/9/15
to
Maurizio Pistone cosě disse:

[...]
> il termine Commedia in Dante ha valore prevalentemente stilistico,
> come scelta di uno stile "medio"
[...]

Non era "umile"?
Marň, me lo devo rileggere
http://tinyurl.com/okgo8cp

edevils

unread,
Jul 9, 2015, 10:13:36 AM7/9/15
to
On Thursday, July 9, 2015 at 1:43:43 PM UTC+2, orpheus wrote:
> Maurizio Pistone cosě disse:
>
> [...]
> > il termine Commedia in Dante ha valore prevalentemente stilistico,
> > come scelta di uno stile "medio"
> [...]
>
> Non era "umile"?

remissus et humilis nel senso di stile "normale" della comunicazione di ogni
giorno, contrapposto al registro magniloquente della tragedia, direi.



orpheus

unread,
Jul 9, 2015, 10:29:03 AM7/9/15
to
edevils così disse:
ecco... questo avevo letto:
ma è anche vero che dalla meritoria indagine del Quadlbauer emerge una
linea del pensiero retorico medievale in cui ai tre gradi dello s.
vengono fatti corrispondere altrettanti generi poetici, prendendo la
satira il luogo medio fra il grado stilistico alto della "tragedia" e
quello umile della e "commedia"

orpheus

unread,
Jul 13, 2015, 12:41:06 AM7/13/15
to
Maurizio Pistone così disse:

> orpheus <harrymai...@TOGLILOemail.it> wrote:
>
> > E la Divina Commedia?
> > Mi pare che nella tripartizione degli stili, classica del medioevo,
> > la commedia si distinguesse per il fatto di finire bene, cosa
> > che non succedeva nella tragedia.
> > Ma durante il tragitto venissero toccate tutte le "corde" emozionali
> > e non solo il "ridere".
> > Da qui la pluralità stilistica, non riducibile solo al comico.
>
> il termine Commedia in Dante ha valore prevalentemente stilistico,
> come scelta di uno stile "medio"
>
> nel linguaggio di Dante, lo stile "tragico" è quello della canzone,
> non perché questa finisca male, ma perché è il genere letterario
> "alto" che viene accompagnato da scelte linguistiche particolarmente
> elaborate e raffinate

Non solo stilistico, ma anche per la materia.

"Ed è la comedìa un genere di narrazione poetica diverso da tutti gli
altri. Si diversifica dalla tragedìa per la materia in questo che la
tragedìa all'inizio è meravigliosa e placida e alla fine, cioè nella
conclusione, fetida e paurosa; ed è detta tragedìa per questo da
"tragos" che significa "capro" e "oda", come se fosse "canto del
capro", cioè fetido come il capro; come risulta dalle tragedìe di
Seneca. La comedìa invece inizia dalla narrazione di situazioni
difficili, ma la sua materia finisce bene, come risulta dalle comedìe
di Terenzio. È questa la ragione per cui alcuni dettatori presero
l'abitudine di adoperare, nelle formule di saluto, la frase: "Ti auguro
tragico principio e comica fine".
Dante a Cangrande della Scala
dalle Epistole" XIII

ADPUF

unread,
Jul 13, 2015, 12:51:56 PM7/13/15
to
orpheus 06:41, lunedì 13 luglio 2015:
>
> "Ed è la comedìa un genere di narrazione poetica diverso da
> tutti gli altri. Si diversifica dalla tragedìa per la materia
> in questo che la tragedìa all'inizio è meravigliosa e placida
> e alla fine, cioè nella conclusione, fetida e paurosa; ed è
> detta tragedìa per questo da "tragos" che significa "capro" e
> "oda", come se fosse "canto del capro", cioè fetido come il
> capro; come risulta dalle tragedìe di Seneca. La comedìa
> invece inizia dalla narrazione di situazioni difficili, ma la
> sua materia finisce bene, come risulta dalle comedìe di
> Terenzio. È questa la ragione per cui alcuni dettatori
> presero l'abitudine di adoperare, nelle formule di saluto, la
> frase: "Ti auguro tragico principio e comica fine". Dante a
> Cangrande della Scala dalle Epistole" XIII


Seneca, Terenzio, sono latini.

Non conosceva i greci, Dante?


E poi lui diceva comedìa, tragedìa...


--
AIOE ³¿³

Maurizio Pistone

unread,
Jul 13, 2015, 1:01:42 PM7/13/15
to
ADPUF <flyh...@mosq.it.invalid> wrote:

> Seneca, Terenzio, sono latini.
>
> Non conosceva i greci, Dante?

no

orpheus

unread,
Jul 13, 2015, 3:57:55 PM7/13/15
to
ADPUF cosě disse:


> Non conosceva i greci, Dante?

http://www.danteonline.it/italiano/popup_schede.asp?tipo=ske&scheda=classici

ADPUF

unread,
Jul 14, 2015, 2:00:30 PM7/14/15
to
Maurizio Pistone 19:01, lunedì 13 luglio 2015:
> ADPUF <flyh...@mosq.it.invalid> wrote:
>
>> Seneca, Terenzio, sono latini.
>>
>> Non conosceva i greci, Dante?
>
> no


Aveva fatto lo scientifico...


--
AIOE ³¿³
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