Normalmente i sostantivi in -tore (direttore-->direttrice, attore--
>attrice), mentre che finiscano in -sore mi viene in mente professore, dove
però c'è la doppia esse.
--
...ale...
> Mi è capitato di pensarci per caso...
Non mi sembra esista, se non altro perché il risultato sarebbe un
guazzabuglio: evasrice?
Piuttosto, osservo come alcune parole abbiano un doppio genere, maschile
e femminile: penso a "locomotore" e "locomotrice".
P.
--
Passo lento, disinvolto e spensierato degli alpini che marciano
cantando sotto le parabole successive e accanite degli shrapnels.
Beh, non è il caso di "intorcinare" la lingua: il dizionario dice che il femminile di
"evasore" è "evaditrice" (in questo, come in altri casi, si aggiunge il
suffisso -itrice alla radice del verbo da cui il maschile deriva), ma a volte le
parole maschili in -sore hanno il femminile in -soressa (professore, professoressa)
oppure in -sora (assessore, assessora?).
Non credo invece che esista "confessora", perché non è consentito confessarsi con una
donna.
Epimeteo
> Beh, non è il caso di "intorcinare" la lingua: il dizionario dice che il
femminile di
> "evasore" è "evaditrice"
Esatto. Ma il vocabolario (Sabatini-Coletti) dice anche che "evaditrice"
è forma non comune e che anche in riferimento ad una donna si
utilizza "evasore"
... Sarà mica perché ci sono più uomini evasori che donne.... ?? :-)
> Non credo invece che esista "confessora", perché non è consentito
confessarsi con una
> donna.
Ma le donne conquisteranno anche il confessionale!!! e allora come si
comporterà la lingua italiana? Si deciderà per la forma "confessora" o
per "confessoressa" (su analogia di "professoressa")?.... Ai posteri
l'ardua sentenza....
Comunque vadano le cose, nella grammatica di Serianni quasi un
intero capitolo è dedicato alla formazione dei nomi femminili.... vale la
pena leggerlo!
Ciao
Nicola
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Esatto. Ma il vocabolario (Sabatini-Coletti) dice anche che "evaditrice"
> è forma non comune e che anche in riferimento ad una donna si
> utilizza "evasore"
Talmente poco comune che io credo di averla sentita per la prima volta
proprio oggi.
Ed è talmente poco comune che fra i 7 (sette) risultati in Gugle, 6
riferiscono di una tal Evaditrice o EvaDitrice che sembra avere scritto
un diario.
L'ottavo e più interessante risultato è della Crusca:
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4297&ctg_id=93
Mi pare che si possa formulare una regola semplice per formare il femminile
di qualsiasi nome d'agente in "-sore" (esclusi quelli in "-ssore"): basta
prendere la prima persona singolare del presente indicativo del verbo
corrispondente, togliere la vocale finale e aggiungere il suffisso
"-itrice":
ascensore - ascendo - ascenditrice
censore - censisco - censiscitrice
collisore - collido - colliditrice
collusore - colludo - colluditrice
cursore - corro - corritrice
decisore - decido - deciditrice
delusore - deludo - deluditrice
derisore - derido - deriditrice
detrusore - detrudo - detruditrice
difensore - difendo - difenditrice
diffusore - diffondo - diffonditrice
discensore - discendo - discenditrice
dispersore - disperdo - disperditrice
dissuasore - dissuado - dissuaditrice
distorsore - distorco - distorcitrice
divisore - divido - dividitrice
effusore - effondo - effonditrice
espulsore - espello - espellitrice
estensore - estendo - estenditrice
estorsore - estorco - estorcitrice
estrusore - estrudo - estruditrice
evasore - evado - evaditrice
fusore - fondo - fonditrice
illusore - illudo - illuditrice
incisore - incido - inciditrice
infusore - infondo - infonditrice
invasore - invado - invaditrice
inversore - inverto - invertitrice
irrisore - irrido - irriditrice
occlusore - occludo - occluditrice
offensore - offendo - offenditrice
ostensore - ostendo - ostenditrice
persuasore - persuado - persuaditrice
precursore - precorro - precorritrice
propulsore - propello - propellitrice
provvisore - provvedo - provveditrice
recensore - recensisco - recensiscitrice
repulsore - repello - repellitrice
revisore - rivedo - riveditrice
riprensore - riprendo - riprenditrice
sospensore - sospendo - sospenditrice
tensore - tendo - tenditrice
tesore - tendo - tenditrice
uccisore - uccido - ucciditrice
versore - verto - vertitrice
vilipensore - vilipendo - vilipenditrice
visore - vedo - veditrice
In alcuni casi tocca inventarsi si un verbo di fantasia, per analogia a
verbi realmente esistenti:
biosensore - *biosento - biosentitrice
eversore - *everto - evertitrice
filodiffusore - *filodiffondo - filodiffonditrice
fotoincisore - *fotoincido - fotoinciditrice
idropulsore - *idropello - idropellitrice
microinfusore - *microinfondo - microinfonditrice
motopropulsore - *motopropello - motopropellitrice
stereovisore - *stereovedo - stereoveditrice
supervisore - *supervedo - superveditrice
televisore - *televedo - televeditrice
tergiversore - *tergiverto - tergivertitrice
termoascensore - *termoascendo - termoascenditrice
termovisore - *termovedo - termoveditrice
turbopropulsore - *turbopropello - turbopropellitrice
In una manciata di casi, infine, la cosa non pare proprio funzionare,
probabilmente si basano su verbi latini completamente spariti dall'italiano:
agrimensore
barbitonsore
coesore
divulsore
incursore
retrovisore
sensore
tonsore
Ciao.
Marco
P.S.: la lista delle parole terminanti in "-sore" l'ho ottenuta da questo
utilissimo sito: http://culturitalia.uibk.ac.at/wb/WB_it.asp
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Mumble®... Provo ad affinare un po' la regola:
Prendere la prima persona *plurale* del presente indicativo del verbo
corrispondente e sostituire la terminazione "-amo" con "-trice". Così viene
meglio:
censore - censiamo - censitrice
recensore - recensiamo - recensitrice
Ho notato che funziona anche con un certo numero di nomi in "-ssore":
oppressore - opprimiamo - opprimitrice
Ciao.
Marco
Intanto, cominciando dall'alto, esiste già "papessa".
Per il resto potremmo dire cardinalessa, arcivescova, vescova, prevosta, parroca,
curata, pretina, e tutte sacerdotesse, ovviamente.
Quando è necessario per la salvezza delle anime, confessoresse.
Seminarista invece rimane invariato (la seminarista, come la pianista o la cubista).
Ciao,
Epimeteo
Ehm®... Che bisogno c'è di tutte queste "persone"? Provo a ripetere quello che ho già
detto in un precedente messaggio, dopo averlo ripreso dalla "Nota d'uso - Femminile"
dello Zingarelli:
"I nomi che al maschile terminano in -sore formano il femminile aggiungendo il
suffisso -itrice alla radice del verbo da cui derivano".
Ciao,
Epimeteo
Papessa e sacerdotessa esistono già, e quando il becero maschilismo della
società, della religione, e, last but not least, di questo ng sarà
sconfitto, i nuovi femminili saranno semplicemente in -a, perchè è la forma
più semplice e immediata: evasora e confessora.
Del tuo elenco non mi piace "pretina", sia perchè troppo simile ad un' altra
parola, sia per in diminutivo, meglio pretessa, preta suona male.
>
> Ciao,
> Epimeteo
Ciao Eeeepy
>
>
>
>
> Mi pare che si possa formulare una regola semplice per formare il
femminile
> di qualsiasi nome d'agente in "-sore" (esclusi quelli in "-ssore"): basta
> prendere la prima persona singolare del presente indicativo del verbo
> corrispondente, togliere la vocale finale e aggiungere il suffisso
> "-itrice":
Che cos'è? L'elenco degli orrori?
Meno male che li ha scritti tutti, così vi siete resi conto di quanto sia
necessaria una nuova regola.
>
> Ciao,
> Epimeteo
Ciao Epy
>
>
>
>
>Normalmente i sostantivi in -tore (direttore-->direttrice, attore--
>>attrice), mentre che finiscano in -sore mi viene in mente professore, dove
>però c'è la doppia esse.
Evaditrice (sarà anche corretto) mi suona spaventoso. Evasora perchè
no? Vediamo: quest'anno sono state scoperte ics evasore fiscali.
Ciao.
Gian Carlo
> Papessa e sacerdotessa esistono già, e quando il becero maschilismo della
> società, della religione, e, last but not least, di questo ng
Karla, francamente non mi pare che ci sia maschilismo su questo NG e tanto meno
becero. Sono tutti bravi ragazzi, garantisco io...
> Del tuo elenco non mi piace "pretina", sia perchè troppo simile ad un' altra
> parola, sia per in diminutivo, meglio pretessa, preta suona male.
Karla, queste parole sono tutte e tre simili ad altre. Che c'è di male?
Anche quando si dice "pretino", lo si dice in modo ironico-affettuoso, come nel caso
di "dottorino" o di "maestrina".
Scegliere "pretessa", da parte tua, è una bella "pretesa"... :-))
Il fatto è che, in generale, quando si fa il femminile di un mestiere o di una
funzione tradizionalmente riservati ai maschi, l'ironia è inevitabile.
Ciao,
Epimeteo
Quali persone e persone? Se inventassero una macchina per distorcere,
preferirei chiamarla "distorcitrice" che "distorsoressa".
Inoltre, alcuni dei nomi nella lista possono anche essere aggettivi e quindi
è indispensabile disporre di entrambi i generi: se possiamo dire "filtro
diffusore", perché non dovremmo poter dire "membrana diffonditrice"?
> Provo a ripetere quello che ho già detto in un precedente
> messaggio, dopo averlo ripreso dalla "Nota d'uso - Femminile"
> dello Zingarelli: "I nomi che al maschile terminano in -sore
> formano il femminile aggiungendo il suffisso -itrice alla
> radice del verbo da cui derivano".
Che è poi quello che ho detto anch'io, no?
Solo che io ho precisato che la radice da usare è quella tematica del
presente (es. "evad-" di "io evado", "evadente") e non quelle atematica del
perfetto (es. "evas-" di "io evasi", "evaso").
L'irriditrice mascherata ha colpito ancora.
Ciao.
Marco
Ah, scusa, ho capito solo adesso: dicevi "persone" nel senso di "prima,
seconda, terza persona".
Be', mi sono espresso così per evitare espressioni tipo "radice verbale
tematica", che molti possono non conoscere e sul cui significato pure io ho
qualche dubbio.
Tutti sanno coniugare un verbo e capiscono il significato di "prima persona
plurale dell'indicativo presente". (Ovvio che, usando la seconda o la terza
persona plurale, il risultato sarebbe stato lo stesso.)
La scelta fra singolare e plurale, invece, non è indifferente, a causa
dell'infisso "-sc-" di verbi come "recensisce", che m'aveva dato
quell'assurdo "recensiscitrice".
> Quali persone e persone? Se inventassero una macchina per distorcere,
> preferirei chiamarla "distorcitrice" che "distorsoressa".
Forse piu' che preferire dovresti ... il suffisso -oressa mi sa tanto di
persona, il suffisso -trice puo' applicarsi a persone o cose (p.es.
cucitrice).
--
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> La scelta fra singolare e plurale, invece, non è indifferente, a causa
> dell'infisso "-sc-" di verbi come "recensisce", che m'aveva dato
> quell'assurdo "recensiscitrice".
Parlavo di "persone" per dire che, per avere la radice di un verbo, non occorre
andare all'indicativo presente (rovistando tra persone singolari e plurali) e che
basta fermarsi all'infinito (evad-ere, recens-ire).
Nella mia ignoranza linguistica "-sc-" non fa parte della radice, però adesso che mi
parli di radice atematica (in effetti non la conoscevo) mi fai venire un dubbio: in
fondo un'evad-itrice è anche un po' evas-iva e potrebbe anche essere un'evasitrice...
Ciao,
Epimeteo
Sì, d'accordo. Ma l'infinito può avere (in questo caso) due terminazioni
diverse, "-ere" e "-ire", mentre la 1ª persona plurale fa sempre "-iamo".
Insomma, è il mio solito rapporto con l'economia: ho risparmiato una parola
da una parte per sprecarne tre o quattro da un'altra.
> Papessa e sacerdotessa esistono già, e quando il becero maschilismo della
> società, della religione, e, last but not least, di questo ng sarà
> sconfitto, i nuovi femminili saranno semplicemente in -a, perchè è la
forma
> più semplice e immediata: evasora e confessora.
In cosa questo NG è maschilista, scusa? A parte questo, facciamo una
considerazione. Almeno in italiano esistono molti termini al femminile, ma
non ne esiste nessuno... neutro. E sì che in molte occasioni forse il modo
migliore di indicare un termine dovrebbe essere proprio il neutro. Voglio
dire, se mi serve un idraulico, non mi interessa che sia uomo o donna, ma
solo che sappia fare una buona riparazione e che costi poco. Perché allora
rendere esplicito il genere? Probabilmente lo stesso dovrebbe valere per
tutti i mestieri. Chi ha una cattedra è un professorX, cosa importa se è
maschio o femmina? Cambia qualcosa dal punto di vista professionale?
Ovviamente no, anzi, complica la vita. Se devo scrivere all'amministratore
delegato di una società che si chiama M. Chissoio, perché farmi rischiare
una brutta figura utilizzando il maschile per poi scoprire che si chiama
Mariella?
Insomma, una lingua "seria" (;-) dovrebbe avere tre generi: maschile, neutro
e femminile. La forma maschile e femminile dovrebbero essere usate SE e SOLO
SE è importante indicare il genere, quelle neutre per gli oggetti, i
concetti astratti e tutti i casi in cui è opportuno NON indicare il genere.
Per quanto mi riguarda, in ambito professionale, io in genere uso la forma
maschile anche per le donne, dandole un tono... neutro, e finora non si è
offesa mai nessuna, anzi. Ovvero uso dottore, avvocato, giudice, ragioniere,
ingegnere, ecc... con entrambi i sessi. Dando poi del Lei risolvo anche il
problema dei pronomi ;-)
DdJ
Peccato che "lingue serie" di questo tipo non ne esistano. Spesso, il
*genere* di un nome (un fatto grammaticale) ha poco o niente a che fare con
il *sesso* della persona indicata (un fatto biologico).
Per evitare un'attacco collettivo di sbadigli, non starò a ricordare
nuovamente che "soprano" (una donna) è maschile mentre "guardia" (spesso un
uomo) è femminile, che l'antico inglese "woman" ("donna") era maschile
mentre il tedesco "Mädchen" ("ragazza") è neutro, ecc.
> Dando poi del Lei risolvo anche il problema dei pronomi ;-)
Certo che il "tu" è un po' maschilista, in effetti. :-)
Saluti
oberon
> Per evitare un'attacco collettivo di sbadigli
Gasp!
P.
--
Crediamo innanzitutto necessaria l'abolizione della pastasciutta,
assurda religione gastronomica italiana.
Perchè non si capisce mai quando scherzo?
Cmq. io ci scherzo...ma, sotto, sotto...
> Insomma, una lingua "seria" (;-) dovrebbe avere tre generi: maschile,
neutro
> e femminile. La forma maschile e femminile dovrebbero essere usate SE e
SOLO
> SE è importante indicare il genere, quelle neutre per gli oggetti, i
> concetti astratti e tutti i casi in cui è opportuno NON indicare il
genere.
Sarebbe l'ideale, però visto che il neutro non c'è, a me piace che il titolo
professionale sia di genere maschile, se si tratta di un uomo, di genere
femminile, se si tratta di una donna, quando è possibile.
Non tutte la pensano come me: ci sono donne che amano particolarmente essere
definite al maschile.
>
> Dando poi del Lei risolvo anche il
> problema dei pronomi ;-)
Femminista! :-))
> DdJ
K
meglio detto, il sesso di una persona o animale. Il genere di una sedia
o di uno scranno, di una nave o di un veliero, del sole o della luna,
non interessa a nessuno.
> Sono pefettamente d'accordo!
> Ci vuole il neutro! Peccato che non ce l'hanno dato.
Per una proposta scherzosa in tal senso si veda un mio post in una delle
mie incarnazioni transmillenarie (il 31 dicembre 1999)
http://groups.google.com/groups?hl=en&lr=&ie=UTF-8&threadm=Pine.OSF.4.20.9912271826240.9382-100000%40poseidon.ifctr.mi.cnr.it&rnum=1&prev=/groups%3Fas_q%3D%26num%3D10%26as_scoring%3Dr%26hl%3Den%26ie%3DISO-8859-1%26btnG%3DGoogle%2BSearch%26as_epq%3D%26as_oq%3D%26as_eq%3D%26as_ugroup%3Dit.cultura.linguistica.*%26as_usubject%3D%26as_uauthors%3Dmatto%40paolopini.mi.it%26as_umsgid%3D%26lr%3D%26as_drrb%3Dq%26as_qdr%3D%26as_mind%3D12%26as_minm%3D5%26as_miny%3D1981%26as_maxd%3D30%26as_maxm%3D1%26as_maxy%3D2004%26safe%3Dimages
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Subject [LGR] regolarizzazione dei nomi e korrettezza politika
From: Paolo Pini (ma...@paolopini.mi.it)