On 24/01/2015 23:59, ADPUF wrote:
> edevils 15:53, sabato 24 gennaio 2015:
>> On 24/01/2015 15:32, Dragonòt wrote:
>>> "edevils" ha scritto:
>>>>
>>>> A me vengono in mente L'intervallo (2012) (napoletano)
>>>> La terra trema (1948) (siciliano)
>>>> e anche L'albero degli zoccoli (1978), bergamasco.
>>>
>>>
>>> Una volta avevamo (ALP) raccolto anche questi titoli:
>>> "Io, tu e la gondola", parecchio veneziano.
>>
>> Questo l'ho anche visto, però il titolo esatto è "Venezia, la
>> luna e tu", poi riedito come "I due gondolieri".
>>
http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia,_la_luna_e_tu
>>
>> Nel film, i due "gondolieri veneziani" erano in effetti Sordi
>> e Manfredi! :D
>
>
> Credibilità -1 (meno uno)
Eh eh, direi anch'io, per quel che posso ricordare.
>
> In genere il dialetto (i dialetti) veneto non viene reso bene
> al cinematografo, centrato a Roma, dove pure di veneti
> dovrebbero essercene (forse Sònego che lavorava con Sordi).
Mah, non è che devi andare per forza a Roma per fare un film.
> Erano i doppiatori che non ce la facevano, credo.
>
> Anche "Signore & signori" di Germi non è proprio preciso.
> (differenze tra venessian trevisan visintin padoan ecc)
>
> Ma ovviamente se ne accorgono solo qui nel nordeste.
Secondo me, fermo restando che un Sordi veneziano o un Celentano
romanesco (Er Più) sono poco credibili quasi per definizione!, la
differenza non sta tanto nella estrema "precisione", di cui magari si
accorgono in pochi, e comunque non dovrebbe essere un assillo
*eccessivo* se parliamo di fiction e non di documentari, ma
nell'approccio meno "commerciale". Ovvero, quello di usare il dialetto
con piena dignità di "lingua del racconto", anche a costo di rendere il
prodotto meno fruibile a una parte della platea. Per dirla chiaramente,
se non sei del posto, servono i sottotitoli per seguire buona parte del
film! L'opposto dell'uso "facile" ma caricaturale o comunque legato a
certi generi "bassi" che invece è quello della tradizione del cinema
italiano. Il cinema italiano ha largamente impiegato i dialetti, sì, ma
-storpiature e "poca credibilità" a parte- soprattutto come nota di
colore folkloristico (che magari ci rende più simpatici alcuni
personaggi in Montalbano), o come scorciatoia per suscitare risate
(soprattutto in salsa romanesca e napoletana, ma anche toscanaccia),
oppure per caratterizzare certi personaggi, chessò i malavitosi nei film
poliziotteschi.
>>> "Maria Zef", friulano.
>
>
> C'era un film di Vito Pandolfi, "Gli ultimi", con la
> collaborazione di don Davide Maria Turoldo, che fu girato in
> italiano (doppiato, come si usava allora) ma dovrebbero averne
> fatta anche una versione doppiata in friulano.
Eccolo qua! Scheda e titoli di testa.
http://www.imdb.com/title/tt0214223/
https://www.youtube.com/watch?v=81E3_Qm8BN4