Grazie
jacopo
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www.ordet.it
icq # 62018455
> Un'amica inglese mi chiede come si chiamino in italiano i fabbricanti di
> scarpe e quelli di sigari.
> Direi "calzolai" e "sigarai", ma forse c'è qualche termine più
appropriato?
"Calzolaio" e "sigaraio" sono appropriati per gli artigiani
che li confezionano con le loro mani, ma al giorno d'oggi
questi mestieri sono pressoché scomparsi, sostituiti dai
calzaturifici e dalle fabbriche di sigari (sigarifici?).
Gli operai che lavorano nelle suddette fabbriche
non li chiamerei "calzolai" né "sigarai". Tanto meno
chiamerei così i proprietari.
--
Er Roscio.
> Direi "calzolai" e "sigarai", ma forse c'č qualche termine piů appropriato?
Uhm, i calzolai dovrebbero essere coloro che aggiustano le scarpe: non č
meglio "calzaturiere"?
Per il sigaraio: credo sia corretto, anche se mi sovviene chi vende i
sigari, piuttosto chi li venda.
P.
--
Ardisco non ordisco
Beh, la richiesta era generica.
La produzione industriale rende più o meno indifferente l'oggetto
dell'attività per la professione, mi pare: imprenditore, operaio (se si
vuol specificare, nel tal settore).
: Gli operai che lavorano nelle suddette fabbriche
: non li chiamerei "calzolai" né "sigarai". Tanto meno
: chiamerei così i proprietari.
Appunto
Grazie
Ciao
Tanto il calzolaio quanto il sigaraio producono e poi smerciano i rispettivi
articoli. Il calzolaio poi le ripara pure, le uose.
"Calzaturiere" è l'industriale, non anche l'artigiano, mi pare.
Grazie
Ciao
> Tanto il calzolaio quanto il sigaraio producono e poi smerciano i rispettivi
> articoli. Il calzolaio poi le ripara pure, le uose.
> "Calzaturiere" č l'industriale, non anche l'artigiano, mi pare.
Sģ, forse hai ragione.
Ma allora, se dobbiamo ragionare in termini di "lingua corrente", non
dobbiamo neppure scostarci da quella che la realtą č: ovvero, ha senso
parlare dell'esistenza di un termine, se ciņ che il termine descrive non
esiste? Il sigaraio, inteso come artigiano che produce sigari, esiste?
Io non ne ho mai visti, effettivamente, almeno qui in Italia. Esistono,
invece, delle industrie che producono e commercializzano sigari, e non
credo le si possano definire sigarai.
Lo stesso per il calzolaio: artigiani che confezionano e vendono scarpe
e calzature ne sono rimasti davvero pochi: qui a Milano per trovare un
artigiano che faccia scarpe su misura ho dovuto girare a lungo e ne o
trovato uno solo che, fra l'altro, lavora quasi solo per hobby,
consegnando le scarpe richieste in circa sei mesi.
Oggi č l'industria che produce questi beni, e quindi ci si deve, credo,
adattare anche linguisticamente parlando.
> Direi "calzolai" e "sigarai", ma forse c'č qualche termine piů appropriato?
Per me "calzolaio" e' piu' quello che le scarpe le ripara (che altrove
si chiama ciabattino, ma a Milano, per chi non usa piu' il dialettale
"bagatt", si e' sempre detto "calzolaio" o "calsular" ; in bergamasco
"scarpuli'"). Credo che in altre regioni vi sia lo "scarparo".
Devo anche dire che di fabbricanti di scarpe individuali non ne avevo
mai visti dalla mia nascita fino a vent'anni fa circa (mentre per mio
padre operaio era normale farsi fare i vestiti dal sarto) ... adesso le
scarpe me le faccio fare [ahime' a caro prezzo, quando faranno
l'incentivo alla rottamazione ?] "alle officine" o "dall'ortopedico"
Mi pare che "le sigaraie" fosse la dicitura standard per le operaie
della Manifattura Tabacchi (di certo non per chi vende sigari, che e' un
tabaccaio o tabacchino o tabachee)
E che cosa fa e come si chiama chi lavora in una fumisteria ?
Sigaraio non l'ho mai sentito.
La sigaraia è invece un'operaia ultraspecializzata che produce i sigari
"come Dio comanda" (bresc.: söl sò rét), ossia arrotolandoli a mano sulla
coscia.
ciao
--
Danilo Giacomelli
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Gli uomini sono più incostanti delle donne: cambiano età ogni anno.
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Eh sģ! Sono lontani i tempi in cui a Milano lavorava un certo "Monsciur
Tronchet"... ma dove aveva bottega? Porta Ticinese? Porta Romana?
Ne scriveva il Porta in una sua poesia... ma non ricordo quale... Potete
aiutarmi? o non ci dormirņ la notte...
Cordialitą,
Sicut
Ma una volta non era chiamata sigaraia anche la procace venditrice di sigarette
nei night club?
Magari c'è ancora, se ci sono ancora i night club...
Epimeteo
Bene, ai miei suggerimenti ("calzolaio" e "sigaraio") avanzati con
perplessità sulla desuetudine, la richiedente remota ha specificato dover
tradurre un dramma del 1910, epoca in cui penso la manifattura di scarpe e
sigari fosse ancora florida.
Possiamo dire che all'inizio del XX secolo chi faceva scarpe e sigari si
chiamava come abbiam detto?
Io credo di sì.
: Sigaraio non l'ho mai sentito.
: La sigaraia è invece un'operaia ultraspecializzata che produce i
: sigari "come Dio comanda" (bresc.: söl sò rét), ossia arrotolandoli a
: mano sulla coscia.
Infatti anche io conoscevo la "sigaraia" (in Toscana, peraltro, ce n'è
ancora che lavorano a mano), e ho esteso a traverso il genere.
Lo Zingarelli riporta anche "sigaraio".
"Epimeteo" <tr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:QX1i9.127825$pX1.4...@news2.tin.it...
Non saprei rispondere al tuo quesito.
Ricordo però che *Carmen* nell'opera lirica omonima di Bizet faceva la
sigaraia.
--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
* Ma avevo un'altra amante,
dagli occhi di pietra avventurina...*
Gabriele d' Annunzio,13 settembre 1917
Carteggio con Olga Levi ( Venturina)
> Bene, ai miei suggerimenti ("calzolaio" e "sigaraio") avanzati con
> perplessità sulla desuetudine, la richiedente remota ha
> specificato dover tradurre un dramma del 1910, epoca in cui penso
> la manifattura di scarpe e sigari fosse ancora florida.
Eccellente! La Richiedente Remota (RR) ha quindi gioco facile:
> Possiamo dire che all'inizio del XX secolo chi faceva scarpe e
> sigari si chiamava come abbiam detto?
> Io credo di sì.
Sì, direi di sì. Vada per sigaraio e calzolaio (ma anche ciabattino).
P.
--
Pestis eram vivus - moriens tua mors ero
Andati. Rien ne va plus.
(Ciabattino mi sembra avere una sfumatura un po' dispregiativa: va benissimo
per tradurre "nec sutor ultra crepidam")
Grazie a tutti
Il politicante.
Phil
> Eh sě! Sono lontani i tempi in cui a Milano lavorava un certo "Monsciur
> Tronchet"... ma dove aveva bottega? Porta Ticinese? Porta Romana?
Quello che faceva gli stivali a Napoleone (anzi uno solo, "l'alter ch'el
vaga a fassel fa' a Pari'") ? Stava in via Cerva , una vietta tuttora
esistente a tratti dalle parti di San Babila ... faceva parte dei
"terraggi", ossia di quella stradina che una volta correva tutto in
tondo appena all'interno della cerchia dei navigli (via Annunciata, via
Spiga, via Cerva, ... la scomparsa via Gozzadini, via Campo Lodigiano,
via Pioppette, via dei Fabbri e appunto via Terraggio).
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Sicut