Da "Se questo e' un uomo" Cap I.,Primo Levi
Il testo soprariportato e' stato tradotto da M.Schruoffenger verso il
francese nel modo seguente:
"Et brusquement ce fut le dénouement. La portière s'ouvrit avec fracas;
l'obsurité retentit d'ordres hurlés dans une langue étrangère, et de ces
aboiements barbares naturels aux Allemands quand ils commandent, et qui
semblent libérer une hargne séculaire"
Vorrei sapere se:
1) Conoscete l'etimologia di "latrati"? E' forse onomatopeico?
2) Pensate che il traduttore abbia fatto bene a tradurlo letteralmente con
il termine "aboiements"?
Merci. K.
> Vorrei sapere se:
> 1) Conoscete l'etimologia di "latrati"? E' forse onomatopeico?
Lat. latrare (col suo der. latratu(m)), di orig. indeur., da una radice
esprimente il 'gridare'.
Dal 'DELI Zanichelli'.
> 2) Pensate che il traduttore abbia fatto bene a tradurlo letteralmente con
> il termine "aboiements"?
Proprio non so.
--
Ciao,
Marco
>"...quei barbarici latrati dei tedeschi
>quando comandano, che sembrano dar vento ad una rabbia vecchia di secoli."
>
>Da "Se questo e' un uomo" Cap I., Primo Levi
>"...ces
>aboiements barbares naturels aux Allemands quand ils commandent, et qui
>semblent libérer une hargne séculaire"
>Vorrei sapere se:
>1) Conoscete l'etimologia di "latrati"? E' forse onomatopeico?
>2) Pensate che il traduttore abbia fatto bene a tradurlo letteralmente con
>il termine "aboiements"?
Io non conosco l'etimologia di latrare e anzi ringrazio Marco che ha
risposto nel merito. Sono però convinta che il traduttore francese
abbia fatto molto bene a restare fedele a Levi, che non usa mai a caso
le parole e certamente non ha usato a caso, in quell'occasione, un
verbo che si riferisce a un verso animale e non umano. Per Levi e i
suoi compagni, precipitati in un inferno sconosciuto dopo giorni e
notti di viaggio orrifico da bestie, quegli uomini che non sono più
uomini, come loro stessi fra breve, non gridano o urlano come persone,
ma latrano come bestie.
Ciao,
Isa
--
Secondo. Pensavo: ma il fatto che tra fanculer ci apprezziamo così
tanto, sarà mica anche perché non ci conosciamo abbastanza?
(Vecchio fancooler, dicembre 2000)
> Sono [...] convinta che il traduttore francese
> abbia fatto molto bene a restare fedele a Levi, che non usa mai a caso
> le parole e certamente non ha usato a caso, in quell'occasione, un
> verbo che si riferisce a un verso animale e non umano. [....]
uhm... io non conosco bene il francese e quando leggo "aboiements" mi
sovviene il verbo "abbaiare" che e' molto lontano da "latrare". La fedelta'
che si auspica in una traduzione deve essere di volta in volta mediata fra
vari aspetti del linguaggio. Gli abbai per me non hanno nulla di simile ai
latrati ed anche la componente fonetica di "abbaiare" e' meno spigolosa di
"latrare". In questo caso se in francese ci fosse un altro animale che
produce dei versi piu' "latratosi" io lo avrei preferito....
La traduzione in francese in questione di "Se questo e' un uomo" e' stata
fatta nel 1987 senza la supervisione dell'autore che si e' suicidato proprio
in quell'anno e pertanto non si hanno suoi pareri in proposito. Esiste una
precedente traduzione francese dal titolo "J'étais un homme" (1961) per la
quale Levi aveva espresso il seguente giudizio <<"Se questo e' un uomo"
tradotto in francese in fretta e furia (e a mia insaputa) dal primo venuto,
e' risultato letteralmente illeggibile, e a tratti degno di "La réalité
dépasse la fiction">>
L'edizione tedesca e quella inglese erano state invece tradotte sotto
l'egida dell'autore ma purtroppo non ho modo di controllare quale verbo
fosse stato scelto.
Saluti, K.
"Koulbak" <gianma...@REMOVEyahoo.it> ha scritto nel
messaggio news:3de32547$1...@news.bluewin.ch...
>"...quei barbarici latrati dei tedeschi
>quando comandano, che sembrano dar vento ad una rabbia
vecchia di secoli."
>
>Da "Se questo e' un uomo" Cap I., Primo Levi
>"...ces
>aboiements barbares naturels aux Allemands quand ils
commandent, et qui
>semblent libérer une hargne séculaire"
-----
Per quel che ne sappiamo io e il Boch, in francese
"latrati" è traducibile in due modi: "aboiements",
appunto, in quanto verso strettamente canino (insomma, i
cani transalpini non distinguono tra latrare e abbaiare
come quelli italiani, limitandosi appunto ad "aboyer"),
oppure "hurlements", in quanto verso alto e straziante
tout court. "Hurlement", il cui primo significato è, com'è
facile intuire, "urlo", è parola non relegata all'umano,
ma può essere riferita al vento, ai cani etc. Dunque è il
contesto a stabilirne l'eventuale umanizzazione. Ora, nel
brano di Levi, essendo umana l'origine dei latrati, se il
traduttore avesse usato "hurlements", il lettore avrebbe
recepito la parola come "urla", e si sarebbe perso così
per strada il contrasto umano-animalesco del testo
originale. Dunque, da questo punto di vista, la scelta del
traduttore appare condivisibile.
C'è da chiedersi, come fai tu, se il francese non offra
qualche altra parola animalesca, magari non canina, che
avrebbe potuto rendere il lamentoso strazio degli italici
"latrati" in modo più preciso rispetto ad "aboiements". A
tal scopo sposto la discussione su
it.cultura.linguistica.francese.
philo
>> uhm... io non conosco bene il francese e quando leggo "aboiements" mi
>> sovviene il verbo "abbaiare" che e' molto lontano da "latrare".
> C'è da chiedersi, come fai tu, se il francese non offra
> qualche altra parola animalesca, magari non canina, che
> avrebbe potuto rendere il lamentoso strazio degli italici
> "latrati" in modo più preciso rispetto ad "aboiements". A
> tal scopo sposto la discussione su
> it.cultura.linguistica.francese.
per altro io non vedo una differenza significativa tra "latrare" e "abbaiare",
se non una maggiore intensità e iteratività del primo. ma a seconda del contesto
possono essere assolutamente sinonimi.
...
> oppure "hurlements", in quanto verso alto e straziante
> tout court.
Neanche per sogno in queto preciso contesto. Mai sentito tedeschi che comandano?
> "Koulbak" <gianma...@REMOVEyahoo.it> ha scritto nel
> >"...quei barbarici latrati dei tedeschi
> >quando comandano, che sembrano dar vento ad una rabbia
> vecchia di secoli."
> >
> >Da "Se questo e' un uomo" Cap I., Primo Levi
>
> >"...ces
> >aboiements barbares naturels aux Allemands quand ils
> commandent, et qui
> >semblent libérer une hargne séculaire"
> -----
[..]
> C'è da chiedersi, come fai tu, se il francese non offra
> qualche altra parola animalesca, magari non canina, che
> avrebbe potuto rendere il lamentoso strazio degli italici
> "latrati" in modo più preciso rispetto ad "aboiements". A
> tal scopo sposto la discussione su
> it.cultura.linguistica.francese.
"Aboyer"/"aboiements" è spesso usato in francese, riferito a uomini.
Ovviamente,
quest'uso è allora metaforico e molto spregiativo.
Ciao,
Guillaume
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Neanche per sogno in questo preciso contesto.
> Mai sentito tedeschi che comandano?
Mah... Secondo me non sono tanto diversi dagli italiani che comandano...
--
Er Roscio.
> C'è da chiedersi, come fai tu, se il francese non offra
> qualche altra parola animalesca, magari non canina, che
> avrebbe potuto rendere il lamentoso strazio degli italici
> "latrati" in modo più preciso rispetto ad "aboiements". A
> tal scopo sposto la discussione su
> it.cultura.linguistica.francese.
>
> philo
Ciao Philo,
Ribadisco quello che ha appena scritto Guillaume. Vedi definizioni di
*aboiement* tratte dal Petit Robert:
aboiement n. m.
. abaement XIIIe; de aboyer
1 Cri du chien; action d'aboyer.
2 Par anal. Cri rappelant celui du chien. « Les aboiements des crieurs de
journaux » (Martin du Gard).
3 Fig. et péj. Paroles violentes. « Aboiements patriotiques » (André Gide).
« Les aboiements de la critique » (Buffon).
La scelta del traduttore era dunque più che giustificata.
Saluti
Catherine
>"philotto" <boc...@parallelo.it> ha scritto nel messaggio
>news:arve9m$mqikt$1...@ID-114153.news.dfncis.de...
Ma nei paesi francofoni è d'obbligo quotare tutto il messaggio cui si
risponde?
--
Bye
Vitt
Mai sentito un certo Trapattoni 'comiziare' in tedesco[*]? ;-))
Natal^W(H)istoreo :-)
[*] Indimenticabile... Mi ha commosso sino alle lagrime. In verun altro
idioma, divino od umano, passato presente o futuro, il Nostro avrebbe
mai potuto attingere la rarefatta ineffabile sublimità -- novello
Tersite ametroepês -- di cotali peoectatiche vette di magniloquenza
autenticamente epica.
Anche se l'animale e' lo stesso, la fonologia italiana lo fa suonare
piu' pollo che cane...
Ricordo un famoso "strunz!" detto davanti alle telecamere,
ma non ho mai capito se si riferiva al giocatore omonimo,
o a qualcuno che gli stava sulle balle (o entrambi).
--
Er Roscio.