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Maschile, femminile e...

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edevils

unread,
Jan 20, 2016, 5:22:09 AM1/20/16
to
Si sente dire a volte: dai una ripassatina alla grammatica!
D'accordo, ma quale grammatica?
Non certo quella del Sig. Avv. Basilio Puoti, data alle stampe al tempo
in cui in Toscana governava Leopoldo II. Secondo la prefazione delle
"Regole elementari della lingua italiana", compendio grammaticale "per
uso dei giovanetti", le precedenti sette edizioni erano state
benignamente accolte da padri di famiglia e maestri, facendo registrare
il tutto esaurito in varie città d'Italia! Sedicimila copie vendute. Un
best seller!
https://books.google.it/books?id=Xw_ESt0T5bcC
E' una lettura gustosa. Anche considerando che il testo ha i suoi anni,
alcuni passaggi destano curiosità se non vivo stupore!
Per esempio, tralasciando la tabella della *declinazione* di "bambino"
(nominativo, genitivo, dativo, accusativo, ecc.), e alcuni usi oggi
tramontati (come "ventuna": "Le lettere dell'Abbiccì italiano sono
ventuna", o come "cenere freddo", maschile) saltiamo a pagina 15 ove si
racconta che "I GENERI de' nomi italiani sono tre": maschile, femminile
e comune. Puoti non spiega bene in cosa consista il genere "comune"
(magari qualcuno sul gruppo saprà illuminarci), ma fornisce alcuni
esempi (vedi sotto).
Se ciò non bastasse, segue un "avvertimento" secondo cui, per alcuni
grammatici, di generi ve ne sono anche altri due!
Dunque, confesso la meraviglia, i generi della lingua italiana sarebbero
i seguenti.
Maschile: per es. "uomo", "pensiero", "Brasile", "problema", "oculista",
"pero", "buono", "santo".
Femminile: "donna", "seggiola", "Roma", "Atene", "diocesi", "eco",
"virtù", "pesca-noce", "buona", "santa".
Comune: "forte", "fonte", "trave", "Napoli", "Milano", "genesi",
"dolce", "feroce".
Neutro: "quello" in "Se è vero quello che dite", sottintendendo "quella
cosa".
Promiscuo (o Confuso): "tordo", "coniglio", "cammello", "aquila",
"anguilla", "balena".

Quel che non fecero i barbari, fecero i grammatici! :D

Klaram

unread,
Jan 20, 2016, 7:32:22 AM1/20/16
to
Il 20/01/2016, edevils ha detto :
> Si sente dire a volte: dai una ripassatina alla grammatica!

> Dunque, confesso la meraviglia, i generi della lingua italiana sarebbero i
> seguenti.

> Maschile: per es. "uomo", "pensiero", "Brasile", "problema", "oculista",
> "pero", "buono", "santo".

> Femminile: "donna", "seggiola", "Roma", "Atene", "diocesi", "eco", "virtù",
> "pesca-noce", "buona", "santa".

> Comune: "forte", "fonte", "trave", "Napoli", "Milano", "genesi", "dolce",
> "feroce".

> Neutro: "quello" in "Se è vero quello che dite", sottintendendo "quella
> cosa".

> Promiscuo (o Confuso): "tordo", "coniglio", "cammello", "aquila", "anguilla",
> "balena".

I nomi "comuni" sembrerebbero quelli invariabili, rispetto al genere.
Non capisco, però, i nomi di città.

In quelli "promiscui" sembra confondere il genere grammaticale con il
sesso.

Anche col neutro mi pare che confonda la forma (genere grammaticale)
con la semantica.

k

edevils

unread,
Jan 20, 2016, 12:56:38 PM1/20/16
to
On 20/01/2016 13:32, Klaram wrote:
> Il 20/01/2016, edevils ha detto :
>> Si sente dire a volte: dai una ripassatina alla grammatica!
>
>> Dunque, confesso la meraviglia, i generi della lingua italiana
>> sarebbero i seguenti.
>
>> Maschile: per es. "uomo", "pensiero", "Brasile", "problema",
>> "oculista", "pero", "buono", "santo".
>
>> Femminile: "donna", "seggiola", "Roma", "Atene", "diocesi", "eco",
>> "virtù", "pesca-noce", "buona", "santa".
>
>> Comune: "forte", "fonte", "trave", "Napoli", "Milano", "genesi",
>> "dolce", "feroce".
>
>> Neutro: "quello" in "Se è vero quello che dite", sottintendendo
>> "quella cosa".
>
>> Promiscuo (o Confuso): "tordo", "coniglio", "cammello", "aquila",
>> "anguilla", "balena".
>
> I nomi "comuni" sembrerebbero quelli invariabili, rispetto al genere.

L'avrei detto anch'io, sia pur contestando che si tratti di un terzo
"genere" a sé stante, se non fosse che...


> Non capisco, però, i nomi di città.

Neanch'io!


> In quelli "promiscui" sembra confondere il genere grammaticale con il
> sesso.

Non per nulla li chiama anche "confusi" ;-)


> Anche col neutro mi pare che confonda la forma (genere grammaticale) con
> la semantica.

Già, fa un miscuglione!
Però all'epoca il prontuario grammaticale del Puoti andava a ruba tra
maestri ed educatori, a quanto si evince dalle note introduttive.

Mi pare anche degno di nota che alcune desinenze verbali presentate in
quel manuale del 1854 oggi suonerebbero fantozziane. Congiuntivo
presente: che tu venga o venghi... Che noi veniamo, vegnamo, o
venghiamo... voi veniate, o vegnate, o venghiate.
Ma questo forse non è colpa dell'Autore ma della lingua che cambia,
piaccia o non piaccia ai grammatici.

Barone Barolo

unread,
Jan 23, 2016, 6:56:59 AM1/23/16
to
Mi pare un'assurdità. Il concetto di genere grammaticale è strettamente legato a quello di concordanza: un sostantivo è maschile o femminile se richiede articoli, aggettivi o pronomi declinati rispettivalmente al maschile o al femminile.
Potrei accettare l'esistenza di un genere comune nel senso che alcune parole possono, in contesti diversi, concordare con il maschile o con il femminile (tra queste parole, molti participi: il cantante, la cantante; il presidente, la presidente), ma di solito preferiamo considerare "presidente (maschile)" e "presidente (femminile)" separatamente, perché la concordanza scelta non è arbitraria.

Il neutro esiste per pochi sostantivi che escono al singolare in -o e al plurale in -a, concordando in apparenza con il maschile singolare e il femminile plurale. I pronomi "quello" e "ciò" non hanno un plurale, in quanto sono spesso utilizzati in senso collettivo, quindi non sono grammaticalmente distinguibili dal maschile.

-- bb
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