Si sente dire a volte: dai una ripassatina alla grammatica!
D'accordo, ma quale grammatica?
Non certo quella del Sig. Avv. Basilio Puoti, data alle stampe al tempo
in cui in Toscana governava Leopoldo II. Secondo la prefazione delle
"Regole elementari della lingua italiana", compendio grammaticale "per
uso dei giovanetti", le precedenti sette edizioni erano state
benignamente accolte da padri di famiglia e maestri, facendo registrare
il tutto esaurito in varie città d'Italia! Sedicimila copie vendute. Un
best seller!
https://books.google.it/books?id=Xw_ESt0T5bcC
E' una lettura gustosa. Anche considerando che il testo ha i suoi anni,
alcuni passaggi destano curiosità se non vivo stupore!
Per esempio, tralasciando la tabella della *declinazione* di "bambino"
(nominativo, genitivo, dativo, accusativo, ecc.), e alcuni usi oggi
tramontati (come "ventuna": "Le lettere dell'Abbiccì italiano sono
ventuna", o come "cenere freddo", maschile) saltiamo a pagina 15 ove si
racconta che "I GENERI de' nomi italiani sono tre": maschile, femminile
e comune. Puoti non spiega bene in cosa consista il genere "comune"
(magari qualcuno sul gruppo saprà illuminarci), ma fornisce alcuni
esempi (vedi sotto).
Se ciò non bastasse, segue un "avvertimento" secondo cui, per alcuni
grammatici, di generi ve ne sono anche altri due!
Dunque, confesso la meraviglia, i generi della lingua italiana sarebbero
i seguenti.
Maschile: per es. "uomo", "pensiero", "Brasile", "problema", "oculista",
"pero", "buono", "santo".
Femminile: "donna", "seggiola", "Roma", "Atene", "diocesi", "eco",
"virtù", "pesca-noce", "buona", "santa".
Comune: "forte", "fonte", "trave", "Napoli", "Milano", "genesi",
"dolce", "feroce".
Neutro: "quello" in "Se è vero quello che dite", sottintendendo "quella
cosa".
Promiscuo (o Confuso): "tordo", "coniglio", "cammello", "aquila",
"anguilla", "balena".
Quel che non fecero i barbari, fecero i grammatici! :D