Sě? Bene, incominciamo la raccolta! ( Si accettano i doppioni...posso
sempre scambiarli con Pizzaballa!)
Sciao
Stefano A.
Io mi ricordo solo "su quì e quà l'accento non và".
Ma cosa vuol dire che "are ,ere, ire l'acca fan sparire"? Proprio non lo
capisco...
Are, ere, ire, acca fuggire.
Su qui quo qua l'accento non va.
Spero promitto iuro vogliono l'infinito futuo (latino)
> > Vi ricordate le formule mnemoniche che tante maestrine ci insegnavano
> > per ficcarci ( a forza ) in testa le regole della grammatica italiana?
Ne ricordo una per il russo (metto un po' di accenti per facilitare la
pronuncia) usata dal mio insegnante italiano
ghe' ka' kha'
zhe' ce' scia' s-cia'
ne' la y, la iu', la ia'
ossia : dopo la G, la K e la Kh, come pure dopo la Zh, la C, la Sh e la
Sch [che in cirillico sono tutte lettere singole] non si scrive mai la
vocale i dura (o forte, Y, detta volgarmente "il sessantuno" dal suo
aspetto cirillico bI), [ma sempre la i normale debole] e nemmeno le
vocali deboli iu e ia [che in cirillico sono pure singole lettere]
bensi' sempre le vocali forti u e a
Personalmente questa regola mnemonica mi ha sempre colpito per la sua
compatta efficacia (o efficace compattezza)
>Vi ricordate le formule mnemoniche che tante maestrine ci insegnavano
>per ficcarci ( a forza ) in testa le regole della grammatica italiana?
>Sì? Bene, incominciamo la raccolta!
Nessuno ha ancora detto <<Ma con gran pena le reca giu'>> per i nomi
delle Alpi? O forse non e' strettamente pertinente?
(Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche,
Giulie. Funziona ancora. Sniff.)
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
FutuRo, ehehehehe!
In latino ce n'era una carina per ricordare gli imperativi e due verbi
irregolari:
Dic, duc, fac, fer
se ne andarono alla guer
se non c'era fio, fis
ammazzavan volo, vis
Roger
--
rufa...@iol.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
Beh, se vogliamo essere *interdisciplinari* c'č anche:
Della sfera il volume qual'č?
Quattro terzi pi greco erre tre!
> Isa
Ciao,
Marco
"Marco O. in volo sulla distesa dei prioni" wrote:
> Della sfera il volume qual'č?
Ulp!
Marco O! I prioni debbonti aver provocato disgrafia!
P.
Ach :-(
> P.
M. (guarda il "nickname")
>Della sfera il volume qual è?
>Quattro terzi pi greco erre tre!
E va bene, dopo mesi di lurking me ne torno con una bella idiozia.
A ingegneria, esame di fisica2, per ricordare la relazione tra Carica
Elettrica (C), Capacita' (Q) e Tensione (V), che regolarmente sbagliavamo,
non trovammo di meglio che
Cacca = Qulo su Vaso
C=Q/V.
Scusate, non ho resistito.
Ciao
Carlo
Non era meglio Cacca = Quella nel Vaso?
> Scusate, non ho resistito.
Neanch'io. A fare un cross-post su "it.fan.culo".
> Ciao
> Carlo
Ciao,
Marco
"Zio/zia/zie" voglion *sempre* una zeta sola.
Ma non erano solo le maestrine a voler inculcare "certe regolette".
E non son solo loro, a tutt'oggi.
--
Ciao,
MariucciaŽ
#Nessuno ha ancora detto <<Ma con gran pena le reca giu'>> per i nomi
#delle Alpi? O forse non e' strettamente pertinente?
#(Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche,
#Giulie. Funziona ancora. Sniff.)
Non so, ho sempre avuto l'impressione che ne mancasse qualcuna. Ai
miei tempi si parlava di alpi Atesine, ma forse qualche nordico puo'
meglio di me chiarire la questione: sono tutte comprese nella formula,
le Alpi, o no?
------firma-----------------
Prout cuique libido est,
siccat inaequalis calices conviva solutus
legibus insanis...
Mi scuso per l'attribuzione alle sole maestrine di tale pratica ( che
trovo, tuttavia, non priva di qualche grazia femminile...).
La lettura di "Cuore" del caro Edmondo mi ha traviato...la dolce
maestrina dalla penna rossa della prima inferiore numero 3...
Sciao
Stefano A.
La regola mnemonica da te citata mi ricorda qualche scioglilingua
orobico...sublime!
Stefano A.
Al raffinato Roger ( e agli interessati) un' altra formula ( acronimo?
sigla?) latina: MARMALUOT...anche se mi sembra italianeggiante...
Sciao
Stefano A.
>On Wed, 21 Mar 2001 06:46:23 GMT, an...@tiscalinet.it (Stefano A.)
>wrote:
>
>>Vi ricordate le formule mnemoniche che tante maestrine ci insegnavano
>>per ficcarci ( a forza ) in testa le regole della grammatica italiana?
>>Sě? Bene, incominciamo la raccolta!
>
>Nessuno ha ancora detto <<Ma con gran pena le reca giu'>> per i nomi
>delle Alpi? O forse non e' strettamente pertinente?
>(Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche,
>Giulie. Funziona ancora. Sniff.)
>--
>Isa
>Work like you don't need money,
>Love like you've never been hurt,
>And dance like no one's watching
>
>http://web.tiscalinet.it/alfabeto_auschwitz/
Pertinentissimo, ma c'č una variante:
Ma con gran pena le reti calo giů".
Sciao
Stefano A.
> Al raffinato Roger ( e agli interessati) un' altra formula ( acronimo?
> sigla?) latina: MARMALUOT...anche se mi sembra italianeggiante...
Uh, la sapevo!
Sono le iniziali di Marzo, Maggio, Luglio e Ottobre.
Ma non mi ricordo più il nesso. :-(
Cedo!!!!
E poi rilancio con "PECCETTUM"
Che significa?
> Sciao
> Stefano A.
puerile! ma,...............
"su qui,quo,qua, l'accento non ci va"
;-)) saluti -darik -
>
> Sciao
> Stefano A.
E che vorrebbe dire "quo" in italiano? Mi ricorda solo "Quo", il nipotino
di Paperino.
Ciao,
Paolo
Ma guarda! E dire che io ho fatto in tempo a laurearmi in russo, e non
me l'avevano mai insegnata! Non si finisce mai di imparare!
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
> E che vorrebbe dire "quo" in italiano? Mi ricorda solo "Quo", il nipotino
> di Paperino.
E che dire delle latineggianti espressioni di uso comune:
Quo vadis?
Qui pro quo
Pro domo mea
> Nessuno ha ancora detto <<Ma con gran pena le reca giu'>>
Te ne sei scordata una: "Ma con gran pena le reti Attilio cala giú",
dove Attilio ti suggerisce le Alpi Atesine.
> Al raffinato Roger ( e agli interessati) un' altra formula ( acronimo?
> sigla?) latina: MARMALUOT...anche se mi sembra italianeggiante...
Sì! E' vero! Lo diceva la mia prof. al ginnasio! :D
Saluti.
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com
> Mariuccia Ruta wrote:
> [...]
> >"Zio/zia/zie" voglion *sempre* una zeta sola.
> >Ma non erano solo le maestrine a voler inculcare "certe regolette".
> >E non son solo loro, a tutt'oggi.
> Mi scuso per l'attribuzione alle sole maestrine [...]
Tranquillo, Stefano: il mio intervento non era di ripicca: era solo
una puntualizzazione di qualcosa che è comunque un dato di fatto ;))
> Sciao
> Stefano A.
--
Ciao,
Mariuccia®che non è né maestra né maestrina ;)))
Un tipico caso di "qui pro quo"... ;-)))
Stefano A.
>
>
>Uh, la sapevo!
>Sono le iniziali di Marzo, Maggio, Luglio e Ottobre.
>Ma non mi ricordo più il nesso. :-(
>Cedo!!!!
>
Dovrebbe essere un modo per distinguere i mesi che hanno le None il 7
del mese ( invece che il 5) e le Idi il 15 ( invece del 13). Vado a
memoria...potrei aver scritto qualche castroneria...
>E poi rilancio con "PECCETTUM"
>Che significa?
>
Arrgggg...Con le mie scartine non so se rilanciare...
Vedo!
Stefano A.
>
Davvero metti l'accento (grave) sulle parole latine?
Ciao,
Paolo
> Al raffinato Roger ( e agli interessati) un' altra formula ( acronimo?
> sigla?) latina: MARMALUOT...anche se mi sembra italianeggiante...
Oh no ... non quell'osceno calendario latino ...
"Paolo" <pao...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:3AB9C35B...@hotmail.com...
> > > E che vorrebbe dire "quo" in italiano? Mi ricorda solo "Quo", il
nipotino
> > > di Paperino.
> >
> > E che dire delle latineggianti espressioni di uso comune:
> >
> > Quo vadis?
> > Qui pro quo
> > Pro domo mea
Ed allora:
ALIBI
UNA TANTUM
GRATIS ET AMORE DEI
--
lu.
*Io ho quel che ho donato* G. D'Annunzio
ICQ#110040911
http://web.tiscalinet.it/LucianaGrazioli
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.it> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.010322...@poseidon.ifctr.mi.cnr.it...
Perché *osceno*?
Ma dai...
Ricordi *alle calende greche*?
No, perche' il segno di "diviso", o di frazione se preferisce, per brevita'
si dice "su", no "nel"
> On Wed, 21 Mar 2001 18:17:55 GMT, "Roger" wrote:
>
> >E poi rilancio con "PECCETTUM"
> >Che significa?
> >
> Arrgggg...Con le mie scartine non so se rilanciare...
> Vedo!
Polinnia
Euterpe
Calliope
Clio
Erato
Talia
Tersicore
Urania
Melpomene
> Stefano A.
Ciao,
Su certe cose sono piu' politically incorrect e schizzinoso di quanto lo
sia (giustamente) Nicola Nobili con le scritture alfabetiche e
ideografiche. Nella fattispecie non sopporto ne' i calendari lunari con
mesi intercalari (e quella latino fino a Cesare era un guazzabuglio) ne'
quelli che usano numerazioni assurde dei giorni ... come appunto dire
oggi e' il sesto giorno prima delle calende del mese dopo, o fare
iniziare l'anno al 25 o al 21 del mese come facevano altri.
--
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>
>
>Polinnia
>Euterpe
>Calliope
>Clio
>Erato
>Talia
>Tersicore
>Urania
>Melpomene
>
>
>Ciao,
>Roger
>--
>rufa...@iol.it
>Togliere 99 per rispondere direttamente
>
>
Colpito e affondato..
Che brutta Musata ho preso!
Contro un fuoriclasse un ultimo affondo con la mia spadina di
cartone...
SALIGIA.
Sciao
Stefano A.
.
> Che brutta Musata ho preso!
> Contro un fuoriclasse un ultimo affondo con la mia spadina di
> cartone...
> SALIGIA.
E dicevi che avevi delle scartine!
Stavi bluffando, eh!
La tua è una scala reale bella buona.:-)
Cambio tre carte, vediamo cosa mi arriva.
Adesso studio e poi ti riferirò
> Sciao
> Stefano A.
è vero!!! lapsus freudiano ke denota rimpianto per l'infanzia
trascorsa.
i classici di disney lasciano delle orme indelebili ;-)))))))
- su qui e su qua l'accento non ci va -
ti saluto - darik -
>
> Ciao,
> Paolo
>
> Su certe cose sono piu' politically incorrect e schizzinoso di quanto lo
> sia (giustamente) Nicola Nobili con le scritture alfabetiche e
> ideografiche.
Guarda che sui calendarī lunari o misti sono schizzinoso quanto te!
Aneddotino: recentemente m'č toccato di fare una traduzione informale dal
latino di alcune missive di Papa Gregorio VII. Alla fine di ognuna, c'era
sempre la data secondo il calendario latino. Sapeste che noia doversi sempre
affidare a tabelle e tabelline!
Ci mancherebbe! Forse hai perso di vista l'inizio del discorso. qualcuno
ha detto:
"su qui,quo,qua, l'accento non ci va"
e tu hai chiesto quando mai si usa "quo" in italiano. Io ti ho fornito
qualche esempio, tutto qui.
Era un po' che mi lambiccavo per ricordarmele tutte. Mi direste
*di quale arte* era rappresentante ciascuna? Ricordo Clio (storia),
Tersicore (teatro o danza), Urania (grazie alla collana di
fantascienza, astronomia), non giuro su Calliope e la pittura, e poi?
Che ignorantezza... aveto propito raggiona. Ma io sono illetterato.
>"Zio/zia/zie" voglion *sempre* una zeta sola.
Infatti ammaziamo, biscaziere, coraziere, impaziamo ecc.
--
Bye
Vitt
#> #>Polinnia: arte mimica
#> #>Euterpe: musica (flauto)
#> #>Calliope: poesia elegiaca
#> #>Clio: storia
#> #>Erato: poesia amorosa
#> #>Talia: commedia
#> #>Tersicore: danza
#> #>Urania: astronomia
#> #>Melpomene: tragedia
Grazi. Noto la totale mancanza delle arti figurative. A che titolo si
dice allora che il cinema e' la 'decima Musa', atteso che ce ne
vorrebbe ancora qualcuna per pittura, scultura, fotografia...
Ricambio con un "memo" alternativo a PECCETTUM:
PUM! ETC. ETC. (io lo ricordero' piu' facilmente).
> Colpito e affondato..
> Che brutta Musata ho preso!
> Contro un fuoriclasse un ultimo affondo con la mia spadina di
> cartone...
> SALIGIA.
Ho le meningi distrutte.
Cosa possono avere in comune Salerno, Livorno e il Giappone?
O forse ti riferisci al famoso film con Claudia Cardinale "La ragazza con la
saligia"?
Boh, comunque: vedo!
> Sciao
> Stefano A.
Ricordi di prima mignin....
K
Karla Giudt wrote:
> Cuore, cuoco,cuoio
> son parole tre
> che vogliono la c di coccodč.
A-ha! Andiamo sul proverbiale poetico, eh?
Allora senti questa (la preferita da mio padre):
"Se piove e tira vento, vuol dir ch'č brutto tempo"
Oppure questa (da un paese della Valtellina)
"Se il Piz Quader ( la cima di una montagna molto alta) el g'ha su el
capčl (nuvole che coprono la vetta), o che fa brut o che fa bel".
Mica male...
P.
frenc ruscalla wrote:
> Father McKenzie 38°54'N 16°35'E ha scritto
> [...]
> >PUM! ETC. ETC. (io lo ricordero' piu' facilmente).
>
> Futurista?
Ruscalla!
Da quando studi letteratura italiana sei diventato insopportabile. Come
la gramigna.
Ruscalla: un tempo t'ammirai; ora ti disprezzo.
P.
Futurista?
Ciao
Frank
#>PUM! ETC. ETC. (io lo ricordero' piu' facilmente).
#Futurista?
Direi che e' un buon titolo per un'antologia futurista, o per un
Bignami del futurismo.
#Grazi. Noto la totale mancanza delle arti figurative (tra quelle tutelate dalle Muse).
E non solo.
Che senso ha questa discriminazione? Forse che pittura, scultura, e
magari architettura, erano considerate meno importanti di poesia,
musica, teatro e danza, per non dire di storia e astronomia?
Altra domanduola: in un teatro della mia citta', attualmente demolito
e in ricostruzione (con un progetto megagalattico di n
fantastiliardi), al disopra del palco era scritto "Ad Tersicorem
Virginesque Musas". Ecco, perche' Tersicore? a meno che la distinzione
non fosse dovuta a qualche pettegolezzo su una tresca della suddetta,
che avrebbe indotto l'autore a separarla dalle altre Muse vergini
(ehm), perche' indicare proprio lei e non Melpomene o Talia come nume
tutelare del teatro?
Grazie del.
##> #>Polinnia: arte mimica
##> #>Euterpe: musica (flauto)
##> #>Calliope: poesia elegiaca
##> #>Clio: storia
##> #>Erato: poesia amorosa
##> #>Talia: commedia
##> #>Tersicore: danza
##> #>Urania: astronomia
##> #>Melpomene: tragedia
#PUM! ETC. ETC. (io lo ricordero' piu' facilmente).
> Infatti ammaziamo, biscaziere, coraziere, impaziamo ecc.
Come volevasi dimostrare. T'è mancato poco per far tombola.
> Bye
> Vitt
--
Ciao,
Mariuccia®
Non č superbia...te lo assicuro!Solo un po' di accidia.
I peccati di lussuria inducono i piů all'iracondia .Io, invece,
indulgo nei peccati di gola ...Provi invidia? Sono avaro.; giů le
mani dalla mia marmellata! ;-)))
Sciao
Stefano
> Non č superbia...te lo assicuro!Solo un po' di accidia.
> I peccati di lussuria inducono i piů all'iracondia .Io, invece,
> indulgo nei peccati di gola ...Provi invidia? Sono avaro.; giů le
> mani dalla mia marmellata! ;-)))
Non ci sarei mai arrivato perché tutti questi vizi sono a me assolutamente
sconosciuti. ;-)
Comunque, grazie!
> Sciao
> Stefano
>>> SALIGIA.
>Non è superbia...te lo assicuro!Solo un po' di accidia.
>I peccati di lussuria inducono i più all'iracondia .Io, invece,
>indulgo nei peccati di gola ...Provi invidia? Sono avaro.; giù le
>mani dalla mia marmellata! ;-)))
Come mai Luciana non interviene? Al Vittoriale D'annunzio fece
dipingere una scritta che recita "Cinque le dita, cinque li peccati".
Lussuria e avarizia non avrebbero dovuto far parte dell'elenco,
secondo il vate.
Ciao
Frank
"frank ruscalla" <rusc...@iol.itZZZ> ha scritto nel messaggio
news:6bdv6.20992$dJ6.1...@news.infostrada.it...
>
> Stefano A. ha scritto nel messaggio
>
> >>> SALIGIA.
> Come mai Luciana non interviene? Al Vittoriale D'annunzio fece
> dipingere una scritta che recita "Cinque le dita, cinque li peccati".
> Lussuria e avarizia non avrebbero dovuto far parte dell'elenco,
> secondo il vate.
ECCOMI.
Da: "Cento...e cento pagine del libro segreto", G. D'Annunzio.
"Poche sono le mie passioni, pochi i miei vizii; ché le une e gli altri sono
estremi.
Uno mi domanda:" Tu fumi?" rispondo: " ho fumato nella guerra, contro
l'odore del prossimo e talvolta per utile segno di tranquillità contro al
più grave dei pericoli. Ora non fumo più, perché disdegno di fumare tre o
quattro o dieci sigarette al giorno; disdegno quella meschinità, in
confronto alle centoventi sigarette cotidiane che fumava, per esempio il mio
dilettimo amico Clemente Origo.Se fumassi, io non potrei fumar meno di
centocinquanta Abdulla numero Undici."
[...]
La passione vera non conosce utilità, non conosce alcuna specie di
benefizio, alcuna specie di vantaggio.
L'arte per l'arte, la prodezza per la prodezza, il coraggio per il coraggio,
l'amore per l'amore, l'ebrezza per l'ebrezza, il piacere per il piacere.
[...]
Dunque, pur sempre, la sola cosa che valga nella vita e nella morte è il
dono di sé, la dedizione dell'essere intiero."
Vizii e stravizii, dunque, per il divino Gabrì.
--
lu.
*Io ho quel che ho donato* G. D'Annunzio
"frank ruscalla" <rusc...@iol.itZZZ> ha scritto nel messaggio
news:6bdv6.20992$dJ6.1...@news.infostrada.it...
> Come mai Luciana non interviene? Al Vittoriale D'annunzio fece
> dipingere una scritta che recita "Cinque le dita, cinque li peccati".
> Lussuria e avarizia non avrebbero dovuto far parte dell'elenco,
> secondo il vate.
Una piccola correzione, Frank.
Nella STANZA DELLE RELIQUIE, al Vittoriale appunto, vi è appeso un grande
arazzo di soggetto biblico, in cui si notano le figure che mostrano le
cinque dita della mano, con il motto: "Cinque le dita, cinque le peccata"
(dei sette vizi capitali d'Annunzio esclude lussuria e prodigalità).
Ciao.
>"frank ruscalla" ha scritto nel messaggio
>> Come mai Luciana non interviene?
>Una piccola correzione, Frank.
>
>Nella STANZA DELLE RELIQUIE, al Vittoriale appunto, vi è appeso un
>grande arazzo di soggetto biblico, in cui si notano
>le figure che mostrano le cinque dita della mano,
>con il motto: "Cinque le dita, cinque le peccata"
>(dei sette vizi capitali d'Annunzio esclude lussuria e prodigalità).
Accetto la correzione del mio ricordo approssimativo, ma a mia volta
chiedo: "Prodigalita'?"
Non stiamo parlando di avarizia?
Ciao
Frank
>Al Vittoriale D'annunzio fece
>dipingere una scritta che recita "Cinque le dita, cinque li peccati".
>Lussuria e avarizia non avrebbero dovuto far parte dell'elenco,
>secondo il vate.
Facile per lui, che spendeva i soldi della Duse...
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:m3vtbt074kuu6qi70...@4ax.com...
> On Sun, 25 Mar 2001 03:00:18 GMT, "frank ruscalla"
> <rusc...@iol.itZZZ> wrote:
>
> >Al Vittoriale D'annunzio fece
> >dipingere una scritta che recita "Cinque le dita, cinque li peccati".
> >Lussuria e avarizia non avrebbero dovuto far parte dell'elenco,
> >secondo il vate.
>
> Facile per lui, che spendeva i soldi della Duse...
> --
> Isa
E questa dove l'hai letta?
"frank ruscalla" <rusc...@iol.itZZZ> ha scritto nel messaggio
news:Bjpv6.27607$dJ6.2...@news.infostrada.it...
>
> luciana ha scritto nel messaggio ...
>
> >"frank ruscalla" ha scritto nel messaggio
>
> Accetto la correzione del mio ricordo approssimativo, ma a mia volta
> chiedo: "Prodigalita'?"
> Non stiamo parlando di avarizia?
I sette vizii capitali sono:
Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidia.
D'Annunzio escluse la lussuria (eh eh eh ) e la prodigalitą, ritenuta da
altri un vizio, perché Egli era notoriamente generosissimo.
Diciamo che personalizzņ i sette biblici vizii , come del resto faceva con
tutto.
>> Facile per lui, che spendeva i soldi della Duse...
>E questa dove l'hai letta?
Laura Laurenzi, Amori e furori, Rizzoli, lei peraltro si basa su una
bibliografia nutrita anche se non so giudicare dell'autorevolezza.
A quanto pare la Duse si e' sderenata la salute fisica e mentale,
oltre alle finanze personali, a forza di lavorare in spettacoli di
richiamo per guadagnare abbastanza denari per poi poter mettere su le
opere del Vate che a teatro, fino alla Figlia di Iorio, furono fiaschi
colossali. E lei via un'altra tournée negli States, ecc. ecc.
Domani posso ricopiarti qualcosa, se vuoi. (Pare che al Vate gli
puzzasse anche l'alito, da paura.)
Ho pestato qualche callo?
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:da2ubtk9vp82qj6cu...@4ax.com...
> On Mon, 26 Mar 2001 08:51:47 GMT, "luciana" <x...@tin.it> wrote:
>
> >> Facile per lui, che spendeva i soldi della Duse...
> >E questa dove l'hai letta?
>
> Laura Laurenzi, Amori e furori, Rizzoli, lei peraltro si basa su una
> bibliografia nutrita anche se non so giudicare dell'autorevolezza.
Smettiamola con i luoghi comuni!!!!!
La Duse era una masochista.
> A quanto pare la Duse si e' sderenata la salute fisica e mentale,
> oltre alle finanze personali, a forza di lavorare in spettacoli di
> richiamo per guadagnare abbastanza denari per poi poter mettere su le
> opere del Vate che a teatro, fino alla Figlia di Iorio, furono fiaschi
> colossali.
Questo è vero.
Bastava che lasciasse perdere, ma la divina Eleonora non la capiva....
E lei via un'altra tournée negli States, ecc. ecc.
Dove infatti morì.
> Domani posso ricopiarti qualcosa, se vuoi.
No grazie.
Possiedo quasi tutto.
Purtroppo non possediamo il carteggio tra il Vate e la Duse, perché la di
lei figlia bruciò tutto
per salvare l'onore della madre(!). O tempora o mores!
(Pare che al Vate gli
> puzzasse anche l'alito, da paura.)
Ma piantiamola!
Eppoi?
Era basso di statura, accento abbruzzese, calvo già a trent'anni...
> Ho pestato qualche callo?
Ma cosa dici!
Il mito è mito.
Niente può scalfirlo.
*Io sono nato per studiare per comprendere per apprendere: questo significa
che io sono nato per possedere. Fra tutte le creature della terra la donna è
quella che noi possiamo più profondamente apprendere. Or è così giustificata
l'assidua mia frequentazione.* G. D'Annunzio
Isabella Z wrote:
> Ho pestato qualche callo?
No, Isabella Z. Ma è come se tu avessi attraversato -senza guardare e con
occhiali ciechi- un'autostrada percorsa da tonanti e rombanti
autoarticolati. Gulp!
P.
> [...]
> Smettiamola con i luoghi comuni!!!!!
> La Duse era una masochista.
Mah. Io direi che era "solo" innamorata.
>
> > A quanto pare la Duse si e' sderenata la salute fisica e mentale,
> > oltre alle finanze personali, a forza di lavorare in spettacoli di
> > richiamo per guadagnare abbastanza denari per poi poter mettere su le
> > opere del Vate che a teatro, fino alla Figlia di Iorio, furono fiaschi
> > colossali.
>
> Questo è vero.
> Bastava che lasciasse perdere, ma la divina Eleonora non la capiva....
Ma che cosa c'era da capire. Lei era innamorata e punto.
>
> (Pare che al Vate gli
> > puzzasse anche l'alito, da paura.)
>
> Ma piantiamola!
> Eppoi?
> Era basso di statura, accento abbruzzese, calvo già a trent'anni...
Non è forse vero? Nulla da ridire, naturalmente, ma da qui a non
doverle dire, queste cose, ce ne corre.
>
> > Ho pestato qualche callo?
> Ma cosa dici!
> Il mito è mito.
> Niente può scalfirlo.
La stessa cosa, probabilmente, pensava anche la "povera" Eleonora.
--
Ciao,
Mariuccia®
O bella! E perché mai?
>
> P.
M.
"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto nel messaggio
news:3abf9703...@News.CIS.DFN.DE...
> On Mon, 26 Mar 2001 09:49:12 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
> "luciana" <x...@tin.it> wrote:
>
> > [...]
> > Smettiamola con i luoghi comuni!!!!!
> > La Duse era una masochista.
>
> Mah. Io direi che era "solo" innamorata.
Innamorata lo era senza dubbio, tanto da non voler vedere i continui
tradimenti del Poeta.
Quando incontrò D'Annunzio, l'attrice era all'apice della fama, ma
desiderava un salto di qualità.
Avere per sé un Poeta che scrivesse solo per lei opere teatrali era la sua
massima aspirazione.
E subì, subì umiliazioni :la pubblicazione de *Il Fuoco*, dove D'Annunzio
incarnò in Foscarina la Duse stessa, dove raccontò la loro storia d'amore
senza omettere nulla.
La Duse poteva allora vietarne la pubblicazione, ma non lo fece.
> > Questo è vero.
> > Bastava che lasciasse perdere, ma la divina Eleonora non la capiva....
>
> Ma che cosa c'era da capire. Lei era innamorata e punto.
L'innamoramento però finisce se dall'altra parte non c'è corrispondenza, o
almeno, non più.
Continuare ad amare un uomo che ti tradisce palesemente, che ti dimentica,
che ti racconta delle altre amanti, non è forse masochismo?
La Duse era nota anche per il carattere triste e cupo.
>
> Non è forse vero? Nulla da ridire, naturalmente, ma da qui a non
> doverle dire, queste cose, ce ne corre.
Ma infatti io le ho dette.
Tutto ciò non scalfisce l'immenso fascino che il Vate suscitava sull'animo
femminile.
L'unica che gli si negò fu la ballerina Ida Rubinstein, notoriamente
lesbica, che però il Vate cercò ugualmente e vanamente di sedurre.
> >
> > > Ho pestato qualche callo?
> > Ma cosa dici!
> > Il mito è mito.
> > Niente può scalfirlo.
>
> La stessa cosa, probabilmente, pensava anche la "povera" Eleonora.
Bah.
Si potrebbe discuterne all'infinito.
>
> --
> Ciao,
> Mariuccia®
> Innamorata lo era senza dubbio, tanto da non voler vedere i continui
> tradimenti del Poeta.
> [...]
>
> L'innamoramento però finisce se dall'altra parte non c'è corrispondenza, o
> almeno, non più.
Non per chi ama *veramente*, senza riserve e senza calcoli meschini.
> Continuare ad amare un uomo che ti tradisce palesemente, che ti dimentica,
> che ti racconta delle altre amanti, non è forse masochismo?
Non è detto. Chi ama è, in genere, totalmente (o quasi) privo di
raziocinio. Tutto qui.
Penso che l'esser masochisti implichi tuttaltre sfaccettature, sia di
carattere e sia di comportamento.
> [...]
> Tutto ciò non scalfisce l'immenso fascino che il Vate suscitava sull'animo
> femminile.
Ciò non toglie che il "mito" in questione sia stato un essere come
infiniti altri: egoista, opportunista e (in certo senso) anche
amorale. IMO, ovviamente.
>
> Bah.
> Si potrebbe discuterne all'infinito.
Eh Già! E il guaio è che questo non è ICLeI, dove ci si potrebbe forse
confrontare con pareri diversi, mentre qui siamo OT ;))
--
Ciao,
Mariuccia®
>Penso che l'esser masochisti implichi tuttaltre sfaccettature, sia di
ROTFL!
>"frank ruscalla" ha scritto
>> Accetto la correzione del mio ricordo approssimativo, ma a mia
>> volta chiedo: "Prodigalita'?"
>> Non stiamo parlando di avarizia?
>
>I sette vizii capitali sono:
>Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidia.
>
>D'Annunzio escluse la lussuria (eh eh eh ) e la prodigalitą, ritenuta
>da altri un vizio,
Non ti seguo: dato che e' l'avarizia ad essere compresa nei sette
peccati capitali, come fai a dire che Gabriele esclude la
prodigalita'? Non vedo la logica.
Inoltre, ho visitato il Vittoriale, e anche se il mio ricordo visivo
era superficiale e quindi inesatto, ricordo benissimo che le guide
hanno sempre parlato di avarizia.
>perché Egli era notoriamente generosissimo.
Sara' luogo comune come hai lamentato altrove, ma anche le guide di
cui sopra enfatizzano il fatto che D'Annunzio fosse un maestro a
campare con i soldi degli altri. Cos'e', un complotto contro il tuo
mito? ;o))
Ciao
Frank
s. m.
1- in sessuologia, perversione per cui il soggetto prova piacere erotico nel
subire maltrattamenti, violenze fisiche e umiliazioni.
2- (estens.) tendenza di chi, per un bisogno di autopunizione, accetta
passivamente sofferenze e umiliazioni.
Nel secondo caso io porrei l'atteggiamento della Duse nei confronti del
Vate.
E se volete, sottoporrò alla Vostra attenzione esempi, aneddoti e fonti.
>Sacher-Masoch (1836-1895), la cui vita e i cui scritti sono un
esempio di
>tale perversione.
Mangiare torte al cioccolato?
Ciao
Frank
> Tanto per non essere OT:
> *masochismo*
> [...]
> Nel secondo caso io porrei l'atteggiamento della Duse nei confronti del
> Vate.
E l'atteggiamento del vate nei confronti della Duse (e non solo) come
si potrebbe definire? Sadismo, forse? Io non azzarderei tanto; mi
limito a pensare che il tipo fosse cinico, intendendo "cinismo" nella
sua accezione comune, quella di oggigidí, spregiativa, che nulla ha a
che vedere con la sua etimologia.
Giusto per restare IT.
--
Ciao,
Mariuccia®
"frank ruscalla" <rusc...@iol.itZZZ> ha scritto nel messaggio
news:px%v6.5612$yU4.4...@news.infostrada.it...
-Lei non faccia il tunnel!
-Cosa?
-Lei mi sta scavando sotto, mi toglie la panna, la castagna da sola sopra
non ha senso. Il Mont-Blanc non č come un cannolo alla siciliana che c'č
tutto dentro, č come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta
sicuro. Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non č come la
Sacher Torte...
-Cosa?
-La Sacher Torte...
-Cos'č?
-Cioé lei non ha mai assaggiato la Sacher Torte?!...
-No.
-Va be' continuiamo cosě, facciamoci del male!!!
*Bianca*-Nanni Moretti
"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto nel messaggio
news:3ac0a872...@News.CIS.DFN.DE...
Macché sadismo e cinismo.
Quando l'amore finisce bisogna accettare la sconfitta.
La Duse non l'accettò.
Molto semplice è la storia.
> [...]
> oggigidí,
¯¯
LOL;)
--
Ciao,
Mariuccia®
Poka
Corrado
"Nicola Nobili" <nicolan...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:99b05b$fvt9$3...@ID-64088.news.dfncis.de...
> Giovanni Drogo
> > Ne ricordo una per il russo (metto un po' di accenti per facilitare la
> > pronuncia) usata dal mio insegnante italiano
>
> Ma guarda! E dire che io ho fatto in tempo a laurearmi in russo, e non
> me l'avevano mai insegnata! Non si finisce mai di imparare!
>
> Ciao,
> Nicola
>
> --
> Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
> difficilia (Seneca).
>
>
> [...].
> Molto semplice è la storia.
La storia è cronaca, narrazione di fatti. Siamo noi che poi diamo a
tali fatti interpretazioni a volte soggettive e spesso arbitrarie.
--
Ciao,
Mariuccia®
On Tue, 27 Mar 2001, Corrado Piazzetta wrote:
> È proprio vero... però c'è un piccolo errore: dopo la C(e), la Y (o 61, o i
> dura) può andare (es. cygan, cyplënok, ecc.)
argh ! Sono andato a vedere sul mio Skvorzova-Maizel' da 55000 parole e
alla lettera "ce" (25ma lettera dell'alfabeto cirillico se la ie e la io
o e con dieresi che sia contano come due lettere separate) come ultime
parole ho trovato (tra parentesi la pronuncia approssimata, e
inserisco uno spazio bianco tra una lettera e l'altra):
c u ja ts ' ja (ciuiazza)
c kh a t ' (c-khath)
c ' e (cci-e')
c ' ja (cci-ia')
Dopo di che mi e' venuto in mente di andare a vedere alla zeta (ze, tse,
tze, 24ma lettera del cirillico) ed effettivamente ho trovato zygan e
zyplionok ....
... ma io non parlavo della zeta ma della ce, ed era chiaro dal fatto
che la filastrocca NON era traslitterata, bensi' era scritta come si
pronuncia (ghe ka kha zhe ce scia sc'ia ne' la y la iu la la ia) !!!
--
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nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
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>> No, Isabella Z. Ma è come se tu avessi attraversato -senza guardare e con
>> occhiali ciechi- un'autostrada percorsa da tonanti e rombanti
>> autoarticolati. Gulp!
>
>O bella! E perché mai?
LOL
per avere osato insinuare che il D'Annunzio uomo fosse, in realta',
un'ominicchio. Credo...
>> >> Facile per lui, che spendeva i soldi della Duse...
>> >E questa dove l'hai letta?
>> Laura Laurenzi, Amori e furori, Rizzoli, lei peraltro si basa su una
>> bibliografia nutrita anche se non so giudicare dell'autorevolezza.
>Smettiamola con i luoghi comuni!
>La Duse era una masochista.
No, dico, rileggiti. Se e' luogo comune anziche' fatto che D'Annunzio
abbia contribuito dimolto a rovinare la Duse finanziariamente, allora
lo e' anche che la Duse fosse una masochista.
>> opere del Vate che a teatro, fino alla Figlia di Iorio, furono fiaschi
>> colossali.
>Questo è vero.
>Bastava che lasciasse perdere, ma la divina Eleonora non la capiva...
Ma guarda. Leggenda vuole che fosse lui a esser divorato
dall'ambizione visto che, come dici tu altrove, lei era gia'
famosissima quando lo incontro'...
>> Domani posso ricopiarti qualcosa, se vuoi.
>No grazie.
>Possiedo quasi tutto.
Ma io insisto. Visto che parli di luoghi comuni. Laurenzi (che pure,
dal puntodi vista della prosa, ha scritto un brutto libro), si basa
su:
- Antongini, Tom, Vita segreta di Gabriele D'Annunzio, Mondadori,
Milano 1938
- Brécourt-Villars Claudine, Gli amanti di Venezia, D'Annunzio e la
Duse, Edizioni dell'Altana, Roma 1996
- Woodhouse, John, Gabriele D'Annunzio arcangelo ribelle, Carocci,
Roma 1999
e dice:
[...]
Il Vate la sfrutto' e la raggiro', baro', fu suadente e perfido. [...]
un nobile sodalizio dei sensi e dell'intelletto che per D'Annunzio fu
piu' prosaicamente una ditta, in cui lei pagava le spese e lui passava
alla cassa a intascare i profitti. Ma una ditta in rosso, nell'ingorda
parabola umana e artistica del poeta di provincia lanciato alla
conquista della gloria, sempre inseguito dai creditori.
(p. 11)
[...] Duse e' convinta di trovarsi di fronte a un novello Shakespeare,
e si prefigge quella che, nonostante i fischi e i mugugni del
pubblico, diventera' per lei una missione: fare conoscere al mondo
intero l'opera teatrale del suo amato, che per lei scrivera' quattro
tragedie. E' come un invasamento, una febbre onirica. I finanziamenti?
Si troveranno. Eleonora Duse mettera' se stessa e la sua arte al
servizio della causa, si esporra', si dissanguera' e perdera' la
salute per pagare i debiti. Diventera' la prima elemosiniera del Vate,
perseguitato da un'incoercibile passione per il lusso.
(p. 14)
[...] E' questa la loro routine: lei continua a recitare, a
guadagnare, a indebitarsi, lui a scrivere e spendere i soldi di
Eleonora. [...] l'insonnia e l'attivismo [...] secondo il poeta sono
<<gli araldi della gloria>>. Quale gloria? Non certo quella che gli si
riverbera dalle opere teatrali scritte per la Duse. Il Sogno di un
mattino di primavera, andato in scena al Valle di Roma con la regina
Margherita che troneggia nel palco reale, e' un sonoro fiasco, accolto
da sghignazzi e risate.
(pp. 17-18)
[...] Non soltanto dal punto di vista sentimentale dunque, ma anche da
quello artistico il sodalizio con il poeta si rivela un pessimo
affare, dai bilanci sempre piu' in rosso. Se la Francesca da Rimini
[...] riscuote un successo dicreto, il merito va al talento della sua
interprete ben piu' che al valore del testo, decretano i critici. Alla
Duse l'allestimento e' costato la cifra esorbitante di 400 mila lire.
E quando il Vate, come invasato, scrive la Citta' morta [...] Eleonora
Duse, indebitatissima, accetta una nuova tournée in America pur di
accantonare i fondi necessari per poter mettere in scena la pièce.
(p. 19)
>>(Pare che al Vate gli
>> puzzasse anche l'alito, da paura.)
>
>Ma piantiamola!
Di fare che? Di dirlo? Ma se e' la verita'...
>Eppoi?
>Era basso di statura, accento abbruzzese, calvo già a trent'anni...
(Abbruzzese con due b? Buffo, perche' Abruzzo ne ha solo una, ma puo'
darsi.)
[...] un metro e 64, ha un sorriso spento dalla carie [...] E' anche
calvo, fortemente miope e di corporatura gracile.
(p. 12)
>Il mito è mito.
>Niente può scalfirlo.
E invece mi pare che t'incazzi come una iena. Fattene una ragione: a
quanto pare Gabriele D'Annunzio era/e' un grande scrittore (per chi
ritiene) e un uomo di merda. Mica e' grave. Succede a tanti, e non
solo artisti. Einstein picchiava i figli... (dice. Sara' un luogo
comune.)
>L'innamoramento perň finisce se dall'altra parte non c'č corrispondenza, o
>almeno, non piů.
>Continuare ad amare un uomo che ti tradisce palesemente, che ti dimentica,
>che ti racconta delle altre amanti, non č forse masochismo?
Quanto sopra assomiglia pericolosamente a un luogo comune, te ne'eri
accorta?
^^^^^
ROTFL
ROTFL
>LOL
>per avere osato insinuare che il D'Annunzio uomo fosse, in realta',
>un'ominicchio.
^^^^^^^^^^^^^^
ROTFL!
>>per avere osato insinuare che il D'Annunzio uomo fosse, in realta',
>>un'ominicchio.
>^^^^^^^^^^^^^^
>
>ROTFL!
ULP! (Scusa, Bonardi, l'ho preso un attimo a prestito)
> Mariuccia Ruta wrote:
> >O bella! E perché mai?
>
> LOL
> per avere osato insinuare che il D'Annunzio uomo fosse, in realta',
> un'ominicchio. Credo...
Credo anch'io... Penso che anche lui ha avuto ciň che ha donato,
insomma: nulla (come essere umano).
> --
> Isa
> Work like you don't need money,
> Love like you've never been hurt,
> And dance like no one's watching
>
> http://web.tiscalinet.it/alfabeto_auschwitz/
--
Ciao,
MariucciaŽ
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:uug3ct00cdjvkrih5...@4ax.com...
> Quanto sopra assomiglia pericolosamente a un luogo comune, te ne'eri
> accorta?
A parte la tua ortografia, anche l'innamoramento può essere un luogo comune.
Dipende tutto dagli interpreti, come a teatro.
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hif3ct471dt51q91r...@4ax.com...
> On Mon, 26 Mar 2001 09:49:12 GMT, "luciana" <x...@tin.it> wrote:
> >Smettiamola con i luoghi comuni!
> >La Duse era una masochista.
>
> Ma guarda. Leggenda vuole che fosse lui a esser divorato
> dall'ambizione visto che, come dici tu altrove, lei era gia'
> famosissima quando lo incontro'...
La Duse era famosa quando incontrò il Vate, anch'egli già famosissimo, ma
aveva un passato amoroso molto oscuro ed infelice.
Fu lei a corteggiarlo:
Mi ripeto, voleva fare un salto di qualità.
Voleva essere amata dal Poeta più famoso d' Italia, e diventarne la musa
ispiratrice.
>
> Ma io insisto. Visto che parli di luoghi comuni. Laurenzi (che pure,
> dal puntodi vista della prosa, ha scritto un brutto libro), si basa
> su:
>
> - Antongini, Tom, Vita segreta di Gabriele D'Annunzio, Mondadori,
> Milano 1938
> - Brécourt-Villars Claudine, Gli amanti di Venezia, D'Annunzio e la
> Duse, Edizioni dell'Altana, Roma 1996
> - Woodhouse, John, Gabriele D'Annunzio arcangelo ribelle, Carocci,
> Roma 1999
La bibliografia su D'Annunzio è infinita: tutti scrissero su di lui.
Segretari (come l'Antongini) o sedicenti tali, amici e non , giornalisti,
compagni di ventura, amanti e non, persino un orafo, Buccellati.
[cut]
Io voglio risparmiare i lettori di questo NG dalla noia di leggere un contro
attacco che, credimi, ti avrebbe stesa.
> >Eppoi?
> >Era basso di statura, accento abbruzzese, calvo già a trent'anni...
>
> (Abbruzzese con due b? Buffo, perche' Abruzzo ne ha solo una, ma puo'
> darsi.)
>
> [...] un metro e 64, ha un sorriso spento dalla carie [...] E' anche
> calvo, fortemente miope e di corporatura gracile.
> (p. 12)
Ed allora?
Ma cosa significa?
Vorresti sminuire un Poeta ed un Uomo come il divino Gabrì con questi
mezzucci?
Proprio tu parli?
Vorrei vedere com'è alto -biondo-occhiazzurri il tuo scultore di cui sei la
musa ispiratrice (dicono)!
>
> >Il mito è mito.
> >Niente può scalfirlo.
>
> E invece mi pare che t'incazzi come una iena. Fattene una ragione: a
> quanto pare Gabriele D'Annunzio era/e' un grande scrittore (per chi
> ritiene) e un uomo di merda. Mica e' grave. Succede a tanti, e non
> solo artisti. Einstein picchiava i figli... (dice. Sara' un luogo
> comune.)
Bah.
Tu c'eri?
L'hai conosciuto?
Ma piantala una buona volta.
Chi ti autorizza a definirlo *uomo di merda*?
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:f0h3ctsj03e1q31mk...@4ax.com...
> On Mon, 26 Mar 2001 19:34:56 GMT, Mariuccia Ruta
> <ruta...@telcel.net.ve> wrote:
>
> >> No, Isabella Z. Ma è come se tu avessi attraversato -senza guardare e
con
> >> occhiali ciechi- un'autostrada percorsa da tonanti e rombanti
> >> autoarticolati. Gulp!
> >
> >O bella! E perché mai?
>
> LOL
> per avere osato insinuare che il D'Annunzio uomo fosse, in realta',
> un'ominicchio. Credo...
TU insinui troppe cose.
Ritorna su it.fan.culo, dove la tua lobby ti protegge, e dove, se scrivo io,
mi cacci a pedate.
>A parte la tua ortografia,
Son qua per imparare, come (quasi) tutti.
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hmn3ctktir6lt90jd...@4ax.com...
> On Wed, 28 Mar 2001 12:43:03 GMT, "luciana" <x...@tin.it> wrote:
>
> >A parte la tua ortografia,
>
> Son qua per imparare, come (quasi) tutti.
Dov'è finita tutta la tua grinta?
Cerchi la compassione ora?
Giochi la carta dell'umiltà?
>La Duse era famosa quando incontrò il Vate, anch'egli già famosissimo, ma
>aveva un passato amoroso molto oscuro ed infelice.
>Fu lei a corteggiarlo:
Mah. Altri dice il contrario. Io non c'ero, quindi non mi pronuncio.
>La bibliografia su D'Annunzio è infinita: tutti scrissero su di lui.
Com'e' vero...
>Io voglio risparmiare i lettori di questo NG dalla noia di leggere un contro
>attacco che, credimi, ti avrebbe stesa.
Me? Ma figurarsi. Semmai la Laurenzi. A me NMNPFDM... ti ricordo le
puntate precedenti: tu sostieni che il Vate era "generosissimo", io
commento che per lui era facile, dato che non spendeva i soldi suoi,
tu chiedi "dove l'hai letta questa?" e io riporto verbatim la fonte da
cui ho tratto l'informazione e la bibliografia su cui questa si basa.
Peraltro ancora non hai speso un byte per confutare l'informazione di
base, e cioe' che il D'Annunzio ha succhiato danari alla Duse peggio
di una sanguisuga disidratata. Dici che non lo farai, ed e' una
posizione rispettabile. Mi stupisce pero' l'enfasi messa,
lateralmente, nel dare alla Duse della masochista e nel pontificare
sulle caratteristiche dell'innamoramento-secondo-luciana...
>Vorresti sminuire un Poeta ed un Uomo come il divino Gabrì con questi
>mezzucci?
Il Poeta, no. Non ho detto una sola parola sui suoi meriti letterari,
che non credo siano discutibili almeno per il peso che hanno avuto
nella storia della letteratura italiana. L'Uomo, si e' ampiamente
sminuito da se' coi suoi comportamenti (nelle sue stesse parole, della
Duse: <<...le ho dato tutto, anche la sofferenza.>>) Non e' mica colpa
mia se il tuo nume personale e' un satiro che amava vivere al di sopra
dei propri mezzi... davvero non riesci a non farne una questione
personale?
>Proprio tu parli?
>Vorrei vedere com'è alto-biondo-occhiazzurri il tuo scultore di cui sei la
>musa ispiratrice (dicono)!
No, non riesci.
(E lo so che vorresti vederlo. L'indirizzo ce l'hai, no?)
>> Fattene una ragione: a
>> quanto pare Gabriele D'Annunzio era/e' un grande scrittore (per chi
>> ritiene) e un uomo di merda. Mica e' grave. Succede a tanti, e non
>> solo artisti. Einstein picchiava i figli... (dice. Sara' un luogo
>> comune.)
>
>Bah.
>Tu c'eri?
>L'hai conosciuto?
Tu? (Puo' essere, eh, in tal caso complimenti per come ti porti
l'eta'.)
(L'espressione "a quanto pare" ti dice niente?)
>Ma piantala una buona volta.
Di fare che, esattamente?
>Chi ti autorizza a definirlo *uomo di merda*?
Gli stessi principii che autorizzano te a difenderlo - come uomo -
oltre ogni limite del ridicolo e del patetico...
>TU insinui troppe cose.
lol
>Ritorna su it.fan.culo, dove la tua lobby ti protegge, e dove, se scrivo io,
>mi cacci a pedate.
LOL!
"Altri" è pronome indefinito; invariabile *singolare*.
--
Ciao,
Mariuccia®
"Isabella Z" <isa...@non.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:rkp3cto5fg6kbpj07...@4ax.com...
> On Wed, 28 Mar 2001 12:57:26 GMT, "luciana" <x...@tin.it> wrote:
>
> >Vorresti sminuire un Poeta ed un Uomo come il divino Gabrě con questi
> >mezzucci?
>
> Il Poeta, no. Non ho detto una sola parola sui suoi meriti letterari,
> che non credo siano discutibili almeno per il peso che hanno avuto
> nella storia della letteratura italiana. L'Uomo, si e' ampiamente
> sminuito da se' coi suoi comportamenti (nelle sue stesse parole, della
> Duse: <<...le ho dato tutto, anche la sofferenza.>>)
Ma NON puoi giudicare un uomo dal comportamento che ha avuto con una donna
(che poi fu una delle numerosissime).
Fosse stata l'unica, capisco.
Non e' mica colpa
> mia se il tuo nume personale e' un satiro che amava vivere al di sopra
> dei propri mezzi... davvero non riesci a non farne una questione
> personale?
Non mi piaciono le bugie e le storture che si usano per tracciare una
pseudobiografia del Vate.
>
> >Proprio tu parli?
> >Vorrei vedere com'č alto-biondo-occhiazzurri il tuo scultore di cui sei
la
> >musa ispiratrice (dicono)!
>
> No, non riesci.
> (E lo so che vorresti vederlo. L'indirizzo ce l'hai, no?)
Ma piantala.
Beneforti te lo lascio ben volentieri, e tienitelo stretto (ogni tanto
scappa, vero passerotta?)
Minimalista e minimo come le sue sculture.
> >Bah.
> >Tu c'eri?
> >L'hai conosciuto?
>
> Tu? (Puo' essere, eh, in tal caso complimenti per come ti porti
> l'eta'.)
> (L'espressione "a quanto pare" ti dice niente?)
Io vorrei averlo conosciuto, ahimé.
>
> >Ma piantala una buona volta.
>
> Di fare che, esattamente?
>
> >Chi ti autorizza a definirlo *uomo di merda*?
>
> Gli stessi principii che autorizzano te a difenderlo - come uomo -
> oltre ogni limite del ridicolo e del patetico...
Tu non hai i mezzi per poterlo definire cosě.
Sarň costretta, come in un'aula di tribunale, ad esibire documenti in
difesa.
Paolo Bonardi dai Deserti Marziani e Desolati wrote:
> Isabella Z wrote:
>
> > Ho pestato qualche callo?
>
> No, Isabella Z. Ma è come se tu avessi attraversato -senza guardare e con
> occhiali ciechi- un'autostrada percorsa da tonanti e rombanti
> autoarticolati. Gulp!
Ecco. Io l'avevo scritto. Non ditemi che non l'avevo scritto...
P.
Isabella Z wrote:
> ULP! (Scusa, Bonardi, l'ho preso un attimo a prestito)
Grunt! Perdonata.
P.