On 24/09/2014 10:57, Fathermckenzie wrote:
> Il 24/09/2014 10:51, Una voce dalla Germania ha scritto:
>> spiegatemi la vostra definizione di "intraducibile"
>
> parola di cui non si conosce la traduzione in un'altra lingua e per
> questo motivo si ritiene che non ne abbia alcuna :-)
Scherzi a parte, direi che ci sono almeno due o tre categorie di
"intraducibilit�", per cos� dire, anche se il termine mi pare poco esatto.
Il primo caso � quello di parole che possono essere rese solo con una
lunga locuzione. Quindi il termine � "intraducibile" non perch� non si
possa tradurre, ma solo nel senso che manca una parola singola o
quantomeno una locuzione semplice e d'uso comune con lo stesso significato.
Per esempio, in lingua Klingon, "lolmoH" � un verbo che in inglese
significa "maneuver (an aircraft) to be in an attitude", a quanto pare.
Non una parola ma una lunga locuzione.
http://www.kli.org/tlh/newwords.html
Il secondo caso di "intraducibilit�" � quello di parole relative a cose
o concetti caratteristici di una cultura o di un paese ma non di altri.
La conseguenza, di norma, � che il termine viene usato tal quale
prendendo in prestito la parola nella lingua d'origine, accompagnandola
semmai con una spiegazione se si tratta di qualcosa non universalmente
conosciuto.
Esempio: l'"haggis" scozzese. Nessuno si � mai inventato un equivalente
italiano, che io sappia. Si usa la parola tal quale, semmai aggiungendo
spiegazioni.
"Ieri ho mangiato l'haggis, un insaccato di interiora di pecora macinate
insieme a cipolla, grasso di rognone, farina d'avena, sale e spezie."
Un terzo caso potrebbe essere quello di una parola che pu� avere
traduzioni diverse che dipendono fortemente dal contesto e con rischio
di ambiguit� se non si sanno inteprpretare le sfumature. E' il caso del
gi� citato "magari, che va tradotto variamente in base alla frase in cui
si trova, Insomma, traducibili, ma col pericolo di fraintendimenti se
non si ha buona conoscenza della lingua.
Si potrebbe obiettare che qualsiasi parola pu� avere traduzioni diverse
secondo il contesto, perch� non esiste quasi mai una corrispondenza
univoca e tantomeno biunivoca. Anche "pasta" pu� essere tanto quella
alimentare, spaghetti e company, quanto quella dentrifricia, e la
traduzione non sar� la stessa. Il punto per�, mi pare, � che "magari"
non varia semplicemente significato secondo il "topic" di cui si parla,
ma secondo la costruzione della frase, talvolta secondo il modo di
pronunciarla, quindi in certi casi la frase potrebbe apparire ambigua,
specie per chi non � un native speaker.
"Vuoi venire? Magari!", detto con entusiasmo, significa S�, certo!
"Vuoi venire? Magari (vengo)", detto con poca convinzione, significa
Forse, ma non sono sicuro.
In inglese c'� "quite", con vari significati contrastanti tra loro, che
deve esere interpretato non solo secondo la frase e secondo l'enfasi
data alla parole, ma anche conoscendo la nazionalit� di chi parla,
perch� ci sono usi diversi tra britannici e americani!
http://english.stackexchange.com/questions/3452/ambiguity-of-quite