Dopo dura riflessione, JaWo ha scritto :
Da questa radice e dalle sue varianti sono indubbiamente derivati
molti nomi di colori. Ho trovato in rete questo racconto interessante,
ma non so quanto attendibie.
"Nelle lingue di origine indoeuropea a noi note quasi tutti i colori
principali derivano da una sola radice indoeuropea bhleg, che, con le
varianti bhel, bhles, gher, significa "splendore". Quando bhleg splende
fino a fondere tutti i colori nel bianco, diventa blanka in germanico,
da cui l'italiano "bianco" (attraverso il francese blanc, a sua volta
preso dal franco blank). Se lo splendore non arriva al bianco, allora
bhleg diviene bhleuos che è padre del tedesco blau, e del nostro blu,
(dal francese). Nel caso di una bella luce gialla, entra in gioco la
variante ghel straordinariamente feconda: suoi figli sono il germanico
gelwa, quindi il tedesco gelb e l'inglese yellow (ma anche grun e
green, verde, rispettivamente i tedesco e in inglese); i greci glaucos,
azzurro - verde, e chloros, giallo-verde, giallo-cloro; e i latini
helvus, biondo-miele, e flavus; e il rosso zeliony, verde...Quando il
lucore tende al rosso, la variante bher ci dà il tedesco braun e
l'italiano bruno (è il solito prestito dal francese, a sua volta dal
franco brun). Quando la luce si attenua la radice bhles dà origine al
tedesco blass, pallido; mentre la sua variante gher genera il germanico
grewa, da cui grau tedesco, grey inglese, ma anche il nostro grigio,
solito prestito dalle lingue germaniche attraverso il francese gris. Ma
se la fiamma si ravviva tanto da abbagliare, ecco il tedesco blaken,
affumicare, annerire di fuliggine, e l'inglese black, nero ancora da
bhleg: se la luce addirittura abbacina, i tedeschi e gli inglesi da
bhleg divengono blind, ciechi."
k