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truscio

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Una voce dalla Germania

unread,
Mar 7, 2014, 5:15:23 PM3/7/14
to
In un altro NG ho visto un post con l'oggetto "siete trusci"
e il testo era solo: "truscissimi".
Va bene essere sintetici, però ...

A ogni modo, quella parola mai sentita prima mi ha incuriosito.
Treccani e la Nonciclopedia italiana, utile per cose tipo
"bimbominkia" e UCCS (più noto come UCAS), tacciono.
Un motore di ricerca dà "truscio" nella prima pagina dei
risultati solo come cognome e non ho voglia di cercare fra
gli altri 11 milioni di risultati. Voi sapete cosa vuol dire?
Già che ci sono, qualcuno conosce un dizionario online dei
termini giovanili o comunque inventati di recente, come p.
es. tafazzismo, che non sono sempre scontati per chi vive
all'estero?
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orpheus

unread,
Mar 7, 2014, 8:58:57 PM3/7/14
to
Mad Prof così disse:

> Mad Prof <nos...@mail.invalid> wrote:
>
> > Magari voleva dire "truci" e o per ignoranza o per scherzo lo ha
> > scritto con la C strascicata…
>
> Tra l'altro, con quella "sc", mi sa che è più il plurale di trucio che
> di truce…

Dovrebbe essere collegato a "truscia", il quale ha significati
diversi:
- in calabrese equivale a "condizioni di miseria"
http://tinyurl.com/odga67g

- in siciliano:
“Truscia”, è un termine del dialetto siciliano, con il quale si intende
un fagotto realizzato con un tovagliolo in cotone, legato ai quattro
lembi con dei nodi (ruppi). La “truscia”, era utilizzata dai contadini
siculi per contenere il loro frugale pasto, costituito da pane, olive,
pomodori, formaggio…da consumare tutti insieme dopo ore di lavoro nei
campi.
http://tinyurl.com/nphakgd


c'è anche una canzone, "Sempri trusci a casa mia"
http://tinyurl.com/ov7e655

Portare la truscia emblema delle condizioni di miseria?
Ci vorrebbe father :-(

Opiraiu ca porta na truscia
http://scn.wikipedia.org/wiki/Truscia



Una voce dalla Germania

unread,
Mar 8, 2014, 3:09:46 AM3/8/14
to
Am 08.03.2014 01:03, schrieb Mad Prof:
> Mad Prof <nos...@mail.invalid> wrote:
>
>> Magari voleva dire "truci" e o per ignoranza o per scherzo lo ha scritto
>> con la C strascicata…
>
> Tra l'altro, con quella "sc", mi sa che è più il plurale di trucio che
> di truce…


Trucio: grazie. Mi hai fatto imparare una parola.
Treccani online dice che è toscana, il che spiega perché non
la conoscevo.
Chissà se il "Vincenzo" che ha mandato quel post brevissimo
è davvero un toscano che strascica le C.
Altre spiegazioni possibili:
Treccani si sbaglia ed è una parola usata anche altrove.
V. intendeva davvero "truscio" e continuo a non sapere cosa
vuol dire.

Giacobino da Tradate

unread,
Mar 8, 2014, 10:53:50 AM3/8/14
to
Il 07/03/2014 23.15, Una voce dalla Germania ha scritto:

> In un altro NG ho visto un post con l'oggetto "siete trusci" e il testo
> era solo: "truscissimi".
> Va bene essere sintetici, però ...

magari sono dei truzzi (tamarri) biascicanti.




--
Guillotin n'avait coupé trop peux

ADPUF

unread,
Mar 8, 2014, 3:56:55 PM3/8/14
to
Una voce dalla Germania, 09:09, sabato 8 marzo 2014:
>
> Altre spiegazioni possibili:


Il "truschino" è un attrezzo appuntito del meccanico che si usa
per tracciare una linea retta orizzontale su una superficie
metallica verticale.

Non chiedetemi perché.


--
"L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo
fa."
-- Cesare Pavese, La luna e i falò.

orpheus

unread,
Mar 8, 2014, 4:23:29 PM3/8/14
to
ADPUF così disse:


> Il "truschino" è un attrezzo appuntito del meccanico che si usa
> per tracciare una linea retta orizzontale su una superficie
> metallica verticale.

> Non chiedetemi perché.

Treccani fa supporre che derivi dalla forma dell'attrezzino

truschino s. m. [dal fr. trusquin, alteraz. di un prec. crusquin, che è
dal fiammingo kruisken «piccola croce» (dim. di kruis «croce»)]. –
http://www.treccani.it/vocabolario/truschino/

Klaram

unread,
Mar 9, 2014, 7:28:19 AM3/9/14
to
Una voce dalla Germania ha pensato forte :

> Trucio: grazie. Mi hai fatto imparare una parola.
> Treccani online dice che è toscana, il che spiega perché non la conoscevo.
> Chissà se il "Vincenzo" che ha mandato quel post brevissimo è davvero un
> toscano che strascica le C.
> Altre spiegazioni possibili:
> Treccani si sbaglia ed è una parola usata anche altrove.
> V. intendeva davvero "truscio" e continuo a non sapere cosa vuol dire.

Truscio è una variante dialettale di trucio. Si trova nel lucchese,
nell'elbano ecc. e in certi dialetti meridionali.
A Bologna troviamo "andàr a la trùsia", mendicare, ma anche
birboneggiare.
In francese abbiamo trucher, mendicare, con le voci gergali truchant e
trucheur.

k

GCPillan

unread,
Mar 10, 2014, 9:20:12 AM3/10/14
to
ADPUF:

> Il "truschino" è un attrezzo appuntito del meccanico che si usa
> per tracciare una linea retta orizzontale su una superficie
> metallica verticale.

Da noi quello si chiamava "truschino ballerino" mentre con "truschino"
chiamavamo qualcosa di ben più sofisticato ovvero il truschino graduato.

> Non chiedetemi perché.

Neppure a me.

Aggiungo che con "truschino" si intendeva una soluzione o un trucco non
ufficiale per far funzionare qualcosa o eludere qualche controllo.

Giovanni Drogo

unread,
Mar 10, 2014, 9:35:13 AM3/10/14
to
On Sat, 8 Mar 2014, orpheus wrote:

> Dovrebbe essere collegato a "truscia", il quale ha significati
> diversi:

Io avevo presente un verbo milanese "trusciare" (affine a "strusciare")
e nella fattispecie una poesia "El rodon del cicolatt" (la ruota ad
acqua della fabbrica di cioccolato) che diceva che tale ruotone "el
trüscia" (e faceva rima con "baüscia", la bava o saliva, ossia qui la
schiuma) ma in rete non la trovo ...

... pero' sorprendentemente si trovano dei versi del Porta con trüscia e
baüscia

orpheus

unread,
Mar 10, 2014, 10:49:29 AM3/10/14
to
Giovanni Drogo così disse:
Pare che in siculo "trusci" stia decisamente per "fagotto":

Pi davanti la cuvata
di li zingari camina:
trusci e sacchi nni li manu,
muntarozzi nni la schina.

Lei davanti e la covata
degli zingari la segue:
con fagotti e sacchi in mano,
montarozzi sulla schiena.
http://tinyurl.com/q54og5c

Trusci i caulu chini (Fagottini di cavolo ripieni)
http://www.malanova.it/2011/02/18/malapanza-trusci-i-caulu-chini/


Catrifi

unread,
Mar 10, 2014, 12:46:36 PM3/10/14
to
Io da madrelingua siciliano conosco benissimo la parola "truscia" nel
senso proprio di fagotto, involto che è parola di uso talmente vivo da
essere spesso usata anche nell'italiano regionale che si usa parlare fra
siciliani magari un po' alla maniera di Camilleri. Fra l'altro, sin da
quando ragazzino ho studiato il francese alla scuola media sono sempre
stato consapevole del suo stretto rapporto col francese "trousse":
sostanzialmente la stessa parola e lo stesso significato. Ne approfitto
per segnalare a orpheus (che mi sembra equivocare) che "trusci" in
siciliano non è maschile, ma è il plurale del sostantivo femminile
"truscia".
Invece, pur vivendo a Firenze da oltre sessant'anni non ho mai sentito
né truscio, né trucio, né trucia. In proposito ho interrogato anche mia
moglie, fiorentina, che conferma la mia impressione.
Quindi anch'io imparo ora una parola, a quanto pare toscana ma di area
occidentale (Lucca, Elba, Pisa) e non fiorentina.
Scopro poi che fra questa parola e la truscia siciliana, c'è una
relazione e per questo vi rimando alla voce "trùcia" del Dizionario
etimologico dei dialetti italiani di M. Cortelazzo e C. Marcato (UTET),
che mi sembra particolarmente interessante:
https://dl.dropboxusercontent.com/u/40501428/Trucia-truscia.pdf
--
C.

Una voce dalla Germania

unread,
Mar 10, 2014, 1:44:54 PM3/10/14
to
Tutto questo è molto interessante, ma tu e Klaram parlate di
sostantivi e Giovanni di un verbo.
Io però cerco di capire il senso dell'espressione "siete
trusci" e il testo del relativo post "truscissimi", in cui
truscio è evidentemente un aggettivo. Altre idee?

Giovanni Drogo

unread,
Mar 11, 2014, 5:08:14 AM3/11/14
to
On Mon, 10 Mar 2014, Giovanni Drogo wrote:

> Io avevo presente un verbo milanese "trusciare" (affine a
> "strusciare") e nella fattispecie una poesia "El rodon del cicolatt"

recuperato in cartaceo, trascrivo qualche verso foneticamente

come el gira el gran rudun (ruotone)
el grondanna de baüscia
in de l'aria el se sperlüscia (? sberlusi' sbarlusi' = luccicare)
ciff e ciaff liran lirun

El rudun del cicolatt
el rampega, el gira, el trüscia
coi so pal el se rinfresca
e pö el pesca in l'acqua fresca
ratt föi cianfer e sciavatt (ratti foglie ??? e ciabatte)
mes-ciaa sü con la baüscia

Notare la compresenza della s-c separata (mes-ciaa = mischiato) con la
sc /S/ (sciavatt = ciabatte ecc.)

> ... pero' sorprendentemente si trovano dei versi del Porta con trüscia
> e baüscia

anche di grande attualita', come la cagna Lilla

in cà Cangiasa, dopo la Marchesa,
l'eva la bestia de maggior riguard,

si potrebbe riscrivere del cane Dudu'

in cà Berlüsca, dopo el Cavalier,
l'eva la bestia de maggior riguard,

assisigi...@gmail.com

unread,
Sep 27, 2016, 6:37:45 AM9/27/16
to
Truscia , in calabrese,significa essere squattrinato,non aver un soldo!

Wolfgang

unread,
Sep 27, 2016, 7:21:17 AM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 12:37 +0200, assisigiuseppe47 wrote:
>
> Truscia , in calabrese,significa essere squattrinato,non aver un soldo!

Vuoi dire che in calabrese la forma maschile non esiste? Da quelle
parti sono forse soltanto le donne cui la 'ndrangheta riesca a
truscare i soldi? Magari fosse vero!

Comunque sia, una virgola compresa tra spazi seguita da due virgole
non seguite da nessuno spazio - meglio non si può esprimere il
disprezzo per uno gnus grup che si occupa della lingua -
congratulazioni!

Ciao,
Wolfgang

Polito Giovanni

unread,
Sep 27, 2016, 9:22:41 AM9/27/16
to

"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto nel messaggio
news:nsdkmu$r1r$1...@gioia.aioe.org...
> On Tue, 27 Sep 2016 12:37 +0200, assisigiuseppe47 wrote:
>>
>> Truscia , in calabrese,significa essere squattrinato,non aver un soldo!
>
> Vuoi dire che in calabrese la forma maschile non esiste? Da quelle parti
> sono forse soltanto le donne cui la 'ndrangheta riesca a truscare i soldi?
> Magari fosse vero!
>
> Comunque sia, una virgola compresa tra spazi seguita da due virgole non
> seguite da nessuno spazio - meglio non si puň esprimere il disprezzo per
> uno gnus grup che si occupa della lingua - congratulazioni!
>
> Ciao,
> Wolfgang

Crucco, tu stai cercando rogna!

Ciao
Giovanni



---
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https://www.avast.com/antivirus

Roger

unread,
Sep 27, 2016, 11:32:48 AM9/27/16
to
Wolfgang ha scritto:
Grande Wolfgang!

--
Ciao,
Roger
--
"C'è solo una cosa che si frappone tra me e la grandezza. E sono io"
(Woody Allen, 21/12/2005)

Klaram

unread,
Sep 27, 2016, 12:05:32 PM9/27/16
to
Nel suo scritto precedente, Roger ha sostenuto :
> Wolfgang ha scritto:

>> Comunque sia, una virgola compresa tra spazi seguita da due virgole non
>> seguite da nessuno spazio - meglio non si può esprimere il disprezzo per
>> uno gnus grup che si occupa della lingua - congratulazioni!
>
> Grande Wolfgang!

Ottimo!

Però, ho qualche perpessità su "gnus". Ho trovato new scritto in IPA
/nju/, e mi sembra che la pronuncia sia niu, non ɲju, con la n velare.

k

Wolfgang

unread,
Sep 27, 2016, 1:10:45 PM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 18:05 +0200, Klaram wrote:
> [...]
> Però, ho qualche perpessità su "gnus". Ho trovato new scritto in IPA
> /nju/, e mi sembra che la pronuncia sia niu, non ɲju, con la n velare.

Avendo controllato la parola su diversi vocabolari, sono ormai
convinto che tu abbia ragione. News si pronuncia dunque [njus],
anzché [ɲus].

Ciao,
Wolfgang

Roger

unread,
Sep 27, 2016, 1:37:55 PM9/27/16
to
Klaram ha scritto:
> Nel suo scritto precedente, Roger ha sostenuto :
>> Wolfgang ha scritto:
>
>>> Comunque sia, una virgola compresa tra spazi seguita da due virgole non
>>> seguite da nessuno spazio - meglio non si può esprimere il disprezzo per
>>> uno gnus grup che si occupa della lingua - congratulazioni!
>>
>> Grande Wolfgang!
>
> Ottimo!
>
> Però, ho qualche perpessità

Io ho qualche perpessità su "perpessità"

P.S. Perdonami ma non ho resistito :-)

qualcunaltro

unread,
Sep 27, 2016, 2:39:57 PM9/27/16
to
che poi in USA si pronuncia molto più spesso come "nuz", anche se non
proprio da tutti.
Qui c'è una discussione sullo "yod dropping in American English"
http://forum.wordreference.com/threads/yod-dropping-in-american-english.1316776/

(https://goo.gl/4jPs6C)

Mad Prof

unread,
Sep 27, 2016, 3:41:59 PM9/27/16
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> Da quelle
> parti sono forse soltanto le donne cui la 'ndrangheta riesca a
> truscare i soldi?

Mi sembra ci sia un congiuntivo di troppo…

--
73 is the Chuck Norris of numbers.

Bruno Campanini

unread,
Sep 27, 2016, 3:42:26 PM9/27/16
to
Polito Giovanni presented the following explanation :

>> Wolfgang
>
> Crucco, tu stai cercando rogna!

Veramente nella nostra lingua s'usa dire "cercar rogne"
non "cercar rogna".

Comunque sì, l'ignoranza su certi argomenti è per diritto
naturale consentita a tutti.
Ignoranza che prima d'essere troppo severemente criticata
andrebbe verificata nella sua genesi: potrebbe essere
colpevole (conseguenza di incuranza) o incolpevole
(conseguenza di impossibilità).

È una critica al commento di Wolfgang non al tuo: il tuo
non è nemmeno criticabile.

Bruno

Bruno Campanini

unread,
Sep 27, 2016, 3:50:45 PM9/27/16
to
Mad Prof was thinking very hard :
> Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:
>
>> Da quelle
>> parti sono forse soltanto le donne cui la 'ndrangheta riesca a
>> truscare i soldi?
>
> Mi sembra ci sia un congiuntivo di troppo…

Mihi quoque.

Bruno

edevils

unread,
Sep 27, 2016, 4:20:07 PM9/27/16
to
On 27/09/2016 21:42, Bruno Campanini wrote:
> Polito Giovanni presented the following explanation :
>
>>> Wolfgang
>>
>> Crucco, tu stai cercando rogna!
>
> Veramente nella nostra lingua s'usa dire "cercar rogne"
> non "cercar rogna".
...

Forse "cercar rogna", al singolare, è comune in qualche forma regionale.

Valerio Vanni

unread,
Sep 27, 2016, 4:41:49 PM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 18:05:33 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

> Però, ho qualche perpessità su "gnus". Ho trovato new scritto in IPA
>/nju/, e mi sembra che la pronuncia sia niu, non ?ju, con la n velare.

La velare [N] non c'entra niente... la fusione tra [n] e [j] piuttosto
può generare una palatale [J]. Scrivo in SAMPA perché il mio lettore
non vede né scrive l'IPA.

In inglese sono presenti due fenomeni: la caduta (dropping) e la
fusione (coalescence) di [j]. Con [n] c'è solo la caduta, infatti per
"new" la variante di ['nju] è ['nu].

La fusione è possibile con altre consonanti, per esempio [tj] che
passa a [tS]. "want you" come variante di ['wAntju] può avere
['wAntSu] (spero di aver azzeccato la "a" posteriore, non ho
controllato perché non è il punto del discorso).

Probabilmente la fusione con [n] non avviene in inglese perché si
formerebbe una palatale [J], suono che quella lingua non conosce.

Il fenomeno avviene invece nella nostra lingua: in una parlata
popolare, "Sempronio" oltre che [sem'prOnjo] può diventare [semprOJo].
Attenzione a una cosa, però: si tratta di una "gn" singola, distinta
da quella [auto]geminata che starebbe in "Semprogno" [sem'rOJJo].

In sintesi, come versione popolaresca non mi pare campato in aria il
"gnus grup" di Wolfgang. L'unico problema è che il fenomeno è presente
solo nel parlato come variante allofonica di [nj], e la "gn" scritta
tende a suggere il "vero gn" doppio al punto da pensare e pronunciare
l'espressione come "lo gnus grup" [loJJuz'grup] anziché "il gnus grup"
[ilJuz'grup].


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

Mad Prof

unread,
Sep 27, 2016, 4:42:48 PM9/27/16
to
edevils <use_reply...@devils.com> wrote:

> Forse "cercar rogna", al singolare, è comune in qualche forma regionale.

A Roma è decisamente la forma più comune.

<http://youtu.be/D8Zl9sUfkuM>

Valerio Vanni

unread,
Sep 27, 2016, 4:43:55 PM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 22:41:43 +0200, Valerio Vanni
<valeri...@inwind.it> wrote:

>Attenzione a una cosa, però: si tratta di una "gn" singola, distinta
>da quella [auto]geminata che starebbe in "Semprogno" [sem'rOJJo].

Mi sono mangiato una "p" :-)

[sem'prOJJo]

Wolfgang

unread,
Sep 27, 2016, 4:46:32 PM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 21:41 +0200, Mad Prof wrote:
>
> Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:
>>
>> Da quelle parti sono forse soltanto le donne
>> cui la 'ndrangheta riesca a truscare i soldi?
>
> Mi sembra ci sia un congiuntivo di troppo…

Dipende dal punto di vista: mentre tu sei sicuro che la 'ndrangheta
riesce a truscare i soldi solo alle donne, io ci dubito (il che
avevo d'altronde espresso tramite l'avverbio «forse» e il punto
interrogativo).

Ciao,
Wolfgang

Mad Prof

unread,
Sep 27, 2016, 4:59:37 PM9/27/16
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> Dipende dal punto di vista

No, ci va l'indicativo. 100%


> mentre tu sei sicuro che la 'ndrangheta
> riesce a truscare i soldi solo alle donne, io ci dubito (il che
> avevo d'altronde espresso tramite l'avverbio «forse» e il punto
> interrogativo).

Non c'entra nulla. Il dubbio riguarda caso mai la frase principale, non la
secondaria. Anche se avessi usato una costruzione con "credo" o simili,
quel verbo andrebbe all'indicativo.

"Credi forse che da quelle parti SIANO soltanto le donne cui la 'ndrangheta
RIESCE a truscare i soldi?"

Mad Prof

unread,
Sep 27, 2016, 5:12:42 PM9/27/16
to
Mad Prof <nos...@mail.invalid> wrote:
> Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:
>
>> Dipende dal punto di vista
>
> No, ci va l'indicativo. 100%

Prova con una frase dalla costruzione meno circonvoluta…

Sono forse soltanto le donne che *vadano al mare?

Il congiuntivo proprio non ci sta…

Wolfgang

unread,
Sep 27, 2016, 5:16:14 PM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 21:42 +0200, Bruno Campanini wrote:
> [...]
> Comunque sì, l'ignoranza su certi argomenti è per diritto
> naturale consentita a tutti.
>
> Ignoranza che prima d'essere troppo severamente criticata
> andrebbe verificata nella sua genesi: potrebbe essere
> colpevole (conseguenza di incuranza) o incolpevole
> (conseguenza di impossibilità).
>
> È una critica al commento di Wolfgang non al tuo: il tuo
> non è nemmeno criticabile.

Avevo criticato la presenza di uno spazio davanti alla prima virgola
e la mancanza di tale segno dopo le altre due.

Si era dunque trattata di mera noncuranza, la quale non c'entra
affatto con l'ignoranza. Condivido il tuo parere che ognuno ha il
diritto di non sapere qualcosa, ma sono severamente contrario a
qualsiasi noncuranza o sciatteria. Chi non ha voglia di scrivere in
modo ordinato e leggibile, scriva a chiunque voglia, ma non a ICLIt.

Ciao,
Wolfgang

Wolfgang

unread,
Sep 27, 2016, 5:20:11 PM9/27/16
to
On Tue, 27 Sep 2016 23:12 +0200, Mad Prof wrote:
> [...]
> Prova con una frase dalla costruzione meno circonvoluta…
>
> Sono forse soltanto le donne che *vadano al mare?
>
> Il congiuntivo proprio non ci sta…

Un'ottima spiegazione e chiarissima.

Grazie e buona notte,
Wolfgang


Bruno Campanini

unread,
Sep 27, 2016, 7:52:56 PM9/27/16
to
Wolfgang used his keyboard to write :

> Avevo criticato la presenza di uno spazio davanti alla prima virgola e la
> mancanza di tale segno dopo le altre due.
>
> Si era dunque trattata di
Si era "trattato" di..., indeclinabile.

mera noncuranza, la quale non c'entra affatto con
> l'ignoranza. Condivido il tuo parere che ognuno ha il diritto di non sapere
> qualcosa, ma sono severamente contrario a qualsiasi noncuranza o sciatteria.
> Chi non ha voglia di scrivere in modo ordinato e leggibile, scriva a chiunque
> voglia, ma non a ICLIt.

Wolfgang, perché vuoi privare chi - non per noncuranza ma per
circostanze obiettive - non ha avuto la possibilità
di arricchirsi di un'appropriata dialettica, dell'opportunità
di comunicare soprattutto nel luogo deputato all'informazione
culturale di cui langue?

Sciatteria sarebbe quella di Roger che scrivesse fregandosene
delle regole ortografiche, sciatteria non sarebbe la scorretta
ortografia di chi dopo la scuola dell'obbligo non avesse
più preso in mano la penna e scoprisse adulto l'SMS come
mezzo di comunicazione.

Sto veramente invecchiando... mi sento tanto difensore del popolo
Bruno

edevils

unread,
Sep 27, 2016, 8:18:07 PM9/27/16
to
On 27/09/2016 13:20, Wolfgang wrote:
> On Tue, 27 Sep 2016 12:37 +0200, assisigiuseppe47 wrote:
>>
>> Truscia , in calabrese,significa essere squattrinato,non aver un
>> soldo!
>
> Vuoi dire che in calabrese la forma maschile non esiste? Da quelle
> parti sono forse soltanto le donne cui la 'ndrangheta riesca a
> truscare i soldi? Magari fosse vero!
...

"Truscia" è la condizione, non la persona in quella condizione. Anche
"miseria" è femminile, ma può riguardare tanto gli uomini quanto le donne.

Si diceva truscia, trovo, il fagotto di panni in cui i contadini
portavano la frugale colazione. Da lì il significato di miseria.

Letteralmente "truscia" sta per panno ravvolto, usato per portare qualcosa.


Dal "Nuovo vocabolario siciliano-italiano compilato da Antonino Traina",
del 1868.

https://books.google.it/books?id=3fyBCeDykm0C

Truscia. s.f. Ravvolto di panni, panni lini o altro per trasportarsi da
luogo a luogo: fagotto, fardello. || Ravvolto di panno a foggia di
cerchio che si pone in capo a chi porta pesi, per non farsi male:
cèrcine || CULU DI TRUSCIA, si dice ad uomo naticuto || AVIRI TRUSCIA,
non aver danaro: esser trusciante (Fr. trousse: fardello).

Trusciazza. pegg. di TRUSCIA.


Wolfgang

unread,
Sep 28, 2016, 4:19:59 AM9/28/16
to
On Wed, 28 Sep 2016 01:52 +0200, Bruno Campanini wrote:
>
> Wolfgang used his keyboard to write :
>>
>> Avevo criticato la presenza di uno spazio davanti alla prima
>> virgola e la mancanza di tale segno dopo le altre due.
>>
>> Si era dunque trattata di
>
> Si era "trattato" di..., indeclinabile.

Un refuso, ma tante grazie lo stesso.

>> mera noncuranza, la quale non c'entra affatto con
>> l'ignoranza. Condivido il tuo parere che ognuno ha il diritto di
>> non sapere qualcosa, ma sono severamente contrario a qualsiasi
>> noncuranza o sciatteria. Chi non ha voglia di scrivere in modo
>> ordinato e leggibile, scriva a chiunque voglia, ma non a ICLIt.
>
> Wolfgang, perché vuoi privare chi - non per noncuranza ma per
> circostanze obiettive - non ha avuto la possibilità
> di arricchirsi di un'appropriata dialettica, dell'opportunità
> di comunicare soprattutto nel luogo deputato all'informazione
> culturale di cui langue?
>
> Sciatteria sarebbe quella di Roger che scrivesse fregandosene
> delle regole ortografiche, sciatteria non sarebbe la scorretta
> ortografia di chi dopo la scuola dell'obbligo non avesse
> più preso in mano la penna e scoprisse adulto l'SMS come
> mezzo di comunicazione.

Ma che c'entra Roger? Dev'essermi sfuggito qualcosa.

> Sto veramente invecchiando... mi sento tanto difensore del popolo

Soprattutto quando lo difendi contro rimproveri mai contestatigli.
Non era affatto stata l'ortografia che avevo disapprovato, ma solo
un dettaglio dello stile. Ecco quanto il Nostro aveva scritto:

«Truscia , in calabrese,significa essere squattrinato,non aver un
soldo!»

Non c'è alcun bisogno «della possibilità di arricchirsi di
un'appropriata dialettica» per rendersi conto che una virgola non è
preceduta, ma seguita da uno spazio. Basta guardare attentamente un
brevissimo testo per apprenderlo. È davvero una richiesta eccessiva
questo minimo di attenzione a cui esorto chi scrive ad un newsgroup
«deputato all'informazione culturale di cui langue»?

Ciao,
Wolfgang

Klaram

unread,
Sep 28, 2016, 7:47:41 AM9/28/16
to
Il 27/09/2016, Valerio Vanni ha detto :
> On Tue, 27 Sep 2016 18:05:33 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:
>
>> Però, ho qualche perpessità su "gnus". Ho trovato new scritto in IPA
>> /nju/, e mi sembra che la pronuncia sia niu, non ?ju, con la n velare.
>
> La velare [N] non c'entra niente... la fusione tra [n] e [j] piuttosto
> può generare una palatale [J]. Scrivo in SAMPA perché il mio lettore
> non vede né scrive l'IPA.
>
> In inglese sono presenti due fenomeni: la caduta (dropping) e la
> fusione (coalescence) di [j]. Con [n] c'è solo la caduta, infatti per
> "new" la variante di ['nju] è ['nu].

Fin qui ci siamo.


> Il fenomeno avviene invece nella nostra lingua: in una parlata
> popolare, "Sempronio" oltre che [sem'prOnjo] può diventare [semprOJo].
> Attenzione a una cosa, però: si tratta di una "gn" singola, distinta
> da quella [auto]geminata che starebbe in "Semprogno" [sem'rOJJo].

Quindi /J/ corrisponderebbe al suono di "gn", e la differenza tra
Sempronio e Semprogno sarebbe nella geminazione di gn?

Non sono d'accordo.
In Sempronio, io sento una n alveolare, una i e una o.
In Semprogno sento una N velare una i e una o.

Quesa cosa mi viene dall'esprienza del dialetto dove abbiamo es. laN-a
ossia una N velare seguita da vocale, dopo una brevissima sospensione.
Suono che in italiano non esiste.
Se dopo la N velare introduciamo una i otteniamo laNia, che si
pronuncia come lagna.

Quindi, mi sembra che la gn italiana non sia altro che la N
palatalizzata, che in spagnolo si scrive n con la tilde, in portoghese
e in provenzale nh.

k

Roger

unread,
Sep 28, 2016, 8:01:44 AM9/28/16
to
Wolfgang ha scritto:
> On Wed, 28 Sep 2016 01:52 +0200, Bruno Campanini wrote:

> [...]

>> Sciatteria sarebbe quella di Roger che scrivesse fregandosene
>> delle regole ortografiche, sciatteria non sarebbe la scorretta
>> ortografia di chi dopo la scuola dell'obbligo non avesse
>> più preso in mano la penna e scoprisse adulto l'SMS come
>> mezzo di comunicazione.
>
> Ma che c'entra Roger? Dev'essermi sfuggito qualcosa.

Sono sempre nei suoi pensieri, eheheheheh

Fathermckenzie

unread,
Sep 28, 2016, 12:44:28 PM9/28/16
to
Il 27/09/2016 22:41, Valerio Vanni ha scritto:
> La fusione è possibile con altre consonanti, per esempio [tj] che
> passa a [tS]. "want you" come variante di ['wAntju] può avere
> ['wAntSu] (spero di aver azzeccato la "a" posteriore, non ho
> controllato perché non è il punto del discorso).

In americano (fonte: zio vissuto in Florida) ho sentito anche un'altra
pronuncia, in cui la "t" si attenua fin quasi a sparire, più o meno
['wAn-ju], come "twenty" [tw'en-i].
E' scritto anche su wiki, nella voce "inglese americano": Nel gruppo
-nt- la t tende a sparire, spec. nella pronuncia colloquiale: winner e
winter non si distinguono.

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

Bruno Campanini

unread,
Sep 29, 2016, 6:30:06 AM9/29/16
to
Roger brought next idea :

>>> Sciatteria sarebbe quella di Roger che scrivesse fregandosene
>>> delle regole ortografiche, sciatteria non sarebbe la scorretta
>>> ortografia di chi dopo la scuola dell'obbligo non avesse
>>> più preso in mano la penna e scoprisse adulto l'SMS come
>>> mezzo di comunicazione.
>>
>> Ma che c'entra Roger? Dev'essermi sfuggito qualcosa.
>
> Sono sempre nei suoi pensieri, eheheheheh

Ti è stato immediatamente chiaro il significato del concetto
sopra esposto? Quale commento critico sulla forma?

Ti faccio queste domande perché poi ho un'altra considerazione
correlata da esporti.

Bruno

Valerio Vanni

unread,
Sep 29, 2016, 7:54:10 AM9/29/16
to
On Wed, 28 Sep 2016 13:47:43 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

>> Il fenomeno avviene invece nella nostra lingua: in una parlata
>> popolare, "Sempronio" oltre che [sem'prOnjo] puň diventare [semprOJo].
>> Attenzione a una cosa, perň: si tratta di una "gn" singola, distinta
>> da quella [auto]geminata che starebbe in "Semprogno" [sem'rOJJo].
>
> Quindi /J/ corrisponderebbe al suono di "gn", e la differenza tra
>Sempronio e Semprogno sarebbe nella geminazione di gn?

Sě.

> Non sono d'accordo.
> In Sempronio, io sento una n alveolare, una i e una o.

Lo stesso vale per la mia pronuncia, anche se č approssimante /j/.
Questa č la pronuncia primaria, quella indicata come corretta sui
dizionari fonetici.

L'altra di cui parlavo con /J/ č una variante popolare derivata dalla
fusione di /n/ e /j/. E' quella che si oppone a "Semprogno" per
lunghezza consonantica, non la normale /sem'prOnjo/.

Lo preciso perché non vorrei aver dato l'impressione di considerare
/sem'prOJo/ *LA* pronuncia di "Sempronio".

> In Semprogno sento una N velare una i e una o.

Qui non ti seguo. Nel senso, non posso escludere che tu la pronunci
cosě... ma non č pronunciata cosě in italiano.

>Quesa cosa mi viene dall'esprienza del dialetto dove abbiamo es. laN-a
>ossia una N velare seguita da vocale, dopo una brevissima sospensione.
>Suono che in italiano non esiste.

Da qualche spezzone di parlato piemontese ho sentito questa sequenza.

> Se dopo la N velare introduciamo una i otteniamo laNia, che si
>pronuncia come lagna.

Perň a quel punto la velare sparisce, e rimane una palatale (se si
pronunca come "lagna").

> Quindi, mi sembra che la gn italiana non sia altro che la N
>palatalizzata, che in spagnolo si scrive n con la tilde, in portoghese
>e in provenzale nh.

Il suono č proprio quello, la enne tildata degli spagnoli. Con la
differenza che in italiano č autogeminante tra le vocali.

Klaram

unread,
Sep 29, 2016, 9:10:13 AM9/29/16
to
Valerio Vanni ha detto questo giovedì :
> On Wed, 28 Sep 2016 13:47:43 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:


>> In Semprogno sento una N velare una i e una o.
>
> Qui non ti seguo. Nel senso, non posso escludere che tu la pronunci
> così... ma non è pronunciata così in italiano.

Ho sbagliato, non è velare ma palatale.
Della presenza di una i sono convinta, perché se emetto una N velare +
vocale, ottengo lan-a, una n alveolare + voc.ottengo lana, e mi riesce
difficile emettere una n palatale + voc e ottenere un suono che non sia
intermedio ai primi due, ma ottenere qualcosa come lagna.

Ho visto sui testi che la grafia gn rifiuta la i diacritica solo
perché non c'è possibilità di confusione con g-n, essendo g-nosi,
g-naiss ecc. parole straniere che è meglio pronunciare in italiano con
la gn di gnomo. A differenza di gl, dove la i diacritica si mette per
evitare confusione con atri termini come glicole, gladiolo ecc.
Quindi mi sembra che la presenza o meno della i nella scrittura sia
solo una convenzione grafica.

Inoltre, nell'italiano antico si trovano grafie come "spagniuolo" che
dimostrano che la i è sentita anche da alttri.

>> Quesa cosa mi viene dall'esprienza del dialetto dove abbiamo es. laN-a
>> ossia una N velare seguita da vocale, dopo una brevissima sospensione.
>> Suono che in italiano non esiste.
>
> Da qualche spezzone di parlato piemontese ho sentito questa sequenza.
>
>> Se dopo la N velare introduciamo una i otteniamo la Nia, che si
>> pronuncia come lagna.
>
> Però a quel punto la velare sparisce, e rimane una palatale (se si
> pronunca come "lagna").

Infatti, non velare ma palatale.

Inoltre, avevo anche pensato questo (lo dico a te perché vedo che sei
competente e puoi dirmi se sia una tavanata), cioè che, se l'italiano
non avesse perso il suono della j semiconsonante, non ci sarebbe stata
necessità di introdurre i digrammi gn (di gnomo) e gl (di giglio).

Sarebbe bastato indicarli come nj e lj. La pronuncia di /j/ (quel
suono di cui abbiamo già parlato, del romanesco pijjate), è articolata
nel palato, legando n e l a /j/, arretra tutto al palato, e si ha lo
stesso suono di gni e gli.

Per caso, cercando grafie e pronunce in rete, ho scoperto che in croato
indicano graficamente i suoni di cui stiamo parlando, proprio con nj e
lj.


http://wikitravel.org/it/Frasario_croato

https://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_croato

k

Roger

unread,
Sep 29, 2016, 9:14:30 AM9/29/16
to
Bruno Campanini ha scritto:
> Roger brought next idea :
>
>>>> Sciatteria sarebbe quella di Roger che scrivesse fregandosene
>>>> delle regole ortografiche, sciatteria non sarebbe la scorretta
>>>> ortografia di chi dopo la scuola dell'obbligo non avesse
>>>> più preso in mano la penna e scoprisse adulto l'SMS come
>>>> mezzo di comunicazione.
>>>
>>> Ma che c'entra Roger? Dev'essermi sfuggito qualcosa.
>>
>> Sono sempre nei suoi pensieri, eheheheheh
>
> Ti è stato immediatamente chiaro il significato del concetto
> sopra esposto? Quale commento critico sulla forma?

Nessuna critica, anche se quel "fregandosene" è un po' volgaruccio e
poco adatto al salotto buono di Usenet :-)

Bruno Campanini

unread,
Sep 29, 2016, 2:43:53 PM9/29/16
to
Roger laid this down on his screen :

> Nessuna critica, anche se quel "fregandosene" è un po' volgaruccio e
> poco adatto al salotto buono di Usenet :-)
Ah beh, stavo per dire che Wolfgang come linguista
ha un bel paio di palle... anche ciò è "volgaruccio"?
Credo proprio di sì!

Pensavo che se Wolfgang, ancorché dotato delle
proprietà di cui sopra, non ha inteso al volo il senso
del mio riferirmi a te, come si può non sorridere quando
si sente che Tizio parla 3 lingue, Caio ne parla 5,
Sempronio in Tibet ne parla addirittura 7?

Quanti anni (o lustri) di full immersion occorrono per
padroneggiare con sicurezza una lingua indigena?

O son io sol colà dove sofferto,
dopo quasi ottant'anni di full immersion,
a sfogliare il vocabolario ogni quattro righe che scrivo?
Sono under development, underdeveloped o che altro?

Bruno

Valerio Vanni

unread,
Oct 4, 2016, 8:07:32 AM10/4/16
to
On Thu, 29 Sep 2016 15:10:16 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

> Ho sbagliato, non è velare ma palatale.
> Della presenza di una i sono convinta

Di una [i] o di una [j]? Immagino la seconda.
Riesci a percepire una versione di "gn" con la "i" e una senza?

>perché se emetto una N velare +
>vocale, ottengo lan-a, una n alveolare + voc.ottengo lana, e mi riesce
>difficile emettere una n palatale + voc e ottenere un suono che non sia
>intermedio ai primi due, ma ottenere qualcosa come lagna.

A me sembra che si possa ottenere una sequenza /Nj/.
Mi pare anche che una fusione generi una consonante più arretrata di
/J/. Le due fusioni avvenute (vedi sotto) sono velare+alveolare e
alveolare+palatale, quella di cui parli è velare+palatale e manca una
palatale che possa "tirare avanti".

> Ho visto sui testi che la grafia gn rifiuta la i diacritica solo
>perché non c'è possibilità di confusione con g-n, essendo g-nosi,
>g-naiss ecc. parole straniere che è meglio pronunciare in italiano con
>la gn di gnomo. A differenza di gl, dove la i diacritica si mette per
>evitare confusione con atri termini come glicole, gladiolo ecc.
>
> Quindi mi sembra che la presenza o meno della i nella scrittura sia
>solo una convenzione grafica.

Il rifiuto di una "i" diacritica può essere dettato dal motivo che
esponi, ma la presenza del suono inviterebbe a mettere la lettera a
prescindere dal bisogno diacritico.

> Inoltre, nell'italiano antico si trovano grafie come "spagniuolo" che
>dimostrano che la i è sentita anche da alttri.

A volte la grafia può non essere nemmeno diacritica ma semplicemente
etimo-fossilizzata.
Nell'italiano moderno abbiamo ancora grafie come "cieco" e "scienza",
che però non ci dicono niente sulla pronuncia della parole.

> Inoltre, avevo anche pensato questo (lo dico a te perché vedo che sei
>competente e puoi dirmi se sia una tavanata), cioè che, se l'italiano
>non avesse perso il suono della j semiconsonante

Non abbiamo perso il suono, abbiamo perso la lettera che lo distingue
dalla "i" vocale :-)

>non ci sarebbe stata
>necessità di introdurre i digrammi gn (di gnomo) e gl (di giglio).

Non so, perché storicamente il suono "gn" ci è arrivato per due
strade.
Una è quella della fusione tra /g/ e /n/ (lat. "magnus", "ignis"), e
un'altra è quella della fusione tra /n/ e /j/ (il moderno "romagna"
/ro'maJ.Ja/, arrivato da "romannia" /ro'man.nja/).

Forse il primo meccanismo ha creato l'idea di scrivere quel suono
"gn", e il secondo è arrivato più tardi quando tale idea era già forte
e.

> Sarebbe bastato indicarli come nj e lj. La pronuncia di /j/ (quel
>suono di cui abbiamo già parlato, del romanesco pijjate), è articolata
>nel palato, legando n e l a /j/, arretra tutto al palato, e si ha lo
>stesso suono di gni e gli.

Non mi convince molto per questo motivo: se ci fosse ancora la
sensibilità di scrivere /i/ "i" e /j/ "j", la tua proposta manderebbe
il digramma "nj" [J] in conflitto con la vera sequenza [nj].

Ti troveresti a scrivere "insonnja" [nnja] come "vergonnja" [JJa].

ADPUF

unread,
Oct 6, 2016, 1:49:50 AM10/6/16
to
Klaram 15:10, giovedì 29 settembre 2016:
>
> Inoltre, avevo anche pensato questo (lo dico a te perché
> vedo che sei
> competente e puoi dirmi se sia una tavanata), cioè che, se
> l'italiano non avesse perso il suono della j semiconsonante,
> non ci sarebbe stata necessità di introdurre i digrammi gn
> (di gnomo) e gl (di giglio).
>
> Sarebbe bastato indicarli come nj e lj. La pronuncia di /j/
> (quel
> suono di cui abbiamo già parlato, del romanesco pijjate), è
> articolata nel palato, legando n e l a /j/, arretra tutto al
> palato, e si ha lo stesso suono di gni e gli.
>
> Per caso, cercando grafie e pronunce in rete, ho scoperto che
> in croato indicano graficamente i suoni di cui stiamo
> parlando, proprio con nj e lj.


Ljubljana capitale della Slovenija.


Non so se il suono è proprio uguale al nostro gli e gni.


--
AIOE °¿°

Valerio Vanni

unread,
Oct 6, 2016, 4:24:49 AM10/6/16
to
On Thu, 06 Oct 2016 07:52:47 +0200, ADPUF <flyh...@mosq.it.invalid>
wrote:
>> Per caso, cercando grafie e pronunce in rete, ho scoperto che
>> in croato indicano graficamente i suoni di cui stiamo
>> parlando, proprio con nj e lj.
>
>Ljubljana capitale della Slovenija.
>
>Non so se il suono č proprio uguale al nostro gli e gni.

Sarą, perņ, un problema di come importano la parola i croati.
In sloveno quelle sono sequenze.

Klaram

unread,
Oct 6, 2016, 5:38:44 AM10/6/16
to
Il 04/10/2016, Valerio Vanni ha detto :
> On Thu, 29 Sep 2016 15:10:16 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:
>
>> Ho sbagliato, non è velare ma palatale.
>> Della presenza di una i sono convinta
>
> Di una [i] o di una [j]? Immagino la seconda.

Diversi AA parlano di una i, ma ho capito che ci sono due casi.
(credo anche di aver capito la causa delle nostre incomprensioni: è il
mio italiano è regionale).


1) il suono di gna è formato da [ɲ] più a, ma tra i due ci sarebbe una
[i] che "viene assimilata da [ɲː]: abbiamo pertanto disegniamo
[diseˈɲːamo] e disegniate [diseˈɲːate], spegniamo [speˈɲːamo] e
spegniate [speˈɲːate], ecc." (Treccani)

2) il suono gna è formato da [n]+[j]+[a], però questa è una pronuncia
regionale.

Entrambi i casi descrivono la pronuncia di gn. Secondo me lo fa meglio
il secondo, ma solo perché io ho una pronuncia regionale/dialettale, e
sento ancora il suono [j] distinto da [i].

Infatti, sempre su Treccani si trova:

" A nord della linea La Spezia-Rimini (➔ aree linguistiche), la nasale
palatale che nello standard è lunga per posizione viene realizzata come
scempia o come [nj]: impegnato è impe[ɲ]ato o impe[nj]ato; tuttavia (De
Mauro 19702: 405) quest’ultima pronuncia risulta sfavorita a causa
dell’esistenza del nesso /nj/ (notato graficamente ‹ni›) in parole
quali Tonio, conio."

Come vedi per noi la realizzazione [nj] è sempia, e non c'è confuisone
ta To[nj]o (Togno) e Tonio, perché noi distinguiamo [i] e [j], cosa che
non c'è più in italiano. Quindi, l'ultima considerazione di De Mauro
vale per l'italiano (e secondo me non è nemmeno corretta), ma non per i
dialetti o per pronunce regionali.


http://www.treccani.it/enciclopedia/gn-prontuario_(Enciclopedia-dell'Italiano)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/nasali_(Enciclopedia-dell'Italiano)/

> Riesci a percepire una versione di "gn" con la "i" e una senza?

Senza i o j, no, perché anche se mi sforzo ottengo vari tipi di n ma
manca il "bagnato" di gn. Non so come dire.

k

Giovanni Drogo

unread,
Oct 6, 2016, 9:25:01 AM10/6/16
to
>> Riesci a percepire una versione di "gn" con la "i" e una senza?

sicuramente si' ...

> 2) il suono gna è formato da [n]+[j]+[a], però questa è una pronuncia
> regionale.

per me il suono base e' quello senza una i pronunciata, sia dove la i
non e' e non va scritta (gnomo, gnatostoma, gnecco, gnu e gnucco), ed
anche dove andrebbe scritta per ragioni etimologiche

invertirei l'attribuzione di "pronuncia regionale" al caso 1 sotto

> 1) il suono di gna è formato da [ɲ] più a, ma tra i due ci sarebbe una
> [i] che "viene assimilata da [ɲː]: abbiamo pertanto disegniamo
> [diseˈɲːamo] e

Ammetto che appunto per ragioni etimo-morfologiche andrebbe scritto
"disegniamo" ma io lo pronuncio "disegnamo" (e a volte lo scrivo pure)
senza che si percepisca una i, come del resto scienza letto scenza e
cielo letto celo (che scrivo sempre correttamente) dove far sentire la
i a me pare un meridionalismo

Klaram

unread,
Oct 6, 2016, 12:32:50 PM10/6/16
to
Sembra che Giovanni Drogo abbia detto :
Anch'io dico disegnamo, e disegniamo mi suona come pronuncia
meridionale.

Ma stavamo parlando di un altro problema, ossia di come è formato il
suono del digramma gn.

Leggi bene il Treccani dove dice che nella nostra pronuncia regionale
il suono corrispondente a gn non è raddoppiato ed è formato da n e j,
dise[nj]amo, che suona esattamente come disegnamo.

Questo perché il vero suono di j semiconsonante non è affatto [i],
come avviene in italiano, dove [j] si è perso e confuso con [i].

Se vuoi sentirlo, ascolta la parola francese fille fi[j], e sentirai j
non seguita da vocale (con la vocale si può confondere con i), ma
seguita da schwa. Quello è il vero suono della semiconsonante j.

https://it.howtopronounce.com/french/fille/

Si trova in tanti altri siti, pronunciata anche meglio.

(scusate se uso sempre le quadre, ma ho una tastiera che mi crea
problemi con le barrette)

k

Wolfgang

unread,
Oct 6, 2016, 1:33:28 PM10/6/16
to
Niente da scusarti. Visto che parli di foni, anziché di fonemi, le
parentesi quadre vanno benissimo, comunque meglio delle sbarre.

Ciao,
Wolfgang

Valerio Vanni

unread,
Oct 6, 2016, 4:02:53 PM10/6/16
to
On Thu, 06 Oct 2016 11:38:48 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

>1) il suono di gna è formato da [?] più a, ma tra i due ci sarebbe una
>[i] che "viene assimilata da [??]: abbiamo pertanto disegniamo
>[dise???amo] e disegniate [dise???ate], spegniamo [spe???amo] e
>spegniate [spe???ate], ecc." (Treccani)

Non vedo il simbolo, purtroppo. E' una "n" palatale?

>2) il suono gna è formato da [n]+[j]+[a], però questa è una pronuncia
>regionale.

Per "formato" cosa intendi, esattamente? Che è una sequenza? Che senti
entrambi i suoni?
Come fa a esserci una coarticolazione nello stesso punto di
articolazione? E' quella l'assimilazione.

E' molto remota la probabilità di una sequenza /Jj/, e secondo me
siamo ai limiti della riconoscibilità. L'approssimante è vicino al
palato, si arriva a togliere la nasalità in tempo per lasciare /j/?
Se si cerca di forzare la cosa, si tende a vocalizzare parzialmente
una /i/.


> Entrambi i casi descrivono la pronuncia di gn. Secondo me lo fa meglio
>il secondo, ma solo perché io ho una pronuncia regionale/dialettale, e
>sento ancora il suono [j] distinto da [i].
>
> Infatti, sempre su Treccani si trova:

> " A nord della linea La Spezia-Rimini (? aree linguistiche), la nasale
>palatale che nello standard è lunga per posizione viene realizzata come
>scempia o come [nj]: impegnato è impe[?]ato o impe[nj]ato; tuttavia (De
>Mauro 19702: 405) quest’ultima pronuncia risulta sfavorita a causa
>dell’esistenza del nesso /nj/ (notato graficamente ‹ni›) in parole
>quali Tonio, conio."
>
> Come vedi per noi la realizzazione [nj] è sempia

Anche la "sc" vedo che è sempia ;-)

La realizzazione di [nj] è scempia per tutti, è la vostra di [J] a
differire da quelle centrali.

>e non c'è confuisone
>ta To[nj]o (Togno) e Tonio, perché noi distinguiamo [i] e [j], cosa che
>non c'è più in italiano. Quindi, l'ultima considerazione di De Mauro
>vale per l'italiano (e secondo me non è nemmeno corretta), ma non per i
>dialetti o per pronunce regionali.

Non serve distinguere [i] da [j], basta distinguere [nj] da [J].
Comunque conosco bene la [J] scempia, perché c'è nel dialetto. Per me
l'unica differenza tra dire "montagna" in italiano o in dialetto è
nella lunghezza di quella consonante.

Ma non mi pare che ci siano delle /i/ o delle /j/ in mezzo.

Non mi pare sbagliata la considerazione di De Mauro per l'italiano del
Nord: la pronuncia con /nj/ è minoritaria rispetto a quella con [J]
perché quest'ultima viene riconosciuta come un legittimo "gn", la
prima come una sequenza differenziata anche nello scritto "ni".

> http://www.treccani.it/enciclopedia/gn-prontuario_(Enciclopedia-dell'Italiano)/
>
> http://www.treccani.it/enciclopedia/nasali_(Enciclopedia-dell'Italiano)/
>
>> Riesci a percepire una versione di "gn" con la "i" e una senza?
>
> Senza i o j, no, perché anche se mi sforzo ottengo vari tipi di n ma
>manca il "bagnato" di gn. Non so come dire.

Ti fa uguale con tutte le vocali a seguire?

Valerio Vanni

unread,
Oct 6, 2016, 4:07:40 PM10/6/16
to
On Thu, 06 Oct 2016 18:32:55 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

>
>Ma stavamo parlando di un altro problema, ossia di come č formato il
>suono del digramma gn.
>
> Leggi bene il Treccani dove dice che nella nostra pronuncia regionale
>il suono corrispondente a gn non č raddoppiato ed č formato da n e j,
>dise[nj]amo, che suona esattamente come disegnamo.

Treccani dice una cosa differente, che al nord alcuni dicono
/dize'njamo/ e altri /dize'Jamo/... non che suona uguale.

Il suono /J/ puņ essere anche scempio senza essere sequenza /nj/.
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