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(Gli) australopitechi / (le) australopitecine

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abc

unread,
Mar 9, 2015, 7:14:25 AM3/9/15
to
Sentendo un programma radiofonico, un paleoantropologo e
l'intervistatore utilizzavano il termine femminile "(le)
australopitecine" per indicare in generale (non riferito soltanto agli
esemplari femminili) gli ominidi del genere Australopithecus.
https://it.wikipedia.org/wiki/Australopithecus
È un termine che ho sentito più volte, e ampiamente utilizzato:
https://www.google.it/search?sourceid=navclient&hl=it&ie=UTF-8&rlz=1T4GUEA_itIT602IT603&q=Australopitecine
Anche cercando soltanto tra i libri pubblicati, quindi con un certo
controllo lessicale:
https://www.google.it/search?tbm=bks&hl=it&q=australopitecine&=&gws_rd=ssl

In tutti i dizionari, però, viene indicata come forma plurale soltanto
quella maschile ( -chi o -ci). Si tratta di un errore oppure possiamo
accettarlo?

Maurizio Pistone

unread,
Mar 9, 2015, 7:35:00 AM3/9/15
to
abc <x...@xx.it> wrote:

> "(le)
> australopitecine"

forse "le scimmie australopitecine"?

se il genere è Astralopithecus, e non Homo, un motivo ci sarà.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Giacobino da Tradate

unread,
Mar 9, 2015, 8:52:25 AM3/9/15
to
Il 09/03/2015 12.14, abc ha scritto:

> Sentendo un programma radiofonico, un paleoantropologo e
> l'intervistatore utilizzavano il termine femminile "(le)
> australopitecine" per indicare

... per indicare "le specie" (f.).

> In tutti i dizionari, però, viene indicata come forma plurale soltanto
> quella maschile ( -chi o -ci).

In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al genere (m.)
Austropiteco.




--
Aux armes, citoyens! Formez vos bataillons!

Giovanni Drogo

unread,
Mar 9, 2015, 9:09:03 AM3/9/15
to
On Mon, 9 Mar 2015, Maurizio Pistone wrote:

>> australopitecine"
> forse "le scimmie australopitecine"?
> se il genere è Astralopithecus

-ini e -ine (oppure -ini e -inae) sono desinenze che fanno riferimento a
una unita' tassonomica diversa dal genere (come che so, -idi, cervidi o
canidi). Credo una sottofamiglia ma non ne sono certo. Sono tanti anni
che non seguo la tassonomia.

So che spesso si parla di "ominini" che non sono piccoli uomini, ma
l'unita' tassonomica (subunita' di "ominidi") a cui appartiene anche il
genere Homo.

In particolare non sono familiare con la terminologia tassonomica
internazionale che usa la forma latina, la mia vecchia EST usava le
forme italiane del Tonzig e del Ranzi.

Potrebbe essere che -ini e -inae siano le forme usuali italiana e latina
(come "ominidi" vs "hominidae"), e che l'ultima sia scorrettamente
italianizzata in un femminile plurale ?

... mi sa di si' ... googlando su wikipedia pare che la desinenza latina
-inae (femminile plurale) sia per le sottofamiglie, -ini (maschile
plurale) per le tribu' e -ina (neutro plurale) per le sottotribu'
(unita' tassonomiche via via piu' piccole)

edi'®

unread,
Mar 9, 2015, 9:17:17 AM3/9/15
to
Il 09/03/2015 13.52, Giacobino da Tradate ha scritto:

> In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al genere (m.)
> Austropiteco.

Gli Austropitechi apparvero 4,2 milioni di anni fa con l'Austropithecus
anamensis (da alcuni autori ascrivibile però al genere Praeanthropus
teutonicus) divenendo assai diffusi nei dintorni di Vienna, fino ad
estinguersi completamente circa 2 milioni di anni fa.

;-) E.D.

Roger

unread,
Mar 9, 2015, 9:55:26 AM3/9/15
to
Giacobino da Tradate ha scritto:

> Il 09/03/2015 12.14, abc ha scritto:

>> Sentendo un programma radiofonico, un paleoantropologo e
>> l'intervistatore utilizzavano il termine femminile "(le)
>> australopitecine" per indicare

> ... per indicare "le specie" (f.).

>> In tutti i dizionari, però, viene indicata come forma plurale soltanto
>> quella maschile ( -chi o -ci).

> In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al genere (m.)
> Austropiteco.

Chi sono gli Austropitechi, i pitechi dell'Austria? :-)

Ciao,
Roger


Klaram

unread,
Mar 9, 2015, 9:58:50 AM3/9/15
to
Il 09/03/2015, Giovanni Drogo ha detto :
> On Mon, 9 Mar 2015, Maurizio Pistone wrote:
>
>>> australopitecine"
>> forse "le scimmie australopitecine"?
>> se il genere è Astralopithecus
>
> -ini e -ine (oppure -ini e -inae) sono desinenze che fanno riferimento a una
> unita' tassonomica diversa dal genere (come che so, -idi, cervidi o canidi).
> Credo una sottofamiglia ma non ne sono certo. Sono tanti anni che non seguo
> la tassonomia.
>
> So che spesso si parla di "ominini" che non sono piccoli uomini, ma l'unita'
> tassonomica (subunita' di "ominidi") a cui appartiene anche il genere Homo.

Sì, -idae è la terminazione della famiglia, -inae della sottofamiglia.

Partendo dall'inizio abbiamo:

regno - animali
tipo (o philum) - cordati (Chordata)
sottotipo - vertebrati
classe - mammiferi
ordine - primati
sottordine - catarrine (Simiae Catarrhinae)
famiglia - Hominidae
sottofamiglia - Australopithecinae
genere - Austalopithecus
specie - afarensis

Naturalmente la famiglia Hominidae comprende anche la sottofamglia
Homininae con il genere Homo.

Le cosiddette scimmie antropomonfe: gorilla (Gorilla), scimpanzè (Pan)
e orango (Pongo) appartengono alla famiglia dei pongidi (Pongidae).

Questa era la classificazione fino a qualche anno fa. Potevano esserci
delle piccole variazioni a livello dei raggruppamenti intermedi, a
seconda di chi classificava, ma non so se sia cambiata ultimamente.

k

Klaram

unread,
Mar 9, 2015, 10:30:09 AM3/9/15
to
Scriveva Giovanni Drogo lunedì, 09/03/2015:

> Potrebbe essere che -ini e -inae siano le forme usuali italiana e latina
> (come "ominidi" vs "hominidae"), e che l'ultima sia scorrettamente
> italianizzata in un femminile plurale ?

In italiano Australopithecinae è diventato australopitecine, mentre si
parla quasi sempre di ominidi < Hominidae, quasi mai di ominini, penso
per motivi storici e di abitudine.

Quanto alla lingua, cioè all'uso del maschile o del femminile nella
traduzione in italianno di queste terminazioni, abbiamo:
australopitecine, correttamente, femminile, ominidi (o ominini)
maschile, i pongidi, i cercopitechi, i lemuridi ecc. maschili (sempre
partendo da nomi di famiglie in -idae), le tupaie femminile, cioè mi
sembra che non ci sia una regola, ma che si segua l'abitudine.

k

Klaram

unread,
Mar 9, 2015, 10:39:08 AM3/9/15
to
abc scriveva il 09/03/2015 :
> Sentendo un programma radiofonico, un paleoantropologo e l'intervistatore
> utilizzavano il termine femminile "(le) australopitecine" per indicare in
> generale (non riferito soltanto agli esemplari femminili) gli ominidi del
> genere Australopithecus.

> In tutti i dizionari, però, viene indicata come forma plurale soltanto quella
> maschile ( -chi o -ci). Si tratta di un errore oppure possiamo accettarlo?

Lo possiamo accettare perché australopitecine si riferisce alla
sottofamiglia, corrisponde a "ominini" (anche se è più usato ominidi),
australipitechi è riferito al genere e corrisponde a "uomini".

k

Giacobino da Tradate

unread,
Mar 9, 2015, 1:56:43 PM3/9/15
to
Il 09/03/2015 14.17, edi'® ha scritto:

>> In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al genere (m.)
>> Austropiteco.

> Gli Austropitechi

uffa

> estinguersi completamente circa 2 milioni di anni fa.

mi spiace :-(

Giovanni Drogo

unread,
Mar 10, 2015, 5:09:21 AM3/10/15
to
On Mon, 9 Mar 2015, Klaram wrote:

> Quanto alla lingua, cioè all'uso del maschile o del femminile nella
> traduzione in italianno di queste terminazioni, abbiamo:
> australopitecine, correttamente, femminile, ominidi (o ominini)
> maschile, i pongidi, [...] i lemuridi ecc. maschili (sempre partendo
> da nomi di famiglie in -idae)

Beh su quel "correttamente femminile" avrei da ridire, soprattutto se
"ominini" e' maschile ED e' allo stesso "rango" di australopitecin*

Io in passato ho sempre sentito canidi, cervidi, ominidi ecc. al
maschile anche se il latino e' femminile in -ae

Purtroppo esistono almeno tre ranghi di "ominin*" almeno stando a questa
fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria_tassonomica

Superfamiglia Hominoidea (Ominoidi scimmie antropomorfe senza coda)
Famiglia Hominidae (Omínidi o grandi scimmie)
Sottofamiglia Homininae (Ominini, grandi scimmie esclusi pongidi)
Tribu Hominini (Antropomorfi imparentati agli umani)
Sottotribù Hominina (Antropomorfi eretti)
Genere Homo

per cui c'e' comunque una difficolta' a rendere tre generi in italiano
che ne ha due ...

A cio' si aggiunga che la posizione degli australopitechi secondo questa
fonte vanno addirittura nella Subtribe Hominina :
http://en.wikipedia.org/wiki/Hominidae

Ci vorrebbe un paleoantropologo vero per chiarire quelle che temo (senza
scandalizzarmi) siano usanze non strettamente codificate. Il mondo e'
bello perche' e' avariato :-)

Googlando a caso si trova sia "australopitecini" (sostantivo) che
"scimmie australopitecine" (aggettivo) che "australopitecine"

In ogni caso le australopitecine non sono le figlie piccole del signor
australopiteco e della signora australopiteca :-)

Klaram

unread,
Mar 10, 2015, 8:23:43 AM3/10/15
to
Nel suo scritto precedente, Giovanni Drogo ha sostenuto :
> On Mon, 9 Mar 2015, Klaram wrote:
>
>> Quanto alla lingua, cioè all'uso del maschile o del femminile nella
>> traduzione in italianno di queste terminazioni, abbiamo: australopitecine,
>> correttamente, femminile, ominidi (o ominini) maschile, i pongidi, [...] i
>> lemuridi ecc. maschili (sempre partendo da nomi di famiglie in -idae)
>
> Beh su quel "correttamente femminile" avrei da ridire, soprattutto se
> "ominini" e' maschile ED e' allo stesso "rango" di australopitecin*

Ho usato un termine infelice per dire che ha lo stesso genere che ha
in latino.

> Io in passato ho sempre sentito canidi, cervidi, ominidi ecc. al maschile
> anche se il latino e' femminile in -ae

In zoologia la famiglie sono quasi sempre maschili, in botanica,
invece, prevale il femminile: rosacee, liliacee, asteracee ecc.


> Ci vorrebbe un paleoantropologo vero per chiarire quelle che temo (senza
> scandalizzarmi) siano usanze non strettamente codificate. Il mondo e' bello
> perche' e' avariato :-)
>
> Googlando a caso si trova sia "australopitecini" (sostantivo) che "scimmie
> australopitecine" (aggettivo) che "australopitecine"

In italiano vengono spesso usati quasi sempre in modo generico,
colloquiale, senza un rigoroso riferimento alla tassonomia. Se si vuole
essere precisissimi basta ricorrere al latino. :-)

k

Giovanni Drogo

unread,
Mar 10, 2015, 10:04:37 AM3/10/15
to
On Tue, 10 Mar 2015, Klaram wrote:

>> Io in passato ho sempre sentito canidi, cervidi, ominidi ecc. al maschile
>> anche se il latino e' femminile in -ae
>
> In zoologia la famiglie sono quasi sempre maschili, in botanica, invece,
> prevale il femminile: rosacee, liliacee, asteracee ecc.

Si' vero ... -aceae latino reso in italiano come -acee, entrambi
femminili. Mentre -idae latino femminile reso in italiano come -idi
femminile.

Visto in latino solo al plurale. In italiano si dice "un canide / dei
canidi" ... ma in latino un esemplare di "canidae" sarebbe UNA canida ?
Mai sentito.

Giovanni Drogo

unread,
Mar 10, 2015, 1:20:40 PM3/10/15
to
Correzione al post precedente DA IGNORARE

On Tue, 10 Mar 2015, Giovanni Drogo wrote:

On Tue, 10 Mar 2015, Klaram wrote:

> > Io in passato ho sempre sentito canidi, cervidi, ominidi ecc. al maschile
> > anche se il latino e' femminile in -ae
>
> In zoologia la famiglie sono quasi sempre maschili, in botanica, invece,
> prevale il femminile: rosacee, liliacee, asteracee ecc.

Si' vero ... -aceae latino reso in italiano come -acee, entrambi femminili.
Mentre -idae latino femminile reso in italiano come -idi MASCHILE.

ADPUF

unread,
Mar 12, 2015, 2:11:13 PM3/12/15
to
Roger 14:55, lunedì 9 marzo 2015:
> Giacobino da Tradate ha scritto:
>
>> In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al
>> genere (m.) Austropiteco.
>
> Chi sono gli Austropitechi, i pitechi dell'Austria? :-)


E gli australopitechi dell'Australia?


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Mar 12, 2015, 2:11:53 PM3/12/15
to
edi'® 14:17, lunedì 9 marzo 2015:
Ötzi?


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Mar 12, 2015, 2:12:31 PM3/12/15
to
Klaram 14:58, lunedì 9 marzo 2015:
Mi pare che qualcuno vorrebbe inserire i scimpanzè negli
ominidi, o qcsdg.


--
AIOE ³¿³

Klaram

unread,
Mar 12, 2015, 3:09:46 PM3/12/15
to
Scriveva ADPUF giovedì, 12/03/2015:
> Klaram 14:58, lunedì 9 marzo 2015:



>> Le cosiddette scimmie antropomonfe: gorilla (Gorilla),
>> scimpanzè (Pan) e orango (Pongo) appartengono alla famiglia
>> dei pongidi (Pongidae).
>>
>> Questa era la classificazione fino a qualche anno fa.
>> Potevano esserci
>> delle piccole variazioni a livello dei raggruppamenti
>> intermedi, a seconda di chi classificava, ma non so se sia
>> cambiata ultimamente.
>
>
> Mi pare che qualcuno vorrebbe inserire i scimpanzè negli
> ominidi, o qcsdg.

Ci sono già. La mia era una classificazione vecchia, più recentemente
gorilla e scimpanzè sono stati inclusi negli ominidi, mentre prima
erano nel gruppo dei pongidi, come si vede anche nella classificazione
riportata da Drogo.

In compenso è sparita la parola "razza", non solo per l'uomo, ma anche
nelle classificazioni zoologiche (naturali), ed è stata sostutuita pari
pari dalla parola "sottospecie", che prima aveva valore intermedio tra
specie e razza.

Ho scritto "parola", perché è stata un'operazione linguistica,
arrivata in Italia, più o meno all'inizio degli anni novanta,
dall'America dove era iniziata ben prima. E' una storia analoga alla
parola "negro".

In un altro messaggio mi avevi detto che avrei dovuto rassegnarmi, lo
farò sicuramente. Invece di dire che l'orso marsicano è una "razza"
dell'orso bruno, come si fatto da secoli, dirò che è una "sottospecie".
Sostanzialmente non cambia nulla. :-))

Invece, per i vegetali, dato che la parola "varietà" (varìetas) è
socialmente neutra, è rimasto tutto come prima. C.v.d. :-))

http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_internazionale_di_nomenclatura_zoologica

k

Klaram

unread,
Mar 12, 2015, 3:18:30 PM3/12/15
to
Il 12/03/2015, ADPUF ha detto :
Beh, Otzi è arrivato qualche milione di anni dopo, era già Homo
sapiens sottospecie*... cruccus. :-))

*mi sono adeguata.

k

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 4:14:10 AM3/13/15
to
Il 12/03/2015 20:09, Klaram ha scritto:
> Ho scritto "parola", perché è stata un'operazione linguistica, arrivata
> in Italia, più o meno all'inizio degli anni novanta, dall'America dove
> era iniziata ben prima.

Anche molto prima
http://it.wikipedia.org/wiki/Razza
"Nel 1905, il Congresso Botanico Internazionale eliminò il valore
tassonomico della razza. Tuttavia, il suo uso rimane nel linguaggio
quotidiano ed è molto frequente nel caso di animali domestici."

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

edi'®

unread,
Mar 13, 2015, 4:43:45 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 09.14, Fathermckenzie ha scritto:

> "Nel 1905, il Congresso Botanico Internazionale eliminò il valore
> tassonomico della razza. Tuttavia, il suo uso rimane nel linguaggio
> quotidiano ed è molto frequente nel caso di animali domestici."

/molto frequente/ è quasi riduttivo... non mi pare di aver mai sentito
- che bello il tuo cane, di che sottospecie è?

E.D.

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 5:39:07 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 09:43, edi'® ha scritto:
> /molto frequente/ è quasi riduttivo... non mi pare di aver mai sentito
> - che bello il tuo cane, di che sottospecie è?

Stiamo parlamdo di linguaggio informale, quello in cui puoi dire anche
che i Guns&Roses sono musicisti classici.
Tra biologi si usa più spesso varietà e (per le specie vegetali ottenute
per incrocio) cultivar

edi'®

unread,
Mar 13, 2015, 5:44:32 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 10.39, Fathermckenzie ha scritto:

>> /molto frequente/ è quasi riduttivo... non mi pare di aver mai sentito
>> - che bello il tuo cane, di che sottospecie è?
>
> Stiamo parlamdo di linguaggio informale, quello in cui puoi dire anche
> che i Guns&Roses sono musicisti classici.
> Tra biologi si usa più spesso varietà e (per le specie vegetali ottenute
> per incrocio) cultivar

Infatti stavo facendo notare che - nel linguaggio informale - "razza" è
l'*unico* termine che si utilizza, riferendosi agli animali.
Alla domanda "di che razza è il tuo cane?" rispondo "è un cocker
spaniel", ma se mi chiedessero "di che sottospecie / varietà è il tuo
cane?" rimarrei titubante...

E.D.

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 7:26:43 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 10:44, edi'® ha scritto:
> Infatti stavo facendo notare che - nel linguaggio informale - "razza" è
> l'*unico* termine che si utilizza, riferendosi agli animali.

Imho si dovrebbe utilizzare di preferenza per le razze-varietà ottenute
artificialmente (praticamente tutte quelle di cani e animali domestici).

Klaram

unread,
Mar 13, 2015, 7:32:59 AM3/13/15
to
Sembra che Fathermckenzie abbia detto :
> Il 12/03/2015 20:09, Klaram ha scritto:
>> Ho scritto "parola", perché è stata un'operazione linguistica, arrivata
>> in Italia, più o meno all'inizio degli anni novanta, dall'America dove
>> era iniziata ben prima.
>
> Anche molto prima
> http://it.wikipedia.org/wiki/Razza
> "Nel 1905, il Congresso Botanico Internazionale eliminò il valore tassonomico
> della razza. Tuttavia, il suo uso rimane nel linguaggio quotidiano ed è molto
> frequente nel caso di animali domestici."

Congresso Botanico???
Che strano! Abbiamo detto mille volte che i botanici non hanno MAI
usato il termine "razza", ma "varietà", che è rimasto invariato da
secoli.

Inoltre, se fosse vero che un Congresso Internazionale (magari di
zoologi) avese stabilito una cosa del genere nel 1905, perché in
Italia, e non solo, avrebbero continuato a usare quel termine, nei
trattati, nei testi universitari, fino a non molti anni fa?

Però, non posso dire che non sia vero. Non lo so. Dico solo che in
rete circolano bufale, imprecisioni e vere castronerie, e bisognerebbe
sempre controllare su fonti attendibili.

k

Klaram

unread,
Mar 13, 2015, 7:34:11 AM3/13/15
to
Fathermckenzie scriveva il 13/03/2015 :
> Il 13/03/2015 09:43, edi'® ha scritto:
>> /molto frequente/ è quasi riduttivo... non mi pare di aver mai sentito
>> - che bello il tuo cane, di che sottospecie è?
>
> Stiamo parlamdo di linguaggio informale, quello in cui puoi dire anche che i
> Guns&Roses sono musicisti classici.

Non stiamo parlando di linguaggi informali, stiamo parlando di
linguaggi scientifici, stabiliti congressi e associazioni
internazionali, appunto.

Per gli animali di allevamento è ammessa la parolaccia, con
giustificazioni, che secondo me, sono contraddittorie.
Mi sono chiesta quale potrebbe essere la vera ragione e mi sono data
una risposta. Ma adesso non posso dilungarmi, ve lo dirò dopo.

> Tra biologi si usa più spesso varietà e (per le specie vegetali ottenute per
> incrocio) cultivar

Si usa SEMPRE "varietà", per le piante in natura.

Vorrei ancora precisare che i naturalisti, botanici e zoologi, si
occupano, e classificano, SOLO di animali e vegetali esistenti in
natura.
Non di quelli di allevamento o dei cultivar vegetali.

k

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 7:58:55 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 12:34, Klaram ha scritto:
> Per gli animali di allevamento è ammessa la parolaccia, con
> giustificazioni, che secondo me, sono contraddittorie.

La spiegazione forse è più semplice: anche in ambito vegetale, come
dicevo, è in uso la distinzione tra varietà naturali e ottenute
artificialmente. Ripeto, è una convenzione che risale, almeno,
all'inizio del '900, non l'ultima trovata politically correct.

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 8:00:32 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 12:33, Klaram ha scritto:
> Che strano! Abbiamo detto mille volte che i botanici non hanno MAI usato
> il termine "razza", ma "varietà", che è rimasto invariato da secoli.

"Mai" forse no. In ogni caso, è dal 1905 che si tende a preferire
"varietà" o "sottospecie", riservando "razza" alle varietà ottenute
artificialmente.

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 8:02:08 AM3/13/15
to
Il 13/03/2015 12:33, Klaram ha scritto:
> perché in Italia, e non solo, avrebbero continuato a usare quel termine,
> nei trattati, nei testi universitari, fino a non molti anni fa?

Perché, forse, in Italia, negli anni incui si sarebbe dovuta adottare la
nuova nomenclatura, si pubblicavano riviste con pretese scientifiche
intitolate "La difesa della razza" e simili?

Maurizio Pistone

unread,
Mar 13, 2015, 9:58:32 AM3/13/15
to
Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

> Per gli animali di allevamento è ammessa la parolaccia, con
> giustificazioni, che secondo me, sono contraddittorie.

forse anche perché la parola "razza" deriva (probabilmente) da una
parola che significa "allevamento"

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Maurizio Pistone

unread,
Mar 13, 2015, 9:58:33 AM3/13/15
to
edi'Ž <zo...@tiscali.it> wrote:

> Infatti stavo facendo notare che - nel linguaggio informale - "razza" č
> l'*unico* termine che si utilizza, riferendosi agli animali

animali d'allevamento

Klaram

unread,
Mar 13, 2015, 11:03:01 AM3/13/15
to
Maurizio Pistone ci ha detto :
> Klaram <nos...@nospam.it> wrote:
>
>> Per gli animali di allevamento è ammessa la parolaccia, con
>> giustificazioni, che secondo me, sono contraddittorie.
>
> forse anche perché la parola "razza" deriva (probabilmente) da una
> parola che significa "allevamento"

Ohhh, finalmente una luce... forse un faro!

Il Regolamento Itern. di Nomencl. Zool., attuale, dice che non hanno
valore di taxa, termini come razza, varietà (riferito agli animali), ma
anche popolo, etnia ecc. e tutti gli altri termini di uso comune,
eccetto "specie" e "sottospecie".

Sappiamo che la scelta dei nomi dei taxa è convenzionale, anche se
condivisa, quindi se avessero escluso la parola "razza" dalle
classificazioni naturali per l'etimologia (dall'ant. fr. "haraz"
allevamento) sarebbe sensato e logico.

Si spiegherebbe anche perché è rimasta in uso alle specie di
allevamento.

Come ho fatto a non pensarci?
Se così fosse non avrei giustificazioni, se non che mi hanno sviato
sul politicamente corretto le spiegazioni pseudoscientifiche,
contraddittorie e non accettabili (comprese quelle di Cavalli Sforza).

k
P.S. Se così fosse, sarebbe pur sempre una questione linguistica,
quindi anche molto IT. :-))

Giovanni Drogo

unread,
Mar 13, 2015, 1:16:41 PM3/13/15
to
On Fri, 13 Mar 2015, Fathermckenzie wrote:

> Il 13/03/2015 12:33, Klaram ha scritto:
>> Che strano! Abbiamo detto mille volte che i botanici non hanno MAI usato
>> il termine "razza", ma "varietà", che è rimasto invariato da secoli.
>
> "Mai" forse no. In ogni caso, è dal 1905 che si tende a preferire "varietà" o
> "sottospecie", riservando "razza" alle varietà ottenute artificialmente.

mai sentito "razza" di piante. "varieta'" si' (credo lo usasse anche
Darwin, sia per piante che per piccioni e simili). Come razza di cani,
cavalli ecc. (sul metro' di Milano c'era anche la pubblicita' di un
libro "tutte le razze di cavalli conosciute / e anche sconosciute"

Giovanni Drogo

unread,
Mar 13, 2015, 1:23:15 PM3/13/15
to
On Fri, 13 Mar 2015, Fathermckenzie wrote:

> Perché, forse, in Italia, negli anni incui si sarebbe dovuta adottare la
> nuova nomenclatura, si pubblicavano riviste con pretese scientifiche
> intitolate "La difesa della razza" e simili?

Giusto ieri ho sentito un seminario su "le leggi razziali e gli
astronomi in Italia" ... un estratto dal convegno
http://www.media.inaf.it/2015/01/12/sotto-lo-stesso-cielo-2/

Mi ha molto colpito che a fronte della descrizione del fatto che erano
stati colpiti o censiti come ebrei (dato che il tutto si basava
sull'autodenunzia prima che sulla delazione) qualcosa come 6 persone su
40 (40 circa erano allora gli astronomi professionisti, anche se furono
espulsi dalla SAIt anche alcuni membri non professionisti), un collega
abbia chiesto se esista al giorno d'oggi una statistica della
percentuale attuale di astronomi ebrei.

Qualsiasi cosa voglia dire.

Fathermckenzie

unread,
Mar 13, 2015, 3:14:08 PM3/13/15
to
Il 13/03/2015 18:16, Giovanni Drogo ha scritto:
> mai sentito "razza" di piante. "va

infatti ho già detto che si usa "cultivar" nel medesimo senso di
"varietà ottenuta artificialmente attraverso incroci"

Maurizio Pistone

unread,
Mar 13, 2015, 5:04:15 PM3/13/15
to
Fathermckenzie <fatherm...@fathermckenzie.edu> wrote:

> infatti ho già detto che si usa "cultivar" nel medesimo senso di
> "varietà ottenuta artificialmente attraverso incroci"

almeno in alcuni casi la cultivar è una varietà che si diffonde
attraverso cloni

nel caso della vite so che è così

praticamente un singolo individuo che viene innestato in quantità
illimitata e per tempi indefiniti su dei portainnesto

in ogni caso, cuoltivar indica un patrimonio genetico che viene
propagato artificialmente in modo che rimanga assolutamente identico

ADPUF

unread,
Mar 13, 2015, 5:48:37 PM3/13/15
to
edi'® 09:43, venerdì 13 marzo 2015:
Io per ischerzo del cane al padrone chiedo:
"di che _marca_ è?"
:-)


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Mar 13, 2015, 5:49:11 PM3/13/15
to
edi'® 10:44, venerdì 13 marzo 2015:
>
> Alla domanda "di che razza è il tuo cane?" rispondo
> "è un cocker spaniel", ma se mi chiedessero "di che
> sottospecie / varietà è il tuo cane?" rimarrei titubante...


Esiste la "razza bastarda"?
:-)

Tra l'altro adesso per correttezza politica si
usa "meticcio"...


--
AIOE ³¿³

ADPUF

unread,
Mar 13, 2015, 5:49:34 PM3/13/15
to
Giovanni Drogo 18:23, venerdì 13 marzo 2015:
Curiosa curiosità.

Forse si lo saprebbe incrociando i dati del censimento?

Non ricordo se chiedevano la religione o la discendenza
(ancestry), mi pare di no.

Ma non disperiamo, nella storia ci sono corsi e ricorsi...
:-(

--
AIOE ³¿³

Klaram

unread,
Mar 14, 2015, 9:01:50 AM3/14/15
to
ADPUF ha pensato forte :
> edi'® 10:44, venerdì 13 marzo 2015:
>>
>> Alla domanda "di che razza è il tuo cane?" rispondo
>> "è un cocker spaniel", ma se mi chiedessero "di che
>> sottospecie / varietà è il tuo cane?" rimarrei titubante...
>
>
> Esiste la "razza bastarda"?
> :-)

Se diamo alla parola una valenza non tassonomica, si potrebbe anche
dire. Infatti, si dice in modo scherzoso.

> Tra l'altro adesso per correttezza politica si
> usa "meticcio"...

o incrocio.

Anche questa parola è stata bandita, giustamente soprattutto per
l'uomo, perché aveva assunto una connotazione troppo spregiativa per la
nostra sensibilità.
Ieri, mi ero entusiasmata trovando una motivazione etimologica per la
messa al bando di quell'altra parola bandita. Mi sembrava la quadratura
del cerchio, e per di più linguistica! Purtroppo, riconsiderando tutta
la storia e i tempi, con la massima obiettività, risulta evidente che
non è così.
Ma lasciamo perdere.

k

edevils

unread,
Mar 14, 2015, 9:13:06 AM3/14/15
to
On 14/03/2015 14:01, Klaram wrote:
> ADPUF ha pensato forte :
>> edi'® 10:44, venerdì 13 marzo 2015:
>>>
>>> Alla domanda "di che razza è il tuo cane?" rispondo "è un cocker
>>> spaniel", ma se mi chiedessero "di che
>>> sottospecie / varietà è il tuo cane?" rimarrei titubante...
>>
>>
>> Esiste la "razza bastarda"?
>> :-)
>
> Se diamo alla parola una valenza non tassonomica, si potrebbe anche
> dire. Infatti, si dice in modo scherzoso.

Secondo il Treccani si usa però seriamente "razza imbastardita",
nell'accezione 1.c:

http://www.treccani.it/vocabolario/razza/
c. Con riferimento al maggiore o minore grado di purezza con cui si
presentano i caratteri tipici di una razza animale: r. pura, r.
imbastardita; r. in via di estinzione; miglioramento della r., per mezzo
di ulteriore selezione; bestia da razza (detta anche razzatore o
riproduttore), destinata per le sue qualità al compito della
riproduzione (così passare in r. si dice, nel linguaggio sport., di un
cane o di un cavallo che viene utilizzato per la riproduzione dopo avere
concluso l’attività agonistica); animale di r. pregiata (o semplicem.
animale di razza), che ha particolare pregio per la purezza o la rarità
della razza; in partic., cavallo di razza, com. anche in senso fig.,
riferito a persona con alte qualità specifiche nell’attività
professionale, artistica, politica, ecc.



>
>> Tra l'altro adesso per correttezza politica si
>> usa "meticcio"...
>
> o incrocio.

O, affettuosamente, "bastardino".


> Anche questa parola è stata bandita,


Quale parola? Mi son perso! :)

Klaram

unread,
Mar 14, 2015, 1:03:56 PM3/14/15
to
edevils ha spiegato il 14/03/2015 :

>>>> Alla domanda "di che razza è il tuo cane?" rispondo "è un cocker
>>>> spaniel", ma se mi chiedessero "di che
>>>> sottospecie / varietà è il tuo cane?" rimarrei titubante...
>>>
>>>
>>> Esiste la "razza bastarda"?
>>> :-)
>>
>> Se diamo alla parola una valenza non tassonomica, si potrebbe anche
>> dire. Infatti, si dice in modo scherzoso.
>
> Secondo il Treccani si usa però seriamente "razza imbastardita",
> nell'accezione 1.c:
>
> http://www.treccani.it/vocabolario/razza/
> c. Con riferimento al maggiore o minore grado di purezza con cui si
> presentano i caratteri tipici di una razza animale: r. pura, r. imbastardita;
> r. in via di estinzione;

Notevole. Fino qui non sta parlando di allevamenti, e le "razze in
estinzione" di solito sono quelle naturali. :-)


>> Anche questa parola è stata bandita,

>
> Quale parola? Mi son perso! :)

Meglio così, credimi.

Se riapro la querelle con ognuno di voi non la finiamo più. :-))

k

Una voce dalla Germania

unread,
Mar 14, 2015, 5:13:34 PM3/14/15
to
Am 13.03.2015 18:16, schrieb Giovanni Drogo:
> mai sentito "razza" di piante. "varieta'" si' (credo lo
> usasse anche Darwin, sia per piante che per piccioni e
> simili).

Se Darwin avesse scritto "varietà", questa sarebbe la
scoperta rivoluzionaria del secolo dal punto di vista di un
traduttore come il sottoscritto, dato che non mi risulta che
Darwin conoscesse l'italiano e abbia scritto le sue opere in
quella lingua.

Giacobino da Tradate

unread,
Mar 15, 2015, 3:55:00 AM3/15/15
to
Il 14/03/2015 14.13, edevils ha scritto:
>>> "meticcio"...

>> incrocio.

> "bastardino"

affettuosamente anche "bastardone" se incrocio di grossa taglia

"el me' bastardùn" e' il protagonista di una omonima barzelletta.

ah non la conoscete?

Al bar, arricchiti snob vantano i pregi dei loro cattivissimi cani da
guardia, costati una paccata di milioni: il mio dobermann... il mio
pitbull... il mio rottweiler ecc.

Tizio posa le carte della briscola e ridacchia, soldi sprecati, io vado
bene col mio bastardone, ah ah, cani di razza finti feroci, il mio
bastardone li sgranocchia ecc. insomma una parola tira l'altra, alla
fine si accordano per organizzare una prova in un capannone

Arrivano i cani ricchi, arriva il bastardone povero, pronti via e in un
minuto i cani sono tutti sbranati e il bastardone scodinzola.

I padroni esterrefatti, ma ma ma che incrocio e', ma da dove arriva ecc.

Ah non ne so niente, fa il tizio, el me bastardùn me l'ha portato mio
cuggino dall'africa quando andava nei cantieri, li' li trovano per
strada, era ancora piccolo, solo che ogni tanto bisogna tagliarli il
pelo attorno alla testa perche' ricresce continuamente.

>> Ma lasciamo perdere.

ridere, per pura compiacenza, grazie


--
Con le budella dell'ultimo prete / impiccheremo l'ultimo re
(Don Meslier, curato francese del XVII secolo)

Klaram

unread,
Mar 15, 2015, 6:33:12 AM3/15/15
to
Dopo dura riflessione, Giacobino da Tradate ha scritto :



el me bastardùn me l'ha portato mio cuggino

> ridere, per pura compiacenza, grazie

Nessuna compiacenza, è divertente. :-))

Però, non credo che chi dice "el me bastardun" poi dica "cuggino" con
due g. :-)

k

Klaram

unread,
Mar 15, 2015, 6:55:29 AM3/15/15
to
Il 14/03/2015, Una voce dalla Germania ha detto :
Scherzi a parte :-), Darwin usa "variety" e "race" per animali e
piante, selvatici e domestici.
Bisogna tener conto che a quei tempi non c'erano ancora i codici di
nomenclatura internazionale, pubblicati nel 1905.

Inoltre, anche oggi, bisogna distinguere due momenti: quando si fa una
classificazione, o si parla in un contesto rigoroso, e si usano solo
termini con valore tassonomico. Oppure quando si parla colloquialmente
e si usano parole generiche, non tassonomiche (gruppo, popolazione,
varietà riferito agli animali ecc.) per evitare di ripetere in
continuazione lo stesso termine.

k

Giacobino da Tradate

unread,
Mar 15, 2015, 9:22:19 AM3/15/15
to
Il 15/03/2015 11.33, Klaram ha scritto:

> el me bastardùn me l'ha portato mio cuggino

> non credo che chi dice "el me bastardun" poi dica "cuggino" con
> due g. :-)

Si' lo so, l'originale era "mio fratello" o "un mio amico"

Ma "mio cuggino" su internet e' ormai una figura istituzionalizzata, la
locuzione avvisa il lettore "allarme rosso! cazzata in arrivo".

Patrizio

unread,
Mar 15, 2015, 7:04:37 PM3/15/15
to
Il giorno lunedì 9 marzo 2015 14:55:26 UTC+1, Roger ha scritto:
> Giacobino da Tradate ha scritto:
>
> > Il 09/03/2015 12.14, abc ha scritto:
>
> >> Sentendo un programma radiofonico, un paleoantropologo e
> >> l'intervistatore utilizzavano il termine femminile "(le)
> >> australopitecine" per indicare
>
> > ... per indicare "le specie" (f.).
>
> >> In tutti i dizionari, però, viene indicata come forma plurale soltanto
> >> quella maschile ( -chi o -ci).
>
> > In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al genere (m.)
> > Austropiteco.
>
> Chi sono gli Austropitechi, i pitechi dell'Austria? :-)


Credo, purché rigorosamente entro quel 'finis' ;)

Ciao
Patrizio

Patrizio

unread,
Mar 15, 2015, 7:18:51 PM3/15/15
to
Il giorno giovedì 12 marzo 2015 19:11:13 UTC+1, ADPUF ha scritto:
> Roger 14:55, lunedì 9 marzo 2015:
> > Giacobino da Tradate ha scritto:
> >
> >> In tal caso si indicano gli individui (m.) appartenente al
> >> genere (m.) Austropiteco.
> >
> > Chi sono gli Austropitechi, i pitechi dell'Austria? :-)
>
>
> E gli australopitechi dell'Australia?

Per arrivare fin lì occorre un contorcimento in più:
aus -> aust(e)ro -> aust(e)rale

Ma Ausonia? Verrà pure da quel lido, per un altro percorso?

Ciao
Patrizio

Valerio Vanni

unread,
Mar 16, 2015, 7:19:30 AM3/16/15
to
On Sun, 15 Mar 2015 08:54:56 +0100, Giacobino da Tradate
<giac...@tradate.va.it> wrote:

>Ah non ne so niente, fa il tizio, el me bastardůn me l'ha portato mio
>cuggino dall'africa

Un italiano regionale abbastanza singolare...


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
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Klaram

unread,
Mar 17, 2015, 7:07:23 AM3/17/15
to
Mad Prof ci ha detto :
> Klaram <nos...@nospam.it> wrote:
>
>> Scherzi a parte :-), Darwin usa "variety" e "race" per animali e
>> piante, selvatici e domestici.
>> Bisogna tener conto che a quei tempi non c'erano ancora i codici di
>> nomenclatura internazionale, pubblicati nel 1905.
>
> Ad essere precisi il primo tentativo di codice internazionale di
> nomenclatura fu elaborato da Strickland nel 1842 e Darwin contribuì alla
> sua stesura.

E per essere precisi e completi, ce ne furono anche altri prima del
1905.
E comunque sia, ogni paese aveva il proprio, e anche più di uno.

k
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