Saluti.
b
Orsono è appunto la grafia scorretta di or sono. Il Grande Dizionario della Lingua Illustrata di Gabrielli riporta i seguenti esempi: "Cinque giorni or sono", "Due mesi or sono".
La prima osservazione è senz'altro giusta. Con *qualche* si potrebbe dire "qualche giorno fa".
ES
>Il Grande Dizionario della Lingua Illustrata di Gabrielli...
Mi correggo: Il grande dizionario illustrato della lingua italiana, anche se
Gabrielli, la lingua italiana, l'ha illustrata egregiamente.
ES
Carlo Berselli
si'. bene o male orsono, anche se ormai contratto in una unica
parola, contiene il predicato sono, plurale, quindi deve riferirsi ad
un soggetto plurale.
avendo coluto, si sarebbe potuto scrivere qualche giorno addietro (non
scrivo qualche giorno fa perche' non ricordo se ci va l'accento oppure
no... :-) ).
>Seconda osservazione: *orsono* è parola della lingua italiana (non lo trovo
>sullo Zingarelli)? O è solo grafia scorretta di: *or sono*?
mah, ormai lo sara' diventato, come parole quali "tuttavia" ecc..
--
chi siamo? dove stiamo andando?
quanti siamo?
e soprattutto, ci entriamo in una macchina sola?
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No: in fa di "qualche giorno fa" non ci va alcun segno grafico. Più che di accento parlerei semmai di apostrofo. Tuttavia se si scompone la frase "fa qualche giorno che..." si vede come fa sia la terza persona singolare del verbo fare che non vuole né accenti né apostrofi. L'apostrofo in *fa* lo si mette con l'imperativo. *Fa'* in luogo di fai.
ES
Beh, lbo...
*tuttavia* è presente sullo Zingarelli ed è termine frequentemente usato;
*or sono* è una forma usata solo da chi vuol parlar forbito, credo. Se
venisse in futuro accettata nella versione *orsono* e diventasse
ufficialmente parola della lingua italiana, sarebbe una parola nata già
morta.
b
> Prima osservazione: mi pare scorretto; non si dovrebbe scrivere, se
> proprio si volesse parlar forbito: *alcuni giorni orsono*?
Direi di sě.
E poi i veri forbiti scriverebbero, semmai, "qualche giorno or č". (-:
> Seconda osservazione: *orsono* č parola della lingua italiana
> (non lo trovo sullo Zingarelli)? O č solo grafia scorretta di:
> *or sono*?
Qui direi la seconda che hai scritto.
Ciao.
Gian Carlo
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Before you buy.
un giorno mi dissero: "ti cerco', or non e' guari, il tale tizio".
questa forma, per quanto dal suono arcaico, e' corretta? si sa chi
l'ha usata?
Dal germanico waigaro, attraverso il provenzale guàire.
E fermamente, se tu il terrai guari in bocca (Boccaccio)
Non stette là con essi guari (Dante)
Il quale non istette guari che trapassò (Boccaccio)
Stette poi guari tempo (Boccaccio)
Senza uccidere guari gente (G. Villani)
Ofelia/ES
>un giorno mi dissero: "ti cerco', or non e' guari, il tale tizio".
>
>questa forma, per quanto dal suono arcaico, e' corretta? si sa chi
>l'ha usata?
Chettepossino! Orsono (;-))) ) perlomeno trent'anni che non la
sentivo! (la utilizzava quel tal Gianluigi Marin(n)ini, se ti ricordi
chi e')
Forse arcaica e' esegarato, facciamo antica ed in ogni caso ancora
usata anche se reputata forma pedante.
Lo disse Dante:
"non stette là con essi guari"
E l'affermò Boccaccio:
"dopo non guari spazio passò della presente vita"
Significa "molto" (dal francese antico "guaires", "guares" (moderno
"guère" con lo stesso significato ed uso) che discendono dal germanico
"waigaro") ed e' usato quasi esclusivamente in frasi negative od in
locuzioni verbali quasi tutte con significati temporali.
Sergio.
>
>
> Lo disse Dante:
> "non stette là con essi guari"
> E l'affermò Boccaccio:
> "dopo non guari spazio passò della presente vita"
Sì, ma siamo nel "dugento"... Io mi lamento del Manzoni
e voi andate a pescare Dante e Boccaccio per capire
l'italiano del 2000... boh ?!?!?!... :-)))))))))))
--
Er Roscio.
> un giorno mi dissero: "ti cerco', or non e' guari, il tale tizio".
Non posso crederci. Ma dove eravate? Nella macchina in cui non sapevate
chi eravate e quanti eravate e dove stavate andando? (-:
> questa forma, per quanto dal suono arcaico, e' corretta? si sa chi
> l'ha usata?
Dante, anche se non ricordo la frase precisa. "Or non è guari" significa
"poco fa", dato che guari significa "molto".
>Sě, ma siamo nel "dugento"... Io mi lamento del Manzoni
>e voi andate a pescare Dante e Boccaccio per capire
>l'italiano del 2000... boh ?!?!?!... :-)))))))))))
La semplificazione e' un'arma letale. Nella prima parte (che hai soppresso)
parlavo di trent'anni (ma a pensarci bene 40) e citavo Gianluigi
Marian(n)ini (che oltretutto ho sentito recentemente. Poi Luca ha chiesto
chi l'avesse utilizzato e siccome il Manzoni (a te molto caro) non ne ha
fatto uso, ho dovuto ripiegare su Dante e Boccaccio che sono sě del
"dugento", ma del '200 e non del 200 ;-)))))
Infine, per completezza, nelle varie fonti che ho utilizzato non si parla
di forma in disuso e nel dizionario francese si parla di forma corrente.
Tiehhhh! :-PPPPP
Sergio.
> Nella prima parte (che hai soppresso) parlavo di trent'anni (ma a
> pensarci bene 40) e citavo Gianluigi Marian(n)ini (che oltretutto
> ho sentito recentemente.
Toh, ho appena parlato di Mike Bongiorno in un altro messaggio.
E' quel Marianini, vero? Quello di Lascia o Raddoppia?, voglio dire.
Quello che non diceva "la fodera", ma "le interiora" della giacca.
E ci credo che dicesse anche "guari".
>E ci credo che dicesse anche "guari".
Mariannini, oltre ad essere una persona di cultura è (credo sia ancora
vivo) un torinese; e in piemontese "vàire" (invariabile) esiste
ancora, sia nel significato di "molto", soprattutto nella forma
negativa "nen vàire / pa vaire" (non molto) sia nella forma
interrogativa" "vàire?" (quanto?)
Maurizio Pistone - Torino
http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it
strenua nos exercet inertia Hor.
>>E ci credo che dicesse anche "guari".
> Mariannini, oltre ad essere una persona di cultura è (credo sia ancora
> vivo) un torinese; e in piemontese "vàire" (invariabile) esiste
> ancora, sia nel significato di "molto", soprattutto nella forma
> negativa "nen vàire / pa vaire" (non molto) sia nella forma
> interrogativa" "vàire?" (quanto?)
Non lo metto in dubbio. Ma Sergio l'ha citato a proposito di "guari"
(che questa parola abbia la stessa etimologia di vàire è un'altra
faccenda).
Ma ciò che volevo mettere in evidenza era che Marianini parlava come
vestiva: forbito. E come non si poneva problemi nell'usare, come
"interiora" dei suoi abiti, anche tessuti per tendaggi, così faceva con
le parole che sceglieva per le sue frasi.
Chissà se l'età l'avrà reso più... piemontese. (-:
>Toh, ho appena parlato di Mike Bongiorno in un altro messaggio.
>
>E' quel Marianini, vero? Quello di Lascia o Raddoppia?, voglio dire.
>Quello che non diceva "la fodera", ma "le interiora" della giacca.
Quel desso e' !
E diceva pure: Mi punge vaghezza che ......
Vive ancora (almeno fino all'anno scorso) ed e' e parla paroparo come
quello di quarant'anni fa'. Tranne i capelli e la barba che sono bianchi.
Sergio.
Non fatemi ridere da sola, ridete, vi prego, ridete...
Annamaria
Su questa ICLI si divaga troppo su un quesito iniziale:
Or sono alcuni giorni, Caio venne.....
Deriva da:
Or(a) sono (passati) alcuni (*non qualche*)giorni, (da quando) Caio venne...
*alcuni* non è meglio è doveroso. *or sono* si scrive così!
Comunque sono qui per imparare e non per insegnare! Se sbaglio correggetemi
e convincetemi con validi argomenti ( già è successo).
Non ridere troppo perchè (o perché?) ora è più tardi e stanno certamente
orsonando.
Ciao Covek!