Gian Carlo
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Il verbo perplimere significa "essere perplesso" o "rendere
perplesso", ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma
con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne
ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di
lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).
L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico
Corrado Guzzanti, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta,
nella trasmissione televisiva "Avanzi". La parola venne inserita in
uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini,
ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella
trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere,
perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]) e nelle varianti
(perplerre).
Molte furono le parole inventate da Rokko Smitherson (regista romano
di "filmaggi de’ paura"), un personaggio che basava la sua comicità
satirica proprio sui giochi di parole e su neoconiazioni allusive
(sospensionismo, su astensionismo; antiproibizionale, su
antiproibizionista; sopravvolare, su sorvolare; cartone animale, su
cartone animato; psicoanale, su psicoanalista; ecc.). Fra le molte
innovazioni linguistiche perplimere attecchì più facilmente nella
lingua comune a causa della sua perfetta adeguatezza morfologica, che
tra l’altro colma anche una lacuna lessicale della nostra lingua: il
verbo è infatti spontaneamente riconducibile dai parlanti italiani al
participio passato perplesso (sulla base di verbi come comprimere /
compresso; sopprimere / soppresso, ecc.); e del resto manca in
italiano un verbo che renda in modo sintetico l’azione dell’essere o
del rendere perplessi, per cui il neologismo si incunea perfettamente
nel nostro sistema linguistico.
Probabilmente per questa sua funzionalità nel coprire un vuoto
morfologico e semantico (che l’italiano eredita dal latino), sulla
scia della trasmissione la parola ebbe una notevole e crescente
fortuna, seppure in contesti informali e per lo più in accezione
ironica; e, del resto, nonostante l’origine peculiare, perplimere ha
resistito a lungo nella nostra lingua, tanto che recentemente se ne è
persa anche la sfumatura ironica, come emerge dai quesiti e dalle
segnalazioni di neologismo giunti alla nostra redazione.
Effettuando una ricerca su Internet con i consueti motori di ricerca,
si rileva che la parola è comparsa in alcuni dizionari amatoriali, ed
è spesso presente nei messaggi di vari gruppi di discussione, tra
l’altro con forti oscillazioni tra chi sostiene che il verbo non
esiste e chi invece ne dà per scontata l’assimilazione nel repertorio
dell’italiano e lo usa per spiegare altri fenomeni linguistici. A
questo proposito, e per rispondere a chi ci domanda come si possa fare
entrare il verbo perplimere nei vocabolari, va ricordato che la
grammatica e la lessicografia registrano, raccolgono, spiegano e
inseriscono in un sistema organico fenomeni che hanno raggiunto una
certa rilevanza nella lingua: perplimere nasce certamente come parola
effimera, ma la sua tenace persistenza la rende linguisticamente
interessante; per cui non se ne può negare, come fanno alcuni,
l’esistenza, ma se sia o meno destinata ad entrare nei vocabolari è
una riposta che può essere data soltanto dalla continuità e
dall’ampiezza della sua diffusione nei prossimi anni.
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> Ecco che cosa dice di perplimere il sito dell'Accademia della Crusca.
Smentita ufficiale dell'Accademia della Crusca
La nostra vetusta e onorata Accademia giammai si sognò di concedere la
propria, sempre coscienziosamente ponderata, approvazione a codesto vezzo,
meglio si direbbe lezzo, di crear verbi in modo artificiale, quasi fossero
giocattoli di plastica, ove tra l'altro la nostra lingua madre, il Latino
(sempre sia lodato amen), ha già fornito il proprio contributo.
Siano colpiti da anatema tutti coloro che fanno uso dello sciagurato verbo
che qui non nomino!!
Perplectar non flectar!!
P.S. L'inaccuratezza della documentazione storica dei sedicenti membri del
sedicente CDVP giunge ad attribuire a tal comico Corrado Guzzanti
l'invenzione del sunondetto verbo, che invece risale a Massmo Troisi.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 0.04.15
>L'inaccuratezza della documentazione storica dei sedicenti membri del
>sedicente CDVP giunge ad attribuire a tal comico Corrado Guzzanti
>l'invenzione del sunondetto verbo, che invece risale a Massmo Troisi.
Padre, il suddetto verbo chissà a quando risale.
La documantazione fornita è inoltre disponibile presso il sito
dell'Accademia della Crusca, all'indirizzo
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44
A tale Accademia ella dovrà quindi rivolgere le sue lamentele riguardo
all'inaccuratezza storica.
Ossequi.
Gian Carlo
> Padre, il suddetto verbo chissà a quando risale.
Risale agli anni 70, credo il 74-75, a un monologo di Troisi.
Guzzanti l'ha consapevolmente ripreso.
> La documantazione fornita è inoltre disponibile presso il sito
> dell'Accademia della Crusca, all'indirizzo
> http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44
Se è vero devo dire che sono molto deluso: non hanno controllato nemmeno
l'origine. Un parere del tutto fuori dalla realtà.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 0.29.52
> Se è vero devo dire che sono molto deluso: non hanno controllato nemmeno
> l'origine. Un parere del tutto fuori dalla realtà.
Come si fa, poi, a sostenere che tale sciagurato verbo colma una lacuna....
Perplesso esiste come aggettivo a sé stante, non riconducibile a un
infinito; ma se tale infinito dovesse esistere in italiano non potrebbe
essere diverso da quello che, in latino, ha generato l'equivalente
perplexus: cioè perplectere, dunque perplettere.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 0.32.23
Allora, Padre, lei mi autorizza a dire che "convesso" deriva da "convettere" invece
che da "convimere"?
E se derivasse da "conveere" (cum-vehere, trasportare)?
Epimeteo
>> Se è vero devo dire che sono molto deluso: non hanno controllato nemmeno
>> l'origine. Un parere del tutto fuori dalla realtà.
>
>Come si fa, poi, a sostenere che tale sciagurato verbo colma una lacuna....
>Perplesso esiste come aggettivo a sé stante, non riconducibile a un
>infinito; ma se tale infinito dovesse esistere in italiano non potrebbe
>essere diverso da quello che, in latino, ha generato l'equivalente
>perplexus: cioè perplectere, dunque perplettere.
credo che ormai siamo tutti tormentonati e abbastanzati da tutta la
questione
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
>
> "Father McKenzie" <fatherm...@BASTASPAMBASTAvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
> news:109gnn3ksmef8$.1j5x8agv1h8qg.dlg@40tude.net...
>> Perplesso esiste come aggettivo a sé stante, non riconducibile a un
>> infinito; ma se tale infinito dovesse esistere in italiano non potrebbe
>> essere diverso da quello che, in latino, ha generato l'equivalente
>> perplexus: cioè perplectere, dunque perplettere.
>
> E se derivasse da "conveere" (cum-vehere, trasportare)?
Lo derivi da dove le conviene, tanto l'accademia della crusca finirà per
darle ragione
--
La rivoluzione non è un pranzo di gala ma nemmeno una colazione
al sacco (metà Mao e metà io)
12/10/2003 11.17.04
> credo che ormai siamo tutti tormentonati e abbastanzati da tutta la
> questione
d'accordo... dillo a chi ritira fuori l'accademia della fibra grezza che
favorisce la peristalsi
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 11.17.17
>
> "Father McKenzie" <fatherm...@BASTASPAMBASTAvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
> news:109gnn3ksmef8$.1j5x8agv1h8qg.dlg@40tude.net...
>> Perplesso esiste come aggettivo a sé stante, non riconducibile a un
>> infinito; ma se tale infinito dovesse esistere in italiano non potrebbe
>> essere diverso da quello che, in latino, ha generato l'equivalente
>> perplexus: cioè perplectere, dunque perplettere.
>
> E se derivasse da "conveere" (cum-vehere, trasportare)?
Lo derivi da dove le conviene, tanto l'accademia della crusca finirà per
darle ragione
Isnt'it?
hmmm...
l'accademia della lingua italiana ha un sito web, vuvuvu', in accatiemmeelle
e piaccapi'.
il link, l'url, e'
http://www.accademiadellacrusca.it/
senza spazi
nell'indice, "i nostri forum" e' un plurale latino, inglese o italiano ?
father mckenzie, somebody hears, prova a intercedere tu.
j.
--
[x] il faut être absolument moderne
[x] sul ponte sventola bandiera bianca
(battiato-fusinato-battiato)
>L'inaccuratezza della documentazione storica dei sedicenti membri del
>sedicente CDVP giunge ad attribuire a tal comico Corrado Guzzanti
>l'invenzione del sunondetto verbo, che invece risale a Massmo Troisi.
Io veramente lo usavo nel 1974, ma non rimasi molto perplesso quando
lo sentii da Troisi. Pensai che gli fosse arrivato :)
--
Federico Spano`
[magica]
>> La documantazione fornita è inoltre disponibile presso il sito
>> dell'Accademia della Crusca, all'indirizzo
>> http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44
>Se è vero devo dire che sono molto deluso: non hanno controllato nemmeno
>l'origine. Un parere del tutto fuori dalla realtà.
Padre, che cosa signifuca "se è vero"? Basta controllare.
E che siognifica "parere del tutto fuori dalla realtà"?
Ossequi.
Gian Carlo
[Maurizio Pistone]
>> credo che ormai siamo tutti tormentonati e abbastanzati da tutta la
>> questione
>d'accordo... dillo a chi ritira fuori l'accademia della fibra grezza che
>favorisce la peristalsi
Padre, non meni il can per l'aia. Fu lei a dire a FB, a proposito di
perplimere...
> Peccato che quello che pensi tu e gli altri membri del Comitato non
> faccia testo in ambito linguistico ^_^
Allora ci spieghi chi, secondo lei, fa testo in campo linguistico.
Naturalmente lasci perdere il CDDDVP (Comitato Dissidente per la
Diffusione Democratica del Verbo Perplettere).
Comprenderà che si possa dubitare che l'autorità in campo linguistico
di tale comitato, nonostante sia stato da lei fondato, sia superiore a
quella della Crusca. (-:
Ossequi.
Gian Carlo
> [...]
> Padre, che cosa signifuca "se è vero"? Basta controllare.
>
> E che siognifica "parere del tutto fuori dalla realtà"?
Ti è così difficile scrivere 'signofica'? :-)))
Roger
> Padre, non meni il can per l'aia. Fu lei a dire a FB, a proposito di
> perplimere...
>> Peccato che quello che pensi tu e gli altri membri del Comitato non
>> faccia testo in ambito linguistico ^_^
No: non fui io. Si riveda il thread per favore. Non mi permetto di
tranciare giudizi, visto che questo non è il mio campo.
> Allora ci spieghi chi, secondo lei, fa testo in campo linguistico.
Chiedilo a chi lo ha detto.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 17.43.10
> In <1xagxiztfz7mk.wmt4cncscs8a$.d...@40tude.net> Father McKenzie
> <fatherm...@BASTASPAMBASTAvirgilio.it> scrive...
>
> [magica]
>>> La documantazione fornita è inoltre disponibile presso il sito
>>> dell'Accademia della Crusca, all'indirizzo
>>> http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44
>
>>Se è vero devo dire che sono molto deluso: non hanno controllato nemmeno
>>l'origine. Un parere del tutto fuori dalla realtà.
>
> Padre, che cosa signifuca "se è vero"? Basta controllare.
Significa che non si tratta di un avallo ufficiale come mvorresti far
credere. E' la risposta alla domanda di un lettore (o navigante) che chiede
notizia di sto verbo. Gli si risponde che sì, sto verbo è un neologismo
sentito in tv ed ha il significato di....etc., precisando che non si trova
sui vocabolari (e, aggiungo, vorrei vedere).
> E che siognifica "parere del tutto fuori dalla realtà"?
Che non ha senso dire che questo verbo colmerebbe una lacuna dell'italiano,
per i motivi che ho ricordato.
E che sbagliano ad attribuire il conio a Guzzanti (è sicuramente
antecedente, mi pare ieri che vedevo Troisi in tv, vediamo le teche Rai?
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 17.40.39
> Padre, che cosa signifuca "se è vero"? Basta controllare.
Significa che non si tratta di un avallo ufficiale come mvorresti far
credere. E' la risposta alla domanda di un lettore (o navigante) che chiede
notizia di sto verbo. Gli si risponde che sì, sto verbo è un neologismo
sentito in tv ed ha il significato di....etc., precisando che non si trova
sui vocabolari (e, aggiungo, vorrei vedere).
> E che siognifica "parere del tutto fuori dalla realtà"?
Che non ha senso dire che questo verbo colmerebbe una lacuna dell'italiano,
per i motivi che ho ricordato.
E che sbagliano ad attribuire il conio a Guzzanti (è sicuramente
antecedente, mi pare ieri che vedevo Troisi in tv, vediamo le teche Rai?
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 17.40.39
> Naturalmente lasci perdere il CDDDVP (Comitato Dissidente per la
> Diffusione Democratica del Verbo Perplettere).
Per tacer del C.L.V.T. (Comitato di Liberazione dei Verbi Transitivi),
nominato da Alessandro.
Ciao, FB
>> Naturalmente lasci perdere il CDDDVP (Comitato Dissidente per la
>> Diffusione Democratica del Verbo Perplettere).
>
> Per tacer del C.L.V.T. (Comitato di Liberazione dei Verbi Transitivi),
> nominato da Alessandro.
Visto che nemmeno la Crusca, come ho dettagliato altrove, ha avallato,
siamo ancora in attesa che un'autorità si pronunci.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
12/10/2003 20.57.54
>> Padre, non meni il can per l'aia. Fu lei a dire a FB, a proposito di
>> perplimere...
>>> Peccato che quello che pensi tu e gli altri membri del Comitato non
>>> faccia testo in ambito linguistico ^_^
>No: non fui io. Si riveda il thread per favore. Non mi permetto di
>tranciare giudizi, visto che questo non è il mio campo.
Rividi e constatai che fu tal Lukano.
Mi scuso e le porgo i miei ossequi.
Gian Carlo
[magica]
>>Padre, che cosa signifuca "se è vero"? Basta controllare.
>Significa che non si tratta di un avallo ufficiale come mvorresti far
>credere.
Padre, non mi attribuisca ciò che non ho mai detto e che nemmeno mi
sognai di voler far credere. Aprii questo filone scrivendo...
>>>>>>Ecco che cosa dice di perplimere il sito dell'Accademia della Crusca.
...e alla sua...
>>>>>Smentita ufficiale dell'Accademia della Crusca
...le feci notare che ciò che avevo riportato è disponibile presso il
sito Web dell'Accademia, affinché potesse controllare. Precisamente
scrissi...
>>>> La documantazione fornita è inoltre disponibile presso il sito
>>>> dell'Accademia della Crusca, all'indirizzo
>>>> http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44
Poiché ella commentò...
>>> Se è vero devo dire [...]
...comprenderà che quel "se è vero" poteva per me significare solo due
cose. Che non è vero che all'indirizzo da me fornito è scritto ciò che
ho riportato, e in tal caso le sarebbe bastato controllare. Oppure che
è ciò che è scritto a quell'indirizzo che non è vero, e in tal caso si
dovrebbe rivolgere ai cruscanti.
>> E che siognifica "parere del tutto fuori dalla realtà"?
>Che non ha senso dire che questo verbo colmerebbe una lacuna dell'italiano,
>per i motivi che ho ricordato.
La lacuna, cioà la mancanza del verbo direi che esiste eccome. Che poi
non tutti siano d'accordo su come colmarla, o addirittura se colmarla
o no, è tutt'altra faccenda.
Ossequi.
Gian Carlo
Non si può sostenere che un verbo in "-imere" non colma la lacuna di un
participio passato in "-esso"?
Ciò mi deprette assai.
Ciao.
Marcp
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
e quindi l'appretto...
È questo il modo di esprettersi?
Ciao.
Marco
sisi': "l'appretto al varco".
Vuoi dire che "fesso" non č il p.p. di "fěmere" ?...
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Er Roscio.
vuoi dire che io, tu, lui, lei, esso... ?