cugna cù|gna
s.f.
BU incisione praticata in una roccia per inserirvi un cuneo e distaccare un
blocco [quadro 19].
Insomma, la parola sia io sia la mia compagna la conosciamo; grosso modo la
riferiamo alla stessa cosa; pero' non si trova sui dizionari.
Qualcuno ne sa qualcosa?
Grazie
PLP
> Insomma, la parola sia io sia la mia compagna la conosciamo; grosso modo la
> riferiamo alla stessa cosa; pero' non si trova sui dizionari.
> Qualcuno ne sa qualcosa?
Tecnicamente un cugno consiste in una piega chiusa mediante cucitura.
http://www.edel2000.it/sarto/guida/personal.htm
Come si fa a prendere una camicia per il cugno? Eh, eh, eh!
P.
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Ardisco non ordisco
> Per dirimere la questione abbiamo deciso di guardare sul dizionario, ma
> nessuno dei due dizionarietti di italiano che ho in casa riportava la parola
> "cugno".
(snip)
> BU incisione praticata in una roccia per inserirvi un cuneo e distaccare un
> blocco [quadro 19].
Mi pare che nel dialetto siciliano "cugno" indichi una tavoletta o una scheggia
di legno, ma che al plurale (cugni) indichi, anche in senso figurato, un feudo,
un territorio lontano, impervio, disabitato e lontano dalla civiltà.
Qualche studioso siciliano può confermarlo?
Epimeteo
non ho mai sentito il termine "cugno".
Mi dici a cosa tu e la tua compagna vi riferite?
Studioso e' una parola grossa...! ;-))
Il senso figurato non mi risulta.
Viene da cuneum e poiche' e' neutro ha due plurali: cugni e cugna.
Riporto il Traina (il problema e' capire l'italiano :-(( ):
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CUGNU (pl. CUGNI e CUGNA) ». m. Strumento tagliente da un capo e
grosso dall'altro a piramide che percosso ha la forza di penetrare e
fendere: conio, cuneo, bietta. \\ Qualunque pezzo di ferro o legno
sottile da una parte che serve a vari usi: bietta. \\ T. tip. Pezzo di
legno tagliato a sbieco ad uso di conio che serve per aprire, serrare
o stringere le forme: cacciatoja. Prov. ESSIRI CUGNU DI LA STISSA
LIGNAMI, della medesima natura, carattere d'un altro e pigliasi
in mala parte: essere della stessa cornatura, della medesima pannina,
o d'un pelo e d'una buccia. \\ CUGNU DI MUNITA , quel ferro nel quale
è intagliata la figura che si deve imprimere nella moneta : conio. \\
E dicesi anco : torsello e punzone. \\ La impronta stessa coniata
nelle medaglie, monete : conio. \\ Per PUNZUNI V. \\ METTIRI CUGNA:
incuneare, coniare. \\ T. sart. Ritaglio che si aggiunge per rinforzo
in certi punti a loro lavoro, o per rattoppamento. \\ CUGNI DI LU
CERRU, o DI LA CUTTIGGHIA, gheroni o pezzi triangolari coi quali
s'allarga il busto in alto e in basso perché si adatti con garbo alla
vita : chiave. (Car. Voc. Met. \\ Pozzetti di legno in forma di prisma
che pongonsi sui sedili contro ciascun lato della botte per impedire
ad essa il rotolare: zeppe. \\ (Gior. LA SICILIA, n. 14) Mento in
fuori : bazza. \\ A CUGNU, a foggia di conio : a conio. \\ NUN ESSIRI
DRITTO DI CUGNU, met. non essere, non parer semplice : non esser
un'oca. \\ TRASIRICCI PPI CUGNU, entrar in checchessia senza ragione o
titolo alcuno : entrarci come Pilato nel credo o come S. Buco in cielo
(Sp. cugno).
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Quindi il "cugnu" e' quel triangolo di stoffa che rinforza(va) lo
sparato di una camicia, ma anche le "pince" potrebbero esserlo.
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Ciao.
Sergio®
Ho capito, Sergio: preferisci essere chiamato "scholar"... ;->>
> Il senso figurato non mi risulta.
> Viene da cuneum e poiche' e' neutro ha due plurali: cugni e cugna.
Potrebbe essere un nome di località. Su Google ho trovato diversi riferimenti a
feudi e a contrade denominate Cugno. Da qui potrebbe forse derivare il senso
vagamente spregiativo di "luogo lontano e impervio", che io ho sentito con le
mie orecchie da anziani siciliani (nella forma plurale "cugna").
Non hai un anziano siciliano sottomano? :-D
Ciao,
Epimeteo
>> Studioso e' una parola grossa...! ;-))
>
>Ho capito, Sergio: preferisci essere chiamato "scholar"... ;->>
In effetti non si finisce mai d'imparare...
>> Il senso figurato non mi risulta.
>> Viene da cuneum e poiche' e' neutro ha due plurali: cugni e cugna.
>
>Potrebbe essere un nome di località. Su Google ho trovato diversi riferimenti a
>feudi e a contrade denominate Cugno. Da qui potrebbe forse derivare il senso
>vagamente spregiativo di "luogo lontano e impervio",
Sì, li ho visti. In molti casi si tratta pero' di "pizzi" e quindi di
forme triangolari (avrai visto che, in diversi dialetti, indica la
parte triangolare della "pettorina").
>che io ho sentito con le mie orecchie da anziani siciliani (nella forma plurale
>"cugna"). Non hai un anziano siciliano sottomano? :-D
Beh, io ho 60 anni... ;-))
A parte gli scherzi, bisogna considerare che il siciliano e' quasi
esclusivamente lingua parlata e quindi le corruzioni sono abbondanti
perche' spesso si interpreta male cio' che si ascolta (che magari
viene pronunciato male). Per esempio, nel caso in oggetto, "cugnu" si
confonde facilmente con "ncugnu" voce del verbo "ncugnari" che viene
dal greco, incrocio tra "ankhoû" (vicino) e "nèomai" (andare). Quindi
una relazione con luogo lontano (ma non necessariamente) esiste.
--
Ciao.
Sergio®
Sono stato, tanto tempo fa, in una parte montuosa della Sicilia. Ricordo
che gli abitanti del paese in cui ero, per indicare i cumuli di neve
formatisi a causa del vento e che spesso superavano abbondantemente
il metro, dicevano "cugnere". Forse sia la "cugna" di Pierluigi che la
"cugnera" altro non servono ad indicare che la parte più alta di qualcosa,
manto nevoso o camicia che sia, e, certamente, come è stato detto,
derivano dal buon, vecchio "cuneum" latino.
Cordialità.
Sicut
>Sono stato, tanto tempo fa, in una parte montuosa della Sicilia.
I posti peggiori per la lingua! A causa dell'isolamento (passato) le
variazioni sono notevoli.
>Ricordo che gli abitanti del paese in cui ero, per indicare i cumuli di neve
>formatisi a causa del vento e che spesso superavano abbondantemente
>il metro, dicevano "cugnere". Forse sia la "cugna" di Pierluigi che la
>"cugnera" altro non servono ad indicare che la parte più alta di qualcosa,
>manto nevoso o camicia che sia, e, certamente, come è stato detto,
>derivano dal buon, vecchio "cuneum" latino.
Bisognerebbe sapere quale zona. Il digramma "gn" puo anche essere
esito di "ng".
"Cugn(i)èri" puo' derivare da "cugnilàri" (congelare) e' quindi:
deposito/massa di ghiaccio/neve.
Anche altri lemmi che sembrano derivati hanno origini e significati
diversi:
- cugnàta, dal francese cognèe, e' la scure tonda;
- cugnicèddu, che sembra diminutivo di cùgnu, e' un barilotto (dal
latino congius);
- cugnuntùra (cugnintùra) e' l'occasione (latino coniungere).
--
Ciao.
Sergio®