I girasoli vengono coltivati per i loro semi, dai quali si ottiene un olio
di buona qualitą, utilizzato in cucina; un altro olio di girasole, meno
raffinato, viene impiegato nella produzione di saponi e candele, mentre con
i residui della spremitura si ottengono alimenti per il bestiame. I semi
crudi, che vengono spesso mischiati ai mangimi per il pollame, vengono anche
consumati dagli esseri umani. I girasoli sono strettamente imparentati con i
topinambur, che appartengono al loro stesso genere.
Classificazione scientifica: I girasoli appartengono al genere Helianthus
della famiglia delle composite. La specie maggiormente coltivata č
classificata come Helianthus annuus.
Tratto da un'enciclopedia.
--
Ciao
Giuseppe Critelli
Carissimo.
Grazie per l'omaggio all'Imaginifico.
-Più oltre abbiam visto le cantatrici. Escivano da un campo di girasoli
secchi, camminando in fila, come una teoria sacra. E i girasoli in cima
ai
lunghi steli sulfurei senza foglie portavano i larghi dischi non
coronati di
petali né carichi di semi, ma somiglianti nella lor nudità ad emblemi
liturgici, a pallidi ostensorii d'oro.
*Il Piacere*, libro II
- La rivedrò volentieri. Ma si veste ancóra di verde e si mette sul
cappello
i girasoli?
*Il Piacere*, libro III
Altri esempi :
Vittorio de Sica girò nel 1970 lo splendido film *I Girasoli* con Sophia
Loren.
Vincent Van Gogh dipinse parecchie versioni de *i girasoli*. _1
Gustav Klimt : *il giardino dei Girasoli*_1
_1: Chiaramente questa è la traduzione italiana, ma ormai diventata
canonica.
Io propenderei per *i girasole*, essendo il termine composto. mah?
--
lu.
*Porti sempre un libro con te, come una Sibylla* G. D'Annunzio, Notturno
http://web.tiscalinet.it/LucianaGrazioli
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
> Io propenderei per *i girasole*, essendo il termine composto. mah?
Grazie, Luciana, anch'io propenderei per "i girasole", però, visti gli
innumerevoli esempi, io cambierei la domanda:
È giusto dire "i girasole"?
Roger
"Roger" <ruf...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:CsaZ5.81143$hk4.3...@news.infostrada.it...
No, visti gli esempi illustri.
>;O)
lu.
>Grazie, Luciana, anch'io propenderei per "i girasole", però, visti gli
>innumerevoli esempi, io cambierei la domanda:
>È giusto dire "i girasole"?
E' giusto dire i pomidoro? E' giusto dire i pomodori? Tutti i gusti
sono giusti.
Gian Carlo
Generalmente, coi nomi composti (verbo+sostantivo) si procede così:
se il sostantivo è dello stesso genere (maschile) del nome composto,
si fa il plurale normalmente:
i girasoli - i girarrosti - i giraditi (alcuni, fra cui il De Mauro,
sostengono IMHO *inconcepibilmente* 'le giradita') - i passatempi - i
passaporti - i segnalibri - i leccapiedi - gli spazzacamini - ...
Ma fanno eccezione, ad esempio, i composti di 'mangia-' appartenenti
a questo gruppo, che sono invariabili: mangiafuoco, mangiapane,
mangiapolenta, mangiapopolo, mangiasego, mangiavento.
Se il sostantivo è di genere femminile, il plurale è invariato:
gli spazzaneve - i salvagente - gli aspirapolvere - ...
Se il sostantivo è -mano, che ha la terminazione tipicamente maschile
-o, si può fare anche il plurale in -mani:
asciugamani/o - baciamani/o - corrimani/o
Se il sostantivo è plurale già nel singolare del nome composto,
quest'ultimo ha plurale, ovviamente, invariato:
portalettere - segnalinee - battipanni - reggicalze - rompipalle -
scaldavivande - mangianastri - ...
--
Bye.
Lem
----------------- 'CLOCK is what you make of it' -----------------
Distributed computing projects: www.nyx.net/~kpearson/distrib.html
Che non c'entra nulla, ovviamente, in quel contesto... Mi scuso.
luciana wrote:
> Altri esempi :
>
> Vittorio de Sica girò nel 1970 lo splendido film *I Girasoli* con Sophia
> Loren.
>
> Vincent Van Gogh dipinse parecchie versioni de *i girasoli*. _1
> Gustav Klimt : *il giardino dei Girasoli*_1
Su un muro della camera da letto ho un bel manifesto di un girasole dipinto
da Georgia O'Keefe (l'originale credo sia a Washington).
Ciao, Paronzini
> Su un muro della camera da letto ho un bel manifesto di un girasole
dipinto
> da Georgia O'Keefe (l'originale credo sia a Washington).
Penso che sia quello esposto al museo di Cleveland (Ohio).
Non mi risulta ne abbia dipinti altri.
http://www.clemusart.com/museum/collect/poster/okeeffe.html
Roger
"Emerenziano Paronzini" <eme...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:3A35E96C...@hotmail.com...
Veramente si parlava di *girasoli*, plurale.
"Roger" <ruf...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:aZ7Z5.79577$hk4.2...@news.infostrada.it...
> Su ICL si parla di girasole.
Interessante l'etimo di *girasole* ( Lem, aspettavo un tuo post in merito!).
Sostantivo composto da gira + sole.
*Gira*< *gire* < andare ( Cielo d'Alcamo, Dante _ gire, gìa, gìo, girei
etc._
dal latino *ire*: andare< radice indoeuropea *ie-*i.
La *g* dell'italiano deriva dalla 3^ persona pl. *eamus* per *imus*, latino
parlato *iamus*> italiano antico *giamo*, forma ormai desueta che sopravvive
solo in alcuni dialetti.
Quindi il *girasole* è un fiore che *va con il sole*, *va verso il sole*.
"Roger" <ruf...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:aZ7Z5.79577$hk4.2...@news.infostrada.it...
> Su ICL si parla di girasole.
> Qual è il suo plurale?
> È giusto dire "girasoli" come ha fatto .... [lasciamo indovinare a
Luciana]:
> "E i girasoli in cima ai lunghi steli sulfurei senza foglie portavano i
> larghi dischi non coronati di petali né carichi di semi, ma somiglianti
> nella lor nudità ad emblemi liturgici, a pallidi ostensorii d'oro." ?
> Roger
Amor vid'io, che fra' lucenti rami
de l'aurea selva sua, pur come sòle,
tendea mille al mio cor lacciuoli et ami,
e nel sol de le luci uniche e sole
intento, e preso dagli aurati stami
volgersi quasi un girasole il sole.
*Giovan Battista Marino*
Rime amorose
... come il suono
dei vespri, dopo mezzogiorno, al sole
nuovo d'aprile; ed alto, co' suoi capi
rotondi, d'oro, il grande girasole
ch'è sempre pieno del ronzìo dell'api!
*Giovanni Pascoli*
Primi poemetti
_L'Oliveta e l'Orto_
> > Su un muro della camera da letto ho un bel manifesto di un girasole
> dipinto
> > da Georgia O'Keefe (l'originale credo sia a Washington).
>
> Veramente si parlava di *girasoli*, plurale.
Ma a me andava nominare il mio bel manifesto, come Roger ha capito.
Ciao, Paronzini
Mi confondi, dimostrandomi una fiducia decisamente immeritata. :)
>Sostantivo composto da gira + sole.
>*Gira*< *gire* < andare ( Cielo d'Alcamo, Dante _ gire, gìa, gìo, girei
>etc._
>dal latino *ire*: andare< radice indoeuropea *ie-*i.
Non è ei-i?
Sanscrito: éti (va) imàh (andiamo)
Greco: êisi (va) ìmen (andiamo)
>La *g* dell'italiano deriva dalla 3^ persona pl. *eamus* per *imus*, latino
>parlato *iamus*> italiano antico *giamo*, forma ormai desueta che sopravvive
>solo in alcuni dialetti.
Uhm... hai ricordato perfettamente l'etimologia di 'gire' (cioè andare)[*],
ma non ritieni che girasole, più semplicemente, sia legato al verbo 'girare'?
'Girare' mi consta avere origine diversa.
Ricorderei, infatti, il greco gyros, da cui il latino gyrus (termine tecnico
dei cavallerizzi: gyrus dare, in gyros ire...), e quindi gyrare.
>Quindi il *girasole* è un fiore che *va con il sole*, *va verso il sole*.
Io ritengo che 'giri col sole', ovvero segua il sole col suo capolino (anzi,
capolone). Ciò mi sembrerebbe confermato dal suo sinonimo 'mirasole'.
[*]Particolaremente incerto, a quanto so, l'etimo di andare (la cui
comparsa, in Toscana, vien fatta risalire all'801).
Si ipotizza un latino ambitare (continuare ad andare in giro, frequentativo
di ambire, da cui ambito e ambizioso/ambizione, attraverso il significato
di 'brigare per ottenere' e, poi, 'aspirare ad onori').
Altrimenti, da ante dare (dare avanti, locuzione che acquisterebbe un senso
se confrontata con 'dar indietro').
Forse anche annare (andar per mare verso riva) ebbe una qualche influenza.
Il complemento alla coniugazione è dato da vadere, ire, ambulare.
Da un probabile viandare sarebbero nati viandante e via-vai.
>'Girare' mi consta avere origine diversa.
>Ricorderei, infatti, il greco gyros, da cui il latino gyrus (termine tecnico
>dei cavallerizzi: gyrus dare, in gyros ire...), e quindi gyrare.
Avrebbe la stessa etimologia "facciamoci un giretto"?
> >dal latino *ire*: andare< radice indoeuropea *ie-*i.
>
> Non è ei-i?
> Sanscrito: éti (va) imàh (andiamo)
> Greco: êisi (va) ìmen (andiamo)
Esatto, Lem. Ho scambiato le vocali!!!
*eo-ire* dal greco *eimi* dall'indoeuropeo * eimi*, sanscrito *emi*.
>
> >La *g* dell'italiano deriva dalla 3^ persona pl. *eamus* per *imus*,
latino
> >parlato *iamus*> italiano antico *giamo*, forma ormai desueta che
sopravvive
> >solo in alcuni dialetti.
>
> Uhm... hai ricordato perfettamente l'etimologia di 'gire' (cioè
andare)[*],
> ma non ritieni che girasole, più semplicemente, sia legato al verbo
'girare'?.
Bah...!
Potremmo discuterne.
*girasole* dal bizantino *heliotròpion*=helios+ trepein- che si volge
verso
il sole.
Ma il termine italiano non ha conservato nulla del'etimo greco, almeno
nella
forma.
Allora perché non farlo derivare da *ire*-*gire*?
>
> 'Girare' mi consta avere origine diversa.
> Ricorderei, infatti, il greco gyros, da cui il latino gyrus (termine
tecnico
> dei cavallerizzi: gyrus dare, in gyros ire...), e quindi gyrare.
Sì. Il greco *gyros* -giro, cerchio; *gyroo*: arrotondo, curvo,
attornio.
Può essere.
Ma tutte le ipotesi sono aperte.
--
lu.
*Porti sempre un libro con te, come una Sibylla* G. D'Annunzio, Notturno
http://web.tiscalinet.it/LucianaGrazioli
ODE A ROMA DORATA
O citta' nuova, ti balen'Amore,
l'arte t'annoda. Ci nuota, la sera,
Morte ideale. Vidi matto, ratto,
serrarti, Diva, i nitidi livelli
ma i lati d'Eva, no ! Nave d'Italia
mille vili ditini avidi trarre
sott'a'rottami di vela, e dietro
mare salato, unica donna: te !
Tra le romane l'abitavo, un attico....
Stefano
Roger.
Hai trovato un palěndromo, una frase che puň essere letta da sinistra o
da
destra.
Non si conosce l'autore...
In girum imus nocte, et consumimur igni.
En Amor, at si tenes, Ara, murorum ara senet ista, Romane!
Roma summus amor.
Subi dura a rudibus.
>
> ODE A ROMA DORATA
>
> O citta' nuova, ti balen'Amore,
> l'arte t'annoda. Ci nuota, la sera,
> Morte ideale. Vidi matto, ratto,
> serrarti, Diva, i nitidi livelli
> ma i lati d'Eva, no ! Nave d'Italia
> mille vili ditini avidi trarre
> sott'a'rottami di vela, e dietro
> mare salato, unica donna: te !
> Tra le romane l'abitavo, un attico....
>
>
> Stefano
Italia a sé fida i puri rami d'alloro corolla di mari rupi a difesa ai lati.
Roger
Roger wrote:
> Italia a sé fida i puri rami d'alloro corolla di mari rupi a difesa ai lati.
Ehm, molto più modestamente un mio vecchio numero di telefono (si parla di
quindici anni fa) era palindromo. Riuscivo così a farlo memorizzare molto
facilmente anche a chi incontravo sul tram... eheheheh...
P.
Belli i giochi di parole!
Eccone un'altra versione, verso esametro palindromico:
IN GIRUM IMUS NOCTE, ECCE, ET CONSUMIMUR IGNI.
Leggo e riporto:
La frase è il lamento delle anime infernali o forse delle falene...
Bellissimo anche questo anagramma:Gesù non rispose alla domanda di
Pilato "QUID EST VERITAS?"
perché la risposta era già contenuta nella domanda: "EST VIR QUI
ADEST"...
lu.
Iiiiih!... Roger!... Un palindromo!
Io ne scrissi due (corti, però) - a settembre - nell'ore "buche" di scienze
bio-chimiche:
-Prezzo della celebrità-
Onori, parole;
e lo rapirono.
-Caro benzina-
E vergogna, IP!
Piango greve.
r.
> -Prezzo della celebrità-
> Onori, parole;
> e lo rapirono.
>
> -Caro benzina-
> E vergogna, IP!
> Piango greve.
Clap, clap, clap.
Roger
Grazie! grazie!
r.