Non bisogna usare congiuntivo e poi condizionale quando si comincia
una frase con se? Insomma quando bisogna esprimere una possibilità,
una probabilità?
ES. Se fossi sposato, fuggirei. Questo so che è giusto ma nella prima
frase non capisco dove sia l'errore. Daltronde l'italiano NON deve
suonare bene, ma essere corretto, quindi a chi mi saprà dare una
spiegazione gliene sarò grato. :)
Marco.
Ciao a tutti
Ho una frase che mi crea dei dubbi, è giusto dire:
Se lo facessi ora è come se perderei dei soldi.
oppure come mi è stato corretto per via della consecùtio tèmporum:
Se lo facessi ora è come se perdessi dei soldi
Non bisogna usare congiuntivo e poi condizionale quando si comincia
una frase con se? Insomma quando bisogna esprimere una possibilità,
una probabilità?
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Se lo facessi ora sarebbe come se perdessi dei soldi.
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ES. Se fossi sposato, fuggirei. Questo so che è giusto ma nella prima
frase non capisco dove sia l'errore. Daltronde l'italiano NON deve
suonare bene, ma essere corretto, quindi a chi mi saprà dare una
spiegazione gliene sarò grato. :)
Marco.
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Se SUONA bene è anche corretto.
Certo che un po' di orecchio musicale ci vuole.
Bruno
capito come funziona?
<sr...@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:64350516-fddd-48c1...@j22g2000hsf.googlegroups.com...
1) Se lo facessi ora perderei dei soldi.
2) Se lo facessi ora sarebbe come se perdessi dei soldi.
La 1 è un periodo ipotetico con se + cong. e la reggente al condizionale.
La 2 è lo stesso fino a sarebbe (se lo facessi --> sarebbe una perdita),
"come se perdessi" è un'altra proposizione (qualche autore la chiama
comparativa di analogia) che vuole il congiuntivo.
"Se lo facessi ora è come se perdessi dei soldi" è colloquiale (ormai si
sente di tutto) ma non corretta come la 2.
k
> Per contare, conta eccome. Solo che bisogna avercelo :-)))))
Questo è giusto, anzi sacrosanto, ma non mi pare che nel caso posto da Marco
l'orecchio musicale c'entri molto.
E' una questione di sintassi, dunque di logica e di studio, più che di
musicalità: si tratta di un periodo ipotetico in cui c'è la classica protasi
("se lo facessi"), ma l'apodosi ("è") è espressa in modo colloquiale (con
l'indicativo, invece del condizionale, come ha spiegato Bruno) per dare più
forza e attualità al discorso.
L'ultimo segmento di frase, introdotto dal "come se", è una comparativa
ipotetica e come tale vuole anch'essa il congiuntivo imperfetto.
Eh, brutta bestia, l'italiano...
Ciao.
Epimeteo
---
"Come se non fosse stato mai amore":
http://www.youtube.com/watch?v=kzM4rCF8FHw
(cit. ipotetica, ma scusate gli strilli)
> Eh, brutta bestia, l'italiano...
Siamo fortunati a non essere russi: hanno la declinazione con lo
strumentale, il locativo, il prepositivo...
E anche a non essere cinesi.
--
Oudépote anégnote en taîs grafaîs, líthon hòn apedokímasan hoi
oikodomoûntes hoûtos egenéthe eis kefalèn gonías: parà Kuríou egéneto
haúte, kaì éstin thaumastè en ofthalmoîs hemôn? (Mt 21:42)
> Questo è giusto, anzi sacrosanto, ma non mi pare che nel caso posto da
> Marco
> l'orecchio musicale c'entri molto.
> E' una questione di sintassi, dunque di logica e di studio, più che di
> musicalità: si tratta di un periodo ipotetico in cui c'è la classica
> protasi
> ("se lo facessi"), ma l'apodosi ("è") è espressa in modo colloquiale (con
> l'indicativo, invece del condizionale, come ha spiegato Bruno) per dare
> più
> forza e attualità al discorso.
> L'ultimo segmento di frase, introdotto dal "come se", è una comparativa
> ipotetica e come tale vuole anch'essa il congiuntivo imperfetto.
>
> Eh, brutta bestia, l'italiano...
E tu capisci che "Se lo facessi ora è come se..." è una gran cazzata
in base alla sintassi, alla protasi e all'apodosi?
Io lo rilevo icto auris.
Una visita otorino no?
Bruno
>>Questo è giusto, anzi sacrosanto, ma non mi pare che nel caso posto da
>>Marco
>>l'orecchio musicale c'entri molto.
>>E' una questione di sintassi, dunque di logica e di studio, più che di
>>musicalità: si tratta di un periodo ipotetico in cui c'è la classica
>>protasi
> Indubbiamente hai ragione, ma ciò che intendevo dire con la mia
> facezia era che questo simpatico "orecchio musicale" si può "affinare"
> con la logica e lo studio che citi, e quindi identificare
> immediatamente, "a orecchio", che una consecutio temporum è errata
> semplicemente perché "ti suona male". Poi, alla domanda sul "perché"
> sia sbagliata, allora si fornisce la tua giustissima spiegazione.
> In altre parole, è proprio avendo studiato che si acquisisce, magari
> anche a livello inconscio, quell'orecchio che ti fa dire che una
> singola parola o un intero periodo è giusto o sbagliato: era, insomma,
> una bonaria presa in giro rivolta all'amico Marco, che sosteneva non
> importare cosa suoni bene o meno bene, ma cosa sia corretto o meno. Il
> senso era che se ti "suona bene" ma è sbagliato, vuol dire che nel tuo
> orecchio c'è qualcosa che non funziona :-)
Parli come un libro stampato! che *più meglio* non si può!
Infatti se ti suona bene ma è sbagliato vuol proprio dire che
nel tuo orecchio qualcosa non funziona.
Bruno
> E tu capisci che "Se lo facessi ora è come se..." è una gran cazzata
> in base alla sintassi, alla protasi e all'apodosi?
> Io lo rilevo icto auris.
> Una visita otorino no?
EH?
CHE HAI DETTO?
Epi
---
"... te ci hanno mai mannato a quer paese,
sapessi già la gente che ce sta,
er primo cittadino è amico mio,
tu dije che te ci ho mannato io...
E va' e va',
va' avanti tu
che adesso ci ho da fa'..."
(cit. di Sordi)