Grazie a chi saprà illuminarmi.
Saluti.
# Aver diritto di" o anche "aver diritto a"?
Hai diritto di lavorare, di esprimerti liberamente e di telefonare
all'avvocato.
Hai diritto all'assistenza medica gratuita e al patrocinio legale.
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
> 1-Ho notato che in ambito giuridico esistono due tipi di costrutti legati
al
> verbo "diffidare" ovvero "diffidare qualcuno dal fare qualcosa" o
"diffidare
> qualcuno a non fare qualcosa". Sono entrambe corrette?Quale e' quella
> preferibile?
In gergo giuridico (soprattutto) si dice anche "diffidare qualcuno a fare
qualcosa"
("diffidare" viene da "disfidare", "sfidare").
> 2-La locuzione "aver diritto" regge solamente la preposizione "di" oppure
> anche la "a"?"Aver diritto di" o anche "aver diritto a"?
Avere diritto di fare qualcosa o avere diritto a qualcosa.
> 3-Ho letto da qualche parte "intervento risolutivo" in riferimento ad un
> intervento in una questione con l'effetto di risolverla, e mi e' sorto un
> dubbio:
> Se avessi trovato scritto "intervento risolutore", sarei stato davanti ad
un
> errore?
Dipende da quello che vuoi dire. Se intendi "personificare" l'intervento
stesso, puoi dire che è stato lui (esso) a risolvere la questione; in
effetti,
sappiamo benissimo che si tratta di una metonimia, di una sostituzione,
insomma, tra il soggetto e l'oggetto untilizzato per portare a termine
l'azione. Un po' come dire "la pistola che ha ucciso la vittima...", quando
ad uccidere è stato chi ha premuto il grilletto.
--
Er Roscio.
Salve!
"Diffidare Eusebio dall'avvicinarsi a Euridice", significa che, se
s'avvicina, per lui sono guai.
"Diffidare Artemio dal non presentarsi in aula" significa che, se
non si presenta, per lui sono guai.
Se vuoi che qualcuno NON faccia qualcosa, lo diffidi dal fare quella
cosa. Se vuoi che qualcuno faccia qualcosa, lo diffidi dal NON fare
quella cosa.
>2-La locuzione "aver diritto" regge solamente la preposizione "di" oppure
>anche la "a"?"Aver diritto di" o anche "aver diritto a"?
Le regge entrambe, a seconda dei casi.
Davanti ai verbi, troviamo quasi sempre /di/.
Davanti ai sostantivi, troviamo /di/ oppure /a/: aver diritto di
precedenza, di voto, di asilo, d'opzione, d'autore, di passaggio...
aver diritto alla propria parte, all'eredità, al risarcimento, alla
vita...
Occhio: soprattutto quando troviamo /di/ davanti ad un sostantivo,
non direi che la locuzione sia "aver diritto", bensì "diritto
di...". Intendo:
"aver diritto_di_asilo", e non certamente "aver_diritto di asilo".
>3-Ho letto da qualche parte "intervento risolutivo" in riferimento ad un
>intervento in una questione con l'effetto di risolverla, e mi e' sorto un
>dubbio:
>Se avessi trovato scritto "intervento risolutore", sarei stato davanti ad un
>errore?
No.
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
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Salve!
"Diffidare Eusebio dall'avvicinarsi a Euridice", significa che, se
s'avvicina, per lui sono guai.
"Diffidare Artemio dal non presentarsi in aula" significa che, se
non si presenta, per lui sono guai.
Se vuoi che qualcuno NON faccia qualcosa, lo diffidi dal fare quella
cosa. Se vuoi che qualcuno faccia qualcosa, lo diffidi dal NON fare
quella cosa.
Esiste poi la cosiddetta "diffida AD adempiere" (art. 1454cc) (colla
quale si intima di adempiere), che possiamo parafrasare "diffida dal
non adempiere".
>2-La locuzione "aver diritto" regge solamente la preposizione "di" oppure
>anche la "a"?"Aver diritto di" o anche "aver diritto a"?
Le regge entrambe, a seconda dei casi.
Davanti ai verbi, troviamo quasi sempre /di/.
Davanti ai sostantivi, troviamo /di/ oppure /a/: aver diritto di
precedenza, di voto, di asilo, d'opzione, d'autore, di passaggio...
aver diritto alla propria parte, all'eredità, al risarcimento, alla
vita...
Occhio: soprattutto quando troviamo /di/ davanti ad un sostantivo,
non direi che la locuzione sia "aver diritto", bensì "diritto
di...". Intendo:
"aver diritto_di_asilo", e non certamente "aver_diritto di asilo".
>3-Ho letto da qualche parte "intervento risolutivo" in riferimento ad un
>intervento in una questione con l'effetto di risolverla, e mi e' sorto un
>dubbio:
>Se avessi trovato scritto "intervento risolutore", sarei stato davanti ad un
>errore?
No.
Le due costruzioni hanno significato opposto: la diffida è un atto con il
quale si intima a qualcuno di tenere un comportamento, che può consistere in
un _facere_ (la classica diffida ad adempiere: non hai pagato la bolletta e
ti arriva una lettera minacciosa in cui la società dei telefoni ti invita a
pagare entro tot giorni) o in un _non facere_. La lingua comune conosce, mi
pare, soltanto il significato "in negativo" ("ti diffido dal fare"), ma nel
linguaggio giuridico l'espressione è di gran lunga più frequente nell'altro
modo.
: 2-La locuzione "aver diritto" regge solamente la preposizione "di"
: oppure anche la "a"?"Aver diritto di" o anche "aver diritto a"?
Non è tanto la locuzione, qunto il sostantivo "diritto" che regge il
complemento di specificazione, ovvero una frase subordinata, come si vede
bene dagli esempi di Father McKenzie.
: 3-Ho letto da qualche parte "intervento risolutivo" in riferimento ad
: un intervento in una questione con l'effetto di risolverla, e mi e'
: sorto un dubbio:
: Se avessi trovato scritto "intervento risolutore", sarei stato
: davanti ad un errore?
Anche qui c'entra, indirettamente, il diritto; brevemente, ai negozi
giuridici (tra cui i contratti) può essere apposta una condizione: un
avvenimento futuro e incerto (l'esempio dei romani era "si navis ex Asia
venerit"), dal quale le parti fanno dipendere l'efficacia (condizione
sospensiva: il contratto non produce effetti fino a che l'evento non si sia
verificato) o la risoluzione (condizione risolutiva: all'avverarsi della
condizione gli effetti del contratto vengono meno) del contratto.
In questo senso "risolutivo" è poi passato al linguaggio comune, come
aggettivo. "Risolutore" (che io non ho mai sentito) dovrebbe invece essere
un sostantivo, con la desinenza di agente.
: Grazie a chi saprà illuminarmi.
Illuminato?
Ciao
jacopo
--
www.ordet.it
icq 62018455
: Non è tanto la locuzione, qunto il sostantivo "diritto" che regge il
: complemento di specificazione, ovvero una frase subordinata, come si
: vede bene dagli esempi di Father McKenzie.
Leggendo l'intervento di Ghost mi sono reso conto che la mia considerazione
era incompleta; quando "diritto" regge un sostantivo (non una subordinata),
la preposizione può essere "di" ovvero "a".
Normalmente "di" indica il contenuto del diritto (e.g. diritto di
proprietà), "a" indica l'oggetto del diritto (e.g. diritto al risarcimento).
Così il diritto di voto è diverso dal diritto al voto: il primo è l'astratta
facoltà che è riconosciuta al soggetto, di esprimere la propria volontà nei
modi previsti; il secondo è la pretesa del soggetto di esercitare tale
facoltà.
La preposizione "a" mi sembra indicare un oggetto tendenziale, una
situazione cui il titolare del diritto tende, ma che non ha ancora
raggiunta.