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* Who wants to live forever, when love must die? *
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La Y e` una semivocale.
La J era inizialmente una vocale, una variante della I. Poi nel 17th secolo
divento` una consonante. Io parlo per l'inglese pero`, non so se si siano
messi d'accordo tutti. In inglese ha il suono di una affricata (sp?
affricate) sonora.
la W e` un'altra semivocale.
In Anglo-Saxone era scritta come 'u' o 'uu' fino a circa il 900, poi con
...urk...come lo faccio ora il (lo?) wen? quella specie di P...'nsomma,
quello dell'alfabeto runico. Non avendo pace, in seguito (XI sec) gli scribi
normanni sostituirono lo wen con 'vv'.
(Approfitto: volevo dire che davanti ad una vocale la W e` una 'continuant'
in Inglese, come si dicono 'continuant' e 'stop' in Italiano?)
Questo e` quello che hanno insegnato a me.
ciao,
Janis
> non ricordo di aver mai sentito a scuola una
> definizione della differenza fra vocale e consonante.
E` tardi e non avevo visto questa parte della domanda.
Sempre quello che so io, poi i linguisti ti risponderanno per bene:
La vocale e` tradizionalmente definita come un suono caratterizzato dal
fatto che il passaggio dell'aria dalla faringe alla cavita` orale avviene in
maniera continua e (apparentemente) senza ostacoli che possano creare una
frictione locale.
La 'a' e` la vocale che piu` risponde a questa definizione. Successivi
interventi 'anteriori' caratterizzano il passaggio alla 'e' e alla 'i', e
posteriori quelli da 'a' vero 'o' e 'u'.
[Ci sono anche le miste, ma non incasiniamoci ora...:)]
Mano a mano che le vocali diventano chiuse (=si allontanano maggiormente
dalla 'a'), si avvicinano sempre piu` alle consonanti.
Nei gruppi 'ia' e 'ua' la 'i' e la 'u' perdono l'autonomia sillabica e
possono essere considerate consonanti (Ah gia`...mi ero scordata di dirti
che le vocali hanno autonomia sillabica...so` quasi le due di notte...).
Sulle consonanti c'e` tantissimo da dire... Pistone ci dira` se sono nelle
FAQ cosi` non faccio una fatica inutile. :)
Le consonanti domani allora, ok?
Altro che domanda stupida! Sai quanta gente non conosce queste cose! :)
ciao,
Janis
Semivocali (o semiconsonanti, a seconda che tu sia ottimista o pessimista)
.mau.
> > Domandina.... Cosa sono Y e J ? Vocali? Consonanti?
>
Grafoconsonanti a tutti gli effetti. Separare sempre il livello grafico da
quello fonemico/fonetico! Iin molte lingue, J e Y si trovano anche dopo vocale :
"May", "Krajcek". Queste possono esser considerate (?) consonanti /aj/,
realizzate però sempre con dei segmenti vocoidi ([ai] o simili) formando dei
veri dittonghi. Notare che anche in questo caso si tratta sempre di fonemi
asillabici.
>
> La Y e` una semivocale.
Il termine "semivocale" è in disuso perché non ha nessun fondamento scientifico.
/j/ e /w/ sono consonanti approssimanti, come anche /h/. Venivano un tempo
definite semivocali in virtù della loro "vocalicità" e in effetti sono molto
simili a delle vocali. Ma lo sono anche le nasali, le vibranti e le laterali...
> La J era inizialmente una vocale, una variante della I.
Eh no! La "J, j"e la "V, v" furono inventate da Pierre de la Ramée (Petrus
Ramus) per precisare la pronuncia *consonantica* /j/ e /w/ delle "I, i" e delle
"V, u" latine!
> 17th secolo
Lapsus anglofilo?
>
> divento` una consonante. Io parlo per l'inglese pero`, non so se si siano
> messi d'accordo tutti.
In nessuna lingua "J" è una vocale. Il grafema "J" è /dZ)/ in inglese, /Z/ in
francese, /x/ in spagnolo, /j/ in tedesco e nelle lingue slave (in quest'ultime
c'è il caso posvocalico, un po' dubbio).
> In inglese ha il suono di una affricata (sp?
> affricate) sonora.
La definizione corretta è "consonante semiocclusiva postalveo-palato-labiale
sonora /dZ/ realizzata spesso con un contoide semiocclusivo
postalveo-palato-labiale sonoro [dZ)] e nel caso /ndZ)/ anche con un contoide
costrittivo postalveo-palato-labiale sonoro [Z].
>
>
> la W e` un'altra semivocale.
> In Anglo-Saxone era scritta come 'u' o 'uu' fino a circa il 900, poi con
> ...urk...come lo faccio ora il (lo?) wen? quella specie di P...'nsomma,
> quello dell'alfabeto runico.
Ti riferisci forse al "þ" il thorn? A quanto ne so io voleva dire "th".
> Non avendo pace, in seguito (XI sec) gli scribi
> normanni sostituirono lo wen con 'vv'.
>
> (Approfitto: volevo dire che davanti ad una vocale la W e` una 'continuant'
> in Inglese, come si dicono 'continuant' e 'stop' in Italiano?)
Il fonema /w/ è una consonante approssimante velo-labiale sonora realizzata con
un contoide analogo. Non sempre però il grafema <W> sta per /w/: vedi "who"
/'hu:/, "whole" /'h@Ul/. In questi casi <W> sta per "nessun fonema"!
Paolo
Claudia
| Grafoconsonanti a tutti gli effetti.
...
| Il termine "semivocale" è in disuso perché non ha nessun fondamento
scientifico.
Paolo, ma allora esiste una definizione "scientifica" di vocale e
consonante? Il mio cognome si legge DEIUDICIBUS, ovvero la J si legge I.
Perchè non posso considerarla una vocale? Cos'è UNA VOCALE?
Cioč la R del fenicio e del greco arcaico?
DdJ
Ma allora perchè la Y e la J (in italiano, non in inglese) non sono vocali.
La pronuncia è quella di una I!
DdJ
> Credo che si riferisca alla "wynn", il segno derivato dalle rune che
> assomiglia a una P (sostituendo il semicerchio con un triangolo, più o
> meno).
Ok, l'ho trovato sul font (la fonte?) Junius, per l'antico inglese. Nulla a che
vedere con il thorn, ovviamente.
Paolo
Il tuo cognome si legge /deju'ditS)ibus/ foneticamente [deju'di:tS)ibus:].
> Perchè non posso considerarla una vocale? Cos'è UNA VOCALE?
"Vocale" è qualsiasi fonema (= entità distintiva) articolato perlopiù in
modo vocoide (anche se può esserci in determinate posizioni una variante
combinatoria contoide).
"Consonante" è qualsiasi fonema articolato perlopiù in modo contoide (anche
se può esserci in determinate posizioni una variante combinatoria vocoide).
Un vocoide è un fono (= suono prodotto dall'apparato fonatorio) prodotto
dall'aria che non incontra nessun'ostruzione tra gli organi fonatori (a
parte le pliche o corde vocali) né restringimenti tali da produrre frizione,
mentre la posizione articolatoria è mantenuta abbastanza a lungo da rendere
stabile e chiaramente percepibile (e prolungabile) il suono caratteristico
che, in pratica, dipende soprattutto dal grado di sollevamento e di
avanzamento della lingua e dell'arrotondamento delle labbra. Ci sono poi
caratteristiche secondarie come nasalizzazione, rotacizzazione ecc.
Un contoide è un fono che non ha caratteristica vocoide. Quindi sono
articolazioni che bloccano completamente il passaggio dell'aria (occlusivi),
a intervalli (vibranti), parzialmente (laterali), che fanno uscire l'aria
dal naso anziché dalla bocca (nasali), che provocano una frizione notevole
(costrittivi) o appena percepibile (approssimanti).
Paolo
| Un vocoide è un fono (= suono prodotto dall'apparato fonatorio) prodotto
| dall'aria che non incontra nessun'ostruzione tra gli organi fonatori (a
| parte le pliche o corde vocali) né restringimenti tali da produrre
frizione,
| mentre la posizione articolatoria è mantenuta abbastanza a lungo da
rendere
| stabile e chiaramente percepibile (e prolungabile) il suono caratteristico
| che, in pratica, dipende soprattutto dal grado di sollevamento e di
| avanzamento della lingua e dell'arrotondamento delle labbra. Ci sono poi
| caratteristiche secondarie come nasalizzazione, rotacizzazione ecc.
Molto chiaro. Resta un punto... Lo stesso carattere ha pronuncie differenti
in differenti lingue. Corrisponde cioè a differenti suoni. La J, ad esempio,
può essere letta come I o come G (più o meno). Nel primo caso, per
pronunciarla, uso un vocoide, nel secondo un contoide. Da qui risulterebbe
impossibile associare ad un carattere una caratterizzazione vocalica o
consonantica univoca. O no?
> Da qui risulterebbe
> impossibile associare ad un carattere una caratterizzazione vocalica o
> consonantica univoca. O no?
Verissimo. In latino il grafema <Y> stava per /y/ ed era esclusivamente vocale.
In molte lingue moderne indica o la consonante /j/ oppure una /i/ asillabica
(due fonemi simili ma non uguali) e quindi il suo status è un po' incerto. Viene
considerata spesso (grafo)consonante in virtù della sua asillabicità.
Paolo
> Ma allora perchč la Y e la J (in italiano, non in inglese) non sono
vocali.
> La pronuncia č quella di una I!
Sě, ma č una I consonante :).
Il suono che tu chiami I, dal punto di vista fonetico puň essere realizzato
in due modi distinti: /i/ e /j/. Il primo č il suono vocalico della I di
Imola, il secondo č il suono consonantico che trovi nel tuo cognome... se
fai attenzione noterai che nella pronuncia della J di Judicibus avvicini
particolarmente la lingua al palato, ben piů che nella I di Imola... fa' una
prova :)
Saluti
--
Wilmer Ricciotti
wi...@tin.it
Claudia
E' vero. Ma allora la I in giustizia, od in chiurlo? Anche lì avvicino la
lingua al palato come correttamente hai fatto notare.
> E' vero. Ma allora la I in giustizia, od in chiurlo? Anche lě avvicino la
> lingua al palato come correttamente hai fatto notare.
Infatti: /dZ)us'tits)ts)ja/, /'kjurlo/
Anche lě č consonante!
Potremmo scriverle anche *giustizzja e *chjurlo!
Ciao,
Paolo