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La "gorgia" toscana e il sostrato etrusco (Era: habitanti havendo)

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Riccardo Venturi

unread,
Jun 23, 1999, 3:00:00 AM6/23/99
to

Iohannes Drogo scripsit:

>Quanto entra nella aspirazione nel latino l'uso etrusco poi toscano di
>aspirare la C ?

Sull'origine della cosiddetta "gorgia toscana" (quella che viene
comunemente chiamata la " h aspirata") le teorie sono diverse e
contrastanti.

Innanzitutto è necessario enunciare e circoscrivere geograficamente
tale fenomeno fonetico. Si tratta della spirantizzazione delle sorde
intervocaliche [ k ] [ p ] [ t ] >> [ h ] [ ph ] [ th ]; tale fenomeno
ha anche valenza morfosintattica, in quanto si verifica anche in
formula iniziale nelle medesime condizioni [< la casa> /la'hasa/, <una
pera> /una'phera/, <la tavola> /la'thavola/ ]. Il fenomeno è
neutralizzato ovviamente dal raddoppiamento sintattico: <a casa>
/a'kkasa/, <fa tardi> /fa'ttardi/.
Nel territorio toscano esistono varie aree di spirantizzazione; quella
in cui si ha la serie completa corrisponde (v. Merlo, ID, III, 1927)
grosso modo alla provincia di Firenze e a ristrette aree delle
provincie di Siena, Arezzo, Pistoia e Pisa (con estensione del
fenomeno anche alla dentale sonora [ d ]: <due donne> /du'dhonne/ e
con la bilabializzazione della labiale sonora [ b ]: <la balla>
/la'bhalla/. Nei rimanenti dialetti toscani, la spirantizzazione
avviene invece solo per la gutturale sorda [ k ], nelle modalità
consuete nel lucchese urbano e di costa e con scomparsa totale nel
pisano urbano e rustico e nel livornese (con conseguente coacervo di
fonemi vocalici anche identici): <la casa> / la'asa /, <una cacata>
/'na'a'ata/ -mi si perdoni l'esempio decisamente volgare ma
decisamente interessante dal punto di vista fonetico. Nel livornese
cittadino, nelle medesime condizioni fonetiche, la labiovelare sorda
/ kw / passa a / v /: <I Quattro Mori> / i 'vattro 'mori/, <di questo
coso> / di 'vesto 'oso/.
Il resto dei dialetti toscani non presenta alcun fenomeno di
spirantizzazione (restano quindi escluse tutta la provincia di Massa
Carrara -dove si parlano in gran parte dialetti liguri o emiliani-,
quasi tutta la provincia di Grosseto, la maggior parte della provincia
di Arezzo -che non presenta il raddoppiameto sintattico- e la parte
meridionale della provincia di Siena).

È noto che il sistema fonologico dell'Etrusco possedeva le tre
spiranti sorde [ kh ] [ ph ] [ th ], esattamente quelle ancora
presenti nell'area della "gorgia" completa: <zikhukhe> "scrisse",
<Cluthumustha>"Clitennestra", <phersu> "personaggio teatrale,
maschera" (> latino < persona >).

Il primo studioso che mise in relazione la "gorgia toscana" con il
sostrato etrusco fu il tedesco Heinrich Nissen (1839-1912) nel suo
volume "Italische Landeskunde" (1883). Tra gli studiosi italiani che
accettarono tale ipotesi segnaliamo Clemente Merlo. In effetti si
tratta di un'ipotesi suggestiva, ma che non si basa su fatti certi.
Nel 1930, Gerhard Rohlfs confutò tale teoria basandosi principalmente
su tre fatti:

1) L'evoluzione fonetica di parole come <PACE-> <NUCE-> dà nei
dialetti toscani / 'pac'e / / 'noc'e/. Se si trattasse di un fenomeno
antico, risalente al sostrato etrusco e quindi ad un periodo in cui
sicuramente i termini latini conservavano la pronuncia della gutturale
sorda / pake-/ /nuke-/ (si veda quanto accade ad es. in sardo
nuorese-bittese e nei più antichi latinismi nel basco), si sarebbe
dovuto avere */ 'pahe/ */'nohe/.

2) In Corsica, dove la penetrazione toscana è antichissima (i dialetti
còrsi sono fondamentalmente di tipo toscano con particolare vicinanza
al pisano arcaico e ai dialetti elbani), non v'è alcuna traccia di
spirantizzazione.

3) L'area della "gorgia" esclude la maggior parte dell'Etruria
storica. Non si riesce quindi a capire come mai il sostrato etrusco
non avrebbe dovuto agire anche sui dialetti parlati in tale area.

In conclusione, la "gorgia toscana" è probabilmente un fenomeno
morfofonetico sviluppatosi autonomamente nel latino volgare e nei
dialetti di un'area corrispondente a meno della metà dell'Etruria
storica, e la spirantizzazione completa avviene in un'area ancor più
limitata, gravitante grosso modo attorno all'importantissimo centro di
Fiesole (Faesulae). Certo è che, a mio parere, l'influsso del sostrato
etrusco non può comunque ancora essere scartato a priori.
Non conosciamo d'altronde nulla della possibile frammentazione
dialettale dell'Etrusco, e sui possibili influssi che un dato dialetto
etrusco avrebbe potuto avere sui volgari latini parlati nella zona, e
la stessa serie delle spiranti è del tutto "fluttuante" a seconda
delle iscrizioni rinvenute in una zona o in un'altra.

> Riccardo Venturi <05868...@iol.it>
> Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
> So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)

pol

unread,
Jun 23, 1999, 3:00:00 AM6/23/99
to

Riccardo Venturi <05868...@iol.it> wrote in message
3770abf8...@news.iol.it...

>
> Iohannes Drogo scripsit:
>
> >Quanto entra nella aspirazione nel latino l'uso etrusco poi toscano di
> >aspirare la C ?
>
> Sull'origine della cosiddetta "gorgia toscana" (quella che viene
> comunemente chiamata la " h aspirata") le teorie sono diverse e
> contrastanti.
>
> Innanzitutto č necessario enunciare e circoscrivere geograficamente

> tale fenomeno fonetico. Si tratta della spirantizzazione delle sorde
> intervocaliche [ k ] [ p ] [ t ] >> [ h ] [ ph ] [ th ]; tale fenomeno
[...]
> > Riccardo Venturi <05868...@iol.it>

lezione interessantissima!
grazie.
(di questi interventi ne occorrerebbero di piů, spesso il tono del NG č un
po' basso)

paolo c.

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