la s di sangue è /s/
la s di rosa è /z/ (per i non meridionali ;-)
la z di pazzo è /ts/ (se geminata, come in questo , /tts/ )
la z di zorro è /dz/
non servono caratteri unicode particolari
controlla la tabella dell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) in
http://en.wikipedia.org/wiki/International_Phonetic_Alphabet
le z di pazzo e zorro non sono foni a sè stanti, ma sono affricate
quindi composte dall'unione di due foni diversi /t/ per la sorda /d/
per la sonora.
d
>On Jan 4, 12:00 am, mal...@scotlandmail.com wrote:
>> Quali sono i simboli UNICODE utilizzabili in italiano per s e z sonora
>> e dolce? I dizionari sono eterogenei nelle scelte di questi
>> caratteri, alcuni dei quali non corrispondono a UNICODE (ad es. lo
>> Zingarelli ha la z sonora con il puntino sotto, simbolo che in
>> UNICODE non trovo)
la s di sangue =E8 /s/
la s di rosa =E8 /z/ (per i non meridionali ;-)
la z di pazzo =E8 /ts/ (se geminata, come in questo , /tts/ )
la z di zorro =E8 /dz/
Ciao. Imes (continuo nella prossima)
>
Omissis (già citate nella precedente)
>non servono caratteri unicode particolari
>controlla la tabella dell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) in
>http://en.wikipedia.org/wiki/International_Phonetic_Alphabet
>
>le z di pazzo e zorro non sono foni a sè stanti, ma sono affricate
>quindi composte dall'unione di due foni diversi /t/ per la sorda /d/
>per la sonora.
>
>d
Possiamo assicurare alla nostra affezionata clientela un servizio
veloce e competente, anche in orario notturno.
Vedi malcom-romanov 4-1-09 ore 0.00 e 4-1-09 ore 2.02.
Ciao. Imes
Zingarelli non fornisce la trascrizione fonetica dei lemmi (salvo in
casi particolari) utilizza invece il puntino che dici per le
sonorizzazioni di s e z. Se devi effettivamente trascrivere una parola
mi associo nel consigliare l'IPA, altrimenti il puntino dovresti
poterlo aggiungere con word, o almeno credo, visto che non uso word. :P
> sonorizzazioni di s e z. Se devi effettivamente trascrivere una parola
> mi associo nel consigliare l'IPA, altrimenti il puntino dovresti
> poterlo aggiungere con word, o almeno credo, visto che non uso word. :P
Grazie!
Ecco, questo è proprio il problema: non volevo trascrivere in IPA le s
e le z di una parola lasciando caratteri normali per le altre, ma fare
esattamente ciò che fa lo Zingarelli (si tratta appunto di un db
dizionario a scopo didattico) e la mia domanda nasce dal fatto che mi
sembra non ci sia un vero standard, perché dizionari diversi usano
caratteri diversi.
Indubbiamente sarebbe più corretto scrivere tutto in IPA, ma il mio
utente finale non capirebbe nulla.
Il set di caratteri UNICODE comprende anche IPA, quindi potrei
rassegnarmi a utilizzarli per s e z, come suggerite voi.
Malcom
Per la cronaca anche il mio shogakukan italiano-giapponese e viceversa
utilizza il "sistema Zingarelli".
Comunque non essendo a quanto pare una regola puoi sempre usare, come
fa wikipedia (http://eml.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Convenzioni), s
e z puntate sopra invece che sotto (che a questo punto dovrebbero
essere unicode), specificando in nota la "regola" come del resto fa
Zingarelli per il punto sotto.
Ma questa sarebbe una tavanata! In IPA si trascrive o tutta la parola
o niente.
> ma fare
> esattamente ciò che fa lo Zingarelli (si tratta appunto di un db
> dizionario a scopo didattico) e la mia domanda nasce dal fatto che mi
> sembra non ci sia un vero standard,
Infatti non c'è alcuno standard, né vero né falso... Puoi adottare
qualsiasi convenzione ti salti in mente (come per esempio usare il
corsivo o la sottolineatura), a patto di spiegarla a chi dovrà usarla.
Se vuoi adottare la stessa convenzione dello Zingarelli (che ha il
vantaggio di essere ben nota, e anche comunemente usata nella
dialettologia italiana), i caratteri Unicode necessari sono questi:
- U+0323 Puntino singolo sotto la lettera
̤- U+0324 Puntino doppio dopo la lettera
Se ricordo bene, lo Zingarelli usa il puntino singolo dopo le "s" e
"z" indica la pronuncia sonora (es. "rosa"), quello doppio la
pronuncia a piacere (es. "casa", che ha la "s" sorda a Firenza ma
sonora a Milano e Roma) e l'assenza di puntino la pronuncia sorda (es.
"sole").
Ovviamente, i puntini sotto la "s" sono necessari solo quando la
lettera è fra due vocali; quelli sotto la "z" sono invece necessari
sempre.
Per il puntino singolo, hai anche le combinazioni già pronte con S e
Z:
U+1E62: S mainuscola
U+1E63: S minuscola
U+1E92: Z maiuscola
U+1E93: Z minuscola
--
Cingar
> la mia domanda nasce dal fatto che mi
> sembra non ci sia un vero standard, perché dizionari diversi usano
> caratteri diversi.
Infatti lo standard sarebbe l'IPA o il Sampa.
Però poche persone li sanno leggere, per questo che i dizionari non hanno mai
avuto il coraggio di trascrivere in IPA tutto il lemmario
Inoltre posso dire che è un lavoro da fare venire pazzi (io l'ho fatto).
In effetti essendo l'italiano piuttosto coerente evidentemente non se
ne è sentita la necessità, a differenza ad esempio dell'inglese.
Il fatto che in pochi lo sappiano leggere non mi pare una motivazione
plausibile, anche perché una persona che conosce l'italiano può
tranquillamente desumere la lettura dagli altri lemmi noti.
Un altro motivo che a prima vista può sembrare idiota ma che non lo è
affatto è l'aumento in lunghezza del dizionario, e se si pensa alla
quantità di copie che vende uno Zingarelli il corrispettivo in termini
di spesa/guadagno non è da poco.
[Chiedo scusa, ma devo tagliare, malvolentieri; la tua "bibbia" degli
identificativi, ad una scorsa veloce, contiene molto materiale per
domande e sviluppi]
Che dicevo stamattina? Possiamo offrire alla nostra affezionata
clientela un servizio di prim'ordine, veloce, competente e
documentato.
Ho preso i suoi dati, Signor Cingar, e le esprimo i sensi della
mia stima e del mio apprezzamento per la sua collaborazione.
Ciao. Imes
Eh?
--
Cingar
> Il fatto che in pochi lo sappiano leggere non mi pare una motivazione
Sono d'accordo, ma un dizionario che appare ostico perde clienti e di questo ne
devono aver tenuto conto tutti quanti
> Un altro motivo che a prima vista può sembrare idiota ma che non lo è
> affatto è l'aumento in lunghezza del dizionario
Questo è un argomento importantissimo. Non solo i costi di stampa salirebbero, ma
anche il peso e la maneggevolezza del dizionario ne risentirebbero. È per quello
che sono anche pieni di abbreviazioni e di vedi....
.
>Imes ha scritto:
Omissis (per acconto tasse sugli aumenti previsti)
>>
>> Ho preso i suoi dati, SignorCingar, e le esprimo i sensi della
>> mia stima e del mio apprezzamento per la sua collaborazione.
>
>Eh?
Sì, ha letto bene e confermo parola per parola. Non abbiamo
previsto aumenti per le spese di collaborazione, purtroppo.
Ma chissà...in una prossima finanziaria...
Ciao. Imes
Vedo che non hai lesinato sulla grappa per il veglione di Capodanno,
eh? E poi dicono la crisi!
Prosit!
--
Cingar
È probabile, il fatto è che io tutta questa osticità non la vedo,
sarei d'accordo al limite si trattasse di suoni non propri di una
lingua, ma un madrelingua italiano incrociando tre parole di cui
conosce la pronuncia può dedurre da solo il suono, senza bisogno
alcuno di nottate insonni di studio.
Tra le altre cose per i vocaboli stranieri presenti nei dizionari se
non erro è data la trascrizione in IPA, che è pure più difficile
considerato che ci sono suoni non propri della lingua italiana.
> > Un altro motivo che a prima vista può sembrare idiota ma che non lo è
> > affatto è l'aumento in lunghezza del dizionario
>
> Questo è un argomento importantissimo. Non solo i costi di stampa salirebbero, ma
> anche il peso e la maneggevolezza del dizionario ne risentirebbero. È per quello
> che sono anche pieni di abbreviazioni e di vedi....
Questo è vero, anche se un dizionario in fondo non è un tascabile da
leggersi in treno, quindi qualche centinaio di pagine in più sullo
scaffale non peserebbero poi troppo.
Spero comunque che in un futuro prendano piede i dizionari
elettronici, che ad esempio in Giappone (ma anche in Cina e altri
paesi credo) sono molto più diffusi dei dizionari cartacei. Sono la
salvezza di chi ha a che fare con lingue straniere in quanto
permettono, ad esempio, una verifica di un termine in entrambe le
direzioni pigiando tre tasti, e per di più sono davvero tascabili. Non
è mia intenzione elencarne tutte le funzioni, ma giusto a titolo di
esempio i nuovi modelli hanno anche la pronuncia audio. E in giappone
un aggeggino del genere con una ventina di dizionari (alcuni poco
utili in realtà) costa circa duecento euro(i). Mi pare più che
accessibile.