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migliore + sintagma

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warning

unread,
Apr 25, 2002, 5:12:18 PM4/25/02
to
Salve,
vorrei porvi alcuni dubbi:

si può usare la forma molto migliore?
va considerato un superlativo?

quanto all'uso, migliore è equivalente a più buono o vi sono dei casi
in cui è meglio usare una forma piuttosto che l'altra?
l'uso di più buono è accettato perchè ormai consuetudine nel parlare
comune o è stato sempre considerato corretto?

Un'ultimo quesito: cos'è il sintagma? Ho letto qua e là alcune
definizioni, ma non mi è ancora chiaro il concetto: per esempio posso
dire "il sintagma molto migliore" in alternativa a "la forma molto
migliore".

Vi ringrazio.

Marco Cimarosti

unread,
Apr 29, 2002, 7:33:42 AM4/29/02
to
Warning (di che? Hummmm) ha scritto:

> si può usare la forma molto migliore?

Credo proprio di sì. Con quale altra espressione si potrebbe esprimere
lo stesso concetto? "Più buonissimo"? "Migliorissimo"?

> va considerato un superlativo?

Non so. Io userei "superlativo" solo come termine inerente la
morfologia, per definire quegli aggettivi o avverbi che hanno una
forma superlativa sintetica ("grandissimo", "celeberrimo").

Non credo che ci sia bisogno di un termine specifico per definire le
formazioni analitiche formate con l'avverbio "molto".

> quanto all'uso, migliore è equivalente a più buono o vi sono dei casi
> in cui è meglio usare una forma piuttosto che l'altra?

Come significato sono equivalenti, come lo sono anche "più bene" e
"meglio". Come stile credo che siano generalmente preferibili le
seconde forme, sintetiche.

Personalmente, però, in certi casi preferisco "più buono" e "più
bene". Per esempio, quando "buono" si riferisce al gusto o alla
condotta ("La pasta è più buona con il sale"; "A Natale mi sento più
buono") e quando "bene" è nell'espressione "fare bene" ("Le mele fanno
più bene della vodka"; ).

Mi suonano male frasi come: "La pasta è migliore con il sale", "A
Natale mi sento migliore", "Le mele fanno meglio della vodka".

> l'uso di più buono è accettato perchè ormai consuetudine nel parlare
> comune o è stato sempre considerato corretto?

Spero la seconda.

> Un'ultimo quesito: cos'è il sintagma? Ho letto qua e là alcune
> definizioni, ma non mi è ancora chiaro il concetto:

So già che mi guadagnerò una serie di sottolineature a inchiostro
rosso...

Per me i sintagmi sono frammenti di discorso che compaiono come
elementi in un'analisi sintattica. Che cosa sia un sintagma e che cosa
no, dipende da come strutturiamo l'analisi sintattica.

In pratica, credo che un sintagma coincida spesso con ciò che
quotidianamente si chiama "parola" o "espressione".

> per esempio posso
> dire "il sintagma molto migliore" in alternativa a "la forma molto
> migliore".

Penso proprio di sì.

Credo però che chiamarlo "sintagma" sottolinei il fatto che
l'espressione "molto migliore" è un elemento autonomo nella tua
analisi sintattica.

Ciao.
Marco

Nicola Nobili

unread,
Apr 29, 2002, 11:50:57 AM4/29/02
to
Marco Cimarosti

> > va considerato un superlativo?
>
> Non so. Io userei "superlativo" solo come termine inerente la
> morfologia, per definire quegli aggettivi o avverbi che hanno una
> forma superlativa sintetica ("grandissimo", "celeberrimo").

Diciamo allora "elativi". Questo termine si riferisce a tutte le forme
che esprimono un concetto in alto o massimo grado.

> In pratica, credo che un sintagma coincida spesso con ciò che
> quotidianamente si chiama "parola" o "espressione".

Mah, dipende, anche perché "parola" ed "espressione" sono termini
vaghissimi. Io direi che un sintagma è un'unità semantica e che, quindi, la
segmentazione in sintagmi di una proposizione dipende dal contesto.
Per esempio, "piede di porco" consta di due sintagmi (piede/di porco) se
parliamo della zampa d'un maiale, ma è un solo sintagma (piede di porco/) se
ci riferiamo a quello strumento cui gli scassinatori sono tanto affezionati.
Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]


magica

unread,
Apr 29, 2002, 3:05:40 PM4/29/02
to
In <aajqsb$bepr8$1...@ID-64088.news.dfncis.de> "Nicola Nobili"
<nicolaNONSPA...@libero.it> scrive...
>Marco Cimarosti

>> In pratica, credo che un sintagma coincida spesso con ciò che
>> quotidianamente si chiama "parola" o "espressione".
>
> Mah, dipende, anche perché "parola" ed "espressione" sono termini
>vaghissimi. Io direi che un sintagma è un'unità semantica

Suppongo tu voglia dire "sintattica".

Ciao.

Gian Carlo

warning

unread,
Apr 30, 2002, 9:31:16 AM4/30/02
to
Quindi in analisi logica, tutti i complementi sono sintagmi?
E in analisi grammaticale?

Se un gruppo di parole lo posso considerare un complemento solo in
analisi logica, in quali casi posso parlare di sintagma?

magica

unread,
Apr 30, 2002, 3:43:22 PM4/30/02
to
In <b3aa4a1a.02043...@posting.google.com>
straun...@yahoo.it (warning) scrive...

>Quindi in analisi logica, tutti i complementi sono sintagmi?

A mio parere sì.

> E in analisi grammaticale?

In analisi grammaticale i complementi non esistono.

> Se un gruppo di parole lo posso considerare un complemento
>solo in analisi logica, in quali casi posso parlare di
>sintagma?

Beh, intanto il fatto che i complementi siano sintagmi
non significa che i sintagmi siano complementi:
un sogegtto è un sintagma, ad esempio.

Senza contare che la stessa definizione di complemento non
è universalmente accettata: un oggetto diretto di un verbo
transitivo può benissimo non essere ritenuto un complemento.

Un sintagma è una qualsiasi unità sintattica, per
definizione. Poi che cosa classificare come sintagma
dipende, come ha detto Marco, "da come strutturiamo
l'analisi sintattica".

Ciao.

Gian Carlo

Maurizio Pistone

unread,
May 2, 2002, 8:24:41 AM5/2/02
to
straun...@yahoo.it (warning) ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

> si può usare la forma molto migliore?

Nelle Cento Novelle di Giovanni Boccaccio ce n'è tre:

Figliuola mia, non guari lontan di qui è un santo uomo, il quale
di ciò che tu vai cercando è *molto migliore* maestro che io non
sono; a lui te n'andrai... 3, 10

... noi ci contenteremmo molto che tu andassi a stare a Parigi
alquanto, dove gran parte della tua ricchezza vedrai come si
traffica, senza che tu diventerai *molto migliore* e più costumato
e più da bene là che qui non faresti... 4, 8

Il cavaliere, il qual per avventura era *molto migliore*
intenditore che novellatore, inteso il motto, e quello in festa e
in gabbo preso, mise mano in altre novelle, e quella che
cominciata avea e mai seguita, senza finita lasciò stare. 6, 1


--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

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