Quando ho imparato la lingua italiana hanno detto che la vocale in cui cade
l'accento si allunga un pò di durata. E veramente per noi giapponesi che
abbiamo tutte le sillabe rigorosamente stessa lunghezza (durata) questo si
nota chiaramente. Ma mi sembra che tanti italiani non sono consapevole di
questo fatto e mi fa impazzire sia per l'insegnamento della lingua
giapponese sia per l'educazione ritmica per bambini.
Alcuni insegnano il ritmo musicale utilizzando le parole; come
"Napoli"=1-2-3, "Roma"=1-2. Quindi il ritmo del "amore" sarebbe
(a)1-(mo)2-(re)3:. Ma in realtà la parola non suona così a meno che cade
l'accento sull'ultima sillaba, ma suona "(a)1-(mo)2-(o)3-(re)4" con la "o"
allungata, quindi si forma un altro tipo di ritmo. Ma di questo allungamento
della vocale accentata come spiegano scolasticamente in Italia? Mi fa tanto
piacere se qualcuno melo possa spiegare.
Grazie
p.s.
Qualcuno è curioso di sapere perché questo fatto mi fa impazzire quando
insegno giapponese...?
Questo tipo di accento italiano spontaneamente inserito nelle parole
giapponesi rovina completamente il ritmo della parola giapponese come...:
Toyota>>Toyoota
Mitsubishi>>Mistubiiishi
Karate>>Karaate
Karaoke>>Karaooke
ecc. :-)
> Quando ho imparato la lingua italiana hanno detto che la vocale in cui
cade
> l'accento si allunga un pò di durata.
Per la precisione, la vocale è lunga se:
-ha l'accento
-è alla fine di una sillaba, ma non di parola.
Sono quindi lunghe le vocali toniche di:
tOnaca, bEvi, andiAmo, etc.
Ma sono brevi quelle di:
lEtto, cOnta, mAmma, etc.
> Ma di questo allungamento
> della vocale accentata come spiegano scolasticamente in Italia?
Non si spiega. Punto e basta. Io (che sono interprete e traduttore,
quindi con la lingua ho a che fare tutti i giorni) l'ho imparato
all'università. Tanti dettagli che per uno straniero sono importanti, per un
madrelingua sono naturali.
> Questo tipo di accento italiano spontaneamente inserito nelle parole
> giapponesi rovina completamente il ritmo della parola giapponese come...:
> Toyota>>Toyoota
> Mitsubishi>>Mistubiiishi
> Karate>>Karaate
> Karaoke>>Karaooke
Eh, questo è inevitabile! Sai, da noi c'era una pubblicità in cui un
gruppo di uomini d'affari giapponesi diceva "Modena, Italia" in maniera
buffissima (peraltro pronunciavano "modèna", non "mòdena"). Non siamo tutti
linguisti ;-)
Saluti,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
> Eh, questo è inevitabile! Sai, da noi c'era una pubblicità in cui un
> gruppo di uomini d'affari giapponesi diceva "Modena, Italia" in maniera
> buffissima (peraltro pronunciavano "modèna", non "mòdena"). Non siamo tutti
> linguisti ;-)
Be', vedi il lato positivo: così possiamo distinguere un italiano che parla
giapponese da un vero giapponese, basta ascoltarlo :-)
Ciao :-)
Yukari
>ma volevo farvi notare che quanto duro fare pronunciare una parola "senza
>accento italiano" a chi studia la lingua straniera.
credo che sia lo stesso per chiunque impari una qualunque lingua
straniera
(anche per la maggior parte di quelli che studiano la *propria*
lingua)
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Il tuo italiano scritto pare ottimo.
Allora Yukari è un nome femminile? io pensavo che fosse
maschile.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
>>ma volevo farvi notare che quanto duro fare pronunciare
>>una parola "senza accento italiano" a chi studia la lingua
>>straniera.
>
> credo che sia lo stesso per chiunque impari una qualunque
> lingua straniera
>
> (anche per la maggior parte di quelli che studiano la
> *propria* lingua)
Ma gli italiani sembrano "negati" per le lingue straniere.
>>Quando ho imparato la lingua italiana hanno detto che la vocale in cui
>>cade l'accento si allunga un pò di durata.
> Per la precisione, la vocale è lunga se:
>-ha l'accento
>-è alla fine di una sillaba, ma non di parola.
Pensa che noi bassobergamaschi abbiamo anche parole tronche con
l'ultima vocale accentata. Eh, eh.
Yukari, non tenere conto di quello che ho scritto: vale per il nostro
dialetto, non per l'italiano.
Ciao.
Gian Carlo
Sí, e i sardi non allungano mai la vocale tonica, e gli
emiliano-romagnoli allungano ancora piú del normale... Ma si tratta di
peculiarità locali, non di italiano standard.
>> Pensa che noi bassobergamaschi abbiamo anche parole tronche con
>> l'ultima vocale accentata. Eh, eh.
> Sí, e i sardi non allungano mai la vocale tonica, e gli
>emiliano-romagnoli allungano ancora piú del normale... Ma si tratta di
>peculiarità locali, non di italiano standard.
Certo, ma l'ho fatto notare perché capisco benissimo Yukari: si
finsice col divenatre "sordi" ai suoni cui non si è abituati, e col
confonderli con suoni con cui chi li usa abitualmente (magari
inconsapevolmente) non li confonderebbe mai.
Se dico "ca" nel mio dialetto, così, avulso da qualsiasi contesto,
nessuno dei miei conterranei avrebbe dubbi nel percepire se voglio
dire "cane" (la a finale è allungatta) o casa (la a finale è più o
meno come nelle parole italiane tronche).
Ciao.
Gian Carlo
Ma chissà se Yukari capisce te quando produci queste belle metatesi... :-))
> Se dico "ca" nel mio dialetto, così, avulso da qualsiasi contesto,
> nessuno dei miei conterranei avrebbe dubbi nel percepire se voglio
> dire "cane" (la a finale è allungatta)
Allun-gatta?
Giusto! Trattandosi di cane...
Ciao,
Epimeteo
>> Se dico "ca" nel mio dialetto, cosě, avulso da qualsiasi contesto,
>> nessuno dei miei conterranei avrebbe dubbi nel percepire se voglio
>> dire "cane" (la a finale č allungatta)
>Allun-gatta?
>Giusto! Trattandosi di cane...
Vuoi vedere che, stanco di allungare le vocali, ho cominciato con le
consonanti? :-)
Ciao.
Gian Carlo
Aggiungerei:
- non è "è" o "ò" aperta.
Difficile dire se questa mia "regola" aggiuntiva valga solo per la mia
pronuncia regionale (milanese) oppure se si possa considerare standard
italiano. Difficile perché, su questo punto, chi lo sa qual è lo "standard"
italiano?
> Sono quindi lunghe le vocali toniche di:
>
> tOnaca, bEvi, andiAmo, etc.
Io direi, appunto, ['tOnaka], con la o breve.
> > Ma di questo allungamento
> > della vocale accentata come spiegano scolasticamente in
> > Italia?
In generale, nelle scuole italiane non si insegna la corretta pronuncia: si
insegna la morfologia ("analisi grammaticale"), la sintassi ("analisi
logica"), l'ortografia, il lessico, lo stile, ma la pronuncia nisba.
In particolare, questa faccenda dell'allungamento delle vocali viene
ignorata persino dai manuali di dizione.
> Non si spiega. Punto e basta. [...] Tanti dettagli che per
> uno straniero sono importanti, per un madrelingua sono
> naturali.
Questo particolare fatto dell'allungamento delle vocali credo sia abbastanza
irrilevante anche per uno straniero: si viene capiti perfettamente anche
senza. Al massimo, si avrà un accento vagamente sardo...
Piuttosto, come spiegava Yukari, è importante per noi italiani disabituarsi
a questo allungamento automatico quando impariamo una lingua in cui la
lunghezza delle vocali è significativa (ad esempio giapponese, inglese,
tedesco).
Pronunciare "sheet" con la vocale troppo breve può provocare situazioni
imbarazzanti...
Ciao.
Marco
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Difficile perché, su questo punto, chi lo sa qual è lo "standard"
> italiano?
Esiste una versione ben codificata, vedi sotto.
> In particolare, questa faccenda dell'allungamento delle vocali viene
> ignorata persino dai manuali di dizione.
Perdonami, quelli che leggi tu: io l'ho ritrovata, piú d'una volta, e
agli attori di teatro si insegna, eccome. Tant'è che per insegnare a
scimmiottare un sardo si insegna a non allungare detta vocale. Poi, che uno
applichi queste regolette alla lettera nella vita di tutti i giorni, è un
altro paio di maniche.