Grazie
Mai vista e mai sentita.
Che tu sappia, ha qualcosa a che fare con il Madagascar?
--
Cingar
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Credo che abbia la stessa etimologia di "melga" (italianizzato meliga) e
melgasc che è il rivestimento della pannocchia.
Se fosse francese penso si scriverebbe malgasceau
Ciao
> Grazie
Se ti può servire nella ricerca, sappi che qui in toscana, sulle
bancarelle di chicchi è presente codesta treccia ,dorata o multicolore,
però tagliata in pezzi obliqui di tre centimetri o in sigaretti di 10,12
centimetri.
Prova a dire come vengono chiamati? Milani... dal che si deduce che
l'origine è meneghina.
Ciao,
Franco glicemico
> Prova a dire come vengono chiamati? Milani... dal che si deduce che
> l'origine č meneghina.
Non lo darei per scontato: la "cotoletta alla milanese", per esempio,
non č certamente di origine milanese.
Vedi anche "spaghetti alla bolognese", "amore alla francese (!)", etc...
edi'Ž
"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:d5fq0e$lrk$1...@news.newsland.it...
> Sigfrido ha scritto:
> > Qualcuno sa dirmi come si chiama in italiano quel dolce che in dialetto
> > milanese si dice "malgascio" (con la "o" lombarda)?
> > é quella treccia di zucchero caramellato color dell'oro che si trova
sulle
> > bancarelle delle feste paesane
>
> Mai vista e mai sentita.
>
> Che tu sappia, ha qualcosa a che fare con il Madagascar?
La tiralacca?
--
lu.
Ultima Badessa Scalza Di Passaggio
*La passione in tutto.
Desidero le più lievi cose perdutamente,
come le più grandi.
Non ho mai tregua...*
G. D'Annunzio
"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:d5fq0e$lrk$1...@news.newsland.it...
> Sigfrido ha scritto:
> > Qualcuno sa dirmi come si chiama in italiano quel dolce che in dialetto
> > milanese si dice "malgascio" (con la "o" lombarda)?
> > é quella treccia di zucchero caramellato color dell'oro che si trova
sulle
> > bancarelle delle feste paesane
>
> Mai vista e mai sentita.
Forse ...forse...
è un po' amarognola?
Finalmente una che mi capisce!
Si, però dalle mie parti lo sempre sentita come tiracca, ma in italiano?
Non ci siamo ancora!
C'è stata una diatriba in passato:
Cotoletta, da costola (dial. cuteleta, dal fr. cotelette). La milanese è il
corrispettivo lombardo del Wienerschnitzel. La disputa storica tra milanesi
e viennesi sulla paternità del piatto è definitivamente risolta a favore dei
primi, in base ad un rapporto indirizzato dal conte Attems all'imperatore
Franz Joseph, in cui si dà la prima notizia conosciuta sulla cotoletta
impanata dei milanesi. Sarebbe stato poi il maresciallo Radetsky a fornire
personalmente la ricetta all'imperatore.
http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/sito/doc/codice_cucina/mi/mi7.htm
[...]
> Non lo darei per scontato: la "cotoletta alla milanese", per esempio,
> non è certamente di origine milanese.
E perché mai?
[...]
Ciao, FB
--
"Something to take to the country." (holding out a bunch of flowers)
"Flowers come _from_ the country, Charles."
(Cold Comfort Farm, the film)
Se si pronuncia con la [oe], si dovrebbe scrivere "malgascioeu". Non l'ho
trovato nel mio dizionario di milanese.
Ciao, FB
--
In any case, if you say 'I gotta go' at an important job interview you're
contributing to being allowed just that privilege.
(Tony the ice man on it.cultura.linguistica.inglese)
> > Non lo darei per scontato: la "cotoletta alla milanese", per esempio,
> > non č certamente di origine milanese.
>
> E perché mai?
Perché non avevo ancora letto il successivo intervento di Sigfrido.
Se non altro, nessuno ha contestato gli altri due miei esempi...
edi'®
> C'è stata una diatriba in passato:
>. La disputa storica tra milanesi
> e viennesi sulla paternità del piatto è definitivamente risolta a favore dei
> primi,
Questa, almeno, la versione dei milanesi: sarebbe utile, prima di sparare
sentenze, sentire la campana viennese. Quando sono stato a Vienna e ho
provato a parlare di cotolette a un albergatore, poco mancò che mi mettesse
al muro.
> "Sigfrido", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
> las huellas de las gaviotas en las playas.
>
>> C'è stata una diatriba in passato:
>>. La disputa storica tra milanesi
>> e viennesi sulla paternità del piatto è definitivamente risolta a favore dei
>> primi,
>
> Questa, almeno, la versione dei milanesi
Come Radetsky?
> sarebbe utile, prima di sparare
> sentenze, sentire la campana viennese. Quando sono stato a Vienna e ho
> provato a parlare di cotolette a un albergatore, poco mancò che mi mettesse
> al muro.
Prevedibile. E qual è il noto vino friulano che ha un omonimo ungherese, mi
dicono, molto diverso? È noto, ma non vuol venirmi in mente.
Ciao, FB
--
Just as I thought. Another test that could have cost us our lives, saved
only by the fact that I am enormously well-bred.
(Murder by Death)
>> Questa, almeno, la versione dei milanesi
>
> Come Radetsky?
Come dicono i milanesi che Radetzky avrebbe scritto.
Fammi vedere sta lettera...
> E qual è il noto vino friulano che ha un omonimo ungherese, mi
> dicono, molto diverso?
Tokai? Da queste parti lo usiamo per innaffiare i peperoncini.
> "FB", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
> huellas de las gaviotas en las playas.
>
>> E qual è il noto vino friulano che ha un omonimo ungherese, mi
>> dicono, molto diverso?
>
> Tokai?
Quello. Ma non avrà mica la "k". Almeno non quello friulano.
[...]
Ciao, FB
--
"Melissa [P.] spazzola Thomas Fazi"
(notizia apparsa su it.cultura.libri)
http://digilander.libero.it/fiammecremisi/carneade/radetz.htm
Ciao, FB
--
Se dico "siedi!" manca l'oggetto.
Siedo chi? Lei o me?
(da it.cultura.linguistica.italiano)
>Credo che abbia la stessa etimologia di "melga" (italianizzato meliga) e
>melgasc che è il rivestimento della pannocchia.
Il cartoccio, vuoi dire?
Questo significato mi lascia un po' perplesso. Faccio una ricerca con
Google e vedo che invece il "melgasc" sarebbe il "granoturco privo
della pannocchia", cioè i "chicchi di granoturco".
Però qui nella bassa bergamasca il "melgàs" è inequivocabilmente la
canna (il gambo) del granoturco.
Mah.
Ciao.
Gian Carlo
A Brescia mi sembra sia una varietà, la meliga.
Interessante l'italianizzazione di un alunno di scuola elementare: "abbiamo
visitato il campo dei mille cazzi".
ciao
--
Danilo Giacomelli
---------------------------
"Noi non apparteniamo a nessuna religione: siamo cattolici normali"
(dichiarazione di una signora ad un contenitore televisivo)
--------------------------
>> Fammi vedere sta lettera...
>
> http://digilander.libero.it/fiammecremisi/carneade/radetz.htm
Questa non è la lettera, ovvero il documento richiesto: è la stessa
versione della storia, secondo qualche milanese.
È l'unica cosa che ho. Posso aggiungere anche che i due piatti non sono
uguali.
Ciao, FB
--
Io ho deciso di rifiutarmi di vederlo: Ettore con la faccia di Eric Banana
mi fa venire i conati.
(commento sul film "Troy" apparso su it.fan.scrittori.tolkien)
> > http://digilander.libero.it/fiammecremisi/carneade/radetz.htm
> Questa non è la lettera, ovvero il documento richiesto: è la stessa
> versione della storia, secondo qualche milanese.
A questo proposito, non ci sono state delle discussioni su ICLI, anni
fa, al tempo del Roscio e del Nobili buonanime?
Forse Sergio® se ne ricorderà...
Epimeteo
Più che io, lo ricordano i miei archivi (dal 1999)
Nel lungo filone Roscio intervenne una sola volta e Nobili 2 volte.
La discussione si svolse tra me, magica e Mariuccia Ruta (più altri).
Le conclusioni, beh, le più disparate:
- da côte francese i termini costoletta (italiano) e cotoletta
(italianizzato) per indicare quella con l'osso;
- da cutlet il termine cotoletta per indicare la fettina sottile (Nicola
Nobili);
- nel milanese e dintorni è carne con osso (di vitello, maiale e qualcuno
dice anche agnello) fritta in burro o olio;
- al di fuori di quella zona e in Italia, Austria (pariser (senza uovo) o
wiener schinitzel), Jugoslavia (lubianica) e Venezuela (milanesa) è una
fettina battuta sottile;
- la differenza è tra "milanese" (con osso) e "alla milanese".
La storia del generale è una storia. Magari vera e magari no.
--
Ciao
Sergio®
> - da côte francese i termini costoletta (italiano) e cotoletta
> (italianizzato) per indicare quella con l'osso;
(snip con il coltello apposito)
> - la differenza è tra "milanese" (con osso) e "alla milanese".
>
> La storia del generale è una storia. Magari vera e magari no.
Grandiosa ricostruzione ed efficace sintesi della "cotoletta story"!
Grazie,
Epimeteo
>>>. La disputa storica tra milanesi
>>>e viennesi sulla paternità del piatto è definitivamente risolta a favore dei
>>>primi,
>>
>>Questa, almeno, la versione dei milanesi
>
> Come Radetsky?
Radetzky voleva bene ai milanesi, tanto che ne aveva sposata
una, mi pare.
--
It [marriage] happens as with cages: the birds without despair
to get in, and those within despair of getting out.
-- Michel Eyquem de Montaigne
>>>E qual è il noto vino friulano che ha un omonimo ungherese, mi
>>>dicono, molto diverso?
>>
>>Tokai?
>
> Quello. Ma non avrà mica la "k". Almeno non quello friulano.
Tokay è quello ungherese.
Tocai quello friulano.
Sono vini molto differenti.
Purtroppo c'è il serio rischio che i nostri vinificatori debbano
trovare un nome alternativo per via di una disputa legale sulla
possibile confusione dei consumatori.
La cosa ridicola è che invece i produttori extra-UE non avranno
questo vincolo.
--
"Cu la pazienze si maride un frari."
Be', chi di spada ferisce...
L'Italia ha obbligato tutta l'Unione Europea a cancellare dal dizionario
le parole "parma" e "parmesan" (o simili), che in molte lingue
identificavano, indipendentemente da dove e come fossero prodotti, il
prosciutto crudo e il formaggio tipo grana.
--
Cingar
> ADPUF ha scritto:
>> Tokay è quello ungherese.
>> Tocai quello friulano.
>> Sono vini molto differenti.
>> Purtroppo c'è il serio rischio che i nostri vinificatori
>> debbano trovare un nome alternativo per via di una disputa
>> legale sulla possibile confusione dei consumatori.
>> La cosa ridicola è che invece i produttori extra-UE non
>> avranno questo vincolo.
>
> Be', chi di spada ferisce...
>
> L'Italia ha obbligato tutta l'Unione Europea a cancellare dal
> dizionario le parole "parma" e "parmesan" (o simili), che in
> molte lingue identificavano, indipendentemente da dove e come
> fossero prodotti, il prosciutto crudo e il formaggio tipo
> grana.
Proprio oggi è arrivata la tragica conferma della sentenza della
corte del (o "di" ?) Lussemburgo sul divieto d'uso del termine
Tocai. Però agli australiani è permesso.
Ma non è detto, forse si combina, forse.
Correggo un po': la denominazione ungherese sarebbe anche
Tokaj o Tokaji.
Vino liquoroso, il loro, ben differente dal secco Tocai.
--
"Nisi caste, saltem in aute."
-- ADPUF