Vitt wrote:
>
> Qualcuno ha mai sentito questa espressione?
In piemontese è comunissima: [figüra da ciculatè]
> --
> Bye
> Vitt
Ciao
karla
>> Qualcuno ha mai sentito questa espressione?
>
> In piemontese è comunissima: [figüra da ciculatè]
Io l'ho imparata a Milano.
Ciò appurato e presumendo che abbia lo stesso significato nelle due
regioni, da dove proviene?
--
Bye
Vitt
Quando a Torino sorsero le prime fabbriche di cioccolato, questo prodotto
ebbe un successo strepitoso e i proprietari, divenuti molto ricchi, si
facevano vedere in giro con delle carrozze sontuose che non avevano nulla da
invidiare alla carrozza reale.
Il re allora, indispettito da cotanto lusso, emise un editto con il quale
limitava il fasto di queste carrozze, in modo che la sua risultasse la piů
bella, in quanto non voleva fare "la figura del cioccolataio".
Roger
Sentita e se ne era gia' parlato su questo NG. Io avevo sentito due
etimologie, una relativa alla "figura" che fa il cioccolataio quando
versa la polvere di cacao troppo velocemente e si sporca tutto, e
l'altra relativa a certe "figure" di cartone mal dipinte che i
cioccolatai usavano come insegna.
Ne approfitto per reiterare la domanda su una espressione simile a "fa'
'na figuura de cicolattee" che e' "resta' li' come quei de la mascherpa"
Non ne ho mai capito l'etimologia. "Quei de la mascherpa" dovrebbero
essere dei venditori ambulanti di mascarpone (la indicazione "quei de"
si riferisce sistematicamente ad ambulanti, p.es. "quell dii gamber", o
"quell dii per cott", come riporta il mio Dizionario dei Mestieri
Milanesi - che pero' ignora "quei de la mascherpa").
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.02062...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...
> Ne approfitto per reiterare la domanda su una espressione simile a "fa'
> 'na figuura de cicolattee" che e' "resta' li' come quei de la mascherpa"
>
> Non ne ho mai capito l'etimologia. "Quei de la mascherpa" dovrebbero
> essere dei venditori ambulanti di mascarpone
Ciao.
A me risulta che *mascherpa* sia la ricotta o i formaggi di capra (?)
http://www.ditarcuate.com/cantina/pagine/iniziative%20e%20news%20i%20luned%e
c%20del%20formaggio.htm
Inoltre:
Bettin da Trezzo
Il tempo corre implacabile e ci troviamo nell'anno 1480. Così come un paio
di secoli prima Bonvesin de la Riva aveva creduto di scrivere nel nuovo
"volgare", componendo un elenco di vocaboli che altro non erano se non la
"volgarizzazione" dei termini dialettali allora in uso, così Bettin da
Trezzo, forse con maggiore consapevolezza di quanto la nuova lingua stesse
prendendo sostanza, ripete l'esperimento, convinto di porgere un aiuto
valido a chi desidera "addottorarsi" nella nuova parlata. Anche in questo
caso il milanese la fa da padrone; le parole usate dal buon Bettin da Trezzo
si commentano da sole.
Troviamo schenna (schiena), mascherpa (ricotta) e fìdeghi (fegati),
rispettivamente per i vocaboli dialettali s'cenna, mascarpa e fidegh. Ancora
fellatura (in milanese filidura), lagietti (laccett), pan moyno (pan moijn),
lignamari (legnamée) e scossato (scossàa), sono le forme ... italiane delle
seguenti parole: fessura, animelle, zuppetta di vino, falegname e grembiale.
Un "individuo morso da insetti", per Bettin da Trezzo è besiato (milanese
besiàa); il verbo "mestare, mescolare" (in milanese messedà), viene tradotto
con il simpaticissimo infinito messedare! Si potrebbero citare altre parole
ancora, ma quelle che precedono sono sufficienti ad indicare come il
dialetto avesse assunto a quei tempi una sostanza e una vigoria
nient'affatto trascurabili.
http://www.popso.it/dialetti/bettin.html
(...)E un piatto tradizionale di Tirano. Nel passato, in luogo del formaggio
di casera, si usava la mascherpa, una ricotta salata e secca che i pastori
portavano a valle alla chiusura dei maggenghi, dopo averla essiccata
all'aria d'alta quota.
http://www.novanet.it/vvol/tradizioni/ricette/minestra.html
--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
*Amami, anima mia*. G.d'Annunzio,
9 Agosto 1890, carteggio con Barbarella Leoni.
luci...@tiscalinet.it
Sono entrambe prive di fondamento.
Ribadisco che l'origine corretta di questa espressione è quella da me
indicata.
Aggiungo che il re in questione era Carlo Felice, che l'editto è del 1823 e
in esso si stabiliva che l'unica carrozza che poteva essere tirata da una
quadriglia di 4 cavalli era quella reale.
Roger
Giovanni Drogo wrote:
>
> (la indicazione "quei de"
> si riferisce sistematicamente ad ambulanti, p.es. "quell dii gamber", o
> "quell dii per cott",
L'ho sentita anche in italiano " fare la figura del peracottaio".
karla
E come al solito, è il re ad aver fatto la figura del cioccolataio
imponendo agli altri di limitare la propria espressione per
non oscurare la potenza regale.
Esistono vari esempi di editti del genere, come ad esempio,
quello che nel secolo scorso impediva ad un privato di avere
una flotta navale superiore - in numero - a quella della Regia
Marina (qui ci potrebbe essere un problema di sicurezza,
ma se si tratta di flotte mercantili, non si capisce quale
può essere questo problema), per cui l'imprenditore
Florio, avendo già un numero di bastimenti pari a quello delle
navi del re, per superare - almeno concettualmente - questo
limite, si fece costruire un vascello in argento che campeggiava
nel salone di casa Florio.
--
Er Roscio.
> E come al solito, è il re ad aver fatto la figura del cioccolataio
> imponendo agli altri di limitare la propria espressione per
> non oscurare la potenza regale.
>
> Esistono vari esempi di editti del genere, come ad esempio,
> quello che nel secolo scorso impediva ad un privato di avere
> una flotta navale superiore - in numero - a quella della Regia
> Marina (qui ci potrebbe essere un problema di sicurezza,
> ma se si tratta di flotte mercantili, non si capisce quale
> può essere questo problema), per cui l'imprenditore
> Florio, avendo già un numero di bastimenti pari a quello delle
> navi del re, per superare - almeno concettualmente - questo
> limite, si fece costruire un vascello in argento che campeggiava
> nel salone di casa Florio.
Scusa Roscio, e che ci vedi di così strano o inconcepibile?
E' cosa normale che il detenere un potere istituzionale o politico molto
forti spinga, per mantenere quegli stessi poteri, a utilizzare dei
simboli che, appunto, dimostrino il potere.
Perché, secondo te non succede ancora oggi, senza che ci sia bisogno di
scomodare re e monarchi di altri tempi?
E poi questa mania di giudicare il passato con gli occhi del presente è
insopportabile! Tu ti chiedi perché una monarchia limitasse le flotte
commerciali dei privati sudditi? E non hai cercato di darti una risposta?
P.
--
Immotus nec iners
Public PGP Keys http://pgp.mit.edu:11371/pks/lookup?op=get&search=0xB5D8C37E
> > Non ne ho mai capito l'etimologia. "Quei de la mascherpa" dovrebbero
> > essere dei venditori ambulanti di mascarpone
> A me risulta che *mascherpa* sia la ricotta o i formaggi di capra (?)
Beh sempre latticino o affine (a cui il mio stomaco e' intollerante), ma
quale e' l'etimologia dell'espressione "restar li' come quelli della
mascherpa" ?
> lignamari (legnamée) e scossato (scossàa), sono le forme ... italiane delle
Io ho delle copie anastatiche di vecchie mappe che riportano la chiesa
di S.Vittore dei Legnamari. In quanto al grembiule, semmai lo ho sentito
italianizzare come "scossale".
E mi diceva uno storico della pieta' lombarda di avere trovato in un
testo del cardinale (o era "solo" arcivescovo) Arcimboldi la dicitura
"spantegare la Grazia".
> E mi diceva uno storico della pieta' lombarda di avere trovato in un
> testo del cardinale (o era "solo" arcivescovo) Arcimboldi la dicitura
> "spantegare la Grazia".
In che senso "spantegare"?
L'č restŕa lě spantegŕa?
> L'ho sentita anche in italiano " fare la figura del peracottaio".
Per questa c'e' sempre l'ineffabile storia del peracottaio che vendeva
la sua merce in piazza della Scala di fronte alla sede della Banca
Commerciale (ora intesabissiai :-))
A un amico che gli chiedeva un prestito si dichiaro' molto spiacente
"me dispias proprii ma poedi no"
Richiesto di spiegarsi, gli indico' la Banca e menziono' un accordo
commerciale : "te la vedet la Banca ? mi e lee emm fa un accordi"
Richiesto di spiegarsi, esplicito' :
"Mi, de impresta' minga i danee, lee, de vend minga i per cott"
Chi ha orecchi per intendere, in tenda (e gli altri in roulotte) :-)
>Non ne ho mai capito l'etimologia. "Quei de la mascherpa" dovrebbero
>essere dei venditori ambulanti di mascarpone (la indicazione "quei de"
>si riferisce sistematicamente ad ambulanti, p.es. "quell dii gamber", o
>"quell dii per cott", come riporta il mio Dizionario dei Mestieri
>Milanesi - che pero' ignora "quei de la mascherpa").
Qualcosa in comune allora l'abbiamo!
In Sicilia il venditore ambulante e' "chiddu di..." quello che vende.
--
Ciao.
SergioŽ
> Scusa Roscio, e che ci vedi di cosě strano o inconcepibile?
> E' cosa normale che il detenere un potere istituzionale o politico molto
> forti spinga, per mantenere quegli stessi poteri, a utilizzare dei
> simboli che, appunto, dimostrino il potere.
> Perché, secondo te non succede ancora oggi, senza che ci sia bisogno di
> scomodare re e monarchi di altri tempi?
Ora che ci penso, anche lo stato italiano ha cercato di
limitare il numero di televisioni possedute da un singolo
(solo che il singolo č riuscito a diventare capo di stato
e quindi a possedere le sue private piů quelle pubbliche...)
--
Er Roscio.
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.020627...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...
>
> > lignamari (legnamée) e scossato (scossàa), sono le forme ... italiane
delle
Scoss = grembo
Scossal -scussal = grembiule
in scoss = in grembo
la tegni in scoss= la tengo in grembo
> > E mi diceva uno storico della pieta' lombarda di avere trovato in un
> > testo del cardinale (o era "solo" arcivescovo) Arcimboldi la dicitura
> > "spantegare la Grazia".
>
> In che senso "spantegare"?
Nel senso di spargere, distribuire a piene mani
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.020627...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...
> On Thu, 27 Jun 2002, luciana wrote:
>
> > > Non ne ho mai capito l'etimologia. "Quei de la mascherpa" dovrebbero
> > > essere dei venditori ambulanti di mascarpone
>
> > A me risulta che *mascherpa* sia la ricotta o i formaggi di capra (?)
>
> Beh sempre latticino o affine (a cui il mio stomaco e' intollerante), ma
> quale e' l'etimologia dell'espressione "restar li' come quelli della
> mascherpa" ?
Ciao.
Mi sono documentata :
pare che la *mascherpa* fosse un formaggio affine alla ricotta, fatto con il
siero del latte e quindi di poco valore.
Veniva venduto da contadini poveri ed anche ignoranti. Quindi la
definizione: *quei de la mascherpa* indicava il contadino ottuso ed
ignorante.
Allora il modo di dire * restar li' come quelli dellan mascherpa" č passato
nel dialetto parlato con il signaificato di* rimanere allibito, senza aver
nulla da dire, proprio come era l'esressione poco intelligente dei venditori
della mascherpa.
Fonti: anziani della bassura lodigiana.
...il cui campanile si vedeva dalla finestra della casa di Emilio De
Marchi, nel suo racconto "Milanin Milanon".
--
Ciao!
Walla
-----------------=* Roberto Waha - walla(at)mac.com *=-----------------
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.
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Spiacente, ma la "mascherpa" in dialetto milanese è quella che in
italiano si chiama "ricotta".