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Slittamenti semantici

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magica

unread,
Feb 27, 2009, 10:19:32 AM2/27/09
to
Incuriosito da ciò che lunobi ha scritto nel filone "Lingua di Terra",
mi sono letto alcuni articoli sul blog che ha citato.

L'analisi a proposito dello slittamento semantico (lo chiamo io così),
quando non del rovesciamento semantico delle dizioni "Grande Fratello"
e "Matrix", prodotto (volutamente?) dalle omonime trasmissioni
televisive, mi è sembrata davvero interessante e la condivido.

E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
sostituito da uno diverso o addirittura opposto? Eventualmente ad
opera dei mezzi di comunicazione? Escludo dall'elenco "affatto" e
simili, già oggetto in passato di lunghissimi filoni.

Ciao.

Gian Carlo

cingar.s...@libero.it

unread,
Feb 27, 2009, 11:14:04 AM2/27/09
to
magica ha scritto:

> Incuriosito da ciò che lunobi ha scritto nel filone "Lingua di Terra",
> mi sono letto alcuni articoli sul blog che ha citato.
>
> L'analisi a proposito dello slittamento semantico (lo chiamo io così),
> quando non del rovesciamento semantico delle dizioni "Grande Fratello"
> e "Matrix", prodotto (volutamente?) dalle omonime trasmissioni
> televisive, mi è sembrata davvero interessante e la condivido.

Però, come d'altra parte dice anche l'articolo sul blog in questione,
quello del "Grande Fratello" è un format importato dall'estero (pare
dall'Olanda).

Non è un po' improbabile che questo, chiamiamolo così, "complotto
piduista" per depotenziare le parole parta da così lontano?

> E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
> parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> sostituito da uno diverso o addirittura opposto? Eventualmente ad
> opera dei mezzi di comunicazione?

Mah, a me talvolta sembra che l'intero lessico della politica vada
poco a poco mutando di significato.

Pensa solo alla parola "moderato" con cui oggi si (auto)definiscono le
più becere forze xenofobe e fasciste del nostro paese.

Per non parlare del termine "centrosinistra", che si continua
tranquillamente a usare nonostante già da mesi i due blocchi da cui
derivava tale denominazione se ne siano andati ognuno per la sua
strada (la sinistra giù per il baratro, il centro dietro a un
pifferaio di nome Walter).

--
Cingar

ahedge

unread,
Feb 27, 2009, 11:52:59 AM2/27/09
to

Un argomento davvero interessante ed attuale, e per cambiare, IT.

Mi sembra però che non si tratti di semplici slittamenti di significato di
poche parole finalizzati ad uso politico.

Direi che le parti politiche (non dico solo Berlusconi) si stiano servendo
di nuove tecniche di comunicazione che inglobando linguistica, filosofia,
ed altre discipline adoperano il linguaggio come leva per suscitare
reazioni emotive, spesso inconsce, negli elettori.

Il recente caso Englaro è a parer mio un esempio, per quanto riprovevole
alle coscienze (ma questo aumenta semmai la sua valenza agli occhi dei
manipolatori), di uso di queste tecniche.

Non sono a conoscenza di fonti italiane, ma negli USA ci sono diverse
scuole di pensiero che esplorano ed insegnano queste discipline.

Per esempio: <http://en.wikipedia.org/wiki/George_Lakoff>

Spero di non uscire troppo dal seminato se suggerisco che la disfatta
nella campagna presidenziale del 2004, dove Bush sconfisse
ignominiosamente il candidato democratico, è attribuita in gran parte alla
padronanza che gli strateghi repubblicani avevano di "cognitive
linguistics".

I democratici si resero conto solo ad elezioni finite che le
caratteristiche personali di Kerry, il loro candidato, non erano il solo
problema.

magica

unread,
Feb 27, 2009, 12:03:52 PM2/27/09
to
In <da883e22-398f-4067...@o11g2000yql.googlegroups.com>
cingar.s...@libero.it scrive...

>Però, come d'altra parte dice anche l'articolo sul blog in questione,
>quello del "Grande Fratello" è un format importato dall'estero (pare
>dall'Olanda).
>
>Non è un po' improbabile che questo, chiamiamolo così, "complotto
>piduista" per depotenziare le parole parta da così lontano?

Intanto bisognerebbe vedere che peso ha negli altri paesi una
trasmissione come questa. Perché, faccio un esempio che protrebbe
sembrare entrarci come i cavoli a merenda, anche i TG con sono
un'esclusiva nostra. Ma prova a guardarne uno della BBC o, senza
neanche andare troppo lontano, della Svizzera italiana. Se ci trovi un
uomo politico è un caso più unico che raro. Qui a ogni ora dobbiamo
sentire il parere di questi personaggi su qualsiasi cosa.

Tornando al Grande Fratello, oltretutto qui il format originale è a
sua volta slittato verso, mi perdonino le ICLIste, tette e culi.
Almeno così mi dicono.

>Mah, a me talvolta sembra che l'intero lessico della politica vada
>poco a poco mutando di significato.
>
>Pensa solo alla parola "moderato" con cui oggi si (auto)definiscono le
>più becere forze xenofobe e fasciste del nostro paese.
>
>Per non parlare del termine "centrosinistra", che si continua
>tranquillamente a usare nonostante già da mesi i due blocchi da cui
>derivava tale denominazione se ne siano andati ognuno per la sua
>strada (la sinistra giù per il baratro, il centro dietro a un
>pifferaio di nome Walter).

E la destra (si fa per dire) dietro a... lasciamo perdere.

Anche la parola "sinistra", che non si sa più che cosa significa. Per
non parlare di "riformista".

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Feb 27, 2009, 12:28:02 PM2/27/09
to
In <1xa94tqcw7xn1.1ehpbyz3d396n$.d...@40tude.net> ahedge
<arth...@gmail.com> scrive...

>Direi che le parti politiche (non dico solo Berlusconi) si stiano servendo
>di nuove tecniche di comunicazione che inglobando linguistica, filosofia,
>ed altre discipline adoperano il linguaggio come leva per suscitare
>reazioni emotive, spesso inconsce, negli elettori.

Per creare una realtą virtuale. Aiutati in questo da una pletora di
trasmissioni che in nessun peese vengono propinate a dosi massicce
come qui, a qualsiasi ora.

Ciao.

Gian Carlo

Maurizio Pistone

unread,
Feb 27, 2009, 12:33:45 PM2/27/09
to
magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:

> Conoscete altre parole o gruppi di
> parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> sostituito da uno diverso o addirittura opposto?

in ambito politico, un autentico capolavoro è Giustizialismo, nato come
nome del movimeno populista di Juan Perón, che ha assunto un significato
completamente diverso nella bocca proprio degli eredi nostrani del
populismo peronista.


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Maurizio Pistone

unread,
Feb 27, 2009, 12:33:46 PM2/27/09
to
magica <ma.g...@bigfoot.com> wrote:

> Qui a ogni ora dobbiamo
> sentire il parere di questi personaggi su qualsiasi cosa.

la cosa più atroce è la moda di intervistare, dopo Cota e Cicchitto, i
passanti, la massaia l'automobilista il giovane col telefonino...

CieloCheTuona

unread,
Feb 27, 2009, 2:56:55 PM2/27/09
to
On Fri, 27 Feb 2009 16:19:32 +0100, magica <ma.g...@bigfoot.com>
wrote:

>E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
>parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
>sostituito da uno diverso o addirittura opposto?

Laico. Nato per distinguere il credente dall'ecclesiastico, oggi
perlopiù col significato di contrapposizione alla chiesa (o al credo).


CieloCheTuona

Harold Demura ex "man off the corner"

unread,
Feb 27, 2009, 4:35:44 PM2/27/09
to

"CieloCheTuona" <cieloc...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:c3hgq45a09335uisr...@4ax.com...
oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
ideologico'.


CieloCheTuona

unread,
Feb 27, 2009, 5:08:10 PM2/27/09
to
On Fri, 27 Feb 2009 22:35:44 +0100, "Harold Demura ex \"man off the
corner\"" <vince.un...@pesciolino.it> wrote:

>oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
>ideologico'.

D'accordo. Si parlava del mutare del significato: a me pare nasca per
indicare una differenza mentre oggi ne indica un'altra.
Oltretutto non mi pare venga usato col significato di "atteggiamento
non ideologico" se per ideologico non si intende un credo religioso.


CieloCheTuona

ahedge

unread,
Feb 27, 2009, 1:12:24 PM2/27/09
to
On Fri, 27 Feb 2009 18:28:02 +0100, magica wrote:

> In <1xa94tqcw7xn1.1ehpbyz3d396n$.d...@40tude.net> ahedge
> <arth...@gmail.com> scrive...
>
>>Direi che le parti politiche (non dico solo Berlusconi) si stiano servendo
>>di nuove tecniche di comunicazione che inglobando linguistica, filosofia,
>>ed altre discipline adoperano il linguaggio come leva per suscitare
>>reazioni emotive, spesso inconsce, negli elettori.
>

> Per creare una realtà virtuale. Aiutati in questo da una pletora di


> trasmissioni che in nessun peese vengono propinate a dosi massicce
> come qui, a qualsiasi ora.
>

Non vedo quelle trasmissioni, ma non ne dubito. Certo che anche il livello
di acculturamento ha il suo peso, come l'articolo suggerisce.

Persone con alfabetizzazione medio-bassa saranno più facilmente portate a
reagire emotivamente a quegli stimoli, qualunque sia la loro tendenza
politica, piuttosto che ad analizzare e criticare.

Non so se i partiti all'opposizione in Italia facciano uso di quelle
tecniche, ma se non le adottano si capisce perchè perdano voti e le
elezioni.

Per molte menti qui negli US questa nuova incarnazione di "il medium è il
messaggio" è la super-arma che determina il vincitore nella lotta
politica, indipendentemente dal valore dei contenuti della piattaforma.

Triste, ma purtroppo vero.

magica

unread,
Feb 27, 2009, 6:02:11 PM2/27/09
to
In <1d86b6kn45awd.t14mdb2op6su$.d...@40tude.net> ahedge
<arth...@gmail.com> scrive...

>Persone con alfabetizzazione medio-bassa saranno più facilmente portate a
>reagire emotivamente a quegli stimoli, qualunque sia la loro tendenza
>politica, piuttosto che ad analizzare e criticare.
>
>Non so se i partiti all'opposizione in Italia facciano uso di quelle
>tecniche, ma se non le adottano si capisce perchè perdano voti e le
>elezioni.

Il problema qui è che l'accesso ai mezzi d'infomazione è sfuggito di
mano ai partiti all'opposizione. Per di più chi sta al governo non
solo vi può accedere, ma addittura possiede tali mezzi. Entrambe le
cose per l'ignavia dei partiti all'opposizione.

A proposito, anche la parola opposizione seocndo me ha subito uno
slittamento sementico. Più sottile, però. Voglio dire che a parole (le
parole di molti sedicneti "oppositori") non l'ha subito, ma nei fatti
spesso sì.

>Per molte menti qui negli US questa nuova incarnazione di "il medium è il
>messaggio" è la super-arma che determina il vincitore nella lotta
>politica, indipendentemente dal valore dei contenuti della piattaforma.
>
>Triste, ma purtroppo vero.

Lì sarà trsite. Qui temo che sarà catastrofico. Ma mi fermo qui,
perché sto diventando OT.

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Feb 27, 2009, 6:06:25 PM2/27/09
to
In <1d86b6kn45awd.t14mdb2op6su$.d...@40tude.net> ahedge
<arth...@gmail.com> scrive...

>Persone con alfabetizzazione medio-bassa saranno più facilmente portate a


>reagire emotivamente a quegli stimoli, qualunque sia la loro tendenza
>politica, piuttosto che ad analizzare e criticare.
>
>Non so se i partiti all'opposizione in Italia facciano uso di quelle
>tecniche, ma se non le adottano si capisce perchè perdano voti e le
>elezioni.

Il problema qui è che l'accesso ai mezzi d'infomazione è sfuggito di


mano ai partiti all'opposizione. Per di più chi sta al governo non
solo vi può accedere, ma addittura possiede tali mezzi. Entrambe le
cose per l'ignavia dei partiti all'opposizione.

A proposito, anche la parola opposizione secondo me ha subito uno
slittamento semantico. Più sottile, però. Voglio dire che a parole (le
parole di molti sedicenti "oppositori") non l'ha subito, ma nei fatti
spesso sì.

>Per molte menti qui negli US questa nuova incarnazione di "il medium è il


>messaggio" è la super-arma che determina il vincitore nella lotta
>politica, indipendentemente dal valore dei contenuti della piattaforma.
>
>Triste, ma purtroppo vero.

Lì sarà triste. Qui temo che sarà catastrofico. Ma mi fermo qui,

Epimeteo

unread,
Feb 28, 2009, 2:14:18 AM2/28/09
to

"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:vg0gq4t8ulpl1bhhv...@4ax.com...
> [...]

> E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
> parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> sostituito da uno diverso o addirittura opposto?

Libertà.

Epi
---
"... la libertà
non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è...?"
http://www.youtube.com/watch?v=WYAIgWu_VXI
(cit. problematica)

Harold Demura ex "man off the corner"

unread,
Feb 28, 2009, 2:45:36 AM2/28/09
to

"CieloCheTuona" <cieloc...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:0bogq45hrcdoi6blp...@4ax.com...

> On Fri, 27 Feb 2009 22:35:44 +0100, "Harold Demura ex \"man off the
> corner\"" <vince.un...@pesciolino.it> wrote:
>
>>oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
>>ideologico'.
>
> D'accordo. Si parlava del mutare del significato: a me pare nasca per
> indicare una differenza mentre oggi ne indica un'altra.

appunto.

> Oltretutto non mi pare venga usato col significato di "atteggiamento
> non ideologico" se per ideologico non si intende un credo religioso.
>

a me invece pare.
Alla fine, sei "d'accordo" o no?
No, perchè esordisci con "d'accordo" e poi dici che non lo sei.
Sei pienamente d'accordo a metà (col mister), forse?
o anche "d'accordo" è slittato?


GraZia

unread,
Feb 28, 2009, 3:07:34 AM2/28/09
to
magica <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto:


> Il problema qui è che l'accesso ai mezzi d'infomazione è sfuggito di
> mano ai partiti all'opposizione.

Gli fosse sfuggito solo quello...

GraZia

GraZia

unread,
Feb 28, 2009, 3:08:58 AM2/28/09
to
Epimeteo <ep...@tin.it> ha scritto:

> "... la libertà
> non è star sopra un albero,
> non è neanche il volo di un moscone,
> la libertà non è uno spazio libero,
> libertà è...?"

Temo che il vero problema oggi sia: partecipazione a che cosa?

GraZia

CieloCheTuona

unread,
Feb 28, 2009, 4:38:39 AM2/28/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 08:45:36 +0100, "Harold Demura ex \"man off the
corner\"" <vince.un...@pesciolino.it> wrote:

>>>oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
>>>ideologico'.
>>
>> D'accordo. Si parlava del mutare del significato: a me pare nasca per
>> indicare una differenza mentre oggi ne indica un'altra.
>
>appunto.
>
>> Oltretutto non mi pare venga usato col significato di "atteggiamento
>> non ideologico" se per ideologico non si intende un credo religioso.
>>
>a me invece pare.
>Alla fine, sei "d'accordo" o no?
>No, perchè esordisci con "d'accordo" e poi dici che non lo sei.
>Sei pienamente d'accordo a metà (col mister), forse?
>o anche "d'accordo" è slittato?
>

Si usa spesso 'laico' col significato di 'non ideologico': fin qui ci
siamo. Ribadivo il mutare del significato: non per contraddirti ma
per, poi, sottolineare questo mutamento. Infatti, sebbene abbia un
significato più ampio, l'accezione più frequente (o più comune, magari
sui media) di 'laico' intende marcare una distinzione dalla chiesa,
mentre originariamente intendeva una distinzione all'interno della
chiesa.


CieloCheTuona

CieloCheTuona

unread,
Feb 28, 2009, 4:40:15 AM2/28/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 08:14:18 +0100, "Epimeteo" <ep...@tin.it> wrote:

>Libertà.
>
>Epi
>---
>"... la libertà
>non è star sopra un albero,
>non è neanche il volo di un moscone,
>la libertà non è uno spazio libero,
>libertà è...?"

Nel senso che non si è più liberi di non partecipare?


CieloCheTuona

ahedge

unread,
Feb 28, 2009, 6:56:08 AM2/28/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 00:06:25 +0100, magica wrote:

> In <1d86b6kn45awd.t14mdb2op6su$.d...@40tude.net> ahedge
> <arth...@gmail.com> scrive...

>>Non so se i partiti all'opposizione in Italia facciano uso di quelle


>>tecniche, ma se non le adottano si capisce perchè perdano voti e le
>>elezioni.

> Il problema qui è che l'accesso ai mezzi d'infomazione è sfuggito di
> mano ai partiti all'opposizione. Per di più chi sta al governo non
> solo vi può accedere, ma addittura possiede tali mezzi. Entrambe le
> cose per l'ignavia dei partiti all'opposizione.

Lo capisco. Comunque, la tanto decantata pluralità d'informazione
statunitense è stata resa inefficace per qualche anno, di fatto paralizzata
dal timore, non immaginario, di perdere udienza e profitti andando contro
corrente.


>
>
>>Per molte menti qui negli US questa nuova incarnazione di "il medium è il
>>messaggio" è la super-arma che determina il vincitore nella lotta
>>politica, indipendentemente dal valore dei contenuti della piattaforma.
>>
>>Triste, ma purtroppo vero.
>
> Lì sarà triste. Qui temo che sarà catastrofico.

Due guerre, un'economia in sala di rianimazione, il debito pubblico a
livelli mai visti prima, una dipendenza energetica terrificante, in gran
parte verso paesi ostili... Mi fermo ma la lista potrebbe continuare.

Sì, sembra proprio una catastrofe o una serie di catastrofi made in USA, e
quel nuovo approccio alla comunicazione di massa è stato il catalizzatore
decisivo, anche se non il solo.

Si potrebbe parafrasare un trito adagio: "Ne uccide più la la linguistica
che la spada", non ti pare?

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 7:54:14 AM2/28/09
to
ahedge <arth...@gmail.com> wrote:

> Si potrebbe parafrasare un trito adagio: "Ne uccide più la la linguistica
> che la spada", non ti pare?

diciamo che per il controllo del consenso la lingua può più della spada

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 7:54:15 AM2/28/09
to
CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:

> Nel senso che non si è più liberi di non partecipare?

tranquillo, quella libertà non è mai stata negata a nessuno.

È una delle facoltà singolari e incomunicabili della religione
cristiana, il poter indirizzare e consolare chiunque, in qualsivoglia
congiuntura, a qualsivoglia termine, ricorra ad essa. Se al passato c'è
rimedio, essa lo prescrive, lo somministra, dà lume e vigore per
metterlo in opera, a qualunque costo; se non c'è, essa dà il modo di far
realmente e in effetto, ciò che si dice in proverbio, di necessita
virtù. Insegna a continuare con sapienza ciò ch'è stato intrapreso per
leggerezza; piega l'animo ad abbracciar con propensione ciò che è stato
imposto dalla prepotenza, e dà a una scelta che fu temeraria, ma che è
irrevocabile, tutta la santità, tutta la saviezza, diciamolo pur
francamente, tutte le gioie della vocazione. È una strada così fatta
che, da qualunque laberinto, da qualunque precipizio, l'uomo capiti ad
essa, e vi faccia un passo, può d'allora in poi camminare con sicurezza
e di buona voglia, e arrivar lietamente a un lieto fine. Con questo
mezzo, Gertrude avrebbe potuto essere una monaca santa e contenta,
comunque lo fosse divenuta...

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 7:54:14 AM2/28/09
to
Harold Demura ex "man off the corner" <vince.un...@pesciolino.it>
wrote:

> oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
> ideologico'.

lo usano i laici.

Per i non laici, "laico" vuol dire "mangiapreti".

Harold Demura ex "man off the corner"

unread,
Feb 28, 2009, 8:06:54 AM2/28/09
to

"Harold Demura ex "man off the corner"" <vince.un...@pesciolino.it> ha
scritto nel messaggio news:49a85cb0$0$1123$4faf...@reader1.news.tin.it...

>
>
> oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
> ideologico'.
preciso: la frase ricorrente è "avere un approccio laico alla questione" .


CieloCheTuona

unread,
Feb 28, 2009, 8:17:44 AM2/28/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 13:54:14 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>> oggi si usa molto 'atteggiamento laico' per dire 'atteggiamento non
>> ideologico'.
>
>lo usano i laici.
>
>Per i non laici, "laico" vuol dire "mangiapreti".

Sarà il caso che spieghi cosa si intende per 'laico', così poi potremo
tornare ai 'slittamenti semantici'.


CieloCheTuona

CieloCheTuona

unread,
Feb 28, 2009, 8:26:42 AM2/28/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 13:54:15 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>> Nel senso che non si è più liberi di non partecipare?
>
>tranquillo, quella libertà non è mai stata negata a nessuno.

Riepilogo. magica chiede chi voglia suggerire dei 'slittamenti
semantici'. Epimeteo propone 'liberta' alludendo, con Gaber, a
'partecipazione'. CieloCheTuona interviene, spero con garbo, e chiede
lumi.

>È una delle facoltà singolari e incomunicabili della religione
>cristiana, il poter indirizzare e consolare chiunque, in qualsivoglia

>[cut]

Mi sa che qui siamo slittati off topic.


CieloCheTuona

magica

unread,
Feb 28, 2009, 8:44:06 AM2/28/09
to
In <ti1iq4t36rp97f9na...@4ax.com> CieloCheTuona
<cieloc...@gmail.com> scrive...

Beh, liberi di partecipare ancora sì. Però solo quando il Palazzo ha
autorizzato manifestazioni, da tenersi in luoghi selezionati (a quando
i ghetti delle manifestazioni?), cui si sia liberi di partecipare. :-)

In ogni caso quando sento parlare di "Casa delle Libertà" (non ne
bastava una; qui libertà è diventata "countable", come direbbero gli
anglofoni) o di "Popolo della Liberà" (qui siamo tornati alla libertà;
evidentemente le libertà della Casa erano troppe)... altro che
slittamenti semantici.

Ciao.

Gian Carlo

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 9:50:13 AM2/28/09
to
CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:

> Sarà il caso che spieghi cosa si intende per 'laico', così poi potremo
> tornare ai 'slittamenti semantici'.

Laico viene da laós, "popolo", ed è una definizione negativa, indicando
tutti quelli che non sono sacerdoti.

Anche un frate può esssere un laico. Se non sbaglkio, lo stesso San
Francesco lo era.

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 9:50:13 AM2/28/09
to
CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:

> >È una delle facoltà singolari e incomunicabili della religione
> >cristiana, il poter indirizzare e consolare chiunque, in qualsivoglia
> >[cut]
>
> Mi sa che qui siamo slittati off topic.

no, ciò che vuol dire Sandrino è che la libertà è un fatto individuale
ed interiore, e che anche una carcerata a vita è libera e responsabile
delle sue scelte

GCPillan

unread,
Feb 28, 2009, 10:24:37 AM2/28/09
to
CieloCheTuona:

> >parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> >sostituito da uno diverso o addirittura opposto?
>
> Laico. Nato per distinguere il credente dall'ecclesiastico, oggi
> perlopiù col significato di contrapposizione alla chiesa (o al credo).

Nei sette significati citati dal dizionario che ho appena letto
http://old.demauroparavia.it/61809
non mi pare che ci sia un significato "svanito" né uno che si possa
definire "opposto" al significato primario "che non appartiene al
clero".
Vedo estensioni di significato in contesti diversi, ma tutti ancora
validi.

GCPillan

unread,
Feb 28, 2009, 10:40:48 AM2/28/09
to
magica:
> L'analisi a proposito dello slittamento semantico (lo chiamo io così),
> quando non del rovesciamento semantico delle dizioni "Grande Fratello"
> e "Matrix", prodotto (volutamente?) dalle omonime trasmissioni
> televisive, mi è sembrata davvero interessante e la condivido.

Per Matrix non mi esprimo: so solo di un film che non conosco.

Per Grande Fratello non mi è sembrato un tema particolarmente nuovo
visto che se ne era abbondantemente parlato alla prima edizione del
Grande Fratello. Se oggi tutti conoscono il reality e il concetto
"videosorvegliati di continuo" quanti conoscevano il significato
orwelliano "videocontrollati di continuo dal governo"? Pochissimi,
direi. Io ho letto 1984 per puro caso, se non l'avessi fatto,
probabilmente avrei appreso il significato di Grande Fratello solo in
seguito al programma televisivo.

Più che di completo stravolgimento del significato, mi pare che se ne
sia conservata solo una parte, quella "tecnologica", che mi pare la
parte più innovativa e caratteristica del romanzo 1984.

Lunobi

unread,
Feb 28, 2009, 10:50:27 AM2/28/09
to
On 27 Feb, 17:14, cingar.scampas...@libero.it wrote:

> Però, come d'altra parte dice anche l'articolo sul blog in questione,
> quello del "Grande Fratello" è un format importato dall'estero (pare
> dall'Olanda).
>
> Non è un po' improbabile che questo, chiamiamolo così, "complotto
> piduista" per depotenziare le parole parta da così lontano?

Mi permetto di risponderti. Il GF è prodotto da una società che era
olandese nel 1999, Endemol, ma che dal 2007 è controllata da Mediaset
(http://en.wikipedia.org/wiki/Endemol). Cio' mostra che "cosi'
lontano" non erano: Mediaset puo' benissimo aver commissionato il
programma a Endemol, anche in accordo con altri che avevano esigenze
simili (come un Murdoch, anche lui da tempo in odore di
grandefratellità). A me personalmente questa sembra l'ipotesi più
probabile. Ma è anche possibile che invece Mediaset abbia solo scelto
di acquistare, sugli innumerevoli titoli disponibili sul mercato,
quello che si chiamava il Grande Fratello, per farne la sua
trasmissione di punta nel bel mezzo della polemica sul conflitto di
interessi: che cosa cambia? Sempre di una scelta Mediaset si tratta,
cioè di un'azienda che per sua natura, storia e funzione agisce in
maniera profondamente politica.

Per questo, "complotto piduista" vallo a dire a tua sorella. No
scherzo ;) Non c'è bisogno di pensare a nessun complotto: anzitutto
perché un com-plotto richiede diverse persone, e qui ne basta una. Ma
poi perché, come ho cercato di spiegare, fa parte della logica delle
cose, se ti metti nei panni di un miliardario che vuole salvarsi dalla
galera prendendo il potere politico. Chi non lo avrebbe fatto al posto
suo? Cioè: chi non userebbe tutti i mezzi a propria disposizione? Chi
non pagherebbe il fior fiore della ricerca pubblicitaria e cognitiva
per farla franca? E' nelle cose. Non c'è bisogno di essere
complottistico-pidduisti: c'è solo bisogno di essere realisti. Che poi
fosse iscritto alla P2, tessera n°1816, e che secondo alcuni ne stia
realizzando il Piano punto per punto, è solo la ciliegina, ma la torta
si fa apprezzare anche senza.

http://linguaditerra/wordpress.com

GCPillan

unread,
Feb 28, 2009, 10:56:59 AM2/28/09
to
magica:

> E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
> parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> sostituito da uno diverso o addirittura opposto?


Ecologico.

Una pelliccia ecologica inquina molto più di una pelliccia.
Un'automobile ecologica cos'è? Una bicicletta a quattro ruote?


Termovalorizzatore.

Viene cancellato il significato principale di "incenerire i rifiuti" a
favore di un effetto secondario del processo ovvero recupare il calore
della combustione dei rifiuti.


Centrali a emissioni zero.

Chissà perché contnuare a usare termini poco gradevoli come
"nucleare" (che ha finalmente sostituito l'ancor più sgradevole
"atomico") per definire la produzione di energia che non produce gas a
effetto serra come il biossido d'azoto.

Lunobi

unread,
Feb 28, 2009, 11:01:20 AM2/28/09
to
On 28 Feb, 16:40, GCPillan <gcpil...@email.com> wrote:

> Più che di completo stravolgimento del significato, mi pare che se ne
> sia conservata solo una parte, quella "tecnologica", che mi pare la
> parte più innovativa e caratteristica del romanzo 1984.

Veramente 1984 (1948) è uno dei manifesti dell'Occidente democratico e
liberale contro lo stalinismo: ha ben poco di tecnologico, che non sia
strettamente finalizzato alla lotta politica.

ahedge

unread,
Feb 28, 2009, 11:18:32 AM2/28/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 13:54:14 +0100, Maurizio Pistone wrote:

> ahedge <arth...@gmail.com> wrote:
>
>> Si potrebbe parafrasare un trito adagio: "Ne uccide più la la linguistica
>> che la spada", non ti pare?
>
> diciamo che per il controllo del consenso la lingua può più della spada

E chi ha parlato di Emilio Fede?

FatherMcKenzie

unread,
Feb 28, 2009, 11:19:44 AM2/28/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Anche un frate puň esssere un laico. Se non sbaglkio

Invece, hai sbaglkiato; siccome non lo fai spesso, che cosa dobbiam
pensare? :)

--
Egerthésontai gŕr pseudóchristoi kaě pseudoprofętai, kaě dósousin semeîa
megála kaě térata hóste planęsai, ei dunatón, kaě toůs eklektoús:
idoů proeíreka humîn. (Euaggélion katŕ Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis

FatherMcKenzie

unread,
Feb 28, 2009, 11:20:50 AM2/28/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> lo usano i laici.
>
> Per i non laici, "laico" vuol dire "mangiapreti".

Esagerato. Pr quel significato usano "laicista"

FatherMcKenzie

unread,
Feb 28, 2009, 11:21:20 AM2/28/09
to
Harold Demura ex "man off the corner" ha scritto:

> preciso: la frase ricorrente č "avere un approccio laico alla questione" .

io mi chiedo sempr quale sarebbe l'approccio confessionale

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 11:35:01 AM2/28/09
to
Lunobi <lux.n...@gmail.com> wrote:

> un'azienda che per sua natura, storia e funzione agisce in
> maniera profondamente politica

Mediaset è un'azienda che agisce con finalità essenzialmente di
profitto, e che fa anche della politica uno strumento di supporto al
proprio profitto.

L'Italia è sempre stato un paese in cui tra pubblico e privato c'è una
commistione patologica. La diferenza radicale è che ai tempi delle
Partecipazioni Statali l'economia era gestita con criteri e finalità
politiche; oggi la politica è gestita in funzione del controllo
monopolistico dell'economia.

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 11:35:02 AM2/28/09
to
GCPillan <gcpi...@email.com> wrote:

> Più che di completo stravolgimento del significato, mi pare che se ne
> sia conservata solo una parte, quella "tecnologica", che mi pare la
> parte più innovativa e caratteristica del romanzo 1984.

la parte tecnologica non è, secondo me, la parte fondamentale del
romanzo. Il controllo pervasivo del potere politico che penetra nella
vita privata, nelle idee, addirittura nella memoria delle persone, è
qualcosa che è stato inventato parecchio tempo fa, molto prima della
televisione.

Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 11:36:39 AM2/28/09
to
FatherMcKenzie <james.l...@MENOinfinito.it> wrote:

> > preciso: la frase ricorrente è "avere un approccio laico alla questione" .


>
> io mi chiedo sempr quale sarebbe l'approccio confessionale

accendi la televisione, e lo saprai

FatherMcKenzie

unread,
Feb 28, 2009, 11:40:29 AM2/28/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:
>>> preciso: la frase ricorrente č "avere un approccio laico alla questione" .

>> io mi chiedo sempr quale sarebbe l'approccio confessionale
>
> accendi la televisione, e lo saprai

quello č un approccio da dittatura delle bbanane...

magica

unread,
Feb 28, 2009, 11:42:43 AM2/28/09
to
In <gobo9t$tn3$3...@tdi.cu.mi.it> FatherMcKenzie
<james.l...@MENOinfinito.it> scrive...

>io mi chiedo sempr quale sarebbe l'approccio confessionale

Da un Padre non no mi sarei mai aspettato questo dubbio. Il caso
Englaro dovrebbe comunque spiegare tutto. Ma basta molto meno: I DICO,
ad esempio.

Ciao.

Gian Carlo
- - - -
Qui lo DICO e qui lo NEGO.

FatherMcKenzie

unread,
Feb 28, 2009, 11:53:34 AM2/28/09
to
magica ha scritto:

> Da un Padre non no mi sarei mai aspettato questo dubbio.

O forse sě? :)

magica

unread,
Feb 28, 2009, 11:56:50 AM2/28/09
to
In <1ivuz71.1poy0t2mtvxtrN%scri...@mauriziopistone.it>
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) scrive...

>Il controllo pervasivo del potere politico che penetra nella
>vita privata, nelle idee, addirittura nella memoria delle persone, è
>qualcosa che è stato inventato parecchio tempo fa, molto prima della
>televisione.

Certo che ora e qui, con le TV (che adesso esistono) e la stampa che
ci troviamo, il motto "The lie passed into history and became truth"
diventa sempre più applicabile e foriero, temo, di un futuro disastro.

Ciao.

Gian Carlo

Harold Demura ex "man off the corner"

unread,
Feb 28, 2009, 12:11:18 PM2/28/09
to

"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:06qiq4lu7tssl4hrc...@4ax.com...

> In <gobo9t$tn3$3...@tdi.cu.mi.it> FatherMcKenzie
> <james.l...@MENOinfinito.it> scrive...
>
>>io mi chiedo sempr quale sarebbe l'approccio confessionale
>
> Da un Padre non no mi sarei mai aspettato questo dubbio. Il caso
> Englaro dovrebbe comunque spiegare tutto. Ma basta molto meno: I DICO,
> ad esempio.
>
voglio precisare che la frase in questione
'avere un approccio laico alla questione' viene usato, come detto, molto
spesso
su questioni non di ordine religioso, o teologico, o morale, ma su questioni
poltiche, sociali, o di altro genere, ma non necesariamente che abbiano a
che fare con la Chiesa.
Il siginificato è quello di 'avere un approccio pragmatico, non
fondamentalista, non ideologico'.
Ecco due esempi, risultato di una semplice e veloce ricerca:

http://www.teatronaturale.it/articolo/5862.html
http://www.vocabola.com/sitichefunzionano/indice-libro.html


Maurizio Pistone

unread,
Feb 28, 2009, 12:50:01 PM2/28/09
to
Harold Demura ex "man off the corner" <vince.un...@pesciolino.it>
wrote:

> voglio precisare che la frase in questione
> 'avere un approccio laico alla questione' viene usato, come detto, molto
> spesso
> su questioni non di ordine religioso, o teologico, o morale, ma su questioni
> poltiche, sociali, o di altro genere, ma non necesariamente che abbiano a
> che fare con la Chiesa.
> Il siginificato è quello di 'avere un approccio pragmatico, non
> fondamentalista, non ideologico'.

questo è la conseguenza dell'aver dato valenza religiosa alle ideologie
politiche.

Il Manifesto degli intellettuali fascisti e quell'altro di Croce.

Epimeteo

unread,
Mar 1, 2009, 2:21:13 AM3/1/09
to

"FatherMcKenzie" <james.l...@MENOinfinito.it> ha scritto nel messaggio
news:gobo9t$tn3$3...@tdi.cu.mi.it...

> Harold Demura ex "man off the corner" ha scritto:
>> preciso: la frase ricorrente è "avere un approccio laico alla questione"

> io mi chiedo sempr quale sarebbe l'approccio confessionale

A proposito di slittamenti in campo religioso, "clericale" è stato già
citato?
Un tempo era un aggettivo che esprimeva, in modo neutrale, un'obiettiva
appartenenza alla Chiesa: oggi è quasi un insulto.

Mi assolva e mi benedica.
Epimeteo
---
"... con tutte quelle,
tutte quelle bollicine...
Io la CocaCola
me la porto a scuola...
CocaCola sì, CocaCola,
CocaCasa e Chiesa..."
http://www.youtube.com/watch?v=l1_XjkdlGZg
(cit. ecclesiastica)

cingar.s...@libero.it

unread,
Mar 1, 2009, 6:00:25 AM3/1/09
to
magica ha scritto:
>[...]

> E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
> parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> sostituito da uno diverso o addirittura opposto?

Ripensando alla domanda, me n'è venuta in mente una: "velina".

Un tempo, la parola significava "nel linguaggio degli organi di stampa
o televisivi, spec. con connotazione polemica, comunicazione inviata
dall’ufficio stampa del governo, di un partito, di un ente pubblico,
ecc., contenente informazioni da divulgare o suggerimenti relativi al
modo di dare una notizia o di commentare un evento" (http://
old.demauroparavia.it/126362).

Il riferimento era soprattutto ai comunicati stampa che il regime
fascista mandava ai giornali, i quali nel Ventennio erano totalmente
asserviti al potere, fino al punto di farsi dettare dall'alto quali
aggettivi e quali fotografie scegliere per il duce.

Poi, ai tempi della cosiddetta prima repubblica, si chiamarono
"veline" quei foglietti con gli aggiornamenti urgenti che venivano
recapitati durante la trasmissione ai conduttori dei telegiornali RAI.
La malignità popolare voleva che tali foglietti giungessero
direttamente dai palazzi del potere, in particolare da Piazza del
Gesù, sede della DC.

In questi antichi TG in bianco e nero, chi recapitava la "velina" allo
speaker era tipicamente un cameraman malvestito con tanto di cuffia
audio ancora sulle orecchie...

Anni più tardi ('80? inizio '90?), gli autori dello pseudo-
telegiornale pseudo-satirico berlusconiano "Striscia la notizia"
ebbero l'idea di sbeffeggiare queste fugaci apparizioni, mettendo al
posto del camerama calvo con la pancetta due belle fanciulle in abiti
succinti, una bionda e una mora, che recapitavano i foglietti in
pattini a rotelle.

Quando le sventole arrivavano, il conduttore-comico prendeva il
foglietto dicendo "Ed ecco qui la nostra velina!". Col passare degli
anni, pattini e foglietti sono spariti, ma le due sventole seminude
che decorano quella stupida trasmissione continuano a chiamarsi "le
veline".

Nei nostri "anni zero", diventare una "velina" è diventato il sogno di
tutte le ragazzine, e l'annuale "casting" per scegliere tali vallette
è diventato addirittura una (pallosissima) trasmissione televisiva.

--
Cingar

cingar.s...@libero.it

unread,
Mar 1, 2009, 6:35:13 AM3/1/09
to
magica ha scritto:
> [...]

> Certo che ora e qui, con le TV (che adesso esistono) e la stampa che
> ci troviamo, il motto "The lie passed into history and became truth"
> diventa sempre più applicabile e foriero, temo, di un futuro disastro.

Be', tornando agli slittamenti semantici, quello che hai detto qui
sopra, ma anche il senso dell'intero thread, potrebbe riassumersi in
una sola parola: "reality", che letteralmente significherebbe
"realtà"!

Ma già che siamo sul discorso dei reality, ne approfitto per
consigliare vivamente "Acido solforico" di Amélie Nothomb: un romanzo
distopico come non ne legggevo, appunto, da "1984".

I concorrenti del reality "Concentramento", ispirato ai campi di
sterminio nazisti, non vengono scelti tramite un casting ma
rastrellati casualmente fra la popolazione. E la settimanale
"eliminazione" dei concorrenti, decretata per televoto, non va affatto
intesa in senso metaforico...

Lì per lì pere un'idea troppo paradossale, troppo forzata. E invece,
incredibilmente, la Nothomb riesce a svilupparla in modo sinistramente
credibile. Eccone un piccolo stralcio:

« I prigionieri erano i soli esseri umani a non aver mai visto neanche
un secondo di "Concentramento". Era il loro unico privilegio.
- Mi domando quali sequenze interessino di più il pubblico - disse MDA
802 a cena.
- I momenti dell'esecuzione, non ho dubbi - disse un uomo.
- Temo di sì - aggiunse Pannonique.
- Anche le violenze - disse una donna. - Il manganello, le grida,
questo li fa uscire di testa.
- Chiaro - disse MDA 802. - E le sequenze 'emotive': là, si
leccheranno i baffi.
- Secondo voi - chiese EPJ 327 - chi è il maggior colpevole?
- I kapò - rispose l'uomo.
- No, gli organizzatori - intervenne uno che non parlava mai.
- I politici, che non vietano una simile mostruosità - disse MDA 802.
- E lei, Pannonique, cosa ne pensa? - chiese EPJ 327.
Si fece silenzio, come ogni volta che l'attenzione si concentrava
sulla giovane.
- Penso che i più colpevoli siano gli spettatori - rispose. »

Non chiedetemi perché (rovinerei il finale a chi vuole leggerlo) ma la
morale del libro potrebbe essere espressa benissimo da una frase che
m'è scappata detta qualche giorno fa parlando di ronde: "Non sempre
basta indignarsi, a volte ci vogliono le molotov".

--
Cingar

Klaram

unread,
Mar 1, 2009, 8:22:18 AM3/1/09
to
cingar.s...@libero.it ha scritto:

> magica ha scritto:
>> [...]
>> E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
>> parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
>> sostituito da uno diverso o addirittura opposto?
>
> Ripensando alla domanda, me n'è venuta in mente una: "velina".

> Il riferimento era soprattutto ai comunicati stampa che il regime


> fascista mandava ai giornali, i quali nel Ventennio erano totalmente
> asserviti al potere, fino al punto di farsi dettare dall'alto quali
> aggettivi e quali fotografie scegliere per il duce.

Ha cambiato significato più volte, ma non hai ricordato l'origine: un
foglio di carta che imitava la bianchezza a la lucidezza della pergamena
che, all'inizio dell'Ottocento, veniva chiamata "velino" (da cui carta
velina). Il nome "velina" ai comunicati stampa del regime è stato dato a
posteriori, perché "velina", sostantivo con quel significato, compare
solo dal 1949.

k

GCPillan

unread,
Mar 1, 2009, 11:36:22 AM3/1/09
to
Lunobi:

Pensare ad un televisore sempre acceso, che si può abbassare ma non
spegnere, che ti sorveglia in casa, con microfoni ovunque nei parchi,
non mi pare sia da considerare trascurabile per la struttura del
romanzo. E pensarlo già quando la televisione era appena nata è ancor
meno trascurabile.

GCPillan

unread,
Mar 1, 2009, 11:43:34 AM3/1/09
to
Maurizio Pistone:

> GCPillan <gcpil...@email.com> wrote:
> > Più che di completo stravolgimento del significato, mi pare che se ne
> > sia conservata solo una parte, quella "tecnologica", che mi pare la
> > parte più innovativa e caratteristica del romanzo 1984.
>
> la parte tecnologica non è, secondo me, la parte fondamentale del
> romanzo. Il controllo pervasivo del potere politico che penetra nella
> vita privata, nelle idee, addirittura nella memoria delle persone, è
> qualcosa che è stato inventato parecchio tempo fa, molto prima della
> televisione.

Proprio perché...

...il controllo pervasivo del potere politico che penetra nella vita


privata, nelle idee, addirittura nella memoria delle persone, è
qualcosa che è stato inventato parecchio tempo fa, molto prima della
televisione

che non mi pare che sia questo controllo pervasivo la parte più
innovativa e caratteristica di 1984, ma il MODO tecnologico per
ottenerlo: controllo assoluto dei mass media, del linguaggio e
sorveglianza dei sudditi.

CieloCheTuona

unread,
Mar 1, 2009, 11:44:02 AM3/1/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 15:50:13 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:
>
>> Sarà il caso che spieghi cosa si intende per 'laico', così poi potremo
>> tornare ai 'slittamenti semantici'.
>
>Laico viene da laós, "popolo", ed è una definizione negativa, indicando
>tutti quelli che non sono sacerdoti.

Hai ragione, credo di essermi sbagliato, dovevo approfondire. Adesso
per punizione scriverò laico trilioni di volte, ma sul blocco note per
non intasare la rete :-)


CieloCheTuona

CieloCheTuona

unread,
Mar 1, 2009, 11:50:10 AM3/1/09
to

interrompo brevemente la punizione autoinflittami (vedi risposta a
Pistone) per ribadire che mi ero sbagliato

riprendo: laico, laico, laico...


CieloCheTuona

CieloCheTuona

unread,
Mar 1, 2009, 11:58:17 AM3/1/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 15:50:13 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:
>
>> >È una delle facoltà singolari e incomunicabili della religione
>> >cristiana, il poter indirizzare e consolare chiunque, in qualsivoglia
>> >[cut]
>>
>> Mi sa che qui siamo slittati off topic.
>
>no, ciò che vuol dire Sandrino è che la libertà è un fatto individuale
>ed interiore, e che anche una carcerata a vita è libera e responsabile
>delle sue scelte

Comunque non vedo cambiamenti di significato in libertà (parola più
lunga del 40% di laico, con l'aggravante dell'accento ...azz... :-)


CieloCheTuona

CieloCheTuona

unread,
Mar 1, 2009, 12:23:44 PM3/1/09
to
On Sat, 28 Feb 2009 07:40:48 -0800 (PST), GCPillan
<gcpi...@email.com> wrote:

>Se oggi tutti conoscono il reality e il concetto
>"videosorvegliati di continuo" quanti conoscevano il significato
>orwelliano "videocontrollati di continuo dal governo"? Pochissimi,
>direi. Io ho letto 1984 per puro caso, se non l'avessi fatto,
>probabilmente avrei appreso il significato di Grande Fratello solo in
>seguito al programma televisivo.

Nel 1984 il libro ebbe un discreto successo, forse fu ben promozionato
e credo abbia venduto discretamente (con conseguente film che era
davvero il caso ci fosse risparmiato) anche se non so quanti l'abbiano
letto.
Oggi la trasmissione televisiva credo abbia cancellato la memoria del
libro (nonostante, come scrivi, se ne sia parlato il primo anno):
questo ricorda precisamente quanto accadeva nel libro, la memoria
(collettiva?) continuamente ridefinita.


CieloCheNonAmavaIlGrandeFratello

P.S.
Il vero slittamento, come già detto da altri, è nel termine 'reality'

magica

unread,
Mar 1, 2009, 12:32:36 PM3/1/09
to
In <c24b35c4-5e72-44ed...@j39g2000yqn.googlegroups.com>
cingar.s...@libero.it scrive...
>magica ha scritto:

>>Certo che ora e qui, con le TV (che adesso esistono) e la stampa che
>>ci troviamo, il motto "The lie passed into history and became truth"
>>diventa sempre più applicabile e foriero, temo, di un futuro disastro.

>Be', tornando agli slittamenti semantici, quello che hai detto qui
>sopra, ma anche il senso dell'intero thread, potrebbe riassumersi in
>una sola parola: "reality", che letteralmente significherebbe
>"realtà"!

Reality ha a sua volta subito uno slittamento, perché i reality show
hanno solo la parvenza della realtà. È una realtà virtuale.

Un po' come quella che ci presentano (costruiscono?) i TG e i
giornali.

Ciao.

Gian Carlo

GCPillan

unread,
Mar 1, 2009, 2:07:28 PM3/1/09
to
cingar.scampas:

> Ripensando alla domanda, me n'è venuta in mente una: "velina".

Ho ricontrollato e mi ricordavo bene:
questo argomento è nato dal pezzo che inziava così:
-------------------------------------------------------------------
Alcuni nomi televisivi come Grande Fratello, Matrix e Velina, hanno
cancellato dalla lingua metafore efficaci per denunciare il controllo
mediatico.
-------------------------------------------------------------------
http://linguaditerra.wordpress.com/2009/02/

GCPillan

unread,
Mar 1, 2009, 2:22:46 PM3/1/09
to
> magica:

>
> > E ora la domanda agli ICLIsti. Conoscete altre parole o gruppi di
> > parole il cui significato originale è andato via via a svanire,
> > sostituito da uno diverso o addirittura opposto?

Aggiungo....

Suburbano
Treni che collegano Milano, Novara, Varese, Saronno

Espresso
Treno a lunga percorrenza ma che viaggia piano

Regionale
Treno che fa tutte le fermate, anche se collega più regioni.

Maurizio Pistone

unread,
Mar 1, 2009, 2:48:37 PM3/1/09
to
GCPillan <gcpi...@email.com> wrote:

> > Veramente 1984 (1948) è uno dei manifesti dell'Occidente democratico e
> > liberale contro lo stalinismo: ha ben poco di tecnologico, che non sia
> > strettamente finalizzato alla lotta politica.
>
> Pensare ad un televisore sempre acceso, che si può abbassare ma non
> spegnere, che ti sorveglia in casa, con microfoni ovunque nei parchi,
> non mi pare sia da considerare trascurabile per la struttura del
> romanzo. E pensarlo già quando la televisione era appena nata è ancor
> meno trascurabile.

per me la vera grande invenzione del romanzo è la neolingua.

Basta stare un po' attenti all'aria che tira intorno a noi per
rendersene conto.

Maurizio Pistone

unread,
Mar 1, 2009, 2:48:53 PM3/1/09
to
CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:

> Nel 1984

nel 1949

> il libro ebbe un discreto successo, forse fu ben promozionato

argh!

> e credo abbia venduto discretamente (con conseguente film che era
> davvero il caso ci fosse risparmiato)

i film mi risulta che siano stati due, uno del 1956 l'altro del 1984
(sai che fantasia!)

Non ho visto né l'uno né l'altro; non mi sembra che abbiano avuto quel
gran successo.

> anche se non so quanti l'abbiano
> letto.

il libro fu sicuramente un successone.

Io qualche volta l'ho anche fatto leggere ai miei allievi.

Certo che chi lo scambia per un romanzo sul potere del mezzo televisivo,
ne perde quasi tutto.

FatherMcKenzie

unread,
Mar 1, 2009, 3:05:14 PM3/1/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> per me la vera grande invenzione del romanzo č la neolingua.


>
> Basta stare un po' attenti all'aria che tira intorno a noi per
> rendersene conto.

E non esisteva ancora la PNL...
Cmq, ciň che rende pericolosa la neolingua č la televisione. Se la
usassero solo i giornali, chi ne saprebbe niente.

FatherMcKenzie

unread,
Mar 1, 2009, 3:08:46 PM3/1/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Certo che chi lo scambia per un romanzo sul potere del mezzo televisivo,
> ne perde quasi tutto.

E' un romanzo sul potere. E sulla panoplia del potere.
A prop, si dice panòplia (uso latino affermato) o panoplìa, alla greka?

--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)

Enrico Gregorio

unread,
Mar 1, 2009, 3:09:27 PM3/1/09
to
GCPillan <gcpi...@email.com> scrive:

Sbagliato. Un regionale non fa necessariamente tutte le fermate; esempio
il treno 1700 da Venezia S. Lucia a Milano Centrale che si ferma a

Venezia Mestre, Padova, Vicenza, S. Bonifacio, Verona Porta Vescovo,
Verona Porta Nuova, Peschiera Del Garda, Desenzano Del Garda-Sirmione,
Brescia, Rovato, Chiari, Romano, Treviglio, Pioltello-Limito e
Milano Lambrate.

Ci sono pure regionali Milano-Torino che fanno poche fermate. Ma parlare
di Trenitalia a proposito dell'argomento di questo filone sarebbe
barare. :) "Coincidenza", "treno di qualità", "alta velocità", ... :(

Una parola che ha assunto significato diverso dall'originale è "però".

Ciao
Enrico

Maurizio Pistone

unread,
Mar 1, 2009, 4:50:06 PM3/1/09
to
FatherMcKenzie <james.l...@MENOinfinito.it> wrote:

> E non esisteva ancora la PNL...

> Cmq, ciò che rende pericolosa la neolingua è la televisione. Se la

> usassero solo i giornali, chi ne saprebbe niente.

pensa ai tempi del Fascio, la potenza equivoca di una parola come
Rivoluzione.

FatherMcKenzie

unread,
Mar 2, 2009, 12:44:42 AM3/2/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:
> pensa ai tempi del Fascio

c'era la radio, ed ebbe grande efficacia, e i cinegiornali dell'istituto
Luce

Epimeteo

unread,
Mar 2, 2009, 2:04:57 AM3/2/09
to

"FatherMcKenzie" <james.l...@MENOinfinito.it> ha scritto nel messaggio
news:goeq0e$tqs$1...@tdi.cu.mi.it...

> E' un romanzo sul potere. E sulla panoplia del potere.
> A prop, si dice panòplia (uso latino affermato) o panoplìa, alla greka?

Padre, Lei ci insegna che "verba graeca per Ausoniae fines sine lege
vagantur", ma...
http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=24207&r=14644

In compenso si dice "oplìte", alla greca.

Mi benedica.
Epimeteo
---
"... ma sono vivo
e sono qui
e vengo dentro a prenderti,
da solo disarmato, innamorato,
tu devi arrenderti..."
http://www.youtube.com/watch?v=zzaHsv2VxPg
(cit. inerme)

Epimeteo

unread,
Mar 2, 2009, 2:09:15 AM3/2/09
to

"Enrico Gregorio" <greg...@math.unipd.it> ha scritto nel messaggio
news:010320092109276120%greg...@math.unipd.it...

> Ci sono pure regionali Milano-Torino che fanno poche fermate. Ma parlare
> di Trenitalia a proposito dell'argomento di questo filone sarebbe
> barare. :) "Coincidenza", "treno di qualità", "alta velocità", ... :(

E i mitici treni "accelerati" (che andavano pianissimo) li vogliamo
dimenticare?
Da chi sono stati sostituiti, dai "fulmini di guerra"?

> Una parola che ha assunto significato diverso dall'originale è "però".

E' un peccato che non ci siano più gli "epperò", i "perocché e i
meravigliosi e autoritari "imperocché", secondi solo ai fantastici
"conciossiacosaché".

Ciao.
(A proposito anche "ciao" è una parola che ha subito uno slittamento: da
"schiavo, servo vostro" a saluto amichevole tra pari grado, mentre il
significato di "slittare", da "scivolare", sta scivolando verso "essere
rinviato").

Epimeteo
---
"Slittamenti progressivi del piacere"
http://www.horrorcrime.com/film_horror/glissements.asp
(cit. scivolosa)

Harold Demura ex "man off the corner"

unread,
Mar 2, 2009, 2:29:20 AM3/2/09
to

"Epimeteo" <ep...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49ab861c$0$1118$4faf...@reader2.news.tin.it...

>
> "Enrico Gregorio" <greg...@math.unipd.it> ha scritto nel messaggio
> news:010320092109276120%greg...@math.unipd.it...
>
>> Ci sono pure regionali Milano-Torino che fanno poche fermate. Ma parlare
>> di Trenitalia a proposito dell'argomento di questo filone sarebbe
>> barare. :) "Coincidenza", "treno di qualità", "alta velocità", ... :(
>
> E i mitici treni "accelerati" (che andavano pianissimo) li vogliamo
> dimenticare?
> Da chi sono stati sostituiti, dai "fulmini di guerra"?
>
>> Una parola che ha assunto significato diverso dall'originale è "però".
>
> E' un peccato che non ci siano più gli "epperò", i "perocché e i
> meravigliosi e autoritari "imperocché", secondi solo ai fantastici
> "conciossiacosaché".
>
> Ciao.
> (A proposito anche "ciao" è una parola che ha subito uno slittamento: da
> "schiavo, servo vostro" a saluto amichevole tra pari grado, mentre il
> significato di "slittare", da "scivolare", sta scivolando verso "essere
> rinviato").
>

direi però di limitare il campo d'indagine ai casi in cui lo 'slittamento
sia avvenuto negli ultimi dieci.vent'anni al massimo.
E di escludere quei vocaboli per i quali una parte politica, o comunque una
parte, tende ad interpretare secondo la propria convenienza,
dato che un certo grado di iterpretabilità è insito in tutti i termini del
vocabolario.


magica

unread,
Mar 2, 2009, 3:14:01 AM3/2/09
to
In <1ivx64r.128fekv1e2w5p6N%scri...@mauriziopistone.it>
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) scrive...

>pensa ai tempi del Fascio, la potenza equivoca di una parola come
>Rivoluzione.

Per rimanere in... epoca, pensa allo slittamento della parola
socialismo (corretta dal nazional, ma sempre socialismo).

Ciao.

Gian Carlo

CieloCheTuona

unread,
Mar 2, 2009, 6:35:35 AM3/2/09
to
On Sun, 1 Mar 2009 20:48:53 +0100, scri...@mauriziopistone.it
(Maurizio Pistone) wrote:

>> Nel 1984
>
>nel 1949

Ricordo (ma non ho verificato) che il libro sia stato scritto nel 1948
ed titolato "1984" semplicemente invertendo le cifre finali dell'anno
d'origine con l'intento di indicare un non meglio precisato futuro.

Nell'anno 1984 o forse a partire dall'anno prima si fece un gran
parlare del libro e delle tematiche proposte. Forse per questo fu
ristampato. O fu solo frutto della promozione del libro. Difficile
dirlo, comunque non importa.
Io allora ero piccino, ma ricordo quel dibattere e mi fa specie oggi,
un quarto di secolo dopo, questa amnesia collettiva.

>i film mi risulta che siano stati due, uno del 1956 l'altro del 1984
>(sai che fantasia!)

Titoli (di film) interessanti ne ho sempre sentiti pochi. Poi in
quell'anno c'era quasi un'ossessione per quel numero, quella data.
Inevitabile.

>Non ho visto né l'uno né l'altro; non mi sembra che abbiano avuto quel
>gran successo.

Il secondo lo vidi. Difficilmente raggiungibile in bruttura.


CieloCheTuona

Lilith

unread,
Mar 2, 2009, 6:53:59 AM3/2/09
to
CieloCheTuona ha scritto:

>>> Nel 1984
>> nel 1949
>
> Ricordo (ma non ho verificato) che il libro sia stato scritto nel 1948
> ed titolato "1984" semplicemente invertendo le cifre finali dell'anno
> d'origine con l'intento di indicare un non meglio precisato futuro.
>
> Nell'anno 1984 o forse a partire dall'anno prima si fece un gran
> parlare del libro e delle tematiche proposte. Forse per questo fu
> ristampato. O fu solo frutto della promozione del libro. Difficile
> dirlo, comunque non importa.


L'edizione che ho io è datata dicembre 1983. In copertina c'è scritto:
"L'anno che stiamo per vivere raccontato 36 anni fa nella più famosa
delle profezie". Questo conferma quanto dici tu, direi.

Klaram

unread,
Mar 2, 2009, 7:42:34 AM3/2/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:


> Io qualche volta l'ho anche fatto leggere ai miei allievi.

Io lo lessi, con La fattoria degli animali, al liceo come libro
proposto dall'insegnante d'inglese.
(ma erano pochissimi quelli che sceglievano Orwell) :-))

k

Klaram

unread,
Mar 2, 2009, 7:43:37 AM3/2/09
to
Enrico Gregorio ha scritto:

> Una parola che ha assunto significato diverso dall'originale è "però".

Mai come "piuttosto che".

k

Klaram

unread,
Mar 2, 2009, 7:46:00 AM3/2/09
to
Epimeteo ha scritto:

> E i mitici treni "accelerati" (che andavano pianissimo) li vogliamo
> dimenticare?
> Da chi sono stati sostituiti, dai "fulmini di guerra"?

dai "diretti".

> Ciao.
> (A proposito anche "ciao" è una parola che ha subito uno slittamento: da
> "schiavo, servo vostro" a saluto amichevole tra pari grado, mentre il
> significato di "slittare", da "scivolare", sta scivolando verso "essere
> rinviato").

Credo che la maggioranza delle parole, col tempo, abbia cambiato
significato.

k

Maurizio Pistone

unread,
Mar 2, 2009, 8:07:46 AM3/2/09
to
CieloCheTuona <cieloc...@gmail.com> wrote:

> >> Nel 1984
> >
> >nel 1949
>
> Ricordo (ma non ho verificato) che il libro sia stato scritto nel 1948
> ed titolato "1984" semplicemente invertendo le cifre finali dell'anno
> d'origine con l'intento di indicare un non meglio precisato futuro.

per un caso insperato ho beccato nel caos della mia libreria un'edizione
economica di Nineteen Eighty-Four, da cui risulta il copiràit del 1949.
L'avrà scritto nel 1948, e pubblicato pochi mesi dopo.

Il 1948, oltre ad essere l'anno della mia fausta nascita, è il grande
momento di svolta della Guerra Fredda: colpo di stato in Cecoslovacchia,
blocco di Berlino, divisione della Corea al 38° Parallelo, avvio del
Piano Marshall...

Epimeteo

unread,
Mar 2, 2009, 9:45:11 AM3/2/09
to

"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:49abd3b7$1...@newsgate.x-privat.org...
> Epimeteo ha scritto:

>> (A proposito anche "ciao" è una parola che ha subito uno slittamento: da
>> "schiavo, servo vostro" a saluto amichevole tra pari grado, mentre il
>> significato di "slittare", da "scivolare", sta scivolando verso "essere
>> rinviato").

> Credo che la maggioranza delle parole, col tempo, abbia cambiato
> significato.

L'unica parola che non ha mai cambiato significato, nè mai lo cambierà, è
"amore"...

Epìupò
---
"... love
is a many-splendored thing,
it's the April rose
that only grows
in the early spring..."
http://www.youtube.com/watch?v=HwDRwyjVuwI
(cit. romantica)

Klaram

unread,
Mar 2, 2009, 12:57:25 PM3/2/09
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Il 1948, oltre ad essere l'anno della mia fausta nascita, è il grande
> momento di svolta della Guerra Fredda: colpo di stato in Cecoslovacchia,
> blocco di Berlino, divisione della Corea al 38° Parallelo, avvio del
> Piano Marshall...

Che quarantotto! :-)

k

Klaram

unread,
Mar 2, 2009, 1:03:43 PM3/2/09
to
Epimeteo ha scritto:

>
> "Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio

>> Credo che la maggioranza delle parole, col tempo, abbia cambiato


>> significato.
>
> L'unica parola che non ha mai cambiato significato, nè mai lo cambierà, è
> "amore"...

Forse non ha cambiato perché il significato è molto vago: tra l'amore
per la linguistica o l'amore per il prossimo tuo e l'amore passione di
due amanti c'è una bella differenza! :-)

> Epìupò

kiki

Enrico Gregorio

unread,
Mar 2, 2009, 1:08:00 PM3/2/09
to
Klaram <nos...@libero.it> scrive:

> Enrico Gregorio ha scritto:
>
> > Una parola che ha assunto significato diverso dall'originale č "perň".


>
> Mai come "piuttosto che".

Se si va sui modi di dire abusati e orrendi come questo non si
finisce piů (assolutamente).

Ciao
Enrici

GCPillan

unread,
Mar 2, 2009, 1:19:05 PM3/2/09
to
Enrico Gregorio:

> > Regionale
> > Treno che fa tutte le fermate, anche se collega più regioni.
>
> Sbagliato. Un regionale non fa necessariamente tutte le fermate;

Quindi come vengono differenziati i locali dai diretti?
E come vengono differenziati i treni che stanno in una regione da
quelli che ne collegano due?

Epimeteo

unread,
Mar 2, 2009, 1:41:56 PM3/2/09
to

"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:49ac1e2e$2...@newsgate.x-privat.org...
> Epimeteo ha scritto:

>> L'unica parola che non ha mai cambiato significato, nè mai lo cambierà, è
>> "amore"...

> Forse non ha cambiato perché il significato è molto vago: tra l'amore per
> la linguistica o l'amore per il prossimo tuo e l'amore passione di due
> amanti c'è una bella differenza! :-)

Per me è uguale.

>> Epìupò

> kiki

QUESTO E' UN "OUTING" !
Adesso tutto il mondo conosce il nomignolo dell'amore di Karla!

Bisognerebbe aggiungerlo agli altri già noti:
http://www.nomix.it/nomignoli.php

Epìupò
---
"... scusa, ma ti chiamo amore,
non so dire nulla più...
Scusa se ti ho dato un nome,
ora puoi chiamarmi anche tu..."
http://www.youtube.com/watch?v=g25I0LnGaPg
(cit. di una nomina)

GCPillan

unread,
Mar 2, 2009, 1:49:05 PM3/2/09
to
Maurizio Pistone:

> > Pensare ad un televisore sempre acceso, che si può abbassare ma non
> > spegnere, che ti sorveglia in casa, con microfoni ovunque nei parchi,
> > non mi pare sia da considerare trascurabile per la struttura del
> > romanzo. E pensarlo già quando la televisione era appena nata è ancor
> > meno trascurabile.
>
> per me la vera grande invenzione del romanzo è la neolingua.

Sarà perché sono orientato verso la tecnologia, ma mi colpì molto più
la sorveglianza continua di quanto mi colpì l'invenzione della
neolingua.

> Basta stare un po' attenti all'aria che tira intorno a noi per
> rendersene conto.

Nel 1984 ci fu una campagna pubblicitaria Olivetti titolata "Orwell ha
sbagliato". Si spiegava che la previsione di macchine che controllano
l'uomo era smentita dalla realtà dei Personal Computer che erano in
realtà gestiti e pilotati dal singolo soggetto. La neolingua non mi
pare che abbia preso: semmai direi che la propaganda, sebbene non
riesca a cancellare il libero pensiero né la sua espressione, piloti
oggi pesantemente il pensiero medio comune del popolo. Mi pare invece
che George Orwell abbia azzeccato molto bene la previsione del
controllo continuo delle nostre comunicazioni private interpersonali.

Oggi sappiamo delle intecettazioni, di quelle di cui sappiamo.

Controllo che sarà a mio parere sempre più pervasivo perché noi
finiremmo per considerarlo accettabile, anzi a nostro vantaggio. Mi
spiego meglio. Oggi diamo per acquisito e normale che buona parte
della spesa "spettacolo" sia pagata da altri, che orientano e si
rivalgono poi, sui nostri consumi. E' il meccanismo della pubblicità,
che supera TV a pagamento, cinema eccetera. Oggi diamo altrettanto per
acquisito e normale che noi si paghi, e molto, per la comunicazione
interpersonale. Un domani non troppo lontano sarà qualcun altro a
pagare per soddisfare questo nostro fabbisogno. Naturalmente in cambio
di consigli per i nostri consumi, ancor meno invadenti e ancor più
mirati di quelli della televisione. Onestamente... se tutte le nostre
lettere, telefonate, messaggi fossero discretamente analizzati da
delle macchine, nel rispetto dell'anonimato... chi si opporrebbe? Lo
facciamo con Gmail? Per risparmiare due trecento euro l'anno non lo
faremmo anche con il telefono?

Enrico Gregorio

unread,
Mar 2, 2009, 2:01:30 PM3/2/09
to
GCPillan <gcpi...@email.com> scrive:

Sembra assurdo, ma non sono affatto differenziati. Le attuali
categorie di treni sono, se non ne salto qualcuna:

(Divisione Passeggeri)
Eurostar Italia AV Fast (non scherzo, esiste l'alta velocità "fast")
Eurostar Italia AV
Eurostar Italia Fast
Eurostar Italia
Eurostar City Italia
Eurocity
Intercity Plus
Intercity
Intercity Night
Espresso

(Divisione Trasporto Regionale)
Regionale
Suburbano
Metropolitano

Che un treno colleghi Milano a Venezia o Torino a Pisa (esiste, è
il numero 2051) e si fermi solo in poche stazioni non fa, per
Trenitalia, alcuna differenza se non è un treno della "Divisione
Passeggeri", che costerebbe nettamente di più: tutti sono Regionali. Le
categorie "Interregionale" e "Diretto" sono state soppresse un paio
d'anni fa.

È ormai esperienza comune che qualcuno, vedendo che il treno in arrivo
è un Regionale, salga e scopra solo a bordo che non fermerà nella
stazioncina meta del suo viaggio.

Già che ci sono: a dicembre su alcune tratte sono stati eliminati gli
Intercity e sostituiti dagli ESCI (Eurostar City Italia); con aumenti
di prezzo anche del 40% (per esempio tra Padova e Verona).

Ciao
Enrico

FatherMcKenzie

unread,
Mar 2, 2009, 2:06:43 PM3/2/09
to
GCPillan ha scritto:

> Per risparmiare due trecento euro l'anno non lo
> faremmo anche con il telefono?

Vendersi la libertà per un tozzo di pan secco non è un grande affare

--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:

idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)

GCPillan

unread,
Mar 2, 2009, 3:54:24 PM3/2/09
to
Enrico Gregorio:

> esperienza comune che qualcuno, vedendo che il treno in arrivo
> è un Regionale, salga e scopra solo a bordo che non fermerà nella
> stazioncina meta del suo viaggio.

Sono allibito: non solo da questo particolare, ma da tutta la faccenda
della classificazione dei treni!

Enrico Gregorio

unread,
Mar 2, 2009, 5:03:49 PM3/2/09
to
GCPillan <gcpi...@email.com> scrive:

Come ho detto, infatti, prendere Trenitalia come fornitore di
"slittamenti semantici" è barare.

I cosiddetti "nuovi" Eurostar City non sono nient'altro che le stesse
carrozze di prima (alcune ormai viaggiano per i quarant'anni di età),
spesso tirate da macchine E444R costruite fra il 1965 e il 1975
(la R sta per riqualificate, ma è successo nei primi anni '90).

Hanno rinnovato gli interni, e ci mancherebbe, visto che non erano
state toccate dall'epoca della costruzione; alcune risalgono agli
anni '70, le ultime sono state prodotte nel 1990 (prima classe) o
nel 1993 (seconda classe).

Questi treni sono quasi sempre tirati da macchine E414; non sono
nuove, ci mancherebbe: sono le ex E404 in dotazione ai primi ETR500,
che furono accantonate quasi subito perché le FS si accorsero che
stavano costruendo le nuove linee ad alta velocità con alimentazione a
25 kV (CA), mentre le E404 funzionavano con la classica 3 kV (CC),
inadatta a velocità superiori ai 200 km/h.

Non sono balle: le prime E404 furono messe in produzione nel 1992, anno
in cui fu deciso di adottare i 25 kV (CA) per le nuove linee e vennero
commissionate le nuove E404 politensione per gli ETR500. Le FS si
trovarono sul groppone sessanta E404 a corrente continua che però,
guarda caso, non potevano adattarsi ai treni tradizionali. Così le
dovettero modificare: i ganci non erano alla stessa altezza dei ganci
dei vagoni normali, per esempio. Ogni E414 è costata quasi come due
locomotori tradizionali.

E devono sempre viaggiare in coppia, perché ciascuna ha un solo
pantografo, ma naturalmente una sola è alimentata e l'altra fa da
zavorra. Un treno elettrico non può viaggiare con un solo pantografo
a disposizione per avere la riserva in caso di rotture che accadono
non raramente.

Credo che in Piazza della Croce Rossa (sede di FS) ricordino con
orgoglio la commessa di 25 locomotori a 25 kV destinati alla rete
elettrificata in Sardegna. Mai eseguita, ma i locomotori sono stati
comprati e non sono mai entrati in servizio. Pare che siano stati
venduti di recente alle ferrovie serbe per 6 700 000 euro, nemmeno
270 000 euro l'una.

Ciao
Enrico

magica

unread,
Mar 2, 2009, 6:04:34 PM3/2/09
to
In <020320092303495069%greg...@math.unipd.it> Enrico Gregorio
<greg...@math.unipd.it> scrive...

>Come ho detto, infatti, prendere Trenitalia come fornitore di
>"slittamenti semantici" è barare.

Altro che. Ad esmepio la parola pulizia, per Trenitalia, altro che
slittamenti: scivoloni.

L'anno scorso ho preso quattro volte un Eurostar. La prima volta,
quando sono salito sembrava di essere in un porcile. Cartacce e avanzi
di cibo dappertutto.

Passiamo al clima (che adesso per i creativi della pubblicità
automobistica è il climatizzatore). Secondo scivolone.

Secondo viaggio. Era estate e faceva un caldo terribile, ma l'aria
condizionata nella mia carrozza era guasta. Quando siamo arrivati a
Milano una signora, appena scesa dal treno, è stramazzata al suolo.
Per fortuna era solo svenuta.

Il terzo scivolone non è semantico, ma già che ci sono lo riferisco.

Terzo viaggio. Ero andato a trovare degli amici nelle Marche e in
Romagna e, al ritorno, ho preso l'Eurostar a Rimini, diretto a Milano.
Raggiungere il mio posto non è stato facile, perché il corridoio fra i
sedili era pieno di gente che bivaccava (Trenitalia aveva pensato bene
di abolire la prenotazione obbligatoria per caricare più gente che
poteva). Ma il bello doveva ancora venire. Quando mi sono recato al
bar per mangiare un panino, oltre a dover scavalcare i bivaccanti, ho
scoperto che nei ripiani destinati ai bagagli che si trovano a
un'estremità della carrozza non c'erano valigie, ma gente che dormiva.
Le valigie di chi non le aveva potute mettere nel dormitorio
ingombravano il passaggio.

Del quarto viaggio ricordo solo il guasto al locomotore.

Ciao.

Gian Carlo

Harold Demura ex "man off the corner"

unread,
Mar 3, 2009, 2:23:02 AM3/3/09
to

"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:q2noq4l05mce55aqr...@4ax.com...

> In <020320092303495069%greg...@math.unipd.it> Enrico Gregorio
> <greg...@math.unipd.it> scrive...
>
>>Come ho detto, infatti, prendere Trenitalia come fornitore di
>>"slittamenti semantici" è barare.
>
> Altro che. Ad esmepio la parola pulizia, per Trenitalia, altro che
> slittamenti: scivoloni.
>
> L'anno scorso ho preso quattro volte un Eurostar. La prima volta,
> quando sono salito sembrava di essere in un porcile. Cartacce e avanzi
> di cibo dappertutto.
>
che però sono stati lasciati da passeggeri non molto civili.
Va bene pretendere pulizia e manutenzione dalle ditte, ma ognuno dovrebbe
ricordare che il primo imperativo per tenere pulito un ambiente è di
sporcarlo il meno possibile.
I


GraZia

unread,
Mar 3, 2009, 2:50:26 AM3/3/09
to
Epimeteo <ep...@tin.it> ha scritto:


kiki
>
> QUESTO E' UN "OUTING" !
> Adesso tutto il mondo conosce il nomignolo dell'amore di Karla!

Argh!
Kiki sono io! Mi chiamano così i miei nipoti da quasi 40 anni a questa parte.

GraZia

magica

unread,
Mar 3, 2009, 7:23:48 AM3/3/09
to
In <49acdad7$0$1124$4faf...@reader2.news.tin.it> "Harold Demura ex
\"man off the corner\"" <vince.un...@pesciolino.it> scrive...

>"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
>news:q2noq4l05mce55aqr...@4ax.com...

>> L'anno scorso ho preso quattro volte un Eurostar. La prima volta,


>> quando sono salito sembrava di essere in un porcile. Cartacce e avanzi
>> di cibo dappertutto.

>che però sono stati lasciati da passeggeri non molto civili.
>Va bene pretendere pulizia e manutenzione dalle ditte, ma ognuno dovrebbe
>ricordare che il primo imperativo per tenere pulito un ambiente è di
>sporcarlo il meno possibile.

Sono perfettamenet d'accordo. Ma passeggeri cresciuti a pane e TV (la
nostra TV, che non ha uguali, per bassezza, nel mondo civile), e con
gli esempi dall'alto che si ritrovano, che cosa pretendiamo che
facciano? Imitano. E magari si credono un po' importanti anche loro.

Ciao.

Gian Carlo

cingar.s...@libero.it

unread,
Mar 3, 2009, 9:16:42 AM3/3/09
to
Epimeteo ha scritto:
> [...]

> L'unica parola che non ha mai cambiato significato, nè mai lo cambierà, è
> "amore"...

Ah, l'amore, l'amore, decantato da mille e mille canzoni, come per
esempio quella che faceva: "50 la bocca e 100 l'amore...".

--
Cingar

Epimeteo

unread,
Mar 3, 2009, 9:37:44 AM3/3/09
to

"GraZia" <3849i...@mynewsgate.net> ha scritto nel messaggio
news:200903030...@mynewsgate.net...
> Epimeteo <ep...@tin.it> ha scritto:

>> Karla aveva detto:
>>> kiki

>> QUESTO E' UN "OUTING" !
>> Adesso tutto il mondo conosce il nomignolo dell'amore di Karla!

> Argh!
> Kiki sono io! Mi chiamano così i miei nipoti da quasi 40 anni a questa
> parte.

ZIA!
Anche tu!
Non ti vergogni di farti chiamare da quelle creaturine dei tuoi nipotini con
un nome ad alto contenuto erotico?
Ti ricordo che si faceva chiamare "Kiki de Montparnasse" la mitica Alice
Prin, regina della Parigi degli artisti (e in particolare compagna di Man
Ray), nella prima metà del secolo scorso:
http://it.wikipedia.org/wiki/Alice_Prin

Non ti farai mica chiamare "Kiki de Lomelline"?

Ricompòniti!

Epìupò
---
"... scusa, ma ti chiamo amore

e non posso dir di più.
Scusa se non posso avere
gli anni che hai ora tu,
ma conservo quell'istinto
per volare come un aquilone in libertà..."
http://www.youtube.com/watch?v=g25I0LnGaPg
(cit. mocciosa)

GCPillan

unread,
Mar 3, 2009, 10:38:50 AM3/3/09
to
magica:

> L'anno scorso ho preso quattro volte un Eurostar.
[...]

> Del quarto viaggio ricordo solo il guasto al locomotore.

Direi che la tua esperienza è affetta da una notevole dose di sfiga.
Non che a me sia andato sempre tutto bene, ma le esperienze negative
sono state distiribuite in un maggior numero di viaggi.

GCPillan

unread,
Mar 3, 2009, 10:41:13 AM3/3/09
to
man off the corner:

> Va bene pretendere pulizia e manutenzione dalle ditte, ma ognuno dovrebbe
> ricordare che il primo imperativo per tenere pulito un ambiente è di
> sporcarlo il meno possibile.

Esatto.
Marciapiedi e strade sotto casa mia vengono puliti molto
frequentemente.
Eppure sono quasi sempre impresentabili, ovvero vergognosamente
sporchi.

Enrico Olivetti

unread,
Mar 3, 2009, 11:23:52 AM3/3/09
to
cingar.s...@libero.it wrote:

Caruccia...

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