in francese, per esempio, l'uso è al maschile, mentre noi italiani
preferiamo la forma al femminile, con varie difficoltà
voi come vi regolate in proposito?
è proprio inaccettabile, nell'italiano letterario e in quello scritto,
volgere tutto al maschile, un po' come fanno i francesi?
mille grazie anticipate :-)
> ciao a tutti,
> so bene che è una vecchia questione, per altro, a mio avvoso, mai
> risolata, almeno nella lingua parlata
Non mi risulta ci sia qualcosa da risolare, a questo proposito
"Le dissi" quando mi riferisco al gentil sesso
"Gli dissi" quando mi riferisco al sesso forte oppure (qui sì c'è da
discutere) a più persone.
> è proprio inaccettabile, nell'italiano letterario e in quello scritto,
> volgere tutto al maschile, un po' come fanno i francesi?
È semplicemente sbagliato
> mille grazie anticipate :-)
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html
"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
"Mentre eravamo a tavola glielo dissi" - forma maschile
"Mentre eravamo a tavola le dissi" - forma femminile
però, a mio avviso, la differenza sta in questo:
nel primo caso posso continuare la frase precisando la cosa che il
soggetto intende esplicitare, per esempio: "che aveva torto", oppure
posso fermarmi alla semplice affermazione iniziale, facendo riferiemnto
a qualcosa di già espresso anzitempo;
nel secondo caso la seconda possibilità mi è preclusa, sono obbligato a
continuare la frase, non posso sottintendere nulla, almeno a me così pare
comunque, grazie per la tua cortese risposta:-)
> "Mentre eravamo a tavola glielo dissi" - forma maschile
No, forma neutra (bisex)
> "Mentre eravamo a tavola le dissi" - forma femminile
>
> però, a mio avviso, la differenza sta in questo:
>
> nel primo caso posso continuare la frase precisando la cosa che il
> soggetto intende esplicitare, per esempio: "che aveva torto", oppure posso
> fermarmi alla semplice affermazione iniziale, facendo riferiemnto a
> qualcosa di già espresso anzitempo;
Infatti. Questo perché in "glielo" è incluso l'oggetto nel pronome "lo"
che rimanda a qualcosa di cui si è parlato.
> nel secondo caso la seconda possibilità mi è preclusa, sono obbligato a
> continuare la frase, non posso sottintendere nulla, almeno a me così pare
Certamente. La frase è monca, mancando dell'oggetto.
> comunque, grazie per la tua cortese risposta:-)
Ciao,
> è proprio inaccettabile, nell'italiano letterario e in quello scritto,
> volgere tutto al maschile, un po' come fanno i francesi?
in francese lui è maschile *e* femminile.
In italiano gli è maschile, le femminile.
Naturalmente (come in ogni cosa di lingua) non mancano buone ragioni per
sostenere il contrario. Io però rimango legato a questa distinzione.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
> non quoto per evitare confusioni, spero mi perdoniate...:-)
>
> "Mentre eravamo a tavola glielo dissi" - forma maschile
> "Mentre eravamo a tavola le dissi" - forma femminile
>
> però, a mio avviso, la differenza sta in questo:
>
> nel primo caso posso continuare la frase precisando la cosa che il
> soggetto intende esplicitare, per esempio: "che aveva torto", oppure
> posso fermarmi alla semplice affermazione iniziale, facendo riferiemnto
> a qualcosa di già espresso anzitempo;
>
> nel secondo caso la seconda possibilità mi è preclusa, sono obbligato a
> continuare la frase, non posso sottintendere nulla, almeno a me così pare
Forse ti stai confondendo. La prima frase che citi non è certo la forma
maschile della seconda, infatti "glielo dissi" contiene due
complementi, perché "glielo" è un pronome doppio:
"glielo dissi" = "lo dissi a lui (lei)".
Nella prima frase hai già un oggetto, non è grammaticalmente corretto
aggiungerne un altro (ma di "lo" pleonastici è pieno il mondo). Quindi
"Mentre eravamo a tavola glielo dissi che aveva torto" è errore, anche
se è molto usato nella lingua parlata; "Mentre eravamo a tavola gli
dissi che aveva torto" è la forma corretta.
Su questo si potrebbero aprire discussioni infinite, ma di sicuro la
forma pleonastica, almeno in questo caso genere, è fastidiosa; in
altri può essere accettabile, per dare un'enfasi particolare.
Su una cosa dovremmo essere d'accordo: che usare "ci" come sostituto
di "gli" e "le" è un modo da evitare.
Ciao
Enrico
> non quoto per evitare confusioni, spero mi perdoniate...:-)
>
> "Mentre eravamo a tavola glielo dissi" - forma maschile
> "Mentre eravamo a tavola le dissi" - forma femminile
Stai cambiando le carte in tavola rispetto al primo scritto.
Mentre eravamo a tavola gli dissi (maschile)
Mentre eravamo a tavola le dissi (femminile)
Mentre eravamo a tavola glielo dissi (maschile, femminile e,
vaexata questio, anche plurale d'ambo i generi)
Bruno
Be', avrei un paio di scarpe...
GraZia
intanto scusate per il doppio messaggio prima inviato, colpa del mio
modem, si connette e disconnette secondo capriccio
per il resto avete ragione, mi avete chiarito le idee, e non poco.
grazie ancora
> ciao a tutti,
> so bene che è una vecchia questione,
Infatti, già trattata più volte anche su questo NG.
> per altro, a mio avvoso, mai
> risolata, almeno nella lingua parlata
Infatti, la lingua risolata non viene granchè, preferisco in salmì.
> in francese, per esempio, l'uso è al maschile, mentre noi italiani
> preferiamo la forma al femminile, con varie difficoltà
Quali difficoltà?
> voi come vi regolate in proposito?
A una signora? *Le* porgo un fiore, perbacco! Fare diversamente mi parrebbe
da villani.
> è proprio inaccettabile, nell'italiano letterario e in quello scritto,
> volgere tutto al maschile, un po' come fanno i francesi?
No, anzi l'uso alla francese è quello più fedele all'etimo latino, e può
contare su autorevoli precedenti anche nell'italiano letterario.
http://www.mauriziopistone.it/testi/discussioni/gramm04_gli_le.html
Però l'italiano standard del Duemila dice: "gli" per i maschietti, "le" per
le femminucce. La distinzione torna anche utile per capire di chi si parla,
in certe frasi.
La tendenza alla forma "gli" unisex sta tuttavia prevalendo nella lingua
parlata, si sente ormai anche nei tiggì. Che ce possiamo fa'? Secondo
alcuni, per esempio Father McKenzie in versione "Provocator", conta solo
l'uso! Quale forma prevarrà? Lo scopriremo solo vivendo.
> mille grazie anticipate :-)
Prego, però non ho il resto.
--
> con evidente poco rispetto, andate pure a fare in c***
Temo che tu debba rivedere la definizione di sarcasmo.
Un messaggio dove c'è scritto "avvoso" per "avviso", "risolata" per
"risolta" e aggiungo un "per altro" che poteva benissimo mancare,
meritava certamente almeno una battuta spiritosa come risposta. Ti
concedo che una faccina :-) dopo il salmì poteva andarci.
Ti è stato risposto in modo cortese e vivace. Se non sai cogliere
questi aspetti nel messaggio di Enrico C, è meglio che cominci a leggere
qualche libro.
Ciao
Enrico
> Non so chi Voi siate, ma il Vostro sarcasmo non Vi onora, signor C,
Ne parlerò con A, B e D.
fup2 it.discussioni.folli
>> Non so chi Voi siate, ma il Vostro sarcasmo non Vi onora, signor C, e,
>> con evidente poco rispetto, andate pure a fare in c***
>
> Temo che tu debba rivedere la definizione di sarcasmo.
e quale sarebbe, per cortesia?
> Un messaggio dove c'è scritto "avvoso" per "avviso", "risolata" per
> "risolta" e aggiungo un "per altro" che poteva benissimo mancare,
> meritava certamente almeno una battuta spiritosa come risposta. Ti
> concedo che una faccina :-) dopo il salmì poteva andarci.
ora, poiché si scrive su icli si deve essere per forze letterati oppure
si può concedere ad una persona qualunque di chiedere?
altrimenti, come fai tu e il signor C, facendo le pulci ai refusi e alle
ridondanze, per le quali peraltro l'orientamento è solo il gusto e lo
stile, risulta ardito, scoraggia e allontana qualsivoglia pur modesto
intervento
ovvero, son inciampato in un ristretto circolo di intimi amici di penna
e non mi è concesso altro che leggere i vostri complimenti reciproci e
le vostre, almeno in molti casi, nostalgie della Crusca?
> Ti è stato risposto in modo cortese e vivace. Se non sai cogliere
> questi aspetti nel messaggio di Enrico C, è meglio che cominci a leggere
> qualche libro.
>
> Ciao
> Enrico
Perché non me ne consigli qualcuno tu?
così comincio
p.s: io non capisco come ci si possa permettere, senza nulla sapere
dell'altro, queste libertà che tu definisci "vivaci"; senza sapere se
l'altro soffre, è depresso, malinconico, ignorante, sensibile, fragile,
ha il cancro, o cos'altro
ma possibile che sempre in questi newsgroup si debba mancare di
sensibilità e rispetto della dignità dell'altro?
io sono stato offensivo, ma con intenzione, espressamente, e me ne
assumo le responsabilità
posso farnire il mio indirizzo e regolare la questione, non sono uno
struzzo, sono un uomo e detesto chi non rispetta volutamente e con
sufficienza, con dolenza, con ironia, con accidia gli altri
ciao e fatemi sapere per l'indirizzo
> p.s: io non capisco come ci si possa permettere, senza nulla sapere
> dell'altro, queste libertà che tu definisci "vivaci"; senza sapere se
> l'altro soffre, è depresso, malinconico, ignorante, sensibile, fragile,
> ha il cancro, o cos'altro
Ma, il tuo fanculo a C. come lo inquadri in quest'ottica?
> ciao e fatemi sapere per l'indirizzo
Credo che sia lo stesso che hai suggerito tu a al signor C.
Potrò sbagliarmi, ma i "vivaci" di spirito e gli appassionati
spulciatori e giudici del prossimo difficilmente soffrono, altrimenti
soffrono inconsapevolmente
se mi fossi deicato al mutuo soccorso, all'esercizio incondizionato
della pietà, non avrei risposto se non prima di una sequenza di intense
e sentite preghiere propiziatorie; poi, forse, con molto garbo, avrei
dato, sussurrato qualche modestissimo e velato consiglio
sono solo un essere umano e mi faccio saltare la mosca al naso quando mi
sento canzonato e offeso, ancor più quando ciò è anonimo e gratuito
>> ciao e fatemi sapere per l'indirizzo
>
> Credo che sia lo stesso che hai suggerito tu a al signor C.
grazie, seguirò questo indirizzo, ma, bada bene, anche se la violenza
non è una soluzione, quando questa si profila, l'orizzonte s'annuvola e
certi idioti riscoprono l'eccellenza delle buone maniere
resto in ascolta per l'indirizzo :-)
>
On 4 Oct 2006 12:57:41 +0200, Enrico Olivetti wrote:
>
Enrichi O e G, come se non bastasse il C! Ma qui c'è un complotto
enrichiano, perdinci!
Dottore, ora Voi volete sdrammatizzare?
E senza scusarVi?
Dottore, Voi sì, certo, Voi siete una persona dabbene.
> Enrichi O e G, come se non bastasse il C! Ma qui c'è un complotto
> enrichiano, perdinci!
Enrico C, Enrico O, Enrico G, ...
ma se fondassimo una loggia icliana?
Enrico D
> Enrico C, Enrico O, Enrico G, ...
> ma se fondassimo una loggia icliana?
>
> Enrico D
Ma dove sono gli altri ventidue?
;)
tutti eclissati...
dinanzi alla determinazione, struzzi, bene
uno sfogo, da leggere o cestinare, comunque uno sfogo duro
ho sempre detestato i servi, gli intellettuali servi, schiavi, anche se
dinanzi a certe loro opere mi inchino per il rispetto dovuto al lavoro,
alla fatica e alla ragione
tuttavia, gli intellettuali, i letterati, nella più parte dei casi, son
servi, son pavidi: servitori del potere, delle scuole, della politica,
delle università, dei giornali...
il nostro Paese trabocca di questa specie tutta speciale di servitù, con
la peculiarità di disporre di servi scadenti e incapaci di produrre
alcunché di meritorio
Virgilio "serviva", ma con quali risultati, così molti altri
non più, epperò, nell'Italia d'oggi
tutti a sinistra, o quasi, tutti contro la Fallaci, indipendente,
audace, libera, fiera
una donna del secolo decimo nono, poiché il successivo ha prodotto
quisquilie, almeno nei suoi "valori", dopo Giolitti
fine della borghesia italiana, fine di altezze, di vette, di aquile,
solo codardi, con le dovute eccezioni
io sto dalla parte della Fallaci, son fiero di quella donna, l'adoro
detesto il perbenismo di sinistra, lo status quo culturale che
imperversa e atterrisce e affonda, annichilisce la nostra cultura da
ormai decenni, detesto il dopoguerra, la DC, il PC, i cattolici, i
vescovi, i vigliacchi, i Berlusconi, i Ferrara, i Feltri
Bossi, mi atterrisce, mi opprime, mi fa sentire un troglodita, un figlio
di selvaggi senza nulla, senza terra, senza spirito, senza religione,
senza anima, senza miti, senza culti
onoro quel povero italiano, che, pur da posizioni politiche
probabilmente opposte alle mie, essendo io di sinistra, ha avuto il
coraggio di dire a quei maiali di integralisti: "ora vi faccio vedere
come muore un Italiano".
son certo di sparare in piccionaia, leggendovi, in moltissimi casi,
riconosco in voi quella mediocrità di spirito, qualla mancanza di
audacia propria del secolo decimo nono, quel "crocianesimo" del tutto va
bene: bravi, continuate così, continuate a disonorare le Lettere e il
nostro Paese
> son certo di sparare in piccionaia, leggendovi, in moltissimi casi,
> riconosco in voi quella mediocrità di spirito, qualla mancanza di
> audacia propria del secolo decimo nono, quel "crocianesimo" del tutto va
> bene: bravi, continuate così, continuate a disonorare le Lettere e il
> nostro Paese
Stra-ROTFLissimo!
Nuovo indirizzo email, vecchie conoscenze? ;)
in altra epoca Ella non lo sognerebbe mai; dopo il Concilio ad Ella è
concesso pure il sogno e l'ambir proibito
Qui non seguito a seguirLa, un aiutino?
posso contare, lei insinuerebbe, su altro chierico?
> Enrico Gregorio ha scritto:
>
> >> Non so chi Voi siate, ma il Vostro sarcasmo non Vi onora, signor C, e,
> >> con evidente poco rispetto, andate pure a fare in c***
> >
> > Temo che tu debba rivedere la definizione di sarcasmo.
>
> e quale sarebbe, per cortesia?
Ironia pungente, amara, rivolta contro qualcuno o qualcosa
> > Un messaggio dove c'è scritto "avvoso" per "avviso", "risolata" per
> > "risolta" e aggiungo un "per altro" che poteva benissimo mancare,
> > meritava certamente almeno una battuta spiritosa come risposta. Ti
> > concedo che una faccina :-) dopo il salmì poteva andarci.
>
> ora, poiché si scrive su icli si deve essere per forze letterati oppure
> si può concedere ad una persona qualunque di chiedere?
Hai chiesto e ti è stato risposto.
> altrimenti, come fai tu e il signor C, facendo le pulci ai refusi e alle
> ridondanze, per le quali peraltro l'orientamento è solo il gusto e lo
> stile, risulta ardito, scoraggia e allontana qualsivoglia pur modesto
> intervento
La frase non sta in piedi. Qual è la reggente?
> ovvero, son inciampato in un ristretto circolo di intimi amici di penna
> e non mi è concesso altro che leggere i vostri complimenti reciproci e
> le vostre, almeno in molti casi, nostalgie della Crusca?
?
> > Ti è stato risposto in modo cortese e vivace. Se non sai cogliere
> > questi aspetti nel messaggio di Enrico C, è meglio che cominci a leggere
> > qualche libro.
>
> Perché non me ne consigli qualcuno tu?
> così comincio
I promessi sposi, di tale Alessandro Manzoni, per esempio.
> p.s: io non capisco come ci si possa permettere, senza nulla sapere
> dell'altro, queste libertà che tu definisci "vivaci"; senza sapere se
> l'altro soffre, è depresso, malinconico, ignorante, sensibile, fragile,
> ha il cancro, o cos'altro
Political correctness?
> ma possibile che sempre in questi newsgroup si debba mancare di
> sensibilità e rispetto della dignità dell'altro?
?
> io sono stato offensivo, ma con intenzione, espressamente, e me ne
> assumo le responsabilità
Bravo. Nessuno ti ha risposto con insulti. Se sei depresso e prendi
levità e ironia per offesa personale, sono affari tuoi.
> posso farnire il mio indirizzo e regolare la questione, non sono uno
> struzzo, sono un uomo e detesto chi non rispetta volutamente e con
> sufficienza, con dolenza, con ironia, con accidia gli altri
>
> ciao e fatemi sapere per l'indirizzo
Accidia: avversione all'operare unita a tedio; indolenza, pigrizia,
inerzia.
Un accidioso non ti avrebbe nemmeno risposto.
Dolenza=?
Ciao
Enrico
> Stra-ROTFLissimo!
>
> Nuovo indirizzo email, vecchie conoscenze? ;)
Mi sa tanto di sě, quello che si risponde anche da solo...
bravo, con tanto di dizionarietto alla mano
significato = somma di tutti i segni significativi....
>>> Un messaggio dove c'è scritto "avvoso" per "avviso", "risolata" per
>>> "risolta" e aggiungo un "per altro" che poteva benissimo mancare,
>>> meritava certamente almeno una battuta spiritosa come risposta. Ti
>>> concedo che una faccina :-) dopo il salmì poteva andarci.
>> ora, poiché si scrive su icli si deve essere per forze letterati oppure
>> si può concedere ad una persona qualunque di chiedere?
>
> Hai chiesto e ti è stato risposto.
Anche tu corri ai ripari: hai chiesto e ti è stato dato, come a un cane
rognoso.
Ringrazio.
>> altrimenti, come fai tu e il signor C, facendo le pulci ai refusi e alle
>> ridondanze, per le quali peraltro l'orientamento è solo il gusto e lo
>> stile, risulta ardito, scoraggia e allontana qualsivoglia pur modesto
>> intervento
>
> La frase non sta in piedi. Qual è la reggente?
Cosa significa "Qual è la reggente?"
La comunicazione sei proprio sicuro che sia così strutturata?
"So di non sapere", cosa significa?
Oppure, poiché tutto è caos, da buon peripatetico, non fai che metter
ordine su ordine per poi obliare l'ordine che hai stabilito nei cassetti
della memoria e della tua logicuccia vana?
>> ovvero, son inciampato in un ristretto circolo di intimi amici di penna
>> e non mi è concesso altro che leggere i vostri complimenti reciproci e
>> le vostre, almeno in molti casi, nostalgie della Crusca?
>
> ?
!
>>> Ti è stato risposto in modo cortese e vivace. Se non sai cogliere
>>> questi aspetti nel messaggio di Enrico C, è meglio che cominci a leggere
>>> qualche libro.
>> Perché non me ne consigli qualcuno tu?
>> così comincio
>
> I promessi sposi, di tale Alessandro Manzoni, per esempio.
Lo raccomando tanto anche a te.
mettilo sotto il cuscino per non dimenticarti ogni volta che ti corichi
di prostrarti.
>> p.s: io non capisco come ci si possa permettere, senza nulla sapere
>> dell'altro, queste libertà che tu definisci "vivaci"; senza sapere se
>> l'altro soffre, è depresso, malinconico, ignorante, sensibile, fragile,
>> ha il cancro, o cos'altro
>
> Political correctness?
Comunista?
>> ma possibile che sempre in questi newsgroup si debba mancare di
>> sensibilità e rispetto della dignità dell'altro?
>
> ?
!
>> io sono stato offensivo, ma con intenzione, espressamente, e me ne
>> assumo le responsabilità
>
> Bravo. Nessuno ti ha risposto con insulti. Se sei depresso e prendi
> levità e ironia per offesa personale, sono affari tuoi.
"Politicamente corretto?"
>> posso farnire il mio indirizzo e regolare la questione, non sono uno
>> struzzo, sono un uomo e detesto chi non rispetta volutamente e con
>> sufficienza, con dolenza, con ironia, con accidia gli altri
>>
>> ciao e fatemi sapere per l'indirizzo
>
> Accidia: avversione all'operare unita a tedio; indolenza, pigrizia,
> inerzia.
Perché non li metti nel caffè latte le tue definizioni?
> Un accidioso non ti avrebbe nemmeno risposto.
anche qui, lettera più lettera, parola più parola uguale significato,
una vera filosofia del linguaggio, continua così, andrai lontano
> Dolenza=?
Hai ben compreso, auguri per la tua salute.
> Ciao
> Enrico
Ciao, Enrico
> immagino che Ella moltissimo ambirebbe entrar in loggia,
> ha buone speranze, perseveri, dati i tempi
>
> in altra epoca Ella non lo sognerebbe mai; dopo il Concilio ad Ella è
> concesso pure il sogno e l'ambir proibito
¿¿¿ "ad Ella" ???
Bruno
> Enrico Gregorio ha scritto:
> >
> > Ironia pungente, amara, rivolta contro qualcuno o qualcosa
>
> bravo, con tanto di dizionarietto alla mano
> significato = somma di tutti i segni significativi....
Vedo che tu usi dizionari non tanto buoni.
> >>> Un messaggio dove c'è scritto "avvoso" per "avviso", "risolata" per
> >>> "risolta" e aggiungo un "per altro" che poteva benissimo mancare,
> >>> meritava certamente almeno una battuta spiritosa come risposta. Ti
> >>> concedo che una faccina :-) dopo il salmì poteva andarci.
> >> ora, poiché si scrive su icli si deve essere per forze letterati oppure
> >> si può concedere ad una persona qualunque di chiedere?
> >
> > Hai chiesto e ti è stato risposto.
>
> Anche tu corri ai ripari: hai chiesto e ti è stato dato, come a un cane
> rognoso.
> Ringrazio.
Petite et dabitur vobis, quaerite et invenietis,
pulsate et aperietur vobis
Non mi risulta che siano parole rivolte a cani rognosi.
> >> altrimenti, come fai tu e il signor C, facendo le pulci ai refusi e alle
> >> ridondanze, per le quali peraltro l'orientamento è solo il gusto e lo
> >> stile, risulta ardito, scoraggia e allontana qualsivoglia pur modesto
> >> intervento
> >
> > La frase non sta in piedi. Qual è la reggente?
>
> Cosa significa "Qual è la reggente?"
> La comunicazione sei proprio sicuro che sia così strutturata?
In una frase italiana complessa ci sono la reggente e le subordinate.
Nella tua la reggente è "risulta ardito, scoraggia e allontana..."
Rileggi la tua ultima: non è buon italiano, suvvia!
> "So di non sapere", cosa significa?
> Oppure, poiché tutto è caos, da buon peripatetico, non fai che metter
> ordine su ordine per poi obliare l'ordine che hai stabilito nei cassetti
> della memoria e della tua logicuccia vana?
"So di non sapere" lo diceva Socrate. Che non era affatto un
peripatetico. Confondi i periodi storici, Aristotele è nato quindici
anni dopo la morte di Socrate.
> > I promessi sposi, di tale Alessandro Manzoni, per esempio.
>
> Lo raccomando tanto anche a te.
> mettilo sotto il cuscino per non dimenticarti ogni volta che ti corichi
> di prostrarti.
Non mi ci prostro affatto. Però l'ho letto più di una volta.
> > Accidia: avversione all'operare unita a tedio; indolenza, pigrizia,
> > inerzia.
>
> Perché non li metti nel caffè latte le tue definizioni?
Perché il caffellatte non mi piace. Comuni problemi di digestione del
latte vaccino; tranquillo, niente di preoccupante.
> > Un accidioso non ti avrebbe nemmeno risposto.
>
> anche qui, lettera più lettera, parola più parola uguale significato,
> una vera filosofia del linguaggio, continua così, andrai lontano
>
> > Dolenza=?
>
> Hai ben compreso, auguri per la tua salute.
Grazie. Sei tu che non conosci il significato comune delle parole
e non hai l'umiltà di andare a controllare. Certo, a tutti può scappare
un errore di battitura (avvoso e risolata), ma tu scrivi davvero male.
Per esempio, "definizioni" è femminile, quindi il pronome è "le".
Sulla grafia di caffellatte si può discutere, ma mi attengo a quella
proposta da Luciano Satta che la vedeva come "caffè e latte", quindi
con il raddoppiamento dopo "e".
Ciao
Enrico
lo so benissimo, ho fatto il classico quando era ancora tale...e poi
filosofia classica alla statale di milano, via festa del perdono,
eccetera eccetera
il punto che non comprendi è che con aristotele comincia la conoscenza,
la sapienza termina con platone, amico dei sapienti, lui primo a
definirsi tale, platone, ma non più sapiente
con aristotele la sapienza sparisce, non è più nemmeno prossima, è
altro, cioè conoscenza ovvero scienza, quindi classi, insiemi, detto
alla "moderna", classificazioni, ma la verità, quella non è più tale, è
una verità "paradigmatica", legata al contesto della scuola, alla lingua
determinata dalla scuola medesima, allo "scientismo".
a me quel "pensiero" non interessa, lo conosco poiché "è stato", né
ambisco il ritorno ai presocratici; faccio tesoro di quello che fu, ma
ho l'ambizione di essere "dotto", e delle "aporie" che tu mi rimproveri,
principale e subordinata, non mi importa nulla, perseguo la
comunicazione oltre le convenzioni linguistiche, banali e scolastiche;
poiché so che la lingua è caos, come la natura, non mi esercito
nell'aderire a tradizioni stantie, vane; mi impongo di andare oltre, oso
e spero, nel mio piccolo mondo, di aprire nuovi orizzonti, ma non
impongo nulla, non detto leggi, non critico, non offendo se non provocato
>>> I promessi sposi, di tale Alessandro Manzoni, per esempio.
>> Lo raccomando tanto anche a te.
>> mettilo sotto il cuscino per non dimenticarti ogni volta che ti corichi
>> di prostrarti.
>
> Non mi ci prostro affatto. Però l'ho letto più di una volta.
>
>>> Accidia: avversione all'operare unita a tedio; indolenza, pigrizia,
>>> inerzia.
>> Perché non li metti nel caffè latte le tue definizioni?
>
> Perché il caffellatte non mi piace. Comuni problemi di digestione del
> latte vaccino; tranquillo, niente di preoccupante.
>
>>> Un accidioso non ti avrebbe nemmeno risposto.
>> anche qui, lettera più lettera, parola più parola uguale significato,
>> una vera filosofia del linguaggio, continua così, andrai lontano
>>
>>> Dolenza=?
>> Hai ben compreso, auguri per la tua salute.
>
> Grazie. Sei tu che non conosci il significato comune delle parole
> e non hai l'umiltà di andare a controllare. Certo, a tutti può scappare
> un errore di battitura (avvoso e risolata), ma tu scrivi davvero male.
>
> Per esempio, "definizioni" è femminile, quindi il pronome è "le".
dai, fai il bravo, prova ad immaginare che quelle "definizioni" forse
sono divenute tali sol perché ho cambiato l'accusativo in uno femminile,
quando avevo in mente altro e poi ho inviato senza "sorvegliare" il
testo: "Perché non li metti nel caffè latte le tue definizioni?"
ti prego, sdrammatizza, si scrive su un newsgroup e non per gloria, ci
si confronta, si scambiano opinioni, dando per scontato che
l'interlocutore può permettersi pure strafalcioni, sviste e refusi,
oppure quanto qui scritto è destinato a pubblicazioni di rilievo
internazionale?
> Sulla grafia di caffellatte si può discutere, ma mi attengo a quella
> proposta da Luciano Satta che la vedeva come "caffè e latte", quindi
> con il raddoppiamento dopo "e".
>
> Ciao
> Enrico
Enrico, parliamo proprio lingue divergenti, buona fortuna a te, di cuore
> ¿¿¿ "ad Ella" ???
'A Bru', svègliati: il sogno è concesso "ad Ella Fitzgerald", no?
Ciao,
Epimeteo
---
"Dream, when you're feeling blue,
dream, that's the thing to do,
just watch the smoke rings rise in the air,
you'll find your share
of memories there..."
(cit. onirica di Ella)
captatio benevolentiae?
no, per nulla
ciao
> Epimeteo, ho letto i tuoi interventi, questo è ottimo come molti altri:-)
>
> captatio benevolentiae?
> no, per nulla
Grazie, non ho motivo per non crederti.
D'altra parte penso che, con un po' di buona volontà, tra noi povericlisti
ci possa essere anche un "mutuum adiutorium", che è sempre una bella cosa...
Tenderei invece a escludere, tranne in casi particolari, il "remedium
concupiscentiae" e il "bonum prolis".
Ciao,
Epimeteo
---
"Ubi maior, minor cessat,
talis pater, talis filius,
motu proprio ad maiora...
ahi, vademecum tango,
sed alea iacta est..."
(cit. in latinorum)
Come è vero:-)
mi perdonerei per la seguente citazione che ti inoltro?
"La conversazione erudita è o l'affettazione dell'ignorante o la
professione di colui che è mentalmente disoccupato".
Oscar Wilde
La faccio mia, tranne che per lo "aut aut", notoriamente troppo classico
e identitario..., quindi escludo sia l'uno sia l'altro e dico
"altrimenti", per così fuggire dal nostro Oscar
Ciao a te:-)
> "Ubi maior, minor cessat,
> talis pater, talis filius,
> motu proprio ad maiora...
> ahi, vademecum tango,
> sed alea iacta est..."
> (cit. in latinorum)
>
Infine, permettimi anche questo, l'autore lo do per acquisito:
"Ab uno disce omnis"....:-)
Spero di averti almeno fatto sorridere:-)
> Spero di averti almeno fatto sorridere:-)
E come, no?
A me l'accusativo arcaico mi fa ridere da pazzi... :-DD
Ciao,
Epimeteo
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"Riderà, riderà, riderà,
tu falla ridere perché...
riderà, riderà, riderà,
ha pianto troppo insieme a me..."
(cit. esilarante)