Klaram ha scritto:
> Allora, di che stiamo discutendo? dov'è il problema linguistico? E'
> una scelta personale, e ha ragione l'autore dell'articolo a chiedersi
> perché alcuni vogliano cambiare l'accento del loro cognome. Avranno le
> loro ragioni, comunque sia son cavoli loro.
Allora io vorrei essere chiamato Pioggìa. Anzi, Pìoggia, così facciamo
un po' di esercizi fonetici, ché ci fanno bene :-)
> 2) Un'ultima precisazione su quanto affermato nel virgolettato: la
> pronuncia Pìllan NON è affatto piemontese!
Infatti, è semplicemente un'ipercorrettismo che si può trovare ovunque non
si conosca la pronuncia tradizionale e/o si sia persa la cognizione
dell'origine etimologica.
Teniamo presente, peraltro, che il cambio della posizione dell'accento è una
cosa che riguarda quasi esclusivamente la trasmissione scritta d'una
lingua. Le parole che derivano dal latino negli ultimi due millenni hanno
subito trasformazioni fonetiche spettacolari, ma l'accento è rimasto dov'era
nel volgare latino, tranne alcune rare eccezioni che si contano sulle dita
di una mano, e per le quali io conservo comunque il sospetto che ci
siano di mezzo le scuole. Perché se un tuo lontano antenato diceva NEPÓTE,
tu ora potrai anche essere arrivato a dire _anvàud_, trasformando la Ó
volgare in un dittongo e tutto il resto, ma a nessuno, nell'ottantina di
generazioni che stanno in mezzo, è venuto in mente di spostare l'accento
dalla posizione che gli era stata trasmessa sulle labbra della mamma. Anche
perché spostare un accento che si sia sentito con le proprie orecchie, senza
avere di fronte una grafia ambigua come quella dell'italiano, è un esercizio
di fonetica piuttosto impegnativo, e i nostri antenati avevano ben altro a
cui pensare.
Se io *chiedo* a uno come si chiama e quello mi *dice* che si chiama
*Padoàn*, quella pronuncia si fissa nella mia memoria, e non mi viene da
pensare che se spostassimo l'accento intensivo su un'altra sillaba si
potrebbe dire Pàdoan. Il problema si pone se la mia lingua madre è una
lingua in cui la posizione dell'accento non è libera, ma non è il nostro
caso.
Quindi stiamo semplicemente parlando degli ipercorrettismi che si producono
di fronte a una grafia ambigua e inadeguata, com'è quella dell'italiano. Se
l'italiano avesse una grafia adeguata, e in Veneto tutti scrivessero da
secoli Padoàn, una famiglia che si trasferisse altrove non potrebbe, dalla
sera alla mattina, cambiare la grafia del proprio cognome in Pàdoan,
per cui si conserverebbe anche la pronuncia originaria.
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Saluti.
D.