Roger hat am 05.10.2017 um 21:25 geschrieben:
> Father McKenzie ha scritto:
>
>> Qualcuno parla giapponese? Qualcuno mi disse che nella
>> traslitterazione maggiormente diffusa in occidente la "u"
>> serve per indicare che la consonante non è seguita da un
>> suono vocalico (forse da uno schwa?):
>> Questa tzia pronuncia Kazò Ishìg'ro....
>>
https://it.forvo.com/word/kazuo_ishiguro/
>
> È così.
> In giapponese non esistono gruppi consonantici, né parole
> che terminano
> con una consonante.
> L'unica consonante che può essere seguita da un'altra
> consonante o può
> stare in fine di parole à la n.
Più precisamente, qualsiasi consonante può essere seguita
dalla medesima consonante (e solo da quella) nella sillaba
successiva, come quelle che chiamiamo consonanti doppie e
conosciamo benissimo, a differenza di inglesi, tedeschi e
molti altri.
Hokkaido ovvero 北海道(ほっかいどう) è possibile, Crasso
no, e infatti il triumviro diventa Kurassusu (クラッスス)
dal latino Crassus.
> Si pone quindi per loro il problema di traslitterare i nomi
> stranieri,
> nomi di persone e di luoghi.
> Per fare questo usano i caratteri fonetici Hiragana o Katakana.
> E siccome non esistono gruppi consonantici, ricorrono
> all'espediente
> di inserire una u dopo una consonante seguita da un'altra
> consonante
> oppure dopo una consonante fine di parola.
Vero, ma del tutto irrilevante nel caso di nomi giapponesi
come Kazuo Ishiguro.
Tornando alla discussione tra Barone e Father, cliccando il
link citato da Father trovo due pronunce: quella di un certo
atsuo e quella di un certo akitomo, entrambi residenti in
Giappone.
Ho il sospetto che Father abbia ascoltato solo la prima, in
cui anche secondo me le due u si sentono molto bene (anzi
fin troppo, a mio modestissimo parere), e Barone solo la
seconda, in cui la u di Kazuo è quasi svanita e quella di
Ishiguro è molto ridotta.
In base alla mia modesta esperienza di tre mesi in Giappone
cercherei di dire Kazuo come fa atsuo (che ha lo stesso
gruppo -uo nel suo nome o pseudonimo) e Ishiguro come fa
akitomo.
Le fonti citate da Stefan mi sembrano corrette, a parte il
fatto che non so bene cosa sia una monovibrante alveolare e
ancora meno come pronunciarla. Cito e traduco da un libro di
Jack Seward, statunitense con decenni d'esperienza in
Giappone: "Per un profano come me, la r giapponese è un
misto in parti uguali di l, d e r in inglese. Per un
fonetico, è una r con una sola vibrazione in cui la punta
della lingua tocca brevemente l'attacco dietro i denti
anteriori e scende immediatamente."
Provate a seguire le istruzioni e ditemi cosa sentite.