ADPUF wrote:
> edevils, 19:45, giovedì 10 gennaio 2013:
> > "father mckenzie" <james....@MENOinfinito.it> ha scritto
> >
> >> I Promessi Sposi di Bolchi
> >> L'Odissea di Rossi (meno l'Eneide)
> > Che all'epoca fu trasmessa in bianco e nero, ovviamente, pur
> > essendo a colori.
> Trasmessi oggi sono sonniferi, però.
Non sono per niente d'accordo, me la sono rivista
recentemente l'Odissea, e l'ho preferita a tanti
kolossal veloci veloci pieni di effetti speciali
che vanno tanto di moda tra voi contemporanei. :-)
Come mi sono riviste diverse puntate de
"L'ispettore Maigret" con Gino Cervi,
e mi sono ugualmente piaciute.
Volendo, la lentezza, gli aspetti maggiormente artigianali,
danno invece quel valore aggiunto di fascino,
evocando anche un rapporto con il tempo diverso,
e, forse, più a misura di riflessione e umana.
Mi pare che la "accelerazione" temporale possa
essere invece una di quelle cose dalle quali
sarebbe bene "sdrogarsi", oltre alla forbice
ricchi/poveri, c'è anche quella accelerati/decelerati.
Noi umarells, ormai fuori dal mondo del lavoro,
siamo come spettatori che, pellegrini in un deserto,
vedono sfrecciare il treno degli affaccendati,
che passa di corsa. Esistiamo in diverse realtà
temporali, e possiamo, al massimo, incrociare
lo sguardo. D'altra parte se qualcuno si ferma
ad una stazione, ci può essere un incontro,
dove però si ha sempre la sensazione
che la versione umana "accelerata" sia sempre
in procinto di perdere il treno.