On Tue, 7 Jan 2020, Giovanni Drogo wrote:
> On Tue, 7 Jan 2020, Voce dalla Germania wrote:
>
>> la differenza tra andà (andare) e andaa (andato).
>
> stasera magari verifico cosa dice la grammatica del Nicoli ...
- intanto per la lunghezze delle CONSONANTI doppie quanto dicevo era un
ricordo piuttosto vago. Il Nicoli ha invece una tabellina di questo
genere:
esempio(lingua) lunghezza della l
pala (italiano) 100
palla (italiano) 200
balla (milanese, palla sing. /bala/) 150
ball (milanese, palle pl. /bal/) 125
ballôn (milanese pallone /balun/) 100
balèna (milanese balena, E aperta) 100
(la grafia e' quella scelta dal Nicoli per questo esempio, che usa
non regolarmente presentando anche altre varianti)
- sulle vocali dice (dal piu' semplice al piu' complesso)
- i come in italiano
- u rigorosamente /y/ (ü "tedesca")
- o usata graficamente per tre casi
o scritta senza accento, atona /u/ (tosann /tusan/ ragazze pl.)
ô tonica /u/ accentata (tosa /tusa/ ragazza s.)
ò aperta /o/
- e e' "unica" con un suono intermedio tra aperto e chiuso quando
atona, non ha corrispondente in italiano
Nota la seguente sequenza:
pèss (pesce) aperta /pEs/
pessitt (pescino) normale /pesit/
pesa (pésa) normale /peza/
dice anche "se ha suono prolungato e' tradizionalmente scritta
doppia ma solo in fine di parola, e' sempre tonica ma l'accento
non viene scritto" e come esempio riporta
fondeghee /fundege:/ (come se fosse "fundeghe'" ... vuol dire
droghiere, etimologicamente sarebbe qualcosa come "fondacario")
In questo caso usa il segno IPA di prolungamento
- per la "a" infine nota che mentre in italiano ha suono unico
in milanese varia tra una forma aperta che lui indica come a
/a/ e una chiusa che indica con à o /å/ ... che non e' una notazione
IPA, e che dice "tende a una o"
(sinceramente io non sento tanto questo ibrido a-o ma d'altra
parte per me la /V/ (v rovesciata in IPA, quella di "bus" in
inglese) per me e' una a ("bas") e cosi' pure la o atona del
russo (khorosho -> carascio')
come esempi riporta questa pseudo coppia minima
it. callo che scrive mil. càll e trascrive /kal/
it. calo che scrive mil. cál e trascrive /kål/
oppure appunto la contrapposizione tra infinito e participio
passato del verbo della I coniugazione
suonare sonà /suna/
suonato sonaa /sunå/
tutti accentati sull'ultima. Il Nicoli non usa l'accento preposto
alla sillaba stile IPA /su'na/ /su'nå/ ma mette un trattino
verticale tipo prime (') SOPRA la vocale (effettivamente e'
piu' comprensibile per noi) che non riesco a riprodurre graficamente
in ISO 14755 Unicode
Nota anche che tale a chiusa per lui appare anche non in fine di
parola. P.es. l'infinito "mangiare" e' scritto mángià e trascritto
/mån'dZa/
quindi per lui e' piu' una opposizione di apertura che di
lunghezza tra infinito e participio. La scrittura "doppia" e'
piu' che altro un artificio grafico che si applica anche alle
altre "coniugazioni". Al participio maschile, quello femminile
e' piu' normale:
I con. parlare parlà parlato/a parlaa/parlada
II con. vedere vedè veduto/a veduu/veduda (ü)
III con. scrivere scriv scritto/a scrivuu/scrivuda
IV con. sentire sentí sentito/a sentii/sentida
questo e' il quanto, salvo orrori ed emissioni