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Etimologia di "c**** ": il punto della situazione

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Riccardo Venturi

unread,
Jul 25, 1998, 3:00:00 AM7/25/98
to

Viste le numerose ipotesi pervenute, facciamo il punto della
situazione sull'etimologia di "cazzo" e dei termini dialettali
collegati finora pervenuti.

Invito tutti quanti avessero ulteriori ipotesi a farsi avanti, anche
perchè ho intenzione, una volta giunti ad una serie di conclusioni
accettabili, di preparare un articolo da inviare all' "Archivio
Glottologico Italiano" o ad altra rivista specializzata, firmato
collettivamente a nome dell'intero gruppo di discussione
it.cultura.linguistica.italiano.

Questo, naturalmente, se sarete tutti d'accordo (e vi prego di farmelo
sapere anche per posta elettronica), in quanto, naturalmente, non mi
permetterei mai di prendere un'iniziativa a nome del gruppo di
discussione senza il parere favorevole dello stesso.

Comunque sia, anche per dare a questa cosa un rigoroso carattere
scientifico e metodologico, prego tutti gli amici che hanno già
inviato delle ipotesi etimologiche e quelli che hanno intenzione di
inviarle di fornire delle sommarie indicazioni bibliografiche e/o
documentali.

Ho un sogno: quello che il nostro bellissimo gruppo di discussione non
si limiti a discutere, ma che inizi anche a "creare" (anche se
telematico, si tratta pur sempre di un "cenacolo" !).

PS: poichè il presente messaggio ha intenti esclusivamente
RIASSUNTIVI, prego gentilmente di non effettuare follow-up, e di
inviare invece eventuali commenti, aggiunte e/o correzioni sul thread
"Etimologia delle parolacce".
Grazie.

*********************************

GRUPPO DI DISCUSSIONE USENET IT.CULTURA.LINGUISTICA.ITALIANO:
"CAZZO" E TERMINI DIALETTALI COLLEGATI : IPOTESI ETIMOLOGICHE
SITUAZIONE AGGIORNATA AL 24 LUGLIO 1998

1.
[ Riccardo Venturi, 17/07/98 14:15 <traduz...@iol.it> ]
- CAZZO, s.m. Termine isolato presente solo in italiano e di
etimologia sconosciuta. L'antico termine latino mentula, -ae si è
conservato intatto nel siciliano m i n c h i a. Altre denominazioni
dialettali e non sono di chiara origine metaforica, come "uccello",
"pisello", il toscano "fava" (usato anche in senso dispregiativo per
"stupido", passaggio semantico assai frequente, cfr. "minchione",
"cazzone" ecc.).

2.
[ <laser...@usa.net> 17/07/98 18:53 ]
Hai mai pensato al "cazzare" velico, quello che intende "tirare scotte
e vele" ?
Cosa dice l'etimologia di questo verbo?

3.
[ "Giorgioprimo", 17/07/98 20:10 <gana...@usa.net> ]
RE:Cazzare deriva dal latino "captare",vale a dire
afferrare,avvicinare a
sé,quindi ha una diversa etimologia.
Riferito alla vela,se la manovra viene effettuata nel momento
sbagliato,é
evidente che si avrá fatto una "cazzata" in tutti i sensi.
(Insipida battuta circolante negli ambienti velici).

4.
[ Riccardo Venturi, 18/07/96 18:06 <traduz...@iol.it> ]
Detto questo, vorrei precisarti che il verbo "cazzare" nell'accezione
marinaresca (specifico questo perchè oramai esiste un altro "cazzare",
variante di "scazzare", dal significato di "sbagliare"; ma si tratta
di un evidente derivato di "cazzo", o meglio, una retroformazione
procedente da "cazzata") è una derivazione diretta non dal latino, ma
dallo spagnolo CAZAR "cacciare" ed anche "cazzare" (cazar las velas)
[Giacomo Devoto, "Avviamento alla Etimologia Italiana, p. 72, colonna
II]. Il termine spagnolo è certamente derivato dal latino volgare
*CAPTIARE (per "captare"; > it. "cacciare") con passaggio fonetico
regolare sia in italiano che in spagnolo.
[ omissis ]
[...] mi permetto in
quest'unico caso di presentare un'idea che mi è frullata in testa
questi giorni, relativa all'etimologia di "cazzo".
Il punto di partenza sarebbe la regolare designazione degli organi
genitali mediante passaggio di genere: l'organo femminile viene
riportato metaforicamente al femminile ( fico > fica, topo > topa
ecc.), mentre quello maschile viene riportato al maschile (campana >
campano ecc.). Ora, in italiano antico esiste un sostantivo femminile
CAZZA, "recipiente, mestola" < latino CATTIA "grossa chiocciola:
tazza, mestola", privo di connessioni indeuropee attendibili. Tra
l'altro, "cazza" è alla base di sostantivi ancora comunemente usati,
come "cazzuola" e "casseruola" (variante livornese/elbana:
"cazzarola").
Il sostantivo "cazzo" potrebbe anche essere una formazione del genere;
dal punto di vista metaforico, l'indicazione del pene come un
"mestolo" (si noti: mestola > mestolo) potrebbe anche essere
plausibile.

5.
[ "lbo@NOSPAM <Lbo da casa>, 19/07/98 05:32]
Non mi vorrei sbagliare, ma sono convinto di aver letto, da piccolo,
su un vocabolario che "cazzo" in toscano antico sarebbe stato un palo,
usato ad es. per recinzioni.
Devo anche dire che non ho piu' ritrovato tale ipotesi.
Il vocabolari che avevamo in casa all'epoca avrebbero potuto essere lo
Zingarelli e un'altro edito da Garzanti.

6.
[ "Elrond", 20/07/98 11:57 <fm...@boomboomtin.it> ]
2) "scazzare" e', in dialetto meridionale, pulire la pipa. La
scazzatura della pipa, ovvero l'incrostazione che se ne asporta,
veniva messa in bocca (bleah!) da chi si addormentava all'aperto con
valore protettivo contro "intrusioni" maligne, prima fra tutte
l'entrata di un serpente in bocca (ovvio simbolismo). Non c'entra, ma
mi piace divagare sprecando banda.
3) "cazzaro" e' una parola che ho sentito usare a Genova e a Milano
nel senso di "colui che spara cazzate, millantatore".

7.
[ "Elrond", 20/07/98 12:10 <fm...@boomboomtin.it> ]
Non ho un dizionario piemontese (ma sono certo che qualcuno del NG lo
abbia), pero' credo proprio che la derivazione sia dal Latino
"cippus, -i" = "tronco di colonna funeraria, pietra di confine, palo
di palizzata". Ovvio il paragone con il pene.
I cippi italici ed etruschi avevano spesso forma fallica.
Poi c'e' il "ceppo" nel senso di "stirpe", con il consueto rapporto
padre - albero, e qualche altra faccenda strana che trovo sulla
Treccani:
"Ceppo" e' (dal ceppo bruciato nel caminetto) il Natale, detto anche
"Pasqua del Ceppo" (ma dove?); personificato, Ceppo e' anche una
figura mitica pre - Babbo Natale.
Sempre secondo la Treccani "ceppo" e' "persona stolida, balorda".
E infine la nota piu' marginale ma, per me, piu' carina:
"Ceppita" (etim: da "cespita", raccostato a "ceppo")
Nome toscano dell' Inula Viscosa, erba perenne simile alla Verga d'Oro
(!) pero' piu' rigida di questa ... cosparsa di peli ghiandolosi che
la rendono di odore forte e sgradevole... usata dal popolo nelle
affezioni delle vie urinarie."

8.
["^^SpAwN^^", 20/07/98 18:09 <ros...@cyber.dada.it> ]
Qui possiamo fare un vero e proprio campionario (Benigni docet,
consiglio a
tutti di procurarsi la cassetta della puntata di Fantastico in cui dà
l'assalto alla Carrà, e poi si lancia in una declamazione degli organi
genitali sia maschile che femminile)
I più frequenti sono
Cazzo = fava, nerchia, brincello, brandano , billo (anche se a Siena
il Billo è il tacchino, nota la famosa battuta della signora di buona
famiglia, che , dal macellaio, chiede "che mi dà un chilo di billo nel
culo ?", al chè il macellaio risponde "mah, mezzo 'hilo 'un lo so, ma
fra mme e i'mmi figliolo un sett' o ott' etti se ne tira fori...")

9.
[ "^^SpAwN^^", 21/07/98 04.45 <ros...@cyber.dada.it> ]
Dalle mie parti, di persona dura di comprendonio e poco incline a
ragionamenti sofisticati, si dice essere un "ceppone", con la variante
"ceppi'one" (ceppicone) in uso a Livorno. Per traslato,credo, da
ceppi'one
siamo arrivati, in Valdelsa, anche a "cerpi'one". In linea generale,
però,
nel parlato comune, per ceppa si intende, in frasi dal significato
denigratorio o canzonatorio, la testa, per cui ceppone o ceppi'one è
colui
che è "un bel capone duro di menta".

10.
[ Mario Pavesi, 22/97/98 02:05 <logi...@logisoft.it> ]
In portoghese c'è "caralho", in spagnolo "carajo" - che viene
usato ormai solo come imprecazione, al punto che il significato
originale è sconosciuto a molti ispanofoni; anche se conservano
la sensazione che sia un termine "sporco" - dal che la variante
edulcorata "caramba". D'altro canto, il significato anatomico
è confermato per esempio dal fatto che si chiama "carajera" la
parte dell'armatura che protegge quella parte del corpo.

11.
[ Dinho, 22/07/98 08:12 <agra...@dada.it> ]
mi ero quasi convinto che derivasse dal greco "akation", l'albero
maestro di una nave

12.
[ <laser...@usa.net>, 24/07/98 17:38 ]
Tutto molto bello, volevo solo proporre una precisazione, che amerei
fosse confermata da qualcuno + ferrato di me. Casöla non e' termine
esclusivamente milanese, è comune, credo, a tutta la Lombardia.
Inoltre la corretta scrittura milanese, e insisto col "credo", sarebbe
"casoeula" cosi' come in "Sant'Ambroeus" o in "Milan e poeu pü", di
foggia franceseggiante, mentre nel resto della Lombardia è più usata
la " ö ", austriacheggiante (belli sti neologismi, eh?).

> Riccardo Venturi <traduz...@iol.it>
> Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
> So er an îr ûfgestigen ist (Vogelweide)


Mario Pavesi

unread,
Jul 27, 1998, 3:00:00 AM7/27/98
to
Riccardo Venturi:
> [...] naturalmente, se sarete tutti d'accordo (e vi prego di farmelo
> sapere [...]
Nessuna obiezione; e penso sia così per tutti, ma apprezzo la tua
delicatezza.

Riccardo Venturi:


> l'organo femminile viene riportato metaforicamente al femminile
> ( fico > fica, topo > topa ecc.)

Vero: per esempio, da noi si usa "passera" - che tra l'altro chiude
sul versante femminile il cerchio della metafora "uccello".

> mentre quello maschile viene riportato al maschile (campana >
> campano ecc.). Ora, in italiano antico esiste un sostantivo femminile
> CAZZA, "recipiente, mestola" < latino CATTIA "grossa chiocciola:
> tazza, mestola", privo di connessioni indeuropee attendibili. Tra
> l'altro, "cazza" è alla base di sostantivi ancora comunemente usati,
> come "cazzuola" e "casseruola" (variante livornese/elbana:
> "cazzarola").

> Il sostantivo "cazzo" potrebbe essere una formazione del genere [...]

Possibile; però, come già osservavo, in spagnolo il termine
corrispondente CAZO è maschile e non ha connotazioni metaforiche.
Naturalmente, lo spagnolo non è l'italiano; pure, la cosa non è del
tutto irrilevante, dato che spesso spagnolo e italiano si sono
evoluti in modi paralleli.

Mario Pavesi

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